Al bambino servono mamma e papà, lo riconosce anche l’IA!
di Francesca Romana Poleggi* (sul sito di ProVita del 14/08/2025)
di Francesca Romana Poleggi* (sul sito di ProVita del 14/08/2025)
A cura del Circolo Christus Rex-Traditio
Come ogni anno, il mese di Giugno, dedicato al Sacro Cuore di Gesù, viene profanato dalle oscene sfilate, spesso blasfeme, dei cosiddetti Gay Pride. Per una mezza giornata, le città si trasformano in Sodoma e Gomorra. Accadrà a Roma, accadrà Domenica 16 Giugno a Verona. Oltre al consueto Rosario di riparazione per lo scandalo pubblico e per l’offesa a Dio, indetto per le ore 15.00, (Catechismo della Chiesa Cattolica: il “peccato impuro contro natura” è annoverato tra i Peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio) e addirittura per l’invito allo Stato a legittimarne i loro desideri immorali, parificandone le unioni al matrimonio e dando loro in adozione dei bambini, quest’anno, Sabato 15 Giugno alle 16.30 parteciperemo all’evento organizzato da Fortezza Europa presso la sua sede di Via S. Giuseppe 28/a (zona S. Zeno): “LA FAMIGLIA PRIMA DI TUTTO!” con l’autorevole relatore Avv. Gianfranco AMATO, Presidente dei Giuristi per la Vita e collaboratore del nostro Circolo Christus Rex.
Sarà l’anti-pride per antonomasia, in una città che non è cambiata, che appartiene a noi, nonostante questo transitorio periodo di fallimentare amministrazione di sinistra, che pensa più alle manifestazioni dell’orgoglio sodomita, e al gender che alle priorità dei cittadini. E nonostante il silenzio della Curia, in linea con le sacrileghe aperture di questi anni da parte del Vaticano occupato dai modernisti conciliari.
di Angelica La Rosa
L’UNIVERSITÀ DI VERONA E’ DA ANNI OSTAGGIO DELLA PROPAGANDA GENDER E DOMENICA 26/11 LO SARA’ ANCHE CON IL PATROCINIO DELL’AMMINISTRAZIONE TOMMASI; LA VERONA DELLA FAMIGLIA E DELLA TRADIZIONE LANCIA UN PRESIDIO DI PROTESTA DAVANTI ALLA SALA TOMMASOLI (LARGO ZANDONAI H 17)
Domenica 26 novembre la Sala civica “Tommasoli” ospiterà un convegno sui cosiddetti “diritti trans” organizzata dalle note sigle globaliste veronesi con l’intervento di Alessandro Zan e patrocinato dall’amministrazione Tommasi.
Dall’adesione alla rete RE.A.DY. per intascare altri soldi dalla Regione, insieme al Centro di Ricerca sulle Teorie Sessuali, o meglio Centro di Propaganda Anti Famiglia Naturale “Politesse”, l’Università di Verona ospiterà solo l’ultima, in ordine di tempo, attività conferenziale pro LGBQIA+ con il patrocinio del Comune di Verona.
Ma sono anni che l’Ateneo veronese viene letteralmente usato come luogo di propaganda contro la Famiglia Naturale, come se l’attacco incondizionato alla prima ed unica cellula sociale possibile rappresenti una tranquilla variante sesso-culturale, quando invece è mero mezzo di livellamento e di lavaggio del cervello per studenti, loro famiglie e future generazioni che, in un futuro globalista iper sorvegliato, dovranno vivere ad uso e consumo di quel turbo capitalismo senza differenze, e quindi senza consapevolezza, sociale, etnica, politica e… sessuale.
Riguardo ai promotori e partecipanti all’evento, stendendo un velo pietoso sul Circolo Pink, vogliamo parlare di Alessandro Zan che vorrebbe in galera chi predilige la Famiglia Naturale? E di Jacopo Buffolo, prodotto perfetto del radicalismo chic veronese, comunista e pacifista a seconda dei casi? E del Centro di Ricerca sulle Teorie Sessuali “Politesse” che viene definito “mangia sovvenzioni”, come una qualsiasi cooperativa di accoglienza migranti?
Ma al di là dei singoli, la cosa peggiore è che ormai da anni l’Università di Verona, da luogo di studio, di cultura, di formazione e di consapevolezza sociale critica si è trasformata in una macchina di propaganda gender fluid ad uso e consumo di una minoranza sistematicamente odiatrice dell’Identità, dei valori tradizionali e religiosi e del concetto stesso di Famiglia naturale, discriminandola di fatto “al contrario”.
