Nuove pubblicazioni su Sursum Corda

Segnaliamo la recente pubblicazione sul nostro sito di numerosi opuscoli e libretti cattolici.

1) Breve saggio su denatalità, darwinismo e malthusianesimo ;

2) L’alcool, ecco il nemico! ;

3) L’uso del latino per preservare e trasmettere la fede ;

4) La bestemmia (per l’Abate Isidoro Mullois) ;

5) Un Cattolico può farsi protestante? (di Mons. de Ségur) .

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Fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti.html

Disponibile il numero 171 di Sursum Corda del 28 luglio 2019

Sul sito è disponibile il numero 171  (del giorno 28 luglio 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Per donare all’Associazione cliccare qui  oppure qui .


Cliccare qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:– Comunicato numero 171. Il convito di Bethania: Giuda il ladro;
– Preghiera a Sant’Apollinare, Vescovo e Martire (23.7);
– Racconti miracolosi n° 88. Il Beato Angelo da Acri «ferma il sole»;
– Preghiere a San Cristoforo, Martire (25.7);
– Racconti miracolosi n° 89. Il Beato Angelo da Acri e la bilocazione;
– Preghiere a San Giacomo Apostolo, il Maggiore (25.7);
– Racconti miracolosi n° 90. Il Beato Angelo da Acri e l’agilità gloriosa;
– Preghiere a Sant’Anna per le madri e le famiglie (26.7);
– Vita e detti dei Padri del deserto: Isacco di Tebe (parte 2);
– Orazione a San Felice II e altri Martiri (29.7);
– Preghiera a Santa Marta, Vergine (29.7).

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-171.html

Comunicato numero 170. La parabola delle mine e dei talenti

Stimati Associati e gentili Sostenitori, abbiamo in giacenza ancora alcune copie dei libri «Racconti miracolosi» (del P. Giacinto da Belmonte) e «L’inferno» (di Mons. Gaston de Ségur). Si tratta di due libri formativi scritti da autori di provata fede e di cristallina dottrina: Che Dio li abbia in gloria! Vogliate cortesemente contribuire al sostentamento della nostra piccola Associazione acquistando – secondo le Vostre possibilità e con donazione spontanea – una o più copie. Come di consueto, oltre al libro verranno inseriti nel plico GLS anche l’antico santino per seguire la Santa Messa ed alcune copie di Sursum Corda. Il ricavato sarà utilizzato soprattutto per finanziare la stampa delle prossime novità editoriali. È possibile usare la sezione «Sostienici» del sito, in questo momento attiva e funzionante per la nostra sporadica raccolta fondi.

• Veniamo all’abituale spiegazione della Sacra Scrittura secondo le istruzioni dell’Abate Giuseppe Ricciotti. § 499. Probabilmente l’ammenda di Zaccheo e la risposta di Gesù avvennero durante un banchetto offerto dal capo pubblicano al suo ospite. Vi avranno partecipato, oltre ai discepoli di Gesù, anche altri suoi ammiratori che s’aspettavano da lui grandi cose: e un fremito ansioso doveva passare a ondate in quella sala, ove a mezza voce si sentiva parlare di regno di Dio, di Messia glorioso, di travolgenti vittorie, di tribunali giudicanti, di fulgidi troni e di cortigiani gloriosi e beati; se ne parlava, tuttavia, con qualche prudenziale riserbo per non dispiacere al maestro, giacché tutti sapevano ch’egli – chissà per quali sue recondite ragioni – disapprovava quei ragionamenti e sostituiva a quelle prospettive così rosee altre prospettive altrettanto lugubri (ne abbiamo parlato a proposito delle «Rettificazioni messianiche», ndR). Eppure, senza alcun dubbio, oramai si era alla vigilia di fatti decisivi; tutto induceva a credere che da un giorno all’altro la potenza taumaturgica del maestro si sarebbe dispiegata in pieno, lo stato delle cose sarebbe stato totalmente mutato e il regno di Dio palesemente inaugurato. Da alcune finestre della sala si scorgeva forse la suntuosa reggia ricostruita da Archelao: e taluni di quegli infervorati dovettero ripensare all’effimero ed oscuro principato di quel tetrarca (§ 14), contrapponendogli in cuor loro lo stabile e glorioso regno che il Messia Gesù avrebbe inaugurato di lì a pochi giorni. Gesù in parte udì le sommesse parole, e per il resto comprese da sé lo stato d’animo dei presenti; perciò «disse una parabola, perché egli era vicino a Gerusalemme e quelli credevano che il regno d’Iddio stava per apparire subito» (Luca, 19, 11). La parabola fu la seguente. Un uomo nobile partì per una regione lontana, onde ricevere l’investitura di un regno e poi ritornare quale re effettivo del luogo di partenza. Per non lasciare inoperoso il proprio denaro durante la sua assenza, consegnò una mina – cioè un po’ più di 100 lire in oro – a ciascuno dei dieci suoi servi con l’incarico che la commerciassero fino al suo ritorno. Senonché i suoi cittadini lo odiavano, e mandarono dietro a lui una loro propria ambasceria che dicesse a colui che doveva concedere l’investitura: «Non vogliamo che costui regni su di noi!». Tuttavia l’investitura fu concessa, e l’uomo nobile tornò quale re effettivo. Questa “premessa” della parabola è cavata dalla realtà storica; già notammo che essa corrisponde esattamente al viaggio che un trenta anni prima Archelao aveva fatto a Roma per ricevere da Augusto l’investitura dei suoi dominii, e inoltre anche alla delegazione di cinquanta Giudei che fu inviata da Gerusalemme dietro a lui e contro di lui (§13). Si abbia anche presente che, mentre Gesù parlava e gli altri l’ascoltavano, gli occhi di tutti potevano benissimo posarsi sulla reggia dello stesso Archelao rimasta vuota a Gerico. Tornato il nuovo re, domandò i conti ai servi a cui aveva affidato le mine.

