Mai dimenticare chi sono i comunisti

L’EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando

Mai dimenticare chi sono i comunisti. Non solo quelli del passato, ma anche quelli del 2019.
Tutti abbiamo sotto gli occhi quanto sta accadendo ad Hong Kong dove la Cina Comunista se ne infischia dell’autonomia locale e, come è facilmente prevedibile, grazie anche all’assordante silenzio nord americano ed europeo, le repressioni del regime comunista si estenderanno sempre più, nonostante le coraggiose manifestazioni che vedono come capofila i cristiani locali.
L’ultimo caso di censura riguarda… il basket NBA.
China Central Television ha deciso di sospendere le trasmissioni delle partite di basket del torneo più spettacolare del mondo dopo che su Twitter il general manager degli Houston Rockets, Daryl Morey, ha sostenuto le proteste anti-governative in corso a Hong Kong, testo condiviso dal presidente dell’Nba, Adam Silver, poi ritrattato.
“Riteniamo che qualsiasi discorso metta in discussione la sovranità nazionale e la stabilità sociale non rientri nell’ambito della libertà di parola”, hanno scritto dalla Cctv, mascherando la censura comunista sotto le mentite spoglie del “sovranismo”.
Ben più grave della sospensione dell’Nba in Cina è quanto sta accadendo in un altro sistema comunista, e totalitario, che sta lentamente uccidendo il suo stesso popolo: il Venezuela di Nicolas Maduro.
Nel paese sudamericano sempre più persone, molte delle quali d’origine italiana,
soffrono di mancanza di cibo, di medicine e della repressione attuata dalle milizie militari e paramilitari del regime di Maduro.
Secondo il vescovo di La diode, mons. Jaime Villarroel, “oggi il Venezuela è un campo di concentramento”, il governo “ha distrutto l’intero apparato produttivo, l’agricoltura, ha sequestrato milioni di ettari di terra che sono stati abbandonati”.
Un dato è particolarmente significativo. Prima dell’instaurazione del regime comunista (circa 20 anni fa) il Venezuela produceva l’80 percento di ciò che consumava. Oggi il Venezuela non produce nemmeno il 20 percento di ciò che consuma.
Come se non bastasse, in Venezuela le gang criminali prosperano all’ombra del regime, grazie al traffico intensivo di droghe e armi, alla tratta di esseri umani ed anche alla vendita di organi.
Già tre milioni di venezuelani sono scappati via dal paese e molti dei rimasti sopravvivono in condizioni veramente precarie, con diverse ragazze costrette alla prostituzione e diversi ragazzi obbligati a dei lavori forzati veri e propri.
Il tasso di malnutrizione nei bambini tra 0 e 5 anni è superiore al 20 percento e nel paese molti mangiano ogni giorno solo frutta, la stessa tipologia di frutta giorno dopo giorno. I più abbienti hanno la possibilità di aggiungere riso o pasta.
Alla carenza di cibo si unisce quella di materiale medico.
Gli ospedali sono praticamente sforniti di tutto.
I medici, quando possibile, si portano da casa ciò di cui hanno bisogno per operare.
L’anno scorso sono morti più di 18 mila bambini appena nati. Più del 25 percento delle madri muore durante il parto, perché non c’è assistenza medica.
Il governo rifiuta l’ingresso di aiuti umanitari in Venezuela e, su un altro fronte, detiene illegalmente centinaia di prigionieri politici, violando impunemente i loro diritti umani.
Mesi fa è stata chiesta la possibilità dello svolgimento di elezioni democratiche, supervisionate da osservatori internazionali. Inutile dire cosa ha risposto il governo… Maduro sta facendo di tutto per guadagnare tempo e continuare a rimanere al potere. E tutto questo con l’inquietante, se non complice, silenzio di molti governi del resto del mondo, compreso l’impopolare esecutivo delle “quattro sinistre” al potere in Italia senza l’esplicito consenso popolare.

