Il falso allarme del riscaldamento globale

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Segnalazione di Federico Prati

di John Wear 1

postato: 3 dicembre 2022

 Prefazione

Non passa ormai giorno che non veniamo bombardati da notizie riguardanti il terribile pericolo costituito dai cambiamenti climatici. Non solo questo argomento è spesso al centro di dibattiti televisivi o di servizi nei telegiornali, ma ci viene propinato persino nelle pubblicità in cui ci viene detto che quel dentifricio, quel detersivo o quel cibo rispettano lambiente, sono «sostenibili» o servono a «salvare il pianeta». Prima di lasciarvi alla lettura di questo interessantissimo articolo, permettetemi di condividere con voi un paio di osservazioni personali.

Innanzi tutto, lo scopo perseguito da questa martellante propaganda è l’instillazione della paura nelle masse. Scenari terrificanti vengono descritti al fine di provocare in noi sentimenti di insicurezza circa il futuro, di ansia e di senso di colpa. Quest’ultimo è essenziale per farci sentire colpevoli e i responsabili di questa presunta catastrofe (il che non è affatto vero). A dire il vero, è soprattutto la paura l’arma più utilizzata dall’élite globalista per spingerci ad accettare grandi cambiamenti sociali ed economici.

Ma questo stato d’animo è stato indotto anche in altre circostanze che hanno diversi parallelismi con il tema dell’ambientalismo. Esso è entrato con forza nelle nostre case l’11 settembre 2001 con l’attentato alle Torri Gemelle. Quale era il pericolo? Il terrorismo di matrice islamica (con ogni probabilità un inside job che tra l’altro è stato il pretesto per gli Stati Uniti per poter invadere l’Iraq e l’Afghanistan).

Poi i media hanno iniziato gradualmente ad allertare gli ascoltatori circa i pericoli ambientali derivanti dal buco dellozono (una teoria ben presto abbandonata), poi dell’effetto serra (causato principalmente dai gas contenuti dalle bombolette spray, un’altra teoria caduta nell’oblio), e infine del riscaldamento globale, un supposto aumento delle temperature dovuto all’emissione eccessiva di anidride carbonica causato in buona parte dalle attività umane (e dalle flatulenze degli animali negli allevamenti!).

E infine – come possiamo dimenticarcelo? – la pandemia! In questo caso, la paura, anzi il terrore, è stato sparso a piene mani dai media e dai politici per convincere la popolazione ad accettare imposizioni contrarie a qualsiasi carta dei diritti umani (lockdown, obbligo vaccinale, ecc…). Il tutto condito con un’altra parola chiave: emergenza! (emergenza economica, emergenza sanitaria, emergenza idrica, emergenza per scarsità di risorse, ecc…).

Naturalmente, com’è ormai divenuta una consuetudine nella nostre democrazie totalitarie, in tutti questi casi chi ha osato dissentire dalla narrazione ufficiale di questi fatti o ha smascherato le bufale proposte dai media mainstream è stato licenziato, emarginato, ghettizzato, zittito, etichettato come «complottista», «terrapiattista», ecc… É un copione che ormai dovremmo riconoscere all’istante.

Come afferma l’Autore di questo articolo, l’élite globalista si è servita della paura e delle emergenze per conseguire più rapidamente il suo obiettivo finale, ossia l’instaurazione in tempi brevi (si parla del 2030) di un’unica autorità centrale, di un Governo Mondiale, che possa risolvere a livello globale i tremendi «pericoli» che incombono sull’umanità.

É quindi nostro dovere, per la sopravvivenza nostra e dei nostri figli, rifiutare queste bufale, di riappropriarci delle nostre vite e prendere coscienza dell’inganno in cui vorrebbero farci cadere i nemici dell’umanità (per loro il nemico dell’ambiente è l’uomo), le stesse persone che vogliono ridurre drasticamente la popolazione mondiale con qualsiasi mezzo e ridurre in schiavitù (sul modello cinese) chi sopravvivrà.

Sopra: il riconoscimento facciale nella dittatura cinese.

Paolo Baroni

 Premessa

Ci viene ripetutamente detto da governi, istituzioni e media che stiamo affrontando un incombente disastro ambientale di proporzioni epiche a causa del cambiamento climatico provocato dall’uomo. Ci viene detto che, a meno che la società non apporti cambiamenti radicali alle nostre vite, affronteremo un numero crescente di inondazioni, uragani, tornado e altre calamità ambientali 2. Questo articolo dimostra che tale minaccia non esiste.

 Qualche cenno storico

Il Club di Roma è stato fondato nel 1968 come parte della rete globalista nota come Round Table, che comprende il Gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, il Council on Foreign Relations (CFR) e il britannico Royal Institute of International Affairs (RIIA). Il Club di Roma ha inventato e diffuso la bufala nota come «riscaldamento globale» o «cambiamento climatico» per poter procedere alla deindustrializzazione e al controllo internazionale delle nazioni.

In un rapporto del Club di Roma del 1975, intitolato Mankind at the Turning Point («L’umanità al punto di svolta») si afferma:

«Sembrerebbe che gli esseri umani abbiano bisogno di una motivazione comune […], vera o inventata allo scopo […]. Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisca, ci è venuta l’idea che linquinamentola minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d’acqua, la carestia e cose del genere si adatterebbero alle nostre necessità. Tutti questi pericoli sono causati dall’intervento umano, ed è solo attraverso atteggiamenti e comportamenti modificati che tali pericoli possono essere superati. Il vero nemico, quindi, è lumanità stessa» 3.

 

 

Nel 1988, le Nazioni Unite hanno istituito l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) per fornire ai governi del mondo una guida scientifica sulla questione dei cambiamenti climatici antropogenici (causati dall’uomo). Un rapporto di questo organismo, pubblicato nel 2007, affermava con sicurezza che il riscaldamento globale è principalmente causato dalluomo. A partire da quel momento, l’obiettivo principale della maggior parte delle ricerche sul clima sono state condotte sulla scia della conclusione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change piuttosto che sul progresso della conoscenza scientifica 4.

 

 

L’agenda sul riscaldamento globale o cambiamento climatico fa parte di un’iniziativa delle Nazioni Unite chiamata U.NSustainable Development Agenda 21 («Agenda 21 per lo sviluppo sostenibile») o, come è comunemente nota in tutto il mondo, semplicemente Agenda 21.

L’Agenda 21 è stata presentata nel 1992 a Rio de Janeiro all’Earth Summit condotto dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e sullo sviluppo.

 

Sopra: l’Earth Summit di Rio de Janeiro del 1992.

 

Gli Stati Uniti e altri 178 Paesi hanno adottato l’Agenda 21 come politica ufficiale in questa conferenza. Il presidente degli Stati Uniti George H. W. Bush (1924-2018) è stato il firmatario per gli Stati Uniti 5. L’uomo d’affari canadese Maurice Strong (1929-2015), segretario generale dell’Earth Summit del 1992, ha dichiarato:

 

«Gli attuali stili di vita e modelli di consumo della classe media benestante che comportano un’elevata assunzione di carne, l’uso di combustibili fossilielettrodomesticiaria condizionata a casa e sul lavoro e alloggi suburbani non sono sostenibili […]. È necessario uno spostamento verso stili di vita meno orientati a modelli di consumo dannosi per lambiente. Il cambiamento richiederà un vasto rafforzamento del sistema multilaterale, comprese le Nazioni Unite» 6.

 

 

L’anno successivo, il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton iniziò ad attuare l’Agenda 21 creando il Presidents Council on Sustainable Development (PCSD) («Consiglio presidenziale sullo sviluppo sostenibile»). Tale organismo era composto da funzionari governativi a livello di gabinetto, leader del settore – incluso Ken Lay (1942-2006), fondatore e direttore di Enron – e gruppi no profit come il Sierra Club.

 

 

Anche l’International Council on Local Environmental Initiatives (ICLEI) («Consiglio internazionale per le iniziative ambientali locali») è stato creato come organizzazione non governativa per attuare l’Agenda 21 a livello locale in tutto il mondo. La tattica di queste organizzazioni è mantenere il pubblico in preda al paniconervosoansioso e confuso per l’inesistente disastro incombente del riscaldamento globale 7.

 

 

 La bufala

 

Quasi il 99% dell’atmosfera terrestre è costituito da azoto e ossigeno. Il restante 1% è costituito da diverse tracce di gas, tra cui l’anidride carbonica (CO2), che attualmente costituisce poco più dello 0,04% dell’atmosfera. Sebbene la CO2 sia ritratta come il principale fattore malefico responsabile del presunto catastrofico riscaldamento globale, la vera scienza dimostra che il leggero riscaldamento causato dall’aumento della CO2 è dovuto soprattutto dai fattori climatici naturali che sono attivi da milioni di anni.

L’effetto di riscaldamento della CO2 diminuisce in modo logaritmico all’aumentare della sua concentrazione 8. Ogni singolo terribile avvertimento sulle terribili conseguenze del riscaldamento globale – la fine del mondo – si è rivelato sbagliato, il che non sorprende dal momento che le temperature globali misurate dai satelliti non sono aumentate dal 1997-1998 9. Lo scienziato Hans Schreuder ha scritto:

«Nonostante negli ultimi decenni ci sia stata molta retorica e ricerca, non cè ancora una sola prova effettiva che lormai diffamata molecola di anidride carbonica causi il riscaldamento globale (o qualsivoglia “cambiamento climatico”)» 10.

