Archivio per la categoria Mostri conciliari

Sea Watch, “mons” Nosiglia: «Vengano da noi». Salvini: «Aiuti gli italiani poveri»

Caro Vescovo, penso che Lei potrà destinare i soldi della Diocesi per aiutare 43 Italiani in difficoltà. Per chi non rispetta la legge i nostri porti sono chiusi”. Lo scrive su Facebook Matteo Salvini, commentando le parole di monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo del Torino, che si è dichiarato “disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato questi fratelli e sorelle al più presto, se questo può servire a risolvere il problema” della Sea Watch, ancora al largo di Lampedusa con i migranti. “Noi ci siamo”, ha detto Nosiglia.

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Fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/06/sea-watch-mons-nosiglia-vengano-da-noi-salvini-aiuti-gli-italiani-poveri/

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LGBT Agenda Is a Demonic Attack on the Family, Cardinal Sarah Warns U.S.

Nella Chiesa conciliare si leva una voce chiara e forte in materia bioetica e morale. Ci sembra opportuno far notare come appaia una spaccatura sempre più netta su questi argomenti nella Chiesa di Bergoglio.

Same-sex marriage, transgenderism, and divorce are demonic attacks on the family, Cardinal Robert Sarah warned in his keynote speech for the National Catholic Prayer Breakfast in Washington D.C. early on Tuesday, May 17th, 2016.

“This is about defending ourselves, children, and future generations” he said, according to LifeSiteNews, “from a demonic ideology that says children do not need mothers and fathers. It denies human nature and wants to cut off entire generations from God.”

He listed examples of this evil ideology: “Do we not see signs of this insidious war in this great nation of the United States? […] The legalization of same-sex marriage, the obligation to accept contraception within health care programs, and even ‘bathroom bills’ that allow men to use the women’s restrooms and locker rooms.”

“Should not a biological man use the men’s restroom? How simpler can that concept be?”

He also pointed to divorce and cohabitation as destructive, especially for children.

“The rupture of the foundational relationships of someone’s life – through separation, divorce, or distorted impositions of the family, such as cohabitation or same sex unions – is a deep wound that closes the heart to self-giving love [unto] death, and even leads to cynicism and despair.”

“These situations cause damage to the little children through inflicting upon them a deep existential doubt about love. They are a scandal – a stumbling block – that prevent the most vulnerable from believing in such love, and a crushing burden that can prevent them from opening to the healing power of the Gospel.”

He lamented that new problems are compounding the old ones. “Sadly, the advent of artificial reproductive technologies, surrogacy, so-called homosexual ‘marriage,’ and other evils of gender ideology, will inflict even more wounds in the midst of generations we live with.”

“This is why,” he concluded, “it is so important to fight to protect the family, the first cell of the life of the Church and every society.”

His speech is reported to have been received with thunderous applause from the audience. The program also included Speaker Paul Ryan, Fr. Paul Scalia (son of the late Supreme Court Justice Antonin Scalia), and Sr. Constance Veit from the Little Sisters of the Poor.

fonte – https://churchpop.com/2016/05/17/lgbt-agenda-demonic-attack-family-says-cardinal-sarah/

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I tradizionalisti scuotono la Chiesa su islam, gay e dottrina

Una dichiarazione dei tradizionalisti irrompe nel dibattito dottrinale della Chiesa. Burke e gli altri puntualizzano su gay, islam e celibato

Il cardinal Raymond Leo Burke e il cosiddetto “fronte dei tradizionalisti” hanno di nuovo diffuso un testo volto alla correzione di quelli che ritengono essere dei veri e propri “errori” tangibili nella Chiesa cattolica contemporanea.

Anche questa volta la forma scelta è quella della dichiarazione, che risale allo scorso 31 maggio, ma che è stata pubblicata solo poco fa. L’impronta data al cattolicesimo da papa Francesco e dalla sua pastorale non viene chiamata in causa, ma considerando le distanze dottrinali tra i sottoscrittori e il pontefice, sembra di poter dire che il porporato americano e gli altri abbiano voluto – come spesso è accaduto in questi anni – segnalare tutta la loro preoccupazione per la “confusione imperante”.