Prete omosessuale ricattato da rifugiato musulmano. Nuovo caso di “omoeresia”

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Matteo Orlando

A Valencia (in Spagna) è finito nei guai un prete cattolico che, secondo quanto riporta Infovaticana, ha prima accolto, poi ha fatto sesso omosessuale con un rifugiato musulmano e, infine, è stato ricattato da quest’ultimo attraverso un video hard.
Il prete aveva accolto il rifugiato per un anno nella sua casa parrocchiale, instaurando con lui un legame anti-biblico. Poi,
terminata la convivenza, il migrante musulmano gli ha chiesto il pagamento di ben 100 mila euro in cambio della non diffusione di un video che lui stesso si era premurato di girare durante uno dei suoi incontri omosessuali col sacerdote, video che il rifugiato si era dichiarato pronto a diffondere “a tutti i suoi parenti e contatti” per parlare delle inclinazioni omosessuali del sacerdote.
Il sacerdote ha trovato il coraggio di denunciare il ricatto alla Polizia spagnola, fatto che ha portato all’arresto del suo ex amante. Continua a leggere

Francia, un quarto dei musulmani vuole la sharia prima della legge repubblicana

di Matteo Orlando

per AGERECONTRA
Aumenta l’influenza sociale dei musulmani in Francia e i risultati di una recente indagine dell’IFOP hanno inquietato non poco i cattolici d’oltralpe.
Il 38% dei musulmani ha dichiarato di andare alla preghiera pubblica del venerdì mentre molti cattolici, specialmente quelli progressisti, sotto l’effetto del “clima laicista” francese, si sono allontanati sempre di più dalla pratica pubblica della fede.
Hanno fatto riflettere anche ulteriori dati sull’Islam.
Al digiuno durante il Ramadan o al rispetto del divieto di bere alcolici partecipano sempre più islamici francesi.
Ma l’indicatore più inquietante è quello che svela come per un quarto dei musulmani la sharia dovrebbe avere la precedenza sulla legge repubblicana. E questo dato tende ad aumentare.
Per i musulmani, quindi, è la società sempre più secolarista che deve adattarsi alla loro religione.
Quale lezione possiamo trarre da questi dati?
In primo luogo, e contrariamente a quanto molti sociologi si aspettavano, la traiettoria della secolarizzazione, seguita dalla maggioranza dei francesi, non è quella della maggioranza dei musulmani.
In secondo luogo questa più forte pratica musulmana si nota a causa dell’indifferenza per la religione dei fedeli di altre religioni, cristiani in particolare, nonostante una ripresa importante del cattolicesimo nell’ambito tradizionale.
Un terzo rilievo riguarda la Repubblica Francese e il suo sistema scolastico. Se il 20% dei musulmani con un diploma di laurea ritiene che sarebbe meglio applicare la sharia che le leggi repubblicane forse significa una cosa basilare: il fallimento del sistema d’istruzione, laicista e cristianofobico, francese.

