La cornice semantica (frame) della propaganda bellica

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di Laura Ruggieri

Fonte: Bye Bye Uncle Sam

La cornice semantica (frame) con cui si stanno manipolando le coscienze puo’ essere grosso modo riassunta cosi’: “La Russia, paese autoritario e imperialista, ha invaso la pacifica e democratica Ucraina che si sta eroicamente difendendo e necessita di ogni aiuto possibile per resistere al barbarico invasore”. Una volta imposto questo “frame” di riferimento possono poi essere veicolati contenuti e narrazioni di ogni genere, non importa che siano veritiere, e’ sufficiente che rinforzino il frame stesso, esso stesso frutto di un’aberrazione in quanto situa l’inizio del conflitto il 24 febbraio 2022 escludendo tutto cio’ che e’ avvenuto prima di questa data. Per riempire di contenuti il frame si fa ricorso al ricatto emotivo, quindi immagini e storie di bambini feriti e mutilati, donne stuprate, fosse comuni, cadaveri abbandonati ecc. Un crescendo di orrore che e’ funzionale alla giustificazione di decisioni che sono palesemente in conflitto con la costituzione italiana come l’invio di armi e munizioni all’Ucraina, la soppressione della liberta’ di espressione e di informazione, la legittimizzazione di organizzazioni neo-naziste ucraine, ecc. La retorica del potere si fa via via sempre piu’ bellicista e interventista, si passa dal risibile “o il condizionatore o la pace” per mobilitare le anime belle che si illudono di difendere la pace sudando, al rifiuto di importare gas russo e progressivamente all’imposizione di un’economia di guerra che completera’ il lavoro di distruzione del tessuto produttivo, economico e sociale del paese (il nostro). Ci stanno portando in guerra come si conduce una mandria al macello, nello stesso modo in cui ci raccontavano che con due settimane di lockdown si sconfiggeva il terribile virus, e che poi saremmo stati tutti liberi, sani e felici. Come ai bambini si faceva disegnare l’arcobaleno e si apponeva sotto la scritta “Andra’ tutto bene” mentre dai balconi si intonava l’inno d’Italia, cosi’ si parla di abbassare di un paio di gradi il condizionatore. Dopo due anni di pandemia, coprifuoco, repressione, menzogne, ricatti, sospensione dei diritti piu’ basilari, il bilancio e’ drammatico. Quello della guerra sara’ infinitamente peggiore.

Il fascismo inesistente vi seppellirà

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di Lorenzo Chialastri

Il fascismo inesistente vi seppellirà

Fonte: Bye Bye Uncle Sam

Partiamo dal convincimento che la verità sia nel tutto, come Hegel insegna, quindi anche nelle sue necessarie interne contraddizioni.
L’antifascismo, cosi come il neofascismo, prescinde da questo tutto, trasformando il fascismo in un archetipo che è quello che gli altri hanno deciso per lui. Una valutazione unica è doverosa non certo per una volontà riabilitativa, ma soltanto per avere un’arma in più per una corretta interpretazione, non del passato, ma del presente che, stando così le cose, pesa molto di più perché drogato.
Per questo è particolarmente illuminante il significato del termine fascismo così come evocato dagli antifascisti.
Il suo uso prescinde da una valutazione storica, così come da una politica o filosofica, il suo uso non è neanche quello di un semplice aggettivo denigratorio, ma è un investimento per garantirsi sempre il diritto all’ esistenza e alla ragione. Prescinde persino dallo spazio temporale, persino da una prospettiva manichea, come se il fascismo, in quanto Male Assoluto, fosse sempre esistito. Una cloaca comunque da contrapporre alla propria autoreferenzialità. Al suo cospetto, tutto sembra svanire, dal colonialismo, alla tratta degli schiavi, allo sterminio degli Indiani d’America, al genocidio degli abitanti della Tasmania, persino lo sfruttamento sembra così sopportabile dinanzi al fascismo, la “legge bronzea dei salari” di Ricardo finisce per coincidere con una piattaforma per il rinnovo contrattuale.
L’antifascismo diventa l’abito buono che da i super poteri, un mezzo per diventare dei fuoriclasse. Già dei fuori classe, l’antifascismo è così potente da far scomparire non solo Giovanni Gentile, ma anche Karl Marx e Antonio Gramsci.
La gravità di una tale liturgica investitura risiede tutta nell’inautenticità dell’antifascismo. Continua a leggere

La Via Yankee al Sovranismo

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di Riccardo Paccosi

La Via Yankee al Sovranismo

Fonte: Bye Bye Uncle Sam

Le ambivalenze della emergente prospettiva sovranista analizzate relativamente al caso italiano.
Un contributo da leggere con attenzione.

Ho iniziato a parlare dell’esistenza di una Via Yankee al Sovranismo, più o meno da quando ho iniziato a identificarmi, da un punto di vista marxista, con tale categoria politica. Dunque, intorno al 2012.
Infatti, dall’avvento dell’austerity del Governo Monti nel 2011, si è immediatamente palesato che, a fronte della rigidità tedesca che indirizzava le posizioni dell’Unione Europea imponendo politiche di macelleria sociale a Grecia e Italia, da parte degli Stati Uniti vi era un atteggiamento decisamente più elastico nei confronti della spesa pubblica e del bilancio statale. La troika che impartiva ordine ai governi euro-mediterranei, in altre parole, risultava essere composta dal “poliziotto buono” FMI e dal “poliziotto cattivo” Commissione Europea.
Così, molte figure pubbliche che in quel periodo e a vario titolo si pronunciavano contro l’austerity – per esempio Paolo Barnard, ma anche Stefano Fassina – enunciavano altresì esplicitamente la necessità di cercare sponda politica negli Stati Uniti e nel Fondo Monetario per uscire dalla trappola mortale del fiscal compact e dal controllo tedesco sulla nostra economia.
Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti.
Otto anni di austerity hanno quasi del tutto eroso, presso l’opinione pubblica italiana ed europea, il preesistente sostegno alla prospettiva eurofederalista e hanno portato, quindi, il sovranismo al centro del dibattito politico e reso maggioranza parlamentare quelle forze politiche che, con varia gradazione, alle tematiche sovraniste sostengono di rifarsi. Continua a leggere