FACCIAMO COME IN FRANCIA?

Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

Dopo il  successo dello sciopero generale del 5 dicembre, quello di ieri, 10 dicembre, ancor più grande e partecipato: adesioni altissime (anzitutto nel pubblico impiego, il settore più colpito), manifestazioni di massa in ogni città. La Francia popolare e proletaria è scesa sul piede di guerra contro la “riforma” del sistema pensionistico che Macron vuole realizzare ad ogni costo, in nome del famigerato pareggio di bilancio.
Ma non c’è di mezzo solo il dogma del pareggio di bilancio. Come rivelano i giornali francesi, sotto, c’è il tentativo del banchiere Macron di fare un favore ai suoi sodali.
LIBERATION ci informa infatti che

«I rappresentanti del più grande fondo di investimento del mondo, BlackRock, molto interessati al Patto e alla legge sulla riforma delle pensioni, hanno già incontrato diverse volte il Presidente della Repubblica, ma anche Jean-Paul Delevoye, l’Alto Commissario per le pensioni. La lobby di cui BlackRock è membro in Francia, l’AFG, ha anche moltiplicato le sue pressioni a favore della riforma».

Come si spiega che, seppure il tasso di sindacalizzazione dei lavoratori francesi sia tra i più bassi d’Europa, essi abbiano aderito in massa all’appello alla lotta dei sindacati? Si spiega non solo con la inaccettabilità delle drastiche misure macroniane, si spiega col fatto che i sindacati francesi non sono mai scesi così in basso come quelli italiani — pensate che  dopo aver lasciato passare la Fornero e il jobs act, ancora ieri, il signor Landini, invece di chiamare alla mobilitazione i suoi iscritti, ha proposto un “patto” con governo e imprese.

Più in generale: come si spiega che i francesi sono, in Europa, quelli più combattivi?

Si spiega con la spinta che senza dubbio hanno fornito i gilet gialli, la cui lotta prolungata ha lasciato un segno indelebile nel Paese. Per chi non lo sapesse i gilet gialli hanno sin da subito dichiarato di aderire alla mobilitazione sindacale.

Si spiega col fatto che la sinistra francese, dopo l’ignobile inabissamento del Partito socialista e di quello comunista, ha saputo risorgere, malgrado tutti i limiti, nella forma di La France Insoumise.

Si spiega col fatto che la destra radicale francese — ex Fronte nazionale ora Rassemblement National, per bocca di Marine Le Pen ha aderito ai due scioperi generali.

Si spiega infine con il fatto che il popolo francese, lo dimostra la storia, è sempre stato quello che con più prontezza e determinazione rialza la testa e si ribella quando c’è la sensazione che il padronato (quello d’Oltralpe è uno dei più rognosi) passi il segno.

Vorremmo dire: “Faremo come in Francia!” ma, ahinoi, non c’è permesso di farlo, non fosse che per il tasso di collaborazionismo sfrontato dei sindacati verso le classi dominanti ed i suoi governi (tanto più se sono di centro-sinistra). Non ci sarà permesso a causa di sinistre che hanno perduto per sempre la loro dignità e credibilità.

Il popolo lavoratore italiano, non avendo sindacati degni di questo nome, avendo una sinistra sputtanata e al servizio del regime eurista, dovrà necessariamente seguire un’altra strada. Quale sarà, quali modalità sceglierà, non è dato sapere.

Di sicuro, quando la goccia farà traboccare il vaso, avverrà la SOLLEVAZIONE generale, destinata a far tremare l’Italia e con essa tutt’Europa.

Da https://sollevazione.blogspot.com/2019/12/facciamo-come-in-francia.html?m=1

La Francia sforerà il tetto del 3% E adesso cosa farà l’Europa?

Emmanuel Macron non riuscirà probabilmente a placare i gilet gialli, visto che l’ala più intransigente ha già detto di riprendere le iniziative per la quinta giornata di mobilitazione. Ma intanto, il presidente francese ha ottenuto un primo risultato: sforare il tetto del 3%. Come ha spiegato il presidente dell’Assemblea nazionale, Richard Ferrand, la Francia “probabilmente aumenterà il deficit” pubblico “temporaneamente” per finanziare le misure annunciate da Macron in risposta ai gilet gialli.

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Gilet gialli. La marcia su Parigi

“Giubbotti gialli! Il 24, tutta la Francia a Parigi! Il movimento del Giubbotti Gialli non si è esaurito il 17 scorso.  Diverse migliaia sono rimasti sui rondò, qua e là, bloccandoli.  La parola d’ordine è il raduno di massa a Parigi per sabato 24.  Non so se sia un’impressione a distanza, ma l’incalzare delle notizie ha un andamento ,  se …

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FONTE: https://www.maurizioblondet.it/gilet-gialli-la-marcia-su-parigi-i-preparativi/

Francia e Germania contro la manovra italiana

di

Gli attacchi e le critiche alla manovra del governo gialloverde ormai sono all’ordine del giorno.

Ieri ci hanno pensato Bce, Bundesbank, Ue, Austria e Olanda. Oggi è la volta della Germania e della Francia.

“Mi rammarico che l’Italia non abbia accolto la mano tesa dalla Commissione europea. La Commissione europea aveva detto ‘discutiamo, dialoghiamo, proviamo a migliorare questo bilancio’, e l’Italia ha rifiutato questo dialogo”, ha dichiarato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire invitando l’Italia a “dare prova di responsabilità” e “lucidità” su questo dossier. Le Maire, parlando alla trasmissione ‘Les 4 vérités’ su France 2, ha detto che “ora sta alla Commissione europea prendere la sua decisione”.

