LA GUERRA IN UCRAINA SOVVERTIRÀ L’ÉLITE OCCIDENTALE ANTICRISTIANA?

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Non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che l’attuale élite occidentale abbia un forte desiderio di sradicare la tradizionale fede ortodossa dal mondo. Gli sforzi dei globalisti per minare l’Ortodossia sono ben documentati e il secondo giorno dell’operazione militare russa in Ucraina il capo dell’MI-6 britannico, Richard Moore, ha twittato questa gemma scintillante: “Con la tragedia e la distruzione che si stanno verificando in Ucraina, dovremmo ricordare i valori e le libertà conquistate con fatica che ci distinguono da Putin, nessuno più dei diritti LGBT+. Riprendiamo quindi la nostra serie di tweet per celebrare #LGBTHM2022”.

Tuttavia, a causa della già citata guerra per procura dell’Occidente contro la Russia in Ucraina, potrebbe essere in procinto di verificarsi un evento epocale nella storia del mondo: la riconversione dell’Europa occidentale alla fede ortodossa.

Considerate ciò che è accaduto: da febbraio, quando la Russia è entrata in Ucraina per porre fine alle macchinazioni dell’Occidente, diversi milioni di ucraini hanno lasciato il loro Paese, molti dei quali sono finiti nei Paesi dell’Europa occidentale – 1,5 milioni in Polonia, 1 milione in Germania, 150 mila nel Regno Unito, ecc.

Nella maggior parte di questi luoghi, i resti del cristianesimo post-Grande Scisma (cattolicesimo romano e protestantesimo) hanno subito un rapid, o declino. Di seguito riportiamo un rapporto dalla Germania:

“Le chiese tedesche devono fare i conti anche quest’anno con diserzioni di massa. Nella sola Monaco di Baviera, secondo un sondaggio dell’agenzia di stampa DPA, 26.008 persone hanno lasciato le chiese cattoliche e protestanti entro il 15 dicembre. Si tratta di quasi 4.000 persone in più rispetto al 2021. Secondo i tribunali civili di Berlino, 18 018 fedeli della capitale federale hanno abbandonato le chiese solo nei primi tre trimestri del 2022. Si tratta di circa 4.000 uscite in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche ad Hannover il numero di fedeli delle due principali confessioni cristiane è diminuito. A metà dicembre, 7 000 persone avevano lasciato la chiesa. Si tratta di un numero superiore a quello dell’intero 2021, quando il numero era di circa 6.600 persone. L’anno scorso, la Chiesa cattolica ha dovuto far fronte alla partenza di circa 360.000 fedeli. Si tratta di un nuovo record negativo che potrebbe essere superato nel 2022. I protestanti hanno perso circa 280.000 membri nel 2021. Già a metà dicembre, il “Religion Monitor” della Fondazione Bertelsmann mostrava che un membro della Chiesa su quattro in Germania stava pensando di abbandonare la chiesa.”

Anche in Inghilterra e Galles si è registrato un forte calo del numero di cristiani.

Tutto questo senza dubbio fa gioire i Baerbock e i Macron dell’Occidente senza Cristo, ma è proprio su questo punto che la loro guerra in Ucraina potrebbe ferirli in modo più evidente, dal momento che i milioni di rifugiati ucraini portano la loro fede ortodossa alle popolazioni spiritualmente affamate dell’Europa occidentale. Per assistere i cristiani ucraini fuggiti dalla guerra, la Chiesa canonica ortodossa ucraina ha già istituito 32 parrocchie in 11 Paesi dell’Europa occidentale. È ipotizzabile che se ne aggiungano altre.

Cos’è questo se non la mano di Dio che interviene nelle vicende umane? L’amato vescovo missionario, San Giovanni Taumaturgo di Shanghai e San Francisco, vide nella diaspora russa che fuggiva dal dominio demoniaco dei comunisti sovietici qualcosa di simile:

“Tuttavia, nel castigare, il Signore allo stesso tempo mostra al popolo russo la via della salvezza, rendendolo un predicatore dell’Ortodossia in tutto il mondo. La diaspora russa ha fatto conoscere l’Ortodossia a tutte le estremità del mondo, perché la massa della Russia, per la maggior parte esiliata, è inconsapevolmente un predicatore dell’Ortodossia. Ovunque i russi vivano sono state costruite piccole chiese per gli esuli, o anche magnifiche chiese e spesso si svolgono funzioni in edifici che sono stati adattati a questo scopo.”

Purtroppo, né i russi né nessun altro Patriarcato ortodosso hanno fatto molto per seminare il buon seme dell’Ortodossia in Occidente. Ora, forse, gli ucraini sono stati mandati all’estero da Dio come ambasciatori del vero Cristo in un Occidente malato di anime e disperato, per riportarlo alle sue radici nella Chiesa ortodossa, per completare il compito missionario che altri hanno trascurato.

È un momento propizio, nel bel mezzo del periodo natalizio. Quel notevole gerarca, quella nuova lingua d’oro e martire, Sant’Ilarione Troitsky, contrappone l’orgoglio distruttivo dell’ateismo moderno dell’Europa occidentale al potere vivificante della fede senza pretese nel Logos incarnato:

“Perché esiste un tale rapporto con l’incarnazione del Figlio di Dio? Sembra che le radici di questo rapporto siano profondamente radicate nell’autocoscienza morale dell’uomo moderno. Questa autocoscienza è principalmente orgogliosa. E cosa significa credere nell’incarnazione? Significa, innanzitutto, semplicemente confessare che prima la natura umana era molto buona. Era nata così dalle mani del Creatore. La libertà umana ha portato il peccato, la rottura della natura dell’uomo, e “una guerra civile è iniziata nella natura umana”, come scrive un santo padre. Abusando della sua libertà, l’uomo ha talmente corrotto la sua natura che ha potuto solo esclamare: “Sono un uomo maledetto, un miserabile!”. Non posso salvarmi da solo. Abbiamo bisogno di una nuova creazione, di un’effusione di forza nuova e piena di grazia. Questo è ciò che tutti gli uomini dovrebbero dire per credere nell’incarnazione del Figlio di Dio. Una tale umile consapevolezza, una tale umile confessione della nostra debolezza, della nostra colpa di fronte all’opera delle mani di Dio: è questo lo spirito dell’uomo moderno? Ma la coscienza moderna è penetrata dall’idea di evoluzione, dall’idea di progresso; cioè dalle idee stesse che possono alimentare l’orgoglio umano. Il cristianesimo richiede un’umile consapevolezza. Il mio antenato, Adamo, era perfetto, ma io, l’uomo, ho introdotto solo il peccato e la corruzione. La Chiesa ci chiama all’umiltà quando chiama Adamo nostro antenato. Ma l’evoluzione? La discendenza dalla scimmia? Per quanto ci valutiamo modestamente, è impossibile non pensare con un certo orgoglio: “Dopo tutto, non sono una scimmia; dopo tutto, il progresso si manifesta in me”. Così, chiamando la scimmia nostro antenato, l’evoluzione alimenta l’orgoglio umano. Se ci paragoniamo alla scimmia possiamo essere orgogliosi del nostro progresso, ma se pensiamo all’Adamo senza peccato, il progresso esteriore perde il suo valore. Il progresso è esteriore, ma è anche un peccato sofisticato. Se l’umanità progredisce costantemente, allora possiamo sperare in noi stessi. Noi creiamo noi stessi. Ma la Chiesa dice il contrario: “Non potremmo diventare incorrotti e immortali se prima l’Incorrotto e l’Immortale non fosse diventato uguale a noi”. Credere nell’incarnazione significa confessare che senza Dio l’umanità intera non è nulla. Nel corso dei secoli, la Chiesa ha portato l’ideale della deificazione. Questo ideale è molto alto, ma esige molto dall’uomo. È impensabile senza l’incarnazione; esige innanzitutto che l’uomo sia umile. L’umanità sta rinunciando a questo alto ideale e non ha bisogno dell’incarnazione del Figlio di Dio. Un ideale di vita infinitamente svalutato permette all’uomo di parlare di progresso e gli dà la possibilità di essere orgoglioso delle sue conquiste. Queste due serie di idee costituiscono due diverse visioni del mondo: quella della Chiesa e quella che non è della Chiesa. La visione del mondo che non è della Chiesa – discendenza dalla scimmia, progresso, non avere bisogno dell’incarnazione e negarla – è l’orgoglio. L’accettazione dell’incarnazione è indissolubilmente legata all’umiltà. L’orgoglio si scontra con l’incarnazione, come con qualcosa di non necessario. Partecipando alla trionfale celebrazione ecclesiale della Natività di Cristo, dovremmo gridare ad alta voce: “Sii umile, uomo orgoglioso, e credi nell’incarnazione dell’Unigenito Figlio di Dio!”.”

Quanto più a lungo l’Occidente trascinerà la guerra in Ucraina, tanto più i profughi ucraini avranno l’opportunità di proclamare, consapevolmente o meno, l’incomparabile splendore della verità dell’Incarnazione, dell’Ortodossia, ai Paesi dell’Europa occidentale in cui si sono rifugiati:

“Preparati, o Betlemme, perché l’Eden è stato aperto a tutti! / Adornati, o Efrata, perché l’albero della vita fiorisce dalla Vergine nella grotta! / Il suo grembo è un paradiso spirituale piantato con il frutto divino: / Se ne mangiamo, vivremo per sempre e non moriremo come Adamo. / Cristo viene a ripristinare l’immagine che aveva fatto all’inizio.”

Perciò, contrariamente ai loro progetti, l’élite anticristo dell’Europa occidentale sta accelerando la propria fine, rispondendo alla preghiera del Salmista di far cadere i malvagi nelle insidie che hanno teso agli innocenti (Sal 35, 6-8):

“Che la loro strada sia oscura e scivolosa, con l’angelo del Signore che li insegue! Perché senza motivo hanno nascosto la loro rete per me; senza motivo hanno scavato una fossa per la mia vita. Che la rovina li colga alla sprovvista! Che la rete che hanno nascosto li intrappoli, che vi cadano in rovina!”

“Questa è l’opera dell’Eterno, è meravigliosa ai nostri occhi.” (Sal. 118:23).

Articolo originale di Walt Garlington

Traduzione di Costantino Ceoldo

I 60 anni del Concilio

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Oggi ricorrono i 60 anni dell’apertura del concilio Vaticano II. Per l’occasione segnaliamo le lezioni del seminario di studi tenuto da don Francesco Ricossa per il cinquantesimo anniversario: “Noi vogliam Dio! 1962 – 2012: il Concilio contro la fede, i cattolici contro il Concilio”.
 
Prima lezione – Il Vaticano II: l’anti Pascendi
 
Seconda lezione – Il cuore del problema: il modernismo agnostico
 
Terza lezione – La professione della fede 50 anni dopo il Concilio
 

Le persecuzioni degli indù contro i cattolici

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Ebraismo o islamismo, induismo o buddismo, tutte le false religioni sono accumunate dall’odio verso il Cattolicesimo.
 
Madhya Pradesh, nazionalisti indù attaccano pullman di ragazzi cristiani
 
A Khandwa gli estremisti indù hanno bloccato un raduno promosso dalla diocesi sostenendo che i minori tribali venivano trasportati “per essere convertiti”. 
 
