Cosa può fare un cattolico contro la gnosi omosessualista?

di LEONARDO MOTTA

All’interno della Chiesa Cattolica, la gnosi omosessualista come ha
agito e come continuerà ad agire?
Innanzitutto si tenta di entrare, magari in punti di piedi, nelle
Chiese per cercare di far crescere tra i fedeli, o nella gerarchia, la
valutazione positiva dell’omosessualità.
Una volta fatto questo il passo è breve. Se l’omosessualità è
parificata all’eterosessualità perché non si possono benedire anche in
Chiesa le unioni gay? E se si può concedere la benedizione, perché non
è possibile l’ammissione degli omo-attivi anche ai sacramenti?
Ma il testo sacro dice diversamente? La revisione della Bibbia, sotto
il principio che Dio non condanna l’amore, è una strada già perseguita
e che sarà ancora di più seguita dai “traduttori-traditori”. E con i
chierici omosessuali come la mettiamo? “Ogni amore è amore” si
sostiene, perché colpevolizzare questi “poveri” preti omosessuali? E
allora cosa bisogna fare? Alcuni hanno trovato la soluzione: abbattere
l’istituto del celibato. Fare sposare i preti è la soluzione proposta.
Con la scusa di evitare i casi di pedofilia o di ephebofilia si spinge
per farli sposare. Una volta permesso ciò, chi potrà negare ad un uomo
“sposato” con un altro uomo di accedere al sacerdozio?
Arrivato a questo punto, cosa può fare un cattolico contro la gnosi
omosessualista?
Prendere in mano la Bibbia e riflettere sulla natura. Dio ci ha creato
e continua a crearci maschi o femmine.
Il sesso serve a trasmettere la vita e al consolidamento della coppia
eterosessuale nel matrimonio. Solo così lo si usa legittimamente.
Leggiamo due testi illuminanti di San Paolo e molto attuali.
Nella Lettera ai Romani l’apostolo delle genti scrive: “Infatti l’ira
di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di
uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio
si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a
loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna
potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del
mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun
motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno
glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani
ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si
dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la
gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo
corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha
abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da
disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità
di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché
il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. Per questo Dio li ha
abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato
i rapporti naturali in quelli contro natura. Similmente anche i
maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi
di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi
maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta
al loro traviamento. E poiché non ritennero di dover conoscere Dio
adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata
ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia,
di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio,
di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di
Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai
genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur
conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose
meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le
fa” (Rom 1,18-32).
Nella Prima Lettera a Timoteo San Paolo scrive: “Lo Spirito dice
apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla
fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche, a
causa dell’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro
coscienza: gente che vieta il matrimonio e impone di astenersi da
alcuni cibi, che Dio ha creato perché i fedeli, e quanti conoscono la
verità, li mangino rendendo grazie. Infatti ogni creazione di Dio è
buona e nulla va rifiutato, se lo si prende con animo grato, perché
esso viene reso santo dalla parola di Dio e dalla preghiera” (1Tim
4,1-5).

Il ddl Zan punisca con pena doppia i casi di “auto-omofobia”…

 

Di Matteo Castagna 

Angelo Amato (61 anni) e Andrea Gardoni (25 anni) sono una coppia omosessuale convivente a Stallavena, frazione di Grezzana, in provincia di Verona.

Due anni fa, a seguito degli strascichi polemici sul Congresso Mondiale delle Famiglie, svoltosi con gran clamore e successo alla Gran Guardia della città di Romeo e Giulietta, i due vennero sbeffeggiati da un gruppetto di giovani perché passeggiavano, mano nella mano, proprio nei pressi di Piazza Bra. Il giovane ricevette anche una sberla. Era l’11 agosto 2018.

Si gonfiò la grancassa mediatica e le sinistre gridarono alla vile aggressione omofoba da parte di un branco di estremisti di destra. Ah, se ci fosse stata in vigore la legge Zan! Per quei fascistacci si sarebbero aperte le porte del carcere e l’aggressione avrebbe avuto l’aggravante dell’odio di genere.

La coppia, vicina al Circolo omosessualista Pink di Verona, denunciò, poi, scritte calunniose vicino a casa e un attentato con benzina, tanto da issare una protezione attorno all’abitazione, a tutela dell’incolumità messa a dura prova, in quella città nera, ebbra della discriminazione fomentata da anni di Rosari riparatori, da parte dei cattolici tradizionalisti.