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In Francia sempre tutto bene. Come in Germania

IN FRANCIA INVECE TUTTO BENE. COME IN GERMANIA.

IN FRANCIA INVECE TUTTO BENE. COME IN GERMANIA.

Macron una ne fa e una ne pensa. Come  saprete, lui l’anti-fasci-razzista ,  è riuscito  a lodare il maresciallo Pétain, il capo del governo di Vichy, collaborazionista con Hitler, suscitando proteste internazionali. Praticamente,  ogni volta che apre bocca, sbotta  in qualche involontaria  provocazione. Usa spesso parole inventate , distorte (croquignolet), gergali da teppista (”bordel”, “pognon de dingue”) o enigmatiche  (“essence …

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La distruzione ultima di una cultura e i suoi risultati

di Maurizio Blondet

LA  DISTRUZIONE ULTIMA DI  UNA CULTURA, E I SUOI RISULTATI.

Mentre a Rai 3 raccontano che  “in Italia c’è il fascismo”  come nel ’22, in Francia è  cominciata “The Purge”.  Orde di giovani mascherati, nella notte di Halloween, hanno inscenato in una mezza dozzina di città  immensi disordini, distruzioni: saccheggiato negozi, bruciato i cassonetti del’immondizia, infranto vetrine, distrutto bus urbani.  A Parigi, due individui di cui uno portava come maschera la testa di maiale, hanno pestato un  passante  derubandolo del Rolex.  Incendiate decine di veicoli. Hanno attaccato la polizia a

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Discorso (inutile) sul soldato e la democrazia

Discorso (inutile) sul soldato e la democrazia

Discorso (inutile) sul soldato e la democrazia

Si parla del video preparato dal ministero Difesa per la festa delle forze armate è  censurato dal primo ministro che vuole immagini “meno forti”, soldati italiani che fanno la protezione civile. In questi giorni, chi segue  l’aggressione dell’Europa contro l’Italia, chi ha visto  come ci è stata strappata la Libia,   e come si subiscono le umiliazioni dai francesi a …

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Francia, un altro massone nelle stanze del potere

Segnalazione Corrispondenza Romana

Ancora un massone nelle stanze del potere, in Francia. Si tratta di Christopher Castaner, nominato nuovo ministro degli Interni lo scorso 16 ottobre, due settimane dopo le dimissioni di Gérard Collomb.

Durante i suoi studi in Giurisprudenza, Diritto commerciale internazionale, Scienze criminali e criminologia e Scienze politiche, Castaner si è avvicinato ai club «Forum» di Michel Rocard, dove ha fatto la conoscenza di differenti personalità del mondo politico, tra le quali i massoni Michel Sapin, Alain Bauer, Manuel Valls così come Olivier Faure, con cui ha mantenuto i contatti, e Benoît Hamon, con cui invece li ha recisi. Divenne membro del Partito socialista nel 1986. Venne eletto Sindaco di Forcalquier nel 2001, confermato poi nel 2008 e nel 2014; nel 2004 è stato consigliere regionale in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, rieletto poi nel 2010. Nel 2012 è stato eletto deputato nella II Circoscrizione delle Alpi-de Haute-Provenza. Membro della Commissione Finanziaria dell’Assemblea Nazionale, è stato nominato relatore speciale per i bilanci di lavoro ed occupazione. Nel giugno 2014 l’allora primo ministro Manuel Valls gli ha affidato per decreto la vicepresidenza del Copiesas, il Consiglio d’orientamento della partecipazione, degli utili, del risparmio salariale e dell’azionariato salariato. Inoltre, è stato relatore della legge sulla crescita, sull’attività e sull’eguaglianza nelle opportunità economiche, più nota come legge Macron. E proprio da Macron Castaner è stato nominato nel 2017 Segretario di Stato incaricato delle relazioni col Parlamento e designato portavoce del governo di Edouard Philippe, posto che lasciò il 24 novembre di quell’anno: pochi giorni prima, il 18 novembre, era stato eletto delegato generale di La République en marche.

Lo scorso 16 ottobre è giunta la sua nomina a ministro degli Interni: secondo diversi media, avrebbe minacciato di lasciare il posto di Segretario di Stato e di aggiungersi così al lungo elenco di addii al governo, se non gli fosse stato dato questo ministero. Come il suo predecessore e come la maggior parte di coloro che hanno avuto tale funzione, anche Castaner è massone, come precisa l’agenzia Medias-Presse.Info, assieme a molti altri organi di stampa, come il blog Le Salon Beige, che fornisce un ulteriore tassello, evidenziando come sia proprio di En Marche l’80% dei circa 500 aderenti al Circolo Camille-Desmoulins, impegnato a riunire i massoni di qualunque obbedienza, che si riconoscano nelle idee e nell’azione di Emmanuel Macron. Ed allora tutto diviene più chiaro… Continua a leggere

La democrazia secondo Macron

LA DEMOCRAZIA SECONDO MACRON

LA DEMOCRAZIA SECONDO MACRON

(MB. Da Contropiano, il giornale comunista:) Solidarietà a Jean-Luc Mélénchon! di Potere Al Popolo Stamattina alle 7:00 le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in casa di Jean Luc Melenchon. Perquisizioni a tappeto in ogni angolo, sequestro di computer, cellulari e altri oggetti personali. I motivi di questa irruzione forzata, neanche si trattasse di chissà cosa, sono riconducibili, stando alle prime notizie, …

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