Nordio contro la “capitana”: “Sdegnato davanti alla sua prepotenza”

Carlo Nordio si è scagliato contro Carola Rackete: “Chiunque abbia un minimo di rispetto per il nostro Paese non può che reagire sdegnato”

Carlo Nordio si è scagliato contro la capitana Carola Rackete. L’ex magistrato, dopo aver definito la violazione di legge della Sea Watch “una provocazione programmata verso il nostro Paese“, è tornato a tuonare contro la Ong e la sua comandante.

 “Non pensavamo che l’irresponsabile arroganza della capitana sarebbe giunta al punto di sfidare una nostra imbarcazione militare con un gesto che, in altri Paesi, le sarebbe costato ben peggio di un comodo arresto domiciliare sotto il cielo di Lampedusa“, ha scritto Nordio sul Messaggero riferendosi alla manovra pirata della capitana al porto.

Chiunque abbia un minimo di rispetto per il nostro Paese – e non si limiti a sgolarsi con l’Inno Nazionale durante i campionati – non può che reagire sdegnato davanti a tanta vituperevole e sfrontata prepotenza“, ha spiegato l’ex magistrato.

Ora sarà la Magistratura a definire le responsabilità penali di Carola Rackete – ha concluso Nordio -. Ma al di là del giudizio penale – dal quale ci auguriamo che la Capitana non esca come una paladina ma nemmeno come una terrorista – resta la perniciosa confusione politica che questa storia ha creato. Mentre sembrava impantanato in una situazione senza uscita, Salvini ha trionfato su tutta la linea. Non così si può dire del Partito Democratico“.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lex-toga-contro-capitana-sdegnato-davanti-sua-prepotenza-1719027.html?mobile_detect=false

Grandi manovre a Palazzo: politiche la prima domenica di ottobre?

Nessuno ne parla, ma i partiti si preparano alle urne. A partire dalle mance elettorali infilate nel dl Crescita

Come andrà a finire lo sapremo davvero solo a fine luglio, quando si sarà inesorabilmente chiusa la finestra elettorale che consente di tornare al voto la prima domenica di ottobre, termine ultimo per affrontare la sezione di Bilancio con un governo in grado di approvare la manovra prima del 31 dicembre.

Fino ad allora si continuerà a ballare, come accaduto anche ieri tra un aut aut di Matteo Salvini sulle tasse («o le abbassiamo o lascio») e la piccata risposta di Luigi Di Maio («se cerca scuse per provocare una crisi, allora lo dica»). E, nel caso, si continuerà a navigare a vista anche dopo, perché nel Palazzo tira ormai un’aria da fine impero. Non è un caso che tutti i partiti si stiano muovendo da giorni come se lo show down fosse imminente e le elezioni anticipate una questione solo di pochi mesi. Che sia ottobre o magari nell’autunno del 2020 cambia poco. Con buona pace delle smentite pubbliche di chi ha davvero in mano i destini di questa partita (ieri quelle di Salvini e poi del premier Giuseppe Conte), in Transatlantico sono tutti convinti che il voto anticipato sia uno scenario più che plausibile. D’altra parte, basta mettere in fila dichiarazioni e i movimenti degli ultimi giorni – sia nella maggioranza che tra i partiti d’opposizione – per avere una conferma di quale sia il clima in Parlamento.

LA MAGGIORANZA I due partiti che hanno in mano i destini del governo, infatti, non solo continuano ad azzuffarsi ogni giorno, ma anche nei passaggi parlamentari sembrano ragionare come se il ciglio del burrone fosse a un passo. Il dl Crescita, per esempio, è passato da 50 a oltre 110 articoli finendo per diventare un omnibus pieno di quelle che un tempo – prima dei fasti dell’autoproclamato «governo del cambiamento» – sarebbero state bollate come «mance elettorali». Dalla rottamazione delle cartelle all’Imu per i capannoni industriali, passando per Alitalia e chi più ne ha più ne metta. Insomma, non certo un bel segnale.

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Identità, fede e famiglia: così Salvini ha convinto i cattolici

Salvini, anche in questa tornata elettorale, ha potuto contare su una “base cattolica”. L’analisi sui perché di questi consensi

Non è stato un mero caso. Durante la passata tornata elettorale, Matteo Salvini ha potuto contare, ancora una volta, sui consensi di molti cattolici.

C’è chi ha votato Lega per difendere l’identità occidentale, chi per la linea restrittiva in bioetica, specie rispetto ai tentativi aperturisti dei grillini, e chi per il rosario e le invocazioni.

