Archivio per la categoria populismo

Sovranista, contro immigrazione e gender: Izabella, l’«anti-Greta» di cui nessuno parla

Stoccolma, 24 mar – Tempi duri, molto duri per i politicamente scorretti. Del resto, professarsi anti mainstream e dissidenti rispetto alla dittatura del pensiero unico, pone automaticamente in una posizione scomoda lontana anni luce dalla “comfort zone” della propaganda buonista.

Emblema quanto mai attuale è il “fenomeno Greta“: nuovo prezzemolo mediatico spolverato nel pentolone del politicamente corretto (e corrotto). Che Greta Thunberg sia una pedina, la punta dell’iceberg di qualcosa di ben più grande di lei è un dato di fatto: dal libro già scritto alla viralità di ogni sua apparizione (ed epic fail non proprio ambientalista), il copione è  già bello che pronto. Per essere letto, interpretato e assimilato come vero dai creduloni ignari persino di cosa sia il buco nell’ozono. Prosegui la lettura »

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Orban dice no al multiculturalismo: “Abbiamo bisogno di bambini ungheresi, non di immigrati”

Budapest, 16 mar – “Frangar non flectar”, anzi: Viktor Orban né si piega e né si spezza di fronte alle minacce dell’Ue e alla schiera di oppositori da che sempre gli fanno guerra. Una guerra inutile, patetica: il primo ministro ungherese non cede di un millimetro e porta avanti le istanze in favore del proprio Paese.

“L’Ungheria ha diritto di difendere i suoi confini”

Ad avvalorare ciò, ribadendo passaggi fondamentali della propria costituzione, è lo stesso Orban in un’intervista rilasciata a cnsnews.com: “l’Ungheria ha radici cristiane. Qui non c’è posto per il multiculturalismo  – esordisce perentorio – un bambino ha il diritto di avere una madre e un padre, la nostra nazione ha il diritto di difendere i suoi confini – che sono anche i confini dell’Unione europea”.

Il primo ministro non parla solo di “minaccia islamista”, ma affronta anche il tema della famiglia e del preoccupante calo demografico che l’Unione Europea  intende “risolvere” riaprendo le porte ai migranti: per la serie “sostituzione etnica in corso”. Un piano machiavellico ulteriormente smascherato dalla campagna denigratoria avviata da Orban e i suoi: “Hai anche il diritto di sapere cosa sta progettando Bruxelles” è uno slogan che ben poco lascia all’immaginazione.

Bambini ungheresi, non immigrati

Soros e Juncker, i nemici supremi: specie il primo, che è considerato “un complice della migrazione illegale in Europa”. Ma con buona pace dei nemici, il governo ungherese prosegue con le sue politiche volte alla salvaguardia e crescita della sola famiglia possibile: quella orgogliosamente tradizionale.

“Il numero di bambini in Europa sta diminuendo – prosegue – la migrazione è la risposta dell’Occidente a questa catastrofe, loro vogliono invitare quanti più migranti quanti sono i figli che sarebbero potuti nascere in modo che le cifre coincidano. Noi ungheresi abbiamo una mentalità diversa: abbiamo bisogno di bambini ungheresi invece di migranti, la migrazione nel nostro caso significa capitolazione”. Prosegui la lettura »

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Parla il padre dei sovranisti: “Ecco come andranno le europee”

Parlare di Europa con Václav Klaus significa confrontarsi con chi il continente l’ha visto diviso, frammentato, depredato dalle ideologie del Novecento e infine riunito sotto quella bandiera che ha criticato fin dal primo momento. Da quando, cioè, ha iniziato a gettare il seme dell’euroscetticismo, sia da primo ministro cecoslovacco che da presidente della Repubblica Ceca (dal 2003 al 2013). Il …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/parla-il-padre-dei-sovranisti-ecco-come-andranno-le-europee/

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Gli intellettuali sovranisti? Sono gli esclusi dall’élite precedente

di Paolo Mossetti

Fonte: Esquire

Non è vero che il sovranismo non ha intellettuali. Anzi, conta su parecchi eruditi che hanno avuto poca fortuna con l’élite precedente.

