Vaccino russo Sputnik V: primi lotti saranno distribuiti nelle regioni entro lunedì

epa08600542 A handout photo made available by the Russian Direct Investment Fund (RDIF) shows containers with a new two-vector COVID-19 vaccine at Nikolai Gamaleya National Center of Epidemiology and Microbiology in Moscow, Russia, 06 August 2020 (issued 13 August 2020). Russia registered the new called Sputnik V vaccine against coronavirus Sars-Cov-2 and opens the stage of its massive testing. EPA/RDIF HANDOUT NO RESTRICTIONS, ALLOW TO USE IN SOCIAL NETWORK HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

 

Non è nostra intenzione addentrarci nella dialettica “vaccino sì – vaccino no” in questo momento, ma sottolineare un dato politico, o meglio geopolitico: la Russia di Putin, come già anticipato circa un paio di mesi fa, è davvero arrivata prima degli altri. Trump tace. E chi tace, spesso acconsente. L’Europa intesa come UE non pare affatto contenta ed esprime riserve o imbarazzi. La Via della Seta sembra in difficoltà…(N.d.R.)

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Il vaccino russo Sputnik V, il primo al mondo efficace contro il coronavirus SARS CoV-2, è stato registrato dal Ministero della salute.

Le prime partite del nuovo vaccino russo Sputnik V saranno distribuite nelle varie regioni della Federazione Russa entro il prossimo lunedì, 14 settembre.

A darne l’annuncio in mattinata è stato il ministro della Salute del governo russo Mikhail Murashko:

“I primi lotti del vaccino sono già stati scaricati per il testing e per la preparazione della catena logistica in tutte le regioni […] Entro lunedì saranno consegnati i primi campioni di vaccino”, sono state le sue parole ai giornalisti nel corso di una visita nella Regione di Leningrado.

In questo momento il vaccino russo Sputnik V si trova nella terza ed ultima fase delle sperimentazioni cliniche, alla quale prenderanno parte oltre 30.000 volontari.

Il vaccino Sputnik V

Lo scorso 11 agosto il governo russo aveva registrato ufficialmente Sputnik V come il primo vaccino al mondo contro COVID-19.

Sputnik V è stato sviluppato da specialisti del Centro Gamaleya con il sostegno del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF). Gli esperti hanno sottolineato che durante gli studi clinici, tutti i volontari hanno sviluppato livelli di anticorpi elevati, nessuno ha avuto gravi complicazioni.

Il capo dell’RDIF, Kirill Dmitriev, ha riferito che il fondo ha ricevuto richieste da più di 20 Paesi per l’acquisto di un miliardo di dosi del vaccino. Allo stesso tempo, ha osservato che la Russia ha acconsentito alla produzione di vaccini in cinque di essi. Secondo lui, le attuali capacità disponibili consentono di produrre 500 milioni di dosi all’anno.

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/202009129522691-vaccino-russo-sputnik-v-primi-lotti-saranno-distribuiti-nelle-regioni-entro-lunedi/?utm_source=push&utm_medium=browser_notification&utm_campaign=sputnik_it

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Il vaccino SputnikV per la collaborazione globale contro la pandemia

Questo articolo di opinione racconta la storia dietro la creazione del vaccino russo contro il COVID-19 e sottolinea la volontà della Russia di cooperare con la comunità internazionale

tratto da Sputnik News

Il «momento Sputnik» è arrivato. Il vaccino russo «Sputnik V» è stato lanciato diventando il primo vaccino COVID-19 registrato al mondo e rievocando i ricordi del lancio shock nel 1957 del satellite sovietico, che aprì lo Spazio all’esplorazione umana. Quella nuova portò non solo alla competizione ma anche a molti sforzi di collaborazione, inclusa la missione congiunta Apollo-Soyuz degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica.

Un vaccino COVID-19 è la priorità numero uno al mondo in questo momento e molti paesi, organizzazioni e aziende, affermano di essere vicine a svilupparne uno. Entro la fine di quest’anno alcuni altri paesi potrebbero avere i propri vaccini. È importante che le barriere politiche non impediscano che le migliori tecnologie disponibili vengano utilizzate a beneficio di tutte le persone di fronte alla sfida più grave cui l’umanità si trova a dover affrontare da decenni.

Sfortunatamente, invece di esaminare la scienza dietro la collaudata piattaforma di vaccini basata sui vettori adenovirali (virus a DNA) che la Russia ha sviluppato, alcuni politici e media internazionali hanno scelto di concentrarsi sulla politica e sui tentativi di minare la credibilità del vaccino russo. Crediamo che un tale approccio sia controproducente e chiediamo un ‘cessate il fuoco’ politico sui vaccini di fronte alla pandemia COVID-19. CONTINUA SU:  https://www.diariodelweb.it/esteri/articolo/?nid=20200811-547136

Conte ha mentito pure al Parlamento, altro che Cts: il premier ha segregato in casa gli italiani

di Riccardo Mazzoni

La situazione era già grave anche prima della desecretazione parziale dei documenti del Comitato tecnico scientifico, visto che il governo aveva limitato molte libertà costituzionali sulla base di atti amministrativi del presidente del consiglio sanati solo ex post da decreti legge passati dal Parlamento. La riforma dei servizi segreti inserita di soppiatto nel decreto di proroga dello stato d’emergenza sembrava poi aver raggiunto il culmine della spregiudicatezza di un governo che può contare su una maggioranza parlamentare ma che è, fin dalla sua costituzione, minoranza nel Paese.

Al peggio però non c’è mai fine, e lo si è scoperto ieri, quando Conte – dopo una strenua resistenza – ha deciso di desecretare i documenti del Cts non di propria volontà, ma per l’intervento del Copasir e per la certezza che il Consiglio di Stato gli avrebbe dato torto. Quei documenti hanno dimostrato che il lockdown totale non era stato deciso dai tecnici, che avevano dato indicazione del tutto diversa, limitandosi a suggerire le zone rosse solo nelle regioni del nord più a rischio, ma esclusivamente dal governo. Una decisione tutta politica, dunque, dopo che per settimane si era fatto credere agli italiani che il potere esecutivo fosse stato eterodiretto da un’oligarchia di esperti, e che non avesse toccato foglia che il Comitato non volesse. Tutto falso, o quasi: la responsabilità di aver condannato alla chiusura milioni di imprese, molte delle quali non riapriranno mai più i battenti anche e soprattutto nel centro-sud, con un principio di precauzione applicato quindi molto oltre le indicazioni della scienza, va attribuita solo e soltanto alla sindrome da onnipotenza che ha colto il premier, i suoi più stretti collaboratori e alcuni ministri di fronte alla pandemia. Continua a leggere

Coronavirus. Incongruenze nei verbali desecretati (qui trovate tutti quelli desecretati). Cosa non torna nel lockdown

di Antonio Amorosi

Il Comitato tecnico scientifico voleva misure differenziate ma il governo decise il lockdown per tutta Italia. E le mascherine dovevano usarle solo malati e…

Il 9 marzo arriva in Italia il decreto che porta il lockdown su tutto il territorio nazionale.

Il Paese si ferma tranne i servizi essenziali. Per settimane chiunque parli dal governo ripete che le decisioni sono prese sulla base delle valutazioni del Comitato Tecnico scientifico.

