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Il dipinto blasfemo con la Vergine Maria che fa infuriare la Spagna

I Popolari parlano dei socialisti come autori di “discriminazioni permanenti avverso la realtà religiosa e, in particolare, la Chiesa Cattolica”

In Spagna, un dipinto blasfemo, che mostra una Vergine Maria seminuda che si masturba sta scatenando una bufera, mettendo d’accordo anche partiti politici solitamente non alleati.

In occasione di una mostra che si terrà a Córdoba fino al prossimo 2 giugno, l’artista Charo Corrales ha sostituito il suo volto al viso della Vergine Maria e la mostra, mezza nuda, mentre solleva il suo manto e rivela i genitali. Immediate, nel silenzio assordante dei partiti di sinistra (il Psoe, cioè il Partido Socialista Obrero Español, Podemos, Esquerra Unida i Alternativa e altre sigle), sono state le denunce dei partiti di centro-destra, cioè Popolari, Ciudadanos e Vox che chiedono, quanto meno, la rimozione dell’opera “d’arte”.

La mostra intitolata “Maculadas sin Remedio” è esposta presso il Consiglio Provinciale di Córdoba e rivendica una “più profonda femminilità” con immagini di vergini proposte da 14 artisti. Ma la tela della Corrales, a giudizio dei tre partiti politici e dei cattolici di Spagna, ha superato il limite.

Il Partito Popolare di Spagna e la formazione di destra Vox parlano di “offesa al sentimento religioso” e hanno presentato nella mattinata del 14 maggio una denuncia all’Ufficio del Procuratore per indagare se ci sono ipotesi criminali dietro queste immagini. Ma, a sorpresa, nel corso della stessa giornata di martedì 14 maggio, l’opera ‘Con flores a María’ di Charo Corrales, è stata lacerata da un taglio che ne ha deformato una parte.

I Popolari ritengono la mostra “un attacco al sentimento religioso della maggioranza della società di Cordova” e, di conseguenza, ne hanno chiesto il ritiro, considerando il reato che si può configurare in base all’articolo 525 del codice penale di Spagna, in quanto “derisione dei dogmi della Chiesa cattolica“.

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L’importanza di chiamarsi Abe Shinzo (e non viceversa)

Il Paese del Sol Levante è sugli scudi: l’arrivo di Trump, il G20 di Osaka. Aspettando le Olimpiadi 2020, il premier chiede al mondo di pronunciare correttamente il suo nome

Il Giappone della nuova era Reiwa (bellissima armonia) entra in una fase di grande attività internazionale: nel fine settimana arriva Donald Trump in visita di Stato; poi a giugno il G20 di Osaka; mondiali di rugby a settembre; Olimpiadi nel 2020. Nell’agenda del presidente americano, primo leader mondiale ospitato da quando è salito al trono Naruhito, banchetto con l’imperatore, torneo di sumo, ispezione a una portaelicotteri, qualche buca di golf con il primo ministro Shinzo Abe. O meglio, Abe Shinzo.

È stato il ministro degli Esteri di Tokyo a chiedere alla stampa internazionale di adeguarsi alla consuetudine nipponica: «Il nostro primo ministro si chiama Abe Shinzo, non Shinzo Abe. Prima il cognome e poi il nome, come si usa da noi».La richiesta formulata dal capo della diplomazia giapponese contiene una rivendicazione di pari dignità culturale con Cina e Sud Corea

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fonte – https://www.corriere.it/esteri/19_maggio_22/importanzadi-chiamarsiabe-shinzonon-viceversa-8509e5d0-7ccb-11e9-adb6-a84199e18297.shtml

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Heather alza il pugno chiuso ed è subito leader rossa

I «compagni» hanno trovato una guida all’altezza della situazione. Dimenticate il soporifero Nicola Zingaretti

