Israele vuole la guerra, ma i suoi nemici la rifiutano

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di Bruno Guigue

Israele vuole la guerra, ma i suoi nemici la rifiutano

Fonte: controinformazione

Israele bombarda nuovamente la Siria, Israele semplifica il suo processo di impegno militare, Israele accusa l’Iran di possedere armi nucleari … Senza dubbio, vediamo: Israele è la pace, l’amore tra le persone e la luce delle nazioni. Un’entità metafisica investita di prerogative straordinarie, ha il diritto di bombardare chi vuole quando vuole.
Per ottenere questa impunità, è vero che lo stato colonizzatore ha colonizzato tutti: Washington, Parigi, Londra e persino l’ONU. Nel frattempo, questa entità bombarda la Siria, causando addirittura un’escalation devastante. È incredibile, ma il fuoco del missile del 30 aprile è la centesima operazione israeliana contro la Siria dal 2013.

Quando si attaccano le installazioni militari siriane, tuttavia, I leader sionisti sospettano che Damasco e Teheran (anche indicati) finiranno per vendicarsi. Non è sfuggito loro che un aereo israeliano (due, secondo alcune fonti) è stato abbattuto a febbraio, né che la difesa aerea siriana ha respinto gran parte dei missili lanciati il ​​14 aprile dal trio neocoloniale (USA-GB-Francia). Continua a leggere

Le bufale nucleari dei signori della guerra

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FILE PHOTO – U.S. President Donald Trump and Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu shake hands after Trump’s address at the Israel Museum in Jerusalem May 23, 2017. REUTERS/Ronen Zvulun

Segnalazione del Centro Studi Federici

I fondamentalisti neocon e l’Iran
 
Se gli Stati Uniti abbandonano l’accordo sul nucleare stipulato con l’Iran c’è il “rischio reale di una guerra”. A lanciare l’allarme è stato il segretario generale dell’Onu Antonio Gutierres in un’intervista alla Bbc.
Per Gutierres quell’accordo è stata una vittoria diplomatica e per abbandonarlo serve “un’alternativa”.
 
Il nodo non è l’accordo con l’Iran

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Grosso guaio in Medio Oriente, ora l’America vuol fare la guerra all’Iran (insieme a Israele e ai Sauditi)

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Segnalazione Linkiesta

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Grosso guaio in Medio Oriente, ora l’America vuol fare la guerra all’Iran (insieme a Israele e ai Sauditi)

Obama cercava un bilanciamento dei poteri in Medio Oriente. Trump (o meglio, il Pentagono) torna all’atteggiamento tradizonale americano: amicizia con i Sauditi e Israele, contrasto duro all’Iran. E la situazione non promette niente di buono. (di Tommaso CanettaLEGGI)

Attacco in Siria: III^ guerra mondiale rimandata anche stavolta…

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L’OPINIONE

di Giulio Ginnetti

A pochi giorni dal raid missilistico occidentale in Siria, appare sempre più chiaro che esso non ha incrinato l’accordo tra Trump e Putin per gestire le sfere di influenza nel tormentato paese del Medio Oriente. Ciò che Russia e Stati Uniti hanno in comune è la necessità di riaffermare il loro primato sul piano internazionale, eroso negli ultimi decenni, ma di farlo in modo tale da gestire le divergenze, secondo l’accordo siglato al G20 di Amburgo, nel luglio 2017.

Ognuna delle due potenze segue i propri “interessi nazionali”. La sintesi National Defense Strategy 2018 firmata dal segretario alla Difesa americano Jim Mattis, chiarisce che la prima preoccupazione nella sicurezza nazionale degli Stati Uniti non è più il terrorismo, ma la competizione strategica tra gli Stati. E tra Russia e Cina, i due principali attori, con gli Stati Uniti, sul teatro internazionale, Trump considera la Cina l’avversario più temibile e cerca un accordo con Putin, per impedire che si saldi un’alleanza russo-cinese in chiave anti-americana.

