La sinistra col morto

di Marcello Veneziani

Con un atto lugubre e disumano il governo di sinistra spagnolo, col plauso dei media e della sinistra italiana, se la prende col cadavere di Francisco Franco a 43 anni dalla sua morte e lo caccia dalla sua tomba. La Spagna si divide, il mondo tifa per la macabra svolta di sinistra ma a noi sembra di vedere un film horror in versione Almodovar. Mille problemi, una crisi gravissima, un paese spaccato tra baschi, catalani e indignati; ma lasinistra spagnola, giunta di straforo e in netta minoranza al governo della Spagna, mentre caccia un altro vagone di migranti nel silenzio assordante dell’eurosinistra, compie questo atto politico e simbolico di cui è evidente l’urgenza stringente e la necessità assoluta. E non solo. Continua a leggere

Costituzione (materiale) antidemocratica

di Fabio Falchi

Costituzione (materiale) antidemocratica

A cura di Alessio Mannino per www.vvox.it 

Un altro (e più profondo) punto di vista. E’ quello, almeno rispetto ai “mattarelliani” d’Italia, ma senza essere schierato a prescindere con gli “anti-mattarelliani”, che può dare sine ira ac studio solo uno studioso, libero, lontano da accademie e consorterie, con un robusto bagaglio di riferimenti non esattamente mainstream, e che sa argomentare. E’ il caso di Fabio Falchi, 52 anni, ricercatore indipendente che vive in provincia di Varese, uno dei non pochi (ma neanche tanti) pensatori di un’Italia abituata a portare il pensiero all’ammasso, accontenandosi di veder sfilare i soliti quattro “opinionisti”. In particolare, Falchi si occupa di analisi geopolitica e filosofia politica, collaborando a varie riviste (soprattutto “Eurasia”) e scrivendo diversi libri (“Lo spazio interiore del mondo”, i due volumi de “Il Politico e la guerra” e “Comunità e conflitto”, tutti pubblicati da Anteo, e ne sta per uscire un altro, che «dovrebbe intitolarsi “Geo-politicamente abita l’uomo”»). Falchi si muove nel solco del socialismo «non marxista, incentrato sulla difesa delle “differenze” e dei legami comunitari, in quanto ritengo che che l’“essere con gli altri” (che può pure mutarsi in “essere contro gli altri”, come dimostra la storia) sia il destino dell’uomo e che di conseguenza non ci si libera da soli, ma insieme». Non esattamente la prospettiva dell’individualismo liberale, insomma. Continua a leggere