La morte cerebrale e’ un’invenzione medico-legale – Convegno JAHLF

 

 

  LA MORTE CEREBRALE E’ UN’INVENZIONE MEDICO-LEGALE  Queste le tesi sostenute nel Convegno internazionale JAHLF del 20-21.05.2019 a Roma
Una delle tante errate convinzioni intorno alla pratica dei trapianti è quella che, in merito ad essa ed al suo necessario presupposto teorico-pratico rappresentato dalla morte cerebrale, ci sia, all’interno della comunità scientifica, come all’interno del mondo religioso, un consenso totale e universale.
Le cose, in realtà, sono ben diverse. Numerosi sono gli scienziati, i teologi e i filosofi che, da sempre (a cominciare dagli scritti di Hans Jonas), avanzano riserve, sollevano dubbi ed esprimono ferme obiezioni e critiche decise nei confronti sia del criterio della morte cerebrale, sia nei confronti della pratica di espianto-trapianto di organi. Ma di queste voci, molte delle quali di indubbia autorevolezza, si preferisce non parlare. L’intera grancassa mediatica è infatti compattamente impegnata in una inesausta apologia della donazione degli organi e nell’esaltazione delle imprese chirurgiche attuate dalle équipes trapiantistiche. Per i perplessi, i dubbiosi e gli oppositori, sul palcoscenico mediatico non risulta esserci posto, neppure sottoforma di fugace comparsata.
Un importante tentativo di incrinare le alte muraglie che difendono le (presunte) certezze dei sostenitori dell’indiscutibilità dei trapianti di organi ha avuto luogo in questi giorni (20-21/05) a Roma, ad opera della John Paul II Academy for Human life and the Family (fondata da ex docenti dell’Accademia pontificia per la Vita), che ha dato vita ad un convegno internazionale (“La morte cerebrale”. Un’invenzione medico-legale: evidenze scientifiche e filosofiche) a cui hanno preso parte importanti scienziati, filosofi e teologi di fede cattolica, accomunati dal fermo rifiuto nei confronti della morte cerebrale.
Tutte di grosso spessore le relazioni di entrambe le giornate, vere miniere di puntuali informazioni scientifiche e di corpose argomentazioni filosofiche e teologiche.

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Donazione organi anagrafe – 10 motivi per non firmare

Segnalazione della Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

Foto di carte d'identità
www.antipredazione.org
26/02/2019 Comunicato n. 4
     
DONAZIONE ORGANI
10 MOTIVI PER NON FIRMARE IL MODULO ALL’ANAGRAFE
QUANDO CHIEDI O RINNOVI LA CARTA D’IDENTITA’
Perché firmando implicitamente accetti il concetto fasullo di “morte cerebrale” a cuore battente.
Perché il modulo omette l’informazione base che l’espianto è su un vivo che ha perso la coscienza
dichiarato “morto cerebrale” sulla base di protocolli di Stato utilitaristici.
Perché è contro-legge 91/99 art.5 che prevede un Decreto attuativo per la dichiarazione di volontà, mai emanato da 20 anni ma sostituito con un Decreto temporaneo (Bindi 8 aprile 2000) che ha aperto ad ogni sorta di abusi, tra cui “una scelta in comune”.
Perché sono tuttora in vigore le Disposizioni Transitorie art.23, ovvero è consentito il prelievo
salvo dichiarazione autografa d’opposizione personale o esplicita opposizione scritta della famiglia.
Perché la firma in comune è per decreto facoltativa e non obbligatoria, ma nella pratica è richiesta con ricatto: “se non firmi non procede il rilascio della Carta d’Identità”. Si chiama estorsione.
Perché a detta del Garante non firmi una dichiarazione autografa ma un “modulo-ricevuta” !!!!!!! ?
Perché contravviene il diritto alla privacy (art.7 e 8 D.Lgs 196/20) in ambito sanitario, esponendo a tre schedature: SIT (sistema informativo trapianti), FSE (fascicolo sanitario elettr.) e ANAGRAFE.
Perché l’impiegato del comune che impone la firma – SI / NO / Non mi esprimo– può essere un trapiantato, o parente di malati in lista d’attesa o ideologizzato, ovvero in conflitto di interessi.
Perché il NO all’Anagrafe non dà nessuna garanzia: il sanitario verificherà oltre al SIT il possesso di tesserini o dichiarazioni autografe successive, o l’esistenza di volontà espressa ai familiari.
Perché il SI invece è stragarantito in quanto per legge la famiglia non può opporsi al consenso.
Perché le ASL tenute a notificare ai propri assistiti la richiesta di volontà sono state scavalcate. Continua a leggere

Intervista al Dr. Paul Byrne sulla “morte cerebrale”

Risultati immagini per DR. PAUL BYRNESegnalazione Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

www.antipredazione.org
22/06/2018 Comunicato n. 11

INTERVISTA AL DR. PAUL BYRNE SULLA “MORTE CEREBRALE”

Decretata per evitare agli espiantatori la galera per omicidio

In questa intervista il Dr. Paul Byrne, massima voce nel dibattito internazionale, con eccezionale chiarezza smaschera concetti e parole del sistema sanitario-giuridico istituzionale che ha imposto il dogma della cosiddetta “morte cerebrale” dichiarata sui vivi che hanno perso la coscienza. Tale simulazione ha equiparato la pseudo morte cerebrale a cuore battente alla Morte vera in arresto cardio-circolatorio e respiratorio protratti, per sviluppare la pratica affaristica degli espianti-trapianti di organi vitali  nonché l’eliminazione autoritaria di malati affetti da lesioni encefaliche gravi, come nel caso del piccolo Alfie, così da evitare agli espiantatori la galera per omicidio.

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VISITAI ALFIE: IL PROBLEMA E’ LA MORTE CEREBRALE” Continua a leggere