A.A.A CERCASI 12 SQUILIBRATI

I conciliari, occupanti le Sedi Apostoliche, appartengono a una religione che non è cattolica. Chi segue questo sito (e non solo) lo ha imparato a memoria. Sa che non è una teoria ma un dato di fatto, che si esplicita in molte forme. Anche nella pastorale che per forza di cose, è una conseguenza dell’insegnamento dottrinale, morale, disciplinare. Ecco qui cosa si inventano nella diocesi della Città Eterna. Grazie della segnalazione a Gianni Toffali (N.d.R.)

http://www.diocesidiroma.it/le-equipe-pastorali-custodi-del-fuoco-della-comunita-cristiana/

Dodici persone che possano collaborare stabilmente con il parroco, o comunque un piccolo gruppo che sia «appassionato dello squilibrio». Non tanto «professionisti competenti e qualificati», quanto «cristiani apparentemente come tutti, ma in realtà capaci di sognare, di contagiare gli altri con i loro sogni, desiderosi di sperimentare cose nuove». Non «pensatori isolati», ma gente che ha «voglia di incontrare gli altri», che non si vergogna «di farsi vicina ai poveri» ed «esercitano una certa attrazione sui giovani». Dovranno avere queste caratteristiche i membri delle nuove équipe pastorali, per il cardinale vicario Angelo De Donatis. Ne delinea il profilo in una lettera inviata oggi (giovedì 11 luglio) ai parroci e ai sacerdoti della diocesi di Roma.

Nel testo il cardinale torna sulle novità previste per l’anno pastorale 2019-2020. Innanzitutto, quella della formazione di una équipe pastorale che «possa prendersi cura del cammino di tutti, custodendo la direzione comune e animando concretamente le diverse iniziative». Ma comunque, sottolinea il vicario, «tutta la comunità cristiana e tutti gli operatori pastorali sono chiamati a mettersi in atteggiamento di ascolto». Quell’ascolto del «grido della città» richiamato anche da Papa Francesco. L’équipe «aiuterà la comunità cristiana a portare avanti l’ascolto, lasciando agire il Fuoco che abbiamo invocato insieme nella Veglia con il Papa. Sarà lui a illuminare, a purificare, a scaldare». Continua a leggere

L’islamica in niqab non tollera il gay: sinistra in tilt

Buongiorno, oggi vi voglio consigliare la lettura di un articolo uscito sul Giornale e scritto dal mio collega Luigi Mascheroni. Tutto parte da un video postato ieri da Giulio Meotti sul suo account twitter. Siamo in un sobborgo a nord di Londra. Una signora in niqab, dunque musulmana, insulta un militante LGBT avvolto nella bandiera arcobaleno. Alla fine, il militante viene allontanato da uno steward. Nessuno si sogna di dire qualcosa alla signora velata

VIDEO

Morale: le due minoranze coccolate dalla sinistra ben presto entreranno in conflitto e molti scommettono che sarà l’ortodossia religiosa a vincere. Il multiculturalismo ci ha preparato una bella società (in)tollerante… In realtà il video ci dice che è impossibile stare contemporaneamente con l’islam ortodosso e con il movimento LGBT. Presto si imporrà una scelta. Il rischio è che il primo, anche in modo democratico, possa imporre leggi liberticide in cui non c’è spazio per il secondo.

Alessandro Gnocchi, 30 luglio 2019

fonte – https://www.nicolaporro.it/lislamica-in-niqab-non-tollera-il-gay-sinistra-in-tilt/

Le nuove femministe mettono il burkini in piscina: è cultura islamica, va indossato

Il buonismo oltre il buonismo genera assurdità e disobbedienza alle regole. Capita così che un gruppo di donne,  militanti di un’associazione, abbia voluto contestare il regolamento in vigore nelle  piscine pubbliche dove è vietato fare il bagno in burkini. Succede a Grenoble, Francia sud-orientale, dove un gruppo di donne ha voluto rivendicare i diritti di entrare in acqua come si vuole, anche, dunque,  con il costume integrale tipico della cultura islamica. In Francia, per motivi igienici, nelle piscine pubbliche è vietato l’uso del  vestito che copre il corpo delle donne dalla testa i piedi. Ora non si possono più neanche stilare dei regolamenti pubblici? Alla faccia dell’integrazione.

