Archivio per la categoria Cultura

Europa ‘islamizzata’: a Berlino è Mohamed il nome più scelto

Le radici cristiane dei nostri paesi sono sempre più a rischio.

In molti paesi d’Europa è in atto un vero e proprio processo di “islamizzazione” e a testimoniarlo sono anche i dati relativi alle nascite registrate. Secondo quanto emerso da un rapporto della  Gesellschaft für deutsche Sprache, la più importante istituzione linguistica finanziata dal governo tedesco, Mohamed sarebbe il nome più scelto tra i piccoli venuti al mondo durante il 2018. L’appellativo del profeta surclassa così “Paul”, che fino all’anno scorso era stata il più scelto dai neo genitori della città, per i loro neonati.

Il fatto che Mohamed (in tutte le sue varianti grafiche) sia ormai così diffuso è sicuramente indicatore di almeno due tendenze: che ha Berlino la comunità islamica sia in crescita con fare inarrestabile e che gran parte delle nascite registrate nella città sia dovuta proprio ai musulmani. 

In questo bilancio, alquanto sconfortante per l’evidente rischio che corrono le radici culturali dell’Europa tutta, si inserisce anche Brema, altro importante centro della Germania. Qui, Mohamed è il terzo nome più scelto.

FONTE – https://vocecontrocorrente.it/europa-islamizzata-a-berlino-e-mohamed-il-nome-piu-scelto/

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Maria Montessori, una vita fra massoni, modernisti e femministe

Maria Montessori, fra le prime donne a laurearsi in Medicina in Italia e da annoverarsi fra le pioniere del femminismo, è stata un’antesignana dell’ideologia gender. Interessante leggere ciò che pensava di lei la cattolica e attiva Principessa Maria Cristina Giustiniani Bandini (1866-1959), la quale, proprio perché cattolica, è stata messa sotto chiave dall’intellighenzia laica:

«Le vestali del femminismo frequentano gli ambienti modernisti, a cominciare dalla presidente del Consiglio Nazionale delle Donne, la contessa Gabriella Spalletti e dalla vice presidente, Dora Melegari […] Ma tra tutte queste signore, la più pericolosa è Maria Montessori […] La trovo una donna presuntuosa ed esibizionista, dalle idee assolutamente eversive. […] ha sostenuto che il miglior modo per aiutare la famiglia in Italia è l’educazione sessuale dell’infanzia, e per spiegarlo ha usato un linguaggio crudo e inaccettabile»[1].

La Montessori voleva rivoluzionare l’umanità:

«Ognuno, nella vita, ha una funzione che non sa d’avere e che è in rapporto col bene degli altri. Lo scopo dell’individuo non è di vivere meglio, ma di sviluppare certe circostanze che sono utili per altri. La grande legge che regola la vita nel cosmo è quella della collaborazione tra tutti gli esseri. Approfondire lo studio di questa legge significa lavorare per il trionfo della unione fra i vari popoli, e quindi, per il trionfo della civiltà umana»[2].

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ll lato oscuro dei paesi felici

Oggi, 2 aprile 2019, su  ‘veneziepost’: “La felicità influenza anche il voto. Dove non c’è vincono i populisti”, di Alberto Mattioli.

“Italia 36esima nel World Happiness Report presentato alla Bocconi. In testa gli scandinavi. Gli esperti: ‘Il benessere condiziona la partecipazione alla vita politica e la scelta del partito’.”

Col seguente articolo vi facciamo vedere quanto siano felici gli scandinavi.

di Giulio Meotti, “Il Foglio”

Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda. Le classifiche sul benessere li premiano sempre ma perché i paesi felici hanno tassi di suicidi così alti? Numeri di una controstoria

A domanda dove si trovi il paese più felice del mondo, ci si sente rispondere che si trova da qualche parte lassù, in Nord Europa. In effetti, Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia e Islanda svettano da ormai dieci anni in tutte le classifiche mondiali dei paesi più beati. Oslo ha appena scalzato Copenaghen in testa all’indice delle Nazioni Unite della felicità. Sono fra i paesi più bui e freddi del mondo, per cui questi altissimi tassi di felicità devono dipendere dal tipo di società che hanno costruito. “Un paese con le tasse al sessanta per cento e dove tutti sono felici di pagarle”, come l’Observer ha definito la Svezia. Una volta sono le prigioni norvegesi “superiori” a qualsiasi altro penitenziario del pianeta. Un’altra sono le strade svedesi, le più sicure al mondo. Questi cinque paesi possono vantare il sistema scolastico più all’avanguardia (Finlandia); un esempio di società laica, multiculturale, moderna e industriale invidiata da tutti (Svezia); una ricchezza petrolifera colossale reinvestita in cause etiche (Norvegia); la società con la parità di genere più intensiva del mondo e gli uomini più longevi (Islanda). Come ha scritto il cabarettista Magnus Betner, ci immaginiamo la Svezia come “una nazione di belle persone che cantano canzoni felici in appartamenti modernisti eleganti”. O come ha scritto Judith Woods del Telegraph: “Vorremmo tutti essere scandinavi!”. E lo vorrebbero essere i progressisti di tutto il pianeta, da Bernie Sanders a Paul Krugman. “Se volete il sogno americano, andate in Finlandia”, ha detto il laburista inglese Ed Miliband.

