Articoli con tag Centro Studi Federici

La tratta delle schiave

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 39/19 del 17 maggio 2019, San Pasquale
 
La tratta delle schiave
 
Phnom Penh, liberate madri surrogate. Ad una condizione: crescere i figli
La polizia aveva arrestato il gruppo dopo l’irruzione in un appartamento della capitale. I capi d’accusa erano “tratta di persone e intermediazione per la maternità surrogata”. Alcune delle donne hanno partorito dietro le sbarre. Se tentassero di vendere i piccoli, per loro un processo e almeno 15 anni di prigione.
Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità cambogiane hanno rilasciato su cauzione 11 madri surrogate, dopo che le donne hanno accettato di crescere i bambini partoriti. Lo ha annunciato ieri il Comitato nazionale contro la tratta di esseri umani. Lo scorso novembre, la polizia aveva arrestato il gruppo dopo l’irruzione in un appartamento di Phnom Penh: le accuse erano “tratta di persone e intermediazione per la maternità surrogata”. In carcere dal momento del fermo, alcune delle donne hanno partorito dietro le sbarre.
Chou Bun Eng, vicepresidente del Comitato anti tratta, ha dichiarato ieri che le mamme si sono rifiutate di confessare alle autorità per conto di chi hanno portato in grembo i bambini. “Sono state rilasciate su cauzione il mese scorso, dopo aver promesso di non abbandonare i piccoli”, ha affermato la funzionaria. Le donne rischiano di andare a processo “in qualsiasi momento, qualora  provassero a venderli”. Gruppi di attivisti criticano le autorità per aver costretto le donne a crescere bambini con cui non hanno legami biologici, pur di evitare il carcere. Chou Bun Eng ha risposto che, secondo la legge cambogiana, esse sono tenute a prendersene cura. “Sono le loro mamme”, ha sottolineato.
Nel dicembre 2018, le autorità avevano scarcerato altre 32 donne. Anche nel loro caso, le condizioni per il rilascio imponevano il rispetto dei doveri di madre. Se gli accordi non saranno onorati, la condanna prevista è di almeno 15 anni di carcere. In Cambogia, la maternità surrogata per fini commerciali è illegale dal 2016. Tuttavia, il Paese resta una destinazione popolare per le coppie sterili che cercano di avere figli. Per lo più provenienti dalla Cina, esse sono disposte a pagare tra 40mila ed i 100mila dollari Usa ad agenzie e mediatori, per trovare una donna cambogiana che possa affrontare la gravidanza per loro. Le madri surrogate provengono in genere da comunità povere e ricevono solo una piccola parte della somma pagata agli intermediari, di solito compresa tra i 10 ed i 15mila dollari.
fonte – http://www.centrostudifederici.org/la-tratta-delle-schiave/

 

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Uccisi mentre facevano catechismo

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

In due recenti comunicati abbiamo parlato dei villaggi cristiani di Al Skeilbiyyeh e di Mhardeh, nel nord della Siria, da 7 anni sotto il tiro dei terroristi sostenuti dai nemici del governo siriano:
Siria: testimoni non imbavagliati
http://www.centrostudifederici.org/siria-testimoni-non-imbavagliati/
Siria: i cristiani in trincea contro i terroristi
http://www.centrostudifederici.org/siria-cristiani-trincea-terroristi/

Pochi giorni fa l’ennesimo missile lanciato dai jihadisti di Al Nusra (filiale di Al Qaeda, sempre ben riforniti di armi), ha provocato la morte di quattro bambini e dell’insegnante, mentre facevano il catechismo nei locali della chiesa dei greci scismatici di Al Skeilbiyyeh.
Evidentemente la morte di 4 bambini vittime del terrorismo non interessa ai media italiani: forse perché erano battezzati e non circoncisi?

fonte – http://www.centrostudifederici.org/uccisi-facevano-catechismo/

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Il 5 per mille alla Mater Boni Consilii Onlus

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Con la nuova legge Finanziaria (Legge 27 dicembre 2006 n. 296), quest’anno Le sarà possibile sostenere le attività dell’Istituto Mater Boni Consilii (Mater Boni Consilii Onlus) destinando il 5 per mille della Sua imposta sul reddito (IRPEF).
L’adesione non comporta nessun aggravio economico e, comunque, il 5‰ viene automaticamente detratto dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e il ricavato destinato agli Enti che hanno fatto richiesta.