 

 

All’inizio di questo secolo, l’orso polare era diventato un’icona per promuovere l’idea del catastrofico riscaldamento globale causato dall’uomo. Scienziati, ambientalisti e media hanno lavorato insieme per fare indignare tutti, con il risultato che l’orso polare è stato classificato come «minacciato» di estinzione. Nonostante queste terribili previsioni, la popolazione mondiale di orsi polari ha continuato ad aumentare. La dr.ssa canadese Susan Janet Crockford ha scritto:

 

«Nel XXI secolo, la più grande sfida per la conservazione potrebbe essere aiutare le comunità artiche a far fronte ad un numero crescente di orsi polari potenzialmente letali e distruttivi senza che sia necessario abbattere troppi orsi» 11.

 

 

Gli scienziati del clima hanno spesso manipolato i dati per far sembrare reale il riscaldamento globale causato dall’uomo. Un esempio particolarmente notevole di alterazione dei dati è lo sforzo di sopprimere i dati sul periodo di riscaldamento medievale che va da 800 a 1.000 anni fa, quando le temperature erano molto più elevate di oggi.

 

I sostenitori del riscaldamento globale non vogliono che le persone lo sappiano perché, senza un’industrializzazione significativa all’epoca, come possono spiegare quelle temperature più elevate? Solo cancellando il periodo di riscaldamento medievale, i sostenitori del riscaldamento globale potrebbero produrre il loro grafico fraudolento a «mazza da hockey», che mostra le temperature improvvisamente alle stelle subito dopo l’industrializzazione 12.

 

L’anidride carbonica è stata demonizzata dai sostenitori del riscaldamento globale anche se il suo contributo ai gas-serra è estremamente ridotto. Il dr. Leslie Victor Woodcock, docente di Chimica Termodinamica all’Università di Manchester, in Gran Bretagna, ha affermato:

 

«L’acqua è un gas-serra molto più potente e ce n’è venti volte di più nella nostra atmosfera, circa l’1% dell’atmosfera, mentre la CO2 è solo lo 0,04%. L’anidride carbonica è stata considerata una specie di gas tossico, ma la verità è che la CO2 è il gas della vita. Lo espiriamo, le piante lo inspirano e non è causato dalluomoIl riscaldamento globale è una sciocchezza» 13.

 

 

Il nostro attuale periodo geologico, il Quaternario, ha visto i livelli medi di anidride carbonica più bassi nella storia della Terra. La concentrazione media di CO2 nei precedenti 600 milioni di anni della Terra è stata superiore a 2.600 ppm, quasi sette volte la nostra quantità attuale e 2,5 volte lo scenario peggiore previsto dall’Intergovernmental Panel on Climate Change per il 2100. Piuttosto che sperimentare livelli eccessivamente elevati di anidride carbonica, siamo infatti in un periodo di carestia di CO2 14. Commenta la scrittrice anti-globalista Elana Freeland:

«Le tasse sul carbonio e sulle emissioni sono semplicemente una truffa, dato che attualmente la CO2 non è molto al di sopra del minimum per sostenere la vita vegetale, e le nazioni dovrebbero aumentare la CO2 invece di sentirsi in colpa per i livelli di CO2 che hanno raggiunto» 15.

 

 

 Benefici dellanidride carbonica

Lanidride carbonica è necessaria per la fotosintesi ed è essenziale per la vita sulla Terra. L’unico motivo per credere che l’anidride carbonica sia «inquinante», come affermato dai sostenitori del riscaldamento globale, sarebbe il presunto effetto di riscaldamento prodotto dalla CO2 in eccesso 16. In realtà, l’aumento del livello di CO2 sta fornendo benefici positivi al nostro pianeta. Più CO2 significa più crescita delle piante, e quindi essa aiuta a nutrire più persone (e animali) in tutto il mondo. Alcuni dei vantaggi dei livelli più elevati di CO2 per la produzione alimentare mondiale includono:

● Quasi tutte le piante aumentano la fotosintesi clorofilliana in risposta all’aumento della CO2 («fertilizzazione con CO2»);
● Una maggiore quantità di CO2 fa crescere le piante più velocemente, con meno stress e meno acqua;
● Le foreste crescono più velocemente in risposta all’aumento della CO2;
● Una presenza maggiore di CO2 stimola la crescita di batteri benefici sia nel suolo che nell’acqua;
● La fertilizzazione con CO2, che porta a una maggiore crescita delle piante, significa una minore erosione del terriccio ricco di sostanze nutritive;
● Più CO2 significa raccolti maggiori e fiori sempre più grandi;
● Più CO2 favorisce la formazione di glomalina, una proteina benefica prodotta nelle pareti cellulari fungine micorriziche;
● Più CO2 significa meno perdita d’acqua, meno irrigazione e più umidità del suolo;
● Più CO2 aiuta le piante a creare repellenti naturali per combattere i predatori di insetti 17.

Un riepilogo di 270 studi di laboratorio su 83 colture alimentari mostra che l’aumento delle concentrazioni di CO2 di 300 ppm aumenterà la crescita delle piante in media del 46% in tutte le colture studiate. Al contrario, molti studi mostrano gli effetti negativi di un ambiente a basse emissioni di CO2 18.

Sopra: la molecola dell’anidride carbonica:

due atomi di ossigeno e uno di carbonio.

Non solo il supposto riscaldamento globale non ha causato danni alle nostre foreste. Nell’agosto del 2019, l’Osservatorio della Terra della NASA ha dichiarato:

«Da quando il programma di satelliti della NASA “MODIS” hanno iniziato a raccogliere misurazioni, c’è stata una diminuzione del numero totale di chilometri quadrati bruciati ogni anno. Tra il 2003 e il 2019, quel numero è diminuito di circa il 25%. Il 26 agosto 2019, Vincent Geloso dell’American Institute for Economic Research ha dichiarato: “Le notizie sugli incendi (in Amazzonia) fanno temere che una delle ultime grandi foreste stia scomparendo. Ciò è completamente falso. Le foreste stanno tornando in auge! Più precisamente, la copertura arborea del pianeta è in aumento» 19.

 

 

Il fisico britannico di fama mondiale Freeman John Dyson (1923-2020), che ha messo in dubbio la maggior parte dei modelli scientifici che prevedono un disastro climatico, ha affermato che lanidride carbonica sta rendendo il mondo più verde.

 

 

Dyson ha detto che sarebbe folle tentare di ridurre i livelli di anidride carbonica. Dyson era ottimista riguardo al nostro futuro e ha detto che poteva tranquillamente fare dichiarazioni mettendo in discussione i cambiamenti climatici perché era in pensione e non doveva preoccuparsi di perdere il posto di lavoro 20.

 

 

 Consenso scientifico del 97%?

 

I sostenitori dei cambiamenti climatici affermano ripetutamente che il 97% degli scienziati concorda sul fatto che il cambiamento climatico causato dall’uomo sia una minaccia per l’umanità. Nel 1992, il vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore ha assicurato al pubblico che

 

«solo una frazione insignificante di scienziati nega la crisi causata dal riscaldamento globale. Il tempo del dibattito è finito. La scienza è concorde».

 

 

Nel 2014, l’ex segretario di Stato americano John Kerry ha affermato che «il 97% degli scienziati del mondo» è d’accordo e ci ha «detto che è una questione urgente». Anche il presidente degli Stati Uniti Barrack Obama, durante e dopo il suo periodo come presidente degli Stati Uniti, ha propagandato la cifra del 97% 21.

 

 

Il documento principale utilizzato per supportare il consenso del 97% degli scienziati a favore dei cambiamenti climatici è stato pubblicato dal giornalista John Cook nel 2013. Questo documento afferma falsamente che il 97% degli 11.944 documenti sottoposti a revisione paritaria relativi ai cambiamenti climatici approva esplicitamente l’opinione secondo cui gli esseri umani stanno causando la maggior parte del riscaldamento globale. Tuttavia, uno sguardo più attento ai dati di Cook rivela che solo una piccola percentuale dei documenti afferma esplicitamente che gli esseri umani sono la causa principale del riscaldamento globale 22.

 

Sopra: tabella pubblicata su The Guardian nel 2015. Secondo il pubblico, la percentuale del consenso tra gli scienziati sui cambiamenti climatici era del 55%, mentre «in realtà»… questa percentuale arrivava al 97%. Meno male che esistono i «professionisti dell’informazione» che ci dicono la verità…

 

Nel 2015, il docente di Geografia all’Università di Delaware David Russell Legates e i suoi collaboratori hanno riesaminato i documenti utilizzati effettivamente da Cook. Essi hanno scoperto che solo lo 0,3% degli 11.944 abstract e l’1,6% di un campione più piccolo esprimevano convinzioni che sostenevano l’opinione comune secondo cui gli esseri umani sarebbero la causa della maggior parte del riscaldamento globale. Sorprendentemente, Legates ha scoperto che Cook e i suoi assistenti avevano citato solo 64 documenti (lo 0,6%) affermando esplicitamente che il riscaldamento globale era per lo più causato dall’uomo.

 

 

Sembra che Cook abbia manipolato i dati per presentare una narrativa falsa che fosse di schiacciante supporto scientifico al catastrofico riscaldamento globale causato dall’uomo 23. I sostenitori del riscaldamento globale hanno sottolineato il fatto che la National Academy of Sciences (NAS), l’American Geophysical Union (AGU) e l’American Meteorological Society (AMS) hanno rilasciato dichiarazioni a sostegno della loro visione secondo cui l’uomo sarebbe il responsabile del riscaldamento globale.