EUTANASIA: l’impostura satanica fa passare il delitto come diritto

L’EDITORIALE DEL VENERDÌ

di Matteo Orlando

L’impostura satanica fa passare il delitto come diritto e la scelta della morte come un evento di libertà. Davvero la società senza Dio inneggia alla morte.
“Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura. Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono” (Sap 2,23-24).
Questo, detto in termini biblici, è quanto è accaduto nei giorni scorsi con la decisione eutanasica della Corte Costituzionale che non solo ha scavalcato il Parlamento (siamo passati da un sistema di civil law ad uno di common law senza accorgercene) ma ha rilanciato con autoritarismo la cultura della morte in Italia.
La Suprema Corte (come pomposamente viene definita, dimenticandosi che c’è un solo giudice supremo, Nostro Signore Gesù Cristo, che giudicherà anche ognuno dei 15 togati in ermellino) ha risolto nel peggiore dei modi le questioni, sollevate ad arte, dalla Corte d’assise  di Milano sull’articolo 580 del Codice penale riguardanti la  punibilità dell’aiuto al suicidio di chi sia già determinato a  togliersi la vita.
La Corte ha ritenuto non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, “a  determinate condizioni”, chi  agevola  l’esecuzione del proposito di  suicidio, “autonomamente e liberamente formatosi”, di un paziente “tenuto in vita da  trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa  intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni  libere e consapevoli”.
La Corte ha subordinato la non punibilità al rispetto delle  modalità previste dalla  normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda  continua (articoli 1 e 2 della  legge 219/2017) e alla  verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una  struttura pubblica del Servizio Sanitario Nazionale, “sentito il parere del comitato etico territorialmente competente”. La  Corte sottolinea che l’individuazione di queste specifiche condizioni e modalità procedimentali, desunte da norme già  presenti nell’ordinamento, “si  è resa necessaria per evitare rischi di abuso nei confronti di  persone specialmente vulnerabili, come già  sottolineato nell’ordinanza  207 del 2018”.
La Corte ha terminato il suo intervento, rispetto alle condotte già realizzate, introducendo una pericolosa retroattività: “il giudice  valuterà la sussistenza di condizioni sostanzialmente equivalenti a quelle indicate”. Tradotto: il radicale Cappato, che ha accompagnato a morire il dj Fabo in Svizzera, deve essere assolto.
Come commentare l’introduzione dell’eutanasia per via giudiziale in Italia.
Prendendo in prestito le parole di un grande saggio.
“Non uccidere! Questo comandamento di Dio, l’unico Signore che abbia il diritto di decidere circa la vita e la morte, è scritto nel cuore dell’uomo fin dall’inizio dei tempi, molto prima che sul Monte Sinai Dio annunciasse ai figli di Israele con brevi frasi incise su pietra, la sua legge morale … Se si ammette che qualcuno abbia il diritto di uccidere i propri simili giudicati improduttivi … allora si potrà dare liberamente la morte agli ammalati inguaribili, agli handicappati, agli invalidi del lavoro e di guerra e a tutti quelli che, invecchiando, diventano improduttivi”.
Parole attualissime ma che furono pronunciate dal beato vescovo di Münster Clemens August von Galen (1878-11946) che così condannò il piano di eutanasia predisposto dai nazisti, che prevedeva l’omicidio di massa dei malati di mente.
La predica di von Galen fece accrescere enormemente la rabbia dei nazisti.
I cattolici italiani e i medici (che con i loro ordini professionali si sono dichiarati pronti all’obiezione di coscienza) riusciranno a contrastare i nazisti del ventunesimo secolo?
Come ha scritto la dottoressa Carla Vanni, che per oltre sette anni ha avuto occasione di avvicinare malati terminali: “mai ho sentito nessuno dire che volesse morire. Avevano persone care attorno, sentivano la cura loro riservata dai sanitari, erano circondati da attenzioni e da rispetto. L’amore e la cura sovrastavano le loro sofferenze. Il dolore fisico insostenibile era invece sostenuto dall’attenzione amorosa di chi circolava attorno al loro letto.Credenti ed atei, indifferentemente, sentivano che l’amore portava la loro Croce e da Essa non volevano staccarsi. Neppure dalla più pesante e dalla più insanguinata.
Queste persone, signori giudici della Consulta, troverete ad aspettarvi quando oltrepasserete il Confine. Preparatevi chiedendo la misericordia di Dio. Solo Lui potrà perdonarvi: non cercate altro da oggi in poi”.

La BBC indottrina al gender

L’EDITORIALE DEL VENERDI 

di Matteo Orlando

ANTEPRIMA IN ITALIA. 

Ha sollevato molte polemiche un video della BBC Teach, intitolato “Identità: comprendere le identità sessuali e di genere”, che propone un gruppo di bambini che fanno domande agli insegnanti sul genere.
Ad un certo punto del video, un bambino chiede: “Quali sono le diverse identità di genere?”
“Sapevi che ci sono molte identità di genere?”, si sente rispondere da Katie Daniels, insegnante di “relazioni sessuali”.
La cosiddetta esperta ha poi aggiunto: “sapevamo di essere uomini e donne, ma ora ci sono più di 100, se non più, identità di genere. Pertanto, sappiamo che alcune persone potrebbero pensare di essere due sessi diversi, quindi le persone potrebbero pensare di essere bisessuali … E poi ci sono alcune persone che potrebbero anche pensare di non avere un sesso particolare”.