In piscina col burkini

Lo racconta TgCom24, che pubblica anche il video. Le attiviste sono state accompagnati dai volontari dell’Alliance citoyenne de l’agglomeratione grenobloise, e sono entrate domenica 23 giugno in una piscina comunale del centro della città. Le loro gesta sono state immortalate dai media locali, convocati appositamente. Una contestazione pacifica, con la convocazione della la polizia a bordo vasca; la piscina, infatti, ha contattato le forze dell’ordine subito dopo aver notato la dimostrazione.

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/06/le-nuove-femministe-mettono-il-burkini-in-piscina-e-cultura-islamica-va-indossato/

Verso l’islamizzazione dell’Europa, un report lancia l’allarme

Presentato oggi alla Camera dei deputati.

L’Europa corre il serio rischio di essere totalmente “islamizzata”. Lo sostengono i numeri relativi agli irregolari giunti nel nostro continente durante gli ultimi anni. A confermarlo è la fondazione “Fare Futuro” che insieme a Fratelli d’Italia è a lavoro per redigere il “Rapporto annuale sull’islamizzazione dell’Europa“. L’iniziativa è stata presentata stamattina alla Camera dei deputati, ma – al netto di qualche anticipazione – verrà divulgata ufficialmente il prossimo 11 settembre.

Nello specifico, i primi dati emersi fanno notare come l’80% di coloro che sono arrivati illegalmente in un paese europeo negli ultimi anni professa la religione musulmana. Ad aggravare il dato anche la maggiore tensione alla maternità delle donne islamiche, rispetto a quelle di altre confessioni.

Si considera quindi che la quota di musulmani presenti oggi in Europa è destina ad aumentare in maniera esponenziale, triplicandosi entro vent’anni. Un dato allarmante se sovrapposto a quello relativo alle vittime di atti terroristici. Nel vecchio continente, infatti, dal 2001 ad oggi, gli attentati di ogni genere hanno ucciso oltre 700 persone, di cui quasi il 90% morte per mano del fondamentalismo islamico.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/verso-lislamizzazione-delleuropa-un-report-lancia-lallarme/

Verso l’islamizzazione dell’Europa, un report lancia l’allarme

Presentato oggi alla Camera dei deputati.

L’Europa corre il serio rischio di essere totalmente “islamizzata”. Lo sostengono i numeri relativi agli irregolari giunti nel nostro continente durante gli ultimi anni. A confermarlo è la fondazione “Fare Futuro” che insieme a Fratelli d’Italia è a lavoro per redigere il “Rapporto annuale sull’islamizzazione dell’Europa“. L’iniziativa è stata presentata stamattina alla Camera dei deputati, ma – al netto di qualche anticipazione – verrà divulgata ufficialmente il prossimo 11 settembre.

Nello specifico, i primi dati emersi fanno notare come l’80% di coloro che sono arrivati illegalmente in un paese europeo negli ultimi anni professa la religione musulmana. Ad aggravare il dato anche la maggiore tensione alla maternità delle donne islamiche, rispetto a quelle di altre confessioni.

