Verona dice NO al “sistema Bibbiano”

IN ALLEGATO VIDEO PUBBLICATO DA NICOLA PASQUALATO SUL SUO CANALE YOU-TUBE
di Lucia Rezzonico

Oltre 100 persone, nonostante i boicottaggi, le fake sul presunto (e auspicato?) “convegno annullato” fatte girare nelle chat, nonostante il silenzio mediatico, hanno raccolto l’appello di Nova Civilitas e Lega di ritrovarsi ad ascoltare l’inchiesta condotta dall’Avvocato Gianfranco Amato sul “caso Bibbiano”. In un freddo e umido lunedì 27 gennaio post-elettorale per l’impegno profuso in Emilia Romagna ove i tradizionalisti di Christus Rex e Nova Civilitas hanno contribuito con forza all’elezione di Maura Catellani e Matteo Montevecchi.

Introdotto con grande efficacia e passione per i principi identitari legati alla difesa e promozione della famiglia naturale dall’ Assessore e segretario della Lega di Verona Nicolò Zavarise, che ha ringraziato anche la “regia” dell’evento,  Matteo Castagna.
Sconvolgente la disamina audio-video dell’Avv. Gianfranco Amato, presto su YouTube.
Un grande successo che dimostra l’attenzione verso i temi etici, oltre le campagne elettorali. La vicinanza dei tradizionalisti e dei conservatori alla Lega potrebbe diventare un valore aggiunto per il Bene Comune, come i fatti hanno dimostrato e dimostrano.

UNA MANIPOLAZIONE PAZZESCA?

La domanda è:”Come siamo arrivati a questo punto?”. Un disegno pazzesco e mostruoso attuato sulla nostra pelle e quella dei nostri figli: una manipolazione globale, che parte dai bambini per esautorare la famiglia dal suo ruolo di Francesco Lamendola

La domanda è: come siamo arrivati a questo punto?

di Francesco Lamendola

 

 

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Che cosa succede se la società decide di riscrivere radicalmente il proprio progetto educativo nei confronti dei bambini, su una base astrattamente ideologica, partendo dalla cancellazione della realtà e dall’imposizione di una nuova realtà artificiale, contrapposta a quella naturale e incompatibile con la logica più elementare? Per fare un esempio semplicissimo: che cosa succederebbe se un bambino tornasse a casa e i genitori trovassero che, sul suo quaderno di aritmetica, la maestra gli ha segnato come errore il calcolo: 10+10=20, e avesse scritto accanto, in matita rossa, 10+10=25? Dapprima penserebbero a qualche malinteso, poi andrebbero a chiedere chiarimenti alla maestra. E se quella rispondesse loro che invece è proprio così, che 10 più 10 fa 25, allora penserebbero che la maestra è impazzita, e andrebbero a parlare con la dirigente. Ma che succederebbe se la dirigente affermasse che la maestra ha perfettamente ragione e che loro devono smetterla di dire al bambino che 10 più 10 fa 20, perché in tal modo lo confondono e contrastano l’azione educativa della scuola? Forse quei genitori, a questo punto, scoraggiati, getterebbero la spugna; forse i più tenaci andrebbero fino all’ufficio scolastico regionale e farebbero presente il loro caso. Ma che succederebbe se anche questo desse, anche lui, ragione alla maestra e alla direttrice, e torto a loro, aggiungendo, per buona misura, l’intimazione di cambiare atteggiamento, e lasciando intravedere la possibilità che, per i genitori che non collaborano con l’istituzione scolastica, e che anzi fanno di tutto per sabotarla, in certi casi si può arrivare fino alla sospensione della patria potestà e all’affido del bambino ad un’altra famiglia (Bibbiano docet), più ragionevole e comprensiva, mentre loro dovrebbero sottoporsi a un corso di “rieducazione”, se non anche ad una visita psichiatrica, per liberarsi dalle loro vecchie idee sbagliate e aggressive, e imparare ad apprezzare, come tutti, le meraviglie del pensiero nuovo?

 

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Con la scusa della lotta agli stereotipi ed alle discriminazioni di genere e sulle ali della santa crociata contro i “seminatori di odio”, presto i genitori si vedranno espropriati del loro ruolo e dovranno adattarsi a subire la contro-educazione imposta dalla scuola: uno scenario da incubo che non si era realizzato nemmeno sotto i totalitarismi classici! 