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Disponibile il numero 170 di Sursum Corda del 21 luglio 2019

Sul sito è disponibile il numero 170 (del giorno 21 luglio 2019)  di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download   dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 170. La parabola delle mine e dei talenti;
– Preghiera a Santa Margherita, Vergine e Martire (20.7);
– Dizionario di teologia dommatica. Il Soprannaturale;
– Orazioni a San Federico, Vescovo e Martire (18.7);
– Dizionario di teologia dommatica. I Membri della Chiesa;
– Preghiera a Sant’Alessio, Confessore (17.7);
– Dizionario di teologia dommatica. La Natura;
– Preghiera alla Madonna del Carmelo (16.7);
– Racconti miracolosi n° 86. Un triste giovane e San Bernardino da Siena;
– Preghiera per l’Ordine del Carmelo (di dom Prosper Guéranger);
– Racconti miracolosi n° 87. San Giovanni Canzio converte dei ladri.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-170.html

16 luglio, Madonna del Carmine e Scapolare

Origine e privilegi. – S. Simone Stock, generale del Carmelitani, nella notte dal 15 al 16 luglio 1251 pregavo intensamente la Madonna che, in pegno della sua protezione per il suo Ordine, lo distinguesse con un segno speciale. La Vergine, apparendogli, gli disse: Ricevi, diletto figlio, questo Scapolare del tuo Ordine, come contrassegno della mia fratellanza; esso è il segno del privilegio che ho ottenuto a te ed a tutti i figli del Carmelo: chi morrà piamente rivestito di quest’abito sarà preservato dal fuoco dell’inferno: esso è un pegno di salute, una salvaguardia nei pericoli, un segno d’alleanza e di pace con voi in sempiterno. Altro privilegio che sembra risalire ad una visione di Papa Giovanni XXII è quello detto Sabbatino. Papa Paolo V così si esprime: Si può piamente credere che la Vergine con le sue continue intercessioni, pii suffragi, e meriti e con una speciale protezione aiuta i Confratelli del Carmelo, morti in grazia di Dio, a uscire dal purgatorio e ciò specialmente nel giorno di sabato, giorno dalla Chiesa a Lei consacrato. Il Beato de la Colombière, diceva non esservi devozione tanto confermata con miracoli e prodigi, come quella dello Scapolare.

Condizioni del primo privilegio: 1) Ricevere l’imposizione dello scapolare ed essere iscritti alla confraternita; 2) Portare con pietà l’abitino, cioè vivendo cristianamente, poiché, nessuno può sperare d’essere assistito da Maria SS. in morte se non ha cercato d’acquistarsi i suoi favori durante la vita astenendosi dal peccato, e lavorando, per la sua gloria. (Papa Pio XI). Lo scapolare però fa sì che la Vergine impetri speciali grazie a chi ne è rivestito, onde ottenere la perseveranza finale, perché altrimenti sarebbero senza senso le lodi che di esso hanno intessuto i Santi ed i Pontefici. Spesso anzi la Vergine per questo solo atto di ossequio ha ottenuto la salvezza, anche con miracoli, a chi altrimenti non l’avrebbe meritata; ma se questi fatti ci devono indurre a far rivestire del potente scapolare i nostri cari, non ci devono però spingere alla presunzione. Chi peccasse colla speranza di essere salvo per aiuto della Madonna, si demeriterebbe la sua protezione peccando contro lo Spirito Santo.