Un’alleanza culturalmente reazionaria, ammiccante all’estremismo di destra e agli incolti. Un’espressione perfetta delle campagne, delle periferie e dei piccoli centri urbani. Un forza che privilegia la semplicità di pensiero, la praticità e la comunicazione alla pancia degli elettori, anche a discapito dei fatti, della logica e della verità. Una casa politica per razzisti, provinciali e superstiziosi. Il governo Lega-5 stelle viene abitualmente descritto, insomma, come anti-intellettuale.
Da parte loro, i nazional-populisti ce la mettono tutta per confermare questa immagine. “Salvini contro gli intellettuali” è il titolo di una trasmissione televisiva del marzo del 2016, in cui il futuro ministro dell’Interno si confrontava con il filosofo Umberto Galimberti e con lo scrittore Antonio Pennacchi. Nell’estate del 2018 lo stesso Salvini rispondeva dileggiando, in un post su Facebook, “gli intellettuali anti-razzisti e anti-Salvini” che avevano firmato un appello per aprire i porti ai migranti. Sulla sponda 5 stelle, Alessandro Di Battista aveva parlato di intellettuali “falce e cachemire” per rispondere alle critiche di chi gli rinfacciava la decisione di formare un governo con la Lega. Cinque anni prima, quando si era affacciata l’ipotesi remota di un governo tra 5 stelle e Pd, il suo capo e garante politico, Beppe Grillo, aveva reagito parodiando sul blog una vecchia canzone di Giorgio Gaber, che recita: “Gli intellettuali sono razionali / lucidi imparziali sempre concettuali / sono esistenziali molto sostanziali / sovrastrutturali e decisionali”. Prosegui la lettura »

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L’ascesa irresistibile dei sovranisti. Sono loro a decidere le sorti dell’Europa

I partiti sovranisti già decidono le sorti dell’Unione europea. E a cento giorni dalle elezioni europee, quello che è certo che questi movimenti hanno già un ruolo fondamentale nel panorama politico del Vecchio Continente. In attesa di una tornata elettorale che appare ormai chiaro che rappresenterà la certificazione d una scalata di questi partiti. Che ormai rappresentano una realtà radicata nel quadro istituzionale del continente.

Elezioni europee che sicuramente amplieranno un ruolo che questi partiti già hanno. Come ha scritto Il Sole 24 Ore, “sono ormai 11 i governi dell’Unione europea sostenuti da una maggioranza di cui fanno parte movimenti sovranisti, anti-sistema o semplicemente euroscettici”. Dopo Italia, Austria, Polonia, Ungheria, Bulgaria, Finlandia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Grecia e Romania, anche la Lettonia entra nel novero dei governi sostenuti da ua forze non tradizionale. Il nuovo esecutivo, guidato da Arturs Krišjānis Kariņš, è sostenuto infatti da cinque partiti, tra i quali figura il Kpv Lv, una sigla fortemente eurocritica.

Con queste promesse, è ormai chiaro che i partiti sovranisti hanno già ottenuto una parte fondamentale nel processo decisionale dell’Unione europea. E o dimostra anche il fatto che questi movimenti non sono uniti tutti i un unico grande blocco elettorale, ma sono sparsi in quattro partiti attualmente presenti nell’Europarlamento. I partiti critici verso l’attuale sistema dell’Unione europea sono infatti presenti nel Partito popolare europeo (dove è presente il Fidesz di Viktor Orbán o lo stesso Sebastian Kurz), l’Europa delle Nazioni e delle Libertà (dove ci sono Lega e Rassemblement National), i conservatori dei Ecr, dominati dai polacchi del Pis, e l’Europa della libertà e della democrazia diretta, dove, oltre al Movimento 5 Stelle, c’è soprattutto l’Alternative für Deutschland. Prosegui la lettura »

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Soros all’attacco di Salvini: ormai è guerra aperta alla Lega

Soros all'attacco di Salvini: ormai è guerra aperta alla LegaGeorge Soros scende in campo contro Lega e 5Stelle

 “L’Europa sta marciando, nel sonno, verso l’oblio e gli europei è bene che si sveglino prima che sia troppo tardi”. Gerorge Soros parla della situazione italiana: “L’Unione europea ha commesso un errore fatale con il Trattato di Dublino, che ha condotto l’elettorato italiano prevalentemente favorevole all’Unione europea e all’immigrazione a gettarsi nelle braccia della Lega, partito antieuropeista, e del Movimento 5 Stelle. A ciò si aggiunge lo scompiglio in cui si trova il Partito democratico, che ha portato gli europeisti a non avere alcun partito per cui votare

fonte – http://www.affaritaliani.it/politica/palazzo-potere/soros-all-attacco-di-salvini-ormai-e-guerra-aperta-alla-lega-587784.html?ref=rss&utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

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Ora l’alleanza dei populisti d’Europa

Ora l’alleanza dei populisti d’Europa

Fonte: La Verità

L’ultimo è stato l’attentatore di Strasburgo. La Francia è piena di immigrati di nuova generazione che, pur essendo legalmente cittadini, odiano il loro Paese.
«Sì, ci sono molti giovani, francesi a tutti gli effetti, che non si sentono francesi. Pensano che, quali che siano i loro sforzi per integrarsi, saranno sempre considerati cittadini di serie B».
E sparano sulla folla?
«Diciamo che, per compensazio- ne, si mettono a fantasticare sull’i- dentità culturale dei loro genitori e nonni, che però hanno a loro volta ormai perduto».
Quindi?
«Quindi vivono un profondo ma- lessere identitario, che li rende vul- nerabili alla propaganda».
Il fondamentalismo islamico sfrutta questi vuoti d’identità?
«In alcune zone, la comunità musulmana ha già cominciato a er- gersi come una sorta
di “controsocietà”».