 

 

Tuttavia, questa affermazione è pura politica. Gli scienziati membri non sono autorizzati ad esprimersi ufficialmente su tali dichiarazioni, e spesso sono completamente ignari del fatto che il loro consiglio di amministrazione ha già rilasciato al pubblico una dichiarazione sul clima in linea con il pensiero dominante. Tuttavia, alcuni membri del consiglio direttivo di queste istituzioni fanno dichiarazioni di in cui esprimono il loro «consenso» su queste idee 24.

 

Gli scienziati che contestano la narrativa ufficiale sui cambiamenti climatici corrono il rischio di perdere il loro posto di lavoro. Ad esempio, il fisico australiano Peter Vincent Ridd è stato licenziato dalla James Cook University per essersi espresso contro la bufala sul riscaldamento globale.

 

 

Fortunatamente, un tribunale federale australiano ha recentemente stabilito che il licenziamento del dr. Ridd era illegale e gli è stato permesso di mantenere la sua posizione presso l’Università. Ridd ha affermato di conoscere altri scienziati che contestano la narrativa del riscaldamento globale, ma che non parlano pubblicamente per paura di perdere il posto di lavoro 25.

 

Salvare i nostri figli e nipoti

 

I fautori della narrativa sul riscaldamento globale fanno spesso leva sui nostri sentimenti verso i nostri figli e i nostri nipoti per sostenere la loro agenda. Ad esempio, il dr. James Hansen, astrofisico e climatologo statunitense, ha scritto: «I nostri nipoti stanno affrontando un bel problema». Hansen prevede che l’Antartide occidentale comincerà a perdere ghiaccio ad un ritmo sostanziale mentre il cambiamento climatico continuerà, e ciò contribuirà in futuro ad un pericoloso innalzamento del livello del mare 26.

 

Ancora terrore e paura…

 

Tuttavia, i tassi di innalzamento del livello del mare sono rimasti sostanzialmente stabili per oltre un secolosenza una recente accelerazione 27. Il giornalista americano Mark Hertsgaard ha studiato e scritto sul riscaldamento globale per numerose pubblicazioni. Hertsgaard afferma di aver appreso che il cambiamento climatico è arrivato un secolo prima del previsto, con effetti negativi destinati a peggiorare in futuro. Nel 2011, Hertsgaard ha scritto alla sua giovane figlia:

 

«Secondo gli scienziati che ho intervistato, molte, molte cose dovranno accadere entro il 2020 se questo pianeta vuole rimanere un luogo vivibile» 28.

 

 

Nonostante il terribile avvertimento di Hertsgaard, nell’anno 2020 il nostro pianeta è stato ancora vivibile, e non è accaduto nessuna delle disgrazie previste. Nel 2008, il dr. William HCalvin, un neurofisiologo darwinista statunitense, ha scritto  che gli scienziati del clima affermano che dobbiamo fermare la crescita delle emissioni mondiali di carbonio prima del 2020, anche se questo obiettivo non impedirà l’inondazione delle principali città costiere e causerà l’estinzione di un terzo di tutte le specie. Calvin ha scritto:

 

«Il tempo che ci è rimasto è così poco che dobbiamo invertire la crescita annuale delle emissioni prima del 2020 se vogliamo evitare che gli studenti di oggi finiscano in un mondo di rifugiati e di genocidi che ne deriverebbero se siamo troppo lenti» 29.

 

 

Nonostante la nostra mancanza totale di azioni politiche, le orribili conseguenze previste da Calvin per l’anno 2020 non si sono verificate. Nel 2007, il giornalista americano Gary Braasch (1944-2016) ha utilizzato numerose immagini nel suo libro per integrare i saggi affermando che il cambiamento climatico è una terribile minaccia per il nostro pianeta. Braasch, che ha dedicato il suo libro al figlio Cedar e alla sua generazione, e alla generazione che seguirà, ha scritto:

 

«Lasciatemi affermare chiaramente l’obiettivo: nessuna politica dovrebbe essere promulgata, nessun programma avviato, nessuna alleanza suggellata, nessun acquisto effettuato, nessuna macchina progettata o costruita, nessun uso del suolo consentito, nessun nuovo prodotto introdotto, nessuna legge approvata, nessun politico eletto a meno che l’azione non sia un passo avanti verso la riduzione e l’inversione dell’effetto dei gas serra» 30.

 

 

Le fosche previsioni di Braasch, che richiedono misure draconiane, devono ancora concretizzarsi. Anche Greta Thunberg, una ragazzina svedese, è stata reclutata dall’establishment dei media/ONU/ONG per promuovere la narrativa sui cambiamenti climatici. La Thunberg ha affermato a riguardo alla minaccia dei cambiamenti climatici: «Voglio che tu provi la paura che provo io». La Thunberg viene falsamente presentata come una ragazzina coraggiosa che erge in piedi e dice la verità ai nostri funzionari e ai nostri dirigenti d’azienda 31. In realtà, essa viene abilmente manipolata.

 

 

Conclusione

 

L’agenda sul cambiamento climatico è stata promulgata per realizzare la pianificazione centrale, il Governo Mondiale, le recessioni pianificate e la ridistribuzione della ricchezza. È il più recente di una lunga serie di ecospauracchi – sovrappopolazionedeforestazionebuco dellozonoscarsità di risorse, ecc… – per i quali la soluzione è sempre la regolamentazione globale da parte dei pianificatori centrali.

 

 

Nel luglio 2009, Al Gore ha affermato che un disegno di legge sul clima approvato dalla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti aiuterebbe a realizzare una «governance globale» 32. Il governo degli Stati Uniti, le Nazioni Unite e numerose fondazioni hanno già donato centinaia di miliardi di dollari per finanziare la ricerca attivista sui cambiamenti climatici. L’ex presidente degli Stati Uniti Dwight Eisenhower (1890-1969) ci ha preventivamente avvertito del ruolo che avrebbero avuto il denaro e l’élite globalista nel facilitare le questioni riguardanti questa agenda:

 

«La prospettiva del dominio degli scienziati della nazione attraverso l’occupazione federale, l’assegnazione di progetti e il potere del denaro, è sempre presente e dev’essere seriamente considerata. Tuttavia, nel tenere conto della ricerca scientifica, come dovremmo, dobbiamo anche essere attenti al pericolo uguale e contrario che la politica pubblica possa essa stessa divenire prigioniera di unélite scientificotecnologica» 33.

 

 

Una équipe scientifico-tecnologica guida le politiche pubbliche in materia di cambiamenti climatici. Il movimento che combatte il riscaldamento globale è più finanziato, organizzato e pubblicizzato dai media di tutte i precedenti spauracchi ambientali messi insieme. Il movimento ha il sostegno istituzionale delle Nazioni Unite, del mondo accademico, di molte figure politiche statunitensi di spicco e soprattutto di attivisti miliardari come Bill GatesGeorge Soros e altre figure di spicco appartenenti all’élite del turbocapitalismo che dall’alto tira i fili di questo teatrino di marionette.

 

 

Sebbene i timori secondo cui l’aumento dei livelli di anidride carbonica rappresenterebbe una grave minaccia per l’ambiente non reggano all’esame scientifico, i sostenitori dei cambiamenti climatici non intendono fare marcia indietro in tempi brevi. Il loro obiettivo è centralizzare il potere in una società controllata e altamente regolamentata (il «Nuovo Ordine Mondiale»; N.d.T.) 34.

 

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Note

1 Traduzione dall’originale inglese «The Global-Warming/Climate-Change Hoax», a cura di Paolo Baroni. Articolo reperibile alla pagina web

https://codoh.com/library/document/global-warming_climate-change_hoax/en/

Questo articolo è stato originariamente pubblicato nel numero di marzo-aprile 2020 di The Barnes Review.

2 Cfr. G. Wrightstone, «Inconvenient Facts: The Science That Al Gore Doesn’t Want You to Know» («Fatti sconvenienti: la scienza che Al Gore non vorrebbe che tu conoscessi»), Silver Crown Productions, LLC, 2017, pag. 1.

3 Cfr. T. Ball, Slaying the Sky Dragon: Death of the Green House Gas Theory («Uccidere il drago del cielo: la morte della teoria della Green House Gas»), Stairway Press, Mount Vernon 2011, pag. 109.

4 Cfr. R. W. Spencer, The Great Global Warming Blunder: How Mother Nature Fooled the World’s Top Climate Scientists («Il grande errore del riscaldamento globale: come madre natura ha ingannato i migliori scienziati climatici del mondo»), Encounter Books, New York 2010, pagg. XII, XVI.

5 Cfr. T. Deweese, Agenda 21 & How to Stop It («Agenda 21 e come fermarla»), American Policy Center, Warrenton 2019, pag. 8.

6 Ibid., pagg. 10-11, 15.

7 Cfr. R. Koire, Behind the Green Mask: U.N. Agenda 21 («Dietro la maschera verde: l’Agenda 21 delle Nazioni Unite»), The Post Sustainability Institute Press, Santa Rosa 2011, pagg. 13, 36-37.