Dopo Lenin, Stalin, Togliatti e Berlinguer, la sinistra torna a sorridere grazie alla nuova leader, Heather Parisi. La ballerina, ospite domenica a Chetempochefa, ha levato in aria il pugno destro, nel gesto ben noto ai comunisti di ogni luogo e di ogni epoca. Spiega l’ospite: «Simboleggia la difesa dei diritti dei diversi» riferendosi alle sue battaglie Lgbt. Ahi. La simpatica e brava Parisi questa volta ha compiuto un passo falso. Il pugno chiuso nasce come gesto antifascista nel corso della guerra di Spagna: si eseguiva con la mano destra quasi appoggiata alla testa. Nel 1968, il braccio diventa il sinistro ed è steso in aria. In ogni caso il pugno chiuso, per il mondo libero, è simbolo di oppressione anche degli omosessuali, perseguitati dai comunisti, in particolare da Ernesto «Che» Guevara, che voleva una Cuba più socialista e più virile. Prosegui la lettura »

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È ufficiale: in Italia comandano i magistrati

Il vero potere

Macché governo, parlamento, elezioni. In Italia comandano i magistrati, e quanto avvenuto l’altro giorno a Lampedusa ne è l’ennesima dimostrazione. Luigi Patronaggio si sostituisce al governo e consente, lascia fare. Un sequestro trasformato in un permesso. Tutti sbarcati dalla Sea Watch, chissenefrega dello stop del ministero, che la toga ci conferisce poteri praticamente assoluti.

Giudici e magistrati non applicano le leggi e le disposizioni dello Stato. Le rimodulano con la maschera della “reinterpretazione”, ma storicamente fanno sempre la stessa operazione: decidere al posto di chi è stato regolarmente eletto.

Nell’etica come nell’immigrazione. Sulla prima materia si segnala quale eccezione solo la recente debole sentenza della Cassazione, che nega la liceità della maternità surrogata in Italia ma riconosce una genitorialità omosessuale, totalmente assente nelle leggi italiane. Per il resto riconoscimenti di figli nati all’estero e approvazione di unioni tra persone dello stesso sesso ben prima della legge Cirinnà.

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fonte – https://oltrelalinea.news/2019/05/21/comandano-i-magistrati/

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Ikea sempre più lgbt: la borsa arcobaleno finanzia i Pride del mondo

Ikea fa un altro passo verso la propaganda lgbt: ha trasformato la sua classica borsa blu frakta in una borsa arcobaleno.

Dopo gli spot e i cataloghi dedicati al mondo lgbt+, Ikea si muove ancora di più verso la propaganda gay: ha lanciato in edizione limitata una borsa arcobaleno.

Si tratta della versione “inclusiva” della classica  blu frakta che richiama i colori della bandiera della collettività Lgbti. La borsa arcobaleno è in vendita presso tutti gli store del Regno Unito e dell’Irlanda, ma anche in Germania.

«Invitiamo tutti i collaboratori e i clienti Ikea – si legge nel comunicato Ikea- a mostrare il loro sostegno per i diritti delle persone di tutti gli orientamenti sessuali e identità di genere, mentre continuiamo a impegnarci per un ambiente di lavoro e una comunità pienamente inclusivi».

Addirittura i soldi derivati dalle vendite delle borse arcobaleno andranno a finanziare Workplace Pride Foundation e Stonewall, due organizzazioni organizzatrici di Pride.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/ikea-sempre-piu-lgbt-la-borsa-arcobaleno-finanzia-i-pride-del-mondo/

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Usa, è bufera per un matrimonio gay nella serie “Arthur”

 

Cristiani e conservatori Usa sul piede di guerra per l’ultima puntata di un celebre cartone trasmesso in 83 Paesi del mondo.

Negli Stati Uniti e in Canada cristiani e politici conservatori sono sul piede di guerra per quanto avvenuto durante l’ultima puntata di un celebre cartone animato destinato agli under 8 anni anglofoni.