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Disponibile il numero 169 di Sursum Corda del giorno 14 luglio 2019

Sul sito è disponibile il numero 169 (del giorno 14 luglio 2019)  di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download   dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

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– Comunicato numero 169. Caifa delibera di uccidere Gesù;
– Guarigione miracolosa del cieco Bartimeo;
– Ammenda di Zaccheo che restituisce il quadruplo a chi ha frodato;
– Breve ricordo in memoria di Vincent Lambert;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Isacco di Tebe (parte 1);
– Novena alla Madonna del Carmine (dal 7 al 15 luglio);
– Ai Santi Cirillo e Metodio per la conversione degli eretici scismatici (7.7);
– Preghiera alle Sante Vergini e Martiri Rufina e Seconda (10.7);
– Preghiera a San Pio I, Papa e Martire (11.7);
– Preghiera a Sant’Abbondio, Prete e Martire (11.7);
– Preghiera ai Santi Nabore e Felice, Martiri (12.7);
– Preghiere a San Giovanni Gualberto, Abate (12.7);
– Preghiera al Beato Andrea da Rinn, Martire (12.7);
– Preghiere a Sant’Anacleto, Papa e Martire (13.7);
– Preghiera a San Bonaventura, Dottore della Chiesa (14.7).Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio .Ossequi, Carlo Di Pietro.

Fonte: https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-169.html

Gli anatemi del Concilio di Costanza, condanna a Gerolamo da Praga

• Nel nome del Signore, amen. Cristo, nostro Dio e salvatore, vite vera, di cui il Padre è agricoltore, spiegando ai suoi discepoli e agli altri fedeli queste immagini, dice: «Se qualcuno non rimarrà in me, sarà gettato via come tralcio e seccherà»! Di questo sommo dottore e maestro il santo Sinodo di Costanza intende seguire la dottrina e praticare i precetti nella questione dell’inquisizione dell’eresia, che questo stesso Sinodo ha promosso, – date le voci della pubblica fama e le clamorose accuse – contro Gerolamo da Praga, maestro nelle arti, laico, dai cui atti e processi risulta che ha ritenuto, affermato e insegnato alcuni articoli eretici ed erronei, già da tempo riprovati dai santi padri; altri blasfemi, altri scandalosi, altri offensivi per persone pie, temerari e sediziosi, già ritenuti, predicati e insegnati da Giovanni Wicleff e Giovanni Huss, di dannata memoria, e disseminati in alcuni loro libri ed opuscoli.

Questi articoli, questa dottrina e questi libri di Giovanni Wicleff e di Giovanni Huss sono stati condannati per eresia dallo stesso Sinodo con sua sentenza: quelli di Wicleff in memoria, quelli di Huss nella sua persona. Gerolarno in seguito, durante la causa di inquisizione, approvò questa sentenza e aderì ad essa, riconoscendo e professando nello stesso Santo sinodo la vera fede cattolica ed apostolica. Abiurò anche ogni eresia, specialmente quella di cui era infamato e quella che in passato avevano insegnato e ritenuto Giovanni Wicleff e Giovanni Huss, nei loro opuscoli, discorsi e libelli, e per cui Wicleff ed Huss erano stati condannati come eretici dallo stesso santo Sinodo con i loro dommi ed errori; e ugualmente la loro dottrina. Egli proferì la condanna assoluta di quanto abbiamo premesso, e giurò che sarebbe rimasto in questa verità della fede, e che se, per caso, avesse presunto qualche volta di credere o predicare qualche cosa in contrario non avrebbe rifiutato di sottostare alla severità dei canoni, e volle obbligarsi all’eterna pena. Sottoscritta poi di suo pugno tale professione di fede la presentò e consegnò al santo Sinodo.

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Disponibile il numero 168 di Sursum Corda del giorno 7 luglio 2019

Sul sito è disponibile il numero 168 (del giorno 7 luglio 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

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– Comunicato numero 168. La resurrezione di Lazzaro;
– Racconti miracolosi n° 85. Il demonio costretto a portare sulle spalle il Beato Angelo;
– Preghiera alla Visitazione della Vergine Maria (2.7);
– Preghiera a Santa Filomena, Vergine (5.7);
– Papa Leone XIII descrive la figura di Giordano Bruno;
– Preghiera a Papa San Leone II (3.7);
– Papa San Leone II e la condanna ad Onorio (di dom Prosper Guéranger);
– Dizionario biblico. Chi è l’Apostolo Pietro. Parte seconda ed ultima.