Certo, non tutti coloro che si professano credenti hanno scelto di sostenere la causa sovranista. Sappiamo come la pensino le gerarchie ecclesiastiche del Vaticano e non possiamo non sottolineare come è dai tempi della fine Democrazia Cristiana che non esiste più compattezza nel voto catolico. Qualcosa però è successo. Su La Stampa si legge di un'”opa sulla base dei credenti” e di una moltiplicazione dei voti in cui emerge “l’identikit dell’elettore catto-sovranista forgiato a marzo nell’infuocato Congresso delle famiglie a Verona”. Costituisce un ottimo punto di partenza. Indagare non è poi complesso: basta porsi in ascolto delle voci di chi fa parte di questo insieme o di quelle di chi è in grado di analizzare il fenomeno. Continua a leggere

Con la scusa dell’odio ci imbavagliano

Il regolamento dell’Agcom

Occhio a quello che dite e a quello che scrivete. E forse anche a quello che pensate. Non solo se siete giornalisti, anche perché, grazie alle reti sociali, sono tutti un po’ giornalisti e tutti possono dire quello che gli pare e piace.

Ieri il garante per le comunicazioni, l’Agcom, ha tracciato un limite inviolabile oltre il quale si sprofonda nell’hate speech. Chi sgarra viene segnalato e poi multato. Fino a qui siamo tutti d’accordo. Il problema è: quali sono le parole d’odio? Perché a questo punto entra in ballo la sensibilità personale e quindi, almeno in una certa misura, anche la soggettività.

Le parole d’odio – spiega l’Agcom – prendono di mira bersagli specifici (come le donne, gli omosessuali, gli immigrati, i rom, le persone di colore). Parole che farebbero leva su stereotipi e luoghi comuni. Ma nel mirino del garante finiscono anche i contenuti di cronaca che possono portare a «pericolose generalizzazioni». E la questione si fa sempre più complicata. Facciamo un esempio pratico: lunedì a Mirandola un giovane marocchino ha dato alle fiamme le sede dei vigili urbani, uccidendo due persone e ferendone altre venti. Posso dire che è marocchino? Oppure sto seminando odio nei confronti della popolazione del Nordafrica? E se, come purtroppo molte volte è accaduto, qualcuno fa una strage nel nome di Allah, possiamo scriverlo o dobbiamo tacerlo per non turbare la sensibilità degli 1,8 miliardi di musulmani nel mondo? Perché quelle non sono parole d’odio, sono parole che raccontano l’odio.

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Croazia, dalla fossa comune emergono i corpi dei soldati della X Mas

Grazie alla collaborazione tra il governo italiano e quello croato, ad Ossero, sono stati riesumati i corpi probabilmente appartenenti ad un manipolo di soldati della X Mas trucidati dai titini

Riportati alla luce, dopo settantaquattro anni oblio, dalla fossa comune che li aveva inghiottiti, senza gloria né onori, senza scarpe né uniformi.

 Erano lì, dietro al cimitero di Ossero, sull’isola di Lussino, quando ancora non era Croazia, e tutti sapevano. C’è comunque voluto più di mezzo secolo perchè si avverassero le condizioni necessarie al loro recupero. Erano gli uomini della Decima flottiglia Mas, inviati dal principe Borghese come ultimo disperato argine all’avanzata dell’esercito Jugoslavo.

Una quarantina in tutto quelli di stanza a Lussino, a difesa delle località di Zabodaschi e Neresine. A Zabodaschi si arresero e vennero deportati nei gulag. Neppure una manciata furono quelli che poi riuscirono a tornare a casa. A Neresine invece provarono a resistere, asserragliati in un’ex caserma dei carabinieri e in netta inferiorità numerica, fino all’ultima pallottola. Chi sopravvisse alle scariche dei partigiani e non decise di usare l’ultimo proiettile per sé, venne condotto ad Ossero. Costretto a scavarsi la fossa, scalzo, venne fucilato e ricoperto di terra. Era il 21 aprile del 1945.

A dare la notizia della riesumazione di una trentina di corpi non ancora identificati è la FederEsuli che nel 2008, in quel luogo, già aveva apposto una lapide con l’elenco dei caduti. “Anche se quei poveri resti, a tutt’oggi, risultano essere ufficialmente di persone ignote, per tutto il mondo dell’esodo lo scavo della fossa di Ossero rappresenta un successo, seppure amaro, conseguito a decenni di distanza ed ottenuto grazie all’insistenza delle associazioni che hanno da sempre richiesto di onorare i propri caduti”. Continua a leggere

È una persecuzione mondiale 345 cristiani uccisi ogni mese

I dati sono allarmanti. I leader che ricordano le vittime di Colombo non hanno il coraggio di definirle cristiane

Sono i nostri Fratelli nella fede. Incarnano i nostri valori e le radici della nostra civiltà. Ma sono anche la comunità religiosa più perseguitata nel mondo.

