A Leu Conte regala il ministero della Salute. Gli italiani nelle mani di Speranza

Non esistono nel Paese, ma si vendono e piazzano bene. Leu, il partitino di Pietro Grasso e Laura Boldrini, da oggi siede al governo. Proprio così. Il ministero della Salute, guidato dalla grillina Giulia Grillo, che fino all’ultimo doveva rimanere in quota 5Stelle, è passato di mano. A guidare la salute italiana sarà Roberto Speranza esponente di “peso” di Liberi e Uguali, sicura garanzia di saldatura a sinistra, quella gruppettara dei centri sociali, per il nascente governo giallorosso. Per la squadra di governo «ci hanno chiesto una rosa di nomi e noi abbiamo proposto Muroni e Speranza», ha riferito la senatrice Loredana De Petris al termine dell’incontro a palazzo Chigi con Conte. La decisione di piazzarlo al ministero di Lungotevere a Ripa, ribaltando tutte le caselle, è arrivata solo a tarda mattinata.

Nato a Potenza il 4 gennaio 1979, sposato con due figli e laureato in Scienze Politiche, di lui non si conoscono particolari competenze in materia di sanità pubblica.
Già deputato nelle file del Pd nella scorsa legislatura, componente la commissione Esteri della Camera, nel febbraio 2017 Speranza abbandona il Pd di Matteo Renzi insieme ad altri esponenti della minoranza, tra cui anche l’ex segretario Pier Luigi Bersani, per aderire alla nuova formazione di Liberi e Uguali fondata dall’ex presidente del Senato.

Tra le congratulazioni per il nuovo incarico non potevano mancare quelle del compagno Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio guidata da Zingaretti. «Voglio rivolgere un augurio di buon lavoro al neoministro alla Salute, Roberto Speranza. Sono molte le sfide che lo attendono per una Sanità sempre più vicina alle esigenze delle persone e con uno sguardo rivolto alle fragilità e le categorie più bisognose», dice l’amico D’Amato. Non manca chi gioca con il cognome del nuovo ministro del governo giallorosso. «Auguri e congratulazioni a @robersperanza ministro della Sanità. Con quel cognome questo incarico era scritto nel suo destino! Sono certo che farà bene perché è una persona seria e appassionata #speranzasanita», così su Twitter l’ex Pd Miguel Gotor.

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/09/a-leu-conte-regala-il-ministero-della-salute-gli-italiani-nelle-mani-di-speranza/

Bologna, strage senza verita’. La cerchera’ il Parlamento

Fra un anno ne saranno trascorsi 40 dalla strage alla stazione di Bologna. L’emozione prese alla gola, con un dolore immenso, tutta Italia. Eppure, venne data in pasto alla pubblica opinione la “pista nera”. Fu un periodo terribile per chi militava a destra. L’indice contro una comunità. I “colpevoli”. Il “processo”. Le “sentenze”. Si scatenò la caccia all’uomo. 40 anni dopo conosceremo la verità?

Tutto quello che è accaduto ufficialmente sembra messo coraggiosamente in discussione dalla gran parte delle forze politiche del Parlamento. Lega e Cinquestelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia: ci sono le firme di loro rappresentanti per una commissione d’inchiesta vera. Con poteri reali. Vengono i brividi alla schiena alla lettura di quel che si racconta e che troppo presto è stato cestinato dalla magistratura: tutto deve avere risposta. Certezza e diritto. Non vendetta e propaganda politica.

La verità va ancora cercata

Sapere che cosa è successo in quella “interminabile notte di depistaggio e segreti di Stato”, per dirla con il deputato di Fdi Federico Mollicone. Lui e Paola Frassinetti hanno messo attorno a un tavolo tutti quelli che hanno qualcosa da dire sulla strage e sul non detto delle inchieste. Ed è impressionante la mole di dubbi che si accavallano.

