Archivio per la categoria Politica

Manovra, senti chi piange

Visualizza immagine di origineZuppa di Porro: rassegna stampa del 23 dicembre 2018

00:00 Manovra, partiamo dalla forma: Daniele Capezzone ci ricorda alla grande (sulla Verità) perché il pianto della Bonino e le lamentele di Napolitano e Monti sono ridicoli.

05:03 Manovra, passiamo ai contenuti: fa schifo ma non peggio di quelle passate almeno a vedere il modo in cui è stata approvata. Sallusti scopre che il saldo e stralcio, cioè il nuovo condono inserito in finanziaria, aiuterà papà Di Maio. Si litiga sugli NCC. Interessante la flat tax al 7% di Bagnai sui pensionati che ritornano in Italia, ma solo nei paesi al di sotto delle ventimila persone. Disastro ecotassa. Si riducono gli investimenti. Male. Prosegui la lettura »

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Teramo: nel silenzio del centrodestra il comune approva la consulta gender

articolo di Pietro Ferrari pubblicato su “Il Primato Nazionale”

Teramo, 5 nov – I temi cosiddetti ‘etici’ sono sempre più irrilevanti nelle campagne elettorali e molto sfumati nei programmi politici dei vari schieramenti, fatta eccezione per minoranze agguerrite e disposte a tutto pur di trasformare la società italiana. Eppure, almeno come slogan urlato o come dichiarazione di intenti generica, per accontentare una parte dell’elettorato sensibile a questi argomenti il cosiddetto centrodestra si presenta ancora come difensore dell’idea della ‘famiglia tradizionale’.

Tutto questo, tuttavia, costituisce una vera frode politica, come dimostrano i recenti fatti avvenuti a Teramo. Già nel marzo 2016 il consiglio comunale della città abruzzese, allora con maggioranza proprio di centrodestra, aveva bocciato un ordine del giorno contro la diffusione dell’ideologia del gender. Prosegui la lettura »

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Cercasi crisi disperatamente

pietrangelo-buttafuoco di Pietrangelo Buttafuoco 

Fonte: Pietrangelo Buttafuoco

Se avessero fatto il governo col Pd invece che con Matteo Salvini, i Cinquestelle – oggi – non sarebbero la sciagura raccontata ogni giorno dalla macchina dell’informazione: non sbaglierebbero i congiuntivi, la deputata sarda insultata al supermercato avrebbe la scorta come neppure un Saviano, nessuno si sognerebbe di indagare sulla piscina smontabile di Luigi di Maio, tanto meno ci sarebbe da spulciare sui lavoratori pagati in nero nell’azienda del padre di quest’ultimo (o come in quella del mitico e simpaticissimo Vittorio Di Battista: pure questa dovevamo sentire…).
Se invece che con la Lega, oggi, a far da tutor ai ragazzi di Beppe Grillo al governo ci fossero i luminosi eredi del fu Partito comunista – felicemente saldati ai vecchi poteri culturali, strategici e finanziari – non ronzerebbe una mosca intorno alla manovra. Il Corriere della Sera, con Giavazzi & Alesina, la troverebbe impeccabile. E così anche Repubblica, e La Stampa perfino: degna di Gianni Agnelli, buonanima. Prosegui la lettura »

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Chiude il simbolo della “mala accoglienza”. Via da Conetta gli ultimi 70 immigrati

Il centro fu teatro di scandali e rivolte. La base militare torna al demanio.

Via gli ultimi profughi da Conetta. Poi qui chiude tutto. Insomma Conetta chiude. Chiude, ed è un’epoca che finisce, dopo rivolte, proteste, risse, migranti arrabbiati, letti accatastati, falò, prefetti impauriti, sindaci furiosi, sporcizia e sudiciume ovunque.

Era il 24 luglio di tre anni fa. Quando Conetta, frazione di Cona, nel veneziano, di appena 197 abitanti, cominciò a ospitare i migranti. Si partì con 50 richiedenti asilo. Poi si salì a 144 ma nel giro di un anno le cifre quintuplicarono. Ammassati dentro a delle tende da circo, dove la cooperativa che li ha ospitati ci ha fatto i soldi a palate, ad aprile 2016 erano quasi 700, a settembre 900 e a marzo 2017, 1500. Ma ci sono stati periodi in cui Conetta ha conosciuto un ammasso di oltre 1600 migranti. E 1600, in un paese di 197 anime che ancora scandisce il giorno con il far del sole e il canto del gallo, sono decisamente troppi. Prosegui la lettura »

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Manovra, Ue non avvierà niente procedura di infrazione. Conte: «Non abbiamo ceduto»

Manovra, niente procedura di infrazione. Mattarella: «Risposte durature e non emotive»La decisione momentanea della Commissione Ue, che tornerà a fare il punto a gennaio. Dombrovskis: «Sforzo aggiuntivo di 10 miliardi». Conte: «Non abbiamo ceduto sui contenuti»

di Paolo Decrestina

Dopo tre mesi, le trattative hanno portato al risultato sperato: nessuna procedura d’infrazione. L’Europa, per ora, ci risparmia e non prende provvedimenti per debito eccessivo contro l’Italia. Ma la soluzione, assicurano da Bruxelles, non è certo «ideale», perché «non dà una soluzione a lungo termine per i problemi economici italiani». Insomma «ci consente di evitare per ora di aprire una procedura per debito, posto che le misure negoziate siano attuate pienamente», ha detto chiaramente il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, secondo cui «le misure addizionali trovate dall’Italia ammontano a 10,25 miliardi». Un accordo benedetto dal capo dello Stato: «Pur tra evidenti difficoltà – ha detto Sergio Mattarella parlando al Quirinale – va evitato il rischio di un cortocircuito tra l’urgenza di fornire risposte veloci, sollecitate dal disorientamento e dall’emotività, e la necessità di tempi più lunghi necessari alla definizione di soluzioni, efficaci, durature e sostenibili».