Tutto questo non è fantascienza, ma realtà, da quando, per esempio, la scuola, ha deciso di aprirsi, su “consiglio” dell’UNESCO e della UE, entrambi centrali massoniche e anticristiane al servizio della globalizzazione, alle nuove forme di educazione sessuale basate sull’ideologia gender. Insegnare ai bambini che “maschio” e “femmina” non sono dati di fatto, stabiliti dalla natura biologica delle persone, ma che sono “stereotipi di genere”, e che chiunque può decidere di cambiare sesso mediante una serie d’interventi chirurgici, e pretendere che gli altri si adeguino alla sua scelta e lo chiamino lei, o lui, secondo la sua volontà soggettiva (e mutevole: perché domani potrebbe ripensarci, e voler cambiare di nuovo) e non secondo la verità dei fatti, è un’aberrazione non dissimile da quella di pretendere che, in matematica, due più due non faccia più quattro, ma cinque, o che dieci più dieci dia come risultato 25. E questo, ripetiamo, è solo il caso più clamoroso, ma cento altri attentati alla verità e all’intelligenza dei bambini vengono sferrati prendendo a pretesto ogni disciplina, dalla storia alle scienze, dalla filosofia allo stesso insegnamento della religione cattolica, affidato a persone che di cattolico, sovente, hanno solamente l’etichetta, così come del resto il neoclero bergogliano che ancora si spaccia per cattolico, mentre nei fatti è apostata e anticattolico. Fra non molto uno porrà il problema di coscienza per gli insegnanti, e di libertà nell’esercizio della loro funzione educante per i genitori, i quali vedranno invasa la sfera privata dell’educazione che essi vogliono dare ai propri figli. Con la scusa della lotta agli stereotipi ed alle discriminazioni di genere e sulle ali della santa crociata contro i “seminatori di odio”, i genitori si vedranno espropriati del loro ruolo e dovranno adattarsi a subire la contro-educazione imposta dalla scuola: uno scenario da incubo che non si era realizzato nemmeno sotto i totalitarismi classici.

 

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Quello che le famiglie stanno vivendo non è fantascienza, ma realtà, da quando la scuola, ha deciso di aprirsi, su “consiglio” dell’Unesco e della Ue, entrambi centrali “massoniche e anticristiane” al servizio della globalizzazione e alle nuove forme di educazione sessuale basate sull’ideologia gender!

Nel suo libro Benedetta scuola, assai ben documentato e ricco, oltre che di osservazioni critiche, di proposte lucide e concrete per uscire dalla crisi in cui ci stiamo dibattendo, Maria Chiara Nordio scrive (terza edizione 2020, pp. 701-73):

Se un bambino deve essere rispettato nella sua autodeterminazione, che ruolo ha il genitore?

E l’insegnante? Costui si è già posto a margine, per facilitare e assecondare l’evoluzione auto educativa, quindi attualmente si configura come la persona più accreditata per difendere l’indottrinamento. Se un bambino viene progressivamente “educato” a potersi percepire anche diverso da come Dio lo ha creato, come deve reagire il prossimo? Ho volutamente scritto “deve” e non “può” poiché ci sono dei canoni ben precisi di rispetto cui il prossimo deve attenersi. L’indottrinamento gender infatti, lavora contemporaneamente su due piani: quello individuale instillando il dubbio nel bambino sulla propria identità, per arrivare alla sua “liberazione dagli stereotipi sociali” che ha assorbito e che lo hanno determinato (cioè tutti quei ruoli, atteggiamenti trasmessi dalla famiglia), e quello sociale perché impone agli altri un  codice di comportamento di accettazione  e condivisione di questi nuovi modi di percepirsi. (…) E se ciò non accade?

Facciamo un esempio pratico: una scuola dell’infanzia “impone”, tra i vari progetti, quello della sensibilizzazione verso le differenze. L’attività didattica di questo percorso, è spesso appaltata ad associazioni Lgbt, che la promuovono attraverso letture di libretti gender, giochi e riflessioni vari. Qualche bambino, al termine delle lezioni potrebbe avere qualche dubbio  sulla sua identità, qualche altro potrebbe rimanere spaventato di perdere se stesso, qualche altro si omologherebbe in silenzio, qualcun altro ancora potrebbe deridere l’intero progetto. Ecco, quel bambino che non avesse maturato, a fine percorso, una sensibilità gender”, potrebbe aver bisogno di ulteriori rinforzi, magari coinvolgendo anche la famiglia…

In questo modo ci si impossessa delle future generazioni partendo proprio dalla prima infanzia, attraverso la scusa che manipolando i processi cognitivi dei piccoli allievi, ne azzera l’identità rendendoli vittime perfette del potere e del consumo. È un lavoro lungo, lento, ma contestualmente estremamente efficace e persuasivo.

 

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Il libro “Benedetta scuola” di Maria Chiara Nordio

 

Assistiamo ora ad individui estremamente fragili, deprivati della loro storia, della loro identità, della loro patria, della loro famiglia, e quindi non sufficientemente forti per ribellarsi all’oppressione ideologica. Vengono programmati per servire il potere che li vuole competenti sul nulla, rispettosi del discrezionale, flessibili e liquidi in un eterno presente.

Conservare la propria identità diventa quindi un dis-valore s’invita a “trasformarsi” abbandonando la propria identità mutandosi in un altro “essere”, diverso. L’invito ad abbandonare un’identità in corso di formazione per acquisirne un’altra, per poi cambiare tutte quelle volte in cui se ne avverte l’esigenza, viene vista come cosa eventuale, possibile, di conseguenza priva di valore. In sostanza si confondono i bambini inducendoli a pensare che per imparare bisogna perdere anziché aggiungere. Mi chiedo, in chiave filosofica, come siamo arrivati a giustificare un vero passaggio di stato, impossibile in natura, come qualcosa di assolutamente possibile, reale ed incontestabile. Mi spiego: come può “l’essere” divenire “non essere” ed essere ugualmente? Come può un uomo diventare donna ed essere donna? Può tutto questo accadere nell’era della ragione e non essere soggetto ad alcuna ribellione? Non lo chiedo all’uomo di fede, ma a quello della ragione. Io ritengo che persuadere un bambino dell’assurdo dei contenuti di questi progetti come possibili, sia un crimine contro l’umanità.

