Undicimila scienziati chiedono la riduzione forzata della popolazione per combattere i cambiamenti climatici

L’EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando

Ben 11.000 “scienziati”, associati sotto la sigla Alliance of World
Scientists, hanno firmato un articolo sulla rivista BioScience in cui
dichiarano che “la popolazione mondiale deve essere stabilizzata” e
persino “gradualmente ridotta”, perché l'”emergenza climatica”
minaccia “il destino dell’umanità”. Continua a leggere

Aborto in calo in Italia: tra i livelli più bassi nei Paesi Occidentali

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In India è in corso un genocidio e nessuno ne parla…

di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT
Secondo l’Alliance Defending Freedom “almeno 60 milioni di bambine sono state uccise in India, negli ultimi dieci anni, a causa della diffusa pratica degli aborti selettivi”.
Come ha denunciato Tehmina Arora, avvocato e direttore di ADF India, nell’enorme subcontinente asiatico, “almeno 50 mila bambine vengono abortite ogni mese per un solo motivo: proprio perché sono di sesso femminile mentre i genitori vorrebbero dei maschi”.
Come se non bastasse, oltre agli aborti in India ci sono circa 21 milioni di ragazze “indesiderate” dai genitori, che avrebbero preferito un figlio maschio.
Tehmina Arora ha spiegato che le donne “sono abortite o anche sottoposte a varie forme di violenza dopo la nascita. È tempo di affrontare il problema”.
Secondo questa attivista pro-life, “ogni bambino è prezioso. I ragazzi e le ragazze hanno uguali diritti alla vita e alla libertà”.
Qualche settimana fa era arrivata la notizia che in 132 villaggi indiani non è nata una sola ragazza negli ultimi tre mesi per colpa dell’aborto selettivo, mentre sono nati 216 bambini.
I pro-life indiani chiedono che la Legge sulle tecniche diagnostiche prenatali pre-concepimento adottata nel 1994 sia applicata correttamente. Lo standard è stato approvato per contrastare i femminicidi e proibisce le indagini prenatali sulla determinazione di sesso, ad esempio test sul liquido amniotico o su campioni del tessuto coriale della placenta.
Già nel 2016 ADF India aveva lanciato la campagna #VanishingGirls per sostenere il diritto alla vita delle ragazze ed eliminare la pratica degli aborti selettivi.
In questo 2019 ha organizzato un concorso fotografico sul tema #giveherLIFE, acronimo di “amore, eredità, libertà, uguaglianza”. Ma le speranze che qualcosa possa cambiare sono veramente ridotte al lumicino.
Secondo alcuni esperti la pratica persiste perché si ritiene che i ragazzi siano più in grado di contribuire finanziariamente ai bisogni di una famiglia e le usanze matrimoniali richiedono che i genitori delle ragazze paghino una dote sostanziale.
Un censimento del 2011 ha rivelato che c’erano 943 donne per ogni 1.000 uomini nel paese e recenti statistiche suggeriscono che la proporzione tra donne e uomini sta assumendo distorsioni notevoli.
Se non sarà bloccato questo silenzioso genocidio di bambine anche per l’India si prospetta la terribile situazione che è emersa recentemente in Cina. Come è noto, la politica comunista che ha imposto per decenni il figlio unico (con le bambine che venivano abortite per fare nascere i maschi) ha causato problemi enormi di squilibrio di genere. In sostanza, gli uomini cinesi non riescono a trovare il numero di donne necessarie per mettere su famiglia e figli.
La proporzione distorta tra la popolazione maschile e femminile, c’è da scommetterlo, presto, molto presto, creerà anche in India i disastri demografici e sociali che sta vivendo la Cina.
“Il futuro dell’India è legato alla vita di ragazze e donne”, ha concluso l’avvocato Arora. “Chiunque crede che le giovani donne abbiano gli stessi diritti dei giovani, non può chiudere gli occhi su ciò che sta accadendo in India”.

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La stampa cilena parla già del viaggio in America Latina di Gianfranco Amato

Destacado jurista Gianfranco Amato analizó temas de eutanasia y aborto

El presidente nacional de la Organización de Abogados por la Vida de Italia realizó conferencias en las sedes Santiago y Concepción de la U. San Sebastián.

Dos encuentros con la comunidad universitaria sostuvo el abogado Gianfranco Amato, presidente nacional de la Organización de Abogados por la Vida de Italia, en su visita a las sedes Santiago (Campus Los Leones) y Concepción (Campus Las Tres Pascualas) de la Universidad San Sebastián, instancias en las que presentó su conferencia Eutanasia y aborto, entre autodeterminación y Derecho Natural.

En Santiago dialogó con estudiantes, docentes y autoridades. Su participación fue gestión de Formación Integral, en tanto que en Concepción la invitación fue de las facultades de Medicina y Ciencia, y de Derecho y Gobierno, cuyos académicos y estudiantes repletaron el Auditorio Dr. Alexis Lama.

