Le ruspe degli immigrati

Segnalazione del Centro Studi Federici

Le ruspe degli immigrati

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenzaruspe
Comunicato n. 5/20 del 15 gennaio 2020, San Mauro
 
Le ruspe degli immigrati 
 
In Terra Santa i discendenti degli immigrati sionisti distruggono le abitazioni della popolazione locale (anche cristiana).
Nel 2019 record di demolizioni di case palestinesi a Gerusalemme est e nei Territori
 
Per gli attivisti di B’Tselem il governo israeliano ha abbattuto un numero “record” di abitazioni lo scorso anno. Dietro le demolizioni “misure punitive” e questioni legate ai “permessi di costruzione”. Migliaia di palestinesi, compresi i minorenni, sono rimasti senza casa. L’inasprimento delle politiche confermato anche da un rapporto Onu. 
 
Gerusalemme (AsiaNews) – Nel 2019 Israele ha demolito un numero “record” di abitazioni (palestinesi) a Gerusalemme est e anche il numero di case distrutte dagli stessi proprietari ha raggiunto un livello mai toccati prima. È quanto emerge da un rapporto, diffuso in questi giorni, dagli attivisti di B’Tselem, Ong israeliana che si batte contro l’occupazione nei territori palestinesi e protagonista in passato di scontri durissimi con il premier Benjamin Netanyahu. In aumento, afferma il documento, anche le case abbattute in tutta la Cisgiordania, sia per “questioni legate ai permessi di costruzione” che per “misure punitive”. 
Per i palestinesi Israele continua a usare il pretesto della sicurezza per abbattere abitazioni, espropriare terreni e perseguire la politica di espansione degli insediamenti lungo le strade che li collegano, impedendo di fatto la nascita di un futuro Stato unito. Essi sottolineano inoltre che la maggior parte degli edifici sorge in aree destinate al controllo dell’Autorità civile palestinese, in base agli accordi fra i due governi. 
Lo scorso anno Israele ha distrutto 265 strutture a Gerusalemme est. Secondo B’Tselem, le unità abitative andate distrutte sono 169 ed è il dato più alto dal 2004, quando l’ong ha iniziato a tenere il conto. Le demolizioni hanno lasciato senza casa 328 palestinesi, dei quali 182 erano minorenni. In 42 casi sono stati gli stessi proprietari a procede, per evitare di dover pagare i balzelli legati agli abbattimenti alla municipalità cittadina. 
A questi si aggiungono 96 strutture non abitative demolite, 13 delle quali dagli stessi proprietari.
“I palestinesi a Gerusalemme Est – spiano gli attivisti in una nota inviata ad AsiaNews – non hanno possibilità di scelta, se non costruire senza permessi quale diretta conseguenza delle politiche israeliane, che rendono di fatto impossibile il rilascio”. Israele “utilizza questa politica per perpetrare il proprio obiettivo di una maggioranza ebraica” nella città santa. E uno di questi modi, conclude la nota, è “rendere insostenibile la vita per i palestinesi residenti” con il proposito di “spingerli a lasciare le loro case, e almeno in apparenza per loro diretta volontà”. 
Dal 2004 al 2019 il comune di Gerusalemme ha demolito 978 unità abitative nel settore orientale, lasciando 3177 persone senza casa (1704 i minori). 
Per quanto concerne la Cisgiordania, Israele ha abbattuto 256 strutture. Di queste, almeno 106 erano  case. Un dato ben più elevato rispetto a quelli fatti registrare nel 2017 e nel 2018. Le demolizioni hanno lasciato 349 palestinesi senza casa, di cui 160 minori. Altre 150 strutture, non adibite ad abitazioni, sono state abbattute sempre lo scorso anno. 
Dal 2006, anno in cui l’ong ha iniziato l’attività di studio, ad oggi Israele ha raso al suolo circa 1525 unità abitative palestinesi in Cisgiordania, lasciando in mezzo a una strada 6660 persone di cui 3342 minori. A più riprese il governo israeliano ha promosso demolizioni e abbattimenti in comunità che rifiuta di riconoscere e che sono a rischio espulsione. Nello stesso periodo sono state cancellate 779 strutture non residenziali in Cisgiordania, fra le quali recinzioni, cisterne d’acqua, strade, depositi, strutture agricole, aziende ed edifici pubblici. 
L’inasprimento delle politiche repressive, confermato da un rapporto Onu che parla di un aumento del 45% rispetto al 2018, riguarda anche gli abbattimenti compiuti dai militari. Almeno 14 quelle cancellate dai soldati, frutto di “misure punitive” che hanno privato 36 persone (15 i minori) della loro casa. Lo scorso anno le abitazioni abbattute dai militari sono state nove; sette il precedente. 