L’obiettivo del raid, che si è limitato a una spettacolare operazione chirurgica, non era dunque di abbattere il regime di Assad, protetto da Mosca, ma quello di rafforzare l’immagine degli Stati Uniti. Trump, ha convinto il presidente francese Macron e la premier britannica May a compiere un atto dimostrativo, senza provocare danni alle forze russe, ottenendo in cambio la non interferenza di Mosca. Continua a leggere

SIRIA Trappiste siriane: media e Occidente faziosi, al servizio della propaganda di guerra

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In una lettera appello le religiose attaccano il racconto che viene fatto da governi, ong e organismi internazionali del conflitto. A Ghouta est sono i jihadisti ad attaccare la capitale e usano i civ…

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http://www.asianews.it/notizie-it/Trappiste-siriane:-media-e-Occidente-faziosi,-al-servizio-della-propaganda-di-guerra-43266.html Continua a leggere

La crisi siriana (e le pressioni Usa) contro l’intesa Lega-Cinque Stelle

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Segnalazione Linkiesta

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La crisi siriana (e le pressioni Usa) contro l’intesa Lega-Cinque Stelle

I venti di guerra spirano sull’Italia e le sue basi Nato. Se Trump decide di attaccare il primo a farne le spese (e il primo a essere escluso dal governo) sarebbe il filo-putiniano Salvini. (di Alessandro GiuliLEGGI)

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Fiction e geopolitica, come lo storytelling racconta il reale

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di Carlo Freccero

Fiction e geopolitica, come lo storytelling racconta il reale

Fonte: Formiche.net

Autore televisivo, scrittore, massmediologo ed esperto di comunicazione politica, in una conversazione con Formiche.net approfondisce un tema a lui caro, lo storytelling politico, partendo dalla fiction americana

“Le serie sono una forma di geopolitica, riescono a far capire il reale più del reale” e se a dirlo e Carlo Freccero non si può che credergli. Autore televisivo, scrittore, massmediologo ed esperto di comunicazione politica, in una conversazione con Formiche.net approfondisce un tema a lui caro, lo storytelling politico, partendo dalla fiction americana, capace, spiega Freccero, di anticipare i tempi più di qualsiasi altra forma di comunicazione, anche l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Mentre in Italia…

Ha detto che la fiction è più vera del vero, cosa significa?

È molto semplice, si deve intendere la fiction come storytelling critico del reale. Per questo, in qualche modo è capace di anticipare questo reale, perché sa afferrare lo spirito del tempo. Se io penso e leggo Hause of Cards, che era il ritratto perfetto del clintonismo nelle sue declinazioni, era inevitabile che poi Trump arrivasse. E non solo. Un altro esempio clamoroso di come le serie abbiano riscritto il potere è 24, che aveva anticipato già l’11 settembre, quello che viene chiamato lo stato d’eccezione, e potrei continuare. Ma c’è un dato di fatto molto importante, ossia che la politica degli Usa si può capire attraverso la visione critica della serialità americana, che smaschera, fa un debunking feroce della realtà che i giornali mainstream non sono capaci di fare. Continua a leggere

Attacchi sulla Siria: le fallite bugie americane sulle armi di distruzione di massa e “l’approccio israeliano”

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di Tony Cartalucci

Attacchi sulla Siria: le fallite bugie americane sulle armi di distruzione di massa e “l’approccio israeliano”

Fonte: Comedonchisciotte

Gli Stati Uniti non sono riusciti ad ottenere il sostegno pubblico per un attacco in Siria come risposta ad un presunto attacco con armi chimiche a Douma, nord-est di Damasco. Sembra quindi che abbiano immediatamente aggirato l’ONU ed il diritto internazionale, dando il compito ai propri delegati a Tel Aviv di svolgere per proprio conto gli attacchi iniziali contro la base aerea siriana T-4.

