Articoli con tag Ilgiornale.it

L’ira degli immigrati regolari: “Basta clandestini, arriva di tutto”

Ad Agrigento la comunità senegalese denuncia spacciatori e degrado nel proprio quartiere: “Siamo qui da trent’anni e non possiamo più vivere così, occorre sicurezza”

“Queste cose nel mio paese non sarebbero accadute, nel giro di poche ore i responsabili sarebbero stati arrestati, qui c’è poca sicurezza”: potrebbe sembrare una delle tante richieste di un maggiore controllo del territorio ad opera di un cittadino italiano che nota degrado nel suo quartiere, a parlare invece è un cittadino senegalese che vive ad Agrigento.

Qui la comunità di cittadini del paese africano è presente da più di trent’anni, vive e lavora nella città dei templi avendo sempre un ottimo rapporto con gli agrigentini: “Mi alzo alle 4 per andare a montare le bancherelle al mercato ogni mattina – dichiara un senegalese arrivato in Sicilia nel 1994 – Non posso avere paura di camminare nella mia zona”. Prosegui la lettura »

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Buonos Aires, femministe profanano statua della Madonna

Lo scorso 8 marzo, in occasione della festa della donna, un’immagine della Madonna, o meglio di Nostra Signora delle Grazie di Buenos Aires, è stata profana

Le femministe colpiscono anche in Argentina. Lo scorso 8 marzo, in occasione della festa della donna, un’immagine della Madonna, precisamente della Nostra Signora delle Grazie di Buenos Aires, è stata profanata con un fazzoletto verde, simbolo del movimento abortista del Paese sudamericano.

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L’orrore sul corpo di Pamela: “Era viva quando l’ha sezionata”

Vincezo Marino, testimone chiave dell’accusa contro il nigeriano Oseghale, ha parlato oggi come supertestimone durante la seconda udienza del processo sulla morte di Pamela Matropietro

Stuprata, accoltellata e squartata viva. Emergono nuovi dettagli inquietanti sulla morte di Pamela Mastropietro. A rivelarli è il pentito Vincenzo Marino, ascoltato come supertestimone durante la seconda udienza del processo davanti alla Corte di Assise di Macerata.

L’uomo era stato detenuto con Oseghale nel carcere di Ascoli e proprio lì ascoltò la sua agghiacciante confessione del delitto di Pamela. Proprio per questo, il pentito ha un ruolo chiave nell’accusa contro il nigeriano.

Secondo quanto ricostruito da Marino durante l’udienza di oggi, l’immigrato avrebbe accoltellato al fegato Pamela subito dopo il rapporto sessuale. “Desmond Lucky se ne andò, Oseghale tentò di rianimarla con acqua sulla faccia per farla riprendere, lei si riprese. Oseghale l’ha spogliata, era sveglia” ma aveva “gli occhi girati all’insù” e “hanno avuto un rapporto sessuale completo”. Poi la “ragazza voleva andare via a casa a Roma perché aveva il treno, disse che se no l’avrebbe denunciato. Ebbero una colluttazione, si sono spinti, Oseghale le diede una coltellata all’altezza del fegato e dopo una prima coltellata Pamela cadde a terra”.Ma non è finita qui. Sempre come riferito dal testimone, Oseghale dopo aver colpito la ragazza andò ai giardini Diaz per chiedere, invano, l’aiuto a un connazionale poi “tornò a casa, convinto che Pamela fosse morta e la squartò iniziando dal piede. La ragazza iniziò a muoversi e lamentarsi e gli diede una seconda coltellata”.

Riguardo a eventuali complici nell’omicidio della ragazza, invece, il pentito ha dichiarato che Oseghale non gli ha fatto il nome di nessuno. “Non fece il nome di nessuno”, ha affermato in aula. Inoltre, il nigeriano avrebbe usato la varechina per cancellare le sue tracce. “L’aveva lavata con la varechina perché così non si sarebbe saputo se era morta di overdose o assassinata”, ha aggiunto. “Disse che aveva un sacco in frigo dove mettere i pezzi, ma che non ci andavano e che l’ha dovuta tagliare e l’ha messa in due valigie”, continua il pentito raccontando le confidenza che gli avrebbe fatto Oseghale. Chiamò un taxi, ma mentre era in auto “la moglie lo chiamava ed è andato nel panico”, ha proseguito il pentito.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lorrore-sul-corpo-pamela-era-viva-quando-lha-sezionata-1657603.html?mobile_detect=false

 

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Fazio fa flop con Macron battuto da “Paperissima”

L’intervista al presidente non aumenta lo share E fa il furbetto sulle spese a Parigi: ho pagato io

Certo, c’era da aspettarsi che un’intervista, anzi un monologo, così triste, grigio, virato sui massimi sistemi, senza mordente e, soprattutto, senza domande ficcanti, non avrebbe entusiasmato gli spettatori.

