Stato di emergenza? L’alibi solo italiano per blindare Palazzo Chigi. Buoni a nulla ma capaci di tutto

di Sergio Luciano
Fonte: Il Sussidiario
Il Governo intende prorogare lo stato di emergenza di altri 6 mesi.
Dunque saremo in emergenza fino al 31 dicembre? Diciamolo, mai come stavolta si potrebbe dar ragione al premier Giuseppe Conte se solo avesse – anzi, avesse avuto – l’onestà intellettuale di attribuire l’emergenza non già alla pandemia ma alla giustizia civile e penale che non funziona, alla lotta all’evasione che fa ridere, al codice degli appalti che li blocca, alla scuola che viene tenuta chiusa mentre si riaprono discoteche e spiagge, al ponte Morandi che va assegnato in gestione ad Autostrade altrimenti non riapre, ai fondi di liquidità e alla cassa integrazione che ancora non sono arrivati ai destinatari e insomma a tutti gli argomenti di drammatica attualità sui quali il governo, da quel drammatico week-end dell’8 e 9 marzo ad oggi, in quattro mesi, ha fatto solo chiacchiere.
L’emergenza è il governo, non la pandemia che sta regredendo e che comunque, se anche dovesse risvegliarsi – Dio non voglia – troverebbe comunque difese farmacologiche e cliniche assai migliori di quelle di quattro mesi fa. L’emergenza sono alcuni ministri politicamente analfabeti e tecnicamente sprovveduti. L’emergenza è un Parlamento esautorato.
Il tutto – va detto – contro Salvini e grazie a Salvini. Perché è da quando l’ex capitano ha tentato undici mesi fa di far saltare il banco e ottenere le elezioni anticipate fidandosi dell’imbelle Zingaretti e finendo contro un muro, che il governo Conte 2 ingrassa sventolando lo spauracchio della vittoria della Lega. Il movimentismo salviniano – “così non si può andare avanti, si torni al voto” – è stato il miglior alibi per il governo più pazzo del mondo e di sempre, ossia per questo esecutivo attaccato con lo sputo che ci guida.
Adesso, l’ultima trovata è prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 dicembre, a 20 giorni dalla scadenza di quello vigente (31 luglio) e senza argomentazioni. In attesa del voto delle Camere che il 14 luglio ascolteranno e si esprimeranno sulle comunicazioni del ministro Roberto Speranza sul nuovo Dpcm, destinato a prorogare le norme anti–contagio in scadenza il 14 luglio. Una prima risposta viene dal vibrato e – va detto – incisivo appello/protesta di Elisabetta Casellati, presidente del Senato, contro il “decretismo” che sta contraddistinguendo quest’esecutivo: “Mi auguro che sia l’inizio di una democrazia compiuta”, ha detto riferendosi appunto al voto assembleare sulle prossime comunicazioni di Speranza – perché alla Camera e al Senato siamo ormai gli invisibili della Costituzione”. Ma ci vuol altro.
Questa democrazia simulata, quest’ennesimo governo guidato da un premier mai eletto dal popolo, stava trascinandosi su un piano di precarietà quotidianamente più grave quando la pandemia è intervenuta inducendo comprensibilmente tutti gli italiani a pendere dalle labbra di Palazzo Chigi. Mai tanta visibilità e notorietà è stata data a un premier per lo meno da quando Silvio Berlusconi ha perso quel ruolo.
Quando l’emergenza del Covid-19 ha costretto il governo a prendere le decisioni – quelle sì di emergenza – che conosciamo, dalle mascherina al distanziamento e al resto, la tenuta dell’esecutivo è parsa a tutti rafforzarsi, perché la figura del premier Conte è diventata improvvisamente popolarissima, con quel suo tono pacato e quasi scivolato di ratificare l’ovvio.
Poi però sono sopravvenuti i decreti dettati da quest’emergenza e una parte di quella fiducia è sfumata, per l’enorme gap che gli italiani hanno in qualche caso drammaticamente misurato con la propria pelle, per esempio non ottenendo gli aiuti per la liquidità o la cassa integrazione per i dipendenti. E poi, ancora, la remissione sostanziale della pandemia nel nostro Paese, che ha di riflesso incastrato Conte e il ministro Speranza nel ruolo – peraltro giusto, secondo chi scrive – di uccelli del malaugurio circa i rischi ancora presenti in circolazione e le pessime prospettive di una seconda ondata autunnale.
I prossimi pochi giorni saranno di fuoco. Perché non aspettare il 20 luglio prima di dichiarare la proroga dell’emergenza? Perché prorogarla addirittura di sei mesi anziché fermarsi a tre?
Epperò, se Nicola Zingaretti dichiara: “Il Pd è pronto a sostenere qualsiasi scelta del Governo utile a contenere la pandemia”, sempre dal Pd, con Stefano Ceccanti, i dem ribadiscono “la necessità della presenza del presidente del Consiglio in Parlamento prima dell’eventuale proroga dello stato di emergenza”. Magari, già martedì, da Speranza, “è lecito attendersi alcuni primi chiarimenti”. Anche Italia Viva sollecita un coinvolgimento delle Camere. I Cinquestelle sembrano meno “appassionati” alla vicenda. La proroga è una “questione prettamente tecnica” ha commentato in prima battuta il capo politico Vito Crimi. Il centrodestra ribadisce la contrarietà: i Dpcm danno troppi poteri al governo e confinano il Parlamento in un angolo. “E lo stato di emergenza blocca l’Italia”, rincara la capogruppo dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, mentre Antonio Tajani chiede al governo di confrontarsi con Camera e Senato.
Insomma, come sempre: buoni a nulla e indecisi a tutto, ma anche capaci di tutto.