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Macron ci insegna la democrazia. Due punto zero

MACRON ci insegna la democrazia. Due punto zero.Giustamente Emanuel Macron ha detto di non aver tempo da perdere  con i governani italiani, lebbra populista di destra, razzista e anti-democratica. Lui  aveva fretta di tornare a Parigi per il XIX atto :  ha dato ordine ai comandi militari di affiancare la polizia nelle piazze  con i corpi speciali, e se occorre, fare  fuoco. Lo ha confermato venerdì mattina …

Leggi tutto.

fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2667&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L21hY3Jvbi1jaS1pbnNlZ25hLWxhLWRlbW9jcmF6aWEtZHVlLXB1bnRvLXplcm8v&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

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Basta trattare gli animali come essere umani! (e chi lo fa è un disadattato)

Quante volte, scorrendo le schermate dei social, o ascoltando i discorsi di entusiasti padroni di cani o altri animali domestici, avete letto o sentito pronunciare le frasi: «gli animali sono migliori degli uomini», «più conosco gli uomini e più amo gli animali»? Questi commenti sono spesso espressi da persone amareggiate dalle relazioni umane, che dopo una vita di delusioni finiscono con il vedere in una bestiola l’interlocutore ideale. Del resto, chi meglio di un essere senza dono della parola – e quindi incapace di contraddittorio – può prestarsi al lenimento di un handicap sociale? L’animale domestico è una creatura totalmente dipendente dalle cure umane, fagocitata nella sfera affettiva del padrone a tal punto da costituire un rapporto privo di gelosie e ansie da tradimento. Il proprietario tende a riversare sull’animale le proiezioni e le frustrazioni della propria esistenza, trasformandolo nel proprio alter ego, attribuendogli sentimenti, pensieri, moralità di tipo umano. Gli vengono dedicate attenzioni costose ed eccessive, un insulto nei confronti delle persone che non possono permettersi nemmeno una frazione degli agi riservati a queste bestie. Spesso questi atteggiamenti vengono rivendicati istericamente attraverso l’uso dei social, mostrando il consueto scollamento patologico dalla realtà a cui siamo ormai abituati. Prosegui la lettura »

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DANILO FABBRONI,IL SESSANTOTTO – Magie, Veleni e Incantesimi SPA

Segnalazione www.unavox.it

DANILO FABBRONI,IL SESSANTOTTO – Magie, Veleni e Incantesimi SPA- Edizioni Solfanelli, Chieti, 2017, pp. 312, € 21,00.

Edizioni Solfanelli, via Colonnetta, 148, 66100 Chieti – Tel: 0871.561806 – 335.6499393 – Fax: 0871.446544 – Posta elettronica:edizionisolfanelli@yahoou.it

Recensione

di Gabriele Minotti

Le Edizioni Solfanelli, nel marzo del 2017, hanno dato alle stampe l’opera di Danilo Fabbroni intitolata “Il Sessantotto. Magie, veleni e incantesimi Spa”.

Come si intuisce facilmente dal titolo, il presente libro tratta di un argomento tanto noto nei suoi segni esteriori quanto poco conosciuto nei suoi aspetti più reconditi ed inesplorati: stiamo parlando del Sessantotto, ossia di quel movimento di protesta e di rivoluzione socio-culturale che prese piede sul finire degli anni Sessanta del Novecento. Correva l’anno 1968, per l’appunto.
Cos’altro si potrebbe dire o scrivere sul Sessantotto che non sia già stato detto o scritto da qualcun altro? La maggior parte delle persone è convinta di sapere tutto sulla questione: il Sessantotto fu null’altro che la reazione – sia pure un po’ eccessiva per alcuni versi – della gioventù dell’epoca al bigottismo sociale, all’oppressione esercitata ai loro danni dal moralismo ipocrita e dalle convenzioni borghesi: tutto sommato, si è trattato di un fenomeno che ha reso le società occidentali più libere ed emancipate, addirittura migliori.
Questa è l’opinione dei più. Ma è questa la verità? Prosegui la lettura »

