Archivio per la categoria QUINTA COLONNA

Bentornati, padre e madre

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Bentornati, padre e madre

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Conte dei miracoli

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Sarà un figurante, ma Giuseppe Conte a Palazzo Chigi fa la sua figura. Finora nel suo giro del mondo in settanta giorni non ha mai sbagliato un gesto, una frase, una dichiarazione. L’unica gaffe appartiene alla sua vita anteriore, quando scriveva curriculum per gonfiarsi un po’. Ora non c’è più bisogno d’intortare, in due mesi ha realizzato un curriculum invidiabile, la realtà supera la diceria. Nei suoi interventi magari si terrà sull’ovvio, sul generico, non decide un granché, si limita a intrattenere, ripetere, simulare; ma il poco che ha detto e il pochissimo che ha fatto, l’ha detto e l’ha fatto bene, senza mai sbilanciarsi. Si è mantenuto sul filo con un equilibrismo prodigioso, che nemmeno i funamboli delle sagre paesane, quelli che nella nostra Puglia chiamavamo tarall’e zucchere. È riuscito a non dispiacere a Di Maio, Salvini e Mattarella, anzi ha dato l’impressione di concordare con ciascuno di loro. È l’ultimo miracolo di Padre Pio per dimostrare che niente è impossibile, perfino che un Conte da uno diventi di colpo premier, senza colpo ferire. E non venga attaccato da nessuno, stampa inclusa. Prosegui la lettura »

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La Lega dei Fratelli d’Italia

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Quando Salvini e la Meloni non erano ancora nati, nacque in Italia, dal grembo de Il Borghese, la Lega dei Fratelli d’Italia. Il padre era naturalmente Leo Longanesi. Sognò di far nascere un movimento nazionale, conservatore, popolare e borghese, che non fosse neofascista, liberale e tantomeno democristiano. Ma fosse seriamente postfascista, giacché notava Longanesi: “la nostra democrazia ha un solo male, ha una sola tara: quella di esistere come avversario del fascismo; essa per vivere non trova altra giustificazione che quella di combattere un fascismo morto con Mussolini. Così assistiamo a una lotta di cadaveri verticali contro un cadavere orizzontale”. Fantastico. Era il 1955 e 63 anni dopo siamo allo stesso punto, anche coi grillini al governo.

Allora come adesso, si avvertiva la necessità di doversi inventare, un movimento che rappresentasse un mondo largo ed escluso, o mal rappresentato, antagonista alla sinistra, al clericalismo e al progressismo. Eravamo nell’era democristiana, i comunisti non erano ancora stati ammessi nell’anticamera dei governi, non esistevano le Regioni, l’Italia si stava riprendendo alla grande almeno sul piano del benessere, aveva trovato un accettabile compromesso col passato fondato sul’oblio, c’era il boom economico e gli italiani figliavano tanto, soprattutto a sud. Cosa dovremmo dire adesso, che il mondo è cambiato, siamo nell’unione europea, il debito è alle stelle, le regioni ci hanno distrutto, siamo pieni di migranti e vuoti di giovani e di élite, l’Italia è più smorta di allora, i figli non se ne fanno più e i morti superano i nati? Che ci vorrebbe una Lega dei Fratelli d’Italia… Ma la Lega c’è e, se nel giro di un mese non mutano ancora gli umori di questo paese psicolabile, è ora addirittura il primo partito. Al suo fianco, piccino e vanamente alla ricerca di una sua visibilità e di un suo ruolo, c’è quel che resta di An e del Msi, denominato Fratelli d’Italia, guidato in realtà da una sorella romanesca, brava e incisiva in tv. Prosegui la lettura »

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Il fisico contro le patrie

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Anche il fisico Carlo Rovelli ha voluto allinearsi al Tema Permanente: attaccare il patriottismo perché si tramuta in veleno nazionalista, nazista e razzista, e cantare le lodi all’umanità senza frontiere. Ha scritto ieri un lungo articolo sul Corriere della sera intitolato “L’unica nazione è l’umanità”.