Volendo sciorinare per intero i punti sollevati nel documento, evidenziamo come quest’ultimo sia approfondibile sul sito di Corrispondenza romana. Sintetizzando, invece, è possibile tener presente alcuni passaggi di stretta attualità: uno, di sicuro centrale, è quello sulla visione che la dottrina cattolica dovrebbe perseguire quando si ha a che fare con le cosiddette “istanze Lgbt“. Coloro che hanno deciso di firmare la dichiarazione hanno operato mediante un procedimento abbastanza semplice, cioè richiamando soprattutto le fonti. Su questi aspetti, per esempio, il cardinal Raymond Leo Burke e gli altri firmatari citano il Catechismo. Una necessità di chiarezza può essere stata percepita per via di alcune aperture al mese dell’orgoglio gay, che una parte di Chiesa cattolica, quella più progressista, non ha disdegnato di operare nel corso delle ultime settimane. Il gesuita e consultore del Vaticano James Martin, per esempio, ha augurato via Twitter “buon mese del Pride” alla comunità Lgbt.

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Così sono diminuiti i cattolici italiani durante l’era Bergoglio

Nel corso dell’ultimo quinquennio, i cattolici italiani sono diminuiti del 7.4%. Il sondaggio choc che racconta la crisi di fede nell’era Bergoglio

Può essere una mera coincidenza, ma più o meno da quando Jorge Mario Bergoglio è stato eletto al soglio di Pietro i cattolici, tra le persone che risiedono in Italia, risultano essere in diminuzione.

Questo, almeno, è deducibile da quanto fatto registrare da un sondaggio dell’istituto Doxa. I numeri sono eloquenti: il segno meno, rispetto all’ultimo quinquennio, va posto accanto al 7.45. L’ex arcivescovo di Buenos Aires è stato scelto in Conclave sei anni e mezzo fa. Non è detto che le motivazioni alla base di questa discesa numerica dipendano dalla pastorale del Santo Padre.

Il calo può dipendere, per esempio, dalla secolarizzazione imperante in tutto il Vecchio continente, dalla diffusione del relativismo valoriale, dalla crisi delle vocazioni, dal laicismo, dallo svutamento dei seminari e da tutti quei fattori che, secondo il punto di vista che Joseph Ratzinger espresse nel lontano 1968, avrebbero contribuito a relegare la Chiesa cattolica e i fedeli in una posizione minoritaria. Poi c’è pure chi ritiene – come il cosiddetto “fronte tradizionale” – che papa Bergoglio, spostando il baricentro del cattolicesimo nelle periferie del mondo e centrando la sua azione sui temi dei migranti e dei fenomeni migratori, abbia smesso di soddisfare una serie di bisogni identitari, che sono proprio dell’Occidente cristiano-cattolico. Il trend, che avevamo riportato già due anni fa, è stato confermato: i cattolici italiani sembrano destinati a divenire, per dirla sempre con Benedetto XVI, una “minoranza creativa” chiamata a incidere sulla realtà, partendo da una posizione diversa rispetto al recente passato.

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L’economo della FSSPX viene incardinato a Roma e vive con Bergoglio (col permesso del Superiore Generale)

L’ “Una cum” (la comunione con gli occupanti conciliari) alla fine incardina nelle diocesi moderniste…

Il sacerdote argentino don Pablo Enrique Suárez (di 52 anni) si è unito alla Chiesa di Francesco, come riferisce il vescovo Richard Williamson nella sua newsletter (1° giugno).

Suárez è stato Economo Generale della Fraternità Sacerdotale di San Pio X (FSSPX) dal 2014 al 2018. Ha lasciato la Fraternità col permesso del suo superiore, don Pagliarani.

Ora, Suárez risiede in Casa Santa Marta, dove vive lo stesso Francesco. Sarà incardinato nella diocesi romana.

L’Economo Generale supervisiona la gestione delle proprietà in tutto il mondo della Fraternità ed è parte del piccolo gruppo che vive nel quartier generale di Menzingen, Svizzera.

fonte – https://gloria.tv/article/nbpJKbGdPtXb4LyfDDveczpKQ

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Quei gesti sacri di Salvini: perché ha scelto il rosario

Salvini risponde a Padre Sorge che ha dichiarato che l’Italia “non è più cristiana perché è leghista”. E spiega: “Dietro quel Rosario sventolato ci sono dei valori, una cultura, una identità, una tradizione”

La Lega, attraverso il suo leader Matteo Salvini, sembra decisa a portare avanti, sempre più, una battaglia culturale per avvicinare dalla sua parte i fedeli meno progressisti della Chiesa Cattolica italiana.