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La persecuzione anticristica torna a colpire in Italia e Finlandia

L’EDITORIALE DEL VENERDÌ

di Matteo Orlando
La persecuzione anticristica nei confronti di coloro che esprimono idee difformi rispetto a quelle uniformi imperanti nella nostra società (peraltro sempre più schiavizzata dai mass media e dai social media), registra due nuovi inquietanti casi.
Il primo si registra a casa nostra ma coinvolge una multinazionale americana; il secondo riguarda uno degli Stati considerati, a torto, liberali e di democrazia avanzata.
In Italia Facebook ha applicato una anticostituzionale censura su pagine di movimenti politici di destra e profili di singole persone collegate a quei movimenti politici.
Così da un momento all’altro centinaia di persone legate a Forza Nuova e CasaPound si sono ritrovati senza spazi virtuali consolidati da anni. Uno dei colpiti dalla censura Zuckerbergriana ha giustamente sottolineato il fatto che sono ancora online profili e pagine di esponenti di estrema sinistra e di movimenti No global e No Qualsiasi Cosa, che incitano alla ribellione sociale e contro le forze dell’ordine mentre sono stati bloccati profili che condividevano contenuti cattolici tradizionali.
Un secondo inquietante caso riguarda la “civilissima” Finlandia.
L’ex ministro dell’interno, Päivi Räsänen, è indagata per aver citato il Nuovo Testamento riguardo al cosiddetto “matrimonio gay”.
L’accusa di “incitamento contro minoranze sessuali e di genere” è scattata dopo che la donna ha criticato (“come possono le fondamenta dottrinali della chiesa, la Bibbia, essere compatibili con il lodare la vergogna e il peccato che diventa fonte di orgoglio?”)
la Chiesa luterana, l’Evangelical Lutheran Church of Finland, oramai quasi totalmente secolarizzata,
per la partecipazione al cosiddetto ‘Orgoglio LGBT” di Helsinki.
Päivi Räsänen aveva scritto in un post di Facebook: “spero che ciò non porti all’autocensura tra i cristiani”, riferendosi all’iniziativa e aveva pubblicato una foto di Romani 1, 24–27 che descrive le relazioni omosessuali come “vergognose”.
Ma tanto è bastato per l’apertura di un’indagine preliminare da parte della polizia finlandese.
La Räsänen è nota nel paese scandinavo per la sua difesa dei valori tradizionali cristiani e, in particolare, per la sua contrarietà ad aborto, eutanasia e “matrimoni gay”.
Il partito di minoranza della Räsänen, i Democratici Cristiani, ha attualmente 5 seggi nel parlamento finlandese (che conta complessivamente 200 seggi).
Räsänen è sotto inchiesta preliminare con altri due parlamentari, il socialdemocratico Hussein Al-Taee e il nazionalista Juha Mäenpää, sospettati di incitamento a causa di commenti considerati razzisti.
La Räsänen su Twitter si è mostrata tranquilla: “non sono preoccupata per me ma per il fatto che citare la Bibbia possa essere considerato ‘illegale'”.

Perché non rimuovere i libri di Harry Potter dalle biblioteche c.d. cattoliche?

L’EDITORIALE DEL VENERDÌ

di Matteo Orlando
Il Saint Edward Catholic College di Nashville (Stati Uniti) ha rimosso i sette libri della saga di Harry Potter dalla sua biblioteca scolastica, dopo che il sacerdote che dirige il centro, Dan Reehil, si è assicurato che “le maledizioni e gli incantesimi” che compaiono sulle loro pagine sono “reali”.
Questa decisione è stata comunicata dallo stesso Reehil tramite l’e-mail ufficiale del centro, come riportato dalla stampa locale. Nel messaggio, il prete ha avvertito che la scrittrice Rowling mette a rischio i lettori della saga, che, leggendo alcuni passaggi, possono arrivare ad “evocare gli spiriti maligni”.
Reehil ha svelato d’essersi consultato con diversi esorcisti degli Stati Uniti e di Roma. Sono loro, ha detto, che gli hanno consigliato di rimuovere quei libri dalla biblioteca della scuola.
Questa decisione del sacerdote lo ha reso il primo membro della Chiesa Cattolica che ha ufficialmente preso su questo tema.
Come sappiamo, nel mondo i libri della saga di Harry Potter hanno generato divergenze d’opinione, anche in alcuni ambienti cattolici.
Il sovrintendente delle scuole cattoliche della diocesi di Nashvile, Rebecca Hammel, ha spiegato alla stampa che ogni sacerdote “ha l’autorità canonica” per prendere tali decisioni all’interno della sua parrocchia. Pertanto, ha sottolineato che questi libri continueranno ad essere presenti nelle biblioteche di altre scuole cattoliche nella stessa diocesi.
Che lezioni possiamo trarre da questa notizia? Almeno tre.
I cattolici dovrebbero essere i più attenti scrutatori dei vari libri e leggere quelli che possono nutrire lo spirito. In che modo, verrebbe da chiedere a coloro che a spada tratta difendono i testi della Rowling, nutrono un giovane cattolico gli incantesimi e le magie di Harry Potter?
Una seconda riflessione riguarda proprio la tipologia di “arti magiche” utilizzate. Se è vero che in tante fiabe per bambini si parla di magia, è anche vero che certe formule usate in Harry Potter sembra siano corrispondenti a quelle vere usate nel mondo dell’occultismo e del satanismo.
Un’ultima sottolineatura riguarda la mancanza di una sola voce ecclesiale in materia. Perché nella Chiesa Cattolica non si riesce a prendere una posizione comune su argomenti come questi che riguardano il benessere spirituale dei nostri figli?

