Articoli con tag Ilgiornale.it

Abusi, sette dirigenti di Amnesty International si dimettono

Un durissimo colpo alla ong Amnesty International dopo che sette manager hanno rassegnato le dimissioni in seguito ad un rapporto di KonTerra Group: “Serve un cambiamento strutturale”

Un clima che non dovrebbe esistere all’interno di una ong come Amnesty International, che in queste ore ha visto dimettersi sette importanti dirigenti del gruppo per abusi e intimidazioni.

Il clima che si respirava dentro la ong è stato tracciato da un rapporto stilato dalla KonTerra Group, in cui si evincono grossi problemi interni e “un clima di lavoro tossico“. Bullismo, sessismo ed episodi di iperlavoro sarebbero all’ordine del giorno. La notizia è trapelata tra le pagine dei Guardian, che raccoglie anche la lettera inviata dai dirigenti al Segretario Kumi Naidoo: “Siamo davvero dispiaciuti che la maggioranza dei colleghi si senta sottovalutata e non supportata, e siamo disposti a tutto pur di cambiare questa situazione. Nell’interesse di Amnesty International abbiamo tutti detto a Kumi che ognuno di noi è pronto a farsi da parte“. I sette dirigenti sostengono che sicuramente sono stati fatti alcuni errori di cui si assumono le responsabilità, mentre Naidoo dal canto suo ha già rivelato che molto probabilmente non accetterà tutte le dimissioni. Prosegui la lettura »

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Nasce il partito per gli immigrati: “Sarà una lotta senza quartiere”

 

Il movimento “Cara Italia” lotta contro il razzismo e per i diritti degli immigrati. Il loro sogno? “Un’Italia multiculturale”

L’ultima novità si chiama “Cara Italia”, un movimento nato per “dare voce a chi non ce l’ha, ai tanti delusi della mancata riforma della Bossi-Fini, dello Ius soli e delle politiche razziste dell’attuale maggioranza”.

A firmarne il “programma” è Stephen Ogongo, giornalista e originario del Kenya. Arrivato nel Belpaese ormai 25 anni fa, nel suo curriculum vanta l’insegnamento alla Università Gregoriana. All’età di 44 anni ha due figlie ed è caporedattore di 10 testate del gruppo “Stranieri in Italia”. Lo scorso ottobre su Facebook ha dato vita a una pagina per sponsorizzare il movimento “Cara Italia. Le seimila adesioni raccolte, secondo quanto scrive Repubblica, potrebbero presto portare alla nascita di un vero e proprio partito. Il movimento, spiega Ogongo a Rep, “ha come protagonisti gli immigrati e gli italiani che lavorano insieme contro il razzismo e tutte le altre forme discriminazioni. Una casa comune per cercare di mettere insieme associazioni, organizzazioni, gruppi che si occupano dei diritti dei nuovi italiani“. Prosegui la lettura »

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Corte dei Conti accusa Renzi: “Quattro anni di bilanci falsi”. Ombre sul Comune di Firenze

La magistratura contabile ha riscontrato “gravi anomalie”. Il diktat al successore Nardella: “Ripristinare gli equilibri”

Nel mirino della magistratura contabile finisce, insomma, l’intera gestione di Matteo Renzi.

Per la Corte dei Conti, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, a Palazzo Vecchio rimarrebbero “gravi irregolarità” che generano “oltre all’inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio, anche violazioni in merito alla gestione dei flussi di cassa e alla loro verificabilità”. I giudici contabili, si legge ancora sul quotidiano diretto da Marco Travaglio, “contestano all’ente toscano l’impiego di fondi di riserva per le spese correnti non ricostituiti alla fine del mandato e di avere rinviato 152 milioni di crediti diventati oggi inesigibili”.

Lo scorso 31 luglio la Corte dei Conti avrebbe recapitato all’attuale sindaco di Firenze, Dario Nardella, un’ordinanza con cui invita l’ente ad “adottare entro sessanta giorni i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio”.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/corte-dei-conti-accusa-renzi-quattro-anni-bilanci-falsi-ombr-1167222.html?mobile_detect=false

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L’Ungheria chiude ai migranti. Parte la campagna contro Soros e Juncker

Il governo di Viktor Orban ha lanciato da tempo una campagna contro l’Unione europea e il magnate naturalizzato americano

L’Ungheria di Viktor Orban lancia una nuova campagna contro l’immigrazione

E gli obiettivi sono due: George Soros e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. La campagna del governo di Budapest accusa i due uomini di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo quanto riportato su Facebook dallo stesso esecutivo guidato da Orban, la campagna prevede cartelloni pubblicitari per le strade in cui sono raffigurati Soros e Juncker con una didascalia: “Anche tu hai il diritto di sapere cosa sta preparando Bruxelles: vogliono introdurre la quota di redistribuzione obbligatoria, indebolire i diritti degli Stati membri per quanto riguarda la difesa delle frontiere, facilitare l’immigrazione con un visto per i migranti“. Prosegui la lettura »

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Salvini sul Papa: “Lui pensa alle anime, io agli italiani poveri

Il ministro dell’Interno parla a Non è l’Arena su La 7 dopo la polemica sulla foto del Papa con la spilla per la riapertura dei porti.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ospite alla trasmissione “Non è l’Arena” su La7 in collegamento da Castelsardo, in Sardegna, parla di nuovo di migranti e torna sulla polemica riguardo Papa Francesco e la sua spilla per i porti aperti.