Citando a los antiguos juristas, Gianfranco Amato analizó el Derecho Natural y cómo a lo largo de la historia, y en diferentes estadios sociales, temas como el Derecho a la Vida, y la interrupción de ésta, han sido “resueltos” jurídicamente acorde a leyes que no se condicen con su protección. “El romanticismo jurídico establece que el Derecho Natural no existe, por lo tanto, no permite una objeción de conciencia, y una vez establecida una ley, debe ser acatada aún contraviniendo la propia conciencia”, dijo, criticando el que, por tratarse de la opinión de una “mayoría”, se dictaminen respuestas inhumanas para solucionar los conflictos de los seres humanos. “La democracia no es un sistema perfecto, ni tampoco cristiano. Y no todo lo que es legal, es justo”, advirtió.

Analizó casos a lo largo de la historia, también reciente, como la situación de la joven Noa Pothoven, quien pidió asistencia de suicidio pese a sus 17 años (Holanda), o el del niño Charlie Gard, de menos de un año, desconectado de las máquinas que le mantenían vivo pese a la oposición de sus padres, por orden de un juez, en Inglaterra. “La eutanasia en Europa se instauró el año 2003, con 235 casos ese año. Hoy la cifra aumentó a 2 mil 357, en 2018, con un promedio de 18 muertes diarias. ¿Por qué este aumento? Porque la cultura de la muerte no tiene límite, y para el médico se convierte en un acto rutinario”, lamentó.

“Como área de Formación Integral deseamos desarrollar un compromiso ético y social en nuestros estudiantes, a través de valores como el respeto a la dignidad humana, la solidaridad y caridad, con el fin de formar personas que en su diario vivir se vinculen con otras a través del amor, ayudando y valorando la vida de quienes los necesiten y acogiendo a los que se sientan más solos y desprotegidos”, señaló Bernardita Celis, coordinadora Nacional de Formación Integral de la USS, quien valoró la exposición de Amato. “La instancia sirvió para que los asistentes conocieran su visión en relación a dos dilemas tan contingentes a nivel mundial, como la eutanasia y el aborto”, precisó Celis.

Parte del extenso currículum de Amato incluye su labor de catedrático de la Pontificia Universidad Lateranense; miembro del Comité “Defendemos a nuestros hijos” y la fundación de la Asociación Scienza & Vita de Grosseto (de la que es presidente). También es representante para Italia de la Organización Advocates International, y columnista y colaborador de numerosas revistas.

Da http://www.uss.cl/blog/eutanasia-aborto-gianfranco-amato/

Sciopero generale dei medici: ammesse solo urgenze… e aborti

obiezione di coscienza_violenza_RepubblicaCome ogni mese, di venerdì, alcuni volontari dell’Associazione Ora et Labora in Difesa della Vita testimoniano e pregano fuori dall’ospedale San Gerardo di Monza, dover si praticano aborti (come in molte altre città italiane). Con nostro rammarico constatiamo, che anche se è in atto lo sciopero generale dei medici (venerdì 23 novembre), gli aborti vengono eseguiti ugualmente in quanto considerati interventi “urgenti”. Cosa ci sia poi di così urgente nel sopprimere un bambino nel grembo e nel ferire a vita la sua mamma non è dato sapere (considerando che sopravvivere al proprio figlio, quando si è coscienti di averlo soppresso, è una pena atroce). La gravidanza non è una malattia e tantomeno l’aborto una cura, un bambino non è mai uno sbaglio a cui porre rimedio con l’aborto, ma un dono che Dio affida ai suoi genitori e a ognuno di noi, affinché possiamo prendercene cura, perciò un Ospedale deve essere il luogo dove nascere e non dove essere uccisi nel grembo da sicari in camice bianco.

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Giornata del Ringraziamento, Planned Parenthood è grata per i bambini non nati

bambini_famiglie- Planned-Parenthood-aborto-Since-1916_buona notiziaIncredibile ma vero: nella giornata in cui si celebra la festa del Ringraziamento, in America, Planned Parenthood, la multinazionale dell’aborto plurimilionaria, ha pensato bene, quest’anno, di ringraziare calorosamente i suoi lavoratori per aver aiutato a uccidere un numero smisurato di bambini non nati.

Basti pensare che la Planned Parenthood gestisce più di 600 strutture, visita circa 2,5 milioni di pazienti all’anno e sono ben 320.000 i bambini non nati che, annualmente, si adopera a sopprimere: una cifra che supera quella di qualunque altra clinica abortista negli Stati Uniti. Per non parlare poi del fatto che i suoi dipendenti sono direttamente coinvolti nella pratica dell’aborto e nella sua difesa e promozione, tanto da combattere perché l’interruzione di gravidanza continui a essere legale a tempo indeterminato.

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La Corte Suprema norvegese: sì all’obiezione di coscienza

Segnalazione Corrispondenza Romana

(di Mauro Faverzani) La Corte Suprema norvegese, lo scorso 11 ottobre, ha riconosciuto il diritto ai medici di non compiere trattamenti sanitari, che possano andare contro alla loro coscienza. Come previsto peraltro dalla Convenzione europea sui diritti umani.

