Unicredit, Enel e tutte le altre: come stanno le aziende italiane? Ecco i loro conti

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di Giulio Visigalli

Unicredit

Ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con risultati record per quanto riguarda utile netto, ricavi e costi. Se si esclude l’impatto della Russia, l’istituto di Piazza Gae Aulenti ha registrato un utile netto di 1,2 miliardi. Nel corso del primo trimestre, il gruppo guidato da Andrea Orcel ha contabilizzato rettifiche su crediti per 1,3 miliardi di euro, quasi interamente verso la Russia. Se si considera la Russia l’utile sarebbe pari a 247 milioni, in calo del 62,4% rispetto al trimestre precedente e in ribasso del 70,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tenaris

Nel primo trimestre 2022 i ricavi di Tenaris si sono attestati a 2,38 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto agli 1,18 miliardi di dollari realizzati nello stesso periodo del 2021. Il principale fattore che ha permesso al fatturato di Tenaris di balzare in avanti a tal punto è da attribuirsi all’aumento dei prezzi delle tubazioni Oil Country Tubular Goods nelle Americhe. Il risultato operativo di Tenaris alla fine del primo trimestre 2022 è stato pari a 484,25 milioni di dollari, nettamente al di sopra dei 51,59 milioni del primo trimestredel 2021. Di conseguenza l’utile di Tenaris si è attestato a 502,77 milioni di dollari, in forte rialzo rispetto ai 106,35 milioni che sono stati contabilizzati nei primi tre mesi del 2021.

Saipem

La società ha chiuso i primi tre mesi con ricavi in aumento del 20% a quota 1,94 miliardi di euro ed un Ebitda che è passato da 88 a 145 milioni di euro. +11,8% nel giorno dopo la pubblicazione conti

Eni

Il Cane a sei zampe ha registrato un forte miglioramento dei ricavi e della redditività. Eni ha chiuso i primi tre mesi del 2022 con ricavi della gestione caratteristica pari a 32,13 miliardi di euro, con un aumento vertiginoso del 122% rispetto ai 14,49 miliardi realizzati nel primo trimestre dell’anno precedente. L’utile operativo adjusted si è attestato a quota 5,19 miliari di euro, in forte aumento rispetto agli 1,32 miliardi ottenuti nei primi tre mesi dell’esercizio precedente. Infine, Il risultato netto è stato positivo per 3,58 miliardi di euro.

Campari

Periodo chiuso con ricavi e redditività in forte miglioramento. Campari ha chiuso lo scorso trimestre con ricavi netti per 534,8 milioni di euro, con un incremento del 34,4% rispetto ai 397,9 milioni ottenuti nei primi tre mesi del 2021. In forte rialzo anche il margine operativo lordo rettificato, che è salito da 87,6 milioni a 134,7 milioni di euro (+53,7%). Molto positivo anche l’utile ante imposte che si è attestato a 107 milioni di euro (+65,1%).

Enel

Con la spesa per l’energia in forte rialzo, la trimestrale di Enel non può che essere stata molto robusta. Enel ha chiuso il primo trimestre 2022 con una forte progressione sia dei ricavi che dell’utile. In particolare, il fatturato di Enel al 31 marzo 2022 è salito dai 18,49 miliardi di un anno fa a quota 34,96 miliardi di euro, con un aumento del +89,1%. L’utile netto si è attestato a quota 1,44 miliardi di euro in rialzo rispetto ai 1,21 miliardi di euro dello stesso periodo 2021. La progressione dell’utile netto di Enel su base annua è stata del +18,9%.

Moncler

Ha chiuso il periodo con ricavi pari a 589,86 milioni di euro, con un aumento del +61% rispetto ai 365,46 milioni ottenuti nei primi tre mesi dello scorso anno. I vertici del gruppo hanno precisato che i risultati includono ricavi del marchio Moncler pari a 473,4 milioni di euro e quelli del marchio Stone Island pari a 116,5 milioni. Rispetto al primo trimestre del 2019 il fatturato di Moncler ha registrato (a cambi costanti) un balzo del 58%.