Però, farsi addirittura battere da Paperissima avendo in canna un interlocutore eccezionale come Emmanuel Macron, beh, fa un po’ ridere… Domenica sera è andata proprio così: il colloquio di Fabio Fazio con il presidente della Repubblica francese è stato sconfitto dal programma di gaffe e capitomboli di Canale 5.

Questi i dati: nel periodo di sovrapposizione (dalle 21,01 alle 21,29) Paperissima ha realizzato il 17,22 per cento di share con 4.430.000 spettatori, mentre Che tempo che fa si è fermato al 15,91 con 4.085.000 spettatori. Intendiamoci, la trasmissione di Fazio in sé non fatto un flop, si è tenuta più o meno sugli stessi risultati delle precedenti domeniche. Il fatto è che, proponendo un’intervista con un capo di governo al centro di grandi conflitti con quello italiano di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane, ci si aspettava un dato ben più alto. Ma Che tempo che fa si è tenuto i suoi affezionati fan che, qualunque cosa venga loro proposta, restano incollati a Raiuno alla domenica. Il resto del pubblico che guardava la tv subito dopo i tiggì serali, ha preferito farsi due sane risate con le papere inventate da Antonio Ricci (che alla domenica sostituiscono Striscia la notizia). E, qui, c’è da chiedersi come mai gli italiani, anche i malpancisti-sovranisti-populisti che non sopportano i governanti francesi e la loro politica (secondo loro) anti-italiana, non abbiano preferito ascoltare cosa aveva da dire Macron dopo le porte sbattute in faccia dal duo Salvini-Di Maio.

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“Macché rischio razzismo. È solo propaganda che fa crescere Salvini”

La marcia contro il razzismo ieri ha avuto grande successo. Ma davvero in Italia esiste un pericolo razzista? Davvero dietro la richiesta di legalità e le paure per flussi migratori fuori controllo c’è un’ondata xenofoba? Attento osservatore della politica italiana e figlio dell’unica terra immune dal razzismo, la Sicilia («Il razzismo è una malattia per popoli biondi»), Pietrangelo Buttafuoco ha una sua idea sulla manifestazione di Milano.

Quale?

«Si chiama “attenzione indotta”. È quel fenomeno per cui dal momento in cui tu decidi di comprare una Vespa, vedi Vespe dappertutto. E se vuoi cambiare casa, vedi “Vendesi” dappertutto. Si studia in psicologia. In politica, attraverso raffinati meccanismi della propaganda – e attenzione: speculari, cioè usati sia da chi cavalca la paura dell’altro sia da chi denuncia il razzismo – significa portare l’interesse delle persone su una cosa che succede da sempre, a cui però nessuno fino ad allora ha dato un senso particolare».

E che adesso diventa ghiotto materiale politico.

«È da trent’anni, o di più, che la gente muore nel Mediterraneo. Io me li ricordo da ragazzo, sulle spiagge della Sicilia, i pescherecci spiaggiati con le scritte in arabo. Ma nessuno diceva nulla. A parte Andrea Camilleri. A proposito: lui la storia di Montalbano e i migranti l’ha scritta tre anni fa, poi adesso va in onda sulla Rai e arriva la macchina della propaganda antirazzista a scatenare la polemica. Ma leggi Davide Enia, Appunti per un naufragio, e vedi da quanto tempo la gente muore nel mare di Lampedusa… Ma allora non c’erano i Saviano, i Veronesi, gli Albinati a scriverci sopra articoli e libri, non c’erano i collegamenti di Che tempo che fa…» Prosegui la lettura »

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A Milano la “carnevalata” buonista

La sinistra buonista scende in campo e lo fa a Milano con il sindaco del capoluogo lombardo, Beppe Sala. Una manifestazione per le vie della città per dire “no” al razzismo e soprattutto per attaccare la politica del governo e del Viminale sul fronte immigrazione.

La manifestazione dal titolo “People-prima le persone” sfida in modo chiaro l’esecutivo. A sfilare attivisti di alcune associazioni tra cui anche l’Anpi. La manifestazione ha anche il sapore di una sfilata carnevalesca con un carro allegorico a forma di barcone su cui sfilano i rappresentanti delle ong tra cui Mediterranea, Open Arms e Sea Watch.

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fonte – http://m.ilgiornale.it/news/2019/03/02/a-milano-la-carnevalata-buonista/1655277/

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Sbarchi giù del 95% E l’Onu accusa l’Italia «Diritti umani violati» o “affari” finiti?

L’accusa dei Relatori speciali sui migranti Ma il Viminale esulta: «Rimpatri aumentati»

Con il peso del nodo Tav ancora irrisolto Matteo Salvini ha bisogno di rassicurare i suoi elettori in vista delle europee.