 E la protesta si sta allargando anche agli 83 paesi del mondo dove la serie è trasmessa (come il Regno Unito e l’Australia).

Arthur“, la serie animata educativa canadese-americana, pensata per bambini dai 4 agli 8 anni (che dovrebbero essere spinti alla lettura, visto che il cartoon è basato sui libri di avventura di Marc Brown), la più longeva in assoluto degli Stati Uniti, dopo i Simpson, ha iniziato la sua ventiduesima stagione con il “matrimonio” a sorpresa del maestro Ratburn con un altro maschio.

La serie della Pbs (Public Broadcasting Service), ambientata nella città Usa immaginaria di Elwood City, ruota attorno alle vite di Arthur Read, un oritteropo antropomorfo di otto anni, i suoi amici, la sua famiglia e le loro interazioni quotidiane e, dal suo debutto (il 7 ottobre 1996), il cartoon ha trasmesso 239 episodi di mezz’ora (ogni episodio racconta due storie di 11 minuti completamente autonome l’una dall’altra).

La serie animata (seguita solo negli Usa da 10 milioni di spettatori settimanali) ha proposto nel suo ultimo episodio lo sdoganamento del matrimonio omosessuale per i bimbi di questa fascia d’età. Infatti nel corso dell’episodio si vedono Arthur, Francine, Buster e Muffy che scoprono che il loro insegnante di terza fascia, il signor Ratburn, si è fidanzato. Ma gli amici animali sono sorpresi di scoprire che il giorno del matrimonio, il signor Ratburn cammina lungo il corridoio a braccetto con un altro oritteropo maschio, Patrick, un cioccolatiere locale. Mentre le due creature animate percorrono il corridoio, tutti gli ospiti sorridono per celebrare il matrimonio omosessuale. In seguito, gli studenti mangiano la torta, che è stata mostrata in precedenza nell’episodio, con due toppers che assomigliano a Mr. Ratburn e Patrick. Prosegui la lettura »

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Le toghe rosse a caccia di Salvini: “Vi anticipo che nelle prossime ore ricomincerà il balletto sulle navi sequestrate”

Vi anticipo che nelle prossime ore ricomincerà il balletto sulle navi sequestrate”.

Matteo Salvini, nel corso della presentazione del libro di Carlo Nordio La stagione dell’indulgenza e i suoi frutti avvelenati, avvisa: “Processo più processo meno… rischio 15 anni e li rischierò un’altra volta ma non cambio idea”.

Le toghe rosse vogliono tentare la spallata prima delle elezioni europee.

E, mentre la Sea Watch 3 e la Mare Jonio sono già tornata a solcare il Mediterraneo, il gip Sarpietro ha accolto la richiesta della procura archiviando sul team della Open Arms. Ma solo per le difficoltà nel provare l’associazione a delinquere.

L’inchiesta era stata coordinata dal procuratore distrettuale Carmelo Zuccaro e dai sostituti Fabio Regolo e Andrea Bonomo che avevano disposto il sequestro dell’imbarcazione. L’ong spagnola era stata accusata di aver prelevato i clandestini per “portarli in Italia, senza rispettare le norme, anzi violandole scientemente”.

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fonte – https://voxnews.info/2019/05/15/le-toghe-rosse-a-caccia-di-salvini-vi-anticipo-che-nelle-prossime-ore-ricomincera-il-balletto-sulle-navi-sequestrate/

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Zingaretti chiede una legge per l’eutanasia, ma crescono i malumori nel Pd

La posizione del segretario non piace a tutti

“Penso e spero che si faccia una legge sul fine vita, che preveda anche l’eutanasia“. Nicola Zingaretti prende posizione sui temi etici. Il segretario del Pd, intervistato dal “Corriere Live”, parla a ruota libera su molti temi e arriva a toccare anche quelli relativi al “fine vita”.

