Trump, schiaffo ai rossi: istituisce il “giorno per le vittime del comunismo”

Donald Trump istituisce la giornata in ricordo delle vittime del comunismo proprio nel giorno dell’anniversario della rivoluzione bolscevica

Più chiaro di così non poteva essere: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di istituire una giornata nazionale in ricordo delle vittime del comunismo. E come data ha scelto proprio il 7 novembre, giorno in cui, nel 1917, i bolscevichi hanno dato il via alla rivoluzione russa.

Per rimarcare ulteriormente il valore simbolico del proprio gesto, l’inquilino della Casa Bianca ha scelto di farlo proprio nel centesimo anniversario di quell’avvenimento storico foriero di sviluppi così decisivi per la storia della Russia e di tutto il mondo. Storia di lutti e di morte, come dovunque il comunismo è andato al potere con la violenza.

Durante il viaggio in Asia – e precisamente alla vigilia della visita in Cina – Trump ha dichiarato che “durante il secolo scorso, i regimi totalitari comunisti nel mondo hannoucciso più di 100 milioni di persone e ne hanno sottomesse molte di più a sfruttamento, violenza e devastazione indicibile”.

“Oggi noi ricordiamo quanti sono morti e quelli che continuano a soffrire sotto il comunismo – ha aggiunto il presidente senza timore di conseguenze diplomatiche con gli strategici interlocutori cinesi – Dobbiamo far brillare la luce della libertà per tutti quelli che aspirano a un futuro più libero e più radioso”.

Da http://www.ilgiornale.it/news/mondo/trump-schiaffo-ai-rossi-istituisce-giorno-vittime-comunismo-1460845.html

Matteo Salvini e «La Bestia»: come catturare 4 milioni di fan sui social

di Milena Gabanelli

«Il nome della Bestia l’ho copiato dalla campagna elettorale di Barack Obama («The Beast» era proprio la struttura creata, con un peso schiacciante di internet, per arrivare alla Casa Bianca)». Le similitudini però si fermano giusto al nome. Pochi giorni fa il 46 enne Luca Morisi, il noto consulente d’immagine di Matteo Salvini, lascia il bunker di Mantova da dove produce l’epica del Capitano, per una lezione a Torino a 50 giovani aspiranti spin doctor (organizzata da YouTrend). I documenti presentati in quell’occasione permettono a Dataroom di ricostruire il funzionamento della potente macchina social che dal 2014 sta dietro l’ascesa del leader della Lega, oggi il politico con più consenso in Italia (sabato a Roma in piazza San Giovanni c’erano oltre 100 mila partecipanti). Continua a leggere

Ora (ri)apre l’inchiesta Veleno: possibile legame con Bibbiano

L’inchiesta Angeli e Demoni a Bibbiano ha aperto un vaso di Pandora su affidi illeciti e servizi sociali e ha avuto l’effetto di far (ri)aprire anche l’inchiesta Veleno sulla presunta banda di pedofili, i cosiddetti “Diavoli della bassa modenese”.

La Procura di Modena, infatti, dopo che sono stati presentati tre esposti, ha avviato un fascicolo di indagine per riesaminare le vicende dei presunti pedofili della Bassa di ventidue anni fa: in ipotetico legame tra la vicenda del passato e quella del presente potrebbe riguardare il centro studi Hansel e Gretel di Torino – di cui è stato arrestato il responsabile, Claudio Foti – visto che i suoi esperti psicologi avevano interrogato i bambini dell’inchiesta Veleno.

Un’inchiesta che all’epoca portò all’allontanamento di 16 bimbi dalle rispettive famiglie, accusate di pedofilia e di compiere riti satanici.

Il fascicolo conoscitivo è stato aperto su iniziativa del Procuratore capo Paolo Giovagnoli. Al momento non risultano esserci indagati, né sarebbero previsti interrogatori o convocazioni, bensì solo un’attenta analisi della documentazione.

Parlando alla Gazzetta di Modena, Giovagnoli spiega: “Siamo in una fase iniziale. Abbiamo aperto un fascicolo conoscitivo per cercare di ricostruire le vicende di allora. È un fascicolo ancora ad ampio raggio. Trattandosi di fatti di più di vent’anni fa, può darsi pure che eventuali reati siano prescritti”.

fonte – https://fenicenews.wordpress.com/2019/07/29/ora-riapre-linchiesta-veleno-possibile-legame-con-bibbiano/

Fantastici cinque, emergono nuovi particolari della loro “impresa”

Nuovi particolari (ingloriosi) sull’impresa dei “fantastici cinque”: l’ormai leggendario quintetto di deputati-crocieristi (Delrio-Orfini-Faraone-Magi-Fratoianni) saliti sulla Sea Watch, e poi rimasti muti (non una spiegazione convincente, non un messaggio di scuse) perfino dopo lo speronamento ai danni di una motovedetta della Guardia di Finanza.