Da http://www.centrostudifederici.org/le-ruspe-degli-immigrati/

Traslazione della Santa Casa

Traslazione della Santa Casa

Nel giorno della festa liturgica della Traslazione della Santa Casa di Loreto segnaliamo il link di un volume edito negli anni ’50 dalla Congregazione Universale della Santa Casa sulla storia e l’autenticità delle Sacre Mura venerate nella basilica.

https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2555-la-verita-sul-santuario-di-loreto-traslazione-della-santa-casa.html

da http://www.centrostudifederici.org/traslazione-santa-casa/

Ancora odio giudaico in Terra Santa

Segnalazione del Centro Studi Federici
Questa volta hanno colpito Taybeh, l’antica  Ephraim, in Cisgiordania, l’unico villaggio interamente cristiano di Terra Santa sopravvissuto all’occupazione sionista. I discendenti di Caifa (coloni fanatici provenienti dagli insediamenti illegali) hanno fatto scritte offensive sui muri in lingua ebraica e bruciato un auto di una famiglia cattolica (fonte: il profilo fb di Abouna Johnny Abu Khalil, parroco latino di Taybeh).
Da anni si susseguono questi atti vandalici contro chiese e conventi cattolici, senza interventi efficaci da parte delle autorità israeliana.
Per dovere di cronaca segnaliamo il comunicato diffuso dalla “Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa” (prelati che hanno accettato la dichiarazione “Nostra aetate” del C.V.II, tutti in comunione con Bergoglio, l’amico dei rabbini):
“Abbiamo appena saputo di un nuovo atto di vandalismo di stampo razzista commesso nel villaggio palestinese di Taybeh, a est di Ramallah, dove sono stati fatti dei graffiti in ebraico su un muro e dove una macchina è stata incendiata.
Ieri, decine di auto sono state danneggiate e scritte in ebraico sono state trovate nella città araba di Jaljulia (Israele centrale).
Questi due incidenti fanno seguito a molti altri attacchi simili, che sono stati perpetrati di recente, soprattutto contro proprietà palestinesi in Cisgiordania.
Condanniamo fermamente questi atti razzisti di vandalismo. Esortiamo inoltre le autorità israeliane a indagare seriamente su questi palesi crimini d’odio e a consegnare quanto prima alla giustizia i responsabili e coloro che incitano a tali crimini.
Gerusalemme, 29 novembre 2019”

