Nascita del coronavirus, gli Usa indagano sul laboratorio di Wuhan

 

Nascita del coronavirus, giallo sul laboratorio di Wuhan. I funzionari dell’intelligence e della sicurezza nazionale degli Stati Uniti hanno riferito che il governo Usa sta esaminando la possibilità che il nuovo coronavirus abbia avuto origine in un laboratorio di Wuhan, in Cina, e non in un mercato, e che sia poi stato diffuso per un errore.

Lo riporta la Cnn citando diverse fonti ritenute vicine alla questione. Secondo la Cnn ci sarebbero due cablogrammi diplomatici tra Stati Uniti e Pechino che risalgono al 2018. In questi cablogrammi gli Stati Uniti puntavano il dito contro le carenze in termini di sicurezza del laboratorio di virologia di Wuhan. Per le stesse fonti però, sarebbe prematuro trarre queste conclusioni. Cnn sottolinea come la teoria che il virus sia nato in laboratorio è stata ripetutamente smentita dalla Cina e messa in dubbio da numerosi esperti.

 

da

https://www.iltempo.it/esteri/2020/04/16/news/nascita-coronavirus-stati-uniti-indagano-laboratorio-wuhan-sicurezza-messaggi-cina-smentisce-1315458/

CHI HA DIFFUSO IL VIRUS? Intervista col prof. Michel Chossudovsky

 

https://www.globalresearch.ca/covid-19-coronavirus-…/5706741

 

(Piero Deola:  Ci ho messo quasi due ore per tradurla e renderla fruibile a tutti.Il prof. Michel Chossudovsky ha provato a collegare molti dei puntini riguardanti la crisi epocale che stiamo vivendo.Richiede sicuramente uno sforzo di lettura e concentrazione, ma a mio parere ne vale assolutamente la pena.

Trascrizione completa dell’intervista con il prof. Michel Chossudovsky a cura di Bonnie Faulkner

Michel Chossudovsky discute la sua nuova serie di articoli di ricerca sulla “pandemia”.

Michel Chossudovsky è un economista e fondatore, direttore ed editore del Center for Research on Globalization, con sede a Montreal, in Quebec. È autore di undici libri tra cui: Globalizzazione della povertà e Nuovo Ordine Mondiale, Guerra e globalizzazione: la verità dietro l’11/9, la Guerra al terrorismo americana e La globalizzazione della guerra: la lunga guerra americana contro l’umanità .

-Bonnie Faulkner: il governo degli Stati Uniti ha ora dichiarato il virus COVID-19 una pandemia globale.Il tuo articolo, Pandemia “falsa” di COVID-19 Coronavirus: cronologia e analisi, inizia con la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 30 gennaio 2020 di un’emergenza sanitaria pubblica di carattere internazionale in relazione al nuovo coronavirus 2019-nCoV, classificato come polmonite virale. Sia i tempi che l’intento della dichiarazione dell’OMS sollevano seri interrogativi. Qual è il luogo migliore per iniziare ed esaminare cosa ci sia dietro questa disgregazione globale?

Michel Chossudovsky: Prima di tutto, dovrei menzionare – ed è da qui che partono tutte le bugie – che il 30 gennaio l’emergenza sanitaria pubblica globale è stata dichiarata per ordine del direttore generale dell’OMS . Ci sono state recenti dichiarazioni secondo cui questa emergenza sanitaria pubblica è stata dichiarata in effetti il 30 gennaio, ma nessuno vuole parlarne per la semplice ragione che a quel tempo c’erano solo 150 casi confermati al di fuori della Cina. In altre parole, stiamo parlando di una popolazione di 6,4 miliardi (esclusa la Cina che è 1,4), su una popolazione mondiale di 7,8 miliardi e cionostante si sceglie di procedere e viene dichiarata un’emergenza sanitaria globale. 150 casi non lo giustificano. Tuttavia è stato fatto, ma è stato dettato da interessi economici molto potenti. Quindi  si inizia con una menzogna .  E poi il 31 gennaio cosa succede?Immediatamente l’amministrazione Trump chiede il divieto di viaggiare in aereo in Cina. In altre parole, una dichiarazione attestante che i viaggiatori cinesi e stranieri (dalla Cina) non saranno ammessi negli Stati Uniti. Ciò ha l’effetto di intimidire essenzialmente le persone, chiudendo il commercio e le transazioni commerciali.  Stiamo parlando di un volume molto importante di commercio e trasporti con la Cina, che interessa, ovviamente, le principali compagnie aeree e compagnie di navigazione.  Il 31 gennaio Trump ha subito iniziato una campagna di odio contro la Cina anche se non vi erano reali problemi per la salute, poiché 150 casi in tutto il mondo al di fuori della Cina non sono praticamente nulla per quanto riguarda il rischio.   Dobbiamo essere molto chiari: questa non è una guerra biologica contro la Cina o contro chiunque altro; è l’uso del coronavirus come pretesto per attuare cambiamenti drastici che incidono sull’attività economica, sul commercio, sui trasporti e che alla fine avrà un impatto sulle economie nazionali. In un certo senso spinge le economie nazionali in una situazione di crisi . All’inizio, avevamo a che fare con una guerra economica sostenuta da una campagna mediatica, e questo era associato all’intenzione deliberata dell’amministrazione Trump di minare l’economia cinese. Ma penso che dovremmo essere chiari sul fatto che la campagna di disinformazione dei media è stata fondamentale, perché prima di tutto non hanno mai menzionato che erano 150 i casi che hanno dato il via a tutto, e poi hanno sempre distorto le cifre relative all’estensione di questa minaccia per la salute in tutto il mondo.

Bonnie Faulkner: Cos’è il Comitato di emergenza dell’OMS?

 

Michel Chossudovsky: Il Comitato di emergenza dell’OMS è un comitato composto da specialisti – e dovrei menzionare che si sono incontrati per la prima volta il 22 gennaio e c’erano divisioni all’interno del comitato sul fatto che ci fosse una giustificazione per dichiarare effettivamente un’emergenza globale [la pandemia è stata dichiarata l’11 marzo].

Quando si sono incontrati il ​​30, l’incontro ha avuto luogo poco dopo il Forum Economico Mondiale di Davos, che si è tenuto dal 21 al 24 gennaio. E a quell’incontro ci furono importanti discussioni tra i diversi partner tra cui il World Economic Forum, la Bill and Melinda Gates Foundation e varie entità collegate a Big Pharma.  Tali consultazioni al World Economic Forum sono state fondamentali per la decisione presa il 30. È successo circa una settimana dopo.  World Economic Forum, Gates Foundation, CEPI (che è una coalizione per le innovazioni sulla preparazione epidemica per lo sviluppo dei vaccini); c’erano discussioni con Big Pharma, GlaxoSmithKline, che è a sua volta integrata in questo gruppo.  Ci sono state discussioni anche con il FMI e la Banca Mondiale, con il Dipartimento di Stato, con l’intelligence degli Stati Uniti.  Si sospetta che le decisioni siano state prese in quei giorni, perché quando si sono incontrati il ​​30 gennaio a Ginevra non si è praticamente discusso. Il direttore generale dell’OMS, che era stato a Davos pochi giorni prima, ha stabilito che il cosiddetto focolaio costituiva un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale e, come ho già detto, che la decisione era stata presa sulla base di 150 casi confermati fuori dalla Cina.   Nessuno dovrebbe fidarsi di nulla di ciò che dicono, perché fin dall’inizio si è trattato di una grande menzogna, ed è una grande bugia che è stata strumentalizzata da persone molto potenti. È la combinazione di ciò che chiamo Big Money e Big Pharma.  E sostanzialmente hanno avviato questo processo. Hanno anche un programma di vaccinazione e  il programma di vaccinazione è stato, in un certo senso, annunciato anche a Davos prima ancora di avere la pandemia. Fu annunciato a Davos, quindi discusso, e fu solo molto più tardi, a febbraio, che la campagna di vaccinazione fu annunciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In effetti, era il 28 febbraio. È passato un mese.