Mi chiedo se accettare questa nuova possibilità come verità rafforzerà il bambino o creerà piuttosto conflitti interiori maggiori, ancora.  Mi interrogo se la ”nuova verità”, poiché non è il frutto di una nuova logica comprensione, sarà acquisita come naturale processo di crescita, oppure si trasformerà in un dubbio che perseguiterà periodicamente il soggetto? Lo stretto connubio tra ideologia e sua diffusione tra le giovani menti, porta al ribaltamento incosciente della realtà da parte dei bambini che a poco a poco iniziano a pensare che vedere il mondo capovolto sia naturale. La rivoluzione antropologica porterà inevitabilmente ad aumentare le insicurezze delle nuove generazioni anziché eliminarle come si prefiggono di fare questi libretti. Possiamo salvare questi bambini? E la famiglia? La sfera intima che vanno a toccare questi progetti, dovrebbe essere di esclusiva pertinenza di questi genitori, ed invece vengono fraudolentemente convinti che c’è chi è più esperto di loro sulla trattazione di queste tematiche? Quindi la famiglia, di fatto viene ufficialmente esautorata dal suo primo ruolo: la cura e l’educazione dei propri figli.

 

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 Le meraviglie del pensiero nuovo? Bibbiano docet!

 

Purtroppo, da parte nostra, avendo speso più di quarant’anni nel mondo della scuola, non possiamo che confermare l’esattezza della diagnosi e condividere sino in fondo il grido d’allarme lanciato da Maria Chiara Nordio. La sola osservazione che ci sentiamo di fare è che l’educazione gender non ha affatto di mira la rimozione delle insicurezze dell’animo infantile, bensì quella di portarle intenzionalmente al parossismo: quei signori sanno bene ciò che stanno facendo e il loro scopo non è creare un mondo dove ci siano più libertà e più serenità, ma un mondo dove regni una confusione sempre maggiore, perché nella confusione è più facile smarrire la rotta, e questo è il loro vero obiettivo: portare la società al totale smarrimento, per poi poterla manipolare e riplasmare secondo i loro progetti, in tutta libertà e senza incontrare ostacoli o resistenze. E un grido d’allarme in questo senso, per servire a qualcosa, deve essere udito da qualcuno: se si perde nel frastuono di mille altri rumori, è come se non fosse mai stato emesso. Ora, la domanda ineludibile che dobbiamo farci, e non solo per ciò che riguarda la scuola e, più in generale, la drammatica involuzione e la sistematica distruzione di ogni sano progetto educativo, ma per ogni altro settore della vita sociale, dalla cultura allo sport, dall’informazione alla politica, dall’economia alla finanza, è sempre la stessa: come è stato possibile arrivare fino a questo punto, senza essercene resi conto per tempo? Come è possibile che una mattina ci svegliamo e scopriamo che l’educazione sessuale ai bambini della scuola elementare (e anche ai bambini appositamente chiamati in televisione) sia affidata a Luxuria; come è possibile che una famiglia di rom occupi abusivamente la vecchia casa lasciataci in eredità dai nostri genitori, e costata loro mille sacrifici, e questa non possa tornare in nostro possesso, perché il giudice sentenzia che loro, poverini, non avendo un tetto sopra la testa, ne hanno diritto più di noi, che abbiano già la nostra?

 

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 Un disegno pazzesco e mostruoso? La domanda è:”Come siamo arrivati a questo punto?”

 

E come è possibile che voler difendere i confini della Patria sia diventato un reato, quello del sequestro di persona, e che perfino un  ministro possa essere incriminato dalla magistratura per aver trattenuto pochi giorni una nave carica di migranti, in condizioni di assoluta sicurezza e senza che fosse loro fatto mancare nulla?  Come è possibile che esporre un crocifisso alla parete di un ufficio pubblico sia diventato, anch’esso, un reato; mentre entrare in chiesa e bestemmiare sull’altare, come ha fatto un egiziano qualche giorno fa, a Milano, sia una sciocchezza per la quale è prevista solo un multa da cento euro? Che i cattolici, nelle chiese, tolgano i banchi da preghiera e imbandiscano tavole apparecchiate con la pastasciutta fumante, per ostentare, davanti a giornalisti e fotografi, la loro carità verso i poveri? E che quegli stessi cattolici bollino con parole di fuoco le veglie di preghiera di alcuni loro fratelli che intendono riparare allo scandalo dei Gay Pride, e tengano delle contro-veglie di preghiera per contrastare “l’omofobia”? E che un parroco sia costretto ad andarsene, su ordine del suo vescovo (diocesi di Gorizia) per aver chiesto a un capo-scout, omosessuale militante e sposato in municipio con un uomo, di trarre le logiche conseguenze dalle sue scelte di vita e lasciare quel posto di responsabilità nella vita dei giovani parrocchiani? In altre parole: come è possibile che l’accoglienza, la solidarietà, l’inclusione, siano sempre e solo adoperate come un’arma per demolire la nostra identità, i nostri valori, il nostro sistema di vita; e che tutti i diritti possibili e immaginabili siano sempre e solo riservati agli altri, alle minoranze aggressive e intoccabili, a chi detiene il potere giudiziario ed è ideologicamente schierato da una parte ben precisa, mentre al cittadino comune, al comune fedele cattolico, restano solo i doveri, gli oneri, i sacrifici, le rinunce, le mortificazioni, e ciò dopo un’onesta vita di lavoro, di responsabilità, di risparmio, di preoccupazioni, per assicurare un futuro ai propri figli e, nel caso dei cattolici, di fedeltà alla Parola di Dio e non alle mode che vanno e vengono secondo gli umori del mondo?