Onore alla vittime anche oggi, trentanove anni dopo quell’eccidio, ma la verità va ancora cercata. E senza strumentalizzazioni di parte.

Dice Gasparri che esistono documenti – che lui e Carlo Giovanardi hanno visionato – “connessi alla storia delle Br e dei rapporti che ebbero con le realtà mediorientali”. Troppi presidenti del Consiglio hanno opposto, ancorché sollecitati, il segreto di Stato. Lo farà anche Conte? Il premier di un governo che si intesta il cambiamento dovrebbe avvertire il dovere morale della conoscenza reale di quella tragedia e delle responsabilità esistenti. Lo faccia.

Continua a leggere

I razzisti cercateli a sinistra. Contro gli italiani, da Martina a Saviano

Ascolti Maurizio Martina – per sbaglio – in tv, e lo senti dire, come se fosse preso da un raptus, che “nel Paese sta crescendo un’onda pericolosa, razzista e xenofoba”.

Cambi canale e arriva Saviano: “Da Nord a Sud si sta diffondendo un clima di aggressione razzista contro gli immigrati e contro chiunque non abbia la pelle bianca. Nessun italiano ha la vita migliorata se viene resa la vita impossibile ai migranti“.

Poi leggi i giornali di sinistra e ti devi cibare la solita filastrocca presa da un pezzettino di relazione dei servizi di sicurezza.

Dobbiamo dedurne che a sinistra sono pazzi. E anche in qualche palazzo. Perché i razzisti li hanno in casa e ce l’hanno con gli italiani.

Ci vorrebbe una tv disponibile a svergognarli.

Le rapine, gli omicidi, i colpi di mannaia, le azioni più sanguinose vedono in carcere metà dei detenuti stranieri. Quando li prendono. E siccome la  metà della popolazione in Italia non è straniera, quando verrà il giorno in cui Martina, Saviano e compagnia di giro la smetteranno di turlupinare la gente con le loro sciocchezze?

Gli italiani poveri sono sempre di più e pensate di addolcire la loro rabbia pretendendo ancora frontiere spalancate a tutta l’Africa?

Non ne possiamo più dei ciarlatani che strillano al razzismo e poi scappano quando ad essere pizzicato è uno della loro banda. Accadde vicino a Torino per un uovo tirato in fronte ad un’atleta di colore; si è ripetuto nei giorni scorsi col maestro di Foligno, compagno di provata fede. Dove sono andati a indignarsi Martina e Saviano?

Questa cultura antinazionale diffonde un’immagine fasulla dell’Italia e degli italiani, capaci invece di straordinarie prove di solidarietà ogni qualvolta ce ne sia stato bisogno. Purtroppo annoveriamo anche personaggi come quelli che vanno in tv a farsi belli parlando male della loro Patria e dei loro connazionali.

Continua a leggere

Bartali nelle tracce della Maturità. Se l’Anpi sapesse che aderì alla Rsi…

Il nome di Ginettaccio – come era soprannominato Gino Bartali – tra le tracce della maturità 2019 segna il riconoscimento del celeberrimo campione di umanità e di sportività scolpito nell’immaginario popolare degli italiani. Nella traccia da cui gli studenti partono è riportato un articolo scritto da Cristiano Gatti e pubblicato su Il Giornale del 24 settembre 2013, che  rievoca la vicenda degli ebrei salvati da Gino Bartali durante la Seconda Guerra Mondiale, vicenda che gli valse il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni. L’amatissimo campione, icona della nostra storia sportiva è stato anche altro. Ce lo ha raccontato proprio su queste colonne Antonio Pannullo in un bellissimo e documentato articolo dal titolo “Ma lo sa l’Anpi che Gino Bartali era nella Repubblica sociale italiana?” . Visto che l’associazione dei partigiani ancora non si è risentita per questa traccia, desumiamo che no, che non ne sa nulla