Il Dr. Tedros dell’OMS annuncia che una massiccia campagna di vaccinazione è stata approvata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E chi c’è dietro quella campagna? GlaxoSmithKline in collaborazione con la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, che è una partnership Gates/World Economic Forum [Praticamente una profezia che si autoavvera n.d.a].   Un’altra cosa importante è che a ottobre, il 18 ottobre, la Gates Foundation insieme al World Economic Forum e in collaborazione con la Johns Hopkins School of Public Health ( Si può facilmente verificare che la Johns Hopkins School of Public Health è collegata a Wall Street) organizzano una simulazione di una pandemia di coronavirus.  Si chiamava Event 201.   Quella simulazione ha visto la partecipazione di persone provenienti principalmente da istituzioni finanziarie private, dirigenti aziendali, fondazioni, Big Pharma, CIA; c’era anche un rappresentante del CDC, ma non c’erano funzionari sanitari per conto dei governi nazionali o l’OMS.

Era essenzialmente una simulazione che includeva un certo numero di fattori, incluso il crollo dei mercati azionari, l’estensione del virus a qualcosa come 65 milioni di persone e così via.   […] Le organizzazioni coinvolte nella simulazione (che era una simulazione dettagliata che prevedeva cosa sarebbe successo ai mercati finanziari, cosa sarebbe successo ai media, ai media indipendenti e così via) sono state anche coinvolte nella gestione effettiva della pandemia, una volta che è stata messa in atto.

Quindi le persone che stavano simulando [teoricamente] in realtà sono andate in diretta [praticamente] il 30 gennaio 2020, il giorno in cui è stata lanciata [l’emergenza sanitaria globale] [Ufficialmente la pandemia è stata lanciata l’11 marzo].

Le persone che erano effettivamente dietro l’incontro dell’OMS a margine di Davos sono le stesse persone che hanno organizzato e finanziato l’emergenza sanitaria globale: la Bill and Melinda Gates Foundation, il World Economic Forum e la Bloomberg School of Public Health..Quindi in sintesi: simuli e poi vai in diretta.   Non sto suggerendo alcun tipo di relazione cospiratoria, ma sto solo dicendo che c’è stata una simulazione e un paio di mesi dopo l’intera cosa va in diretta con gli stessi attori coinvolti nella simulazione che ora sono coinvolti nel salvare il mondo dal coronavirus.

Ora, ecco un altro elemento, che sia pertinente o meno. Il 18 ottobre Event 201, Baltimore, Coronavirus Simulation and Emergency Preparedness Task Force presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Health Security, hanno identificato il virus con l’acronimo nCoV-2=19 . Lo ripeto: nCoV-2019.   Ora, quando il vero virus è stato scoperto due mesi dopo, era l’inizio di gennaio, due mesi e mezzo dopo. Per essere precisi è stato il 7 gennaio che le autorità cinesi hanno identificato un nuovo tipo di virus.Lo hanno isolato il 7 gennaio ed è stato nominato dall’OMS come 2019-nCoV, esattamente con lo stesso nome adottato nel World Economic Forum / Gates / Johns Hopkins il 18 ottobre 2019 durante l’esercizio di simulazione. Quindi è come se avessero preso quel nome e l’avessero inserito quando è diventato poi una vera pandemia.Nessuno può negare che queste simulazioni abbiano avuto luogo. C’è un video: ho intenzione di riprodurlo per te.Avevano tonnellate di video, puoi guardarli, ma diciamo che questo video è particolarmente incredibile perché sono i primi minuti. Ecco qui:[…] Dr. Rivers : Nelle ultime tre settimane, i numeri dei casi hanno continuato a crescere esponenzialmente. Ora abbiamo circa 4,2 milioni di casi e 240.000 morti. Quasi tutti i paesi stanno ora segnalando casi, e quelli che non lo fanno possono semplicemente non avere le risorse per condurre la sorveglianza. Non vediamo alcun cambiamento nel tasso di diffusione rapida e i modelli stimano che potremmo avere più di 12 milioni di casi e quasi un milione di decessi entro metà gennaio. Non siamo sicuri di quanto possa essere grande, ma non c’è fine in vista. I mercati finanziari sono in calo universalmente del 15% o più. Paura di una catastrofica pandemia e incertezza sulla capacità dei governi di rispondere:Quando gli organizzatori della simulazione si sono confrontati, in particolare al culmine del crollo finanziario, alla fine di febbraio, hanno detto: “Beh, non stiamo prevedendo nulla. Non stiamo prevedendo cosa è successo. Stiamo solo simulando. ” Ma è proprio così che in realtà è stato praticamente parola per parola, hanno simulato un crollo iniziale dei mercati finanziari del “15% o più”. Ora, ho controllato la stampa finanziaria a fine febbraio. Ho Bloomberg e il Wall Street Journal, ed è stato esattamente quello che è successo, e hanno usato le stesse parole, 15% o più, era il crollo dei mercati monetari in quel momento. Ora, da allora, la situazione si è evoluta.Ma il fatto è che questa simulazione non è stata svolta da un organo indipendente di scienziati, ricercatori ed economisti. No, non lo era. È stato condotta da Big Money e Big Pharma. Big Money e Big Pharma stavano simulando, prima che la pandemia fosse effettivamente dichiarata il 30 gennaio (e non c’erano basi per dichiararla visto che c’erano solo 150 casi al di fuori della Cina).Inoltre prima di quella storica riunione, c’era già un programma di vaccinazione, che era in corso da diverse aziende farmaceutiche.

Bonnie Faulkner: Michel, vorrei approfondire alcuni di questi aspetti in modo più dettagliato. Scrivi che “L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha agito per rassicurare e informare l’opinione pubblica mondiale. Piuttosto il contrario.   È stata lanciata una pandemia di paura piuttosto che un’autentica emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. ” Descriveresti questo sviluppo come una campagna di disinformazione dei media?

Michel Chossudovsky: Assolutamente. E non penso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia guidato la campagna di disinformazione dei media. La campagna di disinformazione dei media era già integrata con le organizzazioni che stavano dietro questa iniziativa, ovvero il World Economic Forum e così via.La campagna mediatica avrebbe dovuto, stigmatizzare la decisione dell’OMS essendo questa in violazione del suo mandato; non dichiari un’emergenza sanitaria globale per 150 persone. Punto.Sei in America, due in Canada, tre nel Regno Unito e così via. Va ribadito che questa storica decisione del 30 gennaio è stata una grande menzogna.

NB!!! Non solo, è stata il trampolino di lancio di un processo di guerra economica.

Dovrei chiarire, perché c’è molta confusione. Questa non è una guerra biologica, perché il coronavirus non è un virus pericoloso.   Ha alcune somiglianze con altri virus.   Innesca la polmonite, quindi c’è un processo di recupero. In effetti, se guardiamo ai recenti sviluppi, la pandemia in Cina è più o meno risolta. Hanno annunciato che oltre l’80% dei casi confermati è stato risolto. Ora, i media non ne discuteranno mai perché una volta che iniziano a dire: “Oh, le persone si stanno riprendendo, stanno guarendo” e così via, questo tipo di affermazioni disinnesca il panico. Quello che vogliono fare è mantenere alto il livello di panico, ed è quello che sta accadendo in questo momento.  C’è paura e intimidazione, c’è panico. Le persone si sentono minacciate e le autorità stanno intraprendendo azioni che non proteggono la salute delle persone, ma  fanno esattamente il contrario.    Ora, non sto dicendo che il coronavirus non sia un problema di salute. Lo è davvero.

Ma ciò che più mi preoccupa sono tutti i milioni di persone che hanno perso il lavoro a causa del coronavirus, per non parlare di coloro che hanno perso i loro risparmi di una vita in borsa. Pensa a tutti gli investitori più piccoli che mettono i loro soldi con il loro broker e così via, e cosa succede? Perdono tutto quando il mercato crolla.   Ora, questo, ovviamente, è un problema e ha anche implicazioni per la salute. Alcune persone si suicidano quando perdono i loro risparmi. Ma questo è semplicemente considerato parte di un meccanismo di mercato. In realtà non fa parte di un meccanismo di mercato. Fa parte di un processo di manipolazione attraverso sofisticati strumenti speculativi come la vendita allo scoperto. Lo sappiamo.   E se hai il presentimento che il presidente Trump sta per attuare un divieto di viaggi transatlantici verso l’Unione europea, immediatamente coloro che ne hanno sentore possono speculare sul crollo delle azioni delle compagnie aeree. È molto facile. Effettuano una scommessa e se scende, fanno soldi.È qui che, naturalmente, questi potenti interessi, finanzieri e hedge fund aziendali stanno facendo un’enorme quantità di denaro.   E ciò a cui stiamo assistendo ora è un trasferimento di ricchezza, una concentrazione di ricchezza in denaro, che penso non abbia precedenti.