8 Cfr. G. Wrightstone, op. cit., pagg. 6-9.

9 Vedi P. Moore, «What They Haven’t Told You about Climate Change» («Quello che non ti hanno detto a riguardo dei cambiamenti climatici»)

https://www.youtube.com/watch?v=RkdbSxyXftc

https://www.youtube.com/watch?v=RZlICdawHRA

10 Cfr. T. Ball, op. cit., pag. 189.

11 Cfr. S. J. Crockford, The Polar Bear Catastrophe That Never Happened («La catastrofe degll’orso polare che non è mai accaduta»), The Global Warming Policy Foundation, 2019, pagg. 1, 4, 40, 134.

12 Cfr. G. Wrightstone, op. cit., pagg. 23-26. Vedi anche T. Heller, «Climate Change a Hoax»? («I cambiamenti climatici una bufala»?)

https://www.youtube.com/watch?v=UE6QxBaIEv8

«Restoring Trust in Australian Science – Part 2 Temperature Measurement Corruption, The Emperor’s New Climate» («Ristabilire la fiducia nella scienza australiana – Parte 2 Corruzione della misurazione della temperatura, Il nuovo clima dell’imperatore»),

https://www.youtube.com/watch?v=N7Vt2XnxetU&w=420&h=237

13 Vedi M. Morano, «15-Year-Old Environmental Activist Suing U.S. Government Over “Climate Change”» («Un ambientalista quindicenne fa causa al governo degli Stati Uniti per il “cambiamento climatico”»)

https://www.climatedepot.com/2014/04/03/another-prominent-scientist-dissents-fmr-nasa-scientist-dr-les-woodcock-laughs-at-global-warming-top-prof-declares-global-warming-is-nonsense/

https://www.youtube.com/watch?v=4JJ3yeiNjf4

14 Cfr. G. Wrightstone, op. cit., pag. 16.

15 Cfr. E. Freeland, Under an Ionized Sky: from Chemtrails to Space Fence Lockdown («Sotto un cielo ionizzato: dalle scie chimiche allo Space Fence Lockdown»), Feral House, Port Townsend 2018, pag. 28.

16 Cfr. R. W. Spencer, op. cit., pag. 124.

17 Cfr. G. Wrightstone, op. cit., pagg. 18-19.

18 Ibid., pag. 19.

19 Vedi «NASA: Global Wildfires Drop by 25% Since 2003 – Plus Study Finds Earth’s Tree Cover Increased by 7% Since 1982» (««NASA: gli incendi globali diminuiscono del 25% dal 2003 – Inoltre, uno studio rileva che la copertura degli alberi della Terra è aumentata del 7% dal 1982»)

https://www.climatedepot.com/2019/08/29/nasa-global-wildfires-drop-by-25-since-2003-plus-study-finds-earths-tree-cover-increased-by-7-since-1982/

20 Vai su https://video.search.yahoo.com

Poi cerca queste parole chiave: «Freeman Dyson on the Global Warming Hysteria, April 2015» («Freeman Dyson sull’isteria provocata dal riscaldamento globale, aprile 2015). Anche la sua affermazione sul pericolo di perdere il posto di lavoro se fai affermazioni non il linea con la narrazione ufficiale fatta dai media mainstream dovrebbe far riflettere sulla libertà di espressione nel nostro mondo occidentale sedicente democratico e inclusivo… (N.d.T.).

21 Cfr- M. Morano, The Politically Incorrect Guide to Climate Change («La guida politicamente scorretta ai cambiamenti climatici»), Regnery Publishing, Washington D.C. 2018, pag. 27.

22 Cfr. G. Wrightstone, op. cit., pagg. 61-62.

23 Ibid., pagg. 62-63.

24 Cfr- M. Morano, The Politically Incorrect Guide to Climate Change, pagg. 32-33.

25 Vedi P. Ridd, «Sacked for Speaking Out about Climate Change» («Licenziato per aver parlato dei cambiamenti climatici»)

https://www.youtube.com/watch?v=M7j75L38PlI)

26 Cfr. J. Hansen, Storms of my Grandchildren: The Truth about the Coming Climate Catastrophe and Our Last Chance to Save Humanity («Tempeste dei miei nipoti: la verità sull’imminente catastrofe climatica e la nostra ultima possibilità di salvare l’umanità»), Bloomsbury, New York, 2009, pagg. 250, 252.

27 Cfr. M. Morano, The Politically Incorrect Guide to Climate Change, pag. 72.

28 Cfr. M. Hertsgaard, Hot: Living Through the Next Fifty Years on Earth («Caldo: vivere i prossimi cinquant’anni sulla Terra»), Houghton Mifflin Harcourt, New York 2011, pag. 292.

29 Cfr. W. H. Calvin, Global Fever: How to Treat Climate Change («Febbre globale: come curare i cambiamenti climatici»), The University of Chicago Press, Chicago 2008, pagg. 4, 239.

30 Cfr. G. Braasch, Earth under Fire: How Global Warming Is Changing the World («Terra infuocata: come il riscaldamento globale sta cambiando il mondo»), University of California Press, Los Angeles 2007, pagg. 213-214.

31 Vedi G. Durocher. «The Children’s Climate Crusade» («La crociata dei bambini per il clima»)

http://www.unz.com/gdurocher/the-childrens-climate-crusade/

32 Cfr. M. Morano, The Politically Incorrect Guide to Climate Change, pagg. 225, 227-228.

33 Cfr. J. Bastardi, The Climate Chronicles: Inconvenient Revelations You Won’t Hear from Al Gore, and Others («Le cronache del clima: rivelazioni scomode che non sentirai mai dire da Al Gore e da altri»), Thunder Press, Relentless 2018, pag. 117.

34 Cfr. M. Morano, The Politically Incorrect Guide to Climate Change, pagg. 320-322.

Fonte: http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/mondialismo/pagine_mondialismo/il_falso_allarme_del_riscaldamento_globale.htm

Dittatura sanitaria? Occhio anche a certe fake

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di Redazione

La questione del dibattito inerente i vaccini è stato affrontato in una riunione del nostro Circolo Christus Rex. Al termine ci è stato chiesto di farne un articolo, che ha creato un po’ di discussione. In realtà, chi ci conosce bene, sa quale sia la nostra posizione, fin dal 2020, composta da una pars destruens sulla gestione della pandemia e di una pars che si definisce “free vax”. Chi, invece, è meno informato o fazioso ci attribuisce anche ciò che non diciamo, ma va bene lo stesso perché stimola il dibattito. Curioso notare come da oltre due anni Matteo Castagna scriva tutte le settimane per InFormazione Cattolica, anche articoli provocatori e piccati in materia di Fede e morale. Su quelli, però, non ha mai ricevuto commenti scritti di critica. Sul tema vaccini, divenuto per qualcuno un precetto della Chiesa o un undicesimo comandamento, il prototipo della categoria “fanatici no vax” si è scatenato nei consueti sproloqui fantascientifici….

Per leggere quelli (e le risposte, ironiche e sarcastiche del nostro Matteo Castagna) potete cliccare sul link qui sotto e guardare i commenti all’articolo. E’ sempre bene ricordare che l’invidia è una brutta bestia, soprattutto quando si accusa una persona di essersi autoproclamata “uno dei pensatori cattolici più in vista”, laddove sono almeno tre i media ad averla definita così o in maniera simile… Interpellato sul tema, Matteo Castagna ha risposto, sorridendo, suggerendo alla stampa: “Ci conosciamo dagli anni 90′, non mi interessa prendermi la scena, non ne ho bisogno. Sappiate che a Villafranca Padovana esiste un pensionato che vorrebbe, probabilmente, essere annoverato tra i pensatori cattolici più in vista. Poiché non so se sia un pensatore, ma sicuramente so che non è in vista, andate a sentire cosa ha da dire, magari è più interessante di ciò che dico io”. (N.d.r.)

L’EDITORIALE DEL LUNEDI per https://www.informazionecattolica.it/2023/01/16/dittatura-sanitaria-occhio-anche-alla-controinformazione/

di Matteo Castagna

LA PANDEMIA NON È FINITA. E CON ESSA LE POLEMICHE

La pandemia non è finita. E con essa le polemiche. In un’ottica generale possiamo osservare quanto la discussione faccia riempire quotidiani che già vendono poco e rilanciare trasmissioni televisive prive di argomenti accattivanti.

Anche la galassia di internet ha trovato nell’argomento vaccinale una vocazione che tramite alcuni canali a pagamento è divenuta un business, così come la letteratura in materia ha consentito ad esperti improvvisati di gonfiare i loro conti correnti.

Personalmente, non ho mai sentito l’argomento. Ho sempre tenuto un atteggiamento distaccato, che evitasse quell’approccio da tifoso, che anche in alcuni ambienti religiosi fa distinguere tra vaccinati = satanassi e non vaccinati = santi subito o, viceversa, vaccinati = santi subito, non vaccinati = diavolo…

Le motivazioni di diffidenza verso i sieri, fin dal 2020, sono state parecchie. Si è partiti con “l’abbraccia un cinese” per proseguire col “tutti chiusi in casa”, a distanza di sicurezza. La gestione del governo Conte II e Draghi è apparsa, a tratti, improvvisata da una situazione nuova e sconosciuta e, a tratti, grottesca. Il famoso detto del “migliore”: “Non ti vaccini, ti ammali, muori” è stato uno slogan completamente fuori luogo, dal momento che i vaccini, peraltro non sperimentati, non hanno dimostrato l’efficacia dell’immunità nei confronti del Covid-19, semmai il contrario.

