Archivio per la categoria terrorismo

Cesare Battisti, Carlo Nordio: “Quanto resterà in carcere il terrorista”

La domanda ora è: ma Cesare Battisti quanto resterà in carcere ora che arriva in Italia e verrà spedito direttamente a Rebibbia? Carlo Nordio, ex procuratore di Venezia, intervistato da Skytg24, spiega quale futuro attende il terrorista catturato in Brasile dopo trent’anni di latitanza: “Il procuratore generale di Milano se ha detto che si farà l’ergostolo ostativo si farà. Non ci saranno ricorsi ma finirà in prigione”. Leggi anche: La cattura di Battisti e il ridicolo commento di Di Maio Ora “sarà messo in isolamento per sei mesi come stabilisce la sentenza”, precisa Nordio. Per quanto riguarda i benefici, “questi scattano parecchi anni dopo il primo tratto di espiazione della pena, quindi in questo caso circa dieci anni. E per un uomo di  64 anni non sono pochi”. Intanto, conclude l’ex procuratore, “che Battisti se li faccia tutti e poi magari vedremo se gli verranno dati dei permessi per ragioni familiari. Questi anni se li fa senza se e senza ma e questo è già un passo soddisfacente”.

fonte – https://www.newsstandhub.com/libero-quotidiano/cesare-battisti-carlo-nordio-quanto-restera-in-carcere-il-terrorista

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Quanta fretta col “fascista” (innocente) Pagliai, quanti strani ritardi con Battisti…

Strano davvero che a nessuno dei grandi giornalisti italiani d’assalto, cronisti d’inchiesta, sempre coraggiosamente pronti a disturbare commemorazioni funebri private pur di avere un miserevole scoop da sbattere sui loro giornali, o sempre pronti ad andare a infiltrarsi in manifestazioni politiche sperando di suscitare una reazione – meglio se violenta – da parte di persone esasperate da continue provocazioni che con il giornalismo non hanno nulla a che fare, strano, dicevamo, che a nessuno di questi protagonisti dei talk show televisivi, antifascisti in servizio permanente effettivo, sia venuto in mente di collegare la vicenda Battisti a una per molti versi analoga – fatta salva la diversa caratura dei personaggi – accaduta nell’ormai lontanissimo ottobre 1982, ma che vide una conclusione molto diversa e drammatica rispetto a quella di queste ore. I fatti accaddero sempre in Bolivia, sempre a Santa Cruz de la Sierra, l’operazione fu sempre condotta dai nostri Servizi, anche se allora si chiamavano in modo diverso, e il protagonista era sempre un latitante ricercato dallo Stato italiano. Tante, troppe analogie.

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Cesare Battisti arrestato in Bolivia. Salvini: ‘Pacchia finita, in galera a vita’

Cesare Battisti in una foto di archivio © EPAL’ambasciatore italiano Bernardini: la democrazia è più forte del terrorismo

Cesare Battisti, la fuga è finita. Non è escluso che possa essere già in Italia oggi o domani l’ex terrorista dei Pac catturato in Bolivia da agenti boliviani con input degli investigatori italiani. Un aereo del governo italiano con uomini dell’Aise – l’intelligence dell’estero e il cui contributo è stato fondamentale per arrivare all’arresto di Battisti – e investigatori della Polizia è già decollato per la Bolivia. Battisti è stato arrestato alle 17 di sabato (le 22 in Italia). Battisti camminava in una strada di Santa Cruz de La Sierra, nell’entroterra boliviano. Non ha tentato la fuga, agli agenti ha risposto in portoghese, poi è stato portato in caserma. La svolta da intercettazioni nelle indagini coordinate dalla procura generale di Milano

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fonte – http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2019/01/13/cesare-battisti-arrestato-in-bolivia_7a55ae97-9281-4f86-a716-bd1bc71b1867.html

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Giornalismo antimafia, quello vero: 25 anni fa l’omicidio del cronista missino Beppe Alfano

Barcellona Pozzo di Gotto, 8 gen – La sera dell’otto gennaio 1993 la mafia decise di mettere a tacere per sempre Beppe Alfano. Le dinamiche di questo omicidio sin dall’inizio apparvero poco chiare. Vediamo perché. Il cronista siciliano era seduto al posto di guida della sua Renault 9, accostata sulla destra, in via Marconi (poco distante da casa sua) con il finestrino lato passeggero abbassato, il cambio in folle e il motore acceso. Insomma, pareva aspettasse qualcuno. Verso le dieci di sera il killer lo uccise con una calibro 22: tre colpi a rapida successione e a breve distanza. Ma chi era Alfano? E cosa c’entra la mafia?

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Il jihadista pentito: “C’è un esercito di terroristi sui barconi pronti a colpire l’Italia”

Roma, 9 gen – . Istigazione al terrorismo, contrabbando e associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina: ecco di cosa sono ritenuti responsabili i 15 indagati su cui è stato eseguito il fermo dai carabinieri del Ros di Palermo, Trapani, Caltanissetta e Brescia. Con l’aiuto esterno di un gruppo criminale internazionale gli indagati avrebbero favorito operazioni di “ingresso illegale di immigrati clandestini e attività abusiva di intermediazione finanziaria finalizzata ad attività sovversive”.