È forse uno dei maggiori trasferimenti di ricchezza monetaria nella storia moderna. In altre parole, è caratterizzato da fallimenti di piccole e medie imprese, aumento del debito, aumento dei debiti personali, debiti societari, acquisizione di società concorrenti. E in un certo senso, è caratterizzato da conflitti all’interno dell’establishment finanziario.   Non è solo una guerra contro la Cina. All’inizio sembrava essere una guerra economica contro la Cina, che ha portato alla chiusura del commercio e delle spedizioni e così via, dove le fabbriche dovevano chiudere e così via, per non parlare del settore turistico.   Ma è più di questo, perché influisce anche sull’equilibrio interno di potere all’interno dell’establishment finanziario. Il fatto che le compagnie aeree ne siano le vittime è significativo, perché potrebbero crollare e quindi, ovviamente, essere acquistate, e ciò significa che c’è stata una ridistribuzione non solo della ricchezza monetaria ma anche di vera ricchezza. Questi sono beni.L’esistenza del coronavirus, che genera incertezza, panico, è in definitiva l’ambiente ideale per le persone che vogliono speculare e fare soldi a spese di coloro che hanno risparmi, a spese delle piccole imprese e alle spese di società concorrenti. Questa è la situazione in cui ci troviamo e non ricordo alcun periodo della nostra storia recente paragonabile a quello in cui viviamo adesso, in cui intere economie sono in stallo: penso all’Europa occidentale, all’Italia, dove si trovano le persone alle quali è stato ordinato di rimanere a casa e così via, e questo alla fine è stato raggiunto con il pretesto – il pretesto – di un virus, di un coronavirus.

NB!!! Hanno detto: “dobbiamo proteggere la nostra popolazione, quindi chiudiamo l’economia”.  Ma non proteggi la tua popolazione chiudendo un’economia. Puoi prendere alcune precauzioni di salute pubblica, che devono essere selettive e ben ponderate; ma non è quello che sta succedendo.

Bonnie Faulkner:   Tornando al virus, scrivi: “Ricorda le circostanze insolite che circondano la pandemia di influenza suina H1N1 dell’aprile 2009”. Quali erano queste insolite circostanze? I dati sono stati manipolati?

Michel Chossudovsky: Questa non è la prima volta che l’OMS dichiara una finta pandemia. Sto parlando della decisione presa il 30 gennaio in cui avevamo solo 150 persone al di fuori della Cina che erano casi confermati.   Nel 2009, ad aprile, si è verificato un altro caso, chiamato pandemia di influenza suina H1N1. La stessa atmosfera di paura e intimidazione. Il processo è stato in qualche modo diverso, ma le dichiarazioni rilasciate dal Direttore Generale dell’OMS all’epoca erano di vasta portata, perché Margaret Chan, Direttore Generale dell’OMS nel 2009, ha dichiarato con autorità che circa – sto citando, dal WHO: “ben due miliardi di persone potrebbero essere infettate nei prossimi due anni, quasi un terzo della popolazione mondiale”.

Ora, in cosa è stata coinvolta Margaret Chan nel fare questa affermazione? È stata una benedizione da molti miliardi di dollari per Big Pharma, che è stata incaricata dal direttore generale dell’OMS Margaret Chan di attuare un massiccio programma di vaccinazione.   In seguito afferma inoltre e, ancora una volta, sto citando: “I produttori di vaccini potrebbero produrre 4,9 miliardi di vaccinazioni di influenza pandemica all’anno nel migliore dei casi”. Riesci a immaginare 4,9 miliardi di vaccini? In altre parole, questa è stata una luce verde per i produttori di vaccini per produrre miliardi di vaccini antinfluenzali per l’H1N1 ed è stato anche un semaforo verde per i governi nazionali per acquistare effettivamente questi miliardi di vaccini antinfluenzali dalle aziende farmaceutiche. 

Poi  si scopre che questa campagna nel 2009, che è stata lanciata dall’OMS, si basava su notizie false, statistiche false e bugie ai più alti livelli di governo. Quando è stato discusso sotto l’amministrazione Obama, Obama ha  affermato: “L’influenza suina potrebbe colpire fino al 40% degli americani nei prossimi due anni e ben centinaia di migliaia di persone potrebbero morire se una campagna di vaccinazione e altre misure non riuscissero. ” Ci sono state diverse dichiarazioni – Associated Press: “Gli Stati Uniti prevedono di avere a disposizione 160 milioni di dosi di vaccino contro l’influenza suina entro ottobre“. Tale dichiarazione è stata rilasciata nel luglio del 2009. Settimana d’affari : “Paesi più ricchi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna pagheranno poco meno di $ 10 per dose per l’influenza H1N1; i paesi in via di sviluppo pagheranno un prezzo inferiore “. E così via. Questa è stata  una frode multimiliardaria a favore di Big Pharma e, di fatto, non vi fu alcuna pandemia. Milioni di dosi di vaccino contro l’influenza suina erano state ordinate dai governi nazionali. Milioni di dosi di vaccino sono state successivamente distrutte. Si è verificato un problema con la raccolta dei dati sul fatto che fosse il virus dell’influenza B stagionale o se fosse il vaccino contro l’influenza suina. I dati sono stati manipolati e alla fine non ci sono state indagini su chi fosse dietro questa frode multimilionaria.   Ma penso che dobbiamo riconoscere, perché le cose a volte arrivano molto più tardi, che sulla scia di quella falsa pandemia c’è stata una riunione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, che è un cane da guardia dei diritti umani, e hanno messo in discussione le motivazioni dell’OMS.

In realtà hanno affermato che l’Organizzazione mondiale della sanità era  in conflitti di interesse e che la pandemia era falsa. Tale indagine è registrata presso il Parlamento Europeo. Lì abbiamo un esempio di quello che è successo. Non c’erano implicazioni economiche e sociali come esistono oggi, non c’erano azioni per abrogare i viaggi aerei e così via, ma, diciamo dal punto di vista del programma di vaccinazione – quel programma di vaccinazione è stato lanciato e alla fine era totalmente disfunzionale e le aziende farmaceutiche incassarono ingenti somme di denaro, che furono in gran parte finanziate dai contribuenti perché erano nel bilancio dei Ministeri della Salute.   E poi, naturalmente, l’H1N1 è mutato. Quindi i vaccini erano totalmente inutili. È molto simile a una pandemia di influenza stagionale; c’è una mutazione del virus. Ricordo in Canada, il Ministero della Salute ha ordinato milioni di dosi di vaccino e poi hanno riconosciuto, hanno detto, beh, non possiamo usarle perché sai che il virus H1N1 è mutato. Quindi hanno detto che lo avremmo inviato sotto forma di aiuti ai paesi in via di sviluppo, che era in effetti anche una frode perché il vaccino non poteva essere usato dal punto di vista della salute, ma poi hanno deciso semplicemente di inviarlo in qualche paese dell’America Latina o dell’Africa sub-sahariana, sapendo che il virus in sé era mutato e che questi vaccini erano totalmente inutili.

NB!!! Quindi lì abbiamo una situazione in cui il Direttore Generale dell’OMS dà il via libera a Big Pharma, facendo dichiarazioni “sbagliate”  sul fatto che miliardi di persone in tutto il mondo saranno colpite, fino a due miliardi; Big Pharma viene in soccorso e in effetti i produttori di vaccini hanno fatto un sacco di soldi a spese delle casse pubblica.