A peggiorare la loro posizione (mai fidarsi degli amici più a sinistra) è stata proprio il loro idolo, la “Capitana”, Carola Rackete, intervistata nel weekend da Repubblica.

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fonte – https://www.nicolaporro.it/fantastici-cinque-emergono-nuovi-particolari-della-loro-impresa/

La ‘ndrangheta dietro onlus per l’accoglienza: 11 arresti

Salvini esulta: il business fa gola a molti ma la pacchia è finita

Onlus che risultano essere collegate a “noti pluripregiudicati” appartenenti alla ‘ndrangheta. Sono  al centro dell’inchiesta milanese che ha portato all’arresto di 11 persone per truffe relative alla gestione dell’emergenza dei migranti. Le indagini, si legge in una nota della Guardia di Finanza di Lodi, hanno fatto emergere “un pericoloso sodalizio criminale che si è stabilmente inserito nelle gare pubbliche per la gestione dell’emergenza dei migranti indette dalle prefettura di Lodi, Pavia e Parma.

Stando all’inchiesta della Procura di Milano, i pluripregiudicati legati alla ‘ndrangheta avrebbero sfruttato le Onlus per far ottenere a persone recluse, attraverso il rilascio di documentazione falsa, la concessione della misura alternativa alla detenzione da parte del magistrato di sorveglianza.

“Il business dell’immigrazione ha fatto gola ad alcune onlus di Lodi”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta l’operazione di questa mattina della Guardia di finanza che ha portato all’arresto di 11 persone con l’accusa di truffa aggravata, autoriciclaggio e associazione a delinquere. “Meno sbarchi e meno soldi per i professionisti dell’accoglienza – aggiunge Salvini -, così risparmiamo, difendiamo l’Italia e investiamo per assumere più forze dell’ordine. La pacchia è finita”.

#IoNonStoConCarola

Segnalazione dell’ On. Silvia Sardone (Eurodeputato Lega, di Nova Civilitas)

Non si tratta di parteggiare per Salvini. Smettiamola di farci prendere in giro e diciamo forte e chiaro “Io non sto con Carola”

“Io non sto con Carola”, la capitana trasformata in eroina per avere violato la legge. E bisognerebbe dirlo forte e chiaro per rompere questa illusione di solidarietà maggioritaria pompata ad arte dalla sinistra, da Ong talebane dell’accoglienza, da una bella fetta della Chiesa e dai pezzi da novanta del facile buonismo radical chic come Saviano, Fazio, Lerner e Murgia.

Ovviamente è passato sotto silenzio un sondaggio del 27 giugno su Rai3, non proprio una rete mangia migranti, che svelava come il 61% degli italiani fosse contrario all’attracco della nave Sea Watch a Lampedusa, ancora prima dell’epilogo forzato deciso dalla capitana.

Se al volante della tua automobile trovi lungo la strada un carabiniere con la paletta che intima l’alt, cosa fai? Accosti e non sfondi il posto di blocco. Se speroni la macchina dell’Arma vieni rincorso armi in pugno e ti arrestano, ancor più se a bordo hai dei clandestini. E nessuno si sognerebbe di alzare un dito in tua difesa con pelose giustificazioni umanitarie.

Carola Rackete ha sfondato il blocco ordinato dal Viminale, violato la legge, speronato una motovedetta mettendo in pericolo la vita dei finanzieri a bordo (guarda il video) e la stanno trasformando in un’eroina dei due mondi. Lo ha fatto per “salvare vite umane” sostengono i fan della talebana dell’accoglienza. Se vogliamo salvare veramente i migranti in Libia, a cominciare da quelli rinchiusi nei centri di detenzione, dobbiamo continuare a riportarli a casa loro come sta facendo a rilento e fra mille difficoltà l’Iom, una costola dell’Onu, difficile da paragonare a SS moderne.

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“Gesù sarebbe d’accordo con l’aborto”: Madonna si spinge ancora oltre

La popstar Madonna ha pubblicamente dichiarato che Gesù “sarebbe d’accordo” con le donne che abortiscono.

“Gesù non rimprovererebbe le donne che abortiscono e non le condannerebbe. Anzi, sarebbe d’accordo con loro. Ne sarebbe felice”. Questo è quanto ha dichiarato la pop star di fama internazionale Madonna.

In un’intervista nel talk show australiano di Andrew Denton, la cantante “Like a Prayer” ha insistito sul fatto che – visto che Gesù era un sostenitore delle donne – sarebbe stato “perfettamente felice” dell’aborto.

Parole assurde, che sono continuate così: “Non pensi che Gesù sarebbe d’accordo sul fatto che una donna ha il diritto di scegliere cosa fare con il suo corpo?”.