Khandwa (AsiaNews) – Nello Stato indiano del Madhya Pradesh, la furia degli estremisti indù arriva a prendere di mira persino i ragazzi. Attivisti del Vishwa Hindu Parishad (VHP) e del Bajrang Dal – movimenti della destra nazionalista indù – hanno fermato un pullman che trasportava bambini e bambine tribali per un programma organizzato presso la Saint Pius School della diocesi di Khandwa. Gli attivisti hanno creato un putiferio, intercettando il veicolo e sostenendo che i minori venivano portati a una cerimonia per la loro conversione religiosa. Il Madhya Pradesh è uno degli Stati indiani governati dai nazionalisti indù dove sono in vigore le leggi anti-conversione https://www.asianews.it/notizie-it/Anche-il-Madhya-Pradesh-approva-una-nuova-legge-anti-conversioni-52555.html
 
Secondo testimoni oculari, il blocco è durato per molto tempo, finché la polizia e i funzionari distrettuali non hanno raggiunto la zona. Il segretario locale del VHP, Animesh Joshi ha dichiarato di aver “ricevuto informazioni sul fatto che un gruppo di ragazzi e ragazze tribali veniva portato per la conversione religiosa”. La polizia ha registrato le loro dichiarazioni, insieme a quelle degli organizzatori e degli insegnanti della scuola. Nel frattempo p. Jose, l’organizzatore dell’iniziativa, ha affermato che erano presenti solo bambini e bambine già cristiani e che i tentativi di ottenere il permesso per l’evento dall’amministrazione distrettuale non avevano avuto successo.
 
Da Khandwa, l’amministratore diocesano p. Augustine Madathikunnel ha spiegato che quello in programma era il raduno annuale dei giovani della diocesi e che sarebbe dovuto proseguire per tre giorni fino al 5 ottobre. “Purtroppo – ha continuato – ieri abbiamo avuto un’inaspettata opposizione da parte di alcuni elementi, nonostante avessimo dato informazioni scritte alle autorità governative con largo anticipo. Grazie a Dio, i ragazzi hanno avuto il coraggio di affrontare queste situazioni intimidatorie. E poiché abbiamo rinviato l’evento, sono potuti tornare a casa sani e salvi”. (…)
 

Siria: la drammatica situazione degli ospedali cattolici

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Pubblichiamo una lettera di una suora italiana di Aleppo sulla drammatica situazione in cui si trovano degli ospedali cattolici in Siria. Prima la guerra e poi le sanzioni hanno messo in ginocchio la nazione siriana e provocato l’esodo dei cristiani (Aleppo sino al 2011 era la terza città per presenza cristiana del Vicino Oriente). Ricordiamo che la Siria, insieme alla Palestina, è la culla del Cristianesimo: un motivo in più per essere odiata dai padroni del vapore.

La commossa testimonianza da Aleppo degli Ospedali cattolici allo stremo

(…) Oggi la guerra non è più quella delle armi, ma è molto più devastante e grave: è la guerra della fame, dell’accattonaggio, della corruzione, della penuria, della disoccupazione, e dell’inflazione della moneta che aumenta di giorno in giorno.

Le rigorose sanzioni in vigore da 11 anni stanno uccidendo lentamente la popolazione. Gli abitanti di Aleppo rimpiangono il periodo della guerra; rimpiangono di non aver preso la decisione di lasciare il Paese per rifugiarsi altrove… oltre alla miseria, la pandemia del coronavirus, la crisi economica in Libano e recentemente la guerra in Ucraina hanno aumentato il numero di persone affamate. Giorno dopo giorno, i prezzi dei beni di prima necessità salgono alle stelle, tanto che i poveri vengono privati di tutto… La gente non mangia carne da diversi anni. Vanno al mercato, si guardano intorno ma non riescono a comprare…. I cassonetti nelle strade sono diventati una fonte di cibo per i poveri. Ed è molto triste vedere il nostro personale così affamato da finire i vassoi dei malati, fenomeni impensabili prima della guerra!

La Siria è un Paese lacerato e dimenticato, dove manca tutto:

manca l’elettricità (quando tutto va bene, il servizio elettrico è offerto solo due volte al giorno e per due ore);

manca il Gas (bisogna attendere almeno 60 giorni per avere una bombola di Gas);

scarseggia il gasolio per riscaldarsi (il nostro personale raccoglie i sacchi di plastica e sacchi delle flebo vuote per utilizzarle come combustibileperché l’inverno è stato davvero duro);

c’è penuria di benzina ( i trasporti pubblici sono diventati molto cari e sono quasi inesistenti);

e soprattutto c’è mancanza di pane, la gente è costretta a fare lunghe ore di coda per poter avere la loro razione quotidiana e adesso con la guerra in Ucraina, i forni sono chiusi ogni venerdì, perché non c’è farina sufficiente… il personale ci domanda regolarmente un pacco di pane… alimento di prima necessità per poter vivere, soprattutto i più poveri….

E dire che la Siria è ricca di petrolio, gas, grano e di cereali, ma è espropriato dei suoi beni, oggi vive nella miseria.

Il settore sanitario è in una situazione drammatica: ammalarsi è diventato dramma a causa della carenza di farmaci, del loro costo elevato come pure le cure mediche, i ricoveri e gli interventi chirurgici… sono diventati inaccessibili per la maggior parte della popolazione.

Ci dispiace molto che proprio adesso, quando le persone hanno più bisogno di aiuto, il progetto (Ospedali Aperti in Siria, ndr) ha tagliato e ridotto al minimo il suo contributo. Ci fa male il cuore vedere persone che se ne vanno con le lacrime agli occhi, dopo aver aspettato il loro turno, solo per sapere che sono state respinte. (…)

https://oraprosiria.blogspot.com/2022/09/venerdi-2-settembre-2022-long-vsi-ha.html

Cattolici, dalle elezioni emerge un richiamo: serve rilanciare la militanza politica

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di Redazione

Pubblichiamo con piacere questo articolo di Gian Piero Bonfanti perché coglie la sostanza, a nostro avviso, di uno dei problemi attuali. Il “non expedit” non ci appare la miglior soluzione per arginare il peggior male possibile, quanto un disimpegno che lascia “campo largo” ai portatori di esso. Per il maggior bene occorre un impegno realistico dei veri cattolici in politica. Soprattutto per tentare di frenare il peggior male sulle questioni etiche che ci vorrebbero imporre le agende dei globalisti. Sono stati eletti numerosi parlamentari d’area, sia in Fratelli d’Italia che nella Lega. Chi ha disperso il voto in partiti minori si è svegliato deluso, ma avrebbe dovuto comprendere che, soprattutto divisi, ma anche fossero stati uniti, i cosiddetti movimenti “antisistema” non sarebbero mai entrati in Parlamento, oppure, se avessero superato la soglia di sbarramento, due o tre deputati sarebbero stati totalmente ininfluenti. Vi siete resi conto di quanti odiosi parlamentari abbiamo lasciato a casa col voto? Dalla Bonino a Fiano, da Di Maio a molti altri nomi eccellenti del peggior globalismo progressista. Nel caso della Bonino, è rimasta fuori, grazie al voto a Lavinia Mennuni, storica combattente pro-life. La sfida è molto difficile per Giorgia Meloni e la maggioranza di Centrodestra, nell’attuale situazione. Avete letto come rosicano in Italia ed all’estero i soloni del politicamente corretto, i radical chic, i liberal e tutte le frattaglie post-comuniste? Non aspettiamoci dal nuovo governo nulla di particolarmente rilevante sul piano internazionale, perché le circostanze non lo consentono.  

