Sea Watch, la Ue: «Notte possibile solo dopo lo sbarco». Salvini: «Non naufraghi, ma viaggi organizzati»

L’imbarcazione con i 42 migranti a bordo ferma davanti al porto dopo la decisione della capitana di forzare il blocco. Il ministro dell’Interno: «Non autorizzo nessuno sbarco»

È ferma davanti al porto di Lampedusa la nave Sea Watch 3 della Ong tedesca, con a bordo 42 migranti soccorsi al largo della Libia, e al centro di un nuovo braccio di ferro fra associazioni e governo italiano. La Ue ha fatto sapere che «una soluzione per ricollocare i migranti a bordo della nave, sarà possibile solo dopo che saranno sbarcati». Il commissario Dimitris Avramopoulos ha anche anticipato che «alcuni Stati stanno mostrando la volontà di partecipare a tali sforzi di solidarietà» e ha rinnovato l’appello agli Stati membri «a mostrare solidarietà». Ma «la soluzione per le persone a bordo è possibile solo una volta sbarcate. Bruxelles chiede all’Italia «una soluzione rapida». «Ieri, a causa di un’emergenza, siamo entrati nelle acque italiane. La guardia costiera e la Guardia di finanza sono stati a bordo. Abbiamo aspettato una notte, non possiamo più aspettare.

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fonte – https://www.corriere.it/cronache/19_giugno_27/sea-watch-notte-mare-al-porto-lampedusa-salvini-in-paese-normale-ti-arrestano-3b1f5d10-989b-11e9-a7fc-0829f3644f7a.shtml

Migranti: sui barconi non salgono i più poveri

Sembra un paradosso, ma non sono i più poveri della terra a rischiare la vita sui barconi. Se si escludono i Paesi afflitti dalle guerre, i 100 milioni di migranti che nel mondo si sono spostati negli ultimi 25 anni, provengono dalla classe media. Le persone emigrano dai Paesi dove il reddito consente di affrontare le spese di viaggio. Allora quando diciamo che i migranti vanno aiutati a casa loro abbiamo chiaro in testa il «come»? Perché il rischio è di ottenere il risultato contrario.

Emigra la classe media

La maggiore preoccupazione dell’Europa si concentra sull’Africa. I dati elaborati dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi) per Dataroom, mostrano un quadro molto chiaro. Negli ultimi sei anni, su 1 milione e 85 mila migranti africani sbarcati in Europa, il 60% proviene da Paesi con un reddito pro capite tra 1.000 e 4.000 dollari l’anno, considerato medio-basso dalla Banca mondiale per il continente africano. Il 29% tra i 4 e 12 mila dollari, ossia medio-alto; il 7% da Paesi dove c’è un reddito alto (sopra i 12.000 dollari) e solo il 5% dai Paesi poverissimi (sotto i mille dollari).

In Italia questa percentuale scende addirittura all’1%. Infatti, nello stesso periodo, su 311.000 arrivi di immigrati africani il 65% proviene da Paesi con un reddito medio-basso, il 33% medio-alto.

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fonte – https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/migranti-barconi-classe-media-poveri-africa-reddito/0534a0f8-74cd-11e9-972d-4cfe7915ecef-va.shtml

Caterina Avanza , dallo staff di Macron alle liste Pd: «Mi ha spinta lui»

Caterina Avanza con il presidente Macron, di cui ha curato anche la campagna elettorale

Caterina Avanza, bresciana di 38 anni, oggi coordinatrice per le Europee di En Marche e stretta collaboratrice di Macron sarà una delle candidate a Bruxelles per il Pd. Liceo e laurea in Scienze Politiche in Italia, master alla Sorbona, sposata con due figli e residente a Parigi da 15 anni, Avanza è stata «indicata» dallo stesso Macron come «pontiere» tra i due Stati, «nel tentativo di coagulare una classe dirigente europea progressista» in grado di contrastare l’avanzata dei sovranismi e nel contempo governare i temi macroeconomici (dall’acciaio al 5G) e ambientali in modo unitario.
Chi l’ha cercata dall’Italia? E che dice Macron, arrabbiato che esca dal suo staff?
«Macron arrabbiato? È stato lui a spingere per la mia candidatura. Poi c’è stata una telefonata tra Nicola Zingaretti e Stanislas Guerini, il segretario di En Marche! ed il segretario Pd ha deciso di candidarmi, anche se io non sono mai stata iscritta al suo partito. Sta facendo un lavoro serio nella formazione delle liste e mi piace la sua prospettiva: in Europa serve una grande alleanza tra forze progressiste e di centrosinistra da Tsipras a Macron».
Ma En Marche a Bruxelles siederà a fianco dei socialisti?
«No. E nemmeno starà con l’Alde. Stiamo cercando di creare un gruppo centrale con alleanze aperte a socialisti e Verdi. Ne abbiamo parlato con Zingaretti. È disponibile a collaborare su molti progetti».

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FONTE – https://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/19_aprile_11/caterina-staff-macron-liste-pd-mi-ha-spinta-lui-7d6651f2-5c45-11e9-b6d2-280acebb4d6e.shtml

Perché il Classico è il liceo migliore

Visualizza immagine di origineChi esce dal liceo classico, qualunque facoltà scelga, ha punteggi più alti alla laurea: 105, di media, contro 103 di chi esce dallo Scientifico e 99,7 di chi ha studiato a un Tecnico. Lo dice una ricerca condotta da Almalaurea.