Kafkiano è stato il trattamento verso tutte le voci autorevoli fuori dal coro. Penso al Premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, al prof. Giuseppe De Donno, al giornalista controcorrente Mario Giordano, ma anche a tutti coloro (come ha fatto, per esempio, Informazione Cattolica) che hanno documentato situazioni drammatiche, figlie di scelte politiche scellerate o cervellotiche, che hanno prodotto morte e menomazioni, anche permanenti o semplici disagi, evitabili con il solo retto utilizzo della ragione.

Assurdo è stato impedire, de facto, di lavorare a chi non voleva farsi inoculare un prodotto che, oggi, lo possiamo dire, apertis verbis, non ha difeso dal contagio ma forse, come sostiene il mainstream, semplicemente protetto alcune categorie di persone dalle forme più gravi.

Ora, i casi sembrano tornare in salita, ma non c’è più tutta quella pressione e quella corsa alla mascherina ed al chiudere tutto, che ricordiamo bene con Draghi e che ha messo in ginocchio tanti lavoratori, soprattutto autonomi.

Perché? Forse perché non c’è più uno Speranza che voleva curarci con tachipirina e vigile attesa. Forse ci attenderanno nel prossimo futuro, ma il governo ha abrogato, sostanzialmente, tutte le restrizioni. La percezione è che nella ricerca di una via d’uscita dalla malattia si sia prodotta, non certo per accidens, la fortuna delle case farmaceutiche, ma non quella dei malati e si sono trattati i sani da malati e viceversa.

Si potrebbe continuare con molti esempi di mala gestio, di impreparazione, di inadeguatezza gestionale, di consigli cervellotici e assurde iniziative, che nel complesso hanno creato una nuova categoria (professionale?) rappresentata dalle virostar e una materia un po’ accantonata negli ultimi decenni, costituita dalla fede nel “Dio-Scienza”, addirittura a scapito del buon senso comune.

Fin qui è difficile non concordare. Parliamo di fatti acclarati e sotto gli occhi di tutti, dai quali abbiamo imparato che affidarsi in maniera acritica non è un modo corretto di vivere.

Occorre utilizzare il retto discernimento e la propria esperienza per prendere le decisioni che includono la salute, così come il lavoro, le attività quotidiane, ottimizzando le priorità e scartando le idiozie, da qualsiasi parte vengano.

La narrazione pandemica è diventata un’autentica telenovelas. Anni di sbrodolamenti di ogni genere a canali unificati. Internet stracolmo di tutto e di più.

Ho notato, ma potrei ovviamente sbagliare, che pare essere nata anche una nuova narrazione a scopo di lucro, costituita da una sorta di anti-mainstream che nel tempo ha fatto credere che sarebbe giunto il momento dell’Apocalisse, la fine del mondo, la certezza della morte o giù di lì…

Alcuni hanno diffuso la convinzione che ogni virgola che provenga dalla bocca della Bill Gates Foundations oppure da altre lobby internazionali o dal World Economic Forum sia, automaticamente, legge e programma dello Stato, che ci vorrebbe tutti al cimitero. Su certe affermazioni molti canali YouTube ci hanno guadagnato, come ci hanno guadagnato certi scientisti.

“Dittatura sanitaria” attrae e spaventa. Ricorda tempi bui. Sbandierarla fa sentire ribelli… anche certi terrapiattisti e ufologi, sètte e psicotici, ipocondriaci e analfabeti funzionali, complottardi cronici o indo-buddisti, persone che vedono massonerie anche sotto la tazzina del caffè…

Certe affermazioni hanno fatto pigliare anche qualche voto a chi sa giocarsi queste categorie umane con maggior intelligenza…

Riflettendo sulla vaccinazione obbligatoria storicamente in Europa, l’obbligo è nato all’inizio dell’Ottocento, dopo che Edward Jenner (1749-1823) scoprì il vaccino contro il vaiolo. In Italia, le vaccinazioni obbligatorie sono quelle contro la difterite (1939), la poliomielite (1966), il tetano (1968) e l’epatite B (1991).

Il re di Napoli Ferdinando IV di Borbone fu tra i primi ad applicare un programma di vaccinazioni di massa tra le popolazioni di Palermo e Napoli, nel 1801. Nello Stato Pontificio, il card. Ercole Consalvi emanò un decreto datato 20/06/1822 in cui istituì una Commissione di Vaccinazione per l’inoculazione del vaccino in tutto il territorio. Il Papa Leone XIII la rese facoltativa, ma mai la considerò immorale.

L’equilibro, dunque, è l’elemento essenziale per ovviare sciocche esagerazioni scientiste e imbrogli propagandistici a scopo di lucro, mantenendo la calma ed ovviando all’isteria collettiva di questi ultimi anni.

A proposito, sapete chi ha inventato il green pass? Fu Papa Gregorio XVI (1831-1846) a seguito di una epidemia di colera che dilagò nel 1830, prima dell’invenzione del vaccino. Egli organizzò quella che alcuni chiamerebbero oggi una “severa dittatura sanitaria” a base di sbarramenti sanitari controllati da militari, che impedivano di oltrepassare i confini. C’era la quarantena di almeno 14 giorni e c’erano i “passaporti sanitari” per poter circolare. Furono sospese tutte le feste religiose e ogni tipo di assembramento. Venne istituita una “Commissione straordinaria di pubblica incolumità”, che potremmo paragonare all’odierno CTS (Comitato Tecnico Scientifico), presieduto, non dal prof. Franco Locatelli, ma dal card. Giuseppe Sala. La violazione delle norme prevedevano fino all’ergastolo e alla pena di morte. Naturalmente, è corretto rilevare che non possiamo paragonare la percentuale di mortalità dovuta al colera con quella legata al Covid. Quest’ultimo è stata almeno trenta volte inferiore…

Il ritorno del padre e della madre

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di Marcello veneziani

Fonte: Marcello Veneziani

Con l’anno neonato verranno ripristinati il padre e la madre, rispetto alle loro controfigure fluide, genitore 1 e genitore 2, che ne avevano usurpato il posto per dare priorità alle coppie omosessuali. Per “includere” poche centinaia di coppie dello stesso sesso, con prole adottata, si voleva escludere dal gergo burocratico e di riflesso dal lessico “corretto”, il nome del padre e della madre. Sostituiti con quel grottesco e neutrale riferimento alla genitorialità, differenziata solo dal numeretto, come le file alla posta e dal salumiere: Genitore 1 e genitore 2, dove paradossalmente si faceva una peggiore discriminazione di genere, se assegnavi per esempio al padre il numero 1 e relegavi la madre nel ruolo secondario di numero 2; e lo stesse valeva se il criterio si fosse applicato all’inverso, comunque un’inaccettabile gerarchia ai fini della parità dei diritti.
Quella diversa designazione dei genitori sulla carta d’identità, applaudita dalla sinistra, aveva trovato conferma in una sentenza del tribunale di Roma che nello scorso novembre aveva riammesso la dicitura genitore 1/genitore 2, già propagata anche in altri ambiti “sensibili”, come le scuole, e ambiva sostituire in modo definitivo le denominazioni di sempre, padre e madre. Non più onora il padre e la madre, ma ometti il padre e la madre.
La definizione sostitutiva di genitore 1 e genitore 2 era stata già introdotta in precedenza. Un decreto Salvini del 2019, quando era Ministro dell’Interno, aveva ripristinato il riferimento al padre e alla madre. La sentenza recente aveva invece riportato la dicitura neutrale.
Ma il ministro della Famiglia e delle Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha annunciato che la dicitura corrente sulle carte d’identità e sui documenti pubblici, non si adeguerà a quella sentenza, che ha valore individuale, cioè vale solo per la singola coppia che ha fatto ricorso. Il sottinteso è che chiunque voglia rifiutare la denominazione tradizionale, tra le coppie dello stesso sesso, dovrà fare ricorso e ottenere il riconoscimento; ben sapendo che la decisione si applicherà solo nel suo caso, non farà giurisprudenza né sistema. Come è giusto, altrimenti il potere legislativo passerebbe definitivamente al potere giudiziario: le leggi sarebbero fatte o corrette dai giudici e non più dal Parlamento, espressione del popolo sovrano nel rispetto della separazione dei poteri, tra esecutivo, legislativo e giudiziario.
Le organizzazioni gay insorgono perché ricorrere ai giudici per ottenere la dizione neutra significherebbe perdere tempo e denaro; ma l’obiezione chiara ed elementare è che non si può cancellare la paternità o la maternità per riconoscere l’omogenitorialità. Anzi, l’ipotesi che si possa richiedere un diverso riconoscimento giuridico preserva la libertà dei singoli e sancisce un buon equilibrio tra diritti privati, individuali, e diritto pubblico e universale. Per semplificare, il diritto privato non può prevaricare sul diritto pubblico, modificarlo e imporre che il secondo si adegui al primo. Ma i movimenti omotrans annunciano class action e confidano nella Commissione Ue che sta approvando un regolamento filo-gay e anti-famiglia tradizionale a cui gli Stati nazionali dovrebbero conformarsi. E magari studiano in alternativa il ricorso alla Corte europea dei diritti umani, che come è noto e come dimostrano non pochi suoi pronunciamenti, svolge ormai una funzione di correzione ideologica nel segno del politically correct, scavalcando i tribunali e i canoni giuridici nazionali.
Insomma, la partita è aperta, e probabilmente assisteremo a conflitti, rovesciamenti, sballottamenti che alla fine non sono solo giuridici, formali, burocratici ma incidono sulla visione reale dei rapporti famigliari e genitoriali. Si fronteggiano due visioni opposte: una fondata sulla natura, la tradizione, la realtà di sempre; l’altra sull’ideologia, la correzione della realtà, il predominio di una sparuta minoranza sulla larga maggioranza delle famiglie.
Ma per una volta soffermiamoci sul significato simbolico di questo “ritorno del padre e della madre” seppure nel linguaggio formale della legge.
Certo, la crisi della famiglia, della figura paterna e materna, non vengono certo attenuate da un cambio di dizione formale; così come la dicitura imposta dalla legge di genitore 1 e genitore 2, non modificava certo l’uso nel linguaggio corrente del riferimento alla mamma e al papà. È inimmaginabile pensare che la prima parola pronunciata da un lattante non sia un monosillabo riferito alla mamma (o al babbo) ma un vago riferimento a genitore uno o due. Il linguaggio della natura, degli istinti e di una tradizione che si è fatta quasi corredo genetico, non può essere surrogato da un lessico finto, artificiale, burocratico. E penso che la stessa cosa valga anche per i bambini adottati dalle coppie omosessuali.
Resta però vero che per restituire vitalità al ruolo paterno e materno, da qualche parte bisogna pur cominciare. E riconoscere già la parola è comunque un primo segnale. Dopo le parole magari verranno i fatti. In ogni caso, è più difficile ripensare alla paternità e alla maternità se già la loro denominazione è cancellata, rimossa, negli atti pubblici, nei tribunali, negli uffici comunali e nelle scuole. Intanto Le Sezioni Unite della Cassazione, hanno ribadito in una sentenza che la maternità surrogata – anche laddove avvenga in forma gratuita ‒ è sempre da considerarsi una pratica “che offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane”. Una bella svolta.
Il sottinteso che il concepimento, la gravidanza e il parto, il legame di sangue, l’eredità genetica siano irrilevanti, è un’erosione progressiva e malefica del naturale e affettivo legame tra un padre, una madre, un figlio e una figlia, con tutto ciò che ne deriva.  Adeguiamo la legge e il suo linguaggio alla natura, alla civiltà e alla realtà di sempre.