Una nuova fede cieca: il veganesimo panteista e ambientalista

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Matteo Orlando

I millennials italiani, cioè coloro che hanno ricevuto da Dio il dono della vita dall’anno 2000 dell’era cristiana in poi (in realtà il nostro ragionamento potrebbe riferirsi anche ai nati negli anni ’80-’90 e forse anche prima) sono sempre più lontani dalle convinzioni di fede e dai valori dei loro genitori e, a maggior ragione, dei loro nonni.
Così non solo sono critici nei confronti del Vaticano (meglio le Nazioni Unite) e della Chiesa Cattolica (giudicata “retrograda”), ma anche nei confronti di Gesù Cristo, che considerano un po’ “troppo esigente”, della Vergine Maria (perché la verginità nei diversi stati di vita non è più considerata un valore), dei santi (che spesso ritengono degli “esaltati”).
Tuttavia non sono a-religiosi ma si sono dati con vigore, tra le altre, ad una fede cieca: il “veganesimo panteista”, assurto al ruolo della principale religione dei millennials.
Alcuni sono meno radicali e si fermano (“per ora”) al vegetarianesimo. Altri, più radicali, sono già arrivati o navigano a vele spiegate verso il veganesimo, diventato una vera e propria moda tra i giovani.
Come tutte le mode anch’esso farà il suo corso, intanto esistono i predicatori
vegani sui social network e catene complesse di proselitismo e/o plagio mentale.
È veramente ironico (se non fosse primariamente tragico) rilevare come questi giovani, che dichiarano di essersi ribellati ad ogni dogma, comandamento, credo o legge morale, in realtà siano diventati i portatori di una credenza ricca di dogmi: dalla Dea Madre, la Terra, alla difesa ferrea di ogni micro-ecosistema, anche di quelli nocivi all’uomo; dal supremo “comandamento” del non mangiare alcuni (anzi molti) cibi al far soffrire l’uomo (o anche eliminarlo, come accade con l’aborto o l’eutanasia) pur di non fare soffrire l’ambiente.

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La benedizione celeste dei figli è diventata una maledizione pagano-ambientalista