Oggi dopo le richieste degli avvocati della Fondazione Einaudi i verbali del Comitato, per oltre 200 pagine, vengono desecretati ed emergono fatti singolari.

Intanto sembrano mancare dei verbali, ne sono stati pubblicati solo 5, sia per la numerazione (ci sono i verbali n°12, 14, 21, 39 e 49 e non si sa dove siano gli altri) sia per il contenuto, sono assenti le valutazioni relative sulla zona rossa mancata in Val Seriana.

Nel verbale del 7 marzo il Comitato Tecnico scientifico aveva chiesto di distinguere le regioni con più contagi dal resto del Paese. Il governo invece 2 giorni dopo dichiarò il lockdown per tutta Italia.

Il Cts propone di “adottare due livelli di misure di contenimento: uno nei territori in cui si è osservata maggiore diffusione del virus, l’altro sul territorio nazionale. Nello specifico: misure più rigorose in Lombardia e nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria e Asti”. Ma 2 giorni dopo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il Dpcm del 9 marzo dà il via al lockdown generalizzato per tutto il Paese. Perché abbia preso questa decisione non è spiegato nei verbali del Cts, tanto meno nessuno ha reso note le reali motivazioni. Certo, è nella facoltà del governo prendere provvedimenti di stampo diverso dalle proposte del comitato ma la compagine dovrebbe almeno spiegare perché, data la gravità degli eventi.

 

Schermata 2020 08 06 alle 14.14.25Il secondo elemento significativo è nel primo verbale desecretato e datato 28 febbraio 2020, dove il Cts parla delle misure igieniche da adottare. Al punto g del capitolo in questione si affronta la questione “mascherine”. Il Comitato sostiene si debba “usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate”.

Abbiamo saputo poi che queste disposizioni non erano corrette e che le mascherine, sia mediche che non, dovevano essere usate come precauzione dalla popolazione. Lo ha messo nero su bianco proprio il ministero della Salute ma il 16 aprile, quando la pandemia stava riducendo i suoi effetti più drammatici. Ecco il passaggio più significativo della disposizione pubblicata sul sito del ministero.

“*L’uso di mascherine facciali in pubblico può servire come mezzo di controllo per ridurre la diffusione dell’infezione nella comunità minimizzando l’escrezione di goccioline respiratorie da individui infetti che non hanno ancora sviluppato sintomi o che rimangono asintomatici. Non è noto quanto l’uso delle mascherine facciali nella comunità possa contribuire a una riduzione della trasmissione oltre alle altre contromisure.

*L’uso di mascherine facciali nella comunità può essere preso in considerazione specialmente quando si visitano spazi affollati e chiusi, come negozi di alimentari, centri commerciali o quando si utilizzano i mezzi pubblici, ecc.

*Si può prendere in considerazione l’uso di mascherine facciali non mediche realizzate con vari tessuti, specialmente se – a causa di problemi di fornitura – le mascherine mediche devono essere utilizzate prioritariamente come dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori sanitari. A supporto dell’uso di mascherine non mediche come mezzo di controllo della fonte di infezione esistono evidenze scientifiche indirette e limitate.

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*L’uso di mascherine facciali nella comunità deve essere considerato solo come una misura complementare e non in sostituzione delle misure preventive consolidate, come, ad esempio, il distanziamento fisico, l’igiene respiratoria (tra cui tossire o starnutire in un fazzoletto monouso o nella piega del gomito per evitare di trasmettere agli altri le goccioline con le secrezioni respiratorie), l’igiene meticolosa delle mani e l’evitare di toccarsi con le mani il viso, il naso, gli occhi e la bocca”.

 

LEGGI I VERBALI CHIAVE DESECRETATI

 

VERBALE DEL 28 FEBBARIO

VERBALE DELL’1 MARZO

VERBALE DEL 7 MARZO

qui tutti i verbali resi pubblici

 

 

Fonte:

https://www.affaritaliani.it/politica/coronavirus-incongruenze-nei-verbali-descretati-cosa-non-torna-nel-lockdown-688677.html

È giallo sui file desecretati: spariti i verbali sulla zona rossa ad Alzano e Nembro

Noi crediamo che per molto meno in un Paese normale il premier dovrebbe DIMETTERSI…(n.d.r.)

di 

Dai verbali desecretati emerge che il Cts voleva chiusure differenziate. Assenti i dossier più spinosi su Alzano e Nembro

Sono stati per settimane al centro del dibattito politico. E potrebbero rivelare molto sulla gestione dell’emergenza coronavirus in Italia da parte dei nostri governanti. Ora i famigerati verbali prodotti dal Cts (Comitato Tecnico Scientifico) sul Covid sono stati pubblicati. Sono online. E sono apparsi questa mattina sul sito della Fondazione Luigi Einaudi. Desecretati. Sono alla base della stesura dei Dpcm del governo durante la pandemia. Atti non più segreti, dunque, che ora faranno luce sulla gestione dell’epidemia.

La novità maggiore che emerge dalla lettura delle oltre 200 pagine è la seguente. Come scrive Repubblica, il 7 marzo scorso con un documento riservato inviato al ministro della Salute, Roberto Speranza, il Cts proponeva al governo di “adottare due livelli di misure di contenimento”. Non un lockdwon generale che blindasse l’Italia intera, ma azioni di contenimento differenziate: una riguardante i territori in cui si osservava una maggiore diffusione del virus, l’altra riguardante il resto del territorio nazionale.

Il comitato spingeva, quindi, per azioni più rigorose in Lombardia e nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria e Asti. Due giorni dopo, però, il presidente del Consiglio con il Dpcm del 9 marzo dava il via alla serrata estendendo le stesse misure a tutto il Paese. Senza distinzioni. E senza giustificazioni apparenti.

Dopo la richiesta da parte della Fondazione Einaudi, questi documenti sono stati desecretati e pubblicati. La fondazione aveva chiesto, il 14 e il 18 aprile, l’accesso ai testi degli scienziati. Qualcosa che avrebbe fatto luce sulle misure adottate dal governo fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria. E, soprattutto, avrebbe chiarito la legittimità della compressione delle libertà costituzionali messa in discussione da singoli cittadini e dalle opposizioni.

Il governo si era inizialmente rifiutato di rendere pubblici gli atti. Il 22 luglio scorso, poi, il Tar aveva accolto il ricorso presentato contro questo diniego. Ma l’esecutivo aveva fatto a sua volta ricorso e il 31 luglio il Consiglio di Stato sospendeva l’effetto della sentenza del Tar del Lazio. In sostanza, quello sugli atti del Cts è stato un braccio di ferro andato avanti per mesi e su cui anche l’opposizione aveva dato battaglia.

Il centrodestra, e anche il Copasir, in particolare, chiedevano di renderli pubblici. Queste pagine sono firmate dal comitato istituito con un’ordinanza del capo della protezione civile il 3 febbraio scorso. I cinque verbali sono datati 28 febbraio, 1 marzo, 7 marzo, 30 marzo e 9 aprile 2020. Ma non sono tutti. Mancano, ad esempio, le riunioni dai primi giorni di marzo, quelle della mancata zona rossa ad Alzano e Nembro, in Val Seriana. Fondamentali per ricostruire quelle giornate.

