Russia, no a Barbie “gender free”: “Rappresentano persone malate”

Mosca, 30 sett – Ricordate le bambole “gender neutral” lanciate da Mattel? Creatable World, la nuova linea di bambole personalizzabili, ha trovato già una ferma opposizione, quella dell deputato della Duma Vitali Valentinovich Milonov che è contrario all’importazione in Russia di questi prodotti per bambini.

 

Mattel: “Scelta dei bambini”

Kim Culmone, Senior Vice President di Mattel Fashion Doll Design ha dichiarato a proposito della creazione di questa nuova creazione della società che, un tempo, diede i natali alla Barbie (adesso oggetto simbolo di oppressione del patriarcato): “Attraverso la ricerca, abbiamo appreso che i bambini non vogliono che i loro giocattoli siano definiti da stereotipi di genere. Per questo, questa linea che consente ai bambini e alle bambine di esprimere liberamente loro stessi, è stata da loro particolarmente apprezzata”.

 

La propaganda sin da piccoli

Restano i dubbi sul fatto che la decisione sia partita da un’istanza dei bambini: ricordiamo i precedenti. Prima della Mattel, è stata la Disney a portare avanti la sua crociata per inserire maggiori elementi Lgbt sia nei cartoon che nel merchandising. Nel Disneyland di Parigi, addirittura, doveva essere organizzato un gay pride e già dal già dal 2014 la sede parigina di Disneyland organizza i cosiddetti “Gay days” in cui il parco di divertimenti accoglie solo coppie e famiglie omosessuali. Una vera e propria operazione di lavaggio del cervello che parte da quando le menti dei bambini sono maggiormente malleabili.

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Greta Thunberg e le banalità dei nuovi sessantottini conformisti

Roma, 24 set – Greta Thunberg ha presenziato al vertice dell’Assemblea generale dell’Onu discettando di clima sebbene il suo punto fosse il vittimismo di un’adolescente ancora in balia delle onde, come se non fosse mai scesa dalla nobile barca con cui ha attraversato l’Atlantico. Pare che un nuovo sessantotto stia facendo capolino in questi incerti tempi di politically correct in cui è sanzionato il dire scorretto e non il fare sbagliato, tanto che nessuno ha il coraggio di mandare al diavolo la pallida svedese incoraggiandola a studiare prima di voler bacchettare il mondo intero. “Venite a chiedere la speranza a noi giovani? Come vi permettete? Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote”, ha tuonato commossa la paladina di Terra Mammà, del chilometro zero e dell’equo & solidale, facendo ben attenzione a non inserire alcuna specificazione per quanto riguarda chi starebbe usurpando chi, in quali forme e in quali misure.“Le persone stanno soffrendo, stanno morendo. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. Il mio messaggio è che vi teniamo gli occhi addosso”, ha proseguito la Gretina, segno tangibile di quanto sia bambina e purtroppo poco disincantata. Le persone soffrono e soffriranno sempre, muoiono e moriranno e sugli ecosistemi al collasso sarebbe il caso di inserire qualche elemento scientifico di maggior pregio rispetto alle suddette amenità. Ad ascoltare Greta torna in mente Goethe, quando disse che “i giovani sono insopportabili e se li sopportiamo è solo perché ci ricordiamo di essere stati anche noi giovani”. Ma c’è una sonora differenza tra lo spirito goliardico e coraggioso che spinge molti studenti ad esporsi per navigare contro corrente e il conformismo qualunquista del popolo gretino che rivendica un futuro ancora tutto da guadagnarsi e avanza

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Ius culturae e famiglie arcobaleno: ecco il Family Act del ministro Bonetti

Roma, 23 set – Fuori dalla Costituzione e dal buon senso. Così si potrebbe definire il prossimo Family Act, l’ideona del Ministro per la Famiglia Elena Bonetti, volto a introdurre lo ius culturae e ad aprire alle famiglie arcobaleno. Una mossa che piacerà ai tantissimi cattolici che ingrossano le file dei partiti di sinistra che non sanno più quali siano le chiarissime posizioni della Chiesa su famiglia e immigrazione, perché molti preti non lo spiegano più essendosi adeguati al politicamente corretto. E meno male che Elena Bonetti ha giurato: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.

La Bonetti, una volta di più, dimostra come si ragiona a sinistra: quando una cosa non è gradita si cambiano le regole per far tornare la logica con teoremi illogici. La famiglia diventa “le famiglie” dimenticandosi, anzi no, resettando cosa dice l’Art. 29. della Carta Costituzionale che recita: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Non è quindi, come sostiene la renziana mantovana nell’intervista rilasciata a La Stampa, “il diritto ad amare e il dovere di responsabilità reciproca”. No bella, gli risponde l’avvocato…

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fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/politica/ius-culturae-famiglie-arcobaleno-family-act-ministro-bonetti-130938/

Saviano si scopre devoto: “San Gennaro protettore degli immigrati”

New York, 19 sett –  Roberto Saviano, in diretta da New York (anni luce lontano da Napoli e dai napoletani) chiacchiera amabilmente con un giornalista di Fanpage proprio nel giorno in cui si festeggia il santo simbolo della sua città, San Gennaro.