La CBS, nel suo articolo “Gli Stati Uniti negano l’attacco missilistico in Siria, la Russia dice che è stata Israele“, afferma:

I missili hanno colpito una base aerea nella Siria centrale lunedì mattina. Il Pentagono ha però sùbito smentito le affermazioni dei media siriani, secondo i quali gli attacchi sono stati “un’aggressione americana”. Dopo che un gruppo di monitoraggio sulla guerra ha dichiarato che negli attacchi sono stati uccisi dei miliziani sostenuti dall’Iran, la Russia ha accusato i jet israeliani.

Un attacco israeliano è comunque un attacco americano

Indipendentemente da chi abbia effettivamente condotto l’attacco, questo è stato ordinato dagli Stati Uniti. Continua a leggere

Siria, un’altra guerra «fino a prova contraria»

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COSA DICE L’ESTREMA SINISTRA SULLA GUERRA IN SIRIA

di Alberto Negri

Siria, un’altra guerra «fino a prova contraria»

Fonte: Il Manifesto

Sintesi- “Questo è stato ed è essenzialmente il conflitto siriano: un attacco al maggiore alleato di Teheran, all’unico Paese arabo che si schierò con gli ayatollah nella guerra di Saddam Hussein all’Imam Khomeini nel 1980. Se adesso diventa anche una guerra contro la Russia dipende dall’intervento Usa: si va da un’opzione limitata, come un anno fa con il lancio di missili, a una più allargata che rischia di mettere in conflitto Washington con Mosca.
Assad nel 2011 volevano farlo fuori un po’ tutti: la Turchia, le monarchie del Golfo, gli americani e Israele, lo stato che più di tutti si giova dalla disintegrazione delle nazioni arabe. Un tragico giochetto che non cambia mai e che ora è rafforzato dall’arrivo al posto di consigliere della Sicurezza di John Bolton, il quale tempo fa ha dichiarato “che il migliore accordo da fare con l’Iran è bombardarlo”.

Tira aria di guerra su una guerra che non finisce mai. Vedremo cosa faranno adesso gli Usa che dichiarano di volere proteggere i siriani dalle presunte armi chimiche del regime. La reazione Usa appare in queste ore probabile. L’Italia, se non usano le basi Nato, sarebbe fuori gioco, e per fortuna: l’ultima volta che si è accodata ai raid alleati è stato per bombardare Gheddafi in Libia con i risultati disastrosi che sappiamo. L’Italia è ancorata saldamente al tavolo dei perdenti della seconda guerra mondiale (come la Germania senza averne il peso economico) e non ha nessuna voce in capitolo, neppure a casa sua. E’ bene ricordarlo nel momento in cui si sta tentando di insediare il solito governo a sovranità limitata. Altro che “sovranismo”.  Continua a leggere

In Siria si continua a morire. Firma la petizione on-line!

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Segnalazione di Anna

In Siria l’emergenza continua!

Da 6 anni in Siria una terribile guerra distrugge la vita di donne, uomini, bambini e anziani.

Bombardamenti su case e ospedali sono all’ordine del giorno. Il numero di morti, feriti e sfollati è drammatico e c’è un disperato bisogno di cure mediche.

Strutture sanitarie sotto attacco, medici uccisi, feriti o fuggiti dal paese, persone che non vanno in ospedale per paura di essere colpite. Malattie che si possono prevenire o curare, ora portano alla morte. Siamo preoccupati perché a causa dell’intensificarsi del conflitto la maggior parte dei bambini non è stata vaccinata ed è a rischio per malattie come morbillo, rosolia, tetano o polmonite.

Nonostante i limiti di accesso al paese, curiamo feriti di guerra e chi ha subito gravi traumi psicologici, assistiamo chi è affetto da malattie croniche e vacciniamo i bambini per prevenire la diffusione di epidemie.

Aiuta Medici Senza Frontiere ad intensificare i propri sforzi, firma la petizione!

Vuoi darci una mano ancora più grande? Diffondi il più possibile questa petizione, inviando la mail ai tuoi amici o condividendo i link sui tuoi account social.

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