A rispondere a Madonna è stato il pastore evangelista Franklin Graham, con un post su Facebook: “La pop star dice che l’Autore della Vita, Gesù Cristo, approverebbe la distruzione della vita attraverso l’aborto. È assurdo!”

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Filantropia: un narcisismo “comunitario”

Se non si capisce davvero il significato di “prossimo” come “affine” e “vicino” (N.d.R.)

Fin dalla tenera età, ci viene insegnato che donare indistintamente a chi è meno fortunato di noi sia cosa buona e giusta; non sentire il bisogno di farlo sarebbe invece segno di insensibilità, cinismo ed indifferenza verso il prossimo. Tuttavia, se la società sembra imporci questa visione morale dei rapporti sociali, la natura umana ci suggerisce una diversa prospettiva.

Gli esseri umani, è vero, sono istintivamente portati ad adottare comportamenti altruistici, perché l’altruismo è una strategia adattiva di successo. La cooperazione ha permesso alla specie umana di sopravvivere ed evolversi. Ma considerato che, nel corso dell’evoluzione umana, i nostri antenati non hanno mai avuto la possibilità materiale di relazionarsi con individui geograficamente distanti, trovandosi sempre nella condizione di cooperare con le persone presenti nelle immediate vicinanze, è chiaro il motivo per cui il nostro sentimento morale è circoscritto alle relazioni “faccia a faccia”.

Si consideri il seguente esperimento mentale proposto dal filosofo e neuroscienziato americano Joshua Greene: ci troviamo di fronte a due casi in cui ci viene chiesto di aiutare persone in difficoltà o in pericolo. Nel primo caso, stiamo guidando lungo una strada di campagna quando, ad un certo punto, udiamo una richiesta di aiuto.

Ci fermiamo e notiamo una persona a terra, le cui gambe sono coperte di sangue. Il malcapitato rischia di perdere una gamba se non lo carichiamo immediatamente in macchina e non lo portiamo in ospedale; tuttavia, se decidiamo di dare un passaggio a quest’uomo, le macchie di sangue rovineranno la tappezzeria dell’autovettura, e noi saremo dunque costretti a spendere soldi per rimediare al danno.

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Giordano attacca Luxuria e Cirinnà che ora parlano di ‘Islam lgbt’

In un post, il famoso giornalista bacchetta esponenti politici e non, vicini al mondo “arcobaleno” per alcuni curiosi cartelli.

“Allah ama l’uguaglianza”. E’ questo il testo scritto sul cartello esposto con orgoglio da Vladimir Luxuria, Monica Cirinnà e da altri esponenti politici della cultura, vicini al mondo lgbt. Dietro ai caratteri, un sfondo arcobaleno fa intendere che l’idea sia nata in occasione di un non ben definito gay pride, a cui pare abbiano preso parte alcuni rappresentanti italiani del mondo musulmano.

Il tutto per lanciare un messaggio molto curioso curioso, ossia che esisterebbe quasi una possibile convivenza tra la religione islamica e gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Un cartello che inneggia ad Allah, esposto da personaggi (vedi la Cirinnà) che in passato si sono scatenati in manifesti simili contro il Cristianesimo (“Dio, Patria, famiglia… che vita di me**a” sosteneva qualche mese fa la senatrice del Pd”).

Così, queste assurde prese di posizione sono finite nel mirino di Mario Giordano, editorialista di “Panorama”.

“Ottimo! adesso date un segnale forte, andate in Egitto, Pakistan, Yemen, Arabia Saudita o altri paesi islamisti con quel cartello. Dimostratelo sul posto quanto Allah loves equality. Almeno sarete più credibili..”

L’arcangelo dona a Maria la pillola dei 5 giorni dopo: premiato spot blasfemo

Lo spot è stato premiato dalla Società medica italiana per la contraccezione, ma sul web piovono le critiche

“Usala, fa miracoli”. E l’arcangelo Gabriele porge una scatola della pillola dei cinque giorni dopo a Maria.

 È lo spot messo a punto da un gruppo di studenti dell’Istituto Giorgi-Woolf di Roma, che ha vinto il premio dell’iniziativa Informiamoci, promossa dalla Società medica italiana per la contraccezione (Smic) e l’associazione culturale Lacelta.

Per comporre il progetto è stato usato il dipinto del Botticelli, l’Annunciazione di Cestello, ma l’angelo, invece di portare alla Vergine l’annuncio della nascita di Gesù, le porta in dono una scatola di Ellaone, la pillola dei cinque giorni dopo. Il progetto, chiamato #Usalafamiracoli, è risultato il più votato dalla giuria e ha vinto il premio dell’edizione 2018-2019 di Informiamoci.

Ma, sul web non sono mancate le critiche, che hanno etichettato lo spot come blasfemo, dato che usa immagini sacre per veicolare una pillola, che viene considerata abortiva e che va quindi contro i principi di quella religione da cui ha preso l’immagine per la pubblicità.

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