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Privato della sua dignità, trattato come un delinquente per aver divulgato notizie scomode al potere. Così Assange passa da una cella all’altra

di Paolo Becchi su Libero, 12/04/2019


L’arresto di Assange è solo la prosecuzione della lenta distruzione fisica e psichica di un uomo colpevole solo di aver fatto il suo lavoro: quello del giornalista, del reporter che scopre notizie vere ma inquietanti che nessuno avrebbe mai rivelato e le ha rese pubbliche. Stiamo parlando dei 400mila file divulgati da Wikileaks che proverebbero crimini di guerra in territorio iracheno da parte della coalizione militare a guida statunitense e delle mail compromettenti di Hillary Clinton.

Non vogliamo qui ricostruire la sua intera vicenda, le accuse infamanti di violenza sessuale fatte dagli svedesi – accuse false e non a caso in seguito ritirate – e poi l’accusa sicuramente più pesante, quella di aver rivelato notizie compromettenti per gli Stati Uniti. Assange godeva del diritto d’asilo nell’ambasciata ecuadoriana a Londra grazie all’intervento dell’ex presidente dell’Ecuador Rafael Correa. Per diversi anni è vissuto come un recluso, libero per modo di dire, ma se non altro riusciva ancora a comunicare con l’esterno, almeno finché i funzionari ecuadoriani, con un pretesto e sotto forte pressione statunitense, non hanno interrotto il suo accesso a internet e vietato ogni visita.

Il cambiamento del presidente in Ecuador ha rappresentato per lui il colpo di grazia. Prosegui la lettura »

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Russia, Putin annuncia successo del test finale del razzo Sarmat

Oggi, durante un incontro al Cremlino con i ministri e altri alti funzionari statali, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che il test finale del nuovo missile balistico intercontinentale Sarmat è andato a buon fine. Lo riportano i media russi.

“Il test finale del missile Sarmat ha avuto successo. Il complesso Kinzhal e il sistema laser Peresvet sono entrati in servizio”, ha detto Putin.

Egli ha inoltre notato che il missile ipersonico Avagangard ha rafforzato in modo significativo le capacità delle forze missilistiche strategiche russe.

 FONTE – https://it.sputniknews.com/mondo/201904127510427-russia-putin-annuncia-successo-del-test-finale-del-razzo-sarmat/

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Operazione spia per estradare Assange – caporedattore Wikileaks

Il caporedattore di Wikileaks Kristinn Hrafnsson ha ipotizzato che nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra fosse stata orchestrata un’operazione spia su vasta scala per estradare Julian Assange.

Il caporedattore di Wikileaks Kristinn Hrafnsson ha ipotizzato durante una conferenza stampa che nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra fosse stata orchestrata un’operazione spia su vasta scala per estradare Julian Assange.

Secondo quanto sostiene l’ex console dell’Ecuador a Londra Fidel Narvaez le telecamere utilizzate nell’ambasciata nel corso dell’ultimo anno registrano anche l’audio, quindi ogni incontro di Assange con medici o legali è stato registrato.

Ecuador non protegge più Julian“, ha sostenuto l’ex console alla conferenza stampa aggiungendo che il governo ecuadoregno sta facendo tutto per porre fine al suo asilo

fonte – https://it.sputniknews.com/mondo/201904107503336-operazione-spia-per-estradare-assange—caporedattore-wikileaks/

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BLONDET, A CHE GIOCO GIOCHIAMO? di Piemme

Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

[ 10 aprile 2019 ]

Il filosofo Augusto Del Noce diceva di se stesso “non sono né reazionario, né conservatore, bensì tradizionalista”.
Accettando questa tassonomia come classificare Maurizio Blondet? Forse egli è un miscuglio delle tre categorie.

Ma non è di questo che voglio parlare quanto piuttosto segnalare un suo recentissimo articolo, Governo Draghi, via all’ultimo saccheggio.

Egli prende spunto dalle indiscrezioni secondo cui Mattarella si prepara ad insignire Mario Draghi del titolo di senatore per quindi candidarlo, visto che in autunno Draghi lascerà la Bce, a Presidente del consiglio di un governo Monti-bis.

E’ plausibile che l’élite eurocratica abbia in mente questa operazione? Sì lo è. Con Blondet siamo anche d’accordo che essa non solo va denunciata ma respinta con ogni mezzo. Dove sta quindi il problema? Sta che, prendendo spunto da alcune recentissime dichiarazioni

fatte da Di Maio alla trasmissione di Fazio (tese a tranquillizzare l’oligarchia ed a presentare il M5s come forza politica europeista affidabile), dopo averne dette di tutti i colori contro il Movimento 5 stalle, Blondet ne deduce, testuale:

«Con estrema rapidità, quasi ad un segnale convenuto, tutti gli attori si riposizionano per il nuovo quadro che porterà Mario Draghi al governo con l’appoggio dei 5 Stalle, oltreché del PD, le escort berlusconiane, e forse persino della Lega».