L’organizzazione contrabbandava anche tabacchi grazie all’intermediazione di complici italiani. I guadagni venivano riutilizzati per il finanziamento delle attività criminali come l’acquisito di imbarcazioni veloci e l’aiuto economico dei componenti dell’associazione finiti in prigione. Per i pm di Palermo l’organizzazione rappresenta “una minaccia alla sicurezza nazionale perché in grado di fornire un passaggio marittimo sicuro e celere particolarmente appetibile per persone ricercate dalle forze di sicurezza tunisine o sospettate di connessioni con formazioni terroristiche”.

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Strasburgo: esecuzione mirata di due europeisti?

Strasburgo: esecuzione mirata di due europeisti?

Hanno voluto fare di Antonio Megalizzi,  ucciso a Strasburgo da Cherif Chekatt, un martire dell’europeismo.  Il governo polacco  ha fatto molto più onore all’altra vittima, che era col nostro  Megalizzi  e due studentesse italiane  quella sera,  Bartosz Niedzielski, 36anni, impiegato del Parlamento Europeo di Strasburgo:  lo ha dichiarato  un eroe che ha sacrificato la sua vita per  salvarne altre.

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fonte: https://www.maurizioblondet.it/strasburgo-esecuzione-mirata-di-due-europeisti/

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A Strasburgo c’è la Corte della Sharia

27D84EC0-1FD1-4331-B98F-2F77D8B00DFCPer la (ex) Corte europea dei Diritti dell’Uomo è reato dire che Maometto era “pedofilo”, nonostante il fatto incontrovertibile che sposò Aisha quando aveva sei anni e consumò il matrimonio quando ne aveva nove. Ma la cosa più agghiacciante della sentenza sono le motivazioni…
Per la “Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”, di fatto la suprema istanza della magistratura in Europa, è reato definire Maometto un pedofilo. Non perché si contesta il fatto incontrovertibile che nel 620, all’età di 50 anni, sposò una bambina di sei anni, Aisha, anche se il matrimonio fu consumato tre anni dopo, nel 623, quando la bambina aveva nove anni. Ma perché, spiega la sentenza, Maometto e Aisha rimasero sposati fino alla sua morte nel 632, cioè per nove anni, quando Aisha aveva 18 anni. Quindi, secondo la Corte Europea, si può dire che Maometto sposò una bambina ma non che sia stato un pedofilo perché “pedofilo è chi è attratto solo o principalmente da minorenni”. Insomma essendo stata Aisha l’unica moglie-bambina di Maometto, mentre le altre sue 14 mogli erano maggiorenni, ed essendo stato Maometto suo marito fino alla sua morte, non si può attribuire a Maometto l’orientamento sessuale del pedofilo. In conclusione per la Corte Europea se un uomo adulto sposa una sola volta una bambina e lei resta sua moglie fino alla sua morte, non è qualificabile come pedofilo. Prosegui la lettura »

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Tra terrorismo, Hezbollah e Israele

Recentemente hanno destato scalpore le nostre parole relative ad un Islam che, a differenza del mondo occidentale, non ha abbandonato il Sacro. Questa sensibilità metafisica è incarnata in particolar modo da Hezbollah, movimento sciita che in questi giorni è sulla bocca di tutti. Questo perché Hezbollah è una delle principali vittime della demonizzazione mediatica atlantista, in quanto ostacolo di un certo valore per le mire espansionistiche occidentali.

E, insieme all’Occidente, non possiamo ovviamente escludere Israele, resosi più volte protagonista di azioni dalle finalità espansive in Libano. Proprio nella guerra libanese iniziata nel 1982 Hezbollah ricoprì un ruolo di primo piano, fino a diventare a tutti gli effetti una vera e propria comunità nella variegata nazione libanese. Prosegui la lettura »

Che noia

Il terrorista solitario di Strasburgo è stato ucciso, quindi non racconterà come si è “radicalizzato”.  Che noia.  I suoi atti sono stati rivendicati da DAESH, che è un’organizzazione islamica creata dagli USA, e i suoi amici nella NATO, pagata dai sauditi per abbattere il  governo di Assad.  La rivendicazione è avvenuta tramite il SITE di Rita  Katzche.

Leggi l’articolo su: MAURIZIO BLONDET

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/che-noia/

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Attentato Strasburgo, parla Meluzzi: “Qualcosa non torna”

Un nuovo attentato terroristico, stavolta a Strasburgo una delle capitali dell’Europa politica, sede del Parlamento europeo. Sembra ormai confermata la matrice terroristica islamica  L’attentatore che ha aperto il fuoco ai mercatini di Natale però in questo caso non viene dal Medio Oriente ma è nato in Francia ed è definito un “ibrido”, uno cioè che si è radicalizzato dopo essere passato per la criminalità comune. Uno insomma che mescola reati comuni come la rapina, lo spaccio di droga, l’estorsione al radicalismo islamico. E’ molto probabile che la radicalizzazione sia avvenuta proprio in carcere dove l’uomo sarebbe stato recluso più volte in passato. Era infatti già noto alle forze di polizia, era stato schedato come pericoloso ed era sfuggito di un soffio ad una perquisizione nella mattinata di ieri nell’ambito di un’indagine su un caso d’estorsione. Lo Speciale ne ha parlato con lo psichiatra e criminologo forense Alessandro Meluzzi con il quale abbiamo cercato di capire come sia possibile individuare e fermare questi soggetti cosiddetti “ibridi”. Prosegui la lettura »

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