A due anni di distanza, la procura scaligera ha indagato i due omosex per il reato di simulazione, sostenendo che le scritte se le sarebbero fatte da soli. Le indagini hanno provato che il gruppetto di giovani era totalmente estraneo a qualsiasi gruppo politico, ma che aveva bevuto qualche bottiglia di Montenegro. L’aggressore se l’è cavata con 400 euro di multa per la sberla.

Per la presunta aggressione con taniche di benzina le indagini non sono concluse ma il “mucchio selvaggio” è stato escluso da responsabilità dagli investigatori.

Il Comune di Grezzana, dopo più inviti a rimuovere le recinzioni abusive caduti nel vuoto, ha provveduto alla rimozione d’ufficio, coi suoi operai. Perché, pare che non esistano categorie protette dal reato di abuso edilizio, sempre che, al Senato, qualcuno non ne chiederà l’inclusione all’interno del ddl Zan.

A molti veronesi è tornato in mente il caso di Luis Marsiglia, di origini ebraiche, che negli anni 90′ finse un’aggressione da parte dei naziskin, che, invece, si era procurato da solo per continuare a fare il professore di religione senza averne i titoli.

Ad altri sono venute in mente le tante mistificazioni e accuse infondate che la splendida Verona riceve da troppo tempo, da parte di giornalisti e magistrati buontemponi, tutti ideologicamente schierati da una certa parte politica, che oggi festeggia per la presunta elezione di Joe Biden a Presidente degli Stati Uniti.

Altri veronesi si interrogano già sugli effetti incredibili e devastanti che il ddl Zan, che punisce l’omotransfobia, potrebbe creare a degli innocenti, lasciati in balia di certa magistratura. Altri, i più peperoni, chiedono al Pd e al M5S di accogliere una ulteriore modifica al ddl, che punisca con pena doppia i casi di “auto-omofobia” per tutelare anche le specie umane non particolarmente protette da leggi ad hoc, che si sentono fragili, a causa di alcuni comportamenti d’odio ideologico arcobaleno che potrebbero rovinare loro la vita, senza alcun motivo.

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Il ddl Zan punisca con pena doppia i casi di “auto-omofobia”…

Italia in ginocchio e i giallorossi pensano all’omofobia

 

Mentre gli italiani vivono la situazione sanitaria, per colpa del governo, in un mix di confusione e terrorismo sanitario che li rende insicuri e senza più fiducia nel futuro, oggi l’Aula di Montecitorio in un’atmosfera a dir poco surreale discuteva e poi ha approvato la legge Zan. Un risultato scontato vista la furia ideologica che anima la sinistra e che è culminata in un giorno che non è esagerato definire di lutto per la libertà di espressione nel nostro Paese.

Quando la legge andrà in vigore non ci saranno, come è normale che sia in uno stato liberale, opinioni contrastanti che si confrontano nell’agone politico e civile, ma una opinione (quella per esempio di chi crede che un rapporto fra due persone che non siano un uomo e una donna non  può essere un matrimonio) che verrà considerata un arcaico residuo del passato con chi la professa che sarà sempre a rischio di essere denunciato grazie all’introduzione del più assurdo dei reati: quello di omotransfobia.

A parte la stonatura etica direi, prima che politica, che si crea, da una parte, fra un popolo che si avvia alla fame con un governo incapace di governare e, dall’altra, un’aula che discute di un provvedimento che riguarda pochissimi italiani non eterosessuali già ampiamente tutelati dalle leggi vigenti, quello che fa paura è l’introduzione nelle scuole, previsto dalla legge, dello studio dell’ideologia gender. Cioè un vero e proprio indottrinamento. Chi scrive non crede ai complotti e né alle grandi regie, ma tanti episodi messi insieme delineano una strategia che magari inintenzionalmente va realizzandosi.

Se da un lato, l’ala più dura del governo predica la chiusura delle attività commerciali, stroncano ogni spirito vitale e rendendo di fatto i cittadini tutti dipendenti dallo Stato che può o non concederti, a sua discrezione e arbitrio, la paghetta “di cittadinanza” per campare; dall’altro, questo Stato ti dice come, per motivi “etici” e per il tuo stesso bene, tu debba pensare in un solo ed unico modo che ha definito per te. Se non è Orwell questo!