Ferrari

Soddisfano i conti del primo trimestre 2022. La società ha registrato utile e ricavi in crescita, nonostante lo scenario globale incerto. I risultati di inizio 2022 sono stati giudicati “eccellenti” dall’ad Benedetto Vigna. I principali guadagni sono aumentati del 12% nel primo trimestre 2022 poiché la domanda per le sue auto sportive è rimasta forte nonostante le turbolenze politiche globali. L’utile rettificato (EBITDA) è stato di 423 milioni di euro nel periodo gennaio-marzo, aiutato dalla raccolta di anticipi sulla Daytona SP3, uno degli ultimi modelli Ferrari. Crescono del +12% rispetto allo stesso periodo 2021 le consegne di veicoli pari a 3.251 unità. I ricavi netti si sono attestati a 1,186 miliardi di euro, in aumento del +17,3% rispetto al 2021. Bene anche l’utile netto pari a 239 milioni di euro, con una crescita del +16% sul 2021.

STM

Primo periodo del 2022 chiuso con un aumento dei ricavi e della marginalità, con dei risultati migliori rispetto alle stime del management. I ricavi si sono attestati a 3,55 miliardi di dollari, con un aumento del 17,6% rispetto ai 3,02 miliardi realizzati nello stesso periodo del 2021. La crescita dei ricavi si può attribuire alle maggiori vendite nette in tutti i gruppi di prodotto ad eccezione del sotto-gruppo Imaging. L’utile netto si è attestato a 747 milioni di dollari, con un aumento del + 105% rispetto ai 364 milioni dello stesso periodo del 2021.

CNH

Ha chiuso il primo trimestre 2022 con un Ebit adjusted dalla attività industriali in crescita del +9% a quota 429 mln$, battendo le stime degli analisti ferme a 391 mln di dollari. Sale del 15% il fatturato netto delle attività industriali rispetto allo scorso anno ora pari a 4,2 Mld$ grazie ai migliori prezzi di vendita.

Stellantis

Il colosso dell’auto ha chiuso i primi tre mesi del 2022 con ricavi netti per 41,5 miliardi di euro, con un aumento del +12% rispetto ai 37 miliardi realizzati nel primo trimestre del 2021. Le consegne complessive consolidate si sono attestate a 1,37 milioni di unità (-12% rispetto al primo trimestre 2021), questo a causa della mancata evasione di ordini per l’approvvigionamento di semiconduttori. Nel frattempo, le immatricolazioni di nuove auto in Italia sono calate di circa il 33% circa ad aprile con il gruppo Stellantis che ha registrato una flessione del 41% delle immatricolazioni.

Telecom

I ricavi da servizi del Gruppo si sono attestati a 3,4 miliardi di euro (-2,5% YoY), in linea con la guidance, questo per effetto del mutato contesto nel mercato domestico che l’anno scorso beneficiava del piano voucher per le famiglie, oltre che della maggiore richiesta di connettività derivante dalla pandemia. Il primo trimestre, pertanto, pur essendo caratterizzato da un andamento dei risultati e del business in sostanziale continuità con il trend già evidenziato nell’ultima parte 2021, segna un momento di discontinuità nella gestione del Gruppo. Si è registrato un indebitamento finanziario netto pari a 22,6 miliardi di euro, in aumento di 1,5 miliardi di euro YoY e di 0,5 miliardi rispetto al 31 dicembre 2021. L’Equity free cash flow è positivo per 123 milioni di euro su base after lease (301 milioni di euro l’equity free cash flow). Sorprende il Business in Brasile.

Banca MPS

Ha chiuso il primo trimestre del 2022 con un utile di 9,7 milioni di euro, si tratta di una flessione del 91,9% rispetto ai 119,3 milioni del primo trimestre 2021. Monte dei Paschi di Siena non ha esposizioni in Russia e ha confermato le trattative tra il Tesoro (maggiore azionista) con l’Unione europea per la proroga della presenza dello Stato nel suo capitale (ormai scaduta a fine 2021). I ricavi sono stati pari a 783 milioni di euro e si collocano al di sopra delle aspettative per 758 milioni degli analisti, ma sono in calo del 4,6% anno su anno. La banca, in mano allo Stato per il 64%, presenterà il prossimo 23 giugno il nuovo piano industriale, sotto la guida del ceo Luigi Lovaglio.