In parole povere Blondet, non solo da per scontato che avremo un governo Draghi senza passare da elezioni anticipate, ma che questo governo sarà appoggiato, oltre che da Pd e berluscones, dai Cinque stelle… e forse persino dalla Lega. Prosegui la lettura »

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IL MOSTRUOSO SENZA LIMITI della sodomia

Nebraska, a 61 anni partorisce per il figlio gay. "Un dono di una madre"

Nebraska, a 61 anni partorisce per il figlio gay. “Un dono di una madre” Elliott Dougherty, Matthew Eledge sua madre Cecile, e la piccola Uma (reuters) Nello stato del Midwest, di cultura conservatrice, l’uomo e il coniuge avrebbero avuto problemi nell’adozione. Aveva anche perso il lavoro dopo il matrimonio

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/il-mostruoso-senza-limiti-della-sodomia/

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L’Ue ed il diritto d’autore: la censura della Rete

di Roberto Pecchioli

Fonte: Ereticamente

La direttiva dell’UE sul diritto d’autore è stata approvata dal Parlamento europeo con 348 voti a favore,274 contrari e 36 astenuti. Una volta di più le istituzioni comunitarie si sono dimostrate nemiche della libertà concreta dei cittadini e spudorati servitori dei grandi gruppi di interesse. Non stupisce l’impegno dei grandi raggruppamenti politici – popolari, socialisti, liberali – a favore della nuova normativa, tantomeno l’unanime entuasismo della cosiddetta “grande stampa”, i cui editori sono i maggiori beneficiari della nuova normativa. E’ bene rammentare che le direttive dell’UE non diventano subito legge degli Stati membri, ai quali è lasciato un tempo per adeguare le rispettive legislazioni. L’opposizione compatta alla direttiva di Lega e Cinque Stelle, oltre a quella di diversi esponenti di altro orientamento, lascia qualche debole spiraglio di speranza nel Parlamento italiano.

Ha ragione Julia Reda, deputata tedesca del movimento dei Pirati, animatrice dell’opposizione alla normativa, quando afferma che sono giorni oscuri per la libertà della rete. Cerchiamo dunque di orientarci nel labirinto di polemiche che hanno accompagnato il cammino della direttiva. L’obiettivo dichiarato, condivisibile, è quello di riformare e modernizzare le regole relative ai contenuti che circolano in rete soggetti a licenza (diritti d’autore, proprietà intellettuale, ecc.). La direttiva stabilisce una serie di misure il cui risultato sarà vietare, rendendole impossibili, alcune abitudini quotidiane degli internauti: condividere notizie sulle reti sociali o postare “memi”, i contenuti creati dagli utenti, se soggetti in tutto o in parte a licenze o diritti. La privatizzazione della rete a vantaggio di pochi grandi è cosa fatta, con tutte le conseguenze in termini di limitazione della libertà. Prosegui la lettura »

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Veneto autismo onlus: A Cagliari giornata di testimonianza, informazione e “potenziamento” per genitori

Giornata di testimonianza, informazione e “potenziamento” in autismo con la rappresentazione di ciò che le famiglie con autismo vivono e soffrono. Le necessità di abilitazione, inserimento sociale e didattiche scolastiche idonee all’integrazione, alla comprensione dei soggetti con autismo, DSA, BES ed altro. Come le famiglie vivono la diagnosi, lo stress vissuto quotidianamente e le difficoltà superate per ottenere risultati concreti. A Cagliari abbiamo presentato anche il nostro ideale di inclusione scolastica nella scuola di San Benedetto da Norcia di Maria Chiara Nordio. Il tutto grazie all’ospitalità ed alla organizzazione dell’associazione Nova Civilitas

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Ahmadinejad e il “fascismo iraniano” secondo il Prof. Abdolmohammadi