Il governatore del Lazio guarda favorevolmente alla proposta di legge, attualmente al vaglio della Camera, presentata mesi fa a Montecitorio dai Radicali di Marco Cappato. Ma il prevalere di posizioni estremamente laiciste, rischia di riportare in superficie storiche spaccature all’interno del Partito Democratico.

Così, a mettere le mani avanti sono i dem più vicini al mondo cristiano: Alfredo Bazoli, Enrico Borghi, Stefano Lepri, Camillo D’Alessandro sono solo alcuni dei deputati Pd, che potrebbero ostacolare la legge in sede parlamentare. Per loro “una legge sul fine vita c’è già, è stata approvata grazie al lavoro del Pd nella scorsa legislatura ed è universalmente considerata un’ottima legge”. “L’eutanasia – sostengono i quattro parlamentari, in replica al segretario – è un tema molto delicato e complesso, su cui anche nel Pd ci sono posizioni differenti, per cui non ci paiono utili forzature”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/zingaretti-chiede-una-legge-per-leutanasia-ma-crescono-i-malumori-nel-pd/

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Mahmood stupisce tutti: ‘Quale Ramadan, io sono cristiano’

Il cantante rappresenta l’Italia all’Eurovision song contest di Tel Aviv.

Che Alessandro Mahmood non fosse una persona facilmente inquadrabile lo si era capito, ma ieri è arrivata l’ennesima conferma. Già in passato avevano fatto discutere le sue affermazioni sulla presenza di razzismo nel nostro paese (“Ma quale razzismo, c’è rispetto in Italia”). Ma in questi giorni, il giovane vincitore dell’ultima edizione del “Festival di Sanremo” ha preso posizioni destinate sicuramente a far discutere.

Impegnato a Tel Aviv, in Israele, dove sabato rappresenterà l’Italia nella finale dell’Eurovision song contest (con buone probabilità di vittoria), Mahmood ha risposto alle domande dei giornalisti stranieri, che gli chiedevano lumi sulla sua identità e sulla sua vita religiosa.

Abbozzando un simpatico “inglese maccheronico”, Alessandro (nato e cresciuto tra Milano e la Sardegna, da madre italiana e padre egiziano, con il quale non ha più rapporti da anni) ha affermato di essere “italiano al 100%”. Ma la risposta più esaustiva è stata data alla domanda “Adesso c’è il Ramadan. Mi domando se anche tu partecipi al Ramadan e come fai?“. Secca la replica di Mahmood che ha affermato con convinzione: “No, non partecipo. Sono cristiano”.

In un mondo in cui la parola “cristiano” è diventata impronunciabile per molti, c’è ancora chi, nonostante la giovane età, ha ancora voglia di definirsi tale davanti agli occhi del mondo

fonte – https://vocecontrocorrente.it/mahmood-stupisce-tutti-quale-ramadan-io-sono-cristiano/

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“Teoria del mondo multipolare”. Verso un nuovo Nomos della Terra

di Aleksandr Dugin

Fonte: Ereticamente

Presentiamo, per gentile concessione dell’editore, un ampio estratto del libro del filosofo e politologo russo Aleksandr Dugin “Teoria del Mondo Multipolare”, recentemente pubblicato per i tipi diAGA Editricee ordinabile al seguente indirizzo:http://www.orionlibri.net/negozio/teoria-del-mondo-multpolare/.Traduzione di: Donato Mancuso. Curatore dell’opera: Maurizio Murelli.