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Appunti sulla questione del cosiddetto «Papa eretico»

Dice il Cavaliere Gaetano Moroni Romano, Secondo Aiutante di camera di Sua Santità Pio IX, nel suo maestoso «Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiastica», Venezia, 1848, volume XLIX, pagine 22, 23 e 24:

«La memoria di Onorio I, dicono alcuni, sarebbe stata delle più gloriose, se egli non fosse stato un poco negligente nell’estinguere sul principio l’eresia dei Monoteliti, che riconoscevano una sola volontà in Gesù Cristo, proibendo disputarne sebbene egli riconosceva due volontà, onde qualche scrittore lo calunniò seguace dei Monoteliti, benché poco dopo il Papa Giovanni IV, del 640, nel condannare l’Ecclesi, lo purgò dalle calunnie impostegli, e che la sua dottrina fu conforme alla retta fede. A vendicare l’onore di Onorio I si adoperarono i più valenti scrittori con diverse sentenze, tutte in vero degne di lode, ma non tutte egualmente salde.

Il Cardinal Torrecremata nel De ecclesia (lib. 2, cap. 29) è di sentimento che in nulla abbia errato Onorio I; ma bensì il VI Concilio generale con errore ch’egli chiama di fatto, male interpretando le lettere pontificie a Sergio.

Il dotto Witasse (Carolo Vuitasse) nel trattato De Incarnatione (p. 293), annovera gli autori che dopo Torrecremata hanno difeso questa sentenza che egli impugna, e nota che prima di lui aveva similmente pensato Anastasio Bibliotecario, in praef. Ad Collectanea (t. III), Sirmondi (ed. E. Caleca), di cui parla Petavio, De Trinitate (lib. 7, cap. 1). A questa sentenza si oppone ancora il padre Desirant nella sua bella apologia Honorius Papa vindicatus, salva integritate Concilii VI, sive historia Monothelismi contra ultima jansenislarum effugia, Aquisgrani 1711.

Un’altra strada prese Melchior Cano, il quale crede che Onorio I, scrivendo a Sergio, errasse veramente nella fede; ma sostenne che tale errore fosse di lui come uomo privato e non come Papa. Questa sentenza è stata nel secolo passato difesa dal Tournely (De eccles., quaest. 3, art. 4) e dal Tommasini nelle Dissertazioni sopra i Concilii (dissert. 20).

Alberto Pighi, i Cardinali Baronio e Roberto Bellarmino, il Boucat ed un altro francese, che su tale argomento diede alla luce nel 1738 la dissertazione: Examen exact ed detallé du fait d’Honorius, negano che Onorio I sia stato condannato dal VI Concilio; quindi vogliono che guasti (manomessi, ndR) siano stati gli atti di quel Concilio, e che contro la mente dei padri invece di Theodori sia stato intruso il nome di Honorii, forse da Teodoro medesimo. Ma i maggiori uomini che hanno scritto di questo argomento, Cristiano Lupo, Garnier, Natale Alessandro, Antonio Pagi, de Marca, Tamagnini, hanno provato e ricevuto come veri e sinceri gli atti del VI Sinodo, dei quali compose una dissertazione apologetica Conbefis.

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Disponibile il numero 167 di Sursum Corda del 30 giugno 2019

Sul sito è disponibile il numero 167 (del giorno 30 giugno 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.


Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:– Comunicato numero 167. Gli operai della vigna del Signore;
– Saluto a San Pietro, fondamento della Chiesa (29.6);
– Dizionario biblico. Chi è l’Apostolo Pietro. Parte prima;
– Il culto reale che si rivolge a Cristo nel Suo Vicario (29.6);
– Dizionario di teologia morale. Alcuni attributi della Sovranità Pontificia;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Ilarione;
– Orazione a San Ladislao Re di Ungheria (27.6);
– Orazione alle Primizie dei tanti Martiri in Roma (24.6);
– Preghiera ai Santi Giovanni e Paolo, Martiri (26.6);
– Preghiera per l’Italia a San Guglielmo da Vercelli (25.06);
– Preghiera per la Francia alla Vigilia dei Santi Pietro e Paolo (28.6).

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-167.html

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