Ma quali processi e petizioni: per salvare il liceo classico basterebbe guardare i numeri. Quelli del voto di laurea degli ex liceali, innanzitutto: qualunque facoltà scelgano, hanno punteggi più alti dei colleghi: 105, di media, contro 103 di chi esce dallo Scientifico e 99,7 di chi ha studiato a un Tecnico. O quelli sulla regolarità degli studi: in linea con i diplomati scientifici e davanti ai tecnici. La motivazione, poi: il 40,3% dei laureati con formazione classica si iscrive all’università spinto da interessi culturali, contro il 32,3 dei laureati con matrice scientifica e il 27,8 di coloro che hanno un diploma tecnico. Basta, questo, a raccontare il Classico come la scuola che «tiene» di più? Ne è convinto Ivano Dionigi — latinista, ex rettore dell’Università di Bologna, presidente di Almalaurea — che ha fatto analizzare dal Consorzio le performance universitarie dei diplomati al Classico in tutti i corsi.

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fonte – https://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2016/11/01/1/perche-il-classico-e-il-liceo-migliore_U432403941186404MF.shtml

«I neri meno intelligenti»: bufera su James Watson, Nobel per il Dna

Lo studioso del Dna parla di «inferiorità genetica». Il Cold Spring Harbor Laboratory chiude i rapporti

di Anna Meldolesi

Vorremmo poter salvare la fulgida bellezza della doppia elica dalla spirale di autodistruzione in cui è caduto chi l’ha scoperta. Ci piacerebbe liquidare l’ultimo scandalo come un incidente o come un’imboscata mediatica, tesa a un uomo anziano e malato. Ma la triste verità è che nemmeno gli ammiratori più ferventi di James Watson sono riusciti ad abbozzare una linea di difesa dopo che lo scienziato ha ribadito davanti alle telecamere di ritenere che i neri siano geneticamente meno intelligenti dei bianchi.

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fonte – https://www.corriere.it/cronache/19_gennaio_14/i-neri-meno-intelligenti-bufera-nobel-watson-153746c6-183f-11e9-bb76-cdaf0ebcabd2.shtml

Salvini: «Questo governo fa paura. I poteri forti proveranno a stroncarci»


Wall Street Journal: «L’Italia un pericolo per l’euro». Salvini: «I poteri forti vogliono stroncarci»

Secondo il quotidiano il «pericolo» è rappresentato dalle «scosse di mercato rivissute la scorsa settimana sul debito italiano e i nuovi attacchi contro l’establishment europeo da parte dei politici a Roma»

di Paola Di Caro

Il primo era stato Giancarlo Giorgetti una decina di giorni fa: «L’attacco io me lo aspetto, i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono». Parole, quelle del sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, che avevano scosso la scena politica, e che erano state subito raccolte da altri esponenti del governo. Come Luigi Di Maio, che si era subito detto pronto a reagire nel caso in cui la tanto temuta tempesta sui mercati dovesse arrivare: «Se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo, sappia che non siamo ricattabili. A Palazzo Chigi non c’è Berlusconi che rinunciò per le sue aziende».

L’articolo del Wall Street Journal
L'articolo del quotidiano americano
L’articolo del quotidiano americano

Il 19 agosto a riprendere il tema di un possibile assalto al governo e «all’esperimento italiano» da parte dei «poteri forti» internazionali è stato Matteo Salvini, con un duro avvertimento: «Cercheranno di stroncarci, ma non arretreremo di un millimetro. Quasi ad aprire un fronte polemico preventivo, anche — forse — per reazione ad un articolo del Wall Street Journal secondo il quale la fine della «lunga maratona» per salvare la Grecia segnerà «la chiusura della crisi dell’Eurozona», se non fosse però «per l’Italia e il fastidioso timore che l’euro non sia dopo tutto così stabile». Un «pericolo», quello italiano, rappresentato dalle «scosse di mercato rivissute la scorsa settimana sul debito italiano e i nuovi attacchi contro l’establishment europeo da parte dei politici a Roma», che potrebbero portare ad una «destabilizzante fuga dei capitali». Il giornale finanziario spiega che il banco di prova decisivo sarà in autunno, quando « il governo populista italiano dovrà presentare la legge di bilancio e spiegare come coprirà le sue costose promesse agli elettori».

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https://www.corriere.it/politica/18_agosto_19/salvini-questo-governo-fa-paura-poteri-forti-proveranno-stroncarci-beb70a00-a3c4-11e8-9b60-adccaa96935d.shtml Continua a leggere

Autostrade italiane: perché sono le più care d’Europa

DATAROOM

di Milena Gabanelli e Ferruccio Pinotti

Neanche fossero un tappeto da biliardo! Le nostre autostrade sono le più care d’Europa. In Germania, Olanda e Belgio le autostrade sono gratuite. In Austria l’abbonamento annuale alla rete autostradale costa 87,30 euro l’anno per gli automobilisti e 34,70 per i motociclisti. In Italia con 34 euro si percorrono 400 chilometri. In Svizzera l’abbonamento costa 40 franchi l’anno, circa 38,12 euro. In Francia il sistema di pedaggi è simile al nostro, ma meno caro: Parigi-Lione sono più o meno 450 chilometri, €19,80 in moto, €33,30 in auto. In Italia la tratta Ventimiglia-Bologna, chilometraggio equivalente, costa 40,50 euro. In Spagna le autostrade si chiamano Autovie e sono gratuite; solo per le Autopistas si paga. In Slovenia il costo dell’abbonamento annuale è di 55 euro per i motociclisti, di 110 per gli automobilisti. In Italia con questa cifra si può percorrere una volta la Milano-Napoli andata e ritorno. Continua a leggere