Archivio per la categoria Politica

I casi Diciotti e Renzi lo dimostrano: comanda la magistratura

 In questi giorni stavo sfogliando i quotidiani degli anni Ottanta. È cambiato quasi tutto, tranne una cosa: la potenza della magistratura nel dettare l’agenda politica o agenda setting, come dicono gli «esperti». Certo, allora si trattava solo di qualche arresto di amministratori locali (ovviamente dei partiti di governo) il giorno prima delle elezioni o di scontri tra il presidente Cossiga e il Csm. Niente rispetto a quello che sarebbe accaduto dopo. Ma era già visibile il disegno e già percepibile la tentazione.

Sono passati più di trent’anni e siamo ancora qui, a confrontarci con quello che, parafrasando De Gasperi, potremmo chiamare il «quarto partito», quello della magistratura che, ad ogni snodo, si esprime, sconvolge i piani degli uni e degli altri: in ogni caso plasma il corpo della Repubblica.

Simbolicamente la giornata del 18 febbraio è stata l’apoteosi del trionfo del «quarto partito»: la votazione nella piattaforma Rousseau sul caso Diciotti, che ha spaccato il principale attore della coalizione di governo (e ora vedremo nel voto reale, quello dell’aula). E, nel frattempo, l’arresto dei genitori di Renzi, cioè di colui che stava per rientrare in scena, ammesso ne fosse mai uscito, sia nelle primarie del Pd che nel quadro più generale. Prosegui la lettura »

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Ora Salvini può vincere le Politiche

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero, 12/02/2019

L’affermazione della Lega in Abruzzo come primo partito della coalizione di centrodestra era data per scontata, ma solo Paolo Becchi, sulle colonne di questo giornale, aveva intuito che la Lega da sola sarebbe diventata il primo partito delle Regione superando il Movimento 5 stelle. Il valore politico di queste regionali è pertanto nazionale.

Non è rilevante la semplice consacrazione di Salvini come leader indiscusso della coalizione di centrodestra. Il dato saliente è un altro: se in Abruzzo la Lega sfiora da sola il 30%, a livello nazionale non può non avere almeno il 38-40%. Quella soglia che grazie ai meccanismi della legge elettorale, il Rosatellum, consente di vincere le elezioni politiche.

E qui si aprono scenari molto concreti. Berlusconi se in una terra amica come l’Abruzzo non raggiunge, come pare, le due cifre e si ferma sotto il 10% è destinato ad estinguersi con il suo partito o comunque diventa irrilevante per il nuovo progetto politico di Salvini. Berlusconi non può nemmeno dire di aver fatto vincere un suo candidato in Abruzzo, perché il Presidente vincente è di Fratelli d’Italia. Forza Italia, a parte la Liguria con un Toti peraltro molto vicino alla Lega, non controlla più nessuna Regione. Tutto è cambiato anche rispetto alle elezioni regionali in Molise e in Friuli di dieci mesi fa, dove Forza Italia superò almeno al Sud la Lega, la quale ora ottiene addirittura più voti di quelli che un tempo prendeva Berlusconi. Prosegui la lettura »

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Se Salvini vince in Abruzzo nessuno lo ferma più

di Paolo Becchi su Libero, 07/01/2019


Domenica si vota in Abruzzo. Una Regione con quasi un milione e mezzo di abitanti, centrale dal punto di vista geografico ma economicamente molto legata all’Italia meridionale. Le votazioni in questa Regione sono il primo vero test elettorale dopo le elezioni politiche. E questo spiega perché Centrodestra, Centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle diano così tanto peso a queste elezioni.

Che cosa è veramente in gioco? Che cosa spinge in particolare Matteo Salvini ad andare ben sette volte in questa Regione ed ora, già presente sul territorio, a fermarsi lì sino a un giorno prima del voto? Che cosa spinge Berlusconi a scendere anche lui nella Regione per partecipare (oggi a Pescara) a un evento e con Salvini e Meloni e farsi una foto insieme?