 

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Da quando il mondo ha cominciato a divenire ostile, disumano? Quando gli uomini hanno voltato le spalle a Dio e disprezzando il suo amore, hanno voluto prendere il suo posto come artefici di una nuova e più perfetta creazione. Pretendono di correggere la natura e rifare ogni cosa a loro talento…

 

È terribile il futuro che ci si sta preparando, se non vi sarà una reazione decisa da parte nostra: dei genitori, dei nonni, degli insegnanti, di tutti i cittadini. Un disegno pazzesco e mostruoso viene portato avanti sulla pelle dei popoli e degli individui: qualcuno vuol ridefinire e capovolgere tutti i valori morali, tutte le certezze, tutte le verità sulle quali i nostri avi si sono sempre basati e nei quali hanno trovato la forza per superare le difficoltà e per costruire un mondo a misura d’uomo. Ma quando il mondo ha cominciato a divenire ostile, disumano? Quando gli uomini hanno voltato le spalle a Dio e disprezzando il suo amore, hanno voluto prendere il suo posto come artefici di una nuova e più perfetta creazione. Pretendono di correggere la natura e rifare ogni cosa a loro talento…

Del 17 Gennaio 2020

Allegato Pdf

La domanda è come siamo arrivati a questo punto.pdf

Da http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/mondo-donna/8325-la-domanda

Caso Bibbiano, notificata la chiusura delle indagini per il sindaco e altre 25 persone

Nell’atto che in genere prelude al rinvio a giudizio sono elencati ben 108 capi di imputazione nei confronti di 26 persone. Tra queste anche l’ex primo cittadino della città, che invece secondo la cassazione era stato raggiunto da una misura cautelare “infondata”

In tutto 108 capi di imputazione

Nell’atto che di solito prelude alle richieste di rinvio a giudizio ci sono ben 108 capi di imputazione (e non più 102) nei confronti di 26 persone, tra le quali anche il sindaco della città, Andrea Carletti. Proprio nei confronti di Carletti la Corte di Cassazione aveva lo scorso 3 dicembre annullato l’obbligo di dimora, definendo la misura – nelle motivazioni rese note oggi – “infondata”. tr i reati contestati ci sono maltrattamenti in famiglia, lesioni gravissime, tentata estorsione, truffa aggravata, abuso d’ufficio, peculato d’uso, violenza o minaccia a pubblico ufficiale. In particolare per Claudio Foti, psicoterapeuta direttore del centro Hansel&Gretel dove molti dei bambini sono stati in cura, i capi di imputazione sono concorso in abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni personali gravissime.

Stralciate 4 posizioni

Stralciata la posizione di 4 indagati: a uno di loro è stata accordata la richiesta di patteggiamento, la prima udienza è fissata davanti al gip il prossimo 27 gennaio. Secondo quanto si apprende, poi, per uno dei 26 destinatari che ha ricevuto l’avviso oggi è già stata avanzata e accota una richieta di archiviazione. Tre sono invece le persone al momento ancora sottoposte a misura cautelare (non custodiale e/o interdittiva).

Da https://tg24.sky.it/cronaca/2020/01/14/bibbiano-chiusura-indagini-26-persone-.html?social=facebook_skytg24_link_null

San Martino in Rio, un convegno sui “fatti di Bibbiano”

Sabato alle 16 alla rocca estense organizzato dall’avvocato Maura Catellani, candidata della Lega alle prossime elezioni Regionali del 26 gennaio

SAN MARTINO IN RIO (Reggio Emilia) – Domani, sabato 11 gennaio, alle ore 16 alle Rocca Estense di San Martino in Rio il convegno organizzato dall’avvocato Maura Catellani, candidata della Lega alle prossime Regionali del 26 gennaio

“Parlateci di Bibbiano: conversazione sui valori della famiglia, sui “fatti di Bibbiano” e sulla legge regionale sull’omotrans negatività”.

E’ attorno a questi temi che si svilupperà il convegno organizzato dall’avvocato Maura Catellani, candidata della Lega alle prossime elezioni Regionali del 26 gennaio, in programma alle 16 di sabato 11 gennaio, alla Rocca Estense di San Martino in Rio (sala d’Aragona), al quale parteciperanno Matteo Castagna, responsabile Christus Rex e l’avvocato Gianfranco Amato, presidente di Nova Civilitas. L’incontro sarà aperto al pubblico.

da https://www.reggiosera.it/2020/01/san-martino-in-rio-un-convegno-sui-fatti-di-bibbiano/261013/

Vogliono insabbiare Bibbiano: Borgonzoni minacciata di morte

La senatrice della Lega e candidata alla presidenza dell’Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni, non si lascia intimidire e annuncia che andrà avanti per far non far calare il silenzio sulla vicenda di Bibbiano

Minacce di morte e pesanti insulti sessisti sono arrivati sulla pagina Facebook, e anche nei messaggi privati, della senatrice della Lega e candidata alla presidenza dell’Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni, dopo che la Cassazione ha deciso di annullare per il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, l’obbligo di dimora, deciso nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, che vede un presunto sistema illecito di affidi nella Val d’Enza.

