Archivio per la categoria Carlo di Pietro

Teologia morale. Modestia nel vestire e igiene della persona

Pur sopraggiunto il naturale e consueto caldo estivo, che tanto sfianca quanto stimola, il buon cristiano non deve assolutamente abbandonarsi a comportamenti sudici e da postribolo. Dunque nervi saldi, sana rassegnazione, temperanza, igiene della persona e, finalmente, modestia nel vestire. L’uso del vestito è basato sopra tre ragioni fondamentali: igiene (pulizia e protezione del corpo), estetica (ornamento) e pudore. In relazione con queste finalità esiste una grande diversità, qualitativa e quantitativa, nell’uso del vestito fra i vari popoli, secondo le diverse condizioni di clima e il grado di civiltà e di sentimento morale. La morale cristiana permette ed esige una cura ragionevole, moderata del vestito, ordinata al suo giusto fine, entro determinati limiti (differenti secondo la condizione sociale della persona), senza esagerazione o negligenza, e conforme alle prescrizioni dell’igiene e della modestia. La moda, quindi, non ha in sé nulla di male. Il disordine nel vestito proviene dall’offendere o dal non soddisfare al suo fine, o dall’oltrepassare i giusti limiti.

In pratica un vestito può dunque essere illecito a causa o del fine disordinato (immoderato gusto di piacere o di attirare gli sguardi, seduzione ecc.) o dell’effetto anche se preterintenzionalmente provocato (danni economici, fisici e specialmente morali). Riguardo agli effetti morali è riprovevole ogni vestito che crea pericolo per la virtù del soggetto stesso o di altre persone: cioè quello (specialmente femminile) che, sia per una esagerata denudazione o trasparenza, sia per un taglio troppo stretto, non nasconde abbastanza o perfino accentua le proprietà sessuali, o che, comunque, per una forma tendenziosa o inconsueta (per esempio propria dell’altro sesso), può facilmente eccitare la passione. Nei luoghi sacri, nell’assistere a funzioni religiose o nell’accostarsi ai Sacramenti, è richiesto un vestito non solo non provocante come in ogni altra circostanza, ma positivamente modesto in rapporto con la riverenza dovuta a questi luoghi e funzioni (1 Cor. 11, 5; Codex, can. 1262 § 2).

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Disponibile il n. 166 di Sursum Corda, 23 giugno 2019

La vera e la falsa povertà!

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INDICE

– Comunicato numero 166. Un ricco si presenta a Gesù. Riflessioni sulla ricchezza;

– Atto di rassegnazione della Principessa Elisabetta di Francia;
– Due raccolte per i poveri, giugno 2019;- Preghiera a San Luigi Gonzaga per la gioventù (21.6);
– Gloria a te, Vescovo San Paolino da Nola (22.06);
– Teologia morale. Il Pauperismo: cause, conseguenze e rimedi;
– Preghiera a San Montano soldato, Martire (17.6);
– Preghiera a San Silverio, Papa e Martire (20.6);
– Teologia morale. Povertà esterna e Povertà interna;
– Orazione a Sant’Albano di Verulam, Martire (22.6);
– Preghiera a Sant’Efrem per la conversione degli scismatici “Ortodossi” (18.6);
– Teologia morale. Differenze fra Miseria e Povertà;
– Breve confutazione alla cosiddetta guarigione dell’albero genealogico;
– Preghiera a Santa Agrippina, Vergine e Martire (23.6);
– Preghiera a Santa Giuliana Falconieri, Vergine (19.6);
– Dizionario biblico. Povertà e Ricchezza nella Sacra Scrittura;
– Preghiera ai Santi fratelli Martiri Gervasio e Protasio (19.6).
Fonte – https://www.sursumcorda.cloud/settimanale/indici-sursum-corda/2261-indice-del-numero-166-di-sursum-corda-23-giugno-2019.html

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Numero 165 di Sursum Corda – Exsul Familia in italiano

Sul sito è disponibile il numero 165 (del giorno 16 giugno 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.


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Exsul Familia in italiano . La Magna Charta di Pio XII sull’immigrazione;
– Comunicato numero 165. La vera docenza di Gesù su matrimonio e divorzio;
– Lasciate che i fanciullini vengano a me;
– Preghiera al Santo Martire Quirico e sua madre Giulitta (16.6);
– Teologia morale. Modestia nel vestire e igiene della persona;
– Racconti miracolosi n° 84. Mamma Diana e il Beato Angelo da Acri;
– Ai Santi Martiri Basilide, Cirino, Nabore e Nazario (12.6);
– Novena alla Santa Vergine Consolata (dal 11.6 al 19.6);
– Orazione per la Spagna a San Giovanni Facondo (12.6);
– Preghiera a San Barnaba, Apostolo (11.6);
– Preghiera a Sant’Antonio martello degli eretici (13.6);
– Preghiera Santa Margherita, Vedova e Regina (10.6);
– Preghiere di dom Guéranger a San Basilio Magno (14.6);
– Vieni, Santo Spirito, mandaci dal cielo un raggio della tua luce

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-165.html

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Benedetto XIV sulla citazione del nome di un eretico durante la Messa

• Nella Congregazione del Santo Ufficio dell’anno 1673, trattando di questo capitolo della disciplina, fu deliberato un decreto di questo tenore: «Nella Congregazione Generale del Santo Ufficio del giorno 7 giugno 1673. Alla domanda se un Sacerdote di Livorno poteva far menzione nella Messa del Patriarca degli Armeni pregando per lui, pur essendo scismatico; e lo si chiede con insistenza affinché quella Nazione possa stringere con sempre maggiore affetto l’amicizia con i Latini: la Sacra Congregazione rispose che non si poteva, e doveva essere assolutamente proibito».