Dopo la seconda guerra mondiale e la sconfitta della Germania nazista e delle potenze dell’Asse, si è sviluppato unsistema bipolaredi relazioni internazionali chiamato «sistema di Yalta». Giuridicamente, il diritto internazionale ha continuato a riconoscere la sovranità assoluta di tutti gli Stati nazionali ma nei fatti le decisioni fondamentali sulle questioni centrali relative all’ordine mondiale e alla politica mondiale venivano prese unicamente in due luoghi: a Washington e a Mosca. […]

IL MOMENTO UNIPOLARE

Con il crollo di uno dei due poli (l’Unione Sovietica crollò nel 1991), anche il sistema bipolare è crollato. […] Pur riconoscendode jurela sovranità, il mondo di Yalta erade factocostruito sul principio dell’equilibrio di due egemoni simmetrici e relativamente uguali. Con l’uscita di scena di uno degli egemoni, l’intero sistema ha cessato di esistere. […] Da questo momento, l’intera struttura dell’ordine mondiale è cambiata qualitativamente e in modo irreversibile. Il polo guidato dagli Stati Uniti e basato sull’ideologia liberale, democratica e capitalista, è un fenomeno tuttora in essere che negli anni ha continuato a diffondere, su scala mondiale, il proprio sistema socioeconomico fondato sulla democrazia, sul mercato e sull’ideologia dei diritti umani. Ci troviamo dunque di fronte ad un fenomeno che possiamo identificare precisamente comemondo, e ordine mondiale, unipolare. In seno al mondo unipolare vi è un unico centro decisionale riguardante le grandi questioni globali. L’Occidente e il suo nucleo, la comunità euroatlantica guidata dagli Stati Uniti, assume il ruolo di unica potenza egemonica. […]

Negli anni ’90 il mondo unipolare sembrava essere una realtà definitivamente consolidata, e alcuni analisti statunitensi hanno elaborato, su questa base, la tesi della «fine della storia» (Fukuyama). Questa tesi consisteva nell’idea che il mondo sarebbe diventato completamente omogeneo ideologicamente, politicamente, economicamente e socialmente, e che d’ora innanzi tutti i processi che avrebbero avuto luogo, non sarebbero stati più un dramma storico basato sullo scontro di idee e di interessi, ma piuttosto una competizione economica (e relativamente pacifica) tra attori del mercato, in modo simile a come viene costruita la politica interna dei regimi liberaldemocratici. Così, la democrazia diventa mondiale. Sul pianeta vi è solo l’Occidente e la sua periferia, composta dai paesi che gradualmente si integrano in esso. […] Pertanto, secondo Fukuyama, il tempo degli Stati nazionali è finito e il mondo è prossimo a un’integrazione completa e definitiva. L’umanità si sta trasformando in una società civile globale, la politica lascia il posto all’economia, la guerra lascia il posto al commercio, l’ideologia liberale diviene lo standard indiscusso e universalmente riconosciuto, e tutti i popoli e le culture si mescolano in un unicocrogiolocosmopolita. […]

LA CIVILTÀ COME ATTORE

Huntington obietta a questi punti da una posizione pessimistica. Secondo lui la fine del mondo bipolare non conduce automaticamente alla creazione di un ordine mondiale liberaldemocratico globale e omogeneo e, quindi, la storia non è finita ed è prematuro parlare della fine di conflitti e guerre. Il mondo ha cessato di essere bipolare, ma non è diventato né globale né unipolare. Esso ha una configurazione completamente nuova caratterizzata da nuove collisioni e scontri, tensioni e conflitti. Qui, Huntington arriva al punto più importante del suo ragionamento: egli avanza un’ipotesi del tutto valida e ancora oggi sottovalutata suchi sarà l’attore, il principale personaggio di questo mondo futuro. Egli chiama tale attorela civiltà.

Questo passo concettuale potrebbe essere considerato l’inizio di una teoria completamente nuova: lateoria del mondo multipolare. Huntington mette in luce un elemento centrale: identifica un nuovo attore, la civiltà, e al tempo stesso parla della molteplicità di questi attori, usando al plurale questa parola nel titolo del suo libro –Lo scontro«delle civiltà». […] Grazie a Huntington, otteniamo in prima approssimazione un quadro di una nuova teoria, la quale postula un modello in seno al quale coesistono diversi centri decisionali a livello globale nel campo delle relazioni internazionali, e ad ognuno di essi vi corrisponde una civiltà. Prosegui la lettura »

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