“Mi hanno minacciato di morte, insultata con frasi irripetibili, scagliato contro offese sessiste. Ho postato tutto su Facebook”, ha affermato nel corso del programma “Mattino Cinque” la stessa esponente leghista mostrando la maglietta “Parlateci di Bibbiano”, già indossata in Senato.

Quello che, sotto certi aspetti, preoccupa di più la Borgonzoni è l’assordante silenzio degli esponenti della sinistra, pronta a denunciare il clima d’odio e a scandalizzarsi quando nel mirino sono suoi esponenti. “Da nessun ‘democratico’ è arrivata una parola di solidarietà”. Parole dure le riserva anche direttamente per il Pd che “sta portando in trionfo un sindaco come se non fosse indagato. E invece è accusato di falso e di abuso d’ufficio. E con lui ci sono altri 28 indagati in una inchiesta aperta e con nuovi fronti aperti”.

Proprio sulla delicata vicenda di Bibbiano, la Borgonzoni afferma che non deve chiedere scusa “a nessuno, le uniche scuse qualcuno le dovrà porgere alle famiglie. Di Bibbiano bisogna parlare, soprattutto di fronte a un muro che vuole far calare il silenzio su tante bambine, tanti bambini, tante famiglie”.

Perché, per la candidata alla regione Emilia-Romagna, sulla storia “c’è da fare chiarezza, da ottenere giustizia. E c’è una riforma da fare, per dare tutele, trasparenza e protezione ai minori. Perché quanto abbiamo visto e sentito non accada più”.

Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano accusato di abuso di ufficio e falso per l’assegnazione di locali per la cura di minori nell’ambito dello scandalo ‘Angeli e Demoni’ sul presunto sistema di affidi illeciti in Val d’Enza, nella vicenda degli affidi illeciti, non ha più l’obbligo di dimora ed ha potuto riprendere il suo mandato nel pieno delle sue funzioni.

Il primo cittadino venne prima arrestato, poi messo ai domiciliari e infine costretto all’obbligo di dimora. Inoltre fu sospeso dal ruolo su decisione del Prefetto e si era autosospeso dal Partito democratico. Dopo la decisione della Cassazione, Carletti potrà affrontare a piede libero il processo assieme agli altri 28 indagati nell’inchiesta condotta dalla Procura di Reggio Emilia. Per la metà di dicembre è prevista la chiusura delle indagini preliminari.

Da http://www.ilgiornale.it/news/politica/bibbiano-insulti-e-minacce-borgonzoni-nel-silenzio-sinistra-1795276.html

Bibbiano, altro che caso chiuso: le indagini “rafforzano gravi indizi di colpevolezza”

Roma, 23 dic – Altro che caso chiuso o addirittura inesistente come vorrebbe qualche strillone di sinistra. Di Bibbiano si deve ancora, doverosamente, parlare. E non si tratta di “propaganda”, bensì di una pagina buia della recente storia italiana che ancora deve essere in larga parte scritta. Sì perché quanto emerge dall’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Luca Ramponi e datata 20 dicembre, è sempre più agghiacciante. Secondo il magistrato, Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza, e l’assistente sociale Francesco Monopoli, erano infatti “convinti dell’esistenza di una setta di pedofili, collegata a quella dei ‘Diavoli’ della Bassa modenese, da cui andavano protetti i minori reggiani, anche mediante la commissione di falsi, depistaggi e frodi processuali”. Il nuovo documento dei giudici, vieta ai due indagati dell’inchiesta ‘Angeli e demoni’ di esercitare la professione per un anno.

“Programma unitario criminale”

Ma non è tutto, come riportato da Il Resto del Carlino, nell’ordinanza del gip si legge che gli approfondimenti investigativi seguiti al 27 giugno “confermano e rafforzano i gravi indizi di colpevolezza” e che “esiste un programma unitario criminale, volto a sostenere abusi sessuali (subiti dai bambini, ndr) inesistenti”. Vi sarebbero inoltre “numerose conferme probatorie sulle ipotesi di abuso d’ufficio e falsificazione delle relazioni”. Il giudice Ramponi specifica inoltre che i due indagati “con la convinzione della setta dei pedofili condizionavano anche l’operato dei periti e dei consulenti tecnici d’ufficio dei tribunali, a cui veniva riferito di non parlare con nessuno perché la setta era composta da magistrati e forze dell’ordine”.

Violazioni durante i domiciliari

La responsabile dei servizi sociali Federica Anghinolfi, stando a quanto scritto dal gip, spiccava inoltre per “totale assenza di autocontrollo e di equilibrio, al punto di aver illegittimamente ordinato a un agente della polizia municipale di arrestare un uomo che, in maniera assolutamente alterata, stava solo chiedendo notizie sull’affidamento dei figli”. Un ordine tra l’altro impartito “con toni quasi militari, urlando ripetutamente di procedere all’arresto perché quell’uomo aveva leso il suo ruolo di assistente sociale”. Come se non bastasse, la Anghinolfi sarebbe anche responsabile di “ripetute violazioni, durante i domiciliari, del divieto di comunicare con terzi”.