Il selfie di un sacerdote con il Papa, scattato a Sacrofano in occasione di un meeting sull’accoglienza, ha provocato un polverone. E Massimo Giletti ha chiesto un commento a Salvini, suo ospite.

Chi sono io per commentare i suoi gesti? – ha risposto il ministro dell’Interno al conduttore – Lo dice lo stesso catechismo che accogliere è un dovere nei limiti del possibile. Il Papa fa bene a parlare alle anime, io da ministro devo occuparmi dei cinque milioni di italiani poveri, i porti io li apro a chi ha il permesso per arrivare in Italia“. Prosegui la lettura »

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La riforma di Macron: addio a termini “padre” e “madre” nelle scuole

Marine Le Pen ha condannato la riforma, accusando Macron di promuovere la scomparsa, in Francia, di “qualsiasi riferimento morale” e di volere fondare lo Stato su una “radicale filosofia del politicamente corretto”

Il parlamento francese ha recentemente varato una riforma del sistema educativo nazionale, diretta ad “aprire” le scuole del Paese alla “mutata realtà sociale”.

L’Assemblea nazionale ha infatti approvato un emendamento, promosso dal partito del presidente Macron, che vieta al corpo docente, durante le ore di lezione, l’utilizzo delle parole “padre” e “madre”. L’innovazione propugnata da La République En Marche, forza politica di maggioranza capeggiata dall’inquilino dell’Eliseo, dispone la sostituzione di tali vocaboli, bollati dall’esecutivo come “obsoleti”, con i termini “genitore 1” e “genitore 2”. Questi ultimi dovranno inoltre figurare sui documenti ufficiali redatti dalle istituzioni educative.

Mediante la modifica in questione, gli alunni, sia bambini sia adolescenti, scopriranno, a detta della maggioranza, la “verità” riguardo ai recenti mutamenti in ambito familiare verificatisi in Francia. Oltralpe, i matrimoni omosessuali e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso sono infatti legali da sei anni. Di conseguenza, l’esecutivo Macron ha affermato, esortando i parlamentari ad approvare l’innovazione “lessicale” in questione, che i vocaboli “padre” e “madre” sarebbero ormai un “relitto del passato”, suscettibile di “penalizzare le famiglie omosessuali”. Prosegui la lettura »

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Ci sono più migranti in libreria che in mare

Come giudicare le tonnellate di letteratura paternalistica e scontata? Business osceno

Quando in letteratura si diffondono delle mode sociali, moraleggianti, è sempre brutto segno, soprattutto per la letteratura. Tipo la narrativa operaista, quella femminista, tenendo conto che io sbadiglio perfino con i vinti di Verga (grandissimo scrittore, per carità), con la straccioneria neorealista, per non parlare dei ragazzi di vita di Pasolini, diciamo la verità: chi se li legge più? Sarà perché la letteratura vera è sempre universale, è per questo che Proust se ne fregò perfino della Prima Guerra Mondiale.

 

Come oggi i migranti. Non i migranti di per sé, poverini, ma il romanzo migrante, sarà che tutto ciò che è strappalacrime e edificante mi edifica solo una grande rottura di palle. Con Alessandro Baricco che l’anno scorso cercò perfino di far passare come un romanzo sui migranti che approdano da noi un classico come Furore di Steinbeck, che se non l’avevi mai letto ti faceva passare la voglia, ma per fortuna Furore non è mica quello che ti racconta Baricco, non è un libro di Baricco. Prosegui la lettura »

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I Paesi ex comunisti Immagini e simboli dell’eredità passata che non si scorda

Dall’Albania all’ex Ddr, dalla Bulgaria alla Polonia, la storia degli ex regimi resta impressa. Il tour dell’artista Giovanni Vitali che ha raccolto quelle memorie indelebili

Il lager di Spac, un centinaio di chilometri da Tirana, era uno dei luoghi più cupi di quella prigione a cielo aperto che era l’Albania. Oggi il raro visitatore si aggira spaesato fra quelle celle colme di dolore e di abbandono, poi, all’improvviso, ecco fra tanto squallore un murale fresco e sorprendente: alla base la scritta Fear, paura, subito sopra l’aquila bicipite, segno dell’identità nazionale, è ingabbiata dal pensiero sinistro di Enver Hoxha, il dittatore di quello sciagurato esperimento pararivoluzionario.