Si considera quindi che la quota di musulmani presenti oggi in Europa è destina ad aumentare in maniera esponenziale, triplicandosi entro vent’anni. Un dato allarmante se sovrapposto a quello relativo alle vittime di atti terroristici. Nel vecchio continente, infatti, dal 2001 ad oggi, gli attentati di ogni genere hanno ucciso oltre 700 persone, di cui quasi il 90% morte per mano del fondamentalismo islamico.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/verso-lislamizzazione-delleuropa-un-report-lancia-lallarme/

Linea dura di Salvini sull’islam: controlli a tappeto nelle moschee

La miniaccia islamista preoccupa il Viminale. Salvini avverte i prefetti: “Monitorare tutti i luoghi di incontro per musulmani”

Adesso l’allerta è massima. E la stretta non può che essere commisurata al livello di pericolo che il Paese sta correndo. E così, per prevenire qualsiasi attacco di matrice jihadista, Matteo Salvini ha firmato una circolare che impone ai prefetti di aumentare i controlli e il livello di attenzione su tutti i luoghi di aggregazione di cittadini musulmani.

La stretta riguarderà, dunque, sia i centri islamici sia le moschee. Ma non solo. Il vice premier leghista ha, infatti, raccomandato di “riservare una cura particolare alle dimensioni di elezione del proselitismo, anche ovviamente il web.

Non che prima fossero mancati i campanelli d’allarme. Ma negli ultimi mesi si sono fatti più pressanti. Tanto da alzare il livello d’attenzione. Tanto per citarne alcuni: i due lupi solitari che stavano progettando “un’azione aclatante a bordo di un camion”, il senegalese che urlando “Allah Akbar” aveva pestato due poliziotti con una sbarra di ferro; il marocchino che aveva tentato di sgozzare un passante “perché portava un crocifisso al collo”. E poi l’instabilità della Libia e la preoccupazione che sui barconi possano imbarcarsi quei foreign fighter che, persa la guerra in Libia, vogliono tornare a combattere il jihad in Europa. Non da ultimo il terribile attacco ai cristiani in Sri Lanka e il ritorno in video del califfo Abu Bakr al Baghdadi. È la minaccia di un incubo che torna in continuazione. Una minaccia che non è possibile mai sconfiggere del tutto, ma che si può tentare di prevnire con misure più stringenti come quelle che Salvini sta cercando di applicare in Italia. Oggi il numero uno del Viminale ha, infatti, pubblicato la direttiva che aveva già annunciato nei giorni scorsi. “In considerazione del profilo della minaccia (del terrorismo internazionale, ndr), incarnata anche da singoli radicalizzati istigati dal messaggio propagandistico – si legge nella circolare – occorre riservare una cura particolare alle dimensioni di elezione del proselitismo”.

Gli occhi non dovranno essere unicamente puntati sulle moschee. Nei luoghi che Salvini ha chiesto ai prefetti di tenere sotto controllo rientra anche tutta quella “variegata realtà dei centri di aggregazione e delle associazioni culturali asseritamente ispirate alla fede musulmana”. Strutture distribuite su tutto il territorio nazionale ma che si concentrano, in modo particolare, in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Sicilia e Toscana. Una presenza che, secondo i dati del Viminale, è “in aumento” ed è contraddistinta “da differenti ideologie” che, in certi casi, sono orientate a “una strumentale interpretazione radicale e intransigente dell’islam. I numeri sono impressionanti. Le associazioni culturali islamiche censite dal ministero dell’Interno nel nostro Paese sono 1.382. La stragrande maggiorza di queste (ben 1.068) vengono usate dai musulmani anche come luoghi di preghiera. Ed è qui che dilaga il radicalismo islamico.

A ingrossare le fila degli estremisti è ancora una volta l’immigrazione di massa che ha assunto “dimensioni significative”. Come si legge nella circolare, “trafficanti senza scrupoli, organizzazioni e reti criminali” alimentano i canali alle infiltrazioni terroristiche. Proprio per questo l’allerta non può più essere circoscritta ai centri islamici. A preoccupare sono anche i “circuiti parentali e relazionali” che, però, “risultano di difficile penetrazione”. Tanto che, a fronte del dilagare del proselitismo, divente sempre più importante “riuscire a intercettare il bacino potenzialmente esteso ed insidioso dei radicalizzati in casa” per anticipare “possibili progettualità ostili”.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/linea-dura-salvini-sullislam-controlli-tappeto-nelle-moschee-1686691.html?mobile_detect=false