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La metapolitica non è una strategia

La destra ha 50 anni ma è ancora Nuova

Il movimento fondato da De Benoist ha previsto populismo, ritorno dell’identità e crisi finanziaria

di Stenio Solinas

Mezzo secolo di un movimento di idee è un arco di tempo significativo e il retrocedere negli anni fino appunto al Maggio Sessantotto per raccontarne non l’altra faccia, quanto la nuova e diversa che in esso si palesava, la «Nouvelle Droite» di Alain de Benoist e del suo Grece (Groupement de Recherches et d’Etudes pour la civilisation Européenne), può assumere il sapore provocatorio di una nemesi, così come quello di un’indebita appropriazione.

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The Guardian: lo spietato trattamento europeo dell’Italia non fa che rafforzare il risentimento popolare

theguardian

Francia e Germania violano spesso le regole dell’eurozona, mentre i poveri in Italia ne pagano il prezzo

Domenica 16 Dicembre

Lo stallo con i funzionari europei. Ministri che volano a Bruxelles per negoziare un accordo d’ultimo minuto. Grida di tradimento a casa. Oscuri avvertimenti di calamità economiche e di agitazione sociale.

No, non è il serial della Brexit a Westminster ma la crisi europea che tutti sembrano avere dimenticato: il confronto tra Bruxelles e Roma sul bilancio italiano. Prosegui la lettura »

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Il controgoverno

LA LISTA DI TUTTI I “MINISTRI” DEL CONTROGOVERNO CHE INTRALCIANO LE POLITICHE DI LEGA E M5S
Claudio Antonelli per “la Verità”

Leggi l’articolo su:MAURIZIO BLONDET

Fonte:https://www.maurizioblondet.it/il-controgoverno/

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I populisti discesi dai Monti

di Marcello Veneziani

Egrego Professor Monti, senatore a vita e presidente a morte, ed egregi esponenti del Fronte Impopolare che sbavate nell’attesa di vedere Salvini e Di Maio in ginocchio da Juncker e da Moscovici, non vi chiedo di convertirvi alle ragioni della sovranità popolare e nazionale. Ci mancherebbe. Ognuno faccia la sua parte e sostenga le sue posizioni fino in fondo. Ma il vostro problema è stato ed è ancora proprio quello, che non siete stati capaci di portare fino in fondo i vostri propositi. Quando eravate voi al governo, nessuno s’aspettava redditi di cittadinanza, elargizioni pop, pensioni a quota 100 e condoni a gogò. Ma ci aspettavamo che forti della vostra indipendenza dall’elettorato e dalla politica, dai partiti e dai sondaggi, voi metteste mano a una drastica bonifica del nostro sistema. In che senso? Tagliando davvero i rami secchi e gli sprechi, sopprimendo le mance e le regalie politiche, dismettendo, potando le amministrazioni pubbliche, facendo davvero una ristrutturazione dello stato, una grande riforma. Per esempio, lo spreco assoluto e primario in Italia sono le regioni ma i politici non le toccheranno mai perché sono posti e potere; avete mai studiato e tentato l’ipotesi di abolirle? Avete mai provato a dimezzare i costi dei Palazzi, dal Quirinale al Parlamento, il loro personale, scorte incluse? Prosegui la lettura »

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Salvini ha deciso di abbandonare la lotta contro l’euro o si tratta solo di una mossa tattica?

di Paolo Becchi

A maggio si vota per il rinnovo del Parlamento europeo. Salvini ha di recente smussato i toni della polemica contro la Ue e delle critiche radicali sull’euro di cinque anni fa oggi non è rimasto molto, anzi nulla. Certo, quando si è al governo bisogna essere prudenti e soprattutto in questa fase di confronto con la Commissione europea è meglio evitare di parlare della moneta unica per non dare in pasto al mainstream la scusa dell’eventuale impennata dello spread.

Per le elezioni europee Salvini però non dovrebbe fare campagna elettorale da vicepremier e ministro, bensì da leader del partito politico che potrebbe addirittura affermarsi quale prima forza del Paese. E a proposito delle elezioni europee vogliamo porre la questione: Salvini ha deciso definitivamente di abbandonare il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro, lasciando la lotta per il recupero della sovranità monetaria a Fratelli d’Italia, CasaPound e sovranisti vari sull’orlo di una crisi di nervi? O si tratta solo di un mero e momentaneo ripiegamento tattico? Prosegui la lettura »

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