Articoli con tag Ilprimatonazionale

Kabobo devasta carcere e aggredisce agenti: ma non aveva “cambiato vita”?

Milano, 20 feb – A quanto pare Kabobo sente di nuovo le “voci”. L’anno scorso giornali come Repubblica avevano titolato commossi a proposito della “nuova vita di Adam Kabobo”: studiava, lavorava in carcere, si stava curando. Ma evidentemente non si è mai sopito il mostro incontrollabile che agita l’anima dell’immigrato ghanese, che l’11 maggio del 2013 scese in strada e uccise, armato di piccone, tre donne e ferì due uomini: l’altro ieri, nel carcere di Opera dove sta scontando una pena detentiva di 20 anni, il pluriomicida è esploso in un accesso di furia devastatrice talmente incontenibile che la polizia penitenziaria si è vista costretta a chiedere l’autorizzazione per sedarlo con un’iniezione di tranquillanti.

La procedura per ottenere questo permesso è però macchinosa e costellata di lungaggini burocratiche: l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio (il famoso Tso) va chiesta al Comune, che valuta di caso in caso se approvare o meno la procedura. Nel frattempo, gli agenti non hanno potuto fare altro che contenere alla bell’e meglio il furore folle dell’immigrato, cercando di evitare, per quanto possibile, di trovarsi lungo la traiettoria dei suoi fendenti impazziti. E quando il consenso al trattamento è arrivato, non è di certo stato facile bloccare Kabobo per praticargli l’iniezione. Prosegui la lettura »

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Ferrara: la rivolta dei nigeriani che fa tacere i buonisti

Ferrara, 18 feb – Sappiamo che a Ferrara, nella zona Gad, lo spaccio di droga gestito dalla mafia nigeriana (o etnica, come amano chiamarla i conduttori e i giornalisti rispettosi del prossimo) ha reso quel posto invivibile e assimilabile a quei luoghi nel mondo in cui col calar del sole tutti si chiudono in casa aspettando con ansia la mattina. Il dramma è che non siamo in Venezuela o in Iraq, siamo in Italia, nell’Emilia Romagna che tutti conosciamo per mille motivi ma non certo per la presenza massiccia di bande criminali costituite da immigrati giunti qui via mare, accolti dalla sinistra alla deriva e sistemati dalle cooperative con la bava alla bocca.

La rivolta degli immigrati avvenuta a Ferrara, derivante oltretutto dalla notizia di un loro compare investito casualmente durante un inseguimento delle forze dell’ordine, elimina la patina di ipocrisia e buonismo che sta ancora oggi offuscando la nostra vista e la nostra presa di coscienza. L’invasione c’è stata, venne più o meno pianificata a tavolino dai governi che, come disse Emma Bonino, barattarono la flessibilità sui conti con l’accollo totale degli sbarcati. Solo un idiota non avrebbe previsto che l’arrivo di questi disperati avrebbe portato alla nascita di nuove sacche di criminalità che si sarebbero poi scontrate con le già non poche presenti nelle nostre città per contendersi lo spaccio al minuto, la gestione della prostituzione e dell’immigrazione clandestina. Solo un idiota o, in alternativa, solo chi è accecato dalla ideologia e non è in grado di guardare la realtà per quella che è.

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Sanremo, i globalisti esultano perché le élite hanno vinto sul popolo

Roma, 11 feb – Il ribaltamento del televoto al festival di Sanremo in favore di Mahmood ha scatenato un vespaio di polemiche. Tra indignazione social ed esultanze scomposte, non è proprio un bello spettacolo. Eppure, se tutta questa baraonda ha un pregio, sta proprio nel fatto che la sinistra globalista ha definitivamente scoperto le sue carte. Senza più infingimenti, l’altrimenti paludato Corriere della Sera si è ad esempio profuso in un’ode sperticata del meticciato. Aldo Cazzullo, infatti, non ha dubbi: «La vittoria del ragazzo italoegiziano dimostra che, se vengono governati, i processi migratori sono un plus per l’Italia. Come in Gran Bretagna, Germania e Francia». Certo, adesso prendiamo pure le banlieue o Neukölln come modello di integrazione. O magari le truppe multirazziali dell’Isis, a questo punto. Prosegui la lettura »

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Il lavoro in Italia: molto, per pochi e poco pagato. La “glebalizzazione”

di Fabrizio Vincenti 

Fonte: Il Primato Nazionale

Lavorare in pochi, lavorare troppo.L’esatto contrario del sessantontino “Lavorare tutti, lavorare meno”, il cui precursore fuEzra Pound, da sempre schierato per la giornata di lavoro corta. Si lavora di più e in meno persone. Lo conferma il2° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale. Nel nostro Paese si creano meno posti di lavoro che altrove e per i giovani c’è un futuro da camerieri o commessi. L’alternativa è non lavorare o andarsene. Di più. Crescono le disuguaglianze retributive tra operai, impiegati e dirigenti. E aumenta lo stress da lavoro.