[…] Bonnie Faulkner: Ora, contemporaneamente a questo evento di simulazione 201 a Baltimora il 18 ottobre, dal 18 al 27 ottobre 2019, si stavano svolgendo a Wuhan, in Cina  i CISM Military World Games . Cosa sono i Giochi del mondo militare e chi erano i partecipanti?

Michel Chossudovsky:   Sono un evento sportivo che si svolge una volta all’anno in diversi paesi. Vi sono più di 100 paesi che partecipano e inviano membri delle forze armate, ma essenzialmente per eventi sportivi. Alcuni le chiamano Olimpiadi Militari.   Ora, ciò che le autorità cinesi hanno sollevato, e questo si riferisce in modo molto diretto al fatto che il virus potrebbe non essere nato in Cina ma potrebbe aver avuto origine in un paese straniero, compresi gli Stati Uniti, è che c’erano 200 militari americani che partecipavano a questo evento di 10 giorni. Certo, sono lì e visitano la città e vanno in giro, ecc. ecc. È stato ipotizzato che il virus potrebbe essere stato accidentalmente o deliberatamente lasciato cadere da qualche parte nel mercato del pesce a Wuhan.  Ora, non abbiamo  alcuna prova che sia avvenuto, tuttavia dov’è il paziente zero?  Il paziente è zero negli Stati Uniti ?   E’ interessante notare che virologi cinesi, taiwanesi e giapponesi hanno esaminato diversi ceppi del virus in diverse località e sono giunti alla conclusione che il virus non è originario della Cina.   C’è un grande dibattito in Cina sul fatto che il virus sia prodotto in Cina o prodotto in America. Sempre più prove scientifiche indicano quest’ultima.   Robert Redfield, direttore generale del CDC, ha rilasciato una dichiarazione proprio questa settimana al Congresso degli Stati Uniti durante le audizioni del cosiddetto Comitato di sorveglianza della Camera.Fa affermazioni secondo cui alcune delle diagnosi dell’influenza comune negli Stati Uniti, l’influenza stagionale, Virus B, potrebbero essere state in realtà da coronavirus. Era in un contesto di commissione, pertanto ha risposto alle domande in un modo sincero e ha detto: “Sì, in alcuni casi diagnosticati come influenza stagionale avrebbe potuto essere il coronavirus”.

Redfield : l’Università di Washington ha sviluppato i propri test.

Membro del Congresso: quei kit erano disponibili venerdì scorso?

Redfield : Sì, signore.

Membro del Congresso: grazie. E senza i kit di test, è possibile che coloro che erano stati suscettibili all’influenza avrebbero potuto essere mal caratterizzati da ciò che avevano effettivamente, ovvero è possibile che avessero effettivamente COVID-19 ?

Redfield: nella pratica standard la prima cosa che fai sono i test per l’influenza. Quindi se avessero avuto l’influenza sarebbero stati positivi.

Membro del Congresso : Ma solo se fossero stati testati. Quindi se non sono stati testati, non sappiamo cosa avessero.

Redfield : corretto.

Membro del Congresso : Va bene. E se qualcuno muore di influenza, stiamo facendo dei test post mortem per vedere se era influenza o era COVID-19?

Redfield: esiste un sistema di sorveglianza per testare la polmonite che ha il CDC. Non è in ogni città, in ogni stato, in ogni ospedale.

Membro del Congresso : Quindi potremmo avere persone negli Stati Uniti che muoiono per quella che sembra essere influenza quando in realtà potrebbe essere il coronavirus o COVID-19.

Redfield: Alcuni casi sono stati effettivamente diagnosticati in questo modo negli Stati Uniti oggi.

Membro del Congresso : grazie.

Ora, questa affermazione conferma gli studi condotti in Cina, Giappone e Taiwan, ma pone anche la domanda, quando? Era ad ottobre? Era a novembre? Era a dicembre? In altre parole, la dichiarazione di Redfield non dice quando sono stati condotti quei test per l’influenza. Bene, sono condotti su base routinaria. Presumibilmente se è stagionale inizia a novembre o ottobre e si estende durante l’inverno.Ma quello che è successo è che questa affermazione in effetti fornisce legittimità agli studi condotti da virologi giapponesi, cinesi e taiwanesi secondo cui è possibile che il virus non abbia avuto origine nel mercato ittico di Wuhan; in realtà avrebbe potuto avere origine negli Stati Uniti d’America. E il virologo di Taiwan ha dichiarato, poiché stava seguendo quello che stava succedendo, che c’erano più di 200 casi di polmonite che hanno provocato la morte negli Stati Uniti, ed è stato innescato dall’incapacità del paziente di respirare. Quindi ha dichiarato di essere stato in contatto con le autorità sanitarie statunitensi e ha posto la domanda se tali morti avrebbero potuto essere il risultato del coronavirus. Ha anche detto che l’epidemia virale potrebbe essere iniziata in un periodo precedente rispetto a quanto si ipotizza, suggerendo che potrebbe anche tornare a settembre. E presumo che risale a settembre perché è allora che il virus dell’influenza inizia effettivamente a svilupparsi.Ma penso che ciò che è importante sia che – uno dei nostri autori, Larry Romanoff, che ha sede a Shanghai, abbia fatto ricerche approfondite su questo tema e se mettiamo insieme le dichiarazioni di Robert Redfield, gli studi giapponesi, taiwanesi e cinesi, c’è una buona probabilità che il virus non provenga dalla Cina, ma potrebbe benissimo aver avuto origine negli Stati Uniti. È un punto di discussione in Cina proprio in questo momento perché il portavoce del Ministero degli Affari Esteri – e i cinesi in realtà non improvvisano allo stesso modo degli americani la loro posizione di politica estera – ma quando commentano il direttore del CDC Dr. Robert Redfield dicono, beh, sai, questo tipo di informazioni deve essere spiegato. Se gli Stati Uniti hanno segnalato 34 milioni di casi di influenza, questo è – penso che stia esagerando, ma è quello che dice – Sto parlando del rappresentante del Ministero degli Affari Esteri. Penso che sia più simile a 15 milioni – ma in ogni caso, poi conclude e dice, per favore dicci quanti sono legati a COVID-19. Questo è un tweet: anche i cinesi hanno adottato i tweet.Ciò che il direttore Robert Redfield ha ammesso è che apparentemente alcune persone che sono morte per influenza potrebbero essere state testate positivamente per il coronavirus. Quindi questo ha aperto il Vaso di Pandora, per così dire, perché il consenso in Cina è che il virus non è stato prodotto in Cina; è stato realizzato in America.

 

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 CHI HA DIFFUSO IL VIRUS? Intervista col prof. Michel Chossudovsky

Il senso del peccato

 

Non sono pochi gli uomini di Chiesa che in questo momento stanno pregando perché gli scienziati trovino presto un vaccino contro il coronavirus responsabile della pandemia di Covid-19.

Ma se la preghiera si limitasse a questo sarebbe davvero un problema dal punto di vista della fede. Mi faceva notare un sacerdote che se anche la scienza trovasse il vaccino e continuassimo poi a commettere peccati, sorgerebbero altre pandemie peggiori, come ha dimostrato il segreto di Fatima sulla profezia della seconda guerra mondiale.

Il vero problema, forse, è la salvezza della nostra anima, cosa che molti cattolici oggi tendono a dimenticare. Rischiamo davvero di percorrere un binario morto se, come credenti, ci limitassimo a pregare Dio unicamente perché fermi il coronavirus.

Certo, la prima, immediata, istintiva invocazione d’aiuto che il cuore dell’uomo riesce a gridare in una situazione d’emergenza è quella di salvare la vita. È quella di chiedere a Dio che si trovi un modo per fermare la pandemia che sta flagellando il mondo interno. Ma non può essere solo quello. Come ha recentemente ricordato mons. Crepaldi, Arcivescovo di Trieste, il termine latino “salus” significa salute, nel senso sanitario del termine, e significa anche salvezza, nel senso etico-spirituale e soprattutto religioso; l’attuale esperienza del coronavirus testimonia ancora una volta che i due significati sono interconnessi. Per questo non si deve dimenticare l’importanza di salvare l’anima oltre che il corpo.