È stato questo il caso della dottoressa Katarzyna Jachinowicz, polacca, medico di famiglia nel Comune di Sauherad: convinta che «la vita abbia inizio al momento del concepimento», si era detta decisa a non «partecipare alla sua distruzione», somministrando terapie, che possano procurare l’aborto. Come i dispositivi intrauterini. Per questo, nel dicembre 2015, era stata licenziata, benché unanimemente riconosciuta come una professionista altamente qualificata, con oltre vent’anni di esperienza.

Ora il verdetto della Corte Suprema le ha reso giustizia e restituito ciò di cui era stata indebitamente privata, confermando un verdetto precedente, a lei favorevole, già emanato tempo fa da un tribunale di grado inferiore, verdetto impugnato dalle autorità sanitarie, che intendevano riportare la questione nelle aule giudiziarie ed andare fino in fondo. Continua a leggere

I DUE MOTIVI CHE FANNO ARRABBIARE LA SINISTRA PER VERONA COME CITTA’ A FAVORE DELLA VITA

Ieri e l’altro ieri Cruciani e Parenzo, conduttori su Radio24 della trasmissione “La Zanzara” a partire dalle 18.30 hanno cercato in ogni modo di mettere in difficoltà il nostro Matteo Castagna, che con la consueta determinata aplomb e con un po’ di sana ironia, ha ribattuto colpo su colpo, da cattolico integrista, senza timori e dicendo la verità su contraccezione, aborto, rapporti pre-matrimoniali, omosessualità, ruolo della donna nella società ecc.  

Segnalazione Redazione BastaBugie

La mozione del Consiglio comunale impegna il Comune a promuovere il programma ”Culla segreta” e a stanziare fondi di bilancio per progetto Gemma e progetto Chiara
di Rodolfo Casadei

La mozione del Consiglio comunale che proclama Verona «città a favore della vita», che impegna il Comune a promuovere il programma regionale “Culla segreta” e a stanziare fondi di bilancio per progetto Gemma e progetto Chiara, due iniziative che offrono aiuto economico a donne che incontrano difficoltà materiali al momento di una gravidanza, non chiede in alcun modo l’abrogazione della legge 194/78 che ha legalizzato l’aborto in Italia. Il testo della mozione cita anzi gli articoli della legge che auspicano interventi per rimuovere i motivi che possono condurre le donne a richiedere un’interruzione della gravidanza. Perché allora la stampa di sinistra ed esponenti politici di spicco di Partito democratico, Leu e Movimento Cinque Stelle si sono scagliati con violenza inaudita contro il voto dei consiglieri comunali veronesi? Esponenti nazionali del Pd come Andrea Orlando hanno addirittura chiesto l’espulsione dal partito della capo gruppo piddina in Consiglio comunale Carla Padovani, che ha votato a favore della mozione; la senatrice Monica Cirinnà si è dichiarata «esterrefatta e schifata» per il voto veronese. Continua a leggere

Gentes, Verona, 23/10/18, ABORTO: Le ragioni di una mozione per la Vita

Dopo la schiacciante vittoria in Consiglio comunale a Verona (21 sì e 6 no) della mozione 434 per la prevenzione dell’aborto con aiuti economici concreti ad associazioni e progetti, l’Ass. Cult. Gentes organizza un convegno per spiegare i motivi di questo successo per la Vita 

Saranno presenti esponenti del Circolo Cattolico Christus Rex-Traditio

Segnalazione di Lucia Rezzonico

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Tosi, ricordi quando sfilavi contro “Sodoma e Gomorra”?

di Matteo Castagna sul quotidiano veneto on-line www.vvox.it 

Con 21 voti a favore e 6 contrari è passata la mozione 434/2018, che dichiara Verona “città della Vita” e prevede di sostenere associazioni e iniziative anti-abortiste. Come si sa, il Pd ne è uscito demolito perché la capogruppo Carla Padovani, già nota da anni per le sue posizioni “pro life”, ha votato con la maggioranza di centrodestra. Eppure, se si va a leggere la mozione, non vi si trova nulla di particolarmente strano, perché il sindaco Federico Sboarina e la sua giunta s’impegnano a fare quel che è già previsto dalla legge 194 del ‘78, che nessun consiglio comunale ha competenza di modificare o abrogare.

Tra le opposizioni siedono anche l’ex sindaco Flavio Tosi, la sua compagna ex senatrice Patrizia Bisinella e un altro paio di fedelissimi. Pur dichiarandosi di centrodestra, si sono uniti al Pd (cosa non nuova a Tosi, che ha avuto una lunga ma catastrofica liason con Matteo Renzi) nella feroce contestazione contro il consigliere Alberto Zelger (Lega) sulle sue frasi sugli omosessuali.

Il consigliere di minoranza Tosi, tra l’altro, ha detto a Sboarina che «amministra accogliendo le istanze più oscurantiste, medioevali e reazionarie della sua maggioranza politica che rappresenta solo una piccola fetta dei veronesi». Continua a leggere

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