Gregoretti, Nordio: “Se Salvini verrà processato sarà una decisione politica. La Procura si è pronunciata”

Carlo Nordio non ha dubbi: “Se la Giunta dirà di sì al processo contro Matteo Salvini sul caso Gregoretti, sarà una decisione puramente politica“. Qui – per l’ex procuratore aggiunto di Venezia – il diritto c’entra poco o nulla. Il 20 gennaio, infatti, il Senato sarà chiamato a decidere sulla richiesta di autorizzazione a procedere contro l’ex ministro, accusato di “sequestro di persona” e “abuso di ufficio”. Il tutto per aver negato lo sbarco dei migranti a bordo della nostra Guardia Costiera. Un caso per cui, secondo la Procura, l’ipotesi di reato non esiste proprio. Ed ecco che casca l’asino.

“C’è un caso analogo con la Gregoretti, quello della Diciotti. Allora però vi fu una presa di posizione collegiale del governo, che ora formalmente manca, anche se è una differenza più di forma che di sostanza – prosegue Nordio -, perché la decisione di Salvini era nota a tutti, e tutti ne parlavano con commenti più o meno favorevoli o ostili. Ora, poiché il governo sapeva, sorge una domanda interessante dal punto di vista giuridico”. Ma Conte poteva fermare Salvini nel caso in cui fosse contrario alla sua presa di posizione? La risposta è più complicata del previsto e l’ex magistrato preferisce affidarsi alla Giustizia.

Una cosa è certa: “Se Salvini andasse a processo si verificherebbe una situazione paradossale, che il pubblico ministero, che ha già sostenuto che il reato non c’è, dovrebbe chiedere subito il proscioglimento dell’imputato. A quel punto potrebbe sorgere, tra le tante altre, anche la questione che ho menzionato prima, sul ruolo di Conte e del governo, con il rischio dell’estensione dell’indagine anche in quella direzione”.

 

Da https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/13551066/gregoretti-carlo-nordio-matteo-salvini-decisione-politica-pd-m5s-diritto-non-c-entra.html

Sequestro conti Lega, giudice Nordio: “Ha ragione Salvini, è atto politico”

“Ha ragione Salvini che parla di atto politico”, lo ha dichiarato Carlo Nordio, in un’intervista a QN in cui definisce “pericoloso” il protagonismo di chi indaga. Così l’ex procuratore aggiunto di Venezia ha commentato il sequestro conservativo da 49 milioni di euro disposto dal Tribunale di Genova sui beni della Lega Nord dopo la condanna di Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito per i rimborsi elettorali.

“Bisogna andarci cauti con provvedimenti di questo tipo – ha spiegato – che incidono sullo svolgimento della dialettica politica. Vanno adottati solo se strettamente necessari: non mi pare che lo fossero. Così si rischia di alterare il gioco democratico. In questo senso, ha ragione Salvini che parla di atto politico”. Più in generale ha poi affermato che “la politica deve recuperare fiducia in se stessa se vuole ristabilire il primato sull’azione giudiziaria, altrimenti restera’ subordinata alla magistratura, come succede dal 1993, ovvero da quando è scoppiata Mani Pulite”.

Le dichiarazioni di Salvini – Il sequestro di 49 milioni di euro alla Lega è “una follia. L’eventuale erroneo uso da parte del tesoriere della vecchia dirigenza ammonta a poco più di 300mila euro. Giurisprudenza alla mano, una volta condannato in via definitiva doveva restituire quelli. Da 300mila a 48 milioni balla molto…”. Così aveva dichiarato in giornata segretario della Lega. “Non abbiamo una lira, da due anni non riceviamo alcun finanziamento pubblico. Se qualcuno ha sbagliato, vadano a chiedere a questo qualcuno e non a noi”. La Lega non si è costituita parte civile nel processo del Tribunale di Genova contro Umberto Bossi e Francesco Belsito da cui è derivato il sequestro di 49 milioni di euro “perché contavamo che in Italia ci fosse giustizia, ci ritenevamo parte lesa”. Continua a leggere

Così l’ex pm Nordio smonta le accuse a Salvini: “Un paradosso”

Il magistrato Carlo Nordio sull’indagine contro Salvini: “L’idea che le Procure possano intervenire nelle scelte migratorie è non solo bizzarra, ma irrazionale e ingestibile”

di Claudio Cartaldo

Carlo Nordio è il magistrato che negli anni ’80, solo per citare un caso, condusse le indagini sulle Brigate rosse venete e sui sequestri di persona.

Di toghe e politica se ne intende, visto che negli anni ‘90 dovette pure interessarsi anche di Tangentopoli. Bene. Oggi Nordio firma un editoriale sul Messaggero che in qualche modo “smonta” l’indagine aperta dal pm Luigi Patronaggio contro Matteo Salvini.

Andiamo con ordine e, per quanto possibile, lasciamo che sia lo stesso ex magistrato a parlare. Innanzitutto Nordio fa notare che l’iscrizione nel registro degli indagati del ministro dell’Interno sarebbe arrivata dopo la deposizione dei funzionari del Viminale ascoltati a Roma dal procuratore di Agrigento. “La prima osservazione – scrive l’ex magistrato sul Messaggero – è che questi verbali dovrebbero esser segreti, come segreta dovrebbe esser tutta l’indagine“. Ma passiamo oltre. E entriamo nel merito della accuse rivolte a Salvini, indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso di ufficio. Continua a leggere

Carlo Nordio: “Se il Pm sbaglia, andrebbe sanzionato così”

Segnalazione di Nicola Pasqualato

di Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone

Carlo Nordio è stato uno dei magistrati inquirenti più stimati e in vista degli ultimi tre decenni in Italia. Titolare di inchieste scottanti quanto fondamentali (dalle Br ai sequestri di persona, dalla Tangentopoli veneta al Mose), è stato procuratore aggiunto a Venezia. Le sue posizioni garantiste e controcorrente sul ruolo del pubblico ministero gli hanno spesso procurato apprezzamenti. Abbiamo avuto modo di intervistarlo nel corso di “Innocenti in manette”, la Giornata dedicata alle vittime degli errori giudiziari organizzata con il Partito Radicale. Ne è venuta fuori una lunga e interessante panoramica su alcuni dei più delicati aspetti del ruolo del magistrato nella giustizia attuale, errori giudiziari compresi. Questa volta pubblichiamo la parte dedicata alla responsabilità civile del magistrato. Continua a leggere