Partiamo da questa ultima domanda che è la più semplice. È ovvio, Berlusconi vuol dare l’impressione che nulla sia cambiato, che il Centrodestra è sempre quello di un tempo e che vince quando è unito. Parole. In realtà Berlusconi si è mosso perché se Forza Italia in queste elezioni regionali finisce sotto la soglia del 10% questo vuol dire che il processo di esaurimento del suo partito è ormai irreversibile. I sondaggi gli dicono che potrebbe anche farcela a sfiorare quella soglia ed è per questo che Berlusconi ha deciso di partecipare alla chiusura della campagna elettorale. Ma questo sarà eventualmente solo un piccolo segnale di vita del suo partito. Salvini può aspirare a portare le Lega oltre il 25% dei consensi e quindi ormai il confronto con Berlusconi non esiste più. Berlusconi cerca solo di salvare la faccia. Prosegui la lettura »

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Arresto di Battisti: Salvini e Bonafede indagati

 

Il 14 gennaio scorso con un volo proveniente da Santa Cruz, in Bolivia, atterrava nello scalo romano di Ciampino, dopo 40 anni di fuga, l’ex terrorista Cesare Battisti. Ad attenderlo in pista c’erano il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini  con la divisa della Polizia e il ministro della Giustizia Alfonso Bonfede. Successivamente c’era stata la pubblicazione di un video, postato dal Guardasigilli su Facebook, che mostrava i momenti salienti della presa in consegna di Battisti da parte della Polizia penitenziaria con tanto di musichetta di sottofondo. Al vespaio di polemiche che ne seguirono oggi si aggiunge una notizia della quale da almeno una settimana sono a conoscenza sia il ministro Salvini che il ministro Bonafede e cioè che per il loro comportamento, a seguito di una denuncia, è stato aperto un fascicolo presso la Procura di Roma, che ha deciso di fare domanda di archiviazione depositandola presso il Tribunale dei ministri, che potrebbe come sappiamo, anche respingerla. Secondo la Procura di Roma Bonafede e in concorso con lui Salvini, avrebbe violato la legge per la mancata adozione delle opportune cautele dirette a proteggere le persone in arresto dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità. A mettere nei guai il ministro della Giustizia sarebbe stato proprio questo video  in cui Battisti veniva mostrato nel passaggio e nella consegna tra le varie forze dell’ordine. Tuttavia per i magistrati romani il fatto non costituisce reato perché mancherebbe il dolo e il vantaggio patrimoniale. Ora la palla passa al Tribunale dei ministri.

www.ilgiornale.it

Certa Magistratura, di fatto, sta aiutando la campagna elettorale di Salvini per le europee di Maggio…(n.d.r.)

FONTE – http://www.imolaoggi.it/2019/02/06/arresto-di-battisti-salvini-e-bonafede-indagati/

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Poltiche gender, il Comune di Treviso si sfila dalla rete Ready

Segnalazione di Nicola Pasqualato

In Giunta Comunale è stato definito il recesso dalla “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere”.
TREVISO. Con una delibera della Giunta Comunale è stato definito il recesso dalla “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere”.

Ecco la nota con cui il Comune di Treviso ha annunciato l’addio alla rete Ready: “L’adesione a RE.A.DY era stata definita nel 2014 portando una serie di impegni e interventi vincolanti, anche sotto il profilo amministrativo, per il Comune di Treviso per la diffusione – anche nelle scuole – delle tematiche attinenti, fra le altre cose, al mondo gender.

L’attuale Amministrazione, nell’orbita di un complessivo riesame del complesso delle politiche comunali – e, in via generale, relative ai temi della inclusione sociale, delle pari opportunità e non discriminazione per un equo bilanciamento delle iniziative a tutela delle varie istanze – intende infatti puntare sulla famiglia e sulla scuola quali strumenti adeguati e sufficienti a trasmettere i valori del rispetto e della diversità di genere.