Il ministro dell’Interno vuole spostare l’attenzione dalle tensioni con M5s e dimostrare che sta mantenendo le sue promesse. Se non quelle sulle grandi opere e la flat tax almeno quelle sull’immigrazione. E dunque ieri tra i tanti post con i quali quotidianamente inonda Facebook il vicepremier ha pubblicato in tono trionfale gli ultimi dati sugli sbarchi.

Nei primi due mesi del 2019 gli sbarchi dei migranti in Italia sono diminuiti del 95 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, scrive il vicepremier citando i dati del Viminale. Dal primo gennaio al 28 febbraio solo 262 sbarchi mentre nello stesso periodo del 2018 ne erano stati registrati 5.247. Dunque prosegue il vicepremier finalmente i rimpatri superano abbondantemente gli arrivi. Gli immigrati rimandati a casa superano di quattro volte il numero di quelli giunti sul nostro territorio 1.099 persone sono ritornate nel loro paese d’origine, 1.013 con rimpatri forzati e 86 con rimpatri volontari assistiti.

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Le toghe rosse contro Salvini: “In Italia deriva razzista e xenofoba”

 

Magistratura democratica processa il governo: “Segnale di oscurantismo e violazioni senza precedenti”. Attacchi a testa bassa a dl Sicurezza e legittima difesa

L’attacco arriva da Mariarosaria Guglielmi che, aprendo il congresso di Magistratura democratica a Roma, ha accusato il governo gialloverde dei peggiori crimini.

Un’invettiva, quella fatta dalla segretaria delle toghe rosse, che rinfaccia a Matteo Salvini e a Luigi Di Maio di portare il Paese “verso un nuovo assetto normativo e culturale fortemente regressivo per i diritti e per le garanzie e verso una manomissione dei principi dello Stato di diritto che priva la giurisdizione del suo ruolo di garanzia e di terzietà”. Prosegui la lettura »

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Abusi, sette dirigenti di Amnesty International si dimettono

Un durissimo colpo alla ong Amnesty International dopo che sette manager hanno rassegnato le dimissioni in seguito ad un rapporto di KonTerra Group: “Serve un cambiamento strutturale”

Un clima che non dovrebbe esistere all’interno di una ong come Amnesty International, che in queste ore ha visto dimettersi sette importanti dirigenti del gruppo per abusi e intimidazioni.

Il clima che si respirava dentro la ong è stato tracciato da un rapporto stilato dalla KonTerra Group, in cui si evincono grossi problemi interni e “un clima di lavoro tossico“. Bullismo, sessismo ed episodi di iperlavoro sarebbero all’ordine del giorno. La notizia è trapelata tra le pagine dei Guardian, che raccoglie anche la lettera inviata dai dirigenti al Segretario Kumi Naidoo: “Siamo davvero dispiaciuti che la maggioranza dei colleghi si senta sottovalutata e non supportata, e siamo disposti a tutto pur di cambiare questa situazione. Nell’interesse di Amnesty International abbiamo tutti detto a Kumi che ognuno di noi è pronto a farsi da parte“. I sette dirigenti sostengono che sicuramente sono stati fatti alcuni errori di cui si assumono le responsabilità, mentre Naidoo dal canto suo ha già rivelato che molto probabilmente non accetterà tutte le dimissioni. Prosegui la lettura »

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Nasce il partito per gli immigrati: “Sarà una lotta senza quartiere”

 

Il movimento “Cara Italia” lotta contro il razzismo e per i diritti degli immigrati. Il loro sogno? “Un’Italia multiculturale”

L’ultima novità si chiama “Cara Italia”, un movimento nato per “dare voce a chi non ce l’ha, ai tanti delusi della mancata riforma della Bossi-Fini, dello Ius soli e delle politiche razziste dell’attuale maggioranza”.

A firmarne il “programma” è Stephen Ogongo, giornalista e originario del Kenya. Arrivato nel Belpaese ormai 25 anni fa, nel suo curriculum vanta l’insegnamento alla Università Gregoriana. All’età di 44 anni ha due figlie ed è caporedattore di 10 testate del gruppo “Stranieri in Italia”. Lo scorso ottobre su Facebook ha dato vita a una pagina per sponsorizzare il movimento “Cara Italia. Le seimila adesioni raccolte, secondo quanto scrive Repubblica, potrebbero presto portare alla nascita di un vero e proprio partito. Il movimento, spiega Ogongo a Rep, “ha come protagonisti gli immigrati e gli italiani che lavorano insieme contro il razzismo e tutte le altre forme discriminazioni. Una casa comune per cercare di mettere insieme associazioni, organizzazioni, gruppi che si occupano dei diritti dei nuovi italiani“. Prosegui la lettura »

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