Intervista al Dott. Rocco Maruotti – Morte cerebrale – Verità o Finzione

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Segnalazione della Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

“Morte cerebrale – Verità o Finzione?”

Con piacere trasmettiamo l’intervista al Prof. Dott. Rocco Maruotti, esponente del Comitato Medico della Lega Antipredazione, già Direttore Primario di Unità Operativa di chirurgia e Direttore di Riviste scientifiche internazionali, in un momento in cui il tema della pseudo-morte, degli espianti e trapianti è tornato in auge col recente 76° Congresso degli anestesisti-rianimatori Siaarti che hanno presentato documento di Consensus sui trapianti.

L’intervista è stata richiesta e promossa dalla presidente dell’Associazione Amici di Nicola Reina, (www.nicolareina.it), Dr.a Mariangela Di Filippo, intervistatrice motivata e umanamente impegnata nella diffusione della verità su un tema da sempre falsificato dalla informazione sanitaria di regime e dai giornalisti del pensiero unico collusi con l’inganno delle centrali del potere trapiantistico.

Ecco il link che ci porta all’ascolto:

https://youtu.be/AD_GcGQXRug

Vivamente

Lega Nazionale
Contro la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente
e non Battente

www.antipredazione.org

CORAGGIO GENITORI: Difendiamo la Libertà Educativa!

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di Jacopo Coghe

Sai che cosa fanno le dittature e i regimi totalitari quando prendono il potere?

Tolgono alle famiglie la libertà di educare i loro figli.

Nei regimi l’educazione deve essere impartita solo dallo Stato, tramite le scuole, in modo ferreo e inderogabile.

E sai perché? Perché così si possono creare dei “cittadini modello”, tutti omologati dal pensiero unico dominante.

Se i regimi lasciassero le famiglie libere di educare i loro figli, i genitori potrebbero insegnare cose contrarie a ciò che lo Stato totalitario vuole imporre a tutti.

Sarebbe troppo pericoloso.

Oggi sta accadendo lo stesso con l’ideologia gender, che è la nuova “colonizzazione ideologica”, come l’ha definita Papa Francesco.

Anzi, Papa Francesco ha detto proprio che quello che fanno oggi col gender nelle scuole è esattamente come faceva il nazismo con la “gioventù hitleriana” il secolo scorso. Parole fortissime.

Per questo al centro della battaglia di Pro Vita & Famiglia contro corsi, progetti e attività gender nelle scuole e contro la Carriera Alias c’è la difesa del diritto di priorità educativa dei genitori (secondo cui, nell’educazione dei giovani, la famiglia viene prima dello Stato).

Un paio di mesi fa abbiamo commissionato un sondaggio per capire che cosa pensano gli italiani su questo argomento. Ci siamo affidati al prestigioso istituto Noto Sondaggi e lo abbiamo presentato ufficialmente in Senato.

I risultati sono stati sorprendenti.

Guarda il video, dura solo 2 minuti:
Quando è stata girata questa clip non si erano ancora svolte le elezioni politiche e non era ancora nato il Governo Meloni, ma già invitavo il futuro Governo a difendere e rafforzare la libertà educativa dei genitori.

Le scuole stanno diventando ambienti sempre più politicizzati, a causa dell’attivismo politico delle organizzazioni di sinistra e dei collettivi LGBTQ.

Ma noi non mandiamo i nostri figli a scuola perché siano indottrinati da chi pensa che si possa scegliere di che sesso essere a giorni alterni!

Per questo, ora che il Governo Meloni è in carica, ci aspettiamo decisioni nette e urgenti in questa direzione. Sicuramente solleveranno polveroni mediatici, perché la Lobby LGBTQ è piccola ma molto potente.

Non bisogna farsi intimidire.

Come dicono chiaramente i risultati del sondaggio che abbiamo svolto (scoprili qui) la maggioranza degli italiani è con noi.

Se puoi condividere il breve video che ti ho mandato oggi mi aiuterai a sensibilizzare più persone sull’importanza di difendere la libertà dei genitori di educare i loro figli. È davvero importante.

Condividi il Link: youtu.be/pqj0FpVOquc 

Grazie mille Circolo Cattolico.

In alto i cuori!

Jacopo Coghe
Portavoce Pro Vita & Famiglia

P.S. I dati usciti dal sondaggio sono impressionanti e ci danno un incoraggiamento straordinario.

Guarda la clip, dura solo due minuti!

Le origini del movimento “no-vax” pre-Covid

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Del prof. Roberto De Mattei

TRA LA FINE DELL’OTTOCENTO E I PRIMI DEL NOVECENTO UN ORIZZONTE TEOSOFICO E NATURISTA CARATTERIZZÒ LA GERMANIA E L’INGHILTERRA E FU ALLE ORIGINI DEL MOVIMENTO ANTIVACCINISTA

Una delle ragioni del successo delle teorie del complotto sanitario è il sostegno che hanno ricevuto dal movimento “no-vax” o “anti-vax” che ha a sua volta il suo retroterra culturale in una visione del mondo che da una parte pone il benessere psico-fisico come esigenza primaria dell’uomo e dall’altra attribuisce le malattie ad un’ignoranza dei poteri spirituali dell’uomo.

Due studiosi francesi, Françoise Salvadori e Laurent-Henri Vignaud, rintracciano le origini del movimento antivaccinista in quell’orizzonte teosofico e naturista che caratterizzò soprattutto la Germania e l’Inghilterra tra la fine Ottocento e primi del Novecento (cfr. Antivax – Résistance aux vaccins du XVIIIe siècle à nos joursVendemiaire, Paris 2021). Tra i nomi che essi ricordano sono quelli della presidente della sezione inglese della Società Teosofica Anna Kingsford (1846-1888), del fondatore dell’Antroposofia Rudolf Steiner (1861-1925) e di esponenti del movimento völkisch, come Richard Ungewitter (1869-1958).

Anna Kingsford, occultista e “animalista” antelitteram, collegava la vaccinazione alla vivisezione e si propose di uccidere, attraverso le arti magiche, gli scienziati che compivano esperimenti contro gli animali, in particolare il fisiologo Claude Bernard (1813-1878), il suo allievo Paul Bert (1833-1886) e il fondatore della microbiologia Louis Pasteur (1822-1895), contro i quali preparò “fatture di morte” attraverso appositi rituali. Dopo essersi vantata della morte di Bernard e di Bert, Anna Kingsford nel 1887 si recò a Parigi per concentrare i suoi sforzi sul “vaccinista” Pasteur. «Ho ucciso Paul Bert, ho ucciso Claude Bernard e ucciderò Louis Pasteur e dopo di lui l’intera tribù dei vivisezionisti, se vivrò abbastanza» scrisse nel suo diario (cfr. Edward Maitland, Anna Kingsford: Her Life, Letters, Diary and Work, George Redway, London 1896, vol. II, p. 268). Però, dopo aver passato cinque ore sotto la pioggia nei pressi dell’Istituto Pasteur, fu colpita da una grave polmonite, che la condusse alla morte.

