Antitaliani

di Marco Cedolin

Antitaliani

Fonte: Il corrosivo

Il governo Conte, essendo composto da due partiti certo non rivoluzionari che hanno raccolto un grande consenso popolare e proprio in virtù di questo governano, senza dubbio alcuno non farà uscire l’Italia dalla UE e dall’euro, non darà al Paese una moneta sovrana, non chiuderà i ponti con la NATO e non si farà portatore di una rivoluzione epocale. Per raggiungere questi obiettivi gli italiani avrebbero dovuto votare i partiti che li proponevano, ed esistevano sia in questa che nelle passate tornate elettorali, ma sono rimasti al palo con percentuali nell’ordine dello zero virgola, dimostrando inequivocabilmente come la “rivoluzione” almeno in questo momento non sia nelle corde del popolo che in tutta evidenza la considera un salto nel buio.
Nonostante ciò il governo Conte, per la prima volta dalla cacciata di Craxi, sta dimostrando di occuparsi dei problemi degli italiani, anziché delle banche, dello spread, dei mercati, di quello che ci chiede l’Europa e tutte le altre amenità che hanno caratterizzato il pensiero unico di tutti gli esecutivi precedenti…. Continua a leggere

Peccato!

L’OPINIONE

di Marco Cedolin

Peccato!

Fonte: Il Corrosivo

Sono fermamente convinto del fatto che con l’aborto (assai poco spontaneo) del possibile governo Salvini-Di Maio, l’Italia abbia perso una grossa occasione per provare a rialzare la testa e porre un freno alla devastazione progressiva del Paese.
Personalmente non avrei mai dato il mio voto al M5S o alla Lega, troppo assente sul dramma dell’immigrazione selvaggia e troppo condiscendente con la UE il primo, scarsamente attenta in materia di povertà e lavoro e priva di qualsiasi sensibilità ambientalista la seconda.
Però nel tentativo di fare sintesi fra i propri rispettivi programmi, le due forze politiche erano riuscite a dare vita…
ad una sorta di contratto che tutto sommato mi convinceva (e avrei votato volentieri) perché attraverso l’intervento altrui suppliva alle mancanze di ciascuno. Una possibilità concreta per il Paese, insomma, cosa che però purtroppo hanno intuito anche i grandi poteri sovranazionali che per mano di Mattarella hanno proceduto alla soppressione.
E ora cosa succederà?
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Un Premier telecomandato?

di Marco Cedolin

Un Premier telecomandato?

Fonte: Il corrosivo

Il nuovo governo Di Maio-Salvini non è ancora stato presentato al Quirinale e già salgono alti al cielo gli strepiti di tutta la porcilaia nazionale ed internazionale, indignata e preoccupata per la brutta piega che l’Italia starebbe prendendo nei suoi confronti.
Sale lo spread, scendono le borse, si stracciano le vesti i leader dei grandi Paesi Ue, preconizza sventure inenarrabili tutta la stampa mainstream, sputa veleno il circo Barnum dei guitti da cortile, bofonchiano i parassiti di onlus e cooperative, sembrano ormai sull’orlo di una crisi di nervi tanto il centrodestra quanto il centrosinistra….
Tutti hanno da ridire su tutto, dall’importanza del ruolo del futuro premier all’analisi di  ogni singolo punto delle sessanta pagine di contratto presentate nei giorni scorsi alla base degli elettori di Lega e M5S. Perfino il controverso ipotizzato blocco del TAV Torino-Lione riesce a scontentare tanto la mafia del tondino e del cemento, timorosa di vedersi sfuggire davanti agli occhi una torta che già assaporavano quanto i NO TAV, non disposti a “barattare” l’eliminazione dell’opera con la possibilità di un giro di vite contro il business  dell’immigrazione selvaggia che evidentemente interessa loro almeno tanto quanto l’alta velocità.
Tutti scontenti insomma, tutti indignati e tutti preoccupati, il che sta ad indicare inequivocabilmente che ci si trova sulla strada giusta ed è auspicabile che si vada avanti così.
Se Di Maio avesse costruito un governo con il PD, dando vita all’ennesimo petaloso esecutivo di centrosinistra sicuramente nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Come nessuno avrebbe avuto nulla da ridire se il centrodestra a guida dell’imbolsito Berlusconi avesse dato vita ad un governo con i 5S.
Invece il connubio Di Maio-Salvini esce, oltre che dalla volontà degli elettori, anche dagli schemi precostituiti della globalizzazione mondialista ed in una democrazia occidentale questo è inaccettabile.

L’intera stampa mainstream si sta in queste ore impegnando alacremente nel dileggiare e screditare la figura di Giuseppe Conte, il Presidente del Consiglio che Di Maio e Salvini avrebbero scelto come guida per il nuovo esecutivo M5S-Lega che ogni giorno di più sta facendo infuriare tanto i mercati quanto i mercanti di futuro. La critica che fra tutte appare come la più gettonata è quella che si tratterebbe di un premier telecomandato, a capo di un esecutivo che lui non ha scelto, in parole povere una “testa di legno” messa lì in bellavista per eseguire pedissequamente gli ordini di qualcun altro e  nulla più….
Non conoscendo personalmente il SIG. Giuseppe Conte e non avendolo mai visto all’opera mi è sinceramente difficile dire se si tratti o meno di una “testa di legno”, mentre mi preme invece spendere qualche parola sui suoi predecessori e sugli ordini di cui sopra.
I Presidenti del Consiglio succedutisi negli ultimi anni in Italia sono stati personaggi del calibro di D’Alema, Berlusconi, Prodi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, poco importa se teste di legno o di qualcos’altro, ma tutti impegnati pedissequamente nell’eseguire con cura certosina ogni direttiva impartita da Bruxelles, senza proferire parola che prescindesse da signorsì sissignore e  senza minimamente curarsi di quali fossero gli umori dei propri partiti di riferimento e  tanto meno dei propri elettori, quando li avevano.
Il Signor Giuseppe Conte è stato scelto per essere garante di un “contratto di governo” e sicuramente nel caso diventi premier dovrà muoversi nell’alveo di quelle 60 pagine di cui tanto si è  discusso in questi giorni. A differenza dei suoi predecessori però, il programma di cui dovrà farsi garante non lo ha scritto Bruxelles, ma lo hanno scritto i due partiti che hanno vinto le elezioni, tentando di fare sintesi fra i propri rispettivi programmi e rappresenta la volontà della maggioranza dei cittadini italiani che si sono recati alle urne, non quella di Bruxelles, dei mercati e della grande finanza.
Telecomandato o meno, credo che il punto saliente sia costituito dalla figura di colui o coloro che tengono in mano il telecomando
E alla luce dei fatti giudicate voi se rispetto al passato ci sono delle differenze.

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