La sfida sarà lanciata in particolare a quegli alti prelati e teologi progressisti che, radicati su ideologie piuttosto che su principi etici e morali, hanno attaccato e, nonostante la loro débâcle ideologica, presumibilmente continueranno ad attaccare personalmente Salvini e i leghisti.

L’ultima stoccata Salvini l’ha lanciata nella tarda serata di martedì 28 maggio intervistato da Nicola Porro durante uno speciale di Quarta Repubblica. Rispondendo stizzito, senza citare il nome, a quel prete che aveva dichiarato che l’Italia “non è più cristiana perché è leghista”, il vice presidente del Consiglio ha replicato: “Ma che problemi ha!”, spiegando, poco dopo, che “dietro quel Rosario sventolato ci sono dei valori, una cultura, una identità, una tradizione”.

Il riferimento, neanche tanto velato, è relativo a quanto è stato detto da Padre Bartolomeo Sorge, l’ex direttore de La Civiltà Cattolica e dell’Istituto di formazione politica “Pedro Arrupe” di Palermo che, su Twitter, ha scritto che “L’Italia è leghista, non più cristiana. Il leghista dice: ‘prima gli italiani’; il Cristiano: ‘prima gli scartati’. Né basta baciare in pubblico Gesù; l’ha già fatto anche Giuda”. Un altro gesuita, il politologo della Civiltà Cattolica padre Francesco Occhetta, a Tv2000 aveva dichiarato che l’uso di simboli religiosi durante i comizi elettorali e dopo l’esito elettorale rappresenterebbe “una dimensione sacrale legata al politeismo”, ad una “dimensione sociologica della religione ma non alla fede”.

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La Contro-Chiesa conciliare scomunica Salvini per il rosario, ma tace su croci coperte, blasfemie e resa all’islam

La Chiesa scomunica Salvini per il rosario, ma tace su croci coperte, blasfemità e resa all’islam

Sarà stato pure inelegante e un po’ forzato  il gesto di Salvini di esibire il rosario e di invocare Dio alla fine del suo comizio a Piazza del Duomo, ma il leader della Lega non ha offeso nessuno, tantomeno la Chiesa. Non si capisce quindi il perché delle scomuniche piovute sul capo del ministro dell’Interno all’indomani della manifestazione leghista a Milano, E si tratta di pronunce  di alti esponenti ecclesiatici, a partire dal segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin (il numero due  della Chiesa cattolica) e dal direttore della rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro (secondo alcuni sarebbe lo “spin doctor” di Bergoglio). O meglio, gli attacchi delle gerarchie ecclesiastiche a Salvini si capiscono benissimo se si considera la “deriva progressista”  che l’attuale Pontefice sta imprimendo al cattolicesimo e la conseguente avversione che Bergoglio stesso e gli alti prelati nutrono per la figura di Salvini e per tutto ciò che sa di sovranismo. Un’avversione peraltro esplica

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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/la-chiesa-scomunica-salvini-per-il-rosario-ma-tace-su-croci-coperte-blasfemita-e-resa-allislam/

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Italiani sempre meno credenti, aumentano gli atei e gli agnostici

Saranno anche questi i frutti della “primavera conciliare” ? (N.d.R.)

I dati emersi da un’indagine di Doxa.

Italiani sempre più atei e agnostici, mentre la religione arretra. E’ questo il quadro emerso dall’ultimo sondaggio realizzato da Doxa e anticipato oggi sul “Fatto Quotidiano”.

Secondo l’analisi condotta sulla vita “spirituale” nel nostro paese, negli ultimi cinque anni si è verificato un ridimensionamento del numero dei credenti. Un calo pari al 7%, che risulta ancor più marcato tra i giovani e nelle aree geografiche del nord.

Di conseguenza, il dato degli atei e degli agnostici è sensibilmente lievitato. Il numero di chi si professa “non credente” è passato dal 10 al 15%, con picchi del 22% tra gli under 35. Anche qui, a colpire sono le percentuali riguardanti nord est e nord ovest, dove gli atei sono quasi il 30% della popolazione.