Testimoni di Geova S.p.A., un fiume di soldi dietro la fede: conti segreti e fondi speculativi

Può un “ente religioso, di istruzione, assistenza e beneficenza” investire in un fondo che ha sede in un paradiso fiscale? O essere il beneficiario delle azioni di società che vendono armi? Per rispondere a queste domande, Fanpage.it ha realizzato un’inchiesta sulle finanze della Società Torre di Guardia, l’istituzione dei testimoni di Geova per promuovere la loro opera religiosa in 240 Paesi al mondo.

Cosa hanno in comune la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, l’istituzione dei testimoni di Geova per promuovere la loro opera mondiale, e la JP Morgan, la più grande banca del mondo? Può un “ente religioso, di istruzione, assistenza e beneficenza” investire in un fondo che ha sede in un paradiso fiscale? Chi ha il compito di istruire spiritualmente, può essere il beneficiario delle azioni di società che vendono armi? Per rispondere a queste domande, Fanpage.it ha realizzato un’inchiesta sulle finanze della Società Torre di Guardia (in inglese, Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania), l’ente no profit istituito nel 1884 negli Stati Uniti e presieduto da un Corpo direttivo di 8 membri, lo “schiavo fedele e saggio”. La Società Torre di Guardia ha tra i suoi obiettivi l’attività editoriale con la pubblicazione di Bibbie (circa 220 milioni di copie) e altri testi religiosi, l’istruzione, l’assistenza e beneficenza. La sede principale si trova a Warwick, nello Stato di New York, dove le varie congregazioni dei testimoni di Geova inviano i rapporti sull’opera di predicazione svolta da oltre otto milioni e mezzo di fedeli, presenti in 240 Paesi. Accanto a queste finalità religiose e caritatevoli, però, esiste un altro aspetto meno conosciuto: dai documenti contabili, infatti, emerge che la Torre di Guardia ha realizzato investimenti finanziari in JP Morgan; beneficiato di azioni di società che vendono armi; senza contare le entrate da un fondo in un paradiso fiscale o gli enormi profitti con la vendita di immobili a New York. Tutte queste attività, perfettamente legali, sono in gran parte sconosciute ai fedeli.

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fonte – https://www.fanpage.it/testimoni-di-geova-s-p-a-un-fiume-di-soldi-dietro-la-fede-conti-segreti-e-fondi-speculativi/

