Archivio per la categoria Economia Nazionale

Minibot, la sfida dell’Italia all’Europa?

Ancora presto per dirlo chiaramente, ma l’annuncio dei Minibot, ovvero titoli di Stato piccolo taglio spendibili, ha scosso e di molto l’ambiente finanziario internazionale. Moody’s ha parlato addirittura di preparazione dell’Italia all’uscita dalla zona euro, mentre Mario Draghi è stato ancora più severo: “O è debito o è denaro illegale”.

Per ora in parlamento si è votata soltanto la possibilità che i Minibot diventino realtà, o per meglio dire la possibilità che lo Stato paghi i debiti della pubblica amministrazione anche “con titoli di Stato di piccolo taglio“. E la strada perché lo diventino è costellata di insidie, probabilissime retromarce, senza contare che sullo sfondo ci sono sempre le sempreverdi minacce di Bruxelles.

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Fonte: https://oltrelalinea.news/2019/06/07/minibot-la-sfida-dellitalia-alleuropa/amp/

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Sovranità monetaria

“È un bene”, diceva l’imprenditore Henry Ford nel 1937 , “che la gente non abbia idea di come funzioni il nostro sistema bancario e monetario, altrimenti ci sarebbe la rivoluzione prima di domani mattina”. È indubbio, infatti, che la sovranità di un paese e, dunque, di un popolo, passi anche e soprattutto attraverso il possesso della moneta corrente all’interno di una nazione.

La lotta per la piena indipendenza e sovranità è attraversata da una lunga scia di sangue, sabotaggi e colpi di stato: dall’Operazione Persil, che destabilizzò l’economia della Guinea, agli assassinii del presidente togolese Sylvanus Olympio e del celebre presidente del Burkina Faso Thomas Sankara. Oggetto della disputa, una moneta che, nonostante la fine ufficiale del colonialismo, mantiene le ex colonie francesi nel continente nero in uno stato di servitù valutaria nei confronti dell’ex metropoli: il Franco CFA, recentemente entrato nel dibattito politico italiano ed europeo.

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La verità sul debito italiano

di Ilaria Bifarini

Ma quando si è creato il fardello del debito pubblico italiano? Tutto parte nel 1981, in cui accade un evento epocale, che fa da spartiacque nella storia della sovranità economica italiana: il famoso divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro. Con un atto quasi univoco, cioè una semplice missiva all’allora governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, Andreatta mette fine alla possibilità del governo di finanziare monetariamente il proprio disavanzo. Rimuovendo l’obbligo allora vigente da parte di Palazzo Koch di acquistare i titoli di Stato emessi sul mercato primario, la Banca d’Italia dismette il ruolo di prestatrice di ultima istanza.

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Banca Nuova – BPVi: «Una loggia occulta contro lo Stato»

È l’allarme lanciato da Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare antimafia dopo le rivelazioni di Report sull’affaire Montante“

La politica tutta dovrebbe avere un sussulto e far sentire la propria voce davanti al dipanarsi di una e propria vera loggia che agisce contro lo Stato. Farò quanto in mio potere per andare fino in fondo».

 

È un grido d’allarme senza precedenti e che evoca lo spettro della P2 quello affidato il 30 aprile alle colonne del quotidiano Il Sicilia dal senatore del M5S Nicola Morra, il presidente della commissione parlamentare antimafia. Un grido d’allarme che irrompe sulla scena dopo le clamorose rivelazioni mandate in onda non più tardi del 29 aprile su Rai tre da Report.

L’ANTEFATTO

Lunedì era stata la popolare trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci a parlare di una serie di trame occulte, avvenimenti scabrosi, tentativi di omicidio, ricatti, dossieraggi illegali, interessi inconfessabili, di rapporti con la mafia, con pezzi delle istituzioni, della politica, delle forze dell’ordine, dei servizi segreti italiani, americani e israeliani. Questo giallo a tinte fosche nasce nel solco della inchiesta, che è poi sfociata in un processo senza precedenti al tribunale di Caltanissetta, che vede tra i principali imputati Antonello Montante, già numero due di Confindustria nazionale. Prosegui la lettura »

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Battuta la Francia, l’Italia è ancora la seconda manifattura d’Europa

La pubblicazione dei più recenti dati Eurostat, riferiti alle elaborazioni economiche al 31 dicembre 2017, ha ufficializzato il sorpasso della Francia sull’Italia quale seconda potenza d’Europa per output manifatturiero, riportando per il Paese d’Oltralpe un prodotto industriale di 889,4 miliardi di euro contro gli 883,7 del nostro Paese (comunque ai massimi dal 2011 a oggi).

“Negli anni precedenti, l’Italia era stata sempre davanti”, sottolinea l’Agi. “Tra il 2010 e il 2013 il divario è stato stabilmente superiore ai 100 miliardi di euro, salvo poi assottigliarsi nel 2014 a a poco più di 65 miliardi, risalire nel 2015 a 83 miliardi e poi ridiscendere nel 2016 a meno di 35 miliardi. Alla fine nel 2017, stando a dati che ribadiamo comunque sono ancora provvisori, il sorpasso c’è stato”. Segno che l’Italia è stata costretta ad abdicare alla posizione di “seconda manifattura d’Europa” a lungo presentata come emblema della capacità del sistema Paese di resistere alle problematiche economiche degli ultimi decenni e alle asimmetrie legate all’ingresso nell’euro? Non proprio.