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Italia in ginocchio e i giallorossi pensano all’omofobia

“Se passa la legge Zan la persecuzione delle idee sarà assicurata”

 

L’Italia non attende e non attendeva una legge contro l’omotransfobia, tantomeno ora che sta vivendo l’emergenza Covid e una crisi economica senza precedenti. In un momento in cui molti padri di famiglia non possono neanche lavorare, il governo giallo-rosso adora il lusso e si batte per il superfluo, anzi l’inutile, perchè una legge contro la violenza già c’è e tutela tutti. È il segno dei tempi nefasti che stiamo vivendo” ha dichiarato Toni Brandi, Presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

“Uno degli orrori della proposta in discussione alla Camera è la previsione di una Giornata nazionale contro l’omotransfobia dove gli studenti saranno indottrinati senza possibilità di opporsi alla teoria gender. I genitori non potranno più invocare la loro libertà educativa perché gli insegnamenti saranno “legittimati” dalla nuova normativa. I loro figli saranno così “catechizzati” dalle associazioni LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuale, transessuale, transgender, queer, intersessuale, asessuale) su argomenti intimi e che non attengono l’educazione scolastica. Giù le mani dai bambini! Lotteremo per la libertà senza sosta e anche nelle scuole se ci sarà bisogno” ha aggiunto Jacopo Coghe, vice presidente della Onlus.

“Zan poi – ha aggiunto Coghe – non ripeta la bugia che sono fatte salve la libertà di espressione o di opinioni, tra l’altro contenute nell’art. 3 approvato l’altro giorno alla Camera, perché se considerate idonee dalla discrezionalità di un giudice o della polizia a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti, anche la prigione può essere dietro alla nostra porta”.

“Negli Uk nel 2008 veniva approvato il Criminal Justice and Immigration Act che rendeva penalmente perseguibile l’istigazione all’odio omofobico pur specificando, a garanzia della libertà di espressione, che l’odio sulla base dell’orientamento sessuale non poteva essere configurato dalla formulazione di opinioni critiche su determinate condotte o pratiche sessuali. Beh, ciò non ha evitato processi e arresti di numerosi pastori e sacerdoti come Mike Overd e Michael Stockwell, il Rev. Josh Williamson, il cristiano evangelico Tony Miano, il predicatore Robbie Hughes. Se la clausola di salvaguardia nel Regno Unito, formulata molto meglio che nella pdl Zan, non ha evitato la repressione delle idee, tanto più sarà repressa la libertà di opinione in Italia, considerato che la clausola è scritta con i piedi? Lasciare alle autorità giudiziarie e di polizia un ampio margine di interpretazione su come applicare la legge non è affatto una garanzia di non punibilità” ha concluso Brandi.

 

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“Se passa la legge Zan la persecuzione delle idee sarà assicurata”

Bacio omosessuale in un cartone americano per bambini

Anche The Three Downstairs: Tales of Arcadia si aggiunge alla purtroppo ormai lunga lista di cartoni animati che ospitano personaggi e vicende omosessuali.

Un nuovo cartone animato dà spazio all’amore omosessuale: si chiama The Three Downstairs: Tales of Arcadia e viene trasmesso su Netflix nella sezione dedicata ai più piccoli.

A dare la notizia GospelPrime che offre brevi cenni sulla trama dell’episodio: temendo la distruzione dell’Arcadia High School ad opera di un meteorite, la giovane Shannon Longhannon teme di morire senza aver dato il primo bacio. È una ragazzina timida, introversa, sovrappeso, con gli occhiali; dando voce alle proprie paure viene avvicinata da una coetanea, anche lei vittima della medesima angoscia.

Così tra le due scattano dei baci che preludono probabilmente ad una futura storia d’amore, dal momento che la minaccia dell’asteroide viene detronizzata e la scuola è sana e salva.

Secondo il sito della CBR, l’episodio sarebbe frutto dell’interesse da parte della produzione di Guillermo del Toro & Co. verso la tematica dell’integrazione, sia per quanto riguarda l’argomento degli immigrati e dei rifugiati negli Stati Uniti ma anche per alcuni aspetti per cari alla comunità LGBTQ.

Da https://vocecontrocorrente.it/bacio-omosessuale-cartone-animato-bambini/

Film con Gesù Gay, giudice ordina la sospensione delle proiezioni

«È più appropriato e benefico concedere l’ingiunzione, non solo per la comunità cristiana ma per la società brasiliana prevalentemente cristiana, fino a quando i meriti dell’infrazione non saranno giudicati, usando la cautela del caso».

Così il giudice Benedicto Abicair dello Stato di Rio de Janeiro, a proposito del film L’ultima tentazione di Cristo, presente sulla piattaforma Netflix e con protagonista un Gesù omosessuale (e non solo). In pratica, è stata ordinata la sospensione della proiezione del film ideato dal gruppo ‘comico’ Porta dos Fundos.