Infine, un dato relativo ai rapporti tra Stato e religione: secondo l’83% del campione l’Italia deve rimanere un paese “laico”, con una completa separazione tra politica e confessioni religiose di ogni tipo.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/italiani-sempre-meno-credenti-aumentano-gli-atei-e-gli-agnostici/

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“Relazioni gay lecite se fedeli”. ​Così la “Contro-Chiesa” vuole sdoganare l’omosessualità

A Torino i conciliari rifanno il Catechismo. E passano dall’astensione dal peccare alla “fedeltà” sodomitica…

La diocesi di Torino “riscrive” il Catechismo aprendo all’amore fra le persone dello stesso sesso

«Arrivano i piemontesi»: a quasi 150 anni dalla conquista militare di Roma, un altro assalto parte simbolicamente da Torino alla conquista del cuore della cattolicità.

Si tratta della piena legittimazione nella Chiesa delle relazioni omosessuali, un cambiamento del Catechismo che estende i suoi effetti ben oltre la sfera sessuale.

Alla fine di aprile la diocesi di Torino ha organizzato un ritiro in convento per persone omosessuali. L’obiettivo? Dare lezioni di fedeltà. Potrebbe sembrare una cosa positiva dal punto di vista della morale cattolica, in realtà è esplosiva. «L’esperienza dell’amore fedele di Dio è un modo per mettere ordine nelle relazioni disordinate, omosessuali o eterosessuali che siano», ha spiegato il gesuita padre Pino Piva, uno dei relatori del ritiro. È la negazione di quanto affermato dal catechismo della Chiesa per cui sono proprio «gli atti omosessuali» ad essere «intrinsecamente disordinati». La fedeltà non può far diventare buono uno stile di vita intrinsecamente disordinato. In gioco non c’è il giudizio morale su certi comportamenti, ma la dottrina della Creazione e l’esistenza di un ordine naturale stabilito da Dio. Uno dei pilastri della fede.

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Torino, gay in ritiro in convento per un corso sulla fedeltà

L’iniziativa, partita un anno fa da don Gianluca Carrega, delegato ufficiale dell’arcivescovo Cesare Nosiglia per la “pastorale degli omosessuali” subì uno stop dopo le accuse di eresia arrivate dagli ecclesiastici conservatori.

Anche se con un anno di ritardo, alla fine,nella diocesi di Torino si è tenuto il tanto contestato ritiro spirituale per gay.

L’iniziativa, partita da don Gianluca Carrega, delegato ufficiale dell’arcivescovo Cesare Nosiglia per la “pastorale degli omosessuali” subì uno stop dopo le accuse di eresia arrivate dagli ecclesiastici conservatori.

Quest’anno il ritiro sulla “fedeltà di Dio come fondamento della fedeltà nei rapporti umani”, aperto a una quarantina di single, gay e lesbiche, è stato organizzato in “segreto” ma seguendo lo stesso programma stabilito un anno fa.“Un ritiro quaresimale sull’amore, per convertirci all’amore, oggi quantomai necessario non solo per le persone omosessuali, ma anche per gli etero“, spiegava su Avvenire il gesuita Pino Piva che vi ha partecipato. Al ritiro era presente anche l’attivista gay Massimo Battaglia che al quotidiano La Stampa ha detto: “Nella Bibbia si racconta dell’amore omosessuale tra Davide e Gionata, siamo partiti anche da lì nelle nostre riflessioni” e ha aggiunto:“È stata una bella sorpresa: oltre ad ospitarci, le suore hanno partecipato agli incontri con noi”. Il ritiro non aveva intenti moralistici ma intendeva spiegare che“Dio è fedele, continua a fidarsi dell’uomo, dunque anche i rapporti umani, dall’amicizia all’amore, meritano fedeltà e rispetto”. “In tanti nella Chiesa sentono l’esigenza di aggiornare la dottrina, ma è un ambiente più aperto di altri”, ha sottolineato Battaglio che chiede “non solo apertura ma anche rispetto”. “Quando ci troviamo tra gay credenti diamo per scontato che l’amore gay è amore. E l’amore, nel cristianesimo, è l’essenza”, conclude l’attivista.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/torino-gay-ritiro-convento-corso-sulla-fedelt-1686139.html?mobile_detect=false

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