Crollo delle Unioni civili

Le Unioni civili sono state un fallimento. Infatti la media a semestre di unioni civili tra il 2016 e il 2017 è di 2.238 unioni civili. Nel 2018 la media scende quasi della metà: 1.185. Così come avviene per gli altri Paesi, ad un iniziale entusiasmo per le Unioni civili a cui concorre anche l’effetto accumulo – tutti coloro che per anni hanno atteso di unirsi civilmente scelgono di farlo contemporaneamente – segue poi nell’immediato una perdita di interesse. Insomma le Unioni civili non le vogliono nemmeno i gay e servono solo culturalmente per sdoganare il concetto di “famiglia arcobaleno”.

Altro dato interessante è l’età di chi si unisce civilmente: assai elevata. 49anni per lui, 45 per lei. Ciò a dimostrazione che le Unioni civili vengono soprattutto intese come strumento per garantirsi alcuni benefici patrimoniali e fiscali, non tanto come suggello di “ämore” eterno.

https://www.provitaefamiglia.it/blog/unioni-civili-dimezzate-dopo-due-anni-erano-cosi-urgenti

Da https://www.lanuovabq.it/it/crollo-delle-unioni-civili

Crollano le nascite, aumentano i single: italiani in via di estinzione, i dati Istat parlano chiaro

Roma, 30 dic – Quando si parla del rischio di “sostituzione etnica” degli italiani, il pensiero, soprattutto nel campo identitario, va ai flussi migratori. I dati Istat registrati dall’Annuario 2019, raccontano invece l’altra parte della realtà: se gli italiani rischiano di estinguersi o quasi da qui a qualche decennio, la ragione principale è perché non si fanno figli e le famiglie sono sempre più disgregate. I single – stando ai dati che prendono in considerazione il 2018 – sono il 33% del totale, praticamente pari alle famiglie che hanno figli (33,2%). Un numero, quello dei single, che negli ultimi venti anni è aumentato di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33% nel 2017-2018.

Minimo storico di nascite. Ma gli stranieri aumentano

Raggiunto dunque il nuovo minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia: solo 439.747 nuovi nati nel 2018, in calo anche rispetto ai 458.151 del 2017. Il saldo naturale dunque, già negativo dal 2007, continua a calare, passando dai -190.910 nel 2017 a -193.386 nel 2018. Anche il numero complessivo della popolazione cala, passando dai 60.483.973 del 2018 ai 60.359.546 del 2019. Questo nonostante la popolazione straniera in Italia continui ad aumentare: nel 2019 gli stranieri in Italia sono 5.255.503 unità, pari all’8,7% del totale dei residenti, con un incremento rispetto all’anno precedente del 2,2% (circa 111 mila unità). Insomma ormai nemmeno più l’immigrazione riesce a compensare il saldo negativo, visto che i 193 mila morti in più rispetto ai nuovi nati non sono compensati dai 111 mila nuovi stranieri.

Sempre più un Paese per vecchi 

In tutto questo ovviamente l’Italia è sempre più un Paese per vecchi. L’aspettativa di vita aumenta attestandosi agli 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine. Sono 173 le persone con oltre 65 anni ogni cento persone con meno di 15 anni al primo gennaio 2019. Diminuiscono i matrimoni con 191.287 celebrazioni, 12 mila in meno dell’anno precedente, diminuiscono anche le separazioni ma sempre perché come detto sono aumentati in modo esponenziale i single. Insomma un quadro devastante, che richiederebbe una risposta politica urgente ed incisiva. Eppure il calo demografico non sembra certo tra le priorità del governo giallofucsia.

Davide Di Stefano

Da https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/crollano-nascite-aumentano-single-dati-istat-italiani-via-estinzione-141098/

AGORA VOX ITALIA mette “Christus Rex” tra i “pericoli” per l’Italia

Ecco AGORA VOX Italia che sul suo cito ci spiega che anche noi di “Christus Rex” saremmo tra i “pericoli” dell’Italia… Se la mettano via perché continueremo ad esserci e a lavorare, ancor più di prima…(n.d.r.)

Le sfide impossibili del governo giallorosa

di Fabio Della Pergola

Alla fine il vascello è partito, con una buona dose di ottimismo e le vele gonfiate dal sospiro di sollievo dei molti convinti di averla sfangata per un pelo.

Sfangata da un possibile governo (se si fosse andati al voto) di una destra estrema come mai prima nella storia repubblicana. Un governo nel cui sottobosco avrebbero continuato a prosperare i camerati di Casa Pound, i nostalgici neofascisti di Forza Nuova, i cattolici ultrareazionari di Christus Rex, i bigotti tradizionalisti dei Family Day (i cui sponsor politici di famiglie “tradizionali” ne hanno tutti due o tre) e i vari amici degli amici delle famiglie malavitose che non resistono al selfie che poi inguaia il politico di riferimento, ingenuo o complice che sia.