Ma perché dobbiamo tradurre l’amor patrio con la sua degenerazione violenta e razzista, non è possibile amare e tutelare la propria nazione, la propria civiltà senza degradare in xenofobia e razzismo? Quando parliamo di religione, la riduciamo forse al fanatismo e alla persecuzione religiosa? Quando parliamo di famiglia, di amore paterno, filiale o materno, dobbiamo necessariamente ridurla agli abusi e ai soprusi compiuti talvolta in suo nome? E cambiando versante, perché quando parliamo di uguaglianza non l’associamo subito al ricordo del Terrore giacobino o agli orrori del comunismo in tutti i suoi regimi? O quando parliamo di libertà la riduciamo forse agli abusi di libertà che conducono alla violenza, alla droga, alla sopraffazione e all’arbitrio?

L’amor patrio, il legame naturale e culturale con la propria nazione e le sue tradizioni, è un bisogno fondamentale dell’animo umano e appartiene ad ogni epoca e a ogni civiltà. Ci sono vari modi di intendere quel legame. Oggi, il modo più coerente non è chiudersi nelle tribù l’un contro l’altra armate, ma integrare le nazioni in contesti più ampi, come l’Europa, e riconoscere reciproca legittimità e valore alle nazioni, la tua come la mia. Ma si può amare l’umanità a partire dalla propria città, dalla propria terra, dalla propria nazione. Sentire la solidarietà a partire da chi è più vicino verso chi è più lontano. Prosegui la lettura »

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Nelle mani di chi siamo…

Risultati immagini per credo in dio padre onnipotenteQUINTA COLONNA

di Longino

Si chiama Francesco, ha 73 anni, è un operaio in pensione e vive a Maldola, un piccolo paese dell’appennino forlivese. Sua figlia Elisa, 45 anni, è cerebrolesa dalla nascita. L’altro ieri mattina, alle 8.30, prima di affidarla al pulmino che l’avrebbe portata – come ogni, da 12 anni – in un Centro di Assistenza,  Francesco ha sparato un colpo di pistola in testa ad Elisa, che è morta sul colpo. Poi, Francesco ha puntato l’arma contro se stesso e si è sparato. Ora è in gravissime condizioni, mentre la madre di Elisa è ancora in stato forte di forte choc. Francesco aveva paura di non potercela più fare, era preoccupato di non poter continuare a sostenere le spese per Elisa e soprattutto angosciato per il futuro della fìglia. Che fine avrebbe fatto senza di lui e senza sua moglie?

Una storia come tante, si dirà. Sì, come troppe. All’inizio del mese di marzo, a Firenze, un uomo di 84 anni, Guerrando, ha preso il suo fucile da caccia ed ha sparato alla moglie Gina, 82 anni e alla figlia Sabrina, 44 anni, tetraplegica. Anche lui, come Francesco, aveva paura del futuro.

Un altro Francesco, invece, che non ha alcuna paura del futuro, e quindi della morte, perché mostra di non credere né nell’Inferno né, tanto meno, nell’immortalità dell’anima, dissacra la contemplazione e le preghiere dei monaci. Prosegui la lettura »

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La prima emergenza da affrontare

Risultati immagini per no moscheeQUINTA COLONNA

di Longino

“Vi invito a combattere i miscredenti, con le vostre spade tagliate le loro teste, con le vostre cinture esplosive fate saltare in aria le loro teste. Occorre rompere i crani dei miscredenti e bere il loro sangue per ottenere la vittoria”, diceva a bambini di età compresa fra i 4 e i 10 anni il presidente dell’associazione culturale islamica ‘Al Dawa’ di Foggia, così come risulta dalle intercettazioni disposte dagli inquirenti e pubblicate dai giornali. I magistrati spiegano che l’uomo parlava “dell’obbligo di distruggere le chiese e trasformarle in moschee, individuando  l’Italia come obiettivo dell’attività terroristica”. L’uomo è stato arrestato, gli hanno sequestrato beni per un valore di 370.000 euro e il suo centro, utilizzato anche come luogo di preghiera. A Torino, nei giorni scorsi, è stato arrestato un italo-marocchino per “partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico”. E’ considerato autore del primo testo di propaganda dell’Isis in italiano. Nell’inchiesta sono coinvolti anche alcuni italiani convertiti all’Islam, oltre a cittadini di origine straniera: l’accusa ipotizzata è di aver svolto una campagna di radicalizzazione e proselitismo sul web. L’indagine è partita alla fine del 2015, quando l’italo-marocchino ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo per la pubblicazione sul web di una serie di documenti dell’Isis. Anche a Milano, Napoli, Modena, Bergamo e Reggio Emilia, sono state eseguite perquisizioni da parte della polizia nei confronti di soggetti che si ritiene legati ad ambienti dell’estremismo islamico.