LETTERA DEL LETTORE

di Gian Piero Bonfanti

L’ASTENSIONISMO INCIDERÀ SEMPRE IN MANIERA NEGATIVA SULLA PRESENZA E ATTIVITÀ DEI CRISTIANI IN POLITICA

Come previsto, tutte le voci che sono giunte durante la campagna elettorale in merito al fatto che non ci avrebbero fatto votare o che comunque qualcuno avrebbe ostacolato le operazioni di voto sono risultate false.

Siamo andati alle urne, chi ha voluto naturalmente, ed abbiamo espresso le nostre preferenze, constatando però la solita bassa affluenza ai seggi. Peccato, perché ancora una volta chi non ha votato ha in sintesi volutamente rinunciato al diritto di esprimere la propria preferenza.

È un po’ come qualcuno che fa parte di un gioco ma non vuole prendere una posizione, adducendo la solita motivazione che “tanto non sarebbe cambiato nulla“. Non prendere posizione non è mai una forma di protesta, piuttosto è una posizione di comodo, dalla quale si pensa di poter esprimere giudizi in ogni direzione, sempre contestando qualsiasi cosa possa accadere.

Ricordiamo che per noi cattolici è importante l’impegno in politica e rinunciare ad avere nostri rappresentanti all’interno dei partiti e movimenti farà sì che con il tempo non verremo più considerati come una forza propulsiva della società. I valori non negoziabili rischiano di essere sempre meno considerati e ricordiamo che la politica è fatta di consensi, chi crede nel contrario vive una dimensione non reale, ed è importante essere presenti e sul campo.

Oggi tuttavia il risultato non sarà quello definitivo, il Governo deve essere formato, il suo assetto dovrà rispecchiare gli equilibri del nostro Paese ed i programmi dei partiti coinvolti verranno modificati in funzione della forza degli stessi determinata dalla quantità di voti ricevuti. Qui incomincia il vero lavoro socio-culturale, perché se è vero che la politica determina le strategie del Paese, è altresì vero che la cultura incide sull’orientamento della politica stessa.

La Congregazione della fede è estremamente chiara circa l’impegno dei cattolici in politica. Nella Nota Dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, infatti, afferma fra l’altro: “sul piano della militanza politica concreta, occorre notare che il carattere contingente di alcune scelte in materia sociale, il fatto che spesso siano moralmente possibili diverse strategie per realizzare o garantire uno stesso valore sostanziale di fondo, la possibilità di interpretare in maniera diversa alcuni principi basilari della teoria politica, nonché la complessità tecnica di buona parte dei problemi politici, spiegano il fatto che generalmente vi possa essere una pluralità di partiti all’interno dei quali i cattolici possono scegliere di militare per esercitare – particolarmente attraverso la rappresentanza parlamentare – il loro diritto-dovere nella costruzione della vita civile del loro Paese. Questa ovvia constatazione non può essere confusa però con un indistinto pluralismo nella scelta dei principi morali e dei valori sostanziali a cui si fa riferimento. La legittima pluralità di opzioni temporali mantiene integra la matrice da cui proviene l’impegno dei cattolici nella politica e questa si richiama direttamente alla dottrina morale e sociale cristiana. È su questo insegnamento che i laici cattolici sono tenuti a confrontarsi sempre per poter avere certezza che la propria partecipazione alla vita politica sia segnata da una coerente responsabilità per le realtà temporali“.

Un richiamo netto alla militanza politica, sia che si tratti di impegno diretto o che si tratti di partecipazione alla vita pubblica e sociale. Guardiamo da oggi con molta apprensione a quali saranno le prossime dinamiche del nuovo governo che verrà nominato, si spera a breve. Tutti coloro che erano insoddisfatti prima delle elezioni ed hanno fatto mancare la loro preferenza lo saranno anche dopo queste giornate convulsive. Auspichiamo solo che il male possa essere arginato e confidiamo affinché persista la visione verticale di quei politici cristiani impegnati ed esposti in prima persona. A loro andrà tutto il nostro supporto.

L’inganno dello yoga spiegato ai “pagani battezzati” che continuano a praticarlo

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di Pietro Licciardi

LA CHIESA E GLI ESORCISTI LO SCONSIGLIANO FORTEMENTE

InFormazione cattolica ha già messo in guardia i suoi lettori su certe discutibili pratiche come lo yoga, specialmente se a coltivare certe discipline sono i cattolici. Tuttavia giova tornare sull’argomento poiché vi sono religiosi e parrocchie che non demordono e continuano a fare orecchie da mercante nonostante gli autorevoli richiami all’ordine, come quello di Joseph Ratzinger, quando era Prefetto della Congregazione per la dottrina e la fede, secondo il quale «l’insegnamento della meditazione trascendentale e dello yoga nelle Chiese cattoliche e nelle comunità religiose da parte di sacerdoti mi sembra molto pericoloso» o del Pontificio consiglio del dialogo interreligioso che nel 2003 si espresse in questi termini: «Il suo scopo ultimo [dello yoga n.d.r.] è l’estinzione della coscienzaScopo ultimo dell’orazione cristiana è invece l’incontro della persona umana con il Dio-persona». Pertanto, «in questa visione Dio non è trascendente e ciò porta inevitabilmente ad abbracciare una forma di panteismo, concezione incompatibile con il cristianesimo e con la rivelazione del Dio fatto uomo che parla a ogni anima».