La Regione Veneto, inoltre, garantisce già – attraverso organi qualificati – la tutela anche legale contro le
discriminazioni. Con legge regionale del 24 dicembre 2013 n. 37 è stato infatti istituito il Garante regionale dei diritti della persona, al quale sono state attribuite funzioni di attività di informazioni e assistenza alle vittime di atti di discriminazione, segnalazione di violazioni e raccolta dati di interesse sulle fenomenologie attinenti alla discriminazione, in collaborazione con le strutture competenti della Regione”.

fonte – https://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2019/02/01/news/poltiche-gender-il-comune-di-treviso-si-sfila-dalla-rete-ready-1.30020317

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Norvegia, i cristiani entrano nel governo: “Ora priorità ai temi etici”

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Si sono conclusi il 17 gennaio scorso in Norvegia i negoziati che hanno portato alla nuova coalizione di governo, la prima a maggioranza non socialista dal 1985. La coalizione con a capo il Primo Ministro Erna Solberg è composta dai tre partiti già presenti nel precedente governo, il partito conservatore Høyre (H), il conservatore-liberale Fremskrittspartiet (Frp), il partito social-liberale Venstre (V) e dal Partito Popolare Cristiano (KrF), da poco entrato a farne parte.

Il nuovo governo ha presentato ai cittadini norvegesi la Dichiarazione Granavolden, dal nome dell’hotel in cui è stata redatta e presentata, ovverosia un documento comune contenente il programma di governo, frutto di negoziati complessi e carichi di tensione, in particolare sui temi dell’immigrazione, clima e aborto.

Proprio su quest’ultima tematica, fondamentale per il partito Popolare Cristiano (KrF) che ha al centro della sua politica l’inviolabilità della dignità umana, il Premier Solberg aveva aperto alla possibilità di cambiare la legislazione sull’aborto. Le richieste del partito Popolare Cristiano, poste come condizione per l’ingresso nella coalizione di governo, erano due: la cancellazione del paragrafo 2c della legge sull’aborto che consente l’aborto selettivo oltre la dodicesima settimana e il divieto dell’embrioriduzione. Prosegui la lettura »

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“Viaggio, vitto e alloggio per votare Della Vedova”: è polemica su +Europa

Scoppia la polemica dopo le dichiarazioni di alcuni “trasfertisti” del voto per la segreteria di partito: “Non ho mai la possibilità di fare questi viaggi, con pullman e albergo pagati, mi sono divertito. Spero che la prossima volta mi diano anche i soldi”, commenta il signor Giovanni

Stanno iniziando a fare sempre più rumore le indiscrezioni che arrivano dal “dietro le quinte” delle elezioni del nuovo segretario della coalizione “+Europa”. E’ “Tpi” a riportare le dichiarazioni di alcuni partecipanti al congresso, che si è svolto a Milano nelle giornate del 25, 26 e 27 gennaio. Parole che non possono non lasciare a bocca aperta chiunque abbia udito il loro contenuto.

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Il Senato neghi autorizzazione a procedere

“Dopo aver riflettuto a lungo, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata”. La versione di Matteo Salvini sul caso Diciotti è affidata ad una lettera al Corriere della Sera. Salvini parla di numeri, dei traguardi del governo. Parla della diminuzione degli sbarchi, dei morti in mare, dei rimpatri e del calo degli “immigrati in accoglienza”. Tutti numeri che certificano il suo lavoro da Ministro dell’interno. La premessa è obbligatoria in quanto la difesa di Salvini segue proprio questo filo. Si appella “all’articolo 9 comma terzo, della legge costituzionale n 1/1989” quando chiede che il Senato neghi l’autorizzazione dei magistrati a procedere, in quanto il ministro ha agito per “la tutela di un interesse dello Stato costituzionale”. La contestazione dei magistrati siciliani è quella di “sequestro di persona aggravato”. Nulla di personale.