di Giacomo Bergamaschi

Pejman Abdolmohammadi è uno studioso di origine persiana che insegna Storia e Istituzione dei paesi del Medio Oriente presso l’Università di Genova. E’ autore di un saggio fondamentale sul pensiero politico sciita dell’Imam Khomeini, considerato il più obiettivo e scientifico in circolazione a livello internazionale. Nel suo ultimo saggio, scritto a quattro mani con Giampiero Cama, “L’Iran contemporaneo” Edizioni Mondadori Università, scrive (pp. 127-129) che Ahmadinejad appartiene, nella dialettica interna della Repubblica Islamica iraniana, alla corrente dei “conservatori populisti e nazionalisti”; dirigista e statalista in economia, durante i suoi due governi Ahmadinejad punta a ridurre le elevate differenze sociali createsi in Iran, offrendo politiche di supporto nei confronti delle classi più disagiate, le azioni e i profitti delle fabbriche e delle industrie statali, per esempio, furono ridistribuiti tra i lavoratori e parte delle relative azioni furono ridistribuite ai ceti più deboli sotto forma di “azioni di giustizia sociale”. (p. 169).
Ahmadinejad crea un fondo chiamato “Imam Reza” per famiglie giovani che si sposano e fanno figli; pone inoltre un freno alle privatizzazioni concedendo il controllo delle industrie e delle aziende di stato a cooperative invece che a investitori privati e il suo sistema riformò in modo ben più equo e “socializzato” rispetto all’Hartz IV o al Decreto Dignità il sistema dei sussidi statali. “Ahmadinejad mise in piedi una politica sociale (realmente e concretamente, ndc) populista, distribuendo benefici sociali mirati solo alle classi meno abbienti” (p. 169). Prosegui la lettura »

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Se alla sinistra rimangono solo i bambini da sfruttare

Lo abbiamo imparato con la siriana Bana al-Abed, poi con Greta Thunberg e, infine, con l’impareggiabile quindicenne Simone. Alla sinistra cosmopolita e politicamente corretta, completamente rintanata nella Torre d’Avorio delle élite, sopraffatta elettoralmente dai «sovranisti» di varia natura e oramai incapace di leggere una realtà che non sa più decifrare, rimangono soltanto i bimbi.

Uno strumento di propaganda eccezionale per quanto cinico e disonesto, potenzialmente inattaccabile, i bimbi vengono mandati al macello dei media mondiali da una «sinistra» liberal senza idee: dopo il crollo dell’Unione Sovietica, come ha spiegato Francis Fukuyama in un articolo pubblicato su Foreign Affairs,«la sinistra si concentra meno sulla creazione di un’ampia uguaglianza economica e più sulla promozione degli interessi di un’ampia varietà di gruppi emarginati, come le minoranze etniche, gli immigrati e i rifugiati, le donne e le persone LGBT […]

Durante l’era della globalizzazione, osserva il politologo, «la maggior parte dei partiti di sinistra ha cambiato la propria strategia. Piuttosto che costruire solidarietà attorno a grandi collettività come la classe lavoratrice o gli sfruttati, ha iniziato a concentrarsi su gruppi sempre più piccoli […] Le diminuite ambizioni della sinistra per una riforma socioeconomica su vasta scala convergono con il suo spostamento verso una politica dell’identità multiculturale negli ultimi decenni del XX secolo. La sinistra continua a essere definita dalla sua passione per l’uguaglianza, ma il suo programma si è spostato dalla precedente enfasi per la classe lavoratrice alle richieste di un circolo sempre più ampio di minoranze emarginate».

E così su clima, guerre imperialiste e immigrazione, la sinistra liberale ricorre ai bimbi per cercare di ottenere ciò che oramai non ha più: un consenso oramai decimato in quasi tutte le grandi democrazie europee, sfruttando l’immagine di bimbi lanciati nel tritacarne dei media da spin doctor senza scrupoli. Se questa è la vostra superiorità morale e antropologica, cari sinistrati, tenetevela.

(di Roberto Vivaldelli)

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/05/se-alla-sinistra-rimangono-solo-i-bambini-da-sfruttare/

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Il mandato di arresto europeo: prospettiva gulag

Momento topico dell’evoluzione del diritto penale europeo, era stato il Consiglio europeo di Tampere del 1999.
Nella proposta di decisione quadro che ne era nata e nei suoi sviluppi (DQ 2002/584/GAI), paludati dai consueti proclami eurocratici di libertà e di magnifiche sorti e progressive, avevano preso corpo principi che devastavano l’ordinamento costituzionale e penale italiano.
Per veicolare il tossico senza seri sussulti di coscienza, nel Belpaese si contava forse sulla tradizionale superficialità ideologica con cui i nostri governanti sono soliti accogliere le proposte europeiste. E probabilmente anche su un radicato, secolare spirito di sudditanza di larghi strati della società italiana nei riguardi degli altri europei.
Invece – fatto memorabile – si era sviluppato un confronto serrato sul tema, con cui si era segnalata  all’attenzione del pubblico e degli specialisti meno attenti l’esistenza di una proposta europeista che prevedeva l’inimmaginabile.
Inimmaginabile come dovrebbe esserlo, ad es., la possibilità di essere puniti chissà dove – l’Europa è grande – per un fatto commesso in Italia, in spregio al principio costituzionale e di diritto naturale del giudice – la ripetizione è d’obbligo – naturale.

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/il-mandato-di-arresto-europeo-prospettiva-gulag/

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