Il giudice ha aggiunto: «La mia valutazione, a questo punto, è che le conseguenze della diffusione e dell’esposizione del film abbiano maggiori probabilità di causare danni più gravi e irreparabili rispetto alla sua sospensione».

Per il giudice c’è stato un conflitto tra «da un lato, il diritto alla libertà di espressione artistica come corollario della libertà di espressione e di pensiero, e dall’altro, il diritto alla libertà religiosa e alla protezione dei luoghi di culto e delle loro liturgie incarnate nel sentimento religioso».

Abicair ha preso questa decisione per calmare gli animi in attesa del prossimo processo. Di sicuro, una saggia scelta.

LEGGI ANCHE: Film con Gesù gay, bomba molotov contro gli autori ‘Porta Fundos’.

Da https://vocecontrocorrente.it/gesu-gay-sospensione-proiezioni/

Vi scrivo da giornalista l’incontro mondiale delle famiglie a Dublino

Anche in questo caso, invitiamo il lettore a cogliere il vulnus dell’articolo e le riflessioni, che sono interessanti e condivisibili, in gran parte, tralasciando il sedeplenismo dell’autrice, comunque arguta nell’analisi.

Segnalazione di Redazione BastaBugie

La situazione è grave se anche nella Chiesa (conciliare, n.d.r.) la lobby gay riesce a dettare l’agenda così spudoratamente
di Costanza Miriano

(LETTURA AUTOMATICA)

L’articolo di James Martin nel suo miglior travestimento – la vittima – mi costringe a fare qualche riflessione su questa dolorosissima vicenda degli abusi di McCarrick: il sacerdote gesuita, sempre più esplicito nella sua militanza omosessualista, lamenta la caccia alle streghe contro i sacerdoti “gay” in un articolo ritwittato da Spadaro, che peraltro supponevo “fedelissimo” di quel Papa che dice che gli omosessuali in seminario al minimo sospetto manco ci devono entrare. Purtroppo la lamentela e il vittimismo sono i cavalli di battaglia dei militanti (non a caso un tratto più spesso femminile che maschile della personalità). A forza di lamentarsi e di fare le vittime, a forza di parlare di discriminazione e non accoglienza, le persone omosessuali hanno al contrario con estrema aggressività e violenza ideologica imposto la loro agenda a tutti i livelli.

NON CHIEDONO DI NON ESSERE DISCRIMINATI, VOGLIONO COMANDARE
Prima ci sono riusciti con diversi governi, imponendo il loro ruolino di marcia, bloccando parlamenti per mesi, tradendo le priorità della realtà, inventando un mondo in cui le persone omosessuali sono vittime di cattiverie e violenze quotidiane ed è urgentissimo in nome dei diritti civili occuparsi di questo, più urgente della povertà, della scuola, della disoccupazione. Perché come dice Bret Easton Ellis, loro non chiedono di non essere discriminati, loro vogliono comandare. Un’agenda presumibilmente dettata da una regia che non so decriptare, ma i cui effetti sono lampanti (come altrimenti spiegare, per esempio, le parole di commiato di Gentiloni, la sua eredità politica: “sono fiero di aver guidato un governo che ha fatto le dat, e di essere di un partito che ha fatto le unioni civili”?). Adesso lo stanno facendo – occupare il centro della scena oscurando il resto – nella Chiesa, con la conseguenza che in questo momento anche tanti uomini di fede santa e dottrina solidissima non hanno più il coraggio di dire sull’omosessualità la verità, cioè che è un disordine, e che i rapporti omosessuali sono un peccato. O magari la dicono, ma durante la giornata contro l’omofobia, dunque piegandosi ai diktat di un’agenda imposta alla Chiesa dall’esterno, e totalmente non reale rispetto alle vere necessità dei fedeli (io ho bisogno di qualcuno che mi ricordi che il mio problema sono io, non gli altri che mi trattano male).
Come al solito la Chiesa arriva a saldi finiti, e mentre i preti omosessuali sono consultori di Dicasteri, fanno corsi per insegnare la fedeltà omosessuale, e poi su su salendo di grado fanno carriera e gestiscono immobili e soldi e porpore cardinalizie, dettano la scaletta dei giornali, la Chiesa sembra ancora credere alla bufala della sofferenza di coloro che non si sentono accettati. Magari alcuni ci credono sinceramente, ma perché non conoscono la realtà. Le persone con attrazione verso lo stesso sesso soffrono perché soffrono, non perché non accettati, cosa peraltro sempre più falsa (sto ancora aspettando che ci raccontino una storia vera su questo, di qualcuno maltrattato nella Chiesa per la sua inclinazione). Il magistero è rimasta la loro unica speranza di uscire dalla loro sofferenza, che non passa se tutti fanno pat pat sulla spalla. Non passa finché non viene affrontata.