In quegli stessi anni si svolse una “guerra occulta” a colpi di malefici tra Josef-Antoine Boullan, un sacerdote occultista che praticava riti osceni e sacrilegi e il satanista Stanislas de Guaita (1861-1897), gran maestro dell’Ordre Kabbalistique de la Rose-Croix. La morte di Boullan, il 4 gennaio 1893, fu attribuita dagli occultisti a un omicidio magico perpetrato da Guaita, che morì a sua volta di una overdose di droga.

Antivaccinista fu Rudolf Steiner che, dopo essere stato segretario della sezione tedesca della Società Teosofica e dirigente del Rito di Memphis-Misraïm in Germania, fondò nel 1913 l’Antroposofia, una società teosofica dissidente, con sede a Dornach, in Svizzera. Coadiuvato dal medico olandese Ita Wegman (1876-1943), Steiner fondò la “medicina antroposofica” che avversava la vaccinazione, nella convinzione che essa ostacolasse l’evoluzione spirituale dell’uomo e i cicli della reincarnazione.

Richard Ungewitter fu uno degli apostoli dell’antivaccinismo, ma anche uno dei primi organizzatori del movimento nudista, che ai primi del Novecento divenne una pratica popolare in Germania. Al suo nome si possono aggiungere quelli del naturopata Adolf Just (1859-1936), fondatore del sanatorio di Jungborn; di Willibald Huntschel (1858-1947), che si proponeva di rinnovare la razza ariana attraverso la poligamia praticata nelle colonie agricole degli Artamani da lui fondate; di Edgar Dacqué (1878-1945) un evoluzionista che capovolge il darwinismo, affermando la discendenza delle scimmie dall’“uomo primordiale”. Tutti furono fautori della Nacktkultur, la “cultura del nudismo” collegata all’adorazione del sole, simbolo del ritorno alla mistica della natura. Ungewitter, nazista della prima ora, era convinto che la vaccinazione fosse «un complotto di medici ebrei, mirante ad avvelenare il sangue della razza tedesca».

ulius Streicher (1885-1946), uno dei capi del partito nazionalsocialista tedesco e direttore del settimanale Der Sturmer, fu come Ungewitter un grande propagatore del nudismo e l’autore di una violenta campagna contro i sieri e i vaccini, considerati come invenzioni ebraiche per corrompere il sangue tedesco. Streicher faceva parte del Germanorden e della Associazione Thule e, come Rosenberg ed altri gerarchi nazionalsocialisti, fu condannato a morte a Norimberga nel 1945 per crimini contro l’umanità.

DA

Le origini del movimento “no-vax” pre-Covid

ANCHE GLI UOMINI POSSONO RIMANERE INCINTI E PARTORIRE. L’ULTIMA FOLLIA DELLA MEDICINA PROGRESSISTA

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Segnalazione di Federico Prati

di Javier André Ziosi

Secondo una parte “deviata” della scienza, la gravidanza e il parto non sono più realtà femminili, riservate esclusivamente alle donne, ma rappresentano ormai una prerogativa anche per gli uomini, i quali – al pari delle donne – hanno il diritto di rimanere incinta e partorire

Potrebbe apparire innaturale, bizzarro o addirittura grottesco, ma la prestigiosa Napier University di Edimburgo, in Scozia, ha di recente pubblicato un opuscolo destinato agli studenti di ostetricia, nel quale si spiega nel dettaglio «come assistere i maschi biologici nel parto». Si, avete capito bene!

L’opuscolo, dal titolo ‘Quaderno delle abilità’ e pubblicato in parte sul sito di femministe Reduxx grazie ad alcuni studenti che l’hanno reso disponibile, dichiara esplicitamente che è possibile «far nascere bambini da persone che partoriscono con un pene» e, rivolgendosi allo studente che legge, asserisce: «È importante notare che, mentre la maggior parte delle volte la persona che partorisce avrà genitali femminili, potresti però prenderti cura anche di una persona incinta o in fase di parto che sta passando da maschio a femmina e che può ancora avere genitali maschili esterni».

L’opuscolo prosegue affermando che gli studenti di ostetricia dovrebbero avere «familiarità» con l’uso dei cateteri per «l’anatomia sia maschile che femminile» e, dato che entrambi i sessi oggi possono partorire, sarebbe più appropriato riferirsi a coloro che hanno il travaglio utilizzando parole non discriminanti e più neutre, come ad esempio «persona che partorisce».

Dello stesso parere è il governo inglese, che – poco dopo la pubblicazione dell’opuscolo – ha sponsorizzato tramite una fondazione LGBT un rapporto destinato alle ostetriche di tutta l’Inghilterra, il quale dichiara che è necessario «astenersi dall’usare un linguaggio di genere», comprese frasi come «allettamento al seno» e «parto vaginale» (sostituibili con «allattamento al petto» e «nascita frontale o inferiore»), al fine di «far sentire le persone transgender più a loro agio». In seguito, invece, è stato il National Health Service (NHS) degli ospedali universitari di Brighton e Sussex, a far presente che sarebbe più opportuno chiamare il latte materno «latte umano», poiché la «terminologia tradizionale può indurre disforia o disagio per i genitori transgender e non binari».

Ma non è tutto. L’opuscolo, oltre a far passare l’idea – riconducibile alla famigerata “teoria gender” – secondo la quale maschi e femmine non esistono, ma sono soltanto dei costrutti socio-culturali ormai datati e obsoleti, contiene inoltre una sezione in cui viene spiegato che «i pazienti transgender di sesso femminile o maschile potrebbero dover partorire attraverso un pene costruito artificialmente».


Critiche

Come previsto, l’opuscolo della Napier University ha suscitato incredulità e numerose critiche. La dottoressa Elaine Miller, ad esempio, della Chartered Society for Physiotherapy di Londra, ha fatto notare che le informazioni contenute nell’opuscolo sono «biologicamente incoerenti» e, oltre ad avvertire «dei potenziali effetti collaterali negativi per le persone transgender che tentano di partorire», ha messo in chiaro che «non è possibile che una persona di sesso maschile rimanga incinta».

«Una femmina con una differenza di genere può rimanere incinta, ma non avrà genitali maschili», ha inoltre dichiarato la dottoressa. «La maggior parte delle femmine che usano il testosterone, con le dosi usate per la “transizione”, svilupperanno atrofia vaginale. Il fragile tessuto di una vagina atrofizzata potrebbe dunque non essere in grado di allungarsi per accogliere la testa di un bambino. Per di più, nelle persone transgender femmine questo tessuto potrebbe strapparsi, subendo nuovi tipi di lesioni durante la nascita».

Altre critiche sono state espresse invece dalla dottoressa Susan Bewley, professoressa emerita di Ostetricia e Salute delle donne al King’s College di Londra, la quale ha osservato che «molte femmine che si sottopongono a un intervento chirurgico di transizione subiscono anche un’isterectomia e quindi fisicamente non possono partorire». Pertanto – conclude la dottoressa – l’opuscolo «potrebbe essere nato dalla compassione e dall’entusiasmo, ma è preoccupante che gli ideatori non sembrino conoscere, preoccuparsi o controllare i fatti».


Profezia accademica

L’idea che anche un uomo possa partorire, tuttavia, non è nuova. Già otto anni fa, nel 2015, il giornalista Claudio Cartaldo scriveva su Il Giornale che «la scienza fa passi da gigante e si avvicina sempre più il momento in cui anche gli uomini potranno mettere al mondo un figlio, provare le doglie del parto e la rottura delle acque», anche se «siamo quasi certi che ne farebbero volentieri a meno».

Il giornalista faceva riferimento ad una nuova sperimentazione di «trapianto uterino maschile» condotta su due volontari da un gruppo di medici della Cleveland Clinic (Ohio, Stati Uniti), e dichiarava: «Dal punto di vista tecnico, per assicurare la vascolarizzazione necessaria ad alimentare il feto con il sangue e i nutrimenti, gli scienziati stanno cercando di collegare il ramo di un grande vaso sanguigno dell’uomo all’utero trapiantato. Poi, con una terapia ormonale, si agisce sul testosterone, riducendolo al punto giusto e introducendo quel progesterone e quegli estrogeni necessari ad innescare la gravidanza e preparare l’utero».

A tal riguardo, la dottoressa Karine Chung, direttrice del ‘Programma di conservazione della fertilità’ presso la Keck School of Medicine dell’Università della California del Sud e nota esponente progressista, dichiarò che «non ci sono poi così tante differenze tra l’anatomia maschile e quella femminile». «La mia ipotesi», profetizzò nel 2015, «è che tra cinque o dieci anni o forse prima, anche per gli uomini sarà possibile portare a termine una gravidanza e partorire».

Tre anni dopo, nel 2018, il sito web di informazioni sulla salute Healthline, con sede a San Francisco (California), si chiedeva se gli uomini potessero rimanere incinta e concludeva: «Sì, è possibile che gli uomini rimangano incinta e partoriscano figli propri. In effetti, sarà probabilmente molto più comune di quanto si possa pensare».

 

Profezia teologica

Secondo l’ebreo Adam E. Berkowitz, reporter di Israel 365 News e leader religioso, «l’idea che gli uomini possono rimanere incinta ha infettato la cultura occidentale e si è manifestata in vari aspetti della tecnologia e dell’intrattenimento in tutta l’America». Più precisamente – spiega Berkowitz – «all’inizio di quest’anno, Apple ha rilasciato diverse nuove emoticon come parte dell’aggiornamento di iOS 15.4, una delle quali è quella di un uomo incinta. Netflix sta trasmettendo in streaming un programma giapponese chiamato ‘He’s Expecting‘, interpretato da un uomo incinta. Di recente, invece, la campagna pubblicitaria per la festa della mamma di Calvin Klein ha assecondato il politicamente corretto presentando un uomo transgender in stato di gravidanza».