“Il sangue di San Gennaro si è sciolto e meno male altrimenti questo video non avrei mai potuto postarlo!”, esordisce il bardo del cosmopolita. Poi, proprio lui che si guarda bene dal tornare nella città dove è nato e che gli ha regalato – suo malgrado – la visibilità di cui vive molto bene nel suo attico di New York, commenta:  “San Gennaro, protettore dei napoletani e degli emigranti – di tutti gli emigranti, anche veneti, laziali, calabresi, lombardi – oggi lo immagino protettore dei migranti, di chi lascia la propria terra per cercare altrove una vita dignitosa”.

“San Gennaro santo degli sbarchi”

Poi parte il pistolotto classico di Saviano di esaltazione all’immigrazione e il parallelismo tra quella che fu l’immigrazione italiana e quella che adesso l’Italia, invece, sta subendo: “L’immigrazione è un’emorragia” dice accorato Saviano. “Un emorragia di sangue. I migranti che vanno via sono il sangue di una nazione che si perde. Per questo San Gennaro, il santo del sangue per antonomasia, diventa il protettore degli emigranti“. “Infatti secondo me San Gennaro è perfetto come santo protettore degli sbarchi”. Regolari o irregolari, Robé? Ah, già, per te non c’è differenza.

“Gli italiani? Per gli Usa non sono bianchi”

Secondo Saviano, inoltre, l’italiano negli Stati Uniti non è considerato bianco, anzi: “L’italiano è ‘no black’, ma non è ‘white’” dice l’autore di Gomorra. Saviano sembra insomma voler sposare le teorie di alcuni attivisti secondo i quali i nostri avi non erano considerati di etnia caucasica quando arrivavano negli Stati Uniti. Questa teoria sembra essere più dettata da ragioni di “appiattimento” etnico culturale che da effettivi dati: è stata smentita persino dal Washington Post, che l’ha addirittura bollata come “teoria della cospirazione”. “Il viaggio era un inferno da Napoli a New York, su queste navi che erano vere e proprie baracche viaggianti. Dovevano starci 80 persone, 100 persone… ce ne mettevano mille. Come i barconi di oggi”. Ecco che, tardi ma secondo il copione tipico, arriva il banale parallelo tra gli emigrati italiani e i nerboruti tunisini che sbarcano a frotte a Lampedusa. Al bardo del cosmopolitismo piace molto suscitare sentimenti basati istericamente sulle mere immagini pietose (accuratamente selezionate) dei clandestini che arrivano sulle nostre sponde. Invitiamo chiunque a visionare un filmato d’epoca degli italiani che giungevano ad Ellis Island per gli opportuni paragoni.

fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/cultura/saviano-si-scopre-devoto-san-gennaro-protettore-degli-immigrati-130616/

Agrigento, gli immigrati sbarcano e salutano i bagnanti: “Ciao bello!” (Video)

Agrigento, 18 set – Come se non bastassero la parziale riapertura dei porti e l’asservimento del neo governo giallofucsia alle Ong, ci pensano gli “sbarchi fantasma” a peggiorare la già difficile gestione degli arrivi in Italia. Da giorni i barchini che arrivano sulle nostre coste scaricano gli immigrati a gruppi di una ventina alla volta. Ieri un caso davvero eclatante, con uno sbarco avvenuto nella principale spiaggia di San Leone, frazione e principale lido di Agrigento, intorno alle 18 mentre la gente era ancora al mare.

Gli immigrati festeggiano

Come si vede dalle immagini diffuse da “Mareamico Agrigento”, un gruppo di circa 25 immigrati (probabilmente tunisini) scende festante dalla piccola imbarcazione abbandonata sul bagnasciuga salutando i bagnanti. Al “ciao bellu” di uno degli immigrati, un bagnante, probabilmente l’autore del video, risponde amichevolmente con “ciao ragazzi”. Con il sottofondo di risate dell’operatore si vedono poi i clandestini darsi letteralmente alla macchia sparendo nella vegetazione.

Fermati una dozzina

Sul posto dopo una mezzora circa sono arrivati gli uomini di Capitaneria di porto, Guardia di finanza e polizia locale. Nella notte le volanti della polizia sono riusciti a rintracciare e fermare una dozzina di immigrati, che dopo lo sbarco avevano provato a nascondersi nel quartiere balneare di San Leone. Le ricerche proseguono ancora e si stanno allargando alle zone limitrofe.

Davide Di Stefano

fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/agrigento-gli-immigrati-sbarcano-e-salutano-i-bagnanti-ciao-bello-video-130473/

“Parlateci di Bibbiano”, adesivi a Mantova: il sindaco Pd denuncia chi li attacca

Mantova, 23 ago – Alcuni adesivi con stampato sopra “Parlateci di Bibbiano” hanno fatto letteralmente saltare la mosca al naso al sindaco Pd di Mantova, Mattia Palazzi, il quale sulla sua pagina Facebook ha dato vita, nelle ultime ore, a un nevrotico battibecco con i cittadini intervenuti a commentare il suo post. “Qualche cretino ha pensato bene di imbrattare diverse parti di piazza Virgiliana e del centro con questi adesivi – ha scritto il primo cittadino – Di Bibbiano parleranno le indagini che sono in corso. Intanto qui, che siamo a Mantova, ho chiesto alla Polizia Locale di verificare le telecamere per beccarli e sanzionarli per bene. Stiamo spendendo milioni per rendere più bella e pulita la città. I responsabili pagheranno tutti i costi per ripulire”.

Il vero degrado

Peccato che nella foto compaia sul cestino (riportante l’adesivo che fa riferimento allo scandalo della sottrazione