A sconsigliare queste pratiche ci hanno provato anche gli esorcisti ma figuriamoci se qualcuno ha voglia di dar retta a questi relitti del passato, i quali ancora credono all’esistenza del demonio e dell’inferno. Inferno che per inciso deve essere assai affollato di questi tempi se diamo credito a ciò che i sacerdoti arruolati in questo “reparto speciale” della Chiesa, autentici navy seals nella lotta contro il maligno e l’occulto, dicono a proposito dei tatuaggi, passaporto per una calda vacanza all’inferno per tutti quei pagani battezzati che a digiuno di sacre scritture si fanno allegramente marchiare il corpo… O praticano discipline orientali

Strumento prezioso per decifrare gli inganni dell’occulto in generale, e dello yoga praticato in maniera superficiale e ingenua, è il Manuale di demonologia di Salvatore Iuliano, con prefazione del noto esorcista Gabriele Amorth (1925-2016), il quale a proposito di questa tecnica usata per rendere più intensa e profonda la meditazione, riporta le parole di padre Pio, il santo di Pietralcina, che invitava ad allontanare i sacerdoti e i religiosi che ritengono lo yoga buono per la preghiera cristiana perché «Sono demoni vestiti da prete». In questa disciplina non solo infatti vi è la ripetizione meccanica di alcune parole – in realtà formule magiche – ma per praticarlo occorre accettare alcune norme etiche e disciplinari che sono fortemente influenzate da contenuti religiosi indù che sono l’opposto di quelli cristiani.

Fine dello yoga è la conquista dell’auto-dominio attraverso uno sforzo personale, il che porta a girare sempre intorno a se stessi ignorando la realtà del peccato e presupponendo possibile una forma di deificazione dell’uomo. E infatti a chi raggiunge gli ultimi gradi di iniziazione sono promessi certi poteri come la levitazione, la conoscenza del passato e del futuro, il conoscere la mente altrui, oltre alla capacità di camminare sul fuoco senza bruciarsi, o sull’ acqua senza affondare.

Insomma, si comincia a giocherellare in maniera innocente e ingenua con certe tecniche che promettono di superare lo stress e mantenere la forma fisica – o di pregare con maggiore intensità – e ci si ritrova poi a fondere gli esercizi fisici con quelli spirituali, mediante i mantra, magari abilmente camuffati con parole tratte dalle Sacre scritture. L’esito, scontato, è uno solo; provate voi a indovinare quale.

Agli sprovveduti “cattolici” che pregano con le gambe intrecciate e nella posizione del loto anziché in ginocchio come hanno sempre fatto santi e mistici, ricordiamo che la preghiera non si poggia su esercizi fisici e su metodi tecnici-spirituali, ma sulla fede e la fedeltà alla Chiesa.

Fonte: https://www.informazionecattolica.it/2022/07/23/linganno-dello-yoga-spiegato-ai-pagani-battezzati-che-continuano-a-praticarlo/

Moralità esclusa dal dibattito pubblico: allora ha ragione Mosca?

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per https://www.informazionecattolica.it/2022/06/13/moralita-esclusa-dal-dibattito-pubblico-allora-ha-ragione-mosca/

LE NOSTRE COMUNITÀ HANNO ANCORA IL BUON SENSO E LA RETTA RAGIONE DEI NOSTRI NONNI, MENTRE MEDIA E POLITICI REMANO CONTRO IL DIRITTO NATURALE

La parola “politica” ha una lunga storia ed evoluzione. Dai greci è stata applicata alla città-stato. La definizione generale è “attività circa affari pubblici, concernenti tutti i cittadini di una comunità” (così il Dizionario di Teologia Morale del Cardinale Roberti e di Monsignor Palazzini, vol. 2, ed. Effedieffe).

Nella vita quotidiana la politica denota un certo metodo di comportamento, modo di agire con prudenza, avvedutezza, competenza, onestà, trasparenza, in vista del raggiungimento del fine, che è il bene comune, che, come sottolineava Papa Pio XII, deve avere un’attuazione duratura.

La teologia morale ci insegna, anche, che la politica deve essere propugnatrice dell’ordine. Lo Stato, ma anche il singolo Comune devono servire alla perfezione della persona umana, e non viceversa. Prima la virtù dell’uomo e poi la potenza del Paese. Importantissimo, specialmente al giorno d’oggi, è che non possono esserci fini contrari alla morale, tanto quanto non può esistere una doppia morale, una per la vita privata e un’altra per la vita pubblica. Si parla di principi fondamentali propri della Dottrina Sociale della Chiesa. Non appare anomalo che nessuno l’abbia richiamata nel suo programma per queste ultime elezioni amministrative la cui affluenza si è scandalosamente attestata ad appena il 20%?

E’ necessario, dunque, fare due esempi, perché ieri quasi 900 municipi italiani sono stati chiamati a rinnovare le amministrazioni cittadine.

Il principio di legalità è fondamentale per il corretto agire del politico, al fine del bene comune. C’è disaffezione verso la politica moderna, ma in tutto il Belpaese ci sono centinaia di migliaia di candidati. Il giorno prima del voto, la Commissione Antimafia, presieduta dal grillino Nicola Morra, ha reso noti i nomi di 18 “candidati impresentabili”.

Noi – ha spiegato Morra – ci basiamo su criteri giuridici che rinviano ad atti processuali e investigativi già avviati e definiti“. E all’agenzia Agi del 10/06/22 ha dichiarato che “c’è un numero cospicuo di ‘impresentabili’ e sono emerse alcune situazioni a mio avviso imbarazzanti”. La tempistica di queste affermazioni è alquanto ad orologeria rispetto alle elezioni amministrative di ieri. Non si poteva agire prima? Parlando da garantista, ritengo che queste elezioni siano “viziate” ab origine, almeno nei comuni ove sono state ravvisate le “situazioni imbarazzanti”, legate a presunte collusioni, estorsioni ed altri reati contro la pubblica amministrazione che sarebbero riconducibili ai clan, da Nord a Sud.