PSICHIATRIA, LA PAROLA CENSURATA
Il Papa lo ha accennato in aereo, da piccoli si può intervenire con la psichiatria. Lui poi ha aggiunto “intorno ai venti anni non più”, ma io conosco persone che hanno affrontato e vinto questa battaglia anche molto dopo i venti anni, perché hanno avuto al loro fianco qualcuno che ha detto loro la verità. Un cattolico. Perché il lavoro medico da solo non basta, serve anche quello spirituale.
La Sala Stampa nel bollettino ufficiale ha poi corretto l’affermazione, scrivendo “si possono fare tante cose” e togliendo la parola psichiatra. L’instancabile Martin arrampicandosi sugli specchi si è affrettato a spiegarci che il Papa intendeva dire che lo psichiatra serve ai bambini perché si sentono discriminati. Dopo i venti anni, allora, caro Martin, non c’è più discriminazione? Allora tutta la storia dell’omofobia dunque è falsa? Scegli. O ammetti che il Papa ha detto quello che ha detto – psichiatra, c’è la registrazione – proprio perché intendeva parlare di cura o ammetti che l’omofobia non esiste e quindi come dici tu non serve più lo psichiatra che serviva da bambini.
Non so perché questa correzione, e non so perché tutto questo avvenga, non sono brava con le trame. Forse il Papa nel mea culpa per gli abusi in Pennsylvania non ha nominato la parola omosessualità proprio per non offendere, non far sentire nessuno non accolto, per non gettare sale nella ferita dell’omosessualità che già fa male da sola. Forse voleva solo parlare degli abusi e non della piaga della Chiesa, perché non tutti gli omosessuali, certo, commettono abusi, e voleva evitare il rischio dell’identificazione dei due fenomeni. Certo, non tutti gli omosessuali commettono abusi, ma la stragrande maggioranza degli abusi è compiuta da omosessuali. E la pratica omosessuale tra preti adulti consenzienti è un abominio, indipendentemente dal consenso. E’ un abominio prima di tutto per chi la compie e un padre di quei sacerdoti deve condannarla, per il bene loro e della loro anima, per la loro salvezza eterna e per la loro vita qui. Se, come noi crediamo e annunciamo, l’omosessualità è un disordine, questo influisce su tutta la vita del sacerdote. Noi non siamo maschio o femmina solo a letto, lo siamo nel modo di guardare al mondo, nei giudizi, nell’affettività, nel modo di amare gli altri. Al sacerdote è richiesta una virilità persino superiore di quella che è richiesta a un laico, a uno sposato. Il sacerdote in confessionale ha bisogno di un sacco di testosterone. E anche nel suo darsi e morire per i fedeli come Gesù realizza la chiamata a essere profondamente uomo. Un sacerdote omosessuale che non combatte la propria inclinazione non può essere un buon sacerdote, e la Chiesa non deve avere paura di dirlo, e infatti il Papa lo dice: non devono neanche entrare in seminario. Non è che gli omosessuali non siano virili, è che si sentono feriti nella loro virilità, e vanno aiutati a tornare fieri di essere veri uomini, qualunque ferita abbiano subito. La vera accoglienza è dire la verità con dolcezza.