Per questo è stato organizzato per domenica pomeriggio a partire dalle ore 17 un presidio di protesta davanti alla sala che ospiterà questo convegno, senza simboli di partito e al quale tutti potranno aderire, sia come movimenti, sia come associazioni ma anche come singoli cittadini.
Aderiscono:
− Palmarino Zoccatelli, Comitato Veneto Indipendente;
− Roberto Bussinello, Avvocato;
− Vito Comencini, Ex Deputato;
− Stefano Valdegamberi, Consigliere Regionale Veneto;
− Luca Castellini, Vice Segr. Naz. Forza Nuova;
− Riccardo Zanini, Resp. Naz. Lotta Studentesca;
− Francesca Menin;
− Gloria Callarelli, Fahrenheit2022;
− Maurizio Ruggero, Comitato Pasque
− Prof. Davide Lovat di Vicenza, saggista
− Avv. Andrea Sartori, Portavoce Naz. Circolo Christus Rex – Traditio;
− Paolo Bellavite, già Professore di Patologia Generale a Verona, ricercatore indipendente da giugno 2021;
− Alberto Zelger, ex-candidato sindaco e membro del Comitato esecutivo del XIII World Congress of Families.
BY ELENA DORIAN · 22/03/2021
Potremmo definirlo un cliché, talmente tanti sono gli esempi che abbiamo a disposizione.
Dapprima c’è un evento di un certo tipo, che mette al centro un problema, vero o falso che sia, e dall’altra una proposta immediata di soluzione per risolvere quel problema. Nella soluzione si celano spesso degli scopi secondari, più o meno evidenti alla prima analisi.
E’ una delle dieci strategie della manipolazione, attribuita a Noam Chomsky. Si tratta della tecnica più utilizzate dal potere per imporre ciò che vuole, perché permette agli organi di informazione di creare quella pressione mediatica di cui il potere ha bisogno per approvare leggi e provvedimenti, superando gli ostacoli della logica e della razionalità.

Oggi è il caso della presunta aggressione omofoba avvenuta a fine febbraio e resa nota ieri, a distanza di quasi un mese, nel momento stesso in cui i media e la falsa sinistra incominciano a fare pressione per approvare il Disegno di Legge Zan.
Il caso in esame è questo:
https://www.ansa.it/io-e-il-mio-compagno-aggrediti-per-un-bacio
Viene riportato da tutti i media italiani, con grande risalto, tra cui Repubblica, La Stampa e Il Giornale. Si tratta di una aggressione, avvenuta contro un attivista gay e prontamente filmata da un altro ragazzo, amico dell’aggredito, che lo chiama per nome.
Non è la prima aggressione documentata in video, ce ne sono molte altre.
Il video, che è disponibile soltanto su YouTube o nel sito dell’associazione Gay che ha sollevato il caso. riporta un’aggressione avvenuta in una stazione della metropolitana di Roma, completamente deserta. Partecipano alla scena quattro persone, una che scappa immediatamente e sparisce dalla scena senza esser più inquadrata, l’aggredito, l’aggressore, una quarta persona che riprende in video, senza minimamente aiutare il ragazzo aggredito, nel mentre grida “Ehi ehi, che c’è, Gianpierre..:”
Non si capisce assolutamente nulla di ciò che è successo prima dell’aggressione, perché la scena parte prontamente dal momento in cui si vede l’aggressore.
Mi pongo queste domande. Se un vostro amico viene aggredito, voi cosa fate, impugnate il cellulare per riprendere il video poco prima dell’aggressione? e il terzo partecipante che scappa subito chi è?
Gli aggrediti hanno incassato la solidarietà di tutto il mondo politico, da Enrico Letta a Virginia Raggi, passando per Giorgia Meloni e il redivivo Alessandro Di Battista, ma non potevano mancare le Sardine, rappresentate da Mattia Santori.

Qual è il problema?
Le aggressioni e le discriminazioni contro gli omosessuali, i transgender e gli LGBTQ+ in generale.
Qual è la soluzione?
Una legge che punisca severamente questi crimini.
Quindi, se sei un’operaio dell’ex ILVA e qualcuno ti insulta e ti aggredisce per strada urlandoti contro perché sei un poveretto che suda tutta la vita per guadagnarsi il pane, e sei talmente stanco che non hai nemmeno la forza di reagire, devi far querela di parte ed aspettare che la legge faccia il suo corso. Di solito non arriva mai la giustizia, anche perché non hai i soldi per pagare un avvocato che presenti la querela e segua la pratica.
Se invece di un transgender o gay, la Magistratura deve agire d’ufficio, perché l’azione penale diventa un atto dovuto, non devi nemmeno andare da un avvocato, il tuo aggressore rischia multa e galera, verrà ridotto al lastrico, tu non sostieni alcuna spesa, le associazioni gay possono reclamare il diritto al risarcimento, altrettanto potranno fare il Comune in cui sei residente e chiunque si senta offeso da questa aggressione.