Sull’assenza dei verbali che riguardano la mancata “zona rossa” del Bergamasco sono intervenuti i parlamentari leghisti. In particolare, Roberto Calderoli, Daniele Belotti, Simona Pergreffi e Rebecca Frassini. Tutti originari di quella provincia lombarda. “È inaccettabile che il governo tenga ancora secretati i verbali relativi alla zona rossa di Alzano e Nembro. Chiediamo con forza che venga resa nota anche la parte della documentazione del Cts che è stata consegnata alla Fondazione Einaudi. Presenteremo immediatamente un’interrogazione urgente sia alla Camera che al Senato perché consideriamo grave che non si faccia chiarezza su uno degli aspetti più delicati della gestione dell’emergenza, ovvero la mancata zona rossa in bassa Val Seriana”.

C’è un’indagine in corso da parte della Procura di Bergamo, ma è un diritto dei cittadini, dei bergamaschi in particolare, conoscere il contenuto di quei verbali per capire perché prima il governo ha inviato centinaia di carabinieri, poliziotti e militari pronti a chiudere gli accessi ad Alzano e Nembro per poi sospendere tutto optando per la zona arancione in tutta la Lombardia.

“A questo punto – sottolineano gli esponenti della Lega – si faccia chiarezza su ogni aspetto per verificare anche se qualche esponente politico ha fatto pressioni sul governo perché non fosse istituita la zona rossa e se qualche parlamentare o consigliere regionale, oltre a Giorgio Gori quando era candidato governatore della Lombardia, ha ricevuto consistenti contributi da aziende della zona. Tutto legittimo, i bonifici per candidati e partiti politici sono ammessi, ma vista la situazione, le voci e l’inchiesta in corso, è doverosa la massima trasparenza e se qualche parlamentare, magari dell’attuale maggioranza, ha ricevuto un aiuto per la propria campagna elettorale, magari di 10mila euro, da un’azienda, magari di Nembro, ha il dovere verso la cittadinanza di dichiararlo pubblicamente se vuole dare un contributo alla chiarezza. Anzi ci aiuti a chiedere la desecretazione dei verbali del Cts al presidente Conte”.

L’evoluzione recente del destino di questi documenti è presto detta. Ieri sera alle 21.15 sono stati trasmessi tramite pec dal capo della protezione civile, Angelo Borrelli, agli avvocati Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero. Il governo, in soldoni, ha fatto un passo indietro, decidendo di rivedere la propria posizione e anticipando il prevedibile esito dell’udienza fissata per il 10 settembre davanti al Consiglio di Stato. Termina così una lunga battaglia sostenuta da molti parlamentari e da gran parte dell’opinione pubblica italiana.

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Via il segreto di Stato sul Covid. “Christus Rex” procede con l’accesso agli atti

 

Abbiamo già effettuato la richiesta di accesso agli atti. Poi i bravi legali del nostro Circolo Chrisus Rex effettueranno la dettagliata analisi e inizieranno ad agire di conseguenza (n.d.r.)

Palazzo Chigi e Protezione civile dovevano rendere pubblici i verbali del Comitato tecnico scientifico

di Dario Martini per “Il Tempo”

Giuseppe Conte non riesce a festeggiare in santa pace l’accordo raggiunto a Bruxelles. Il suo problema sono proprio le donne. Prima ci si è messa l’ex moglie, che a capo di altre 11 colleghe dell’avvocatura dello Stato, ha vinto il ricorso contro Palazzo Chigi e il Tesoro ottenendo un bel risarcimento danni. Adesso ecco altre donne che mettono nei guai il premier, ordinando: fuori entro 30 giorni tutti gli atti secretati dalla presidenza del Consiglio dei ministri sulla emergenza Covid. Le tre donne in questione sono Mariangela Caminiti, Ines Simona Immacolata Pisano e Lucia Gizzi, i tre giudici amministrativi del Tar del Lazio (sezione prima quater) che hanno emesso la sentenza che impone alla presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della protezione civile di rendere pubblici i verbali del Comitato tecnico scientifico (Cts) in base a cui sono state prese tutte le decisioni più importanti per affrontare l’emergenza.

https://www.iltempo.it/politica/2020/07/22/news/giuseppe-conte-ex-moglie-valentina-fico-vince-causa-tar-lazio-risarcimento-contessa-palazzo-chigi-tesoro-avvocatura-stato-23938865/

È in base a questi verbali che Conte ha adottato tutti i famosi dpcm con cui ha compresso le libertà fondamentali per garantire la tutela della salute degli italiani. Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, durante le sue famose conferenze stampa (quelle dove venivano snocciolati i numeri dei morti e dei contagiati) aveva spiegato che non gli era possibile rendere pubblici i verbali delle riunioni del Cts.

Venivano considerati dati sensibili, che sarebbe stato opportuno rendere pubblici solo ad emergenza finita. Addirittura, questi verbali erano secretati anche per alcuni membri del governo, come il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che a maggio era sbottato: «Li tengono nascosti anche a me».

https://www.iltempo.it/attualita/2020/07/23/news/giuseppe-conte-inchiesta-epidemia-colposa-coronavirus-denuncia-carlo-taormina-tribunale-ministri-speranza-virologi-23947308/

Adesso, si scopre che non si poteva fare. Bisogna ringraziare tre avvocati: Rocco Mauro Todero, Vincenzo Palumbo e Andrea Pruiti Ciarello, i quali si erano visti respingere l’accesso agli atti dal Dipartimento della protezione civile. Ma non si sono scoraggiati, hanno presentato ricorso al Tar e, adesso, lo hanno vinto. Il Tar, con sentenza pubblicata ieri, ha dato loro ragione e ha ordinato piena trasparenza sui verbali del Cts. Le valutazioni degli esperti, su cui Conte ha basato le sue decisioni, non sono dati sensibili. Continua a leggere

Zangrillo: “Emergenza Covid è finita da 2 mesi”

BISOGNA SMETTERLA DI TERRORIZZARE GLI ITALIANI !!! (n.d.r.)

E’ un mese che in Lombardia non si muore più di Covid”, “l’emergenza è finita da 2 mesi“. Alberto Zangrillo primario del San Raffaele di Milano, in un’intervista a “Il Tempo”, ribadisce la sua idea di una situazione ‘normalizzata’ negli ospedali e mette in guardia, dal suo punto di vista, contro gli eccessi: “Evitiamo di portare al panico e alla morte sociale”. Oggi, spiega, “la mia più grande preoccupazione in campo sanitario è riprendere a curare quei malati che, per colpa di Sars-CoV-2, trascuriamo da almeno 5 mesi”.

CONTINUA LA LETTURA SU:  https://www.adnkronos.com/salute/sanita/2020/07/14/zangrillo-emergenza-covid-finita-mesi_JpijlugX6J9IQOMavVpXZP.html Continua a leggere

Nascita del coronavirus, gli Usa indagano sul laboratorio di Wuhan

 

Nascita del coronavirus, giallo sul laboratorio di Wuhan. I funzionari dell’intelligence e della sicurezza nazionale degli Stati Uniti hanno riferito che il governo Usa sta esaminando la possibilità che il nuovo coronavirus abbia avuto origine in un laboratorio di Wuhan, in Cina, e non in un mercato, e che sia poi stato diffuso per un errore.