Il principio di moralità. E’ cronaca di questi ultimi giorni quella delle sfilate dei Gay Pride, spesso osceni e contrari al pubblico pudore, ma anche blasfemi contro la Santa Vergine Maria, Gesù e la Chiesa. Come sempre, a reagire sono i cattolici seri, non i tiepidi baciapile al bisogno elettorale. Moralità e legalità vanno a braccetto perché patrocinare manifestazioni che oltraggiano la Religione è un reato, purtroppo non perseguito da una Magistratura che va riformata, a partire dai suoi vertici nel CSM e il Referendum pare venire a pennello per finirla con le correnti sinistre, che fanno ciò che gli pare. Non fa parte della storia della civiltà europea chiamare diritti quelli che sono i desideri di alcuni. Né, tantomeno, assecondarne quelli riguardanti i minori o, addirittura i feti, autorizzandone la vendita, come al supermercato.

Altrimenti, non ci possiamo lamentare se molti europei, non per forza cattolici, guardano con simpatia alla posizione del Patriarca di Mosca Kirill, che, in un sermone del marzo di quest’anno, ha esplicitamente parlato di una battaglia contro i valori degenerati dell’Occidente, rappresentato dalle parate del gay pride, tanto da spingerlo a paragonare il matrimonio tra persone dello stesso sesso a quelle approvate nella Germania nazista. Sarà un test vedere quanti sindaci, schierati con noi prima delle elezioni, saranno altrettanto coerenti nel vietare manifestazioni oscene e blasfeme, dimostrando che le nostre comunità hanno ancora il buon senso e la retta ragione dei nostri nonni.

 

Contro il mondialismo è necessaria una alleanza politica tra cattolici, identitari e patrioti

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per https://www.informazionecattolica.it/2022/01/17/contro-il-il-mondialismo-e-necessaria-una-alleanza-politica-tra-cattolici-identitari-e-patrioti/

LA NUOVA NORMALITÀ: NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE…

Occorre dividere la problematica dell’emergenza pandemica in due parti: il paravento, costituito da vaccini e Green pass e la sostanza, costituita dalla “nuova normalità che ci aspetta”. Il suggerimento è quello di dare al paravento il peso che deve avere un elemento accessorio, funzionale ai programmi del globalismo, ponendo l’attenzione e, laddove possibile, la preparazione, ai cambiamenti che già ci vengono prospettati.

Sono sempre stato un convinto “free vax” che ritiene il lasciapassare uno strumento essenziale per imporre subdolamente il vaccino sintetico a mRna a tutta la popolazione. Si tratta di un paravento robusto, non di tela ma di piombo, perché le implicazioni morali e afferenti le libertà individuali e collettive sono parecchie e non si possono liquidare in due parole.

Del resto, l’attenzione del mondo doveva essere concentrata su qualcosa di importante, come la tutela della propria salute, altrimenti qualcuno avrebbe potuto spostare il plumbeo ostacolo e guardare cosa ci aspetta, quando il paravento sarà abbassato. E’ ciò che, in questi due anni, ho cercato e cerco di fare osservando la realtà alla maniera tomista.

Non credo ci si debba stupire di fronte al caos creato dai televirologi, del tutto e il contrario di tutto di una gestione che ha vari aspetti paradossali, alcuni assurdi, altri grotteschi. Il caos è, infatti, il presupposto del paravento vaccinale perché disorienta e un popolo che non capisce più niente, martellato da una propaganda che parla solo ed esclusivamente di questo, finisce col fidarsi dell’autorità governativa, supportata da quella scientifica e religiosa, convinto che agiscano per il suo bene.

Mentre il cosiddetto “no vax” aderisce in maniera massimalista ed esasperata alla questione dell’immoralità dell’utilizzo di linee cellulari di feti abortiti, ma soprattutto è terrorizzato più dagli effetti avversi che dalla malattia. E’, nella maggioranza dei casi uno strenuo avversario della medicina tradizionale in favore della “scienza olistica” o medicina alternativa, a base di piantine, tisane e altri intrugli, che spopola negli ambienti New age, teosofici ed esoterici.

A mio avviso ha ragione don Francesco Ricossa nella sua recensione al libro del Prof. Roberto de Mattei Sulla liceità morale della vaccinazione (Edizioni Fiducia, Roma 2021, pp. 74): “Stabilito che il problema posto dalle linee cellulari provenienti all’origine da aborto procurato non rende necessariamente intrinsecamente cattiva la vaccinazione (cooperazione materiale remota…)“, posizione che trova sostanzialmente origine dalla teologia morale, ciascuno è libero di scegliere “in scienza e coscienza prendendo evidentemente delle precauzioni per non ammalarsi o non ammalare (nel limite del possibile!)”.

Don Ricossa dimostra di aver compreso perfettamente che la questione vaccinale divide i cattolici (il “divide et impera” nei nemici di Dio?): “mi sembra che si tratti di una deviazione preoccupante dell’attenzione dalle verità di Fede nella lotta antimodernista ad una lotta in materia ancora poco chiara e opinabile” e ricorda che “la questione per eccellenza è quella della Fede, del Papato, della Messa, del sacerdozio, della lotta all’eresia modernista: il resto rientra nel campo dell’opinabile. Quello che vale per la politica politicante, vale anche per questi problemi di ordine sanitario. Non facciamoci distrarre dall’essenziale per dividerci sull’accessorio“.

Nel definire il complottismo “senza dubbio un’aberrazione che prospera a causa della sfiducia nelle “autorità”, don Ricossa cerca di dare una risposta al proliferare delle teorie più strampalate, che allignano perfino in ambienti cattolici, ma mette anche in guardia da esso. Il realismo tomista, che sta nell’osservazione della realtà e nell’uso di intelletto e volontà per interpretare correttamente i segni visibili, smonta ogni delirante ossessione e pone, implicitamente, un chi va là: occhio, perché se le teorie che proponete come fossero Vangeli, poi non si realizzeranno, perderete ogni credibilità, nell’ilarità generale.