• «Nella stessa Congregazione, il 20 giugno 1674, dopo la lettura della comunicazione del R. P. D. Nunzio a Firenze, scritta il 10 aprile 1674 alla Sacra Congregazione di Propaganda Fide, e da questa trasmessa alla Sacra Congregazione del Sant’Ufficio, fu decretato di rispondere allo stesso Nunzio che, quanto a pregare nella Sacra Liturgia per il Patriarca degli Armeni, la Sacra Congregazione restava fedele al decreto emanato nell’anno 1673, che cioè non si poteva e che era assolutamente proibito».

• È dello stesso tenore il simile Decreto della Congregazione per la correzione dell’edizione del Messale dei Copti, tenutasi nell’anno 1732, ove fra gli altri dubbi proposti, ci fu anche questo: «Se e come si debbano emendare quelle parole con le quali il Sacerdote fa menzione del Patriarca, del Vescovo, ecc…». La risposta è stata questa: «All’inizio del Messale si ponga la rubrica nella quale viene istruito e ammonito il Sacerdote, riguardo alle cose che deve osservare nella celebrazione della Messa; fra queste una rubrica speciale sulla menzione del Romano Pontefice, nonché del Patriarca e del Vescovo, se sono uniti alla Chiesa di Roma; altrimenti si ometta la loro citazione; e questa rubrica sia ripetuta nel luogo appropriato».

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Racconti miracolosi n° 83. San Spiridione. Le meretrici pudiche e i ladri onesti!

Del Vescovo San Spiridione si racconta il seguente edificantissimo fatto. Quel Prelato era d’una carità del tutto portentosa. Le rendite sue erano divise in due parti uguali: una era dei poveri, un’altra gli serviva per la propria sostentazione e ancora per dare in prestito danaro a chi ne avesse avuto bisogno. Quando andavano a domandargli danaro in prestito non faceva che aprire lo scrigno dicendo: «Prendetene quanto ve ne potrà abbisognare». Allorché poi glielo andavano a restituire lo faceva da loro stessi mettere nello scrigno, senza badare né punto né poco se avessero o no contato giusto. Una persona, creduta da tutti un fiore d’onestà, ebbe la sventura d’abusare e della buona fede e del disinteresse del Vescovo. Andò elle una delle tante volte a restituire il danaro preso da molto tempo ad imprestito, e il Vescovo le disse di metterlo in quello scrigno dal quale l’aveva cavato quando ne aveva avuto bisogno. Questa finse di mettere, ma non mise nulla. Ora accadde che trovandosi quella persona, dopo un qualche tempo, un’altra volta nella necessità di ricorrere al Vescovo, andò tutta sicura del fatto suo. Spiridione, vedutola ed inteso di quel che si trattava, senza punto scomporsi, le disse: «Ecco lì lo scrigno, prendi a tutto piacer tuo». Corre quella disgraziata allegra allegra ed affonda la mano. Ma che cosa è avvenuto? Lo scrigno è vuoto. «Vieni a vedere, dice meravigliata al Vescovo: non ci è più danaro». E Spiridione col riso in bocca: «Non ci è più danaro? È proprio impossibile: lo scrigno dev’essere colmo». E, così dicendo, s’avvicina ed affonda anch’egli la mano. «Non c’è davvero nulla, egli poi dice con voce calma; ma sai tu perché è accaduto questo? Perché tu abusasti della mia buona fede: tu non rimettesti in questo scrigno, il quale appartiene ai poverelli, il danaro che prendesti per i tuoi bisogni l’ultima volta. Iddio ha voluto punire te e in te tanti altri che ricorrono alle mie largizioni. Hai fatto male, un male grandissimo, sappilo bene. Tu mi parevi una persona tanto buona, tanta onesta! Ora preghiamo un pochino insieme il gran Padre della misericordia che ci voglia ridonare il toltoci per i nostri peccati». Pregarono, e dopo la preghiera lo scrigno si trovò riempito. – Quella persona che vuotava lo scrigno di San Spiridione, a conti fatti, si poteva chiamare un “ladro onesto”. Un poeta ha voluto dipingere i nostri tempi in un sonetto, e nell’ultimo verso dice che noi al presente vediamo: Meretrici pudiche e ladri onesti ….. [N° 83, da Racconti Miracolosi, del Padre Giacinto da Belmonte, 1887, Volume II, pagine 282-284].