Lo riporta la Cnn citando diverse fonti ritenute vicine alla questione. Secondo la Cnn ci sarebbero due cablogrammi diplomatici tra Stati Uniti e Pechino che risalgono al 2018. In questi cablogrammi gli Stati Uniti puntavano il dito contro le carenze in termini di sicurezza del laboratorio di virologia di Wuhan. Per le stesse fonti però, sarebbe prematuro trarre queste conclusioni. Cnn sottolinea come la teoria che il virus sia nato in laboratorio è stata ripetutamente smentita dalla Cina e messa in dubbio da numerosi esperti.

 

da

https://www.iltempo.it/esteri/2020/04/16/news/nascita-coronavirus-stati-uniti-indagano-laboratorio-wuhan-sicurezza-messaggi-cina-smentisce-1315458/

CHI HA DIFFUSO IL VIRUS? Intervista col prof. Michel Chossudovsky

 

https://www.globalresearch.ca/covid-19-coronavirus-…/5706741

 

(Piero Deola:  Ci ho messo quasi due ore per tradurla e renderla fruibile a tutti.Il prof. Michel Chossudovsky ha provato a collegare molti dei puntini riguardanti la crisi epocale che stiamo vivendo.Richiede sicuramente uno sforzo di lettura e concentrazione, ma a mio parere ne vale assolutamente la pena.

Trascrizione completa dell’intervista con il prof. Michel Chossudovsky a cura di Bonnie Faulkner

Michel Chossudovsky discute la sua nuova serie di articoli di ricerca sulla “pandemia”.

Michel Chossudovsky è un economista e fondatore, direttore ed editore del Center for Research on Globalization, con sede a Montreal, in Quebec. È autore di undici libri tra cui: Globalizzazione della povertà e Nuovo Ordine Mondiale, Guerra e globalizzazione: la verità dietro l’11/9, la Guerra al terrorismo americana e La globalizzazione della guerra: la lunga guerra americana contro l’umanità .

-Bonnie Faulkner: il governo degli Stati Uniti ha ora dichiarato il virus COVID-19 una pandemia globale.Il tuo articolo, Pandemia “falsa” di COVID-19 Coronavirus: cronologia e analisi, inizia con la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 30 gennaio 2020 di un’emergenza sanitaria pubblica di carattere internazionale in relazione al nuovo coronavirus 2019-nCoV, classificato come polmonite virale. Sia i tempi che l’intento della dichiarazione dell’OMS sollevano seri interrogativi. Qual è il luogo migliore per iniziare ed esaminare cosa ci sia dietro questa disgregazione globale?

Michel Chossudovsky: Prima di tutto, dovrei menzionare – ed è da qui che partono tutte le bugie – che il 30 gennaio l’emergenza sanitaria pubblica globale è stata dichiarata per ordine del direttore generale dell’OMS . Ci sono state recenti dichiarazioni secondo cui questa emergenza sanitaria pubblica è stata dichiarata in effetti il 30 gennaio, ma nessuno vuole parlarne per la semplice ragione che a quel tempo c’erano solo 150 casi confermati al di fuori della Cina. In altre parole, stiamo parlando di una popolazione di 6,4 miliardi (esclusa la Cina che è 1,4), su una popolazione mondiale di 7,8 miliardi e cionostante si sceglie di procedere e viene dichiarata un’emergenza sanitaria globale. 150 casi non lo giustificano. Tuttavia è stato fatto, ma è stato dettato da interessi economici molto potenti. Quindi  si inizia con una menzogna .  E poi il 31 gennaio cosa succede?Immediatamente l’amministrazione Trump chiede il divieto di viaggiare in aereo in Cina. In altre parole, una dichiarazione attestante che i viaggiatori cinesi e stranieri (dalla Cina) non saranno ammessi negli Stati Uniti. Ciò ha l’effetto di intimidire essenzialmente le persone, chiudendo il commercio e le transazioni commerciali.  Stiamo parlando di un volume molto importante di commercio e trasporti con la Cina, che interessa, ovviamente, le principali compagnie aeree e compagnie di navigazione.  Il 31 gennaio Trump ha subito iniziato una campagna di odio contro la Cina anche se non vi erano reali problemi per la salute, poiché 150 casi in tutto il mondo al di fuori della Cina non sono praticamente nulla per quanto riguarda il rischio.   Dobbiamo essere molto chiari: questa non è una guerra biologica contro la Cina o contro chiunque altro; è l’uso del coronavirus come pretesto per attuare cambiamenti drastici che incidono sull’attività economica, sul commercio, sui trasporti e che alla fine avrà un impatto sulle economie nazionali. In un certo senso spinge le economie nazionali in una situazione di crisi . All’inizio, avevamo a che fare con una guerra economica sostenuta da una campagna mediatica, e questo era associato all’intenzione deliberata dell’amministrazione Trump di minare l’economia cinese. Ma penso che dovremmo essere chiari sul fatto che la campagna di disinformazione dei media è stata fondamentale, perché prima di tutto non hanno mai menzionato che erano 150 i casi che hanno dato il via a tutto, e poi hanno sempre distorto le cifre relative all’estensione di questa minaccia per la salute in tutto il mondo.

Bonnie Faulkner: Cos’è il Comitato di emergenza dell’OMS?

 

Michel Chossudovsky: Il Comitato di emergenza dell’OMS è un comitato composto da specialisti – e dovrei menzionare che si sono incontrati per la prima volta il 22 gennaio e c’erano divisioni all’interno del comitato sul fatto che ci fosse una giustificazione per dichiarare effettivamente un’emergenza globale [la pandemia è stata dichiarata l’11 marzo].

Quando si sono incontrati il ​​30, l’incontro ha avuto luogo poco dopo il Forum Economico Mondiale di Davos, che si è tenuto dal 21 al 24 gennaio. E a quell’incontro ci furono importanti discussioni tra i diversi partner tra cui il World Economic Forum, la Bill and Melinda Gates Foundation e varie entità collegate a Big Pharma.  Tali consultazioni al World Economic Forum sono state fondamentali per la decisione presa il 30. È successo circa una settimana dopo.  World Economic Forum, Gates Foundation, CEPI (che è una coalizione per le innovazioni sulla preparazione epidemica per lo sviluppo dei vaccini); c’erano discussioni con Big Pharma, GlaxoSmithKline, che è a sua volta integrata in questo gruppo.  Ci sono state discussioni anche con il FMI e la Banca Mondiale, con il Dipartimento di Stato, con l’intelligence degli Stati Uniti.  Si sospetta che le decisioni siano state prese in quei giorni, perché quando si sono incontrati il ​​30 gennaio a Ginevra non si è praticamente discusso. Il direttore generale dell’OMS, che era stato a Davos pochi giorni prima, ha stabilito che il cosiddetto focolaio costituiva un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale e, come ho già detto, che la decisione era stata presa sulla base di 150 casi confermati fuori dalla Cina.   Nessuno dovrebbe fidarsi di nulla di ciò che dicono, perché fin dall’inizio si è trattato di una grande menzogna, ed è una grande bugia che è stata strumentalizzata da persone molto potenti. È la combinazione di ciò che chiamo Big Money e Big Pharma.  E sostanzialmente hanno avviato questo processo. Hanno anche un programma di vaccinazione e  il programma di vaccinazione è stato, in un certo senso, annunciato anche a Davos prima ancora di avere la pandemia. Fu annunciato a Davos, quindi discusso, e fu solo molto più tardi, a febbraio, che la campagna di vaccinazione fu annunciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In effetti, era il 28 febbraio. È passato un mese.

