Il genocidio dei cristiani armeni riconosciuto dagli Usa, non senza polemiche turche e fake news

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Matteo Orlando

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha riconosciuto ilgenocidio armeno. Attraverso una votazione storica l’organo
rappresentativo nordamericano ha approvato una risoluzione che riconosce uno dei più gravi genocidi della storia, perpetrato dai musulmani turchi nei confronti dei cristiani armeni.
La risoluzione, approvata con 405 voti a favore e 11 contrari, prevede la “commemorazione del genocidio armeno” e “il rifiuto dei tentativi (…) di associare il governo degli Stati Uniti alla negazione del genocidio armeno”.
Il governo turco ha reagito con rabbia. Il ministro degli Esteri, Mevlut Çavusoglu, ha assicurato che “è una vendetta per aver rovinato i piani americani in Siria “. E ha aggiunto che “questa vergognosa decisione di sfruttare la storia per scopi politici è nulla per il nostro governo e il nostro popolo”. Il presidente-sultano turco Erdogan, da parte sua, ha affermato che “l’accusa è un grande insulto”.
Già nell’aprile 2015 il Parlamento europeo aveva approvato una risoluzione che chiedeva alle autorità turche di riconoscere il genocidio armeno. Continua a leggere

In India è in corso un genocidio e nessuno ne parla…

di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT
Secondo l’Alliance Defending Freedom “almeno 60 milioni di bambine sono state uccise in India, negli ultimi dieci anni, a causa della diffusa pratica degli aborti selettivi”.
Come ha denunciato Tehmina Arora, avvocato e direttore di ADF India, nell’enorme subcontinente asiatico, “almeno 50 mila bambine vengono abortite ogni mese per un solo motivo: proprio perché sono di sesso femminile mentre i genitori vorrebbero dei maschi”.
Come se non bastasse, oltre agli aborti in India ci sono circa 21 milioni di ragazze “indesiderate” dai genitori, che avrebbero preferito un figlio maschio.
Tehmina Arora ha spiegato che le donne “sono abortite o anche sottoposte a varie forme di violenza dopo la nascita. È tempo di affrontare il problema”.
Secondo questa attivista pro-life, “ogni bambino è prezioso. I ragazzi e le ragazze hanno uguali diritti alla vita e alla libertà”.
Qualche settimana fa era arrivata la notizia che in 132 villaggi indiani non è nata una sola ragazza negli ultimi tre mesi per colpa dell’aborto selettivo, mentre sono nati 216 bambini.
I pro-life indiani chiedono che la Legge sulle tecniche diagnostiche prenatali pre-concepimento adottata nel 1994 sia applicata correttamente. Lo standard è stato approvato per contrastare i femminicidi e proibisce le indagini prenatali sulla determinazione di sesso, ad esempio test sul liquido amniotico o su campioni del tessuto coriale della placenta.
Già nel 2016 ADF India aveva lanciato la campagna #VanishingGirls per sostenere il diritto alla vita delle ragazze ed eliminare la pratica degli aborti selettivi.
In questo 2019 ha organizzato un concorso fotografico sul tema #giveherLIFE, acronimo di “amore, eredità, libertà, uguaglianza”. Ma le speranze che qualcosa possa cambiare sono veramente ridotte al lumicino.
Secondo alcuni esperti la pratica persiste perché si ritiene che i ragazzi siano più in grado di contribuire finanziariamente ai bisogni di una famiglia e le usanze matrimoniali richiedono che i genitori delle ragazze paghino una dote sostanziale.
Un censimento del 2011 ha rivelato che c’erano 943 donne per ogni 1.000 uomini nel paese e recenti statistiche suggeriscono che la proporzione tra donne e uomini sta assumendo distorsioni notevoli.
Se non sarà bloccato questo silenzioso genocidio di bambine anche per l’India si prospetta la terribile situazione che è emersa recentemente in Cina. Come è noto, la politica comunista che ha imposto per decenni il figlio unico (con le bambine che venivano abortite per fare nascere i maschi) ha causato problemi enormi di squilibrio di genere. In sostanza, gli uomini cinesi non riescono a trovare il numero di donne necessarie per mettere su famiglia e figli.
La proporzione distorta tra la popolazione maschile e femminile, c’è da scommetterlo, presto, molto presto, creerà anche in India i disastri demografici e sociali che sta vivendo la Cina.
“Il futuro dell’India è legato alla vita di ragazze e donne”, ha concluso l’avvocato Arora. “Chiunque crede che le giovani donne abbiano gli stessi diritti dei giovani, non può chiudere gli occhi su ciò che sta accadendo in India”.

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L’euro spopola. Letteralmente (si chiama genocidio)

L'EURO SPOPOLA. LETTERALMENTE ( Si chiama genocidio)

L’EURO SPOPOLA. LETTERALMENTE ( Si chiama genocidio)

L’euro spopola. I paesi poveri. Una unione monetaria imperfetta che rende fissi i tassi di cambio, rende flessibile la demografia. Un rapporto della Commissione Europea riferisce che la Grecia perderà il 20% della propria popolazione,  per la doppia deriva del calo della natalità e della fortissima emigrazione – a sua volta dovuta alla crisi economica imposta  dalla “cura” punitiva tedesca …

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