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Benedetta/maledetta identità. Altro che “fine della storia”…

di Marcello Veneziani

Fonte: Marcello Veneziani

Qual è il segreto degli avvenimenti che stanno cambiando il mondo, il motore che spinge Putin e Trump, Bolsonaro e Le Pen, Ab e Modi, Orban e Kaczynski, Erdogan e Duterte, la Brexit e l’onda populista e nazionalista europea, fino a Salvini? È l’Identità. Parola antica dal significato nuovo; proviene dalla filosofia e dal principio di identità, risale dalla storia e dalla cultura, designa popoli, indica il documento di riconoscimento personale. Identità, a volte intensificata da un aggettivo: nazionale.
All’Identità dedica un saggio e un titolo secco un intellettuale metà politologo e metà filosofo, metà giapponese e metà americano, il famoso Francis Fukuyama. Sì, quello che trent’anni fa agitò il mondo intellettuale col suo saggio su La fine della storia. Allora prediceva il trionfo dell’ordo liberal-democratico e del modello americano. Lungamente contestato e perfino deriso, Fukuyama si impose nel dibattito mondiale. Così accade ora col suo ultimo libro, in Italia sottotitolato La ricerca della dignità e i nuovi populismi (Utet). Fukuyama non è un pensatore particolarmente acuto, originale e profondo, ma fotografa come pochi lo stato delle cose di oggi, offre una visione globale del presente. Foto panoramica, dal punto di vista delle idee in azione. Fukuyama cerca una terza via oltre la destra nazional-populista e la sinistra del politically correct che ha smesso di rappresentare “la classe operaia bianca” e difende le minoranze e le élite. Per lui l’identità è un minaccioso animale da addomesticare in senso liberale, democratico, umanitario. Così pensa della nazione che vuol sottrarre al nazionalismo e neutralizzare dentro una cornice di regole e prospettive in linea con la globalizzazione. Prosegui la lettura »

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Macron e la Malizia che scambia l’Antisionismo con l’Antisemitismo

di Jonathan Cook

Fonte: Comedonchisciotte

Fino a che punto l’approccio della comunità internazionale verso Israele abbia invertito la sua strada nell’ultimo mezzo secolo, lo si può misurare  guardando semplicemente le sorti che ha seguito una sola parola: Sionismo. Nel 1975 all’assemblea generale delle Nazioni Unite, gran parte del mondo si mise contro Stati Uniti ed Europa dichiarando che il sionismo, l’ideologia alla base di Israele,  “è una forma di razzismo e di discriminazione razziale”.
Gli occidentali in genere restarono scioccati. Il Sionismo, che gli avevano raccontato fino a quel momento, era un movimento di liberazione che serviva al popolo ebraico per liberarsi, dopo secoli di oppressioni e di massacri subiti. Con la sua creazione, di Israele, si erano semplicemente risarciti i terribili torti subiti e culminati negli orrori dell’Olocausto. Ma il sionismo sembrava molto diverso agli occhi di quei paesi che, in tutto il mondo, avevano vissuto secoli di colonialismo europeo e poi, più recentemente, di imperialismo USA. La lunga storia dei crimini contro gli ebrei che hanno portato alla creazione di Israele ha avuto luogo principalmente in Europa. Prosegui la lettura »

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“Fanc..o la patria”. Anarchici sfregiano monumento ai caduti a Messina

 

Messina, 22 feb – Ennesimo sfregio alla memoria di coloro che versarono il sangue in guerra. E’ successo a Messina, dove il monumento ai caduti della Batteria Masotto è stato imbrattato con una scritta che vergognosa è dire poco: “Fanculo la Patria”.

Come riportato dalla Gazzetta del Sud, sarebbero stati gli anarchici gli autori dello sfregio infame sul gruppo scultoreo risalente alla fine dell’Ottocento. Il gruppo avrebbe agito la notte, come di consueto, in vista dell’imminente commemorazione della Battaglia di Adua, in programma come tutti gli anni il primo di marzo. La reazione del sindaco di Messina Cateno De Luca non si è fata attendere: “Offendere la memoria degli eroi che hanno perso la vita per consentirvi di nascere e bestemmiare denota che siete degli ingrati e senza un briciolo di umanità”. Il primo cittadino ha precisato che vi sarà un immediato intervento della società comunale Messina Servizi per cancellare il graffito.

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Suona la campana a morto per l’Unione europea

Segniamo pure la data di oggi tra quelle che hanno fatto la storia. La firma del trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania apre un capitolo inedito. Nemiche giurate dai tempi di Carlo Magno, con l’apice della rivalità nelle due guerre mondiali, Francia e Germania rinsaldano la propria alleanza. Il nuovo trattato rafforza quello dell’Eliseo sottoscritto il 22 gennaio 1963 – esattamente 56 anni fa – dall’allora cancelliere Konrad Adenauer e dal presidente francese Charles De Gaulle. Inutile mettersi col bilancino a stabilire se l’accordo vada più a vantaggio di Macron o della Merkel. Il trattato resta storico per molti motivi.

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