PERCHÉ TUTTA QUESTA CAUTELA?
Siamo tutti in un cammino di costante conversione. Siamo tutti peccatori e tutti ci confrontiamo con un disordine (magari uno solo!). I nostri disordini ci impediscono di essere uniti al Signore e di vivere in modo fecondo e ordinato la nostra vita. Quando per esempio si vive in una situazione di adulterio, tutta la vita entra in una sorta di schizofrenia, e non si riesce a fare nulla delle cose normali con il cuore indiviso. Tutta la vita diventa adultera, perché l’affettività è il nostro centro, e la Chiesa la custodisce con grande sapienza. Per questo il sesto comandamento, per questo Humanae Vitae, per questo l’indissolubilità.
Non so perché tutta questa cautela, ma se è per non allontanare nessuno, per far sentire tutti accolti, per non essere divisivi, forse vale la pena guardare cosa è successo a tutti i governi gayfriendly negli ultimi tempi. Sono stati quasi tutti cancellati, travolti, spariti. Una esilissima minoranza ha vinto risucchiando la scena, la maggioranza non l’ha sentita come una priorità, e ha votato di conseguenza. Comunque la si pensi, ciò che è chiaro nella percezione comune è che la causa omosessualista non può imporsi in questo modo ideologico e falso. Quindi, se l’obiettivo sono i consensi, mi pare che nella Chiesa stia un po’ succedendo quello che è successo negli scenari politici di molti paesi: Hollande, Cameron, Renzi, Zapatero, Hillary Clinton avevano tutti i media a favore, ma la percezione comune era molto lontana dalla loro narrazione imposta dall’alto. Nella Chiesa non si vota, e i suoi veri figli rimarranno amanti di questa madre per quanto sporche possano essere le sue vesti. Però tanti stanno attraversando uno smarrimento e una sofferenza: tante parole chiarissime e buone sono state dette, ma forse qualche gesto ha creato confusione.
Perché per esempio al posto di Martin a Dublino non è andato a parlare Fr. Mike Schmitz che ha scritto un meraviglioso libro sull’attrazione verso lo stesso, pieno di intelligenza e comprensione e delicatezza, ma in linea con il magistero? E’ lo stesso sacerdote che tiene corsi agli uomini sulla virilità, su come essere veri uomini cristiani, e che è amatissimo e seguitissimo, che sa infiammare i cuori con l’orgoglio di appartenere a Cristo, senza però mai attaccare nessuno. In più, come bonus, ha fatto anche due Ironman. Per me molti sacerdoti sono supereroi, ma se nuotano per 4 chilometri, pedalano per 180 e poi corrono una maratona, be’, lo sono anche di più.

Nota di BastaBugie: Lupo Glori nell’articolo seguente dal titolo “Non solo padre Martin, da Dublino indicazioni per una nuova pastorale LGBT” parla di ciò che è emerso dal recente incontro mondiale delle famiglie a Dublino… e non c’è da stare allegri.
Ecco l’articolo completo pubblicato su Corrispondenza Romana il 29 agosto 2018: Continua a leggere

Buone notizie contro Gay Pride, dittatura omosex, “nozze” sodomite

Segnalazione Redazione BastaBugie
Notizie dal mondo gay (un po’ abbattuto e sempre meno gaio): niente patrocinio ai Gay Pride per Trento, Genova e Lombardia, Bermuda controcorrente abroga le nozze gay, Corte Suprema Usa dichiara che un pasticciere può rifiutarsi di fare torta per ”nozze” gay
da Il Giornale

(LETTURA AUTOMATICA)

Niente patrocinio al Gay Pride, è una manifestazione divisiva e pertanto non va sostenuta.
Il governatore Attilio Fontana non intende concedere il logo regionale alla sfilata arcobaleno in programma il 30 giugno a Milano, lo ha confermato in un’intervista pubblicata ieri dal sito Lettera43.
É la linea che ha seguito peraltro anche a Varese, dove è stato sindaco per due mandati. «Io sono eterosessuale, ma non è che faccio una manifestazione per accreditare la mia eterosessualità. Le scelte in questo campo devono rimanere personali, sbandierarle è sbagliato. Il Gay Pride è divisiva e quando le manifestazioni sono divisive non sono mai da sostenere». Intende invece confermare la scelta dell’ex presidente Roberto Maroni che alla vigilia del corteo contro la legge sulle unioni civili (il ddl Cirinnà) nel 2016 illuminò il Pirellone con la scritta «Family Day».
«Lo rifaremo – assicura Fontana -, quella non è una scelta divisiva, è una scelta politica. Tutti riconoscono il valore della famiglia. È nella Costituzione, è uno dei fondamenti della nostra civiltà ed è uno dei principali punti di riferimento del programma dell’amministrazione precedente e di questa». Parole che fanno infuriare la Pd Monica Cirinnà firmataria del decreto sulle unioni civili: «Lombardia nel Medioevo dei diritti grazie a Fontana. E questa sarebbe la parte più progredita del Paese?». Applausi al governatore leghista dagli esponenti del centrodestra, si ribellano la sinistra e le associazioni gay. Ed è continuato anche ieri il botta a risposta a distanza tra Fontana e il sindaco sul tema profughi. Il presidente ha precisato che l’ipotesi di premi a Comuni che non accolgono per ora «è una proposta dell’assessore De Corato, la valuteremo. Ma con Sala la pensiamo in maniera diametralmente opposta». […] Continua a leggere