A cura di Carlo Di Pietro

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/racconti-miracolosi/2232-racconti-miracolosi-n-83-san-spiridione-le-meretrici-pudiche-e-i-ladri-onesti.html

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Disponibile il numero 164 di Sursum Corda

 

Sul sito è disponibile il numero 164 (del giorno 9 giugno 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

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– Il fariseo e il pubblicano;
– Orazione a Santa Calliope, Martire (8.6);
– Benedetto XIV sulla citazione del nome di un eretico durante la Messa;
– Preghiera ai Santi Martiri Primo e Feliciano (9.6);
– San Spiridione. Le meretrici pudiche e i ladri onesti!;
– Orazione a San Bonifacio, Vescovo e Martire (5.6);
– Preghiera a San Francesco Caracciolo, Confessore (4.6);
– Video dell’Abate Ricciotti: L’eutanasia è un suicidio commissionato;
– Preghiera a Sant’Antonio Maria Gianelli, Vescovo (7.6);
– Preghiera a Santa Clotilde, Regina (3.6);
– Vieni, Santo Spirito, mandaci dal cielo un raggio della tua luce

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Benedetto XIV: La citazione del Romano Pontefice durante la Messa

• Qualunque sia lo svolgimento di questo controverso capitolo di erudizione ecclesiastica [il Pontefice si sta esprimendo sull’opera di correzione dell’Eucologio Greco, ndR], a Noi basta poter affermare che la citazione del Romano Pontefice durante la Messa e le preghiere recitate per lui nel corso del Sacrificio vanno ritenute, e sono, un esplicito segno col quale il Pontefice (regnante) viene riconosciuto Capo della Chiesa, Vicario di Cristo, Successore di San Pietro, e si fa professione di cuore e di volontà saldamente ancorata all’unità Cattolica. Ciò esattamente avverte Cristiano Lupo, scrivendo nella sua opera sui Concilii: «Questa citazione è la massima e più ragguardevole immagine della comunione».

• Né questo si prova soltanto con l’autorità di Ivo Flaviniacense che scrive: «Sappia che è separato dalla comunione di tutto il mondo chiunque, per qualsiasi dissenso, non avrà letto nel Canone il nome dell’Apostolico», o con l’autorità del famoso Alcuino che così si esprime: «È noto che sono separati dalla comunione di tutto il mondo, come insegna il Beato Pelagio, coloro che per qualsiasi dissenso non ripetono, durante la celebrazione dei Sacri Misteri, secondo la consuetudine, il nome dell’Apostolico (legittimo) Pontefice (regnante)».

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Preghiera a San Norberto, Vescovo (6.6)

+ O Signore, che il tuo beato confessore e vescovo Norberto rendesti banditore esimio della tua parola, e per suo mezzo rendesti feconda la tua Chiesa di una nuova famiglia, deh! fa che per i suoi meriti possiamo praticare col tuo aiuto quanto egli ha insegnato con le parole e colle opere. Così sia. +

[6 giugno, San Norberto, Vescovo e Confessore (Xanten, 1080 circa – Magdeburgo, 6 giugno 1134), fondatore dell’Ordine Premostratense.].

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/1706-preghiera-a-san-norberto-vescovo-6-6.html

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Preghiera a Santa Maria Maddalena de Pazzi (29.5)

+ O Dio che tanto ami la verginità e perciò arricchisti di doni celesti la Vergine beata Maria Maddalena accesa del tuo amore, concedeteci di imitare nella purezza e nella carità colei di cui celebriamo la festa. Per il Signor nostro Gesù Cristo. Così sia. +

[29 maggio, Santa Maria Maddalena de Pazzi, Vergine (Firenze, 2 aprile 1566 – 25 maggio 1607), carmelitana].

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/2206-preghiera-a-santa-maria-maddalena-de-pazzi-29-5.html

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Disponibile il numero 163 di Sursum Corda

Sul sito è disponibile il numero 163 (del giorno 2 giugno 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

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– Comunicato numero 163. I dieci lebbrosi;
– La parusia del Cristo glorioso;
– Preghiera a Sant’Erasmo, Martire (2.6);
– Racconta San Cipriano della punizione a una donna sacrilega;
– Preghiera ai Santi Marcellino e Pietro, Martiri (2.6);
– Un famoso ladro che muore abbracciato alla colonna di San Simeone;
– Mese di giugno. Litanie del Sacro Cuore di Gesù;
– Orazione all’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo;
– Dizionario di teologia dommatica. La Soddisfazione sacramentale;
– Preghiera a Sant’Agostino di Canterbury, Vescovo (28.5);
– Preghiera a Santa Giovanna d’Arco, Vergine (30.5);
– Dizionario di teologia dommatica. La Soddisfazione (di Cristo);
– Preghiera a Santa Maria Maddalena de Pazzi (29.5);
– Video dell’Abate Ricciotti: L’eutanasia è un suicidio commissionato;
– Preghiera a Santa Petronilla, Vergine (31.5).

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-163.html

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