In Italia, le persone di religione musulmana sono stimate in 1 milione e 700mila. In questo dato – dedotto dalla nazionalità di provenienza – non vengono conteggiati né gli italiani convertiti (circa 80mila, dicono le stime) né gli ex stranieri che hanno acquisito cittadinanza italiana. In base ai dati del Centro Studi e RicercheIDOS, vi sono 8 moschee ufficialmente riconosciute, tra cui la Grande Moschea di Roma, attiva dal 1995 nel quartiere di Monte Antenne, la più grande in Europa, edificata grazie all’investimento economico della famiglia reale saudita, che ancora oggi contribuisce alla sua esistenza. I centri di cultura, facenti funzione di luogo di culto – alcuni ampi, moltissimi ricavati da scantinati, magazzini, cantine, garage – sono stimati, perché non esiste una mappa precisa, in circa 800. Le associazioni culturali islamiche sono circa 400. Prosegui la lettura »

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L’Inferno è vuoto perché tutti i demoni sono sulla Terra

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di Longino

L’autore di questa rubrica potrebbe in questo momento sbizzarrirsi. Commentare il voto del 4 marzo o formulare previsioni sul nuovo Governo o occuparsi dei due perdenti illustri, che non ci stanno a mettersi da parte e sono diventate due mine vaganti: Berlusconi e Renzi. Il primo interessato più che alla leadership del centrodestra – ormai definitivamente persa a vantaggio di Salvini e che non gli importa poi un granchè – ad avere il controllo dell’esecutivo, decisivo per le tutele legislative delle sue aziende e delle loro quotazioni in borsa. Il secondo che – tra una partita a tennis e una sciata – si sta scervellando per  ottenere subito una rivincita, sapendo di poter contare sulle sue truppe a Montecitorio e Palazzo Madama, che sono sue nel senso che sono state scelte da lui e gli sono fedeli (almeno sulla carta). Berlusconi, più di Renzi, sembra in balia degli eventi. Di certo, non si aspettava il boom della Lega e, ripresosi dal montante che ha ricevuto in pieno volto, sta tramando con l’unico suo possibile interlocutore: Renzi, appunto, come ha sottolineato nei giorni scorsi il sempiterno Maurizio Lupi, che dopo cinque anni di appoggio alla parte avversa, è tornato all’ovile, rieletto, passando per la quarta componente del centrodestra, che più che una gamba è sembrato essere unostecchino. Il voto ha sepolto l’accordo che già era stato preso: la riedizione del Patto del Nazareno, riveduta e corretta, che si appoggiava ad una legge elettorale confezionata su misura su quest’esito.

Detta questa buona notizia e fermandoci per il momento qui, Longino – che non a caso si chiama così – vuole occuparsi di un’apparente inattualità, che vedremo in che modo s’interseca anche sul voto del 4 marzo e quali esiti può determinare. Prosegui la lettura »

Un voto che sia identitario e contro l’islamizzazione

Risultati immagini per voto consapevole“Il Circolo Cattolico Christus Rex” non dà un’indicazione di voto partitica. Si limita a dire a coloro che ci chiedono un’indicazione, di votare, in coscienza, per quello che si ritiene il “male minore”, tenendo conto della Dottrina Sociale della Chiesa, della scomunica latae sententiae per chi vota le sinistre e della realtà d’oggi. Ove possibile, il cattolico eviti l’isolamento e cerchi di poter dare il suo contributo per la buona battaglia o parte di essa, ricordando che tutto ciò che non viene fatto o condizionato da noi, vien fatto o condizionato dai nemici giurati di Cristo, nelle piccole come nelle grandi cose”.

QUINTA COLONNA

di Longino

C’è un pericolo più grande di tutti gli altri nelle elezioni del 4 marzo: esprimere un voto che non sia utile a tentare di fermare l’islamizzazione dell’Italia. I cristiani hanno il dovere di votare solo chi si oppone in modo credibile a questo progetto di cent’anni fa. E’ del 1925 la prima edizione del piano Kalergi, che ora viene attuato da una lobby mondialista, che ha in Bergoglio la punta di diamante, in George Soros il finanziatore e in Emma Bonino, l’esecutrice sul piano politico in Italia.