E dire che i cristiani conoscono benissimo il monito del loro Maestro: «Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?» (Mt 16, 25-26).

Parafrasando le parole di Gesù Cristo potremmo chiederci cosa serve all’uomo trovare il vaccino contro il coronavirus per salvare il proprio corpo, se poi perde l’anima?

Il punto è che l’uomo moderno ha perso di vista questa prospettiva, perché ha smarrito il senso del peccato.

Lo aveva lucidamente preconizzato uno dei più grandi Papi del XX secolo, Pio XII, quando il 26 ottobre 1946 nel radiomessaggio trasmesso a conclusione del Congresso Catechetico degli Stati Uniti, tenutosi a Boston, annunciò che «forse il più grande peccato del mondo oggi è che gli uomini hanno cominciato a perdere il senso del peccato». (Discorsi e Radiomessaggi, VIII, p. 288). Nel XXI secolo, possiamo tranquillamente dire che quel senso è stato definitivamente perso. L’uomo del nostro tempo vive una sorta di “anestesia della coscienza”. Ha forse ancora un vago senso di colpa, un complesso di colpevolezza ma non è più il senso del peccato. Tutto ciò perché è sparito Dio dall’orizzonte della società

È il peccato, non il coronavirus, a produrre l’unica vera infezione che dobbiamo temere, ossia quella che uccide l’anima. E questa infezione, oggi, si propaga anche attraverso le leggi inique e contrarie ai comandamenti di Dio, che gli uomini ostentano come conquiste della modernità, o attraverso quelli che alcuni clerici amano definire «aggiornamenti pastorali-dottrinali esigiti da una fede al passo con i tempi».

Ecco perché il vero vaccino occorre trovarlo innanzitutto contro le leggi inique, che gridano vendetta al cospetto di Dio, come quelle sull’aborto, sull’eutanasia, sulla fecondazione artificiale, sulle norme per combattere la cosiddetta “omofobia”, sull’ideologia gender.

Se i cristiani non capiscono questo o, peggio, approvano le leggi inique, se non sono più capaci di reagire di fronte alle sempre più numerose manifestazioni blasfeme e sacrileghe, se peccano spensieratamente di idolatria, se affermano che non è più peccato mortale il sesto comandamento, come neanche tralasciare il precetto festivo, se ammettono la convivenza more uxorio, il divorzio, se sostengono che non si debba più parlare di peccato, ma solo di “complicazioni”, beh, allora non devono poi stupirsi se Dio risponde loro che non può aiutarli, e se intorno ad essi non resta altro se non quello che il Profeta Daniele definiva l’«abominio della desolazione».

Eppure, i cristiani conoscono il monito di Gesù: «Va e d’ora in poi non peccare più!» (Gv 8, 11).

Se si perde la consapevolezza del peccato, si riduce tutto ad una dimensione materiale, e la morte fisica terrorizza più della morte spirituale. È quello che si vede accadere in questi giorni di pandemia, anche, purtroppo, tra tanti cristiani. Ma se questi non sanno più testimoniare la differenza a cosa servono? Rischiano di diventare come l’evangelico «sale insipido», che non serve a nulla «nisi ut mittatur foras et conculcetur ab hominibus» (Mt 5, 13).

Quando il Figlio dell’Uomo tornerà sulla terra troverà ancora la fede? I cristiani devono avere sempre presente questa domanda, consapevoli dell’immensa responsabilità che essi hanno di tenere viva la fiamma della Verità fino al ritorno di Cristo.

Anni fa, mons. Luigi Giussani ha voluto recuperare gran parte della letteratura cattolica censurata dall’egemonia marxista che dal dopoguerra domina incontrastata il panorama culturale italiano. Giussani convinse la casa editrice BUR ad istituire una Collana denominata I libri dello spirito cristiano. Tra le varie perle ve n’è una che ho letto con piacere: il romanzo Morte, dov’è la tua vittoria? dello scrittore cattolico Henri Daniel-Rops (1901-1965), accademico di Francia. In quel romanzo Daniel-Rops faceva dire a uno dei suoi personaggi, l’abate Pérouze, queste parole: «La sola vita è quella che ci viene dalla lotta per la nostra anima (…). Gli uomini di oggi disprezzano questa verità (…), hanno bandito il peccato dalla loro vita e dai loro libri,

Gli uomini di oggi disprezzano questa verità (…), hanno bandito il peccato dalla loro vita e dai loro libri, e per questo sono finiti in un fiume fangoso in cui, senza saperlo, annaspano e affogano».

Speriamo che tutti, credenti e non, nelle drammatiche circostanze imposte dall’emergenza pandemica del Covid-19, possano recuperare la coscienza della necessità e riconoscersi umilmente peccatori, per poter salvare l’anima prima ancora del corpo.

 

Gianfranco Amato

 

Da

Il senso del peccato

Putin chiede di non credere alle fake news sul coronavirus

 

Il presidente russo Vladimir Putin ha invitato la gente a non credere alle fake news e alle insinuazioni allarmistiche sulla diffusione del coronavirus in Russia; secondo il capo di Stato russo, queste informazioni false circolano maliziosamente per seminare panico e sfiducia nei confronti delle autorità.

“Per quanto riguarda l’informazione, l’informazione è oggettiva. Non bisogna credere a nessun pettegolezzo, o come dite alle fake news. Qualcuno lo fa inconsciamente e qualcuno consapevolmente con l’obiettivo di seminare diffidenza su quello che le autorità stanno facendo nel territorio, a livello federale, municipale e creare una sorta di panico”, ha detto Putin in una riunione con i rappresentanti della società civile in Crimea e Sebastopoli.

La Russia intensificherà gli sforzi per combattere il coronavirus, ha evidenziato il presidente russo Vladimir Putin.

“Grazie a Dio, abbiamo tutto sotto controllo finora. Spero che continui così in futuro. Aumenteremo questi sforzi”, ha detto il capo di Stato russo durante l’incontro.

Il presidente ha evidenziato che ha incaricato il governo e le regioni di preparare misure proattive e di introdurle qualora fosse necessario.

Putin ha poi rivolto l’attenzione sul fatto che nella situazione con il coronavirus la Russia sembra essere “molto meglio” rispetto ad altri Paesi.

“Come sapete, in alcuni Paesi europei questa malattia ha davvero acquisito il carattere di un’epidemia di massa. Ci sono migliaia di malati, migliaia. E centinaia di persone che sono già morte. Fondamentalmente si tratta di persone molto anziane, persone che hanno qualche patologia, di solito cronica e comunque malattie gravi che debilitano il sistema immunitario”, ha detto.

In Russia saliti a 147 i casi di contagio da Covid-19

In Russia sono stati registrati 33 nuovi contagi col nuovo tipo di coronavirus nell’ultimo giorno, ha riferito il quartier generale operativo per il monitoraggio della situazione con il Covid-19 nella Federazione Russa.

In totale 147 casi del nuovo coronavirus sono stati registrati in Russia, 5 persone sono guarite.

Da

https://it.sputniknews.com/mondo/202003188879472-putin-chiede-di-non-credere-alle-fake-news-sul-coronavirus/

