Di fronte alla catastrofe?

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di Luciano Lago

L’impressione lasciata dagli avvenimenti relativi alla caduta del missile in territorio polacco è ancora alta, si è sfiorata la guerra tra la NATO e la Russia ma la paura di una guerra nucleare è divenuta concreta. Dai commenti dei media mainstream non si capisce se fosse la paura di fronte alla realtà di una guerra nucleare davanti ai propri occhi o per il contrario se questi commentatori erano entusiasmati per il fatto che la NATO adesso avrebbe avuto le mani libere per distruggere la Russia, visto che affermavano convinti che la NATO sarebbe invincibile.

Intanto ieri Putin ha legalizzato formalmente il fatto che i volontari internazionali possano integrarsi all’Esercito russo e si deduce per sicuro che volontari provenienti dall’Iran o dalla Repubblica della Corea del nord arriveranno ad integrarsi alla battaglia contro i seguaci di Stephan Bandera e i loro patron occidentali. Dei volontari della Corea del Nord si era già molto parlato per i treni avvistati in transito da quel paese verso la Russia. Nessuno sa quale fosse il carico.

Così risulta che il presidente Vladimir Putin ha firmato il decreto che modifica il procedimento per reclutare cittadini stranieri che potranno servire nell’Esercito russo. Il documento modifica il regolamento approvato nel 1999 sul servizio militare e, in accordo con questo, da adesso in poi i cittadini stranieri potranno servire nell’esercito russo,media mainstream sotto contratto, al pari dei cittadini della Federazione Russa.

Inoltre nell’attacco russo dell’altro ieri, attuato con più di cento missili, si è saputo che lo stato Maggiore delle forze ucraine è stato distrutto a Kiev. Questo indica che la guerra è entrata in una nuova fase.

Secondo i rapporti, come risultato dell’attacco uno dei missili ha colpito l’obiettivo a Kiev, lo Stato Maggiore delle forze armate dell’Ucraina è stato distrutto, nonostante i missili antiaerei lanciati, quando nessuno dei missili antiaerei ucraini ha intercettato l’obiettivo e questo a dimostrazione della bassa efficienza del sistema di difesa antiaereo ucraino. Al momento si sa che, come risultato dell’attacco, l’edificio è stato parzialmente distrutto e sembra che questo sia avvenuto mentre era in corso una riunione a cui partecipavano ufficiali di alto rango delle forze straniere che sono coinvolte nelle operazioni in Ucraina.

Il comando della Forze Armate ucraine ancora non si è pronunciato ma questo è uno dei pochi attacchi diretti alla sede centrale del comando. I residenti locali parlano di un fumo nero che si è levato dall’edificio e dall’area dove si è verificata l’esplosione ma nulla si sa sul numero delle vittime.

Tutto è molto confuso in questo momento nei paesi alleati della UE e nelle reazioni scomposte degli USA e della NATO. Sopratutto si nota che c’è una grande preoccupazione che gli USA se ne vengano fuori con una uscita precipitosa e le dichiarazioni rilasciate in proposito sono molto sconcertanti.

In occasione della caduta del missile in Polonia si è visto che Biden non ha risparmiato tempo per smentire che il missile fosse russo e che tutto indicava che la Russia non era la responsabile. Cosa questa che ha rappresentato un secchio di acqua fredda sulle aspettative ucraine di coinvolgere direttamente la NATO nel conflitto con il sostenere che il missile fosse russo. Gli USA conoscono perfettamente la traiettoria del missile e questo mette in dubbio che possa essere stato un errore della contraerea ucraina, visto che gli obiettivi dell’attacco russo erano tutti a oltre 30/40 Km. dal confine polacco.

Potrebbe essere stata questa una provocazione ucraina per ottenere il coinvolgimento diretto della NATO nel conflitto? Il dubbio rimane dalle frettolose accuse lanciate subito da Zelensky e compagnia cantante.

Le notizie che arrivano sono indicative di un qualche cosa che sta avvenendo in questo momento. Il capo del Dipartimento di Sicurezza interna USA, Alejandro Mayorkas, ha dichiarato che se si verifica una esplosione nucleare in Europa questa non avrà conseguenza negativa per la salute degli americani e le minacce radiologiche sono basse; che voleva dire? Inoltre lo stesso ha detto che, mentre gli USA hanno espresso la loro preoccupazione per il fatto che la Russia sta facendo tintinnare le sciabole …non ci sono indizi che una esplosione nucleare in Europa possa avere conseguenze dirette sulla salute negli Stati Uniti, come dichiarato nella sua udienza davanti al comitato del Congresso.

Il presidente Putin ha detto in precedenza che l’Occidente ha lanciato un ricatto nucleare e i rappresentanti della NATO stanno parlando della possibilità di usare armi di distruzione massiva contro la Russia.

Anche l’ammiraglio ritirato Mike Mullen si è pronunciato su questo dicendo che il momento è molto pericoloso e tutto indica che potrebbe verificarsi uno scontro diretto fra Russia e USA. Il conflitto in Ucriana potrebbe produrre una escalation verso una conflagrazione nucleare.