Il calendario 2020 di Sodalitium

Segnalazione del Centro Studi Federici
 
Editoriale
“Abbiamo un faro di verità, ed è Roma! Dobbiamo essere appassionati di Roma. Teniamo per certo che colui che è disaffezionato da Roma è già caduto in errore; e che non ci si può trovare in un errore (fondamentale, serio) senza che ci sia questa disaffezione verso Roma. Chiediamo questo amore per la Verità e per la Chiesa”.
Le parole che avete appena letto sono – come molti di voi avranno già capito – di Padre Francesco da Paola Vallet, fondatore dei Cooperatori Parrocchiali di Cristo Re. Che nessuno pensi, nell’attuale situazione di tenebre e di tempesta, che esse non siano più di attualità, o che siano, addirittura, fuorvianti. Esse non sono altro che l’espressione di quelle parole del Vangelo che ci trasmettono la voce di Colui che è la Verità: “Chi ascolta voi – disse il Signore agli Apostoli, e quindi ai loro successori – ascolta me; e chi disprezza voi disprezza me, e chi disprezza me disprezza Colui che mi ha inviato” (Luca, X, 16). “È infatti Cristo – commenta Pio XII nella sua enciclica Mystici Corporis – che nella Sua Chiesa vive, che per mezzo di lei insegna, governa e comunica la santità”: vive comunicando la Sua vita divina, insegna nel Suo magistero, governa nelle Sue leggi, comunica la santità con il divin Sacrificio e i Suoi Sacramenti. Ed è proprio per questo motivo che non possiamo riconoscere negli attuali occupanti della Sede Apostolica, che hanno contraddetto il magistero della Chiesa, ne hanno violato le leggi, ne hanno adulterato la Messa ed i Sacramenti, il Vicario di Cristo, né riconoscere nella loro voce la voce del Buon Pastore o quella della Sua Chiesa.
Questa tragica realtà, che mette alla prova la nostra Fede (che da questa prova deve uscire rafforzata), non smentisce affatto le parole di Padre Vallet e di ogni buon cattolico. Roma, ovverosia quella Roccia incrollabile sulla quale è stata fondata la Chiesa, è sempre Faro di verità, oggi come ieri. “Forse anche voi volete andarvene?” chiese Gesù ai suoi Apostoli. “Signore, da chi andremo? – rispose Pietro – tu solo hai parole di vita eterna” (Giovanni VI, 67-68). Da chi andremo? Non c’è altro Maestro che Cristo (Matteo XXIII, 8), e non vi è altra Maestra che la Sua Chiesa.
Ancor oggi, oggi più che ieri, il cattolico trova dunque nell’autentico insegnamento della Chiesa una dottrina sicura ed ammirevole che non può condurre che alla Verità che è Cristo ed alla salvezza eterna. Detto insegnamento è oggi ignoto ai più, ed è proprio per questo che pochi si accorgono della contraddizione che passa tra le eresie dei modernisti (che tali rimangono anche quando si spacciano per voce della Chiesa) e la dottrina cattolica, negata perché ignorata. Si cerca in maestri profani, nella sapienza di questo mondo, in tanti filosofi o politici, quella dottrina solida e salvifica che lì non possiamo trovare, ma che avevamo in mano nel catechismo della nostra infanzia (quello di san Pio X) e nei documenti pontifici e conciliari dove filosofia, teologia e diritto si presentano a noi in tutto lo splendore della verità, illuminati dalla Divina Rivelazione.
Ricordo ancora con piacere le lezioni che Mons. Lefebvre (lo ricordo malgrado ciò che da lui ci divide) dava ai seminaristi del primo anno in una materia che si era riservata: quella degli “Atti del Magistero”. A questi atti del magistero il nostro Istituto si abbevera come ad una fonte, che a nostra volta vogliamo far conoscere e comunicare a tutti.
Il calendario 2020 ha quindi questo scopo: invitare tutti voi, nel corso di quest’anno che Dio ci dona nella Sua bontà, a leggere e meditare i documenti del magistero pontificio che non hanno data di scadenza, non invecchiano mai, affinché siano luce per la nostra mente e gioia per il nostro cuore, e questo non solo riguardo ai testi che abbiamo scelto, ma anche a riguardo i molti altri che abbiamo ricevuto dalla Sposa di Cristo. Nell’istituire lo scapolare della Madonna del Buon Consiglio, Papa Leone XIII volle che su detto scapolare fosse impressa l’immagine di Genazzano, e la Tiara con le chiavi pontificie, con la scritta: Filii, acquiesce consiliis ejus (Figlio, obbedisci ai suoi consigli; cf Genesi XXVII, 8): a quelli di Gesù, a quelli di Maria, a quelli della Chiesa. Mater Boni Consilii, ora pro nobis!

Crimini degli Alleati: la strage sul Sebino

Segnalazione del Centro Studi Federici

Cinque novembre 1944. Una data tragica nella storia del Sebino. Quel giorno, una domenica di sole, il battello «Iseo» venne mitragliato da aerei alleati al largo di Montisola: 42 i morti, 33 i feriti, 1 disperso. A 70 anni da quella carneficina i Comuni di Montisola, Tavernola Bergamasca e Iseo hanno indetto per domani «una giornata della memoria». Presenti i familiari delle vittime e dei superstiti, dopo l’alzabandiera, in località Gustinèl, dove il battello si arenò, sarà gettata una corona d’alloro. Continua a leggere

Incendi: non solo Amazzonia

Segnalazione del Centro Studi Federici
I media italiani hanno parlato molto degli incendi nella lontana foresta amazzonica ma hanno taciuto sulla “ondata di incendi senza precedenti” che ha colpito il Libano (con forti sospetti che siano dolosi: il Libano ha molti nemici nel Vicino Oriente) e neppure dei campi di grano bruciati dai Curdi nel Nord della Siria nel mese di giugno per danneggiare la popolazione siriana fedele al governo nazionale.