Come donare il 5 per mille alla Mater Boni Consilii Onlus
Su tutti i modelli per la dichiarazione dei redditi (Modello Unico, 730, CUD ecc.) compare un riquadro appositamente creato per la destinazione del 5 per mille
Nel riquadro sono presentate tre aree di destinazione del 5 per mille
Scelga quella dedicata al “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità  sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’ art. 10, c. 1, lett. a) del D. Lgs. n. 460 del 1997” (la prima in alto a sinistra).
È sufficiente la Sua firma e il numero del Codice fiscale della MATER BONI CONSILII ONLUS (91 00 60 50 016) e la quota della Sua imposta sul reddito sarà  devoluta le attività  dell’Istituto Mater Boni Consilii.

http://www.sodalitium.biz/5×1000/

fonte – http://www.centrostudifederici.org/5-per-mille-2/

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Gaza: crimini e punti interrogativi

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 38/19 del 10 maggio 2019, Sant’Antonino
 
Gaza: crimini e punti interrogativi
La Striscia di Gaza invivibile anche per l’Onu
Diventa ogni giorno più difficile capire le ragioni di questa guerra di razzi…
Diventa ogni giorno più difficile capire le ragioni di questa guerra di razzi e bombardamenti tra Gaza e Israele. Perché va avanti da settimane, con morti e feriti su entrambi i lati, anche se è sempre più evidente che nessuno, né i palestinesi né gli israeliani, né Hamas né Netanyahu, vuole davvero arrivare a uno scontro aperto. Eppure siamo qui, con centinaia di razzi che partono dalla Striscia e che hanno una gittata ormai doppia rispetto a quella di pochi anni fa, e i caccia dello Stato ebraico che spianano palazzi e centrano obiettivi strategici.
Con l’inevitabile dramma dei civili uccisi, donne e bambini compresi. Con lo strascico delle tensioni internazionali. L’impresa di capire si fa ancora più complessa se si tengono in conto i segnali di «distensione» (termine che da queste parti, come si vede, va usato con cautela) rilevati negli ultimi tempi. Hamas ha cercato di tenere a bada i gruppi islamisti più radicali, ancora convinti che la provocazione verso Israele sia la strada maestra per rivendicare i diritti dei palestinesi. E i suoi diplomatici non cessano di trattare con l’Egitto per tenere in vita il fragilissimo cessate il fuoco e, nello stesso tempo, allentare la morsa in cui il blocco israeliano tiene i due milioni di abitanti della Striscia.

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Polonia: difesa l’icona della Madonna dalla blasfemia gay

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Polonia, colora l’aureola della Madonna con la bandiera arcobaleno. Arrestata

Elzhbieta Podlyasnaya, 51 anni, nota per essere un’assidua frequentatrice delle manifestazioni contro il governo, è stata arrestata oggi per aver diffuso in giro per Varsavia una foto della Madonna con l’aureola con i colori della bandiera arcobaleno.
Ad essere stata ritoccata dalla Podlyasnaya, è stata l’icona della Madonna di Czestochowa, uno dei principali santuari cattolici della Polonia. L’immagine è stata poi affissa in diversi bagni pubblici e sui bidoni della spazzatura.
Il ministro dell’interno polacco Joachim Brudziński, con un tweet, ha spiegato che la donna è stata arrestata “per aver profanato l’immagine sacra della Vergine Maria… Nessuna storia sulla libertà di parola e tolleranza dà a nessuno il diritto di insultare i sentimenti dei credenti”.
La casa della Podlyasnaya è stata perquisita e sono stati sequestrate diverse stampe della stessa immagine.
Intanto la donna si giustifica, affermando di aver agito per protesta all’attuale politica omofoba delle attuali autorità polacche. Ora rischia fino a due anni di reclusione.
fonte – http://www.centrostudifederici.org/polonia-difesa-licona-della-madonna-dalla-blasfemia-gay

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Siria: testimoni non imbavagliati

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 37/19 dell’8 maggio 2019, Apparizioni di San Michele
Dio li benedica tutti, li protegga e porti loro la vittoria contro la peste terrorista che è stata portata loro dai mostri in Occidente e dai tiranni loro alleati che sono la Turchia, gli Stati del Golfo e Israele”.