Secondo quanto emerge dal Rapporto, l’Italia crea meno posti di lavoro degli altri Paesi europei. Negli ultimi dieci anni (2007-2017) il numero di occupati in Italia è diminuito dello 0,3 per cento, nel solito periodo è invece aumentato inGermania(+8,2 per cento),Regno Unito(+7,6),Francia(+4,1). Ne usciamo male anche dal confronto con la media dell’Unione europea: +2,5 per cento. Nel Sud il tasso di occupazione è pari al 34,3 per cento (2,9 punti percentuali in meno di differenza rispetto al 2007), al Centro è al 47,4 (-0,4), nel Nord-Ovest al 49,7 (-1,1), nel Nord-Est al 51,1(-1,3). Creiamo meno lavoro degli altri Paesi e ne distruggiamo di più dove già si fatica a trovarlo, ovvero nel Mezzogiorno. Prosegui la lettura »

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Oltraggio antifascista a Norma Cossetto

 

norma cossetto foibe

Trento, 6 feb – Non cessa l’offensiva di Anpi e sigle o siglette antifasciste varie. A pochi giorni dalla Giornata del Ricordo, sembrano tutte capillarmente impegnate nel vilipendio e nello sfregio della memoria di coloro che furono vittime della pulizia etnica ad opera dei macellai titini. Ieri sera è toccato al cinema Astra di Trento, «reo» di avere proiettato in data unica il film sulle Foibe «Red Land – Rosso Istria». Sui muri e sulle vetrate della sala di proiezione sono comparse le scritte vigliacche «Norma Cossetto era fascista» e «Nessun ricordo per i fascisti di ieri né spazio di quelli di oggi».  Prosegui la lettura »

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Aperta inchiesta sulla Sea Watch

Risultato immagine per sea watchRoma, 28 gen – La nave Ong Sea Watch, in acque territoriali italiane con a bordo 47 immigrati irregolari, oltre ad aver scatenato l’ennesimo scontro politico tra il governo gialloverde – fermo sulla linea dura dei porti chiusi – e l’opposizione immigrazionista, è sotto inchiesta.

La Procura di Siracusa per il momento non ha indagati né ipotesi di reato, ma sta raccogliendo giorno per giorno le informazioni della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza, che si occupa della vigilanza marittima.

L’ultima informativa delle Fiamme gialle, prevista per oggi, riguarderà la situazione a bordo, le rotte seguite dall’imbarcazione e la possibilità che il comandante della nave battente bandiera olandese abbia disatteso l’ordine del Centro di coordinamento marittimo olandese, virando verso l’Italia invece di puntare verso le coste della Tunisia, più vicine, quando stava per arrivare la tempesta.

Il prossimo passo degli inquirenti potrebbe essere un’ispezione a bordo – come era già successo con la Diciotti – se venisse denunciato il rischio di emergenza sanitaria. I pm, per procedere, dovrebbero ipotizzare un reato: probabilmente l’omissione di soccorso. In caso di emergenza conclamata – rischi di epidemie e contagi, migranti bisognosi di cure urgenti e in pericolo di vita – o di violazioni da parte della Ong, potrebbe scattare il sequestro dell’imbarcazione. E pertanto verrebbe disposto lo sbarco. Ma al momento le condizioni a bordo non sono di emergenza. Prosegui la lettura »

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New York: legale aborto fino al nono mese

New York, 24 gen – Martedì sera il governatore di New York Andrew Cuomo ha firmato una legge che rende legale l’aborto fino a un giorno prima della data del parto. Non è un film dell’orrore, sta succedendo davvero. Il decreto, chiamato The Reproductive Health Act, è passato con 38 voti a favore e 28 contrari. Cuomo ha dichiarato: “Oggi compiamo un passo da gigante nella battaglia per il diritto di ogni donna di compiere autonomamente le proprie scelte in materia di salute personale: compreso l’avere liberamente accesso alle pratiche di aborto”. In questa selva di diritti conquistati, quindi, gli unici ad esserne privi sono proprio i bambini, cioè coloro che andrebbero maggiormente tutelati. La salute di questi ultimi evidentemente non conta, perché di fatto la legge consente l’uccisione di un feto di nove mesi, completamente sviluppato e senziente, tramite iniezione di potassio nel cuore, e l’”estrazione” tramite parto indotto.

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Così la BCE finanzia le Multinazionali e affossa le PMI italiane

 

Bce Draghi moneta multinazionali

Roma, 19 gen – Pinocchio ci insegnò a sue spese che l’albero degli zecchini d’oro non esiste. Ma è davvero così? Se la realtà supera la fantasia, è proprio questo il caso. E non si parla di qualche soldino, ma di centinaia di miliardi di euro. In una società dominata dal denaro, per trovare il Dio che la governa occorre seguire il denaro fino alla fonte: le banche centrali. Esse possono creare moneta senza alcun limite teorico, visto che la moneta che creano non è altro che una voce al passivo del bilancio espandibile anche con capitale negativo. Di conseguenza hanno poteri immensi, che spiegano gli incessanti tentativi di rendere indipendenti tali entità, dove per “indipendenti” possiamo intendere “fuori dal controllo statale” e quindi slegate dalla missione di servire la nazione, ponendosi invece al servizio dei più influenti operatori economici privati. Prosegui la lettura »

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Lorella Cuccarini, sovranista, tradizionalista, anti-immigrazionista e anti-femminista

Roma, 17 gen – Sempre più controcorrente e sempre più sovranista Lorella Cuccarini, che in un’intervista al settimanale Oggi si riconferma pro Salvini, anti-immigrazione e contro il pensiero unico. Non è la prima volta infatti che la presentatrice prende posizione su queste tematiche, arrivando a consigliare, su Twitter, il libro di Ilaria Bifarini. Prosegui la lettura »

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Bolsonaro proibisce il gender nelle scuole: “Difenderemo dignità dei bambini”

Rio De Janero, 16 gen – Bolsonaro mette fine all’insegnamento gender nelle scuole. Il neo eletto presidente del Brasile ha dichiarato di voler terminare i programmi scolastici che insegnano “a un ragazzo che non è un ragazzo e a una ragazza che non è una ragazza”. Lo ha affermato pochi giorni fa in un video diretto ai propri sostenitori, in cui conferma la promessa, fatta in campagna elettorale, di proibire con ogni mezzo l’insegnamento dell’ideologia gender agli studenti, insegnamento che si pone contro le convenzioni morali e sociali della nuova formazione di governo.

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