Non c’entra la mia persona. Innanzitutto il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico, posto a fondamento di precise disposizioni(…) In secondo luogo ci sono precise considerazioni politiche.

La giustificazione è che il governo stesso abbia agito per verificare come poter ripartire gli “immigrati a bordo della nave Diciotti”, quindi in norma con l’articolo 79 del Trattato sul funzionamento dell’Unione e in linea con quanto concluso dal Consiglio europeo del 28 giugno 2018. La difesa è incentrata dunque sui doveri da ministro dell’Interno, lavoro figlio delle promesse fatte in campagna elettorale. Il succo è chiaro. Il Senato neghi l’autorizzazione ai magistrati, anche perché Salvini non si pente di nulla.

“Non rinnego nulla e non fuggo dalle mie responsabilità di ministro. Sono convinto di aver agito sempre nell’interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo”.

fonte – https://www.huffingtonpost.it/2019/01/29/il-senato-neghi-lautorizzazione-a-procedere_a_23655630/?ref=fbph&ncid=fcbklnkithpmg00000001

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Discredito

Discreditodi Andrea Zhok

Fonte: Appello al Popolo

Alle volte, di fronte allo sconcerto di amici europeisti per la ‘rozzezza istituzionale’ dei ‘populisti’ (non solo in Italia), mi chiedo cosa si aspettassero. Per anni e anni siamo andati avanti in Europa con una (sedicente) ‘avanguardia tecnocratica’, sottratta ad ogni dibattito pubblico e ad ogni controllo democratico, che ha utilizzato i propri agganci tra le élite cosmopolite per pubblicizzare nei singoli paesi il Grande Progetto Europeo come un progetto di ricchezza e fratellanza comune. ”Fidatevi”. Poi, alla prima difficoltà seria, si è vista una corsa di ciascuno al salvataggio dei propri patrimoni (ad esempio il salvataggio delle banche francesi e tedesche a spese della Grecia), uno scatenarsi di regole asimmetriche valutate arbitrariamente (aiuti di stato, surplus commerciali, procedure di infrazione, ecc.), una rincorsa alla colpevolizzazione del vicino nella più completa ignoranza delle realtà altrui, un’esplosione di ricatti, condizionalità, minacce, e il tutto abbinato ad un impoverimento di ampli strati della popolazione. In sintesi: Prosegui la lettura »

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Salvini, è un processo politico, il Parlamento deve dare una risposta politica

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero, 25/01/2019


Non accade mai, ma se ti chiami Matteo Salvini può succedere. Ogni volta che la Procura della Repubblica (la magistratura inquirente) chiede l’archiviazione nei confronti dell’indagato, quasi sempre il Tribunale (la magistratura giudicante) dispone l’archiviazione. È raro che un Tribunale faccia di testa sua. Ma se di mezzo c’è Salvini, che tra le altre cose ha svuotato la mangiatoia ai molti che lucrano sull’immigrazione, allora la magistratura si sente in “dovere” di processarlo. Vediamo cosa può succedere adesso.

Il Tribunale dei Ministri, competente per i reati ministeriali (cioè commessi dai membri del governo nell’esercizio delle loro funzioni), giudica solo nella fase delle indagini preliminari (quelle attuali). Dopo di che, una volta che si è deciso di fare il processo, gli atti dal Tribunale dei Ministri passano alla presidenza della camera di appartenenza del ministro indagato, nel caso di Salvini il Senato. A quel punto la Giunta per le autorizzazioni a procedere, presa una decisione, dovrà poi trasmetterla all’aula per il voto finale, che dovrà arrivare entro il termine di due mesi. Se l’aula del Senato respinge la richiesta a maggioranza assoluta, il processo non avrà luogo. In caso contrario il ministro sarà processato non più dal Tribunale dei Ministri bensì da quello ordinario, co- me se si trattasse di un comune delinquente. Prosegui la lettura »

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