Sulla linea del fronte di Idlib, le città cristiane si preparano con coraggio e fede alla sfida del terrorismo
Sono appena tornata a Damasco dopo aver trascorso quasi 4 giorni nelle città cristiane siriane di Al Skeilbiyyeh e Mhardeh. Durante la mia permanenza ad Al Skeilbiyyeh, la città è stata attaccata da Hayat Tahrir Al Sham (già Fronte al Nusra / Al Qaeda). Il 24 aprile, 16 missili Grad lanciati dai terroristi hanno preso di mira case di civili nella città, causando ingentissimi danni materiali, ma per fortuna niente martiri o feriti.
Le Forze di Difesa Nazionale (NDF) hanno risposto vigorosamente e le mie foto mostrano il successo dei bersagli sulle enclavi terroristiche nella Cittadella di Madiq – l’edificio bianco più alto (una ex fabbrica di grano e centro di stoccaggio) è ora occupato da una combinazione di Elmetti Bianchi e Fronte Al Nusra, secondo i soldati delle NDF.
Più tardi nella stessa notte, gli attacchi si sono intensificati considerevolmente, le forze terroriste del Fronte Al Nusra si sono avvicinate a meno di 200 metri dalla città e ci è stato chiesto di tornare in luoghi riparati. Il lancio di missili da parte delle NDF è stato un suono gradito, conoscendo la vicinanza del Fronte Al Nusra ai civili di questa città risoluta e resiliente. Un razzo del Fronte Al Nusra è esploso a meno di 10 metri da dove mi trovavo, secondo i soldati (e il suono dell’esplosione). Mentre le NDF intensificavano il loro fuoco difensivo sulle posizioni terroristiche, un caro amico, Wissam Sliman, mi ha inviato i seguenti messaggi che era riuscito a raccogliere tra i combattenti terroristi: Primo terrorista: “Giuro su Dio, senti come se la terra si spezzasse con ogni razzo che atterra”. Secondo terrorista: “Bastardi! Loro (NDF) stanno sparando 4 o 5 proiettili simultaneamente”. Prosegui la lettura »

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Per la Messa romana, contro il Novus ordo

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 36/19 del 6 maggio 2019, San Giovanni a Porta Latina

 Per la Messa romana, contro il Novus ordo

“Chi si accontenta del M.P. Summorum Pontificum, che dichiara al contrario che il messale riformato da Paolo VI è il rito ordinario della Chiesa cattolica, e che ne difende a priori l’ortodossia dottrinale, ha già disertato la battaglia iniziata, 40 anni fa, dal Breve esame critico del Novus Ordo Missæ”.

Prefazione alla ristampa del Breve esame critico del Novus ordo Missæ

Il 30 novembre 1969, prima domenica d’Avvento e quindi inizio del nuovo anno liturgico, doveva entrare in vigore in tutte le chiese cattoliche un nuovo “Ordo Missae”, un nuovo messale (promulgato con la costituzione apostolica Missale Romanum del 3 aprile 1969) in applicazione, si diceva, della costituzione conciliare sulla liturgia Sacrosantum Concilium (4 dicembre 1963). Nelle intenzioni di Paolo VI, chiaramente manifestate nel concistoro ai cardinali del 24 maggio 1976, il messale riformato doveva prendere – definitivamente – il posto dell’antico: “L’adozione del nuovo Ordo Missae non è certamente lasciato alla libera decisione del sacerdote o dei fedeli. L’istruzione del 14 giugno 1971 ha previsto che la celebrazione della messa secondo l’antico rito sarebbe permessa, con l’autorizzazione dell’Ordinario, solo ai sacerdoti anziani o malati che celebrano senza assistenza. Il nuovo Ordo è stato promulgato per prendere il posto dell’antico, dopo matura riflessione, al fine di mettere in pratica le norme previste dal concilio Vaticano II”.

Sono passati trent’anni ormai (oggi 50, ndr) da quel celebre discorso, e l’antico messale non è scomparso, come invece si voleva e si pensava. E questo non solo perché viene ancora di fatto celebrato in ogni parte del mondo cattolico, ma anche perché dei provvedimenti emanati dai successori di Paolo VI hanno autorizzato in modo sempre più ampio la celebrazione dell’antico messale; ultimo in ordine di tempo il Motu Proprio “Summorum Pontificum” del 7 luglio 2007.