Sfangata da un governo il cui vero leader era viaggiatore abituale sulla tratta Italia-Mosca insieme a quel Gianluca Savoini, presidente e fondatore dell’Associazione Lombardia-Russia, finito nella melmosissima questione di un (presunto) finanziamento illecito insieme a un paio di intermediari italiani e a tre russi, due dei quali, Andrey Kharchenko e Ilya Yakunin, vicini all’ideologo dell’eurasiatismo Alexandr Dugin (cioè alla testa pensante dell’articolato e complesso mondo reazionario contemporaneo) che – come scrivevo anni fa – prima di mettersi in proprio faceva parte di un think tank russo, chiamato Katehon, dove “l’odore dei servizi” si sentiva bello forte. Continua a leggere

Campagna choc di Pro Vita e Generazione Famiglia #stoputeroinaffitto

vela, utero in affitto, Pro Vita, generazione famiglia

COMUNICATO STAMPA

Campagna choc – #STOPUTEROINAFFITTO

Pro Vita e Generazione Famiglia: «Da oggi manifesti e vele con scritta: “Due uomini non fanno una madre”»

Inizia oggi con un’immagine choc la campagna nazionale di Pro Vita e Generazione Famiglia (associazioni promotrici del Family Day) “per il diritto dei bambini a una mamma e un papà”.

Di seguito un documentario-video con le testimonianze di mamme surroganti pentite e di figli nati con l’utero in affitto.

Nei manifesti, affissi a Roma, Milano e Torino e accompagnati da camion vela, appaiono due giovani che spingono un carrello con dentro un bambino disperato, comprato dalla coppia, individuati come “genitore 1” e “genitore 2”, e a fianco la scritta: “Due uomini non fanno una madre. #StopUteroinAffitto”. Continua a leggere

I magistrati impugneranno le trascrizioni effettuate sui registri comunali da coppie gay

ATTO CONTROCORRENTE DEI MAGISTRATI ROMANI

Segnalazione di Nicola Pasqualato

Trascrizione per figli di coppie gay, Pillon: “I sindaci non usino i bimbi”

I magistrati impugneranno le trascrizioni effettuate sui registri comunali da coppie gay per i figli nati o adottati all’estero. Il senatore della Lega Simone Pillon: “I sindaci non usino i bambini come cavie per esperimenti di ingegneria sociale”

di Matteo Orlando

I magistrati di Roma, quelli del pool coordinato dalla dottoressa Maria Monteleone, nei prossimi giorni impugneranno le trascrizioni effettuate da coppie gay o lesbiche che avevano trascritto nei registri comunali i loro figli, nati o adottati all’estero, come legittimi figli di genitori omosessuali (per quelli nati in Italia si parla di riconoscimento).

La procura di Roma ha deciso di impugnare le trascrizioni, dando il via ad una causa in sede civile, perché sono state fatte senza debite istruttorie interne, ampliando impropriamente la cosiddetta legge Cirinnà sulle unioni civili.

Impugnando delle trascrizioni già avvenute e attivando una procedura legale usata raramente, i giudici di piazzale Clodio vogliono portare all’attenzione dei colleghi del tribunale civile la cattiva applicazione della legge voluta dal Pd, riscontrando in questa attuazione estensiva un possibile danno agli interessi pubblici.

“Bene ha fatto la Procura di Roma a impugnare le trascrizioni di atti di nascita da due uomini o da due donne”, ha dichiarato a Il Giornale il senatore della Lega, e capogruppo presso la commissione giustizia, Simone Pillon.

“È in corso un tentativo di legittimare l’utero in affitto e la compravendita di gameti umani e per farlo si usano i bambini che alcuni sindaci non esitano a usare come cavie per esperimenti di ingegneria sociale”, ha denunciato Pillon, che negli anni scorsi è stato uno degli organizzatori dei Family Day.

“I bambini nascono dalla mamma e dal papà. Ogni altra condotta costituisce illecito penalmente rilevante. I sindaci italiani non si rendano complici di uno dei più gravi delitti contro la dignità delle donne e dei loro bambini”, ha concluso il senatore leghista ed ha annunciato, per la settimana prossima, una interrogazione parlamentare sul tema.

Le associazioni gay, invece, parlano dell’”ennesima battaglia” sulle cosiddette “famiglie arcobaleno”, che sarebbero state “dimenticate dalla politica nazionale”, uno scontro che sarebbe giocato “ancora una volta sulla pelle dei più piccoli”.

Al tribunale civile adesso spetterà di chiarire se l’adozione di un minore, avvenuta in qualche stato estero dove ciò è permesso, da parte di due genitori gay, possa essere riconosciuta in Italia direttamente dai sindaci, cosa che è accaduta in diverse città dove i primi cittadini hanno proceduto direttamente all’iscrizione all’anagrafe, oppure se prima dovrà essere necessaria una pronuncia di qualche giudice.

Adesso si attende per l’autunno anche la decisione delle sezioni unite della Corte di Cassazione che sono state investite del caso di una trascrizione di una coppia gay trentina che si era recata in Canada per comprare un figlio con la pratica dell’utero in affitto.

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Lombardia: Fontana sceglie “No al Gay pride, sì al Family day”

Niente patrocinio al Gay Pride, è una manifestazione divisiva e pertanto non va sostenuta».

Il governatore Attilio Fontana non intende concedere il logo regionale alla sfilata arcobaleno in programma il 30 giugno a Milano, lo ha confermato in un’intervista pubblicata ieri dal sito Lettera43.

É la linea che ha seguito peraltro anche a Varese, dove è stato sindaco per due mandati. «Io sono eterosessuale, ma non è che faccio una manifestazione per accreditare la mia eterosessualità. Le scelte in questo campo devono rimanere personali, sbandierarle è sbagliato. Il Gay Pride è divisiva e quando le manifestazioni sono divisive non sono mai da sostenere». Intende invece confermare la scelta dell’ex presidente Roberto Maroni che alla vigilia del corteo contro la legge sulle unioni civili (il ddl Cirinnà) nel 2016 illuminò il Pirellone con la scritta «Family Day». Continua a leggere