Alessandro Della Guglia

da https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/bibbiano-indagini-confermano-rafforzano-gravi-indizi-colpevolezza-140741/

Le uniche vittime di Bibbiano sono i bambini, non il sindaco

Andrea Carletti, il primo cittadino, si dice “crocifisso”. Ma a chiedere le scuse posso essere soltanto le famiglie devastate dallo scandalo affidi

Di Mario Giordano

Perseguitato? Vittima? Addirittura «crocifisso», come si è autodefinito, paragonandosi nientemeno che a Gesù sul Golgota? Non scherziamo: intanto il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, resta indagato. E poi resta indagato nell’ambito di una inchiesta che ha sollevato il velo su un orrore spaventoso, quello del business sui minori strappati alle loro famiglie. Dunque dovrebbe pensarci due volte prima di proclamarsi vittima. Come dovrebbero pensarci il segretario del suo partito, Nicola Zingaretti del Pd, e tutti gli altri politici che si sono affrettati a guadagnare un titolo di giornale, vestendo i comodissimi panni dei martiri mediatici. Perché, in questa vicenda, le vittime ci sono davvero. Ma non sono quelli che stanno sulle cadreghe che contano e strepitano sui giornali. Non sono né il sindaco né il segretario del Pd. Non sono i partiti politici e i loro rappresentanti. Le uniche vittime di questa vicenda, purtroppo, sono i bambini.

Il sindaco di Bibbiano per ora ha solo avuto la revoca dell’obbligo di dimora. Non l’assoluzione. Per l’amor dei cielo: ce l’avrà. Glielo auguriamo. Gli auguriamo di dimostrare l’innocenza in tribunale, oltre che sui giornali. Ma nel frattempo abbia la decenza di evitare la parola «crocifissione». Perché di crocifissioni, in questa orrenda storia, ce ne sono state fin troppe: sono stati crocifissi quei bimbi strappati alle loro mamme, tenuti lontani per anni, quei bambini a cui si diceva «facciamo il funerale al tuo papà»; sono stati crocifissi quei bambini che chiedevano «perché papà non viene a trovarmi?» e si sentivano rispondere «perché non ti vuole più»; sono stati crocifissi quei bambini che non ricevevano i giocattoli dai loro genitori perché gli assistenti sociali li buttavano nell’immondizia, insieme con le loro lettere. E sono stati crocifissi quei bambini i cui disegni venivano modificati per dimostrare che erano stati molestati anche se non era vero. Solo per tenerli lontani dai genitori. Per sfasciare le famiglie. E per fare più soldi. Ecco chi sono le vittime di Bibbiano. Ecco chi è stato davvero crocifisso.

Il sindaco dimostrerà la sua innocenza, Zingaretti si guadagnerà un po’ di agenzie di stampa facendo la vittima e gridando alla «vergogna». Qualche altro politico ripeterà che bisogna «chiedere scusa». Ma vi rendete conto dell’assurdità? Ancora una volta la politica ha perso il contatto con la realtà: gli unici cui bisogna chiedere scusa, infatti, sono quei piccoli torturati e plagiati in nome dell’ideologia e del dio denaro. Nessun adulto può tirarsi fuori dalle responsabilità di questo orrore. Nessuno adulto, se ha un minimo di umanità, può fare a meno di sentirsi toccato nel profondo. Nessun adulto può fare a meno di sentirsi in qualche modo responsabile di non aver capito, di non aver intuito, di non aver protetto questi bambini. Di non aver scoperchiato prima il pentolone dell’orrore. Figurarsi se può farlo chi è stato sindaco in quelle zone. Figurarsi se può farlo il segretario di un partito che da quelle parti da sempre fa il bello e il cattivo tempo.

Bibbiano non è stato un raffreddore, come hanno scritto i tecnici mandati dalla Regione per seppellire tutto. Bibbiano è un’inchiesta che ancor prima di individuare reati e eventuali colpevoli (questo lo stabilirà il processo), ha sollevato il velo su uno scandalo che non è solo a Bibbiano, ma che è nazionale. Ed è lo scandalo dei bambini calpestati da un sistema che mira soltanto a fare soldi. E che nessuno controlla. Tanto è vero che ancora oggi non si sa quanti sono i bambini allontanati dai tribunali in Italia, nessuno conosce quanto rendano, dove finiscono quei soldi, nessuno indaga sulle complicità e sui conflitti di interesse tra giudici minorili che decidono gli affidi e le cooperative che su quegli affidi prosperano. Nessuno è riuscito a fermare il business osceno che si è scatenato sulla pelle dei più piccoli. Altro che raffreddore: è una pestilenza.