(cfr: https://www.sodalitium.biz/comunicato-riflessioni-sul-motu-summorum-pontificum-2/)

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70° anniversario della tragedia di Superga

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

 
70° anniversario della tragedia di Superga
Il 4 maggio 1949 i giocatori del Grande Torino, insieme a tecnici, dirigenti, giornalisti e l’equipaggio, perivano nella sciagura aerea sul colle di Superga, a Torino, di ritorno da Lisbona.
Il messaggio di Papa Pio XII ai familiari delle vittime
“Anime benedette dei nostri fratelli vittime di un destino atroce vi raggiunga la nostra preghiera ed il grido del nostro invincibile dolore” (da: “FIGC, bollettino straordinario in memoria dei Caduti di Superga, 4 maggio 1949”).
I funerali nel Duomo di Torino celebrati dal card. Fossati
“(…) Il Cardinale Arcivescovo (Maurilio Fossati) attende al sommo della scala circondato dai canonici del Capitolo metropolitano. La spiazza sotto lui è gremita ormai in ogni angolo. L’ufficio funebre, “l’absolutio super tumulum”, ha inizio. Si sgranano sommessamente le preghiere, punteggiate qua e là dal coro dei cantori del Duomo, ora lieve e carezzevole, ora forte e impetuoso come un inno di trionfo. “Libera me, Domine, de morte aeterna, in die illa tremenda…”; le parole bellissime della liturgia scendono sulle salme allineate nel buio, sulla folle immobile. Il Cardinale leva l’aspersorio, benedice più volte con gesti calmi e solenni, verso quella massa nera che racchiude i trentun feretri e il popolo, in un solo abbraccio. Sul libro delle orazioni trema la luce di una candela: l’unica luce, viva, e palpitante, in tutta la piazza. “In Paradisum deducant te angeli” mormora a voce bassissima il coro, nell’istante in cui il Prelato alza ancora una volta la mano nel gesto del commiato e della estrema benedizione. Il rito funebre è terminato sui versi dolci e pieni di speranza dell’antifona, e la massa nera, i feretri, e il popolo, trattiene ancora il respiro, oppressa da una indicibile commozione (…)” (“La Stampa”, sabato 7 maggio 1949).

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Rabbini: bruciare le chiese? Si, però

Nel comunicato “Non solo Islam” del 19/4/2019 (cfr http://www.centrostudifederici.org/non-solo-islam/) relativo alle affermazioni del rabbino Shlomo Aviner sull’incendio di Notre Dame di Parigi, avevamo annunciato che ci saremmo ancora occupati di questo personaggio.

Lo facciamo ora con la traduzione di un articolo pubblicato negli Usa sulle disquisizioni rabbiniche relative alla liceità di bruciare le chiese cattoliche. A parti inverse (teologi cattolici/templi israeliti) si scatenerebbe il finimondo: invece i media italiani (e vaticani) hanno prudentemente ignorano le affermazioni dei padroni del vapore. Speriamo che non si realizzi l’ipotesi secondo cui “chi di fiamme ferisce, di fiamme (eterne) perisce”.
Dopo l’incendio di Notre Dame, uno dei rabbini capi israeliani dice che “Non ci sono comandamenti di bruciare chiese all’estero. Nella nostra terra santa, tuttavia, la questione è più complicata”
L’autorevole rabbino dei coloni, Shlomo Aviner, ha oggi (martedì 16/47/2019) dichiarato che bruciare le chiese fuori dalla Terra di Israele “non è compito nostro per ora”, ma per quanto riguarda la Terra Santa “la questione è più complicata”. Aviner sembra così aver rispedito al mittente la domanda sulla possibilità di bruciare chiese in Terra Santa.
Aviner, che prende uno stipendio pubblico come rabbino dell’importante colonia di Beit El ed è anche rabbino di una prestigiosa yeshivah (Ateret Yerushaliam, precedentemente Ateret Cohanim), è considerato essere uno dei più importanti rabbini della fazione religiosa nazionalista. È uno scrittore prolifico, avendo pubblicato oltre 200 libri in varie lingue. Aviner è anche considerato un pioniere del fenomeno SHUT-SMS, tramite il quale i suoi seguaci mandano al rabbino una domanda tramite messaggio SMS (e, più recentemente, tramite Facebook Messenger e Whatsapp) ed Aviner risponde brevemente. Aviner è uno dei rabbini più popolari di tutti quelli del fenomeno SHUT-SMS, perché risponde ad ogni domanda, persino a quelle che sono delle palesi prese in giro (e qui parlo per esperienza).
Oggi, dopo l’incendio nella Cattedrale di Notre Dame, ad Aviner è stata posta la seguente domanda:
 