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Macron e i trafficanti di uomini tendono una trappola all’Italia

di Michela Mercuri

Macron e i trafficanti di uomini tendono una trappola all'Italia

Fonte: Il Sussidiario

Da circa cinque giorni alcune zone della capitale libica sono teatro di gravi scontri tra milizie che, nonostante alcuni tentativi di tregua, non sembrano volersi arrestare. Ieri un colpo di mortaio ha raggiunto un albergo vicino alla nostra ambasciata. Regolamento di conti interno, come già accaduto altre volte nell’ultimo anno, o qualcosa di più serio che potrebbe mettere a rischio la tenuta del Governo di accordo nazionale (Gna) di Fayez al-Serraj, alleato storico dell’Italia? E quali potrebbero essere le opzioni del nostro governo?

Innanzitutto è necessario far luce sulle possibili cause di questa recrudescenza.

La tensione tra i vari gruppi presenti a Tripoli è addebitabile a diversi motivi. In primo luogo il calo dei flussi migratori provenienti dalle coste tripoline — che garantivano introiti ad alcuni gruppi presenti nell’area — ha tagliato una buona fetta della torta da cui mangiavano molte milizie, saziando i loro “appetiti economici”. Detta in altri termini, tenere a freno i gruppi armati con i proventi dei traffici illegali ora è molto più difficile e questo può costituire un rischio per la tenuta del governo a marchio Onu. Prova ne sia che, prima, la Settima brigata, una milizia di stanza nelle città di Tarhuna, a sud della capitale, si è mossa contro formazioni fedeli a Serraj accusandole di essere corrotte; poi, come riportato da alcune agenzie, Salah Badi, controversa figura dell’operazione Alba libica — che nel 2014 ha costretto il neo-eletto governo a rifugiare a Tobruk — ha diffuso un messaggio su Facebook dicendosi pronto ad entrare a Tripoli alla guida della brigata al Samoud. Come recita un vecchio detto popolare “la fame fa uscire il lupo dalla tana” e così è stato. Continua a leggere

TRAGICOMICHE CONCILIARI: Merkel premiata ad Assisi con la “Lampada della Pace”

NON E’ UNA BARZELLETTA. POVERO S. FRANCESCO! (n.d.r.)

Assisi, Angela Merkel riceve la Lampada della Pace di San Francesco: “Pacifica convivenza dei popoli”. La cancellerie tedesca insignita quest’oggi dell’ambizioso riconoscimento

Angela Merkel ad Assisi per la Lampada della Pace - TwitterAngela Merkel ad Assisi per la Lampada della Pace – Twitter

C’era anche il Presidente del del Consiglio, Paolo Gentiloni, oggi ad Assisi, per la premiazione di Angela Merkel. La cancelleria tedesca ha ricevuto un ambito riconoscimento, La Lampada della Pace di San Francesco, assegnato a chi si distingue nel campo della pace. I due leader di Italia e Germania sono stati protagonisti di un breve scambio di battute. «Grazie per la collaborazione che c’è stata tra i nostri Paesi in questo periodo», le parole del politico italiano alla Merkel, che a sua volta ha replicato: «Grazie Paolo, ho lavorato bene con te». La Chiesa, come scrive La Repubblica, negli ultimi anni ha iniziato a vedere la Germania non solo come un paese che punta a salvaguardare la propria tradizione nazionale, ma anche come una nazione impegnata nella difesa del clima e dello stato sociale, con un occhio di riguardo nei confronti dei migranti. Il Papa ha incontrato per sei volte la cancelleria, e in una visita le ha donato una medaglia raffigurante San Martino che si toglie il proprio mantello per coprire un povero. (aggiornamento di Davide Giancristofaro) Continua a leggere

Sui nemici della civiltà

di Maurizio Blondet

Sui nemici della civiltà

Fonte: Maurizio Blondet

Una coppia   americana ha deciso di allevare  l’essere che hanno generato  (che hanno chiamato Zoomer)  “senza genere”:   «Sarà lei/lui a scegliere in quale sesso riconoscersi, una volta che sarà in grado di esprimersi».  Ne ha parlato elogiativamente  Il Sussidiario il 16 aprile, come i due si rivolgano a Zoomer con un pronome neutro.   “I  genitori di Zoomer non vogliono che cresca limitata/o da una cultura fatta di stereotipi di genere.  Il “gender creative” è un metodo educativo per far sviluppare la creatività di Zoomer….”.