 Eppure ce ne freghiamo. E prima di noi se ne fregano i rappresentanti di quella sinistra cultura del politicamente corretto che ha divorato l’Europa e sta contagiando un Vaticano sempre più incline a guardare ai Cristiani come ai propri figli minori. Eppure statistiche e medie mensili sono tremende

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/persecuzione-mondiale-345-cristiani-uccisi-ogni-mese-1683156.html?mobile_detect=false

“Io antifascista chiedo di fare il corteo per Ramelli”

«Io sono radicalmente ed eternamente antifascista. Ma mi spiegate perché bisogna vietare un corteo in ricordo di Sergio Ramelli, ragazzino del Msi trucidato a sprangate nel 1975? L’uccisione di Sergio è stato uno degli atti più barbari della politica di quegli anni».

Ex direttore del quotidiano «Il dubbio» e da sempre brillante coscienza critica della sinistra, Piero Sansonetti ha twittato così ieri nel suo profilo. «Ci sono i nemici, cui non deve neppure essere corrisposto l’odio, perché non meritano alcuna attenzione. Poi ci sono gli avversari, con cui serve confrontarsi…», gli ha risposto su Facebook l’ex deputato Massimo Corsaro, altrettanto brillante coscienza critica della destra. L’antipasto del solito, inevitabile dibattito (e purtroppo scontro) su tempi e modalità delle manifestazioni per ricordare l’assassinio di Ramelli per mano di Avanguardia operaia, ma anche il consigliere provinciale del Msi Enrico Pedenovi ucciso il 29 aprile del 1976 da un commando dei terroristi di sinistra di Prima Linea e l’eroe di guerra Carlo Borsani trucidato dai partigiani a guerra finita il 29 aprile del ’45. Per ora di fronte alla richiesta di un corteo silenzioso chiesto dal comitato di cui fanno parte due partiti come Casa Pound e Forza Nuova che si presentano alle prossime elezioni europee e all’appello di 60 politici di diversi schieramenti (tra cui i vice presidenti di Camera e Senato), la questura ha negato il permesso. Elezioni sì, corteo no. A favore del quale, però, si schiera anche un uomo convintamente di sinistra come Piero Sansonetti.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/milano/io-antifascista-chiedo-fare-corteo-ramelli-1683213.html?mobile_detect=false

Europee, Soros dona 200mila euro a Più Europa

Il partito guidato da Emma Bonino ha ricevuto quasi 200mila euro di finanziamenti dal fondatore di Open Society e da sua moglie.

George Soros e la moglie, Tamiko Bolton, hanno finanziato Più Europa, il partito guidato da Emma Bonino, con 200mila euro.

In vista delle prossime Elezioni europee, l’imprenditore ungherese ha così voluto dare il suo contributo.

In seguito all’entrata in vigore della legge Spazzacorrotti (l. 9 gennaio 2019, n. 3), è stato lo stesso partito a pubblicare sul suo sito internet i dati dei versamenti avvenuti il 22 e 30 gennaio 2019. Come riporta Wall Street Italia, da inizio anno Soros e la moglie risultano gli unici finanziatori di Più Europa ad aver superato tale soglia. Continua a leggere

Aborto, ora spunta quello “postnatale” per le malattie genetiche

Aborto per le persone già venute al mondo: questa è una delle ultime frontiere degli intellettuali scientisti. Ecco le patologie a rischio

La guerra ideologica che si combatte attorno ai temi bioetici non conosce pause. L’aborto è uno dei fronti più caldi. In Italia, dopo anni, è stato riaperto il dibattito sulla reale applicazione e/o sulla messa in discussione della legge 194, ma sono le idee diffuse in certi ambienti frequentati da intellettuali a spaventare chi ritiene che la vita sia sacra e inattaccabile sin dal suo concepimento fino alla morte naturale. A denunciare la pericolosità di chi propone una forma di pratica abortiva successiva, in linea temporale, alla venuta al mondo di un essere umano, è stata la dottoressa Silvana De Mari, in un pezzo pubblicato sull’edizione odierna de La Verità. Continua a leggere

L’ossessione della sinistra lo ha reso davvero “eterno”

Negli anni, l’accusa di essere fascista ha colpito tutti: da Mao a Nenni, da Stalin alle femministe fino a 007

Il Duce ha fatto carriera. Benito Mussolini è stato appeso a testa in giù a Piazzale Loreto (Milano) ma il suo fantasma è diventato l’ossessione della sinistra antifascista.

Una sinistra che per molti anni si è identificata quasi per intero con il Partito comunista. Una sinistra quindi antidemocratica. Per appartenere alla famiglia democratico-liberale è infatti necessario un doppio requisito che pochi avevano: essere sia antifascista sia anticomunista.

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