Banco BPM

Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha realizzato un utile netto pari a 178 milioni di euro, in crescita del 77,6% su base annua e molto al di sopra delle attese degli analisti. Nei primi tre mesi del 2022 i ricavi si sono attestati a quota 1.186 milioni di euro, con un aumento del +9,1% rispetto all’ultimo trimestre del 2021 e +5,2% su anno. Se il primo trimestre è andato bene, si prevede altrettanto per l’intero 2022 “Salvo ulteriori peggioramenti di scenario”. Gli analisti prevedono qualche problema nel secondo trimestre 2022 per il margine di interesse, questo a causa del minor contributo derivante dalla fine dei prestiti agevolati della Bce, che però potrà avvantaggiarsi del rialzo dei tassi.

Leonardo

Risultato netto di 74 milioni di euro in forte crescita rispetto alla perdita di 2 milioni registrata nell’analogo periodo del 2021. I ricavi si sono attestati a 3.006 milioni di euro, mostrando una crescita di circa l’8% “fortemente influenzata dalla performance degli elicotteri e dai maggiori volumi di produzione della divisione velivoli”. In rialzo sia l’Ebita, pari a 132 milioni (+39%), sia l’Ebit, pari a 123 milioni. Il free operating cash flow (Focf) è stato negativo per 1.080 milioni, ma ha presentato un significativo miglioramento (24%) rispetto al primo trimestre del 2021. Confermata la guidance per l’intero 2022 che prevede ricavi per 14,5-15 miliardi e una redditività in aumento con un Ebita compreso tra 1.180-1.220 milioni a fine esercizio.

Inwit

Forte crescita del +9,1% dei ricavi rispetto all’anno precedente, grazie alla crescita delle ospitalità contrattualizzate nei mesi precedenti. I ricavi si attestano a 207,0 milioni di euro, in aumento del +8,8%.  rispetto allo stesso periodo 2021 quando si erano attestate a 190,2 milioni di euro. L’EBITDA è stato pari a 188,1 milioni di euro, con un aumento del +8,7% rispetto al primo trimestre 2021. L’utile netto è pari a 68,1 milioni di euro, +56,6% rispetto allo stesso periodo 2021, grazie anche al beneficio fiscale derivante dall’operazione di riallineamento fiscale dell’avviamento.

Giulio Visigalli, 6 maggio 2022

Fonte: https://www.nicolaporro.it/economia-finanza/economia/unicredit-enel-e-tutte-le-altre-come-stanno-le-aziende-italiane-ecco-i-loro-conti/

Pil Italia, economia italiana in rosso (-0,2%) nel primo trimestre 2022

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di Massimiliano Volpe

Brusca battuta d’arresto per l’economia italiana nel corso dei primi tre mesi del 2022. Secondo quanto appena reso noto dall’Istat il Pil ha registrato una flessione dello 0,2%, un dato migliore comunque delle attese degli analisti ferme al -0,8%. Su base annua l’economia italiana registra invece un progresso del 5,8%. Nel trimestre precedente la crescita si era attestata allo 0,6 per cento.

Secondo l’Istat la variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, di una riduzione in quello dei servizi e di una stazionarietà nell’industria. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta.

Da registrare che anche gli Usa l’economia ha registrato una frenata nei primi tre mesi dell’anno. Secondo le prime stime del Bureau of Economic Analysis il Pil è diminuito ad un tasso annuo dell’1,4% nel primo trimestre 2022 rispetto al +6,9% del quarto trimestre al +1,1% previsto dagli economisti.

Italia in recessione?

L’allarme sull’andamento della congiuntura era arrivato nei giorni scorsi da Confindustria.  In uno scenario in cui “la durata della guerra è una variabile cruciale”, e ipotizzando che da luglio finisca o si riducano incertezza e tensioni, il Centro studi di Confindustria stima una crescita del Pil 2022 tagliata a +1,9% “con un’ampia revisione al ribasso (-2,2 punti)” rispetto alle stime dello scorso ottobre “quando tutti i previsori erano concordi su un +4%”.

“Anche nello scenario meno complicato i numeri che sono usciti dal rapporto spaventano, spaventano in maniera molto forte”, sottolinea il leader degli industriali, Carlo Bonomi.

Considerando il +2,3% di crescita acquisita per “l’ottimo rimbalzo dell’anno scorso” l’Italia “entrerebbe così in una recessione tecnica seppur di dimensioni limitate”. Il ritorno a livelli pre-Covid “slitta dal secondo trimestre di quest’anno al primo del prossimo”. Nello scenario di previsione “nella prima metà del 2022, quando si dispiegheranno pienamente gli effetti negativi della guerra, l’economia italiana” entrerebbe “in una ‘recessione tecnica’ con un calo di -0,2% e di -0,5% nei primi due trimestri”.