Una pestilenza che fa guadagnare molte persone, si capisce. Ma che non ha pietà dei bambini. E che perciò andrebbe fermato. A qualsiasi costo. In qualsiasi modo. Anche a costo di indagare un sindaco, se è necessario. Perché per quante violenza ci possa essere nell’indagare un sindaco che poi (forse) si dimostrerà innocente, non è paragonabile alla violenza che c’è nello strappare un bimbo al suo papà dicendogli che «papà è morto» o «papà non ti vuole», mentre il papà lo sta aspettando fuori dalla porta. E il fatto che i politici non lo capiscano, autoproclamandosi vittime e crocifissi, è l’ennesima dimostrazione, caso mai ce ne fosse ancora bisogno che i politici pensano a difendere sempre e soltanto sé stessi, anziché chi ne ha davvero bisogno, come i bambini. Poi si chiedono perché la gente non crede più in loro…

Da https://www.panorama.it/news/politica/vittime-bibbiano-bambini-sindaco/

Vauro manda Gesù a Bibbiano: l’ignobile vignetta sul presepe

Forti polemiche dopo l’ultima fatica del vignettista toscano. La Meloni attacca: “La satira è sempre legittima. Ma ridicolizzare uno scandalo che ha rovinato la vita di tanti genitori e bambini per il semplice gusto di attaccarmi è ripugnante”

Vauro Senesi torna a scatenare una mare di polemiche con la sua ultima fatica, l’ennesima vignetta dissacrante con la quale riesce ad ironizzare anche sulla vicenda di Bibbiano, in un connubio con le celebrazioni per il Natale che lascia un retrogusto decisamente amaro.

Il nuovo lavoro del vignettista toscano compare su “Left”, e prende spunto dal Presepe, altro tema caldo del periodo natalizio, viste tutte le battaglie tra i sostenitori del tradizionale simbolo di matrice cristiana e chi invece si oppone ad esso, in nome di una troppo decantata plurità culturale.

Polemica ripresa, tra l’altro, proprio a partire dal titolo della stessa raffigurazione (“In difesa del #presepe”), come a voler ulteriormente alimentare la diatriba in corso sminuendo allo stesso tempo l’importanza del valore che in tanti attribuiscono alla rappresentazione della Natività.

Nell’immagine diffusa da Vauro sul suo profilo Twitter sono raffigurati un San Giuseppe con le fattezze del leader della Lega Matteo Salvini, come sempre uno dei principali obiettivi della sua matita, ed una Madonna coi tratti somatici del presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

In mezzo ai due quello che dovrebbe essere il bambin Gesù il quale, terrorizzato dopo essersi reso conto dell’identità dei genitori, si lascia andare ad una esternazione decisamente infelice e poco delicata: “Mi sa che quest’anno chiedo asilo politico a Bibbiano. Il riferimento è abbastanza esplicito e non lascia spazio ad interpretazioni di alcun tipo.

Il fatto di aver calpestato con tanta leggerezza la tragedia vissuta da numerose famiglie vittime del sistema Bibbiano non ha lasciato insensibili gli utenti del social network.

Una delle prime a sfogarsi è proprio Giorgia Meloni, che commenta con grande amarezza: “La satira è sempre legittima e sacrosanta. Ma tentare di ridicolizzare uno scandalo che ha rovinato la vita di tanti genitori e bambini, per il semplice gusto di attaccarmi, è veramente qualcosa di ripugnante. Che pena”.

Non si è fatta attendere neppure la replica del popolo di Twitter, fortemente indignato per la mancanza di sensibilità mostrata da Vauro. “Aspettiamo (come sempre) che il suo cuore pieno di eroico coraggio si lanci anche in una vignetta contro Maometto…ma credo che resteremo delusi, visto che tutti quanti conosciamo fin troppo bene la sua cara e vecchia codardia, tipica dei vecchi comunisti falliti”, attacca un utente.

“Sei un poveretto. Primo perché se non credi non devi nemmeno nominarlo il Presepe e secondo perché su una storia come quella di Bibbiano starei molto attento a fare
dell’ironia. La satira è altro, un dono che tu hai perso da tempo”
, replica un altro.

“In un colpo solo hai denigrato i cristiani, Gesù, la famiglia, i bambini e genitori vittime del sistema affidi illeciti di Bibbiano. Sei l’esempio perfetto della sinistra, prima fai la morale per i ladri uccisi durante una rapina, poi ti fai beffe dei bambini. Orrore vomitevole”, si legge in un altro commento.

Da http://www.ilgiornale.it/news/cronache/vauro-e-sua-vignetta-natalizia-ges-preferisce-bibbiano-1800873.html

Il sindaco Pd e il sistema Bibbiano: ora spuntano le intercettazioni

Nelle carte della procura di Reggio Emilia tra le storie dei bambini di Bibbiano spuntano le intercettazioni tra il sindaco e gli altri indagati

Adesso tutti parlano di Bibbiano. Nel vortice di chiacchiere e discussioni opinabili, nel bel mezzo degli editoriali che, in barba alla legge, già sentenziano sull’esistenza o meno del sistema di affidi illecito denunciato dalla procura di Reggio Emilia c’è un particolare che sfugge ed è forse l’unico che bisognerebbe sottolineare.

Cosa c’è davvero nell’ordinanza? Nelle carte le intercettazioni captate dai carabinieri smentiscono, parola dopo parola, la difesa del sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti.

Tra i racconti dettagliati delle indagini la valutazione del gip del Tribunale di Reggio Emilia Luca Ramponi. “Non è vero che l’indagato non sapesse nulla, piuttosto sapeva e coprì politicamente l’iniziativa amministrativa illegittima, compartecipando nella agevolazione fattiva della stessa anche a fronte di specifiche richieste di altri componenti dell’ organo di indirizzo politico”. Si legge. Ramponi accusa senza mezzi termini l’indagato di esser stato non solo complice di tutto, ma in maniera del tutto lucida e consapevole. E per gli scettici diventa più facile da credere se si vanno a rileggere le telefonte tra Carletti e alcuni degli indagati, tra cui Federica Anghinolfi. La responsabile del Servizio Sociale dell’Unione Val d’Enza finita al centro degli scandali sui bambini di Bibbiano.