LEGGI TUTTO

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/06/bartali-nelle-tracce-della-maturita-il-campione-aderi-alla-rsi-se-lanpi-sapesse/

Ballottaggi, il centrodestra avanza ancora. Vittorie storiche nelle “rosse” Ferrara e Forlì

Come un carrarmato nei ballottaggi. Dopo circa 70 anni di governo “rosso” il centrodestra conquista la città di Ferrara con Alan Fabbri, che batte il candidato del centrosinistra Aldo Modonesi. È lo stesso destino di Forlì, che dopo un lungo dominio della sinistra vede trionfare Gian Luca Zattini del centrodestra, mentre a Reggio Emilia vince il candidato di centrosinistra Luca Vecchi.

Vittoria storica del centrodestra anche a Piombino, da sempre roccaforte della sinistra. Francesco Ferrari è stato infatti eletto con il 64,27 % dei voti, in base ai dati definitivi diffusi dal Viminale. Si ferma al 35,73% Anna Tempestini, candidata del centrosinistra.

Il Movimento 5 Stelle si aggiudica la sfida di Campobasso con Roberto Gravina, che batte la sfidante del centrodestra Maria Domenica D’Alessandro. A Potenza Mario Guarente diventa il primo sindaco leghista di una città del Sud; ad Avellino la fascia tricolore va al candidato delle civiche Gianluca Festa. A Livorno il centrosinistra torna alla vittoria con Luca Salvetti dopo i 5 anni di consiliatura M5S targata Filippo Nogarin; sempre in Toscana Matteo Biffoni, centrosinistra, si guadagna la riconferma come primo cittadino di Prato. Vanno al centrodestra i comuni di Foggia, Ascoli Piceno, Biella, Vercelli. Il centrosinistra invece elegge i propri candidati a Cremona, Verbania, Rovigo.

LEGGI TUTTO

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/06/ballottaggi-il-centrodestra-avanza-ancora-vittorie-storiche-nelle-rosse-ferrara-e-forli/

Europee, la Grecia svolta a destra. Tsipras costretto alle dimissioni

I cedimenti di Alexis Tsipras ai diktat dell’Unione europea non hanno pagato. E In Grecia ci saranno elezioni anticipate. Il premier Tsipras ha annunciato che chiederà al presidente Prokopis Pavlopoulos di convocare il voto dopo il secondo round di domenica delle elezioni locali e regionali. Le elezioni avrebbero dovuto tenersi a ottobre. Il partito del premier, Syriza, è arrivato secondo, con un distacco di circa il 9% dai conservatori di Nuova Democrazia. “Il risultato non è in linea con le nostre aspettative e non ignorerei mai un tale risultato”, ha detto Tsipras in una conferenza stampa. La prima data utile per le elezioni anticipate sarebbe il 30 giugno. I conservatori di Nd avrebbero il 33% contro il 24% di Syriza.

Nuova Democrazia, il partito di centrodestra guidato da Kyriakos Mitsotakis, sarebbe arrivato in testa nelle elezioni europee superando il partito del primo ministro Alexis Tsipras, secondo gli exit poll alla chiusura delle urne in Grecia.

LEGGI TUTTO

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/europee-la-grecia-svolta-a-destra-tsipras-costretto-alle-dimissioni/

E anche a Predappio si cambia: per la prima volta vince il centrodestra

Predappio (Forlì), paese natale di Benito Mussolini, storicamente in mano al centrosinistra, passa per la prima volta da dopoguerra al centrodestra. Il nuovo sindaco del comune romagnolo più noto al mondo è infatti Roberto Canali, esponente della lista civica ‘Uniti per Predappio‘, sostenuta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Canali ha ottenuto 2100 voti pari al 60,1% contro i 1350 andati all’altro candidato, Gianni Flamigni, sindaco uscente della sinistra, sostenuto dalla lista ‘Generazioni Predappio’, che quindi si è fermato al 39,9%.