Governatore Louisiana: preghiera e digiuno

L’EDITORIALE del VENERDÌ
di Matteo Orlando

Il governatore cattolico della Louisiana ha chiesto ai suoi concittadini di pregare e digiunare per chiedere la guarigione delle persone colpite dal coronavirus.
John Bel Edwards ha annunciato che lui e la first lady dello stato, hanno cominciato il primo digiuno nella giornata di martedì 24 marzo e ne faranno altri nel corso della Quaresima.
“In questa stagione di Quaresima, dove ci concentriamo sul digiuno e sulla preghiera, volevo che la gente della Louisiana sapesse che digiuniamo” per i malati colpiti dal coronavirus, ha twittato Edwards.
Il Governatore ha chiesto a tutti di pregare e digiunare con lui e la moglie per chiedere a Dio anche di “confortare coloro che hanno perso una persona cara a causa del COVID-19, per il pieno recupero di coloro che sono risultati positivi, e affinché Dio, come ha già fatto in precedenza, guarisca il suo popolo e la nostra terra”.
La Louisiana ha il terzo tasso più alto di casi confermati di COVID-19 pro capite negli Stati Uniti, secondo quanto ha spiegato la CNN.
Intanto in Sudamerica, più precisamente in Argentina, i sacerdoti sono stati inclusi nell’elenco delle persone esenti dal rispetto della misura di isolamento sociale preventivo e obbligatorio che è in vigore in Argentina dal 20 marzo, “allo scopo di fornire assistenza spirituale”.
Il decreto sull’isolamento sociale preventivo e obbligatorio è stato annunciato dal presidente Alberto Fernández e durerà fino al 31 marzo.
La presidenza del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) ha invitato i vescovi del continente a presiedere un atto di consacrazione alla Beata Vergine Maria sotto la dedicazione di Nostra Signora di Guadalupe a mezzogiorno dello scorso 25 marzo, solennità dell’Annunciazione di Nostro Signore Gesù Cristo.
Come misura preventiva contro lo scoppio del coronavirus, la Basilica di Guadalupe ha chiuso i battenti per la prima volta nella storia.
Di seguito il testo, tradotto in italiano, della preghiera recitata in tutto il centro-sud America:

Preghiera alla Vergine di Guadalupe

Beata Vergine Maria di Guadalupe, Madre del vero Dio attraverso la quale si vive.

In questi momenti, come Juan Diego, sentendosi “piccoli” e fragili di fronte alla malattia e al dolore, eleviamo le nostre preghiere e ci consacriamo a voi.

Consacriamo i nostri popoli a voi, specialmente i più vulnerabili: anziani, bambini, malati, indigeni, migranti, senzatetto, privati ​​della libertà.

Vogliamo entrare nel vostro Cuore immacolato e imploriamo la vostra intercessione: ottenete per noi da vostro Figlio la salute e la speranza.

Possa la nostra paura trasformarsi in gioia; Possa nella tempesta vostro Figlio Gesù essere forza e serenità per noi; Possa il nostro Signore alzare la sua potente mano e fermare l’avanzata di questa pandemia.

Beata Vergine Maria, “Madre di Dio e Madre dell’America Latina e dei Caraibi, Stella di rinnovata evangelizzazione, prima discepola e grande missionaria dei nostri popoli”, sii più forte della morte e consolazione di coloro che  piangono; donaci una carezza materna che consoli gli ammalati; e per tutti noi, Madre, nelle cui braccia troviamo sicurezza, siate presenza e tenerezza.

Da voi guidati restiamo fermi e irremovibili in Gesù, vostro Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Sardine, Carola e non solo: gli scomparsi con il Coronavirus

 

Una premessa. Come apòta ho deciso di utilizzare indifferentemente CODIV 19, coronavirus, Virus cinese, Virus di Wuhan. In questo Cameo li troverete tutti e quattro. Nel mio cuore ho scelto ma, in questo momento (sono stanco), non voglio polemizzare con il costituendo partito cinese. Per quel che vale (nulla) sappiano comunque che io, come tanti altri non ci vendiamo per un piatto di riso ribe. (Ricordo che se la buttiamo sui pacchi, non ce li manda solo la Cina, ma Russia, Venezuela, Cuba).

La scemenza più divertente è l’analisi colta che imputa allo stile di vita occidentale la responsabilità del “Virus di Wuhan”. Il CEO capitalism ha grandi responsabilità, ma questa proprio no. Pierluigi Battista si chiede se FabioFazio questa scemenza l’abbia già detta a Papa Bergoglio o si sia limitato a dirla in tv. Propendo per la seconda, c’è un tentativo dei portavoce delle ZTL di aiutare a rientrare in gioco i “buoni” dell’accoglienza nautica e dell’ambiente.

Sono letteralmente scomparsi. Negli ospedali di Bergamo, Brescia, Milano non si trova un volontario “sardina” (con o senza cerchietto), uno straccio di comandante speronatrice, neppure i supermedici francesi. Con il ripristino dei confini, gli eleganti “médecins sans frontières” si saranno mica confinati nei loro appartamenti del XVI°? Intanto Jaques e George tacciono.

Scomparsi del tutto gli apostoli del CO2. Il Messaggero scrive che Roma senza auto abbia più inquinamento di prima. Mi immagino Elon Musk: già fragile di suo, penso sia entrato in depressione, e così i fighetti dell’apericena sui Navigli, seguaci di Greta Thunberg (sono stato sempre convinto che fosse l’unica a credere a ciò che diceva, perché parlava con il cuore, a quell’età non si sa mentire).

Roberto Burioli, l’unico insieme a Massimo Galli, fedele a un’impostazione seria, perché scientifica, sul “Virus Cinese”, stigmatizza il Premier per aver preso come consulente internazionale del Governo (sic!) certo Gunter Pauli. Cita sue analisi che fanno, in effetti, scompisciare dal ridere. Però, onestamente, mi stupisco dello stupore.

Questo Governo ha l’imprinting di Beppe Grillo, lo sanno tutti, tutti fingono di non saperlo. Che vi piaccia o meno, i suoi seguaci occupano quasi tutte le posizioni di potere, a partire dalla premiership, eppure sono quelli che sappiamo: No Vax, terrapiattisti, scie chimiche, incompetenti assoluti in ogni campo dello scibile. Ridicolizzati dalle élite come “scappati da casa” fino a quando non si sono accasati con il Pd. Da quel momento è caduto un penoso silenzio, nel tentativo di mondarli da ogni peccato. Che tristezza.

Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Enrico Berlinguer, si rivolteranno nella tomba. Comprensibile questo atteggiamento nelle languide élite che ci ritroviamo, rotte a ogni compromesso, ma incomprensibile con i comunisti duri e puri della mia giovinezza operaia. Dove sono finiti? Che dire? Stiamo in casa.

PS Per favore evitate di scrivermi e di insultarmi. A titolo personale, il mio giudizio sul Conte Bis è identico al Conte 1. Avendo collaborato con costoro, Pd e Lega pari sono.

 

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https://www.google.com/url?q=https://www.nicolaporro.it/sardine-carola-e-non-solo-gli-scomparsi-con-il-coronavirus/&source=gmail&ust=1585168013606000&usg=AFQjCNE4nzakb8gIbJt8wRr-ad_P0r6UAQ

Coronavirus, Borrelli: “Per ogni contagiato ufficiale dieci non censiti”

 

Il capo della Protezione civile: ci sono circa 600mila contagiati e non 63mila. “Le misure di due settimane fa iniziano a sentirsi”

Verosimilmente in Italia ad oggi ci sono circa 600mila contagiati dal nuovo coronavirus. Lo afferma il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, malgrado i numeri ufficiali parlino di 63mila. Borrelli ammette: “Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile”. E,  sui contagi in rallentamento per due giorni consecutivi, aggiunge: “Le misure di due settimane fa iniziano a sentirsi”.

“Nelle prossime ore dovremmo vedere altri effetti, capiremo se davvero la curva della crescita si sta appiattendo”, dice il capo della Protezione civile, in una intervista a Repubblica.  Tra una settimana l’Italia, secondo le proiezioni matematiche supererà la Cina per numero di contagi. “Non me lo sarei mai aspettato” ammette Borrelli che ha visto contagiati anche 12 dei suoi collaboratori. Di fronte a questi numeri il capo della Protezione civile non rimprovera all’Italia errori di sottovalutazione.

 

“Il 31 gennaio – dice – questo governo ha dichiarato lo stato di emergenza e bloccato i voli da e per la Cina, mi sembra che abbiamo compreso subito che questa epidemia era una cosa seria”. Quello che constata, piuttosto, di fronte ad un caso come quello della Lombardia, è la presenza di “comportamenti pubblici che hanno alimentato il problema nazionale”. E di fronte al caso della partita Atalanta-Valencia ammette: “Potenzialmente è stato un detonatore, ma lo possiamo dire ora, con il senno di poi”.

 

Di fronte a questi numeri, a chi gli chiede se abbia senso la ormai fissa conferenza stampa delle 18 replica: “Dal primo giorno ho assicurato che avrei detto la verità è un impegno che ho preso con il Paese. Se ora ci fermassimo ci accuserebbero di nascondere le cose. E poi eravamo in mano alle singole Regioni, ai numeri degli assessori alla Sanità. Nelle prime settimane è stato il caos”.

