Argentina: in 11 anni cattolici diminuiti del 13.6%

L’ EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando
La maggior parte degli argentini continua a professare la religione cattolica, con una percentuale del 62,9%, sebbene con una riduzione del 13,6% rispetto alla misurazione di 11 anni fa, quando il cattolicesimo rappresentava 76,5% della popolazione del paese. La discesa è più pronunciata nella città autonoma di Buenos Aires e nel nord-ovest del paese.
Questi numeri sono emersi grazie alla “Segunda Encuesta Nacional sobre Creencias  y Actitudes Religiosas en Argentina”.
Un altro dato significativo è il dato dei cattolici coerenti, cioè quelli che praticano la loro religione.
Tra coloro che si dichiarano credenti, infatti, solo il 30,3% frequenta i servizi religiosi una volta o regolarmente.
La Chiesa è considerata la seconda istituzione più affidabile con un punteggio di 5,4 (a pari merito con le Forze Armate), dietro le università che hanno totalizzato un punteggio di 7,8. Al quarto posto c’è Papa Francesco con 5,3 punti, seguito dai mass media con 5 punti..
L’arrivo di Jorge Mario Bergoglio al pontificato non ha avuto un impatto significativo sulla vita religiosa degli argentini. L’82% afferma che la loro religiosità è rimasta la stessa; il 7,9% che è aumentata; il 7,3% che è diminuita, mentre il 2,4% ha dichiarato di non sapere.
Il 27,4% considera Jorge Mario Bergoglio un leader mondiale che denuncia situazioni di ingiustizia sul pianeta, il 27% lo accusa di essere troppo coinvolto nella politica e di occuparsi poco della parte spirituale, mentre il 40,6% lo trova indifferente e il 5% non sa cosa rispondere.
Un dato preoccupante è la crescita maggiore del numero di coloro che si dichiarano evangelici. Attualmente sono il 15,3% della popolazione “celeste”, quattro punti in più rispetto a un decennio fa.
Questa crescita è comunque inferiore a quanto è accaduto in altri paesi dell’America Latina, Brasile in particolare.
Un ultimo dato riguardante l’Argentina è quello relativo ad atei ed agnostici. Il 18,9% della popolazione afferma di non identificarsi con nessun credo, rappresenta una diminuzione prima del 13,6% dell’ultima misurazione.

La rete Panamazzonica celebra rituali pagani e sincretici in una chiesa romana

 

Di Michele M. Ippolito

Come scrive AciPrensa, la chiesa romana di Santa Maria in Traspontina, situata in Via della Conciliazione, a pochi metri dal Vaticano, ha ospitato un evento di marcato carattere sincretico che mescola le tradizioni indigene dell’Amazzonia.

L’evento, chiamato “Moments of Amazonian Spirituality” , è stato organizzato da “Amazon Common House”, uno spazio della Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM), istituito temporaneamente in questa parrocchia, affidata ai Carmelitani, nel contesto di Sinodo per l’Amazzonia.

L’ACI Prensa ha assistito al rituale l’8 e il 9 ottobre. La prima è iniziata alle 9:45. All’interno della chiesa e di fronte al luogo in cui si trova il Santissimo Sacramento e accanto all’altare maggiore, alcuni tessuti e una rete di colori sono stati diffusi con vari oggetti, come piccole canoe, immagini di uccelli, strumenti, figurine, scodelle con cibo, tra gli altri e al centro un cestino di vimini all’interno del quale era l’ immagine di una donna incinta nuda.

Questa immagine è stata utilizzata nel rituale eseguito dal REPAM e dall’Ordine dei Francescani minori nei Giardini Vaticani il 4 ottobre davanti al Papa e nella preghiera con cui è iniziata l’attività del Sinodo nella Basilica di San Pietro il 7.

Tra i partecipanti all’evento nella chiesa di Santa Maria in Transpontina ci sono stati diverse suore cattoliche, una “sacerdotessa” anglicana, diversi frati francescani, laici e indiani amazzonici.

L’evento REPAM è iniziato con una donna che ha chiamato i partecipanti a formare un cerchio attorno agli oggetti depositati sul pavimento. Ognuno dei partecipanti ha portato in mano un oggetto come quelli già descritti. Ha chiesto a tutti di essere intrecciati con le loro braccia e ha iniziato una serie di canti e discorsi che mescolavano riferimenti a natura, creazione, espressioni pagane e sincretiche come “siamo tutti uno”, con messaggi cristiani come “siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio”. e qualche lettura biblica.

Ad un certo punto, i partecipanti hanno depositato i loro oggetti come offerte. Quindi, gli indigeni hanno messo nel cesto di vimini la terra dell’Amazzonia. Poi ognuno si è tolto le scarpe, si inginocchiato e si è chinato fino a toccare il suolo con la testa. Uno degli indigeni si è poi avvicinato al canestro, ha preso una parte della terra nelle sue mani ed ha sollevato verso l’alto le sue mani dicendo alcune parole a bassa voce. Successivamente, per concludere l’atto, è stato letto un frammento del libro dell’Esodo in cui Dio, nel roveto ardente, chiede a Mosè di togliersi le scarpe perché si trova su un terreno sacro.

Quando qualcuno hanno chiesto il significato dell’atto alcuni partecipanti hanno spiegato che si tratta di una cerimonia sia cristiana che amazzonica.