Bisogna far terminare il conflitto senza l’uso di armi nucleari e, se appariranno tali armi, saremo molti vicini ad una guerra nucleare, ha detto l’ammiraglio con molta saggezza. Bisogna riprendere quindi un processo di negoziato per evitare questo rischio.Putin, NATO,

Da notare che Zelensky a minacciato ripetutamente la Russia di un bombardamento nucleare preventivo, anche se più tardi il suo segretario ha voluto rettificare le dichiarazioni (censurate dai media occidentali) per diminuire il significato di queste affermazioni. La natura psicopatica del personaggio sta diventando sempre più evidente e viene nascosta all’opinione pubblica dei paesi occidentali che lo stanno finanziando.

Tutto darebbe l’impressione in apparenza che gli USA non vogliano far precipitare la situazione in un conflitto nucleare.

Il rappresentante russo Dimitry Peskov ha rimarcato che Zelensky con la sua retorica ha chiesto l’inizio di una guerra mondiale. Lo stesso ha raccomandato ai paesi occidentali di prestare attenzione alle dichiarazioni improvvide di questo personaggio e ha ricordato che, in caso di tale conflitto, le conseguenze sarebbero mostruose per tutti.

Anche il ministro Lavrov ha ricordato che i rischi crescenti dell’uso di armi di distruzione di massa sono sempre più forti per effetto delle dichiarazioni del presidente ucraino. Tutti dovrebbero essere messi di fronte alle proprie responsabilità prima di fare dichiarazioni affrettate e prive di riscontro, come accaduto in occasione della notizia del missile in Polonia.

Prevarrà la prudenza fra i leader occidentali? Questo si vedrà a breve scadenza ma le dichiarazioni dei leader occidentali sono molto contraddittorie.

Foto: Idee&Azione https://www.ideeazione.com/di-fronte-alla-catastrofe/

19 novembre 2022

GRECIA – glielo ha chiesto l’Europa “unita”

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Segnalazione del Blog di Maurizio Blondet

GRECIA - glielo ha chiesto l'Europa

GRECIA – glielo ha chiesto l’Europa

Più ci 50 morti e centinaia di feriti.  Questa non  è una catastrofe naturale, è un crimine dell’Europa “unita” e dell’austerità  che  la Germania ha imposto alla Grecia. I vigili del fuoco avevano un quarto degli automezzi i fuori uso per tagli alla spesa pubblica, e   senza  tute antincendio.  Gavino Sanna ‏ @GavinoSanna1967 #Grecia Paese di cultura e civiltà millenaria …

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1948 – 2018: la catastrofe del popolo palestinese

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Vita da profughi, la storia di Hejar e della sua famiglia
 
In questi giorni in Terra Santa, gli israeliani hanno celebrato l’indipendenza e i palestinesi la propria tragedia nazionale, che rileggiamo con gli occhi di Hejar Zghari, profuga a Betlemme.
 
Un cassonetto brucia, riempiendo l’aria d’un odore aspro. È un giovedì mattina e per le vie strette del campo profughi di Dheisha, alle porte di Betlemme, non c’è quasi nessuno. Hejar Zghari ci apre le porte della sua casa, circondata da altre costruzioni in cemento del campo, popolato da 15 mila rifugiati palestinesi.
 
Hejar ha 67 anni («Sono la prima nata della mia famiglia nel campo»), data alla luce in diaspora e cresciuta da profuga. Qui si è diplomata, si è sposata ed è diventata infermiera, mamma e nonna. Si presenta vestita con gli abiti tradizionali e un piatto di frutta: Racconta: «Sono originaria di Zakaria, tra Ramle e Hebron: il nostro era un villaggio di contadini, c’erano olivi, campi coltivati a cereali e frutteti. Lì sono nati i miei cinque fratelli. Mia madre e mio padre avevano una bella casa, tanti animali, conigli, pecore, capre. Quando arrivarono i sionisti furono cacciati via dal villaggio. Gli adolescenti e i giovani fino a 30-35 anni vennero fatti prigionieri. Molti di loro furono uccisi, anche una donna incinta fu assassinata. Il resto del villaggio, poco più di 1.500 persone, ne restò terrorizzato: scapparono tutti».

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Per quanto ancora continueremo a far finta che i Palestinesi non siano un popolo?

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di Robert Fisk

Per quanto ancora continueremo a far finta che i Palestinesi non sono un popolo?

Fonte: Comedonchisciotte

Mostruoso. Spaventoso. Perverso. E’ strano come oggi, in Medio Oriente, manchino semplicemente la parole. Sessanta Palestinesi morti. In un giorno. Duemilaquattrocento feriti, più della metà da proiettili veri. In un giorno. Questi numeri sono un oltraggio, una fuga dalla moralità, un motivo di infamia per ogni esercito.

E noi dovremmo credere che l’esercito israeliano sia quello della “purezza delle armi”? E abbiamo un’altra domanda da fare. Se questa settimana ci sono 60 Palestinesi morti al giorno, che cosa succederà se la prossima settimana ce ne saranno 600? O 6.000 il mese prossimo? Le squallide giustificazioni di Israele (e la rozza risposta americana) sollevano esattamente questo interrogativo. Se adesso riusciamo ad accettare un massacro di questa magnitudine, quanto potrà reggere il nostro sistema immunitario nei giorni, nelle settimane e nei mesi a venire? Continua a leggere