Ovviamente, non è che la creaturina sia di sesso incerto. E’ che sono i genitori, ferrei aderenti all’ultima ideologia di moda,  a non aver “voluto rivelare se sono genitori di un maschio o di una femmina, preferendo «liberarsi dagli stereotipi».  La giornalista nemmeno coglie il carattere ideologico, fanatico, del linguaggio dei genitori: «Ho deciso di non assegnare un sesso a Zoomer. Aspetterò che scelga da sola/o in quale dei due identificarsi”.   Dunque “io ho deciso” per Zoomer, al suo posto. Non è assurdo? No, e nemmeno è più una notizia da rilevare con sorpresa, come fa  Il Sussidiario. Ormai alla Università Statale di Milano si tengono “seminari a cadenza mensile sulla medicina e farmacologia di genere”, ossia sull’uso dei farmaci ormonali  che sospendono la pubertà dell’adolescente, in modo che sia lui/lei a scegliere “libero da stereotipi”, più tardi. Continua a leggere

Perù, strage di 140 bambini: il più grande sacrificio di massa/ Impero Chimù: “È stata un’uccisione rituale”

Resti della civiltà ChimùSegnalazione di Stefano F.

In Perù sono stati ritrovati i resti di 140 bambini uccisi in sacrificio umano strappando loro il cuore, il più grande sacrificio umano di bambini della storia

di Paolo Vites

Sulla costa settentrionale del Perù sono state scoperte le prove del più grande sacrificio di massa di bambini mai compiuto nelle Americhe, e forse in tutta la storia del mondo. Oltre 140 bambini e 200 lama sarebbero stati uccisi circa 550 anni fa nell’ambito di un sacrificio rituale. Le ricerche sono state svolte da un gruppo internazionale e interdisciplinare guidato da Gabriel Prieto della Universidad Nacional de Trujillo e da John Verano della Tulane University. «Non me lo sarei mai aspettato. E penso che anche per gli altri colleghi sia la stessa cosa», il commento a National Geographic dell’antropologo fisico Verano che ha lavorato per oltre tre decenni in questa regione. Il sito del sacrificio è conosciuto come Huanchaquito-Las Llamas. Qui nel 2011 furono trovati resti di 42 bambini e 76 lama. Alla fine delle ricerche, terminate nel 2016, il numero è salito a 140 bambini e 200 lama. «È stata un’uccisione rituale ed è stata sistematica», afferma Verano. «Spiegare il sacrificio dei bambini è decisamente più difficile», dice invece Joseph Watts, ricercatore postdottorato presso l’università di Oxford e il Max Planck Institute per la Scienza della storia umana. Questo perché la maggior parte delle società che praticavano sacrifici umani li praticavano tuttavia sugli adulti. (agg. di Silvana Palazzo) Continua a leggere

Macron ci sta portando al massacro per arricchire la Francia

di Mario Mauro

Macron ci sta portando al massacro per arricchire la Francia

Fonte: Il Sussidiario

“La comunità internazionale dovrebbe fare tesoro di quanto esprimono le comunità cristiane siriane che senza essere sostenitrici di Assad, chiamate a scegliere tra lui e l’Isis hanno scelto il presidente siriano”: così dice l’ex ministro della difesa Mario Mauro in questa intervista a ilsussidiario.net. In Siria c’è un conflitto tra potenze regionali, non c’è mai stata una guerra civile, ha detto ancora, “in cui è finito mezzo mondo. La Francia in modo particolare ci sta trascinando in una guerra che ha come unico scopo i suoi interessi, nel quadro di una politica neocolonialista che va avanti da anni”. Trump? “Si muove solo per interessi politici interni”.

Macron dice di avere le prove dell’uso di armi chimiche da parte di Assad: a che gioco sta giocando? Qual è la sua politica?

Già da anni sullo scenario internazionale Parigi ma anche Londra ricoprono dei ruoli che definirei neocolonialisti, che vanno ben oltre il disegno condiviso della Ue. Anzi, il ruolo che tendono a incarnare costituisce un ostacolo a una politica estera comune europea, e rappresenta un serio problema anche per una politica di difesa europea perché le concepisce solo come un riflesso delle strategie di queste due nazioni.

Macron come Sarkozy?

Sì, la sua posizione sembra il riverbero di quella di Sarkozy e quindi alla fine ci conduce a un giudizio molto duro sullo scenario degli interventi internazionali degli ultimi 25 anni. Continua a leggere