 

“Dovremmo poter comprare i ventilatori da terapia intensiva nei supermercati, le mascherine ad ogni angolo e invece stiamo faticando”, conclude Borrelli.

 

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https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/coronavirus-borrelli-per-ogni-contagiato-ufficiale-dieci-non-censiti_16497020-202002a.shtml

Il mistero del virus

Ma poi si è capito come è nato e chi lo ha propagato il coronavirus? Fatalità, errore, incoscienza, bestialità? Io non l’ho ancora capito, ho una serie di informazioni, anche troppe, ho un mucchio di sensazionali rivelazioni e una valanga di interpretazioni contrastanti ma alla fine non so niente di preciso. Nulla più di quanto sapessimo all’inizio. E non per curiosità, sete di conoscenza, per farne storia o solo per risalire a eventuali colpe di singoli o di gruppi, di istituzioni o di stati. Ma perché il miglior modo per evitare che si ripeta, è capire come nasce, da dove nasce e come si riproduce. E chi, cosa dobbiamo temere, oltre i contagi animali.

Non abbiamo ancora capito se i cinesi sono stati solo vittime o responsabili, se è un incidente in laboratorio o nella vita corrente, se è stato tardivo o tempestivo il loro reagire, fino a che punto risale il loro eventuale grado di colposità. E non si comprende se tutto è coperto da segreto militare, se ci sono cose che non si possono divulgare, guerre fredde sommerse. Non ci è ancora chiaro perché in Italia è esploso prima e più di ogni altro luogo d’Occidente con una mortalità che in percentuale ci rende tristemente primi al mondo. Perché abbiamo questo primato: sfiga, scarsità di strutture, colpe politiche, leggerezza, o che? Perché un morbo cinese attacca proprio l’Italia, c’è una spiegazione più razionale del fatto che Marco Polo fu il primo ad arrivare in Cina sette secoli fa? Né abbiamo capito come è meglio affrontarlo, se con metodo british-brexit, o con metodo latino-mediterraneo, barricandoci tra le calde pareti materne della casa. Non è possibile fare previsioni di durata e di estensione, c’è chi parla di giorni e chi di mesi per il coprifuoco, c’è chi dice che sarà infettata più della metà della popolazione e chi dà numeri ristretti ad alcune decine di migliaia.

Il picco, anche agli occhi di scienziati e virologi si sposta come un cursore impazzito, ogni giorno e a ogni notizia, e così le aspettative di contagio, il boom annunciato al sud e a Roma oppure no, resta inarrivabile il primato tragico della Lombardia. Il bla-bla intorno al covid-19 non dà più informazione, semmai più confusione e apprensione, i pareri degli esperti oscillano tra le ovvie ripetizioni dei mantra igienici di massa a previsioni diametralmente opposte; certo, tiene alto il livello d’allarme e sollecita comportamenti prudenti, un tempo si sarebbe detto “da timorati di Dio”. Solo chi è in prima linea, negli ospedali più assaltati, per esempio tra Bergamo e Brescia, non fa previsioni, ci racconta solo l’inferno dal vivo e a volte dal morto. Senza dire del mistero su come lascerà stremati l’Italia, l’Europa e il mondo; ma questo rientra già nelle incognite di ogni futuro.

Insomma, è strano: viviamo nella società globale dominata dalla scienza, dalla programmazione tecnologica, dall’informazione e dai social, dai business plane e dalla democrazia elettronica eppure navighiamo a fari spenti nella notte, è incomprensibile quel che è accaduto, perché è accaduto, che trafila segue il contagio, se non i misteriosi capricci del caso. Ed è incomprensibile e incontrollabile quel che accade e come rimediare, oltre la profilassi certa, antica e puerile, come lavarsi le mani o isolarsi tutti da tutti, in casa o nei confini.

Tutto è avvolto nel Mistero. Esattamente come davanti alla peste e al colera dei secoli scorsi, esattamente come i terrori dell’Anno Mille, e di qualche altra annunciata fine del mondo. Di fronte al Mistero, alla Paura e alla Restrizione, pur vivendo in una società sofisticata reagiamo come bambini, anzi veniamo incoraggiati a comportarci come bambini: cantiamo la canzone dal balcone, sventoliamo la bandiera, facciamo il meritato applauso al personale sanitario. Battiam battiam le mani evviva il Direttor. O ci mandiamo video, vignette e battute per giocare col Mostro, per esorcizzare il Mammone.

Certo ogni tanto ti arriva il video di Quello-che-ha-Capito-Tutto, quello che sa ciò che tutti gli altri ignorano, o che dice la Verità perché lui è libero, non è pagato da nessuno, non dipende da una struttura sanitaria, da un potere, dalla stampa. Quindi può sparare profezie (o chiamatele in altro modo) all’impazzata. Lui sa, lui ha intuìto, e te lo spiega. E di solito niente è come appare. In tanti abbiamo fame di ascoltare favole, qualcuno anche di narrarle.

La realtà è che brancoliamo nel Mistero né più né meno che nell’antichità. Non sappiamo nulla più di quanto sapessero i nostri antenati, quelli che si rivolgevano ai santi e alle madonne, o peggio agli stregoni e alle megere, per proteggersi dal male. A quelli che compivano riti per scacciare il male. Lo facciamo anche noi, per esempio, col rito scaramantico Tutto andrà bene. Ma sì, facciamo tutto quel che serve a farci stare meglio, anche il corno e il ferro di cavallo.

Ma non eravamo una società ad alta tecnologia che derideva il ricorso alla religione e al fato, che programmava tutto e si affidava solo alla scienza e al calcolo? Stiamo da un mese a litigare sulle mascherine, il tampone e l’amuchina; ammazza l’industrializzazione, la velocizzazione, la stampante 3d, il mercato… Di fronte al pericolo torniamo nelle caverne. Siamo primitivi in case accessoriate, aborigeni con lo smartphone. Siamo iper-dotati sul piano sanitario e iper-cablati ma disarmati quando passiamo a chiederci perché accade, come rispondere, in che modo evitare, arginare. Vince il caso, più la strana sensazione di vivere nella trama di un fanta-romanzo. Vediamo tutto quel che succede nel mondo in diretta a casa nostra, ma non abbiamo il senso degli avvenimenti esattamente come cento, mille, diecimila anni fa. Mistero batte Progresso e noi dentro un film da incubo.

MV, La Verità 18 marzo 2020

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Il mistero del virus

Coronavirus, Giuseppe Conte conferma: “Inevitabile la proroga del blocco totale”. La fine? Data da destinarsi

In un giorno, 475 vittime. Il coronavirus in Italia non ne aveva mai fatte tante in 24 ore. E nemmeno in Cina. Certo, la curva dei contagi cresce in termini percentuali sempre meno. Ma lo scenario è catastrofico. Siamo nel bel mezzo della guerra. Ed in questo contesto, raccolte dal Corriere della Sera, ecco le parole di Giuseppe Conte. Il premier che conferma ciò che davamo ormai per scontato da giorni: il blocco totale durerà ben oltre il tre aprile. Ma non solo: probabili nuove misure ancor più stringenti e la chiusura di tutte le aziende che non sono reputate “strategiche”.

“Abbiamo evitato il collasso del sistema, le misure restrittive stanno funzionando, ed è ovvio che quando raggiungeremo un picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima – premette il presidente del Consiglio -. Al momento non è ragionevole dire di più, ma è chiaro che i provvedimenti che abbiamo preso, sia quello che ha chiuso molto delle attività aziendali e individuali del Paese, sia quello che riguarda la scuola, non potranno che essere prorogati alla scadenza”, conferma.

E ancora. “Bisogna usare il buonsenso e agire tutti con la massima consapevolezza, le sanzioni penali per chi trasgredisce ci sono e verranno applicate in modo severo e sono d’accordo con quei sindaci che hanno chiuso anche le ville e i parchi, una cosa è fare attività sportiva un’altra è trasformare i luoghi pubblici in punti di assembramento, cosa inammissibile. Al momento non sono previste altre misure restrittive di largo respiro, ma se non saranno rispettati i divieti dovremo agire”.