Fonte: Wall Street Italia

L’imposta patrimoniale sarà lo strumento per i finti sgravi fiscali

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La politica economica italiana, o meglio quel poco che ne rimane dopo che tutto è stato vincolato ai diktat dei Trattai Europei e di Bruxelles, ancora attivi, ma sospesi, sta per arrivare al proprio Redde Rationem, quello che separerà una situazione alla “Monti 2011” da una vera politica espansiva, pur nel rispetto dell’equilibrio di bilancio.

Allo stato attuale il fantasma montiano, quello dell’austerità, che si traduce in un impoverimento forzato di larga parte della popolazione, sembra prevalente. Su La verità Giorgio Spaziani testa, presidente di Confedilizia, lancia un chiaro allarme sulla revisione del catasto:  “La legge delega del governo è così vaga da aprire la strada ad una stangata”. nello steso tempo daniele Franco ha posto il pareggio di bilancio primario come obiettivo per il 2024. Questo significa che i pochissimi, 7 miliardi di sgravio fiscale promessi da Draghi, meno dell1% delle entrate, e che poi verranno  divisi in più rivoli, andranno compensati immediatamente da maggiori entrate. Quali ? beh  il governo, con la delega  fiscale sul catasto, manda un segnale inequivocabile: con una forma di tassazione patrimoniale sulla casa. Oppure con tagli allo stato sociale. Abbiamo già parlato dell’oggettivo tagli negli assegni di invalidità, legato all’introduzione del requisito del “Reddito zero” per poterne usufruire. La discussione su “Quota 102” o “Quota 104 ” non sono che un sistema ulteriore per rinviare l’età pensionabile, proprio in un momento in cui l’aspettativa di vita, con il covid-19 e le sue conseguenze sul sistema sanitario, si sta riducendo.

Attenzione che l’ipotesi di equivalenza fra tagli nelle uscite ed aumento delle entrate risulta sin ottimistica. Il governo si troverà ad affrontare due ulteriori problemi:

  • la crisi stagflazionistica che verrà a incidere pesantemente sui consumi, quindi sui redditi e sulla capacità fiscale del governo. Si tratta di un fattore evidente che avrà un grosso peso politico e sociale;
  • le spinte per la “Riforma-non riforma” del Patto di Stabilità, che vede i due paesi cardine, più un po’ di accoliti nordici, poco inclini a fare concessioni verso l’Italia. anzi oggi torna avanti il MES e il suo intervento, solo leggermente rimodulato, che, come nella versione precedente, preveda la riduzione del debito a colpi del 5% di avanzo primario all’anno o , in alternativa, l’intervento del MES nel caso di “Debito non sostenibile”. Una colossale trappola precisamente dedicata al nostro paese…

Quindi sia la finanziaria sia la trattativa europea si annunciano complesse e lasciano prevedere delle nubi minacciose all’orizzonte. Il governo Draghi era nato anche per tutelare meglio l’Italia in sede europea, ma, per ora, non si vedono passi avanti particolari rispetto alle gestioni precedenti.

Fonte: https://scenarieconomici.it/limposta-patrimoniale-sara-lo-strumento-per-i-finti-sgravi-fiscali/

 

Bagnai: attenzione che dopo questo “Trionfo” arriveranno i forconi

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Il governo trionfa, ma nel trionfo ci sono sempre i segni della decadenza. In questo complesso e un po’ disturbato intervento di Alberto Bagnai il Professore parla del Recovery Fund e soprattutto dell’assurdo clima di trionfo che accompagna una serie di misure francamente facilmente contestabili, nei contenuti e negli effetti previsti.

In realtà, nonostante le pressioni esterne, il professore sembra calmissimo nelle proprie affermazioni  anche perchè le conseguenze di questo clima vittorioso sono facilmente prevedibili: una colossale, enorme , delusione quando ci si renderà conto che il “Recovery fund” non evita i fallimenti e non aiuta nella crescita. A quel punto saranno spazzati via, coi forconi, a partire dai politici, per arrivare ai giornalisti.

Buon ascolto.

 

Fonte: https://scenarieconomici.it/bagnai-attenzione-che-dopo-questo-trionfo-arriveranno-i-forconi/

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