Come voleva Kalergi, la sostituzione della popolazione europea con popolazioni provenienti dall’area afro-asiatica è in atto. La sua conseguenza saranno gli stupri delle donne europee, che dall’ideologia islamista sono considerate niente di più che prede da conquistare, i matrimoni misti – per realizzare il meticciato – e la scomparsa dell’identità cristiana dall’Italia e dall’Europa. Prosegui la lettura »

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Specchietti per le allodole

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Prosegue la Rubrica quindicinale in ESCLUSIVA per Agerecontra.it da parte di un famoso scrittore, che ama firmarsi “Longino” e che sa bene di cosa parla, in ogni suo pungente articolo d’attualità…

QUINTA COLONNA

di Longino

Gongola Emma Bonino in vista delle elezioni del 4 marzo. Nonostante le scomuniche che riceve quotidianamente dal Partito Radicale Transnazionale. Gli eredi di Pannella, infatti – titolari di quella Radio che riceve ogni anno dallo Stato 10 milioni di euro per la sua attività  – non ci stanno al suo monopolio della storia radicale, affermano per ogni dove, sfrattandola anche dalla sede e protestando per essere stati cancellati dall’informazione radiotelevisiva, mentre lei impazza per le televisioni e sulla carta stampata. Dopo l’ottuagenaria Ornella Vanoni al Festival di Sanremo, persino il New York Times, con una corrispondenza da Roma, si è occupato di lei, sottolineando “la fede europeista e l’impegno per i diritti civili che ha caratterizzato l’intero percorso politico della ex commissaria europea ed ex ministro degli Esteri”. Il titolo dell’articolo pubblicato dal giornale americano – “Ha conquistato i cuori degli italiani. Ma può conquistare i loro voti?” – assomiglia molto all’abitudinaria dichiarazione della Bonino ogni volta che si avvicinano le elezioni: “Amatemi di meno. Votatemi di più”. Questa volta, ha rincarato la dose e si è rivolta a quei ragazzi italiani che per tutta la sua vita politica, propagandando l’aborto, ha cercato di non far nascere, dicendo loro: “Voi non siete stati bravi a nascere in Italia. Non siete talentuosi a vivere in una famiglia che vi compra i vestiti e vi manda a scuola. Avete avuto solo fortuna. Il minimo che possiate fare è assumervi qualche responsabilità, compresa quella di votare”. Prosegui la lettura »

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La Chiesa Modernista a favore dell’immigrazione di massa

Risultati immagini per Bergoglio pro immigrazioneQUINTA COLONNA

di Longino

La prolusione di “Mons”. Gualtiero Bassetti all’ultimo Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana del 21 gennaio 2018, è tutta un programma – nel senso che è tutta prona nel servire con fedeltà il programma bergogliano – ma c’è un paragrafo che merita un’attenzione particolare. E’ intitolato Un’unica famiglia umana. L’avrebbero potuto scrivere Emma Bonino o la candidata della sua lista +Europa, Elsa Fornero, magari con l’assistenza di Mario Monti, del Consiglio Direttivo del Gruppo Bildeberg e, alla bisogna, di qualche ecclesiastico catto-comunista.

All’inizio, il testo introduce il fenomeno globale delle migrazioni internazionali, richiamando, in modo pretestuoso e del tutto arbitrario rispetto alla Parola di Dio, come fa Bergoglio da ormai 5 anni – in perfetta continuità con la Chiesa modernista – il fatto che «La Chiesa cattolica, sin dalla fondazione, si prende cura dei poveri, degli “scartati” e degli “sconfitti della storia”, con uno spirito di totale obbedienza al Vangelo, perché vede nelle loro piaghe il riflesso di quelle di Cristo sulla Croce. I poveri, tutti i poveri, anche quelli forestieri di cui non sappiamo nulla, appartengono alla Chiesa “per diritto evangelico” come disse Paolo VI nel discorso di apertura della II sessione del Concilio Vaticano II. In virtù di questo “diritto evangelico” – e non certo in nome di una rivendicazione sociale – ogni cristiano è chiamato ad andare verso di loro con un atteggiamento di comprensione e compassione». Prosegui la lettura »

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