Per quel che riguarda le chiusure aziendali, l’ipotesi sul tavolo propone di considerare “strategiche” tutte quelle quotate a Piazza Affari, comprese banche e istituti finanziari: “Stiamo studiando il provvedimento, di sicuro non consentiremo a nessuno di approfittare di un momento di debolezza del nostro Paese”, risponde Conte assicurando che anche in questo settore l’esecutivo è pronto a prendere misure estreme. Ma oltre alle parole, per difendere un sistema economico già ampiamente moribondo, servono i fatti.

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https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/21369190/coronavirus_giuseppe_conte_inevitabile_proroga_chiusure_aziende_scuola_casa.html

A Roma non la contano giusta

Qualche giorno fa ho ricevuto due telefonate private da esponenti delle istituzioni che conosco da anni. “Chiamo l’amico più che il giornalista”, mi hanno più o meno detto entrambi, aggiungendo “Stai attento, perché fonti riservate prevedono l’esplosione del contagio a Roma nei prossimi giorni”. E’ trascorso qualche giorno da quelle telefonate, e apparentemente nella capitale e in genere nella Regione Lazio quella esplosione non c’è stata. I dati nazionali sono impressionanti, ma ancora il bollettino ufficiale di ieri mattina diceva 84 contagiati in più nel Lazio, che è arrivato a quota 618, con 199 contagiati a Roma, 191 nella sua provincia e 228 nelle altre province laziali. Con numeri così bassi difficile parlare di pandemia in questa area, e quindi è possibile che l’allarme che mi è stato lanciato fosse poco fondato e le fonti da cui provenivano non così attendibili. Però ieri sera ho sentito dire in tv dal ministro della Salute, Roberto Speranza “Io credo che l’indice complessivo del numero dei contagiati sia superiore a quello che appare”, e allora ho iniziato ad avere qualche dubbio non su chi mi aveva avvertito, ma sulla Regione Lazio che sta fornendo dati forse molto calmierati. Mi è capitato qualche giorno di ricevere segnalazioni da lettori e conoscenti assai superiori a quelle censite nel bollettino del giorno e credo proprio che molti dati del contagio qui più che altrove non vengano classificati nei bollettini quotidiani. Il motivo è più che intuibile: non ci sono posti necessari al ricovero di tutti i malati, figuriamoci se poi avessero bisogno di terapia intensiva e quindi si cerca di ritardare il più possibile l’ingresso nel circuito ospedaliero dei malati. Qualche giorno fa è arrivato il disperato appello di una giovane malata- ed è una sola delle tante storie che sono in grado di raccontare- che da tre giorni aveva febbre molto alta e tosse persistente dal primo pomeriggio in poi. Aveva già avuto un mese fa l’influenza. Allarmata ha provato a mettersi in contatto con i numeri verdi regionali: non risponde nessuno, cosa segnalataci da gran parte dei lettori. Allora ha chiamato il 112, dove hanno risposto subito e raccolta la sua storia: “La facciamo chiamare dal 118”. Nelle 48 ore successive nessuno si è fatto sentire.

Temo che questo non sia un caso isolato. E che proprio per questo i numeri siano assai più elevati di quanto non ci venga detto. A Roma il coronavirus ha colpito seriamente la politica: è malato il viceministro della Salute, Pier Paolo Sileri, e lo è Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio che ha passato giorni difficili e a cui auguriamo di venirne presto fuori tornando sul ponte di comando. Sono ammalati vigili urbani, autisti Atac, la gente comune. E il contagio è assai facile: fino alla serrata del decreto governativo i romani hanno fatto di tutto, poi si sono spaventati un po’, ma è durata 24-36 ore. Video e fotografie ci fanno vedere un traffico che di giorno in giorno è cresciuto, l’assalto un po’ cretino ai parchi, molta più gente a passeggio (ieri mattina a piazza Bologna sembrava un giorno normale), immigrati che si accalcano un alcune zone, la tensione che è già un po’ caduta. Qualche guaio l’ha fatto la stessa Regione, tagliando i treni pendolari perché c’era meno gente che si muoveva. Così gli unici in funzione sono presi di assalto da chi deve per forza muoversi. Le immagini che pubblichiamo oggi sia dai convogli che alla discesa dei passeggeri a Termini dicono che se lì in mezzo c’è un contagiato, il virus galoppa. Non solo: la protezione dei cittadini e perfino degli operatori sanitari fa acqua da tutte le parti, perché la Regione oggi non è in grado di assicurare a tutti le protezioni di cui hanno bisogno (mascherine filtranti in primis). Arrivano le proteste di medici e infermieri ogni giorno, perché devono utilizzare prodotti che dovrebbero invece buttare via dopo otto ore, ma senza alternativa restano l’unica soluzione a disposizione. A Roma poi ci sono 150 case di cura private, e lì debbono arrangiarsi.
Per tutti questi motivi e per quello che dicono Speranza come i massimi virologi, i numeri forniti dalla Regione sul contagio nel Lazio non dicono la verità e sottovalutano di molto la realtà. Il motivo purtroppo è ben noto: da anni questo governo regionale taglia indiscriminatamente posti letto e chiude ospedali, senza per altro tamponare la voragine in altro modo. Oggi la Saanità del Lazio non è attrezzata per affrontare questa emergenza, e poco contano i comunicati e gli annunci che ogni giorno vengono diramati per rassicurare. All’improvviso si aprono uno dietro l’altro dei reparti “Covid 19” perché il solo ospedale che accoglieva i pazienti gravi- lo Spallanzani- è minuscolo e non in grado di affrontare alcuna emergenza vera. Ma si procede un po’ a casaccio. Meglio averli che essere privi di ogni cosa, però non possiamo dimenticarci che la Columbus dell’ospedale Gemelli aperta ieri doveva essere chiusa solo qualche mese fa, e immagino che qualche problema di funzionalità abbia. Poi si è corsi- altro mistero- ad aprire un nuovo Covid nell’Istituto clinico Casalpalocco, una piccola clinica specializzata in cardiochirurgia presieduta dall’ex senatore Valentino Martelli e appartenente al gruppo GVM di Ettore Sansavini, ben conosciuto in Emilia Romagna. Una scelta incomprensibile visto che come dicono gli amministratori della struttura nella relazione all’ultimo bilancio depositato in camera di commercio, la clinica da anni perde milioni di euro “da un lato per le difficoltà a lavorare in una piazza difficile quale Roma e dall’altro per il diniego che abbiamo subito, da parte della Regione Lazio, all’accreditamento della nostra struttura”. Ma come, l’assessorato alla Sanità della Regione prima ritiene quella struttura non meritevole di accreditamento, provocando la stizza di quegli imprenditori convinti di avere subito un torto, e poi all’improvviso la struttura viene scelta per una delle funzioni più delicate, come il fronte della guerra al coronavirus? La cosa ha talmente stupito che le opposizioni pretendono spiegazioni dall’assessore Alessio D’Amato. Altre ne sono state indicate per tamponare la voragine che ora rischiano di pagare i malati. Ma ci vuole tempo ad attrezzarle (Policlinico Umberto I, Eastman e Tor Vergata), e soprattutto per liberare posti all’emergenza si dovranno mandare via malati anche gravi che lì non erano finiti per caso. Chi cura tutti gli altri? Perché di terapie intensive c’è bisogno anche per tutti loro. Non è che uno preso da un infarto può chiedergli gentilmente di ripassare più tardi perché l’assessore alla Sanità del Lazio ha altri diavoli per i capelli. Lo stesso vale per tutti gli altri malati, perché un trapianto rimandato quando necessario può mettere a rischio vite umane. Certo, le voragini non si riempono con cestelli di sabbia. Ma qualcosa in più ci sarebbe da attendersi anche ora, perché la saluta di tutti vale più dell’orgoglio dei singoli.

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https://www.iltempo.it/roma-capitale/2020/03/18/news/coronavirus-roma-numeri-ufficiali-contagi-ritardi-registrazione-diagnosi-mancano-posti-letto-ospedali-1297148/

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