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L’Italia ha fermato i migranti

Le rotte dei migranti stanno cambiando. E questo cambia non solo il Mediterraneo ma anche l’Europa, con effetti non indifferenti sulle prospettive politiche del Vecchio Continente.

I dati che arrivano dalle organizzazioni internazionali e da Frontex danno un quadro chiaro di come si stiano orientando i flussi migratori dall’Africa e dal Medio Oriente verso l’Europa. Ed è fondamentale capire come si stiano rimodulando le rotte anche per capire come si orienteranno i Paesi di approdo, vecchi ma anche nuovi.

I dati forniti da Frontex sono, sotto certi aspetti, inequivocabili. Nel 2018 è stato registrato un calo di circa il 25% degli attraversamenti illegali dei confini esterni dell’Unione europea, spiega l’agenzia. Il numero di immigranti entrati clandestinamente in territorio europeo è stimato intorno alle 150mila unità: il numero più basso degli ultimi cinque anni e con un calo del 92% rispetto al 2015, nel picco della crisi migratoria.

L’Italia ha chiuso la rotta del Mediterraneo centrale

L’agenzia Frontex segnala poi un fattore estremamente rilevante. Nel report, si spiega come la riduzione sia dovuta “al forte calo nel numero di migranti che scelgono la rotta del Mediterraneo centrale verso l’Italia. Il numero di rilevamenti di attraversamenti irregolari su questa rotta è sceso dell’80% rispetto al 2017, a poco più di 23mila“.

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Voglio essere il Soros sovranista”: Steve Bannon è pronto per le Europee

Washington, 31 dic – In vista delle Europee di maggio, Steve Bannon ha già cominciato a muovere le sue pedine. Con il suo The Movement, una sorta di «Internazionale populista», l’ex stratega di Trump vuole infatti offrire assistenza a tutti quei partiti sovranisti che intendono ribellarsi alla burocrazia di Bruxelles. E Bannon ha un modello del tutto singolare: «Soros e gli altri formano persone orientate all’azione. Uso Soros come modello per molte cose e anche per The Movement. Sono al 100% contrario alla sua ideologia, ma ammiro sempre chi ottiene risultati. Una delle cose in cui dobbiamo applicarci per contrastarli è: fare, non solo parlare», ha dichiarato Bannon in un’intervista concessa di recente al Corriere della Sera.

Al quotidiano di via Solferino, Steve Bannon ha anche chiarito la natura dell’accademia politica che intende allestire nel monastero medievale di Trisulti, in provincia di Frosinone. Un’accademia che Benjamin Harnwell, il suo fiduciario in Europa, ha descritto come una «scuola di gladiatori per guerrieri della cultura». L’ex stratega di Trump ha quindi spiegato che l’accademia non è rivolta a «ragazzi appena laureati, ma a studenti più maturi, dai ventisettenni ai quarantenni. Gente che vuol cambiare carriera, passare per esempio dal no-profit ai media, alla politica, all’insegnamento. Ci sarà una fusione di cultura, storia, economia, comprensione di media e social media, per creare agenti di cambiamento più tradizionalisti». E il modello è, appunto, l’Open Society di George Soros. Declinata però, ovviamente, in senso sovranista/populista.

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Un’analisi strategica sul Populismo

di Umberto Bianchi

Sono tra quelli che, senza remore di sorta, considera quella del Ministro dell’Interno Salvini, durante il suo ultimo viaggio nel Vicino Oriente, in visita alle nostrane truppe inquadrate nella locale missione Unifil, al confine tra Israele e Libano, una uscita sicuramente poco felice. Il dire che quella degli Hizbollah sia una formazione terroristica, ci pare una forzatura ed una inesattezza macroscopica, non confortata, tra l’altro, da alcun fatto che possa orientarci in tale direzione.

Anzi. In tempi recentissimi Hizbollah si è attivamente impegnato a contrastare il terrorismo stragista qaedista, sponsorizzato ed appoggiato a fasi alterne, proprio da quell’ambiguo “fronte occidentale” (Usa, Gran Bretagna, Francia, Israele… sic!) tanto lesto nell’additare quali terroristi agli occhi del mondo, coloro che non si allineano ai loro desiderata strategici, quanto altrettanto lesto nell’abbandonare certo bon ton, per imporre “manu militari” le proprie scelte strategiche, con tutti i disastrosi annessi politico-militari, come nel caso delle “primavere arabe” e del conflitto siriano. Prosegui la lettura »

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