Ma partiamo dalla storia. I protagonisti dell’inchiesta “Angeli e Demoni” stavano lavorando all’apertura di una comunità per minori. Un’operazione in grande. La casa avrebbe accolto bambini provenienti da tutto il nord Italia e non solo minori del reggiano. Di questo progetto Anghinolfi, Carletti, ma anche Foti e altri parlarono a lungo. In una telefonata con con Marcello Cassini, legale rappresentante della società cooperativa “Si può fare”, la capa dei servizi della Val d’Enza racconta di essersi mossa per trovare una sede che potesse ospitare il centro. “Loro hanno cercato sta benedetta casa su a Bibbiano e ne avevano trovata una in affitto, ma per come è articolata non si riesce a suddividere”, dice l’assistente sociale. A questo punto l’interlocutore tira in mezzo il sindaco. Come riportano i carabinieri, “Marcello dice di aver già avvisato Carletti di questa cosa, in quanto quest’ultimo gli aveva detto di conoscere una grande casa in cui i proprietari volevano fare un caseificio”. Carletti avrebbe, dunque, contribuito alla ricerca del centro inconsapevole di cosa stesse andando a fare? Senza sapere di cosa si trattasse veramente? Ignaro di come queste persone stessero lavorando con i minori?

Ma andiamo avanti. Per il progetto era tutto pronto. Persino il nome era già stato deciso. “Rompere il silenzio”. Secondo la procura a spingere per creare il centro nelle sue zone era proprio Carletti. Le cure secondo il sindaco dovevano essere, ovviamente, affidate alla onlus di Claudio Foti. Per il sindaco i metodi dello psichiatra Torinese erano eccellenti. Come dimostra una telefonata registrata tra la Anghinolfi e Carletti. Dopo il convegno Rinascere dal trauma: il progetto La Cura i due si sentono per scambiarsi opinioni su come fosse andato l’incontro volto a celebrare il sistema Bibbiano. Federica Anghinolfi: “Secondo me è arrivato un messaggio molto chiaro, anche di natura scientifica”. Carletti d’appoggio: “Io l’ho ribadito apposta in fondo…”. Carletti era persino intervenuto per sottolineare il messaggio di natura scientifica senza essere al corrente di come funzionasse tutto il sistema?

Ciò che è certo è che il sindaco era molto legato alla Anghinolfi e agli altri. Li conosceva. Aveva un rapporto stretto tanto da scambiarsi consigli, pareri e perplessità. Secondo il gip “il suo ruolo di copertura si è anche estrinsecato facendo valere espressamente la propria competenza e il proprio peso politico per superare le perplessità di altri componenti della giunta dell’ Unione proprio con riguardo alle modalità di affidamento del servizio di psicoterapia e della sua retribuzione di fatto”.

Tra le tante, un’altra telefonata è utile a chiudere le fila del discorso e rendere più chiara la posizione del sindaco santificato dopo aver ottenuto la revoca dell’obbligo di dimora. A parlare sono Claudio Foti e Francesco Monopoli uno degli assistenti sociali che collaboravano con Federica Anghinolfi. Questa volta si parla di cifre. Il nuovo centro di accoglienza per minori doveva fissare un costo per i bambini che venivano accolti. A tal proposito Monopoli racconta: “Ho provato a sondare per il discorso della retta e… fra i 250 e i 260 euro… è un po’ un discorso di lana caprina… nel senso che fino a 250 nessuno dice niente”.

Dunque sembrerebbe che fosse già tutto deciso. Mancavano solo le cifre. Ma sarebbe stata la “Hansel e Gretel” ad occuparsi della psicoterapia ai minori. Eppure non era stata indetta nessuna gara pubblica. Tutto in amicizia e senza rispettare i dovuti step legali. Come riporta La Verità a confermare il modus operandi di Andrea Carletti è stato anche l’ex sindaco di Gattatico in provincia di Reggio Emilia, Gianni Maiola. Secondo quanto emerso dalle sue segnalazioni sembrerebbe che “per un verso la gratuità del servizio non era emersa nella discussione di giunta e che vi era una precisa consapevolezza della onerosità del servizio, tanto che egli pose il problema e segnalò le proprie perplessità, e sia Carletti che Anghinolfi e Campani rassicurarono gli altri componenti della giunta dell’esistenza di un formale affidamento alla Hansel e Gretel.

Adesso, per qualcuno, dopo che il sindaco del Pd è tornato libero, “Bibbiano” è diventata tutta una farsa mediatica strumentalizzata dalla destra populista. Ma oltre i discorsi, in cui per di più andrebbe intanto sottolineato che la decisione dei pm non rende ancora Carletti innocente, ci sono delle indagini trascritte in un’ordinanza della Procura che parlano di fatti. Che mettono nero su bianco perchè di Bibbiano si doveva parlare. E che fanno pensare che, forse la sinistra prima di pretendere le “scuse” dovrebbe aspettare i processi.

Da http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bibbiano-quelle-conversazioni-carletti-e-federico-anghinolfi-1795784.html

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