Il Dr. Tedros dell’OMS annuncia che una massiccia campagna di vaccinazione è stata approvata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E chi c’è dietro quella campagna? GlaxoSmithKline in collaborazione con la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, che è una partnership Gates/World Economic Forum [Praticamente una profezia che si autoavvera n.d.a].   Un’altra cosa importante è che a ottobre, il 18 ottobre, la Gates Foundation insieme al World Economic Forum e in collaborazione con la Johns Hopkins School of Public Health ( Si può facilmente verificare che la Johns Hopkins School of Public Health è collegata a Wall Street) organizzano una simulazione di una pandemia di coronavirus.  Si chiamava Event 201.   Quella simulazione ha visto la partecipazione di persone provenienti principalmente da istituzioni finanziarie private, dirigenti aziendali, fondazioni, Big Pharma, CIA; c’era anche un rappresentante del CDC, ma non c’erano funzionari sanitari per conto dei governi nazionali o l’OMS.

Era essenzialmente una simulazione che includeva un certo numero di fattori, incluso il crollo dei mercati azionari, l’estensione del virus a qualcosa come 65 milioni di persone e così via.   […] Le organizzazioni coinvolte nella simulazione (che era una simulazione dettagliata che prevedeva cosa sarebbe successo ai mercati finanziari, cosa sarebbe successo ai media, ai media indipendenti e così via) sono state anche coinvolte nella gestione effettiva della pandemia, una volta che è stata messa in atto.

Quindi le persone che stavano simulando [teoricamente] in realtà sono andate in diretta [praticamente] il 30 gennaio 2020, il giorno in cui è stata lanciata [l’emergenza sanitaria globale] [Ufficialmente la pandemia è stata lanciata l’11 marzo].

Le persone che erano effettivamente dietro l’incontro dell’OMS a margine di Davos sono le stesse persone che hanno organizzato e finanziato l’emergenza sanitaria globale: la Bill and Melinda Gates Foundation, il World Economic Forum e la Bloomberg School of Public Health..Quindi in sintesi: simuli e poi vai in diretta.   Non sto suggerendo alcun tipo di relazione cospiratoria, ma sto solo dicendo che c’è stata una simulazione e un paio di mesi dopo l’intera cosa va in diretta con gli stessi attori coinvolti nella simulazione che ora sono coinvolti nel salvare il mondo dal coronavirus.

Ora, ecco un altro elemento, che sia pertinente o meno. Il 18 ottobre Event 201, Baltimore, Coronavirus Simulation and Emergency Preparedness Task Force presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Health Security, hanno identificato il virus con l’acronimo nCoV-2=19 . Lo ripeto: nCoV-2019.   Ora, quando il vero virus è stato scoperto due mesi dopo, era l’inizio di gennaio, due mesi e mezzo dopo. Per essere precisi è stato il 7 gennaio che le autorità cinesi hanno identificato un nuovo tipo di virus.Lo hanno isolato il 7 gennaio ed è stato nominato dall’OMS come 2019-nCoV, esattamente con lo stesso nome adottato nel World Economic Forum / Gates / Johns Hopkins il 18 ottobre 2019 durante l’esercizio di simulazione. Quindi è come se avessero preso quel nome e l’avessero inserito quando è diventato poi una vera pandemia.Nessuno può negare che queste simulazioni abbiano avuto luogo. C’è un video: ho intenzione di riprodurlo per te.Avevano tonnellate di video, puoi guardarli, ma diciamo che questo video è particolarmente incredibile perché sono i primi minuti. Ecco qui:[…] Dr. Rivers : Nelle ultime tre settimane, i numeri dei casi hanno continuato a crescere esponenzialmente. Ora abbiamo circa 4,2 milioni di casi e 240.000 morti. Quasi tutti i paesi stanno ora segnalando casi, e quelli che non lo fanno possono semplicemente non avere le risorse per condurre la sorveglianza. Non vediamo alcun cambiamento nel tasso di diffusione rapida e i modelli stimano che potremmo avere più di 12 milioni di casi e quasi un milione di decessi entro metà gennaio. Non siamo sicuri di quanto possa essere grande, ma non c’è fine in vista. I mercati finanziari sono in calo universalmente del 15% o più. Paura di una catastrofica pandemia e incertezza sulla capacità dei governi di rispondere:Quando gli organizzatori della simulazione si sono confrontati, in particolare al culmine del crollo finanziario, alla fine di febbraio, hanno detto: “Beh, non stiamo prevedendo nulla. Non stiamo prevedendo cosa è successo. Stiamo solo simulando. ” Ma è proprio così che in realtà è stato praticamente parola per parola, hanno simulato un crollo iniziale dei mercati finanziari del “15% o più”. Ora, ho controllato la stampa finanziaria a fine febbraio. Ho Bloomberg e il Wall Street Journal, ed è stato esattamente quello che è successo, e hanno usato le stesse parole, 15% o più, era il crollo dei mercati monetari in quel momento. Ora, da allora, la situazione si è evoluta.Ma il fatto è che questa simulazione non è stata svolta da un organo indipendente di scienziati, ricercatori ed economisti. No, non lo era. È stato condotta da Big Money e Big Pharma. Big Money e Big Pharma stavano simulando, prima che la pandemia fosse effettivamente dichiarata il 30 gennaio (e non c’erano basi per dichiararla visto che c’erano solo 150 casi al di fuori della Cina).Inoltre prima di quella storica riunione, c’era già un programma di vaccinazione, che era in corso da diverse aziende farmaceutiche.

Bonnie Faulkner: Michel, vorrei approfondire alcuni di questi aspetti in modo più dettagliato. Scrivi che “L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha agito per rassicurare e informare l’opinione pubblica mondiale. Piuttosto il contrario.   È stata lanciata una pandemia di paura piuttosto che un’autentica emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. ” Descriveresti questo sviluppo come una campagna di disinformazione dei media?

Michel Chossudovsky: Assolutamente. E non penso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia guidato la campagna di disinformazione dei media. La campagna di disinformazione dei media era già integrata con le organizzazioni che stavano dietro questa iniziativa, ovvero il World Economic Forum e così via.La campagna mediatica avrebbe dovuto, stigmatizzare la decisione dell’OMS essendo questa in violazione del suo mandato; non dichiari un’emergenza sanitaria globale per 150 persone. Punto.Sei in America, due in Canada, tre nel Regno Unito e così via. Va ribadito che questa storica decisione del 30 gennaio è stata una grande menzogna.

NB!!! Non solo, è stata il trampolino di lancio di un processo di guerra economica.

Dovrei chiarire, perché c’è molta confusione. Questa non è una guerra biologica, perché il coronavirus non è un virus pericoloso.   Ha alcune somiglianze con altri virus.   Innesca la polmonite, quindi c’è un processo di recupero. In effetti, se guardiamo ai recenti sviluppi, la pandemia in Cina è più o meno risolta. Hanno annunciato che oltre l’80% dei casi confermati è stato risolto. Ora, i media non ne discuteranno mai perché una volta che iniziano a dire: “Oh, le persone si stanno riprendendo, stanno guarendo” e così via, questo tipo di affermazioni disinnesca il panico. Quello che vogliono fare è mantenere alto il livello di panico, ed è quello che sta accadendo in questo momento.  C’è paura e intimidazione, c’è panico. Le persone si sentono minacciate e le autorità stanno intraprendendo azioni che non proteggono la salute delle persone, ma  fanno esattamente il contrario.    Ora, non sto dicendo che il coronavirus non sia un problema di salute. Lo è davvero.