L’ EDITORIALE DEL VENERDI

di Matteo Orlando

Il BirthStrike sembra oramai inarrestabile e le continue dichiarazioni pubbliche di vari vip sembrano confermarlo.
Di cosa si tratta?  Letteralmente BirthStrike significa “sciopero delle nascite” ed indica la pratica di non fare figli, o farne il meno possibile, con lo sbandierato scopo di fermare il riscaldamento globale.
Nelle ultime settimane hanno fatto il giro del mondo, vista la loro notorietà sui mass media, le affermazioni della coppia reale inglese, il principe Harry e la moglie Meghan Markle che, non dimentichiamolo, vivono nel lusso più sfrenato, che hanno avuto il coraggio di dichiarare che non desiderano avere più di due figli perché altrimenti “contribuirebbero ai danni ambientali”.
Questo delirio ambientalista nel nome della eco-sostenibilità, come ha scritto Giuseppe Leonelli su L’Occidentale del 17 Agosto, “unisce una accozzaglia di pensieri new age, apocalittici e pseudonaturalisti” ed arriva a sostenere l’assurda teoria del cosiddetto ‘rimpianto materno’ (seconda la quale le madri sarebbero pentite in modo latente di aver generato figli) e l’altrettante inquietante idea che il parto sarebbe un “crimine contro l’umanità”.
Il BirthStrike, quindi, è diventata una delle deliranti frontiere dei senza Dio. Come ha ben spiegato la poetessa cattolica Roberta Conte su La Fede Quotidiana, “oggi si sta affermando sempre più un pensiero che non considera l’uomo e la natura secondo il disegno creatore e provvidenziale di Dio. L’uomo diventa parte di una comunità di esseri viventi in cui è l’unico fattore potenziale di squilibrio e distruzione. Un vero e proprio cancro del mondo che va dunque
estirpato”.
A proposito del movimento ambientalista guidato da adulti attraverso il volto di una adolescente telecomandata (e dei suoi seguaci definiti, da Attilio Negrini, “Gretini”, anch’essi indottrinati dai mass media), come ha evidenziato la Conte, c’è un altro aspetto che spesso si dimentica a proposito di questo ambientalismo cieco a servizio del politicamente corretto: “l’aspetto provvidenziale dell’opera di Dio nel creato”.
Un mondo sempre più lontano dalla fede cattolica e sempre più schiavo del demonio (lo hanno spiegato tutti i santi: “o si sta con Dio e la Chiesa che ha istituito, o con Satana e la sua contro-Chiesa), ha rovesciato la benedizione celeste dei figli descritta nella Bibbia.
La discendenza numerosa come le stelle del cielo, come ha scritto Leonelli, è diventata “una maledizione pagana, una bestemmia al cospetto del nuovo idolo ambientalista che, come il vitello d’oro costruito da Aronne, assume sembianze tanto aggraziate quanto false”.
Il presunto ambientalismo professato da Greta e dai “Gretini” (che in molti hanno il coraggio di chiamare “responsabilità sociale”) non è altro che un ennesimo attacco alla famiglia voluta dalla Santissima Trinità. Fare passare l’idea che fare figli è sbagliato è davvero diabolico. Ed è così satanico che ha creato un nuovo culto: quello della “Madre Terra”, della “Dea Natura”. Per di più è un culto “allarmista”.
Venera, ha spiegato Roberta Conte, “Madre Natura che, piuttosto che potenza creativa, si rivela in realtà una potenza distruttrice”. In questo nuovo culto anti-cristico l’uomo dovrebbe annichilirsi.
Le motivazioni addotte dal movimento del Birthstrike, sostenute da predizioni catastrofiche di pseudo-scienziati, non riguardano solo il cambiamento climatico, ma anche la sovrappopolazione (in realtà il mondo potrebbe ospitare il triplo dell’attuale popolazione) e la mancanza di risorse (che in realtà ci sono ma sono distribuite male).
Per questo, giustamente Giuseppe Leonelli ha parlato di una nuova filosofia “mostruosa, che supera di gran lunga il controllo delle nascite e la pianificazione familiare del comunismo cinese, perché teorizza addirittura che generare figli non sia solo difficile, ma sia il Male. Una filosofia nella quale il Paradiso è un non essere. Un Eden di cristallo purissimo nel quale esiste solo un ambiente sterile e asettico, una Natura immaginaria e inesistente perché non c’è più nessuno che può osservarla e viverla. L’inferno della tradizione millenaria trasformato in Paradiso. Volendo portare il paragone alle estreme conseguenze, i demoni che diventano angeli. Con il beneplacito di principi e santoni ambientalisti”.
Se l’uomo, come insegna il bimillenario magistero Cattolico, è chiamato a custodire il creato, ugualmente ha la potestà parsimoniosa (un comando che arriva da Dio) su tutto ciò che il Signore Iddio gli ha procurato. Possiamo fare la raccolta differenziata, controllare le emissioni di CO2, eliminare la plastica inutile, ma questo non può portare ad idolatrare la natura. Dio è provvidenza.
Se veramente abbiamo fede in Lui non possiamo temere che ci abbandoni a catastrofi ambientali incontrovertibili. A meno che non si tratti di suoi “castighi”, come è stato il Diluvio universale. Ma in questo caso si tratta di un discorso teologico che non si può affrontare superficialmente in un breve articolo.