Non solo Islam

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Il rabbino Shlomo Aviner, figura di spicco nel sionismo religioso, ha dichiarato che l’incendio della cattedrale di Notre Dame a Parigi potrebbe essere un castigo di Dio per i volumi del Talmud bruciati a Parigi nel XIII secolo. Ovviamente coloro che pretendono di difendere l’Europa dall’attuale invasione in nome del laicismo e dell’anti-islamismo filo-israeliano, si sono ben guardati da evidenziare le parole del rabbino. Dopo Pasqua pubblicheremo un altro significativo intervento di Rabbi Shlomo Aviner.
Vengono in mente le parole pronunciate pochi mesi fa da don Ricossa: “Non si creda che le associazioni dell’ebraismo sono contrarie a questa invasione. O meglio, da un lato con una mano la favoriscono, tanto è vero che mons. Lefebvre fu denunciato dalla Licra (Lega contro l’antisemitismo e il razzismo) per aver parlato male dell’invasione islamica: gli ebrei a favore degli islamici. Nello stesso tempo però, nello stesso modo, esponenti importanti dell’ebraismo attuale stanno sostenendo moltissimi movimenti che giustamente sono anti-islamici. Anche Steve Bannon è alleato di alti esponenti vicini a Netanyahu, e non solo lui. Perché hanno questa doppia manovra? Perché è il divide et impera, il loro scopo è di mettere evidentemente i musulmani contro i cristiani – invadeteli! – i cristiani contro i musulmani, – gli unici cattivi sono loro -, e finchè loro si fanno a botte per noi (ebrei) va benissimo. Vi ricordo quando per esempio a Nazareth (nel 1999) fu fatta costruire, per alimentare questo scontro, dal governo israeliano una enorme moschea davanti alla basilica di Nazareth, e l’Autorità palestinese si opponeva. Perché l’Autorità palestinese voleva la pace tra i palestinesi, che sono cristiani gli uni e musulmani gli altri, mentre invece lo stato israeliano voleva mettere i musulmani contro i cristiani e i cristiani contro i musulmani” Modena, 26/1/2019, estratto della conferenza di don Francesco Ricossa: “Cristianesimo, Ebraismo e Islam”, https://youtu.be/UwvpL2hPVh0)
Orazioni del Venerdì Santo per la conversione dei Giudei
“Oremus et pro perfidis Judaeis ut Deus et Dominus noster auferat velamen de cordibus eorum; ut et ipsi agnoscant Jesum Christum, Dominum nostrum. Omnipotens sempiterne Deus, qui etiam judaicam perfidiam a tua misericordia non repellis: exaudi preces nostras, quas pro illius populi obcaecatione deferimus; ut, agnita veritatis tuae luce, quae Christus est, a suis tenebris eruantur. Per Dominum nostrum Iesum Christum” (dal Messale Romano).
Preghiamo anche per gli ebrei che non credono, affinché il Signore e Dio nostro tolga il velo dai loro cuori ed anche essi riconoscano il Signore nostro Gesù Cristo. Dio onnipotente ed eterno, che non allontani dalla tua misericordia neppure l’incredulità degli ebrei, esaudisci le nostre preghiere, che ti presentiamo per l’accecamento di quel popolo, affinché riconosciuta la luce della tua verità, che è Cristo, siano liberati dalle loro tenebre. Per Gesù Cristo nostro Signore.
fonte- http://www.centrostudifederici.org/non-solo-islam/

Notre Dame, OPEN prova a smentire la gioia social degli islamisti: ma è un flop

Chi legge il web conoscerà senz’altro quel fenomeno di David Puente. Il “debunkatore” ufficiale di Open, quello che sbufala anche situazioni insbufalabili, una firma che si posa come una pietra – o per meglio dire come un ape sovrappeso – su tutte le questioni più inutili della rete. Ebbene, a questo giro Puente se la prende con chi, come noi, ha riportato la notizia delle reazioni a dir poco agghiaccianti dei presenti di origine islamica all’incendio della cattedrale di Notre Dame. Ha la buona pace di non chiamarla “bufala”, perché i numeri sono talmente incontestabili da far rabbrividire i polsi (si parla di migliaia di reazioni divertite, espresse sia in commento che con faccina, ai video della cattedrale in fiamme), ma cerca comunque di dargli una giustificazione diversa da quella che tutti abbiamo immaginato, come vediamo nell’immagine sotto. Continua a leggere

Notre Dame, gli islamisti esultano sul web

L’incendio di uno dei simboli della cristianità europea, Notre Dame, fa “godere” gli islamisti. Che sul web esultano impunemente e senza il minimo ritegno. Come conferma Il Messaggero, la notizia viene data da Site, dopo che aveva iniziato a rimbalzare da un social all’altro. È un copione che si ripete: quando l’Occidente soffre, come nel caso degli attentati terroristi di matrice islamista, arriva l’esultanza della parte più fondamentalista dell’Islam radicale.

Notre Dame, gli islamisti esultano sul web

Sono numerosi, secondo il Site, i profili collegati ad account di islamisti dai quali vengono condivise foto dei media che mostrano le fiamme e il fumo che si alza dalla cattedrale di Parigi, immagini accompagnate da commenti in cui si esprime gioia per la tragedia che ha colpito la capitale francese. Continua a leggere

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