Ma ciò che più mi preoccupa sono tutti i milioni di persone che hanno perso il lavoro a causa del coronavirus, per non parlare di coloro che hanno perso i loro risparmi di una vita in borsa. Pensa a tutti gli investitori più piccoli che mettono i loro soldi con il loro broker e così via, e cosa succede? Perdono tutto quando il mercato crolla.   Ora, questo, ovviamente, è un problema e ha anche implicazioni per la salute. Alcune persone si suicidano quando perdono i loro risparmi. Ma questo è semplicemente considerato parte di un meccanismo di mercato. In realtà non fa parte di un meccanismo di mercato. Fa parte di un processo di manipolazione attraverso sofisticati strumenti speculativi come la vendita allo scoperto. Lo sappiamo.   E se hai il presentimento che il presidente Trump sta per attuare un divieto di viaggi transatlantici verso l’Unione europea, immediatamente coloro che ne hanno sentore possono speculare sul crollo delle azioni delle compagnie aeree. È molto facile. Effettuano una scommessa e se scende, fanno soldi.È qui che, naturalmente, questi potenti interessi, finanzieri e hedge fund aziendali stanno facendo un’enorme quantità di denaro.   E ciò a cui stiamo assistendo ora è un trasferimento di ricchezza, una concentrazione di ricchezza in denaro, che penso non abbia precedenti.

È forse uno dei maggiori trasferimenti di ricchezza monetaria nella storia moderna. In altre parole, è caratterizzato da fallimenti di piccole e medie imprese, aumento del debito, aumento dei debiti personali, debiti societari, acquisizione di società concorrenti. E in un certo senso, è caratterizzato da conflitti all’interno dell’establishment finanziario.   Non è solo una guerra contro la Cina. All’inizio sembrava essere una guerra economica contro la Cina, che ha portato alla chiusura del commercio e delle spedizioni e così via, dove le fabbriche dovevano chiudere e così via, per non parlare del settore turistico.   Ma è più di questo, perché influisce anche sull’equilibrio interno di potere all’interno dell’establishment finanziario. Il fatto che le compagnie aeree ne siano le vittime è significativo, perché potrebbero crollare e quindi, ovviamente, essere acquistate, e ciò significa che c’è stata una ridistribuzione non solo della ricchezza monetaria ma anche di vera ricchezza. Questi sono beni.L’esistenza del coronavirus, che genera incertezza, panico, è in definitiva l’ambiente ideale per le persone che vogliono speculare e fare soldi a spese di coloro che hanno risparmi, a spese delle piccole imprese e alle spese di società concorrenti. Questa è la situazione in cui ci troviamo e non ricordo alcun periodo della nostra storia recente paragonabile a quello in cui viviamo adesso, in cui intere economie sono in stallo: penso all’Europa occidentale, all’Italia, dove si trovano le persone alle quali è stato ordinato di rimanere a casa e così via, e questo alla fine è stato raggiunto con il pretesto – il pretesto – di un virus, di un coronavirus.

NB!!! Hanno detto: “dobbiamo proteggere la nostra popolazione, quindi chiudiamo l’economia”.  Ma non proteggi la tua popolazione chiudendo un’economia. Puoi prendere alcune precauzioni di salute pubblica, che devono essere selettive e ben ponderate; ma non è quello che sta succedendo.

Bonnie Faulkner:   Tornando al virus, scrivi: “Ricorda le circostanze insolite che circondano la pandemia di influenza suina H1N1 dell’aprile 2009”. Quali erano queste insolite circostanze? I dati sono stati manipolati?

Michel Chossudovsky: Questa non è la prima volta che l’OMS dichiara una finta pandemia. Sto parlando della decisione presa il 30 gennaio in cui avevamo solo 150 persone al di fuori della Cina che erano casi confermati.   Nel 2009, ad aprile, si è verificato un altro caso, chiamato pandemia di influenza suina H1N1. La stessa atmosfera di paura e intimidazione. Il processo è stato in qualche modo diverso, ma le dichiarazioni rilasciate dal Direttore Generale dell’OMS all’epoca erano di vasta portata, perché Margaret Chan, Direttore Generale dell’OMS nel 2009, ha dichiarato con autorità che circa – sto citando, dal WHO: “ben due miliardi di persone potrebbero essere infettate nei prossimi due anni, quasi un terzo della popolazione mondiale”.

Ora, in cosa è stata coinvolta Margaret Chan nel fare questa affermazione? È stata una benedizione da molti miliardi di dollari per Big Pharma, che è stata incaricata dal direttore generale dell’OMS Margaret Chan di attuare un massiccio programma di vaccinazione.   In seguito afferma inoltre e, ancora una volta, sto citando: “I produttori di vaccini potrebbero produrre 4,9 miliardi di vaccinazioni di influenza pandemica all’anno nel migliore dei casi”. Riesci a immaginare 4,9 miliardi di vaccini? In altre parole, questa è stata una luce verde per i produttori di vaccini per produrre miliardi di vaccini antinfluenzali per l’H1N1 ed è stato anche un semaforo verde per i governi nazionali per acquistare effettivamente questi miliardi di vaccini antinfluenzali dalle aziende farmaceutiche. 

Poi  si scopre che questa campagna nel 2009, che è stata lanciata dall’OMS, si basava su notizie false, statistiche false e bugie ai più alti livelli di governo. Quando è stato discusso sotto l’amministrazione Obama, Obama ha  affermato: “L’influenza suina potrebbe colpire fino al 40% degli americani nei prossimi due anni e ben centinaia di migliaia di persone potrebbero morire se una campagna di vaccinazione e altre misure non riuscissero. ” Ci sono state diverse dichiarazioni – Associated Press: “Gli Stati Uniti prevedono di avere a disposizione 160 milioni di dosi di vaccino contro l’influenza suina entro ottobre“. Tale dichiarazione è stata rilasciata nel luglio del 2009. Settimana d’affari : “Paesi più ricchi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna pagheranno poco meno di $ 10 per dose per l’influenza H1N1; i paesi in via di sviluppo pagheranno un prezzo inferiore “. E così via. Questa è stata  una frode multimiliardaria a favore di Big Pharma e, di fatto, non vi fu alcuna pandemia. Milioni di dosi di vaccino contro l’influenza suina erano state ordinate dai governi nazionali. Milioni di dosi di vaccino sono state successivamente distrutte. Si è verificato un problema con la raccolta dei dati sul fatto che fosse il virus dell’influenza B stagionale o se fosse il vaccino contro l’influenza suina. I dati sono stati manipolati e alla fine non ci sono state indagini su chi fosse dietro questa frode multimilionaria.   Ma penso che dobbiamo riconoscere, perché le cose a volte arrivano molto più tardi, che sulla scia di quella falsa pandemia c’è stata una riunione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, che è un cane da guardia dei diritti umani, e hanno messo in discussione le motivazioni dell’OMS.