L’atto del 9 ottobre è iniziato nell’atrio della chiesa con alcune canzoni e poi i partecipanti hanno camminato all’interno del tempio dove è seguito il rituale, in cui si è distinta la partecipazione di Mons. Raúl Vera, vescovo di Saltillo (Messico). noto per promuovere lo stile di vita gay e sostenere la lobby LGBT.

Una volta all’interno del tempio e di fronte all’altare del Santissimo Sacramento, alcuni partecipanti hanno sollevato una canoa su cui sedeva una giovane donna (vedi foto). Alcuni partecipanti hanno spiegato che il rituale varierà durante i diversi giorni per mostrare com’è la “spiritualità amazzonica”.

L’iniziativa “Amazon Common House”, tenutasi nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, contrasta con le parole pronunciate il 17 giugno dal cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, durante la presentazione dell’Instrumentum laboris del Sinodo. In quell’occasione, il Cardinale rifiutò l’accusa che il Sinodo in Amazzonia potesse aprire alcune possibilità a una Chiesa sincretica dove c’era spazio per sensibilità filosofiche o religiose di origine pagana. Il Cardinale aveva affermato di non aver visto “alcun sincretismo” nel Sinodo e che nell’Instrumentum laboris “parla di Gesù, di Creazione. Parlare di Creazione non significa parlare di sincretismo”.

In un testo inviato all’ACI Digital – agenzia portoghese del gruppo ACI – il vescovo José Luis Azcona, vescovo emerito di Marajó, nel Delta dell’Amazzonia, in Brasile, ha spiegato che l’iniziativa “Amazon Common House” può essere “un ponte di scandalo, e in occasione del Sinodo, per tutta la Chiesa”.

Durante questi rituali indigeni, si è chiesto il vescovo, “tutti diversi”, che “tipo di spiriti verranno invocati?”. Sono spiriti invocati nella stregoneria, incompatibili con il Vangelo. “Siamo al livello del peccato di idolatria, come spiega Paolo?”, si è chiesto il vescovo. “O sono strane ‘autorità’ e ‘poteri’ (‘spiriti maligni’ per Paolo) subordinati al controllo del principe del male Satana?”. Forse i responsabili di “Amazon Common House”, ha concluso il vescovo, non credono veramente che Cristo abbia sconfitto “tutte queste forze con la sua opera redentrice e che, esaltato sopra tutte, mantenga per sempre e assolutamente la sua sovranità”.

La «Amazon Common House» è promossa dalla Rete ecclesiale di Panamazzonica (REPAM) insieme ad altre organizzazioni. Oltre ai “Momenti di spiritualità amazzonica” nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, altri eventi, come conferenze e mostre, sono stati programmati in diversi luoghi, sia a Roma che in altre città italiane, proprio in occasione del Sinodo dei vescovi sull’Amazzonia.

Da http://www.lafedequotidiana.it/la-rete-panamazzonica-celebra-rituali-pagani-e-sincretici-in-una-chiesa-romana/

Spagna, secolarizzazione e mancata istruzione religiosa stanno causando un crollo della fede

di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT

La Spagna sta cessando sempre più d’esser cattolica.
Quella che per molti anni è stata l’ottava nazione per numero di cattolici, dopo Brasile, Messico, Filippine, Stati Uniti d’America, Italia, Francia e Colombia, si sta riscoprendo sempre più atea.
La Fondazione Ferrer i Guàrdia ha pubblicato il suo rapporto annuale, che mostra un progressivo aumento della secolarizzazione della società spagnola.
Il rapporto rivela che otto matrimoni su dieci in Spagna sono già civili, che il numero di credenti praticanti è sceso al 26,6% e che le persone che contrassegnano l’equivalente del nostro 8permille destinandolo alla chiesa cattolica sono solo il 14,2%.
Nell’ottava edizione di questo studio, che fa “una

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Il Signore ha detto che vomiterà i “tiepidi”, ovvero i mediani…

Risultati immagini per signore vomiterà i tiepidiSegnalazione di Gianni Toffali

L’OPINIONE

Omnes declinaverunt, simul inutiles facti sunt: non est qui faciat bonum, non est usque ad unum. Tu vero, Deus, deduces eos in puteum interitus(Sal 52, 4; 54, 24).

«Sono tutti andati fuori strada, insieme son diventati inutili: non c’è chi faccia il bene, non ce n’è neppure uno. Ma tu, o Dio, li farai finire in un abisso di rovina». Chi devia dal retto sentiero della dottrina e della prassi cattoliche non soltanto si rende inutile e stolto, ma corre pure il rischio di precipitare all’Inferno con tutti quelli che lo seguono. Ma com’è possibile che buona parte della gerarchia cattolica sia venuta meno al suo compito e stia andando miseramente alla deriva? Deve pur esserci una spiegazione. Un dato meramente cronologico indica che le attuali guide della Chiesa si sono formate – guarda caso – dopo il Concilio Vaticano II. In maniera sintetica, si può affermare che nell’ultimo mezzo secolo sono state imposte un’educazione teologica, una forma liturgica e una prassi pastorale che hanno assunto e incorporato la contraddizione, il soggettivismo e il relativismo, deformando la mente dei chierici e assuefacendola ad essi. Continua a leggere