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Cimiteri e cremazione, circoncisi e goim

 

Segnalazione del Centro Studi Federici

 
L’ebraismo e l’islamismo (due false religioni così apparentemente diverse e invece sostanzialmente uguali) non accettano la cremazione, e quindi costruiscono nuovi cimiteri per le tumulazioni, come dimostra l’articolo che segnaliamo. Anche la Chiesa cattolica ha sempre vietato la cremazione, mentre Paolo VI e il cd. “diritto canonico” di Giovanni Paolo II hanno accettato e “legalizzato” questa pratica barbara e massonica, sostenuta dalle società cremazioniste, emanazione delle logge. (cfr. http://www.centrostudifederici.org/avviso-sulla-pratica-della-cremazione/ ).

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Golan, territorio siriano

Segnalazione del Centro Studi Federici
 
La Turchia sta per invadere e occupare una parte del territorio nazionale siriano: Israele l’ha già fatto da anni. Segnaliamo a tale proposito alcuni brani dell’intervento tenuto da Walid al-Mouallem, vice primo ministro e ministro siriano per gli Affari esteri e gli Espatriati, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 28/09/2019.

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Terra Santa: i pastori discriminati dagli invasori

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 156/19 del 22 febbraio 2019, Santa Margherita da Cortona
 
Terra Santa: i pastori discriminati dagli invasori
. L’articolo che segnaliamo, pubblicato sul sito della Custodia di Terra Santa, denuncia le violente discriminazioni che subiscono i pastori palestinesi nella zona di Hebron, da parte del governo israeliano e dei gruppi dei coloni fanatici. Curiosamente coloro che in Italia e in Europa si oppongono, giustamente, all’attuale immigrazione, in Terra Santa sostengono gli invasori e non coloro che hanno subito l’invasione sionista: “prima gli immigrati”? 
 
Il popolo delle grotte di Masafer Yatta
 Nel 2019 in Terra Santa, neanche troppo lontano dalle rotte di turisti e pellegrini, ci sono realtà di miseria profonda, come quella delle colline a sud di Hebron che andiamo a raccontarvi.
Vivono in piccole grotte scavate nella roccia, in stanze di pietra senza mobili, senza bagni e senza acqua corrente. Ogni mattina hanno gli animali a cui badare, il pane da cuocere sotto la cenere bollente, gli ulivi da curare oltre la strada sterrata. Ogni notte tirano giù quei sottili materassi variopinti e li sistemano sul pavimento per dormire. È la vita dei circa 1.400 palestinesi di Masafer Yatta, nelle colline a sud di Hebron nei Territori palestinesi di Cisgiordania. Tra la città di Yatta e la linea verde (tracciata con l’armistizio del 1949 che «separa» Israele dai Territori palestinesi occupati) si trova una delle zone più dimenticate della Terra Santa. At-Tuwani, a-Tuba, Um Fagarah, Maghayir al Abeed, Susiya, Qawawis, Shib al Butum, Isfey Foqa, Isfey Tihta, al-Majaz, at-Tabban, al-Fakheit, Jinba, Mirkez, Halaweh sono i nomi dei quindici piccoli centri in gran parte sconosciuti perfino alla popolazione della regione. In questi villaggi si vive soprattutto di pastorizia, della vendita di prodotti caseari, di ciò che si riesce a coltivare nonostante l’aridità del terreno.

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Saggio sulla Massoneria Americana

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 88/18 del 12 novembre 2018, Sant’Alberto Magno
Arthur Preuss, Saggio sulla Massoneria Americana, CLS, Verrua Savoia 2014, pagg. 334, euro 18,00.
Prefazione dell’edizione francese del 1998 
“Une remarquable étude”: è il giudizio di un esperto, Léon de Poncins (in Christianisme et F∴ M∴) sul libro di Arthur Preuss, A Study in American Freemasonry, che viene ora pubblicato dal Centro Librario Sodalitium.
L’autore
Arthur Preuss nacque a Saint Louis (Missouri, Stati Uniti) il 22 marzo 1871 da Edward e Concordia Schuricht, entrambi di origine tedesca. Fu scrittore, giornalista e editore cattolico. Dopo aver studiato nel Canisius College di Buffalo (New York), Preuss iniziò la carriera giornalistica e letteraria collaborando col padre nel Saint Louis Daily America (1890-1892). Nel 1893 fondò la Chicago Review, che diventò The Review (1894) ed infine The Catholic Fortnightly Review (dal 1905). Come editore, Preuss diffuse soprattutto negli Stati Uniti dei testi di teologia dogmatica e morale. Come autore, egli pubblicò The Fundamental Fallacy of Socialism (1907), A Study in American Freemasonry (1908) e Dictionary of Secret and Other Societies (1924).

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