In realtà hanno affermato che l’Organizzazione mondiale della sanità era  in conflitti di interesse e che la pandemia era falsa. Tale indagine è registrata presso il Parlamento Europeo. Lì abbiamo un esempio di quello che è successo. Non c’erano implicazioni economiche e sociali come esistono oggi, non c’erano azioni per abrogare i viaggi aerei e così via, ma, diciamo dal punto di vista del programma di vaccinazione – quel programma di vaccinazione è stato lanciato e alla fine era totalmente disfunzionale e le aziende farmaceutiche incassarono ingenti somme di denaro, che furono in gran parte finanziate dai contribuenti perché erano nel bilancio dei Ministeri della Salute.   E poi, naturalmente, l’H1N1 è mutato. Quindi i vaccini erano totalmente inutili. È molto simile a una pandemia di influenza stagionale; c’è una mutazione del virus. Ricordo in Canada, il Ministero della Salute ha ordinato milioni di dosi di vaccino e poi hanno riconosciuto, hanno detto, beh, non possiamo usarle perché sai che il virus H1N1 è mutato. Quindi hanno detto che lo avremmo inviato sotto forma di aiuti ai paesi in via di sviluppo, che era in effetti anche una frode perché il vaccino non poteva essere usato dal punto di vista della salute, ma poi hanno deciso semplicemente di inviarlo in qualche paese dell’America Latina o dell’Africa sub-sahariana, sapendo che il virus in sé era mutato e che questi vaccini erano totalmente inutili.

NB!!! Quindi lì abbiamo una situazione in cui il Direttore Generale dell’OMS dà il via libera a Big Pharma, facendo dichiarazioni “sbagliate”  sul fatto che miliardi di persone in tutto il mondo saranno colpite, fino a due miliardi; Big Pharma viene in soccorso e in effetti i produttori di vaccini hanno fatto un sacco di soldi a spese delle casse pubblica.

[…] Bonnie Faulkner: Ora, contemporaneamente a questo evento di simulazione 201 a Baltimora il 18 ottobre, dal 18 al 27 ottobre 2019, si stavano svolgendo a Wuhan, in Cina  i CISM Military World Games . Cosa sono i Giochi del mondo militare e chi erano i partecipanti?

Michel Chossudovsky:   Sono un evento sportivo che si svolge una volta all’anno in diversi paesi. Vi sono più di 100 paesi che partecipano e inviano membri delle forze armate, ma essenzialmente per eventi sportivi. Alcuni le chiamano Olimpiadi Militari.   Ora, ciò che le autorità cinesi hanno sollevato, e questo si riferisce in modo molto diretto al fatto che il virus potrebbe non essere nato in Cina ma potrebbe aver avuto origine in un paese straniero, compresi gli Stati Uniti, è che c’erano 200 militari americani che partecipavano a questo evento di 10 giorni. Certo, sono lì e visitano la città e vanno in giro, ecc. ecc. È stato ipotizzato che il virus potrebbe essere stato accidentalmente o deliberatamente lasciato cadere da qualche parte nel mercato del pesce a Wuhan.  Ora, non abbiamo  alcuna prova che sia avvenuto, tuttavia dov’è il paziente zero?  Il paziente è zero negli Stati Uniti ?   E’ interessante notare che virologi cinesi, taiwanesi e giapponesi hanno esaminato diversi ceppi del virus in diverse località e sono giunti alla conclusione che il virus non è originario della Cina.   C’è un grande dibattito in Cina sul fatto che il virus sia prodotto in Cina o prodotto in America. Sempre più prove scientifiche indicano quest’ultima.   Robert Redfield, direttore generale del CDC, ha rilasciato una dichiarazione proprio questa settimana al Congresso degli Stati Uniti durante le audizioni del cosiddetto Comitato di sorveglianza della Camera.Fa affermazioni secondo cui alcune delle diagnosi dell’influenza comune negli Stati Uniti, l’influenza stagionale, Virus B, potrebbero essere state in realtà da coronavirus. Era in un contesto di commissione, pertanto ha risposto alle domande in un modo sincero e ha detto: “Sì, in alcuni casi diagnosticati come influenza stagionale avrebbe potuto essere il coronavirus”.

Redfield : l’Università di Washington ha sviluppato i propri test.

Membro del Congresso: quei kit erano disponibili venerdì scorso?

Redfield : Sì, signore.

Membro del Congresso: grazie. E senza i kit di test, è possibile che coloro che erano stati suscettibili all’influenza avrebbero potuto essere mal caratterizzati da ciò che avevano effettivamente, ovvero è possibile che avessero effettivamente COVID-19 ?

Redfield: nella pratica standard la prima cosa che fai sono i test per l’influenza. Quindi se avessero avuto l’influenza sarebbero stati positivi.

Membro del Congresso : Ma solo se fossero stati testati. Quindi se non sono stati testati, non sappiamo cosa avessero.

Redfield : corretto.

Membro del Congresso : Va bene. E se qualcuno muore di influenza, stiamo facendo dei test post mortem per vedere se era influenza o era COVID-19?

Redfield: esiste un sistema di sorveglianza per testare la polmonite che ha il CDC. Non è in ogni città, in ogni stato, in ogni ospedale.

Membro del Congresso : Quindi potremmo avere persone negli Stati Uniti che muoiono per quella che sembra essere influenza quando in realtà potrebbe essere il coronavirus o COVID-19.

Redfield: Alcuni casi sono stati effettivamente diagnosticati in questo modo negli Stati Uniti oggi.

Membro del Congresso : grazie.

Ora, questa affermazione conferma gli studi condotti in Cina, Giappone e Taiwan, ma pone anche la domanda, quando? Era ad ottobre? Era a novembre? Era a dicembre? In altre parole, la dichiarazione di Redfield non dice quando sono stati condotti quei test per l’influenza. Bene, sono condotti su base routinaria. Presumibilmente se è stagionale inizia a novembre o ottobre e si estende durante l’inverno.Ma quello che è successo è che questa affermazione in effetti fornisce legittimità agli studi condotti da virologi giapponesi, cinesi e taiwanesi secondo cui è possibile che il virus non abbia avuto origine nel mercato ittico di Wuhan; in realtà avrebbe potuto avere origine negli Stati Uniti d’America. E il virologo di Taiwan ha dichiarato, poiché stava seguendo quello che stava succedendo, che c’erano più di 200 casi di polmonite che hanno provocato la morte negli Stati Uniti, ed è stato innescato dall’incapacità del paziente di respirare. Quindi ha dichiarato di essere stato in contatto con le autorità sanitarie statunitensi e ha posto la domanda se tali morti avrebbero potuto essere il risultato del coronavirus. Ha anche detto che l’epidemia virale potrebbe essere iniziata in un periodo precedente rispetto a quanto si ipotizza, suggerendo che potrebbe anche tornare a settembre. E presumo che risale a settembre perché è allora che il virus dell’influenza inizia effettivamente a svilupparsi.Ma penso che ciò che è importante sia che – uno dei nostri autori, Larry Romanoff, che ha sede a Shanghai, abbia fatto ricerche approfondite su questo tema e se mettiamo insieme le dichiarazioni di Robert Redfield, gli studi giapponesi, taiwanesi e cinesi, c’è una buona probabilità che il virus non provenga dalla Cina, ma potrebbe benissimo aver avuto origine negli Stati Uniti. È un punto di discussione in Cina proprio in questo momento perché il portavoce del Ministero degli Affari Esteri – e i cinesi in realtà non improvvisano allo stesso modo degli americani la loro posizione di politica estera – ma quando commentano il direttore del CDC Dr. Robert Redfield dicono, beh, sai, questo tipo di informazioni deve essere spiegato. Se gli Stati Uniti hanno segnalato 34 milioni di casi di influenza, questo è – penso che stia esagerando, ma è quello che dice – Sto parlando del rappresentante del Ministero degli Affari Esteri. Penso che sia più simile a 15 milioni – ma in ogni caso, poi conclude e dice, per favore dicci quanti sono legati a COVID-19. Questo è un tweet: anche i cinesi hanno adottato i tweet.Ciò che il direttore Robert Redfield ha ammesso è che apparentemente alcune persone che sono morte per influenza potrebbero essere state testate positivamente per il coronavirus. Quindi questo ha aperto il Vaso di Pandora, per così dire, perché il consenso in Cina è che il virus non è stato prodotto in Cina; è stato realizzato in America.

