Travaglio fulminato da Gratteri. Così il procuratore boccia il Gino Strada del suo Conte

 

È restato di ghiaccio, impietrito perché non se lo aspettava il povero Marco Travaglio ascoltando a Otto e Mezzo il procuratore Nicola Gratteri disintegrare la candidatura di Gino Strada a commissario della sanità in Calabria. Il direttore del Fatto quotidiano aveva appena finito di incensare l’ideona del premier Giuseppe Conte a lui così caro e sentire dire proprio da un magistrato da lui così incensato come Gratteri che “Strada non serve, ci vuole un manager“, lo ha fatto quasi svenire in diretta di fronte a Lilli Gruber.

Il procuratore ha spiegato di essere stato in Africa e avere visto con i suoi occhi il lavoro meritorio fatto da Emergency, ma la Calabria non è l’Africa. E proprio le prime parole dette da Strada, annunciando 4 o 5 ospedali da campo da portare in Calabria, sono secondo Gratteri una sciocchezza perché “ci sono semmai 18 ospedali chiusi che possono essere riaperti e molto più utili. Basta sanificarli e in pochi giorni tornano operativi”. Travaglio che aveva perso la favella ha provato a difendere gli ospedali da campo “li hanno fatti anche al Nord”, ma Gratteri lo ha definitivamente zittito: “lì non avevano altri ospedali da riaprire”.

Fonte: https://www.iltempo.it/politica/2020/11/17/news/calabria-nicola-gratteri-marco-travaglio-gino-strada-sanita-commissario-otto-e-mezzo-fatto-quotidiano-giuseppe-conte-25266213/

AQUARIUS E I SUOI COMPLICI

di Maurizio Blondet

Cari italiani

È tornata l’estate.  Ho voglia di uscire a fare passeggiate, non stare al computer per nove ore al giorno a scrivere pezzi ponderosi che non smuovo nessuno dai suoi pregiudizi. Mi limito a mostrare alcune foto. Se non cogliete  in esse il ghigno di Lucifero e il iato rovente di SatQUna, mi spiace per voi. 

Aquarius, da Napoli a Palermo i sindaci contro Salvini: “I nostri porti sono aperti. È senza cuore e viola le norme”

Luigi De Magistris e Leoluca Orlando danno la loro disponibilità ad accogliere la nave Aquarius con a bordo gli oltre 600 migranti. Il sindaco di Messina: “La nave è diretta qui, no a diktat: il porto è aperto”. Falcomatà (Reggio Calabria): “Disponibili come sempre”. Pd: “Rischi umanitari, parli Conte”.

Ad illustrazione dei noti versi:

“Noi siamo da secoli calpesti e derisi perché non siam popolo perché siam divisi”.

Orlando appartiene a quella inamovibile cosca che Leonardo Sciacia chiamò Professionisti del’Antimafia. De Magistris viene dalla magistratura manettara, persecutoria e intercettatrice, e nello stesso tempo inetta, incompetente  e arbitraria, che è  una delle principali palle al piede per la ripresa italiana. Adesso, obbedendo al loro settarismo, hanno raggiunto il vertice della irresponsabilità. Si riendono conto che, se Salvini perde, sono aperte  – irreversibilmente –  le porte ad una invasione senza limiti, a milioni, rovinosa per tutti, gestita da poteri finanziari capaci di armare flotte e stipendiare equipaggi per mesi.  Ma loro, per sconfiggere un Salvini, sono pronti a fare all’Italia qualunque danno, irreversibile.

Di cosa stiamo parlando:

di una nave di  77 metri, 1810 tonnellate, appartenente ad una società per azioni tedesca.  Battente bandiera di Gibilterra.  Mi pare di ricordare che una nave è un pezzo del territorio della nazione di cui batte la bandiera. Quindi, quando una nave tedesca con bandiera di Gibilterra accoglie dei profughi a bordo,  il luogo di  prima accoglienza   diventa Gibilterra. Non l’Italia.

Gino Strada ha ammesso che questi “salvataggi”  sono stati pre-organizzati ed orchestrati per  sfidare il nuovo governo:

LA MINACCIA DI GINO STRADA: “PREVEDO ONDATA DI SBARCHI” CONTRO SALVINI

(uno degli oligarchi che prendono milioni)

Qui, cosa si cela dietro il business dell’accoglienza:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1601343606643405&id=355062777938167&_rdr

Eugenio Scalfari, il socio di De Benedetti (che mai restituì 600 milioni  al Montepaschi)  e il confessore di Bergoglio, istiga alla guerra civile, nel nome dell’oligarchia: Continua a leggere