LEGGI TUTTO

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/e-anche-a-predappio-si-cambia-per-la-prima-volta-vince-il-centrodestra/

Altro che accoglienza, Riace e Lampedusa prendono a schiaffi la sinistra buonista

Non solo il risultato nazionale. Per raccontare fino in fono l’esito di queste elezioni e il loro significato vale la pena soffermarsi anche su qualche piccolo Comune. Soprattutto se si tratta di realtà elevate a “modello”, a baluardo di una narrazione che mai come oggi si rivela fasulla. Perché se i Comuni in questione sono Riace e Lampedusa a crollare non sono solo le percentuali di qualche partito, ma l’ultimo velo su quali siano i reali sentimenti degli italiani rispetto a una questione centrale come l’immigrazione, tanto più se si parla di Europa.

Liquidata la retorica sul “modello Riace”

A Riace, la città di Mimmo Lucano per il fronte del “restiamo umani” costituirebbe un modello a livello planetario, la Lega prende il 30,75% dei voti, Forza Italia il 9%, FdI il 6,42%. A conti fatti il centrodestra supera il 46% dei consensi, dimostrandosi ampiamente maggioritario.

LEGGI TUTTO

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/altro-che-accoglienza-riace-e-lampedusa-prendono-a-schiaffi-la-sinistra-buonista/

Così di Maio sta imbrogliando sul reddito di cittadinanza

Imbroglioni. Solo questo si può dire a Di Maio e a chi ne sta eseguendo gli ordini. Il reddito di cittadinanza si sta rivelando un clamoroso bluff che finirà in un gigantesco danno erariale per lo Stato. E chissà a chi è in distribuzione. Non si può sapere chi beneficia della regalia per non faticare.
Di Maio non si illuda, perché l’inganno dell’elemosiniere a Cinquestelle non regge più. Ha messo sottosopra l’Inps per lavorare esclusivamente al sussidio da erogare prima del voto a chi non lavora anche se fosse un delinquente, ma rischia assai. E proprio prima del voto – come ha chiesto ieri Giorgia Meloni – il governo ha il dovere di far sapere a chi sta distribuendo questi soldi nostri.
E’ una porcata per almeno cinque motivi. Le pretese di Di Maio sull’Inps sono una vergogna. Lo Stato non è casa sua.
Girano quattrini, non si sa ancora a chi vanno a finire.

LEGGI TUTTO

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/reddito-di-cittadinanza-senza-controlli-rom-e-clandestini-ringraziano-di-maio/

La Contro-Chiesa conciliare scomunica Salvini per il rosario, ma tace su croci coperte, blasfemie e resa all’islam

La Chiesa scomunica Salvini per il rosario, ma tace su croci coperte, blasfemità e resa all’islam

Sarà stato pure inelegante e un po’ forzato  il gesto di Salvini di esibire il rosario e di invocare Dio alla fine del suo comizio a Piazza del Duomo, ma il leader della Lega non ha offeso nessuno, tantomeno la Chiesa. Non si capisce quindi il perché delle scomuniche piovute sul capo del ministro dell’Interno all’indomani della manifestazione leghista a Milano, E si tratta di pronunce  di alti esponenti ecclesiatici, a partire dal segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin (il numero due  della Chiesa cattolica) e dal direttore della rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro (secondo alcuni sarebbe lo “spin doctor” di Bergoglio). O meglio, gli attacchi delle gerarchie ecclesiastiche a Salvini si capiscono benissimo se si considera la “deriva progressista”  che l’attuale Pontefice sta imprimendo al cattolicesimo e la conseguente avversione che Bergoglio stesso e gli alti prelati nutrono per la figura di Salvini e per tutto ciò che sa di sovranismo. Un’avversione peraltro esplica

LEGGI TUTTO

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/la-chiesa-scomunica-salvini-per-il-rosario-ma-tace-su-croci-coperte-blasfemita-e-resa-allislam/

1 2 3 4 6