Tutto ciò, secondo il rabbino Yosef Berger (noto per i suoi sentimenti messianici e per aver predetto la fine del mondo nel 2022), ha una valenza positiva, in quanto – oltre ad essere stato profetizzato dalla Torah – rappresenterebbe «l’ultimo stadio dell’idolatria che precede l’arrivo del Messia».

«L’idolatria è l’uomo che cerca di sostituire Dio», ha messo in chiaro il rabbino. «Dio determina il sesso di una persona prima che venga al mondo. Rifiutare questo aspetto di te stesso significa rifiutare la tua relazione con Dio. […] Ora, alcune persone stanno cercando di ricreare la realtà a loro immagine contorta, rifiutando Dio. Questo è stato previsto dai profeti».

Il rabbino si riferisce al profeta Geremia, nel cui libro (30:6-7) vi è scritto: «Informatevi e osservate se un maschio può partorire. Perché mai vedo tutti gli uomini con le mani sui fianchi come una partoriente? Perché ogni faccia è stravolta, impallidita? Ohimé! Perché grande è quel giorno, non ce n’è uno simile! Esso sarà un tempo di angoscia per Giacobbe, tuttavia egli ne uscirà salvato».

Berger conclude asserendo che «con ogni probabilità, le persone che hanno ascoltato questa profezia in prima persona hanno pensato che fosse assurda, che non ci fosse alcuna possibilità che una cosa del genere si avverasse. Ma proprio come la depravazione e l’idolatria sono aumentate in Egitto, scendendo al 49° livello di impurità prima della Redenzione, così anche questo accadrà alla fine dei giorni».


Degenerazione

Per concludere, al di là delle profezie e dei deliri ebraico-messianici, è necessario asserire che vi è sicuramente qualcosa di deviante e innaturale nella convinzione che anche un uomo possa rimanere incinta ed abbia il diritto di partorire. Nei meandri della medicina progressista, invece, dove scienziati pazzi e fanatici transgenderisti – spalleggiati dalle stesse istituzioni – tentano di soddisfare i capricci individuali delle minoranze di genere piuttosto che perseguire la scienza ed il progresso scientifico, anche la più malsana delle idee – come appunto quella di mettere incinta un uomo – può divenire “ricerca scientifica“, degna di lavoro sul campo e supporto finanziario. Stanno forse arrivando i tempi profetizzati dal sionista Marx Nardau nell’opera Degenerazione?

IL DIVORZIO E’ LA VILTA’ DI COLUI CHE FUGGE DINANZI ALLE DIFFICOLTA’

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Segnalazione BastaBugie
La legge sul divorzio ha dato una facile via d’uscita da ogni responsabilità… ma con danni incalcolabili ai singoli e alla società nel suo complesso
di Pierfrancesco Nardini

«Al massimo puoi sempre divorziare». Questa frase sentita in un film la si prende come spunto perché, se ci si pensa, racchiude la sintesi dei tempi che viviamo sull’argomento matrimonio.
Il divorzio divenuto logica normalità della vita. Se ho sete, bevo. Se sono stanco, mi riposo. Se sono innamorato della mia fidanzata, mi sposo. Se va male, divorzio. Logico, no?
Il personaggio che dice questa frase (per incoraggiare lo sposo!) mica gli parla della giustezza della sua scelta, mica gli ricorda l’amore che ha per la sposa, mica gli rammenta i sogni da loro fatti nei mesi passati, no! Gli dice, in pratica, che tanto al massimo divorzieranno e si libereranno facilmente di qualsiasi problema…

RIMETTERE INSIEME I COCCI
È talmente normale pensare al divorzio come una soluzione che non ci si pone oramai più la domanda se si possano rimettere insieme i cocci, se si possa risolvere il problema.
È proprio vero che la possibilità del divorzio ha inciso sulla mentalità delle persone. Ha inciso, diciamo così, sul loro modo di pensare che è cambiato in modo inconscio. Immagazzinato il file, anche senza pensarci in modo consapevole, c’è questa spia nella mente che sempre più automaticamente fa pensare a questo, non si prende più in considerazione l’altra possibilità, quella di combattere per il proprio matrimonio, affrontando la crisi.
La presenza del divorzio, insomma, ha dato alle persone una facile via d’uscita che rende veloce e (s’illudono) indolore la fine di ogni problema.
È stato giustamente detto che, se una persona vive in una stanza e se l’arreda come più gli piace, ma ha una porta aperta che gli permette di uscirne quando vuole, al primo momento in cui questa stanza non gli piacerà più, uscirà subito, non proverà prima ad aggiustarla (cambiare colori alle pareti, i mobili, ecc…), come invece farebbe se la porta aperta (via d’uscita facile) non ci fosse. Questo vale per matrimonio e divorzio.
Qui non ci si sofferma sulla sempre maggiore superficialità delle relazioni ai giorni nostri, frutto di più cose, che si ripercuote però sui rapporti di coppia e sulla capacità di capire la profondità dei propri sentimenti. Quel che qui si vuol sottolineare è come oramai il divorzio sia entrato appieno nella normale e quotidiana prassi della vita, sia diventato qualcosa di comunemente accettato e abituale, tale da non esser più messo in discussione, ahinoi anche da molti che si dicono cattolici.

UNA CONVINZIONE NATA DALL’ABITUDINE
Se c’è qualcosa che è difficile scardinare dalla mente delle persone, è una convinzione nata dall’abitudine. Se, cioè, una persona si abitua a qualcosa nella propria vita, dopo qualche tempo, giusto o sbagliato che sia quel comportamento, la sua capacità di giudizio sul quella cosa è dominata dall’abitudine.
In conclusione leggiamo queste interessanti parole di Chesterton: “La prima cosa da dire su questi riformatori è che per loro il matrimonio è un discorso senza capo né coda. Non sanno cosa sia, o cosa significhi; essi non vi danno un’occhiata nemmeno quando vi ci si trovano dentro. Semplicemente si liberano della fatica più vicina (…) non hanno la minima idea di quanto sia vasta l’idea che stanno attaccando. (…). Non esiste forse peggior consiglio di quello di liberarsi dalla fatica più vicina (…) sarebbe a dire ‘rosicchia la prima cosa che ti capita a tiro’. L’uomo, come il topo, tende a scardinare ciò che non comprende e, dato che ha sbattuto contro un ostacolo, non importa che questo ostacolo sia il pilastro portante che sostiene il tetto sopra la sua testa (…). Ci accorgeremo di come la grande massa di uomini e donne moderni, che scrivono e parlano del matrimonio, stiano rosicchiandolo ciecamente come un esercito di topi. (…) I ratti sono sempre pronti ad abbandonare la nave che affonda: esiste una nave (fuor di metafora: la famiglia), grande o piccola non fa differenza, che non va abbandonata anche quando si pensa stia affondando. (…) Ogni filosofia dell’amore che non dia conto della sua ambizione di stabilità, come delle sue esperienze di fallimento, è destinata a fallire.”

Titolo originale: Il divorzio, ovvero la viltà che fugge dinanzi alle difficoltà
Fonte: I Tre Sentieri, 18 novembre 2022

SALVIAMO MAMMA E PAPÀ! No a Genitore 1 e 2 sui documenti dei bambini!

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Segnalazione di Pro Vita & Famiglia

Vogliono eliminare mamma e papà con un colpo di spugna, ma possiamo impedirlo.

Il Tribunale di Roma ha ordinato al Governo di eliminare le parole PADRE e MADRE dai documenti di riconoscimento dei bambini.

Secondo i giudici devono essere sostituite con GENITORE 1 e GENITORE 2, per assecondare le richieste delle coppie Lgbtq.

Il Governo Meloni deve opporsi a questa richiesta ideologica e continuare a scrivere “madre” e “padre”: firma la petizione e fai sentire la tua voce, è urgente!

Salviamo Mamma e Papà, firma ora!

Sai perché il Tribunale ha fatto questa richiesta ideologica?

Per riconoscere legalmente le cosiddette “famiglie arcobaleno”.

Si tratta di coppie omosessuali che pianificano a tavolino la nascita di bambini “senza papà” o “senza mamma”.

Come fanno?

Sfruttano all’estero pratiche illegali in Italia: l’utero in affitto (nel caso di due uomini) o l’acquisto di sperma e la fecondazione artificiale (nel caso di due donne).

Incredibilmente, i giodici vogliono “premiare” chi sfrutta queste pratiche riconoscendo due uomini o due donne come “due padri” o “due madri” dei bambini nati.

È un attacco micidiale: blocchiamolo.

FIRMA ORA per chiedere al Governo Meloni di continuare a scrivere LA VERITÀ sui documenti di identità dei bambini: esiste solo un padre e una madre! [CLICCA QUI]

Appena ho letto la notizia ho rilasciato un durissimo comunicato ripreso dalla stampa:

Come vedi ci siamo mossi immediatamente, ma occorre anche il tuo aiuto per essere più incisivi e mandare al Governo un messaggio chiaro: MAMMA E PAPÀ NON SI TOCCANO!
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