Lungimiranza, oggi, è saper guardare oltre e più in là rispetto al paravento di piombo, stando sempre attenti che non ci cada addosso e che qualcuno non ce lo spinga contro, perché schiacciati da esso non ci si rialza più e si perde la rotta della bussola. Perciò il Sistema sappia che portare la mascherina è un po’ fastidioso ma ha anche i suoi aspetti positivi, oltre a proteggere dal contagio, come ad esempio quello di riparare dal contatto diretto con chi non conosce il dentifricio e che aiuta, in molte situazioni imbarazzanti a nascondere sorrisi o smorfie naturali, mandando in tilt chi conosce la comunicazione non verbale.

Veniamo, dunque, al vulnus, che è la “nuova normalità” per colpire i cattolici ed i veri identitari. Ammesso e non concesso che la transizione green porti effetti utili al benessere del pianeta, sarebbe sciocco opporsi al progresso tecnologico, laddove esso non vada in contrasto coi principi morali. La televisione che trasmette il temporale quando, in realtà, c’è il sole, è un problema oggettivo. Ma imparare a non aprire l’ombrello sopra la TV che trasmette pioggia è essenziale.

Oggi, è la stessa tecnologia che ci consente di accedere ad informazioni e fonti impensabili fino a un decennio fa: usiamola per formarci ed informarci a dovere da specialisti ragionevoli, autorevoli ed attendibili. Se non si riesce a discernere, non è obbligatorio credere al maltempo quando c’è bello, ma è opportuno sospendere il giudizio, consultare un buon sacerdote, pregare, vivere il più possibile in Grazia di Dio perché noi non sappiamo né il giorno né l’ora in cui verrà a giudicarci, come insegna negli Esercizi Spirituali sant’Ignazio di Loyola.

La confusione in ambito sanitario ci sarà finché non si creerà un’ omogeneità nel mondo scientifico. Retto discernimento, buon senso e un buon dizionario di teologia morale sono tre risposte alla portata di ciascuno di noi. I social sono utili, in un certo senso, ma anche tremendi, come il web, perché vi si trova qualsiasi cosa. C’è gente che campa postando spazzatura e fake news.

La reazione può essere duplice: chiudere tutto oppure avere la consapevolezza di poter essere ingannato, ma non sull’essenziale, che va preservato a prescindere, perché è e resterà sempre il Fine della vita umana: la salvezza eterna attraverso i mezzi che Gesù ci ha lasciato, tramite la Santa Chiesa. Sacramenti, in primis.

In questo periodo così difficile, l’alleanza politica tra i veri cattolici e tutti coloro che si definiscono identitari e patrioti fa fronte comune nei confronti di quel Leviatano che oggi è la globalizzazione col suo primo tentacolo che è il mondialismo, ed il suo secondo tentacolo che è la società fluida, egualitarista, piatta, desacralizzata, materialista, atea, che trova il principale ostacolo nell’ordine naturale e, quindi nella Famiglia, cellula fondamentale della nostra civiltà. Il prossimo, per il cattolico, è l’affine, mentre l’umanità intera è composta dalle creature di Dio. Anche gli identitari comprendono e lottano per la tradizione e per la difesa dell’identità, perché sono, con noi, parte di un’unica comunità di destino: quella che la “nuova normalità” proverà a toglierci, ma che dovrà trovarci molto ben preparati.

Una recensione sul dibattito vaccinale

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Segnaliamo una recensione di don Francesco Ricossa al libro di Roberto De Mattei: “Sulla liceità morale della vaccinazione…”, pubblicata sulla rivista Sodalitium (n. 72, Natale 2021). Il Circolo Christus Rex- Traditio ha sempre tenuto, fin da principio, la posizione che viene espressa in maniera cristallina da don Francesco in questa recensione e, per gli stessi motivi, ha mantenuto un basso profilo:
“Io constato piuttosto che si tratta di una questione divisiva tra i veri fedeli cattolici. Sono favorevoli ai vaccini dei cattolici anche tradizionalisti alla De Mattei come pure degli scientisti e degli increduli. Sono contrari ai vaccini dei cattolici tradizionalisti, come pure ogni sorta di adepto “new age” nemico aprioristico della “scienza ufficiale”; la “medicina alternativa” furoreggia negli ambienti esoterici, teosofici ecc., come pure l’adorazione della “scienza moderna” è dogma di tanti atei senza Dio. Sono le due facce della stessa medaglia massonica: razionalismo naturalista ed esoterismo”.
 
Il dibattito sui vaccini 
 

Il vaccino è il paravento della nuova normalità

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per https://www.informazionecattolica.it/2022/01/10/il-vaccino-e-il-paravento-della-nuova-normalita/

IL SISTEMA HA DIVISO GLI ITALIANI

Il Sistema ha diviso gli italiani tra sì vax (la maggioranza) e no vax (la minoranza). E’ un’abitudine piuttosto consolidata, quella di costruire a tavolino il “divide et impera” sulle spalle del popolo. L’abbiamo vista chiaramente nel periodo risorgimentale, in cui il Sistema ha imposto il suo modello di unità nazionale dividendo, nel sangue, legittimisti e rivoluzionari. L’abbiamo visto nel periodo della guerra civile 1943-45 in cui il potere divise, sempre nel sangue, gli stessi connazionali tra fascisti ed antifascisti. Categorie che, sempre i servi del Sistema tirano fuori ancor oggi, alla bisogna, per demonizzare gli avversari. Denominatori comuni: il sangue e l’odio. Ieri come oggi. Con l’unica differenza che, oggi, il sangue non viene sparso, ma inoculato.

Il Sistema è furbo, è retto da persone di mondo, gente dell’alta finanza, cinica e spregiudicata, forse con un’intelligenza superiore alla media, che studia i comportamenti umani, le sue evoluzioni e involuzioni, i suoi appetiti, desideri, tendenze, poi li pilota e li dirige, a seconda delle sue necessità, in una parvenza di democrazia. Bella la trovata della democrazia moderna, cioè la dittatura della maggioranza, accuratamente lobotomizzata dal Sistema comunicativo, come se fossero i numeri a fare la Verità!