La testa del tiranno domina il graffito che mescola passato e presente, suggestioni e ossessioni, l’epoca oscura del socialismo e la stagione attuale carica di ansie e speranze.

Il pennello gioca con i fantasmi del Dopoguerra. Falce, martello e sogni infranti. Giovanni Vitali, giovane artista lombardo, ha compiuto un viaggio singolarissimo in otto tappe in altrettante capitali europee, un tempo province dell’impero sovietico.

Nessuna demonizzazione e nemmeno un briciolo di nostalgia, come pure va di moda oggi fra le popolazioni che sono sprofondate nella povertà più affilata e nell’insicurezza più traballante. Vitali si muove nello spazio, a Est, e nel tempo, riafferrando i bordi della Cortina di ferro, ma senza rimanerne schiacciato.

Si va avanti e indietro, con i colori in acrilico, con le foto e con le parole, insomma lungo molti sentieri paralleli, sempre attenti alle sorprese, perché quell’epoca almeno a queste latitudini è finita per sempre, ma non è morta la macchina dell’ideologia che ha generato quegli esperimenti di ingegneria sociale. Prosegui la lettura »

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Il fumetto di Norma Corsetto in tutte le scuole medie del Veneto

L’iniziativa della Regione del Veneto prevede la distribuzione di 2500 copie. Donazzan: “una pagina di storia colpevolmente taciuta, ancora assente dai libri di scuola”.

È ufficiale: il fumetto “Foiba Rossa – Norma Cossetto storia di un’italiana”, è in tutte le scuole medie del Veneto.

L’iniziativa, finanziata con 15 mila euro dalla Giunta regionale, rientra nel protocollo di intesa, tra la Regione del Veneto, il Ministero dell’Istruzione e la Federazione delle associazioni degli esuli istriani fiumani e dalmati. “Questo al fine di promuovere – fa sapere la Regione – iniziative di informazione e di approfondimento nelle scuole e far conoscere, anche attraverso l’incontro con i testimoni, la tragedia delle foibe e dell’emigrazione forzata dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia”.

Una migrazione che circa 350 mila italiani dovettero subire, dalla fine della seconda guerra mondiale e negli anni successivi. E quindi per la Giornata del Ricordo, che in tutta Italia si celebra il 10 febbraio e istituita solo nel 2004, in tutte le scuole medie del Veneto sarà distribuito il fumetto di Norma Cossetto, edito Ferrogallico di Emanuele Merlino e Beniamino Delvecchio. Duemilacinquecento le copie in distribuzione. Oltre a questo sarà anche dato un opuscolo informativo, curato dallo storico Guido Rumici, per inquadrare le vicende storiche del confine orientale. Il fumetto racconta la storia di Norma, studentessa universitaria iscritta all’Università di Padova, che venne infoibata stuprata violentata e uccisa dai partigiani titini nel 1943. Era il 5 ottobre. Prosegui la lettura »

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Sbarchi, il piano dell’ammiraglio: “Stop Ong e blocco navale: così si ferma il traffico di migranti”

L’ammiraglio di Divisione, Nicola De Felice, ha le idee chiare. Il flusso migratorio si può fermare, basta volerlo.

 Ma per bloccare gli immigrati prima che mettano piede in Italia, occorre mettere in pratica alcuni accorgimenti: realizzare un’operazione militare multinazionale, attuare il blocco navale al largo delle coste libiche, decretare il divieto di approdo alle navi delle Ong e favorire un intervento dell’Onu in Africa per assistere i migranti.

L’ammiraglio De Felice, numero uno di Marisicilia dal 2015 al 2018, ha elencato le sue proposte in una lunga intervista a ilsitodisicilia.it. Ex comandante di fregata (come la Orsa e la Scirocco, oltre al cacciatorpediniere Mimbelli), ha lavorato anche nell’ambasciata italiana a Tunisi come addetto alla Difesa. Ha guidato le navi nel mare di Sicilia, quindi sa come funziona, e in Nord Africa ci è stato. Insomma, sembra titolato a parlare di questi argomenti.Secondo De Felice per “rendere vano ogni ulteriore tentativo da parte dei trafficanti di esseri umani di smerciare uomini, donne e bambini” occorre “uno strumento risolutivo” al fenomeno-migranti. Quale? “L’articolo 83 del Codice della Navigazione permette di vietare il transito e la sosta di navi nelle acque territoriali italiane per motivi di sicurezza e di ordine pubblico – spiega -. Fa bene dunque il Governo nazionale ad adoperarsi in tal senso verso le navi Ong ritenute sospette e pericolose“. Prosegui la lettura »

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