“La più grande Chiesa Cristiana di Parigi è in fiamme. Dovremmo sentirci dispiaciuti per questo, oppure dovremmo rallegrarci, in quanto la cattedrale è un luogo di idolatria, per cui esiste un precetto che ci comanda di bruciarla?”
L’intervistatore qui si riferisce alla dichiarazione Halachic chetradizione normativa religiosa del Giudaismo, secondo la quale le chiese sono considerate luoghi di idolatria, e devono essere distrutte.

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Preghiera per conservare la vera Fede

Preghiera per conservare la vera Fede” scritta da san Pietro Canisio (1521-1597), olandese della Compagnia di Gesù, apostolo della Controriforma in Germania, definito “martello degli eretici”, beatificato da Pio IX nel 1868 e canonizzato da Pio XI nel 1925 che lo nominò pure Dottore della Chiesa.

Confesso ad alta voce per la mia salvezza tutto quello che i cattolici hanno sempre a buon diritto creduto nel loro cuore. Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici; non voglio avere nulla in comune con loro, perché non parlano né sentono rettamente, e non posseggono la sola regola della vera Fede propostaci dall’unica, santa, cattolica, apostolica e romana Chiesa. Mi unisco invece nella comunione, abbraccio la fede, seguo la religione e approvo la dottrina di quelli che ascoltano e seguono Cristo, non soltanto quando insegna nelle Scritture ma anche quando giudica per bocca dei Concilii ecumenici e definisce per bocca della Cattedra di Pietro, testificandola con l’autorità dei Padri. Mi professo inoltre figlio di quella Chiesa romana che gli empii bestemmiatori disprezzano, perseguitano e abominano come se fosse anticristiana; non mi allontano in nessun punto dalla sua autorità, né rifiuto di dare la vita e versare il sangue in sua difesa, e credo che i meriti di Cristo possano procurare la mia o l’altrui salvezza solo nell’unità di questa stessa Chiesa.
Professo con franchezza, con san Girolamo, di essere unito con chi è unito alla Cattedra di Pietro e protesto, con sant’Ambrogio, di seguire in ogni cosa quella Chiesa romana che riconosco rispettosamente, con san Cipriano, come radice e madre della Chiesa universale. Mi affido a questa Fede e dottrina che da fanciullo ho imparato, da giovane ho confermato, da adulto ho insegnato e che finora, col mio debole potere, ho difeso. A far questa professione non mi spinge altro motivo che la gloria e l’onore di Dio, la coscienza della verità, l’autorità delle Sacre Scritture canoniche, il sentimento e il consenso dei Padri della Chiesa, la testimonianza della Fede che debbo dare ai miei fratelli e infine l’eterna salvezza che aspetto in Cielo e la beatitudine promessa ai veri fedeli.
Se accadrà che a causa di questa mia professione io venga disprezzato, maltrattato e perseguitato, lo considererò come una straordinaria grazia e favore, perché ciò significherà che Voi, mio Dio, mi date occasione di soffrire per la giustizia e perché non volete che mi siano benevoli quelle persone che, come aperti nemici della Chiesa e della verità cattolica, non possono essere vostri amici. Tuttavia perdonate loro, Signore, poiché, o perché istigati dal demonio e accecati dal luccichio di una falsa dottrina, non sanno quello che fanno, o non vogliono saperlo.
Concedetemi comunque questa grazia, che in vita e in morte io renda sempre un’autorevole testimonianza della sincerità e fedeltà che debbo a Voi, alla Chiesa e alla verità, che non mi allontani mai dal vostro santo amore e che io sia in comunione con quelli che vi temono e che custodiscono i vostri precetti nella santa romana Chiesa, al cui giudizio con animo pronto e rispettoso sottometto me stesso e tutte le mie opere. Tutti i santi che, o trionfanti nel Cielo o militanti in terra, sono indissolubilmente uniti col vincolo della pace nella Chiesa cattolica, esaltino la vostra immensa bontà e preghino per me. Voi siete il principio e il fine di tutti i miei beni; a Voi sia in tutto e per tutto lode, onore e gloria sempiterna.
FONTE – http://www.centrostudifederici.org/preghiera-conservare-la-vera-fede/

 

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