Se nel XIX secolo il paravento era instillare nel popolo una sete di emancipazione o libertà (che, in realtà, apparteneva solo ai burattinai del Sistema ed a coloro che si fecero abbindolare dalla sua martellante propaganda) la quale nascondeva la necessità dell’élite massonico-liberale di attaccare la monarchia e colpire la Chiesa, gettando democraticamente il Papa nel Tevere; se, nel XX secolo, il paravento era identico, e nascondeva la volontà di farla finita con il regime autoritario che ebbe la grave colpa di risolvere la questione romana, “ridando Dio all’Italia e l’Italia a Dio” (come disse S.S. Pio XI, dopo la firma dei Patti Lateranensi del 1929) oggi il paravento è costituito dal vaccino, che donerebbe una libertà salvifica, stabilendo il primato idolatrico dello scientismo e, mentre tutti si concentrano su di esso, dividendosi sul colore del paravento, sembrerebbe che pochi si accorgessero che il Sistema ci ha già detto due cose molto importanti: che “nulla sarà più come prima” e che dobbiamo prepararci ad una “nuova normalità”. Inquietante, tanto da dover richiede l’obbligo morale di concentrarsi sull’essenziale e non sui contorni.

A tal proposito, sovviene una frase di grande attualità del grande G.K. Chesterton: “la vaccinazione, nei suoi cento anni di sperimentazione, è stata contestata quasi quanto il battesimo nei suoi circa duemila anni. Ma sembra abbastanza naturale per i nostri politici imporre la vaccinazione, quanto invece sembra loro una follia imporre il battesimo” (“Eugenetics and Other Evils”, cap. VII, 1922).

Vien da chiedersi, dunque, se sia più intelligente e produttivo, rispetto alle imposizioni di un Sistema che non vuole il nostro bene, ma fare solo i suoi interessi, tramite una massa di servi più o meno inconsapevoli, focalizzare le proprie energie sul paravento, ovvero la questione vaccinale, oppure sullo studio e la preparazione nei confronti dei nuovi modelli di vita che ci aspettano. L’ha scritto, recentemente, anche Francesco Giubilei, trovando pochi ma determinati consensi.

A cosa mira una campagna vaccinale che ha dimostrato tutte le sue falle, tanto che persino Marco Travaglio, nel suo editoriale su Il Fatto Quotidiano del 7.01.2021 ha scritto: “…posto che i precedenti 4 decreti anti-Covid in un mese, tutti basati sull’equazione “vaccinati = sani, non vaccinati = malati”, dovevano ridurre i contagi, i ricoveri e i morti, che invece, si sono moltiplicati, possiamo immaginare gli effetti del quinto, che corre dietro ai soliti No Vax (ormai meno del 10%) anziché far qualcosa per i 18 milioni di Sì Vax senza terza dose?” Potremmo pensare che lo scopo sia quello di mantenere ben aperto il paravento, nella confusione generale, per poter costruire, nei tempi che ci vorranno, quella “nuova normalità” che hanno detto di volerci imporre.

In che cosa consiste? Per ora, abbiamo menzione di una “transizione green”, che dovrebbe costruire l’ecologismo di Stato: energie rinnovabili, smaltimento della plastica, auto elettriche, alta velocità ecc.; progressiva digitalizzazione di ogni processo, con tracciamento delle abitudini di ciascuno per il duplice scopo di individuare con precisione i giusti prodotti da vendere a chi effettivamente ne è interessato e di controllo sociale sui comportamenti di ognuno sul piano bancario, fiscale, assicurativo, politico, religioso ecc.

Nella nuova normalità, assolutamente multietnica, dovremmo immaginarci di vivere in un condominio fatto, sostanzialmente, con materiale rigorosamente eco-sostenibile, all’avanguardia sul piano informatico e telematico, nonché tracciato da una centrale operativa controllata dallo Stato o da enti delegati. Tutti gli abitanti saranno muniti di una nuova carta d’identità, che sarà l’ Ultra Green Pass, che diventerà verde solo se ogni obbligazione del Sistema li considererà virtuosi, secondo i parametri di obbedienza. Lentamente, la moneta sarà sostituita da una card, fatta di numeri virtuali. Tutte cose che ci hanno già detto e ripetuto. Non invento nulla, anche perché ho sempre avuto repulsione per il complottismo, da tomista, convinto realista.

I cattolici non ancora secolarizzati troveranno impossibile essere accettati da una società completamente liberal, che esclude il peccato e la morale, derubricandoli come credenze medievali superate, perché in contrasto con l’uguaglianza e la fratellanza universale. La Pietra angolare sarà, umanamente, raddrizzata. Così come l’assistenza alla Messa di sempre verrà considerata progressivamente come un attentato alla parificazione di tutti i credi ed all’obbligatoria accettazione della grande religione universale, senza dogmi e così fluida da essere fatta per coccolare i capricci di ciascuno.

La nuova normalità sarà la ghigliottina per i patrioti e gli identitari, soprattutto per coloro che vogliono vivere, senza compromessi, la fede cattolica. La nuova normalità sarà la vittoria, de iure, del globalismo assolutista sulla tradizione, declinata in ogni sua forma. Vien da chiedersi se non siano tempi maturi per prepararsi agli effetti di questa IV rivoluzione industriale, più che perder tempo ad incaponirsi e dividersi sul paravento, costituito dal vaccino e dall’emergenza sanitaria. Il pericolo, alla portata, è l’esclusione dalla società dei dissidenti nei confronti del Pensiero Unico globale.

Recuperare la lungimiranza che caratterizzò i migliori pensatori cattolici, potrebbe essere utile alla Causa di Cristo Re e della Patria, ma dev’essere disinteressata al lucro ed all’ irrefrenabile desiderio di visibilità di troppi vanesi in cerca d’autore. Sarà una lotta per uomini e donne puri di cuore, scaltri come serpenti, non per tutti. Una lotta di sopravvivenza alla pandemia globalista che si concluderà, non si sa quando, ma col “non praevalebunt”, quindi con la vittoria dell’attuale minoranza creativa, perché così ha promesso Gesù Cristo, luce del mondo, unica Via, Verità e Vita.

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