Quindi, un operaio che suda all’ILVA per mantenere la propria famiglia, che respira aria inquinata tutto il giorno e che subisce un’aggressione dovrà sudare sette camicie per far valere i suoi diritti. Un gay o un transgender potrà comodamente sederti sul divano ed aspettare che tutto l’ambaradan politico e mediatico si muova per distruggere l’aggressore e far valere i suoi diritti.
Chi è il discriminato?
Ma è tutto qui o c’è dell’altro?
No, certo che non è tutto qui. Questi sono solo specchietti per le allodole.

Il problema è cosa si intende per discriminazione contro gli omosessuali e gli LGBTQI+ in generale. Ad esempio, dire che la famiglia naturale è quella composta da un uomo e una donna è discriminazione verso il mondo transgender? Dire che sono una donna e mi piacciono gli uomini è una discriminazione verso gli LGBTQI+? Non avere mai avuto un presidente italiano gay è una discriminazione? Avere un parlamento senza Ministri gay è una discriminazione? Non permettere ad un cameriere uomo di truccarsi e vestirsi con la minigonna è discriminazione?
Intanto è già partito il tam tam mediatico: dobbiamo approvare il ddl Zan.
Dietro questo tam tam mediatico c’è sempre un altro obiettivo del potere globale apolide:
la destrutturazione e la divisione della società.
Non dimentichiamoci mai che è la finanza apolide quella che controlla la stampa e impone la propria agenda ai media e ai politici.
Questo tam tam non è un’eccezione. Lo potete constatare in tutti gli altri paesi occidentali. Ovunque è uguale. Stessa strategia, stessi video, stessi obiettivi.
E non è una coincidenza.
di Elena Dorian
Fonte: www.altreinfo.org
Dallas, (Texas), 28 ott – Un giudice del tribunale di Dallas (Texas) ha stabilito che un bambino può decidere autonomamente di cambiare sesso se presenta i sintomi della disforia di genere, ovvero il malessere percepito da un individuo che non si riconosce nel proprio sesso o nel genere assegnatogli alla nascita. Il padre, in questo caso, non solo non può fare niente per opporsi e anzi, secondo il giudice, se egli non accetterà la transizione sessuale del proprio bambino, gli sarà tolto l’affidamento della prole con l’obbligo di non interferire nell’iter di cambio sesso. E’ successo al texano Jeffrey Younger e suo figlio James, di 7 anni. Continua a leggere
Da Il primato nazionale
Segnalazione di Redazione BastaBugie
Ecco perché è utile leggere il libro ”La culla vuota della civiltà – All’origine della crisi” scritto dal ministro per la famiglia Lorenzo Fontana e l’economista Ettore Gotti Tedeschi (con prefazione di Matteo Salvini)Lo scopo del recente saggio La culla vuota della civiltà – All’origine della crisi (Gondolin, Verona 2018, con prefazione di Matteo Salvini) di cui sono autori, l’attuale ministro per la famiglia Lorenzo Fontana e l’economista Ettore Gotti Tedeschi, è la dimostrazione del collegamento diretto fra incremento della natalità, tutela e incoraggiamento alla formazione della famiglia e sviluppo economico, in modo che l’economia possa ritrovare nella crescita demografica e nella famiglia «l’investimento degli investimenti», come lo definisce Fontana nell’introduzione.
Obiettivo non facile da raggiungere, visto che i “cattivi maestri” dell’economia globalizzata che si sono succeduti sulla cattedra di Malthus hanno sempre creduto vera l’equazione per cui il prodotto interno lordo di un Paese cresce col decrescere della popolazione: quando la popolazione cresce troppo, gli individui della stessa specie entrano in competizione l’uno con l’altro per lo sfruttamento delle risorse disponibili: da qui la presunta necessità del controllo (o inibizione) delle nascite.
Niente di più sbagliato sostengono gli Autori; basta vedere infatti i risultati dei Paesi del Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) che incrementando la popolazione sono diventati ricchi, mentre l’Occidente, diminuendola, si è impoverito.
Ma perché – si può domandare il lettore inesperto – è proprio necessario ripristinare questo rapporto di proporzione diretta fra incremento della popolazione e crescita economica? Perché – risponde Gotti Tedeschi – è l’incremento della natalità che provoca la formazione della famiglia e la famiglia produce ricchezza, anzi è il primo aggregato di società che produce ricchezza. Continua a leggere
Nessun prodotto nel carrello.
Il tuo account verrà chiuso e tutti i dati verranno eliminati in modo permanente e non potranno essere recuperati. Sei sicuro?