Considerare i dati netti non esaurisce la questione. Non è infatti il semplice confronto tra il valore complessivo del Pil generato dalla manifattura a chiudere la partita. A essere cruciale, nel confronto, è infatti il valore aggiunto generato dall’industria manifatturiera, ovvero l’incremento effettivo di output connesso all’intervento dell’industria nazionale, a cui vanno aggiunti i consumi intermedi delle filiere produttive e la variazione delle scorte. Indicatori più precisi rispetto a quelli su cui si basa la ricerca sulla produzione aggregata, eccessivamente focalizzata sulle proiezioni tendenziali della contabilità nazionale, molto spesso influenzate da un grado significativo di variabilità. Prosegui la lettura »

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Salvini: flat tax, importante fare, e sarà il 15 %

Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei  alcuni giornalisti,  incluso a quelle di Sputnik Italia, che gli hanno chiesto, a margine della visita al Salone Internazionale del Mobile a Milano,  se la soglia massima per la flat tax sarà di 50 mila euro. “L’importante è fare, è giusto parlare, poi bisogna fare.

Parliamo di flat tax, è una maniera più semplice per pagare le tasse, semplificando la dichiarazione dei redditi, tagliando la burocrazia. E di pagarle di meno. Non siamo in grado di fare miracoli, già quest’anno pagheranno meno tasse, Partite IVA, artigiani, piccoli imprenditori, commercianti, liberi professionisti, l’obiettivo è di coinvolgere in questo percorso di vantaggio anche famiglie e lavoratori dipendenti.

— Come finirà la partita sulla Flat Tax, non ci sono altri che remano contro?

— L’importante è che vincano gli italiani, non c’è una partita tra Salvini e qualcun altro. L’importante è ridurre le tasse come si aspetta l’Italia.

— Il principio nostro è del 15%. Non subito per tutti, ma già da quest’anno Partite IVA, artigiani, piccoli imprenditori, commercianti, liberi professionisti, pagheranno il 15% e soprattutto avranno una vita più semplice a fare la dichiarazione dei redditi. Non è un obiettivo della Lega fare pagare meno tasse e semplificare la vita agli italiani: è un dovere ed un diritto per chi paga, e l’evasione si sconfigge se chiedi meno tasse, più tasse chiedi più hai l’incentivo ad evadere, meno tasse chiedi più è facile che la gente paghi. Noi puntiamo sulla crescita, in un momento in cui la crescita è ferma ovunque, noi scommettiamo sulla crescita.

 

— Qual è l’obiettivo della Lega per gli europei?

— Cambiare l’Europa. Non le do l’obiettivo di qualche numero. Vogliamo cambiare le regole dell’Europa mettendo al centro il lavoro,  la famiglia, la tutela dell’ambiente, la difesa dei confini, quindi l’uomo e la donna, non il consumatore, le banche, i burocrati, i barconi o la finanza come è stato in questi anni.

fonte – https://it.sputniknews.com/italia/201904107502744-salvini-flat-tax-importante-fare-e-sara-il-15-per-cento/

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Salvini: l’Italia deve tornare a stampare moneta

Salvini: l’Italia deve tornare a stampare moneta

Secondo Matteo Salvini l’Italia deve tornare a fare l’Italia e iniziare a stampare moneta. Un Paese che non ha una sua Banca, non ha una sua moneta non è un Paese libero

PIAZZAPULITA 16/02/2017

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fonte – http://www.la7.it/piazzapulita/video/salvini-litalia-deve-tornare-a-stampare-moneta-17-02-2017-204748

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Le 4 balle che ci raccontano sulla crisi dell’economia italiana

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi su Libero, 03/04/2019


Ci sono una serie di balle che continuano a circolare su un giornalone di cui non vogliamo fare il nome, perché non è certo nostra intenzione fargli pubblicità. Con tanto di grafici vorremmo smontare tutte queste balle una vota per tutte.

1 balla. Il primo, e forse il più micidiale di questi luoghi comuni riguarda la nostra moneta unica. Il M5Stelle e la Lega hanno vinto le elezioni con una piattaforma “no euro”. La realtà delle cose e il buon senso degli italiani, primo fra tutti il presidente della Repubblica, si sono poi fatti carico di smorzare i loro entusiasmi isolazionisti. Ma questo governo continua a comportarsi come se l’euro fosse una gabbia dalla quale non si può liberare.

Trascuriamo le cosiderazioni politiche. Sono irrilevanti. Ognuno è libero di scrivere le cazzate che vuole. Passiamo però ai fatti. Prosegui la lettura »

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Un banchiere centrale e patriota – confronto coi nostri

Lord Mervyn King è stato il governatore della Banca d’Inghilterra per un decennio, fino al 2013.  Nelle  ore in cui ancora non si sapeva se il Parlamento avrebbe votato pro o contro May, ossia per un accordo con la Ue “accettabile solo da  un paese sconfitto in guerra” (Varoufakis), Lord King si fa intervistare da BBC e dice: “La mia …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/un-banchiere-centrale-e-patriota-confronto-coi-nostri/

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Bannon: “L’Unione Europea è stata una catastrofe per l’Italia”

Bannon: “L’Unione Europea è stata una catastrofe per l’Italia. Siete imprigionati in un sistema, avete avuto un tecnocrate dopo l’altro”

Fonte: http://www.imolaoggi.it/2019/04/01/bannon-lunione-europea-e-stata-una-catastrofe-per-litalia/

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