 

Da

 CHI HA DIFFUSO IL VIRUS? Intervista col prof. Michel Chossudovsky

Il senso del peccato

 

Non sono pochi gli uomini di Chiesa che in questo momento stanno pregando perché gli scienziati trovino presto un vaccino contro il coronavirus responsabile della pandemia di Covid-19.

Ma se la preghiera si limitasse a questo sarebbe davvero un problema dal punto di vista della fede. Mi faceva notare un sacerdote che se anche la scienza trovasse il vaccino e continuassimo poi a commettere peccati, sorgerebbero altre pandemie peggiori, come ha dimostrato il segreto di Fatima sulla profezia della seconda guerra mondiale.

Il vero problema, forse, è la salvezza della nostra anima, cosa che molti cattolici oggi tendono a dimenticare. Rischiamo davvero di percorrere un binario morto se, come credenti, ci limitassimo a pregare Dio unicamente perché fermi il coronavirus.

Certo, la prima, immediata, istintiva invocazione d’aiuto che il cuore dell’uomo riesce a gridare in una situazione d’emergenza è quella di salvare la vita. È quella di chiedere a Dio che si trovi un modo per fermare la pandemia che sta flagellando il mondo interno. Ma non può essere solo quello. Come ha recentemente ricordato mons. Crepaldi, Arcivescovo di Trieste, il termine latino “salus” significa salute, nel senso sanitario del termine, e significa anche salvezza, nel senso etico-spirituale e soprattutto religioso; l’attuale esperienza del coronavirus testimonia ancora una volta che i due significati sono interconnessi. Per questo non si deve dimenticare l’importanza di salvare l’anima oltre che il corpo.

E dire che i cristiani conoscono benissimo il monito del loro Maestro: «Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?» (Mt 16, 25-26).

Parafrasando le parole di Gesù Cristo potremmo chiederci cosa serve all’uomo trovare il vaccino contro il coronavirus per salvare il proprio corpo, se poi perde l’anima?

Il punto è che l’uomo moderno ha perso di vista questa prospettiva, perché ha smarrito il senso del peccato.

Lo aveva lucidamente preconizzato uno dei più grandi Papi del XX secolo, Pio XII, quando il 26 ottobre 1946 nel radiomessaggio trasmesso a conclusione del Congresso Catechetico degli Stati Uniti, tenutosi a Boston, annunciò che «forse il più grande peccato del mondo oggi è che gli uomini hanno cominciato a perdere il senso del peccato». (Discorsi e Radiomessaggi, VIII, p. 288). Nel XXI secolo, possiamo tranquillamente dire che quel senso è stato definitivamente perso. L’uomo del nostro tempo vive una sorta di “anestesia della coscienza”. Ha forse ancora un vago senso di colpa, un complesso di colpevolezza ma non è più il senso del peccato. Tutto ciò perché è sparito Dio dall’orizzonte della società

È il peccato, non il coronavirus, a produrre l’unica vera infezione che dobbiamo temere, ossia quella che uccide l’anima. E questa infezione, oggi, si propaga anche attraverso le leggi inique e contrarie ai comandamenti di Dio, che gli uomini ostentano come conquiste della modernità, o attraverso quelli che alcuni clerici amano definire «aggiornamenti pastorali-dottrinali esigiti da una fede al passo con i tempi».

Ecco perché il vero vaccino occorre trovarlo innanzitutto contro le leggi inique, che gridano vendetta al cospetto di Dio, come quelle sull’aborto, sull’eutanasia, sulla fecondazione artificiale, sulle norme per combattere la cosiddetta “omofobia”, sull’ideologia gender.

Se i cristiani non capiscono questo o, peggio, approvano le leggi inique, se non sono più capaci di reagire di fronte alle sempre più numerose manifestazioni blasfeme e sacrileghe, se peccano spensieratamente di idolatria, se affermano che non è più peccato mortale il sesto comandamento, come neanche tralasciare il precetto festivo, se ammettono la convivenza more uxorio, il divorzio, se sostengono che non si debba più parlare di peccato, ma solo di “complicazioni”, beh, allora non devono poi stupirsi se Dio risponde loro che non può aiutarli, e se intorno ad essi non resta altro se non quello che il Profeta Daniele definiva l’«abominio della desolazione».

Eppure, i cristiani conoscono il monito di Gesù: «Va e d’ora in poi non peccare più!» (Gv 8, 11).

Se si perde la consapevolezza del peccato, si riduce tutto ad una dimensione materiale, e la morte fisica terrorizza più della morte spirituale. È quello che si vede accadere in questi giorni di pandemia, anche, purtroppo, tra tanti cristiani. Ma se questi non sanno più testimoniare la differenza a cosa servono? Rischiano di diventare come l’evangelico «sale insipido», che non serve a nulla «nisi ut mittatur foras et conculcetur ab hominibus» (Mt 5, 13).

Quando il Figlio dell’Uomo tornerà sulla terra troverà ancora la fede? I cristiani devono avere sempre presente questa domanda, consapevoli dell’immensa responsabilità che essi hanno di tenere viva la fiamma della Verità fino al ritorno di Cristo.

Anni fa, mons. Luigi Giussani ha voluto recuperare gran parte della letteratura cattolica censurata dall’egemonia marxista che dal dopoguerra domina incontrastata il panorama culturale italiano. Giussani convinse la casa editrice BUR ad istituire una Collana denominata I libri dello spirito cristiano. Tra le varie perle ve n’è una che ho letto con piacere: il romanzo Morte, dov’è la tua vittoria? dello scrittore cattolico Henri Daniel-Rops (1901-1965), accademico di Francia. In quel romanzo Daniel-Rops faceva dire a uno dei suoi personaggi, l’abate Pérouze, queste parole: «La sola vita è quella che ci viene dalla lotta per la nostra anima (…). Gli uomini di oggi disprezzano questa verità (…), hanno bandito il peccato dalla loro vita e dai loro libri,

Gli uomini di oggi disprezzano questa verità (…), hanno bandito il peccato dalla loro vita e dai loro libri, e per questo sono finiti in un fiume fangoso in cui, senza saperlo, annaspano e affogano».

Speriamo che tutti, credenti e non, nelle drammatiche circostanze imposte dall’emergenza pandemica del Covid-19, possano recuperare la coscienza della necessità e riconoscersi umilmente peccatori, per poter salvare l’anima prima ancora del corpo.

 

Gianfranco Amato

 

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