Google e Facebook sempre più schierate per la “dittatura della minoranza”

L’EDITORIALE

di Matteo Orlando

Nell’ancora cattolica Polonia, presso la splendida città di Cracovia, si è svolta sabato 10 agosto una partecipata manifestazione popolare a sostegno di monsignor Marek Jędraszewski, il coraggioso arcivescovo metropolita di Cracovia che è stato furiosamente attaccato da associazioni Lgbt, radical chic e partiti di sinistra, per avere invitato i polacchi, presso il celebre santuario mariano di Jasna Góra, a “respingere  l’errore antropologico che ci minaccia sotto
forma di due grandi ideologie: genere e Lgbt”.
In particolare l’arcivescovo aveva spiegato che queste ideologie vogliono “avvelenare i cuori e le menti dei polacchi” e causare loro “un grave danno spirituale, in particolare a bambini e giovani”.
Per l’arcivescovo Jędraszewski, che ha chiesto ai credenti di testimoniare “contro la depravazione della nazione polacca”, difendendo “la nostra autentica libertà” e “la Chiesa nella nostra patria “, l’ideologia Lgbt è una “peste arcobaleno”, paragonabile “alla piaga rossa del comunismo”, che mira ad attaccare i valori tradizionali e la famiglia naturale.
Proprio questa colorita espressione di monsignor Marek Jędraszewski ha attirato gli strali degli omosessualisti. Così se il giornale laicista Gazeta Wyborcza si è elevato a difensore della “purezza della fede religiosa”, definendo le tesi dell’arcivescovo “anticristiane” (un po’ come fanno i nostri quotidiani laicisti… tutto il mondo è paese…) e l’associazione “Centro di monitoraggio per comportamenti razzisti e xenofobi” ha perfino presentato una segnalazione in Procura ipotizzando per l’arcivescovo il reato di “promuovere il sistema totalitario fascista”, altri hanno preferito organizzare una protesta sotto il palazzo dell’Arcivescovo a Cracovia.
Così, a voler essere generosi con i numeri, circa mille persone, tra lgbt, libertari e di sinistra, alcuni catto-comunisti, si sono presentate nell’antistante piazza del vescovado e, sotto gli occhi attenti delle telecamere, che ne hanno diffuso le immagini nel mondo occidentale, ne hanno dette di tutti i colori contro l’Arcivescovo, spalleggiati dai mass media, gli stessi che hanno giustificato “come libertà di espressione” quanto accaduto negli ultimi mesi durante dei
cortei lgbt a Varsavia, Częstochowa e Danzica, dove sono stati mostrati parodie dei simboli cristiani, vere e proprie blasfemie come l’icona della Madonna con un’aureola arcobaleno, una scandalosa “messa” Lgbt e la gravissima bestemmia di una processione eucaristica con il simbolo della vagina al posto della Santissima Eucaristia.
La contromanifestazione dei cattolici a sostegno del loro Arcivescovo, ben più partecipata e pacifica di quella Lgbt, è stata invece ignorata dai media, anche in Italia. Infatti, a differenza della “notizia” legata alle parole dell’Arcivescovo, nessun giornale o telegiornale italiano ha parlato del sostegno popolare dato dai fedeli alla loro guida spirituale, definita direttamente dal presidente della repubblica polacca, Andrzej Duda, una persona che merita “grande rispetto”. Anche il presidente della Conferenza episcopale polacca, Stanisław Gądecki, ha sostenuto il Metropolita (cosa tutt’altro che scontata in altre nazioni dell’ecumene cattolica) spiegando che monsignor Jędraszewski ha fatto un discorso in linea con la dottrina cattolica e che il rispetto per le persone non può portare  all’accettazione delle pretese sociali contrarie alla fede.
Quanto è successo fa molto riflettere sullo stato della libertà di pensiero, non solo in Polonia. Per esempio YouTube ha dapprima bloccato il video con le parole dell’arcivescovo, poi subissato di critiche ha dovuto ripristinare il video. Ma la censura dei contenuti scomodi avverso l’ideologia lgbt è molto diffusa, non solo in Polonia.
Google (proprietaria di YouTube) e Facebook sembrano schierate da una sola parte, quella della minoranza, cioè degli attivisti gay, dimenticandosi della maggioranza.
Possiamo parlare, come hanno commentato in molti sui social, di una “dittatura della minoranza lgbt” che imperversa su media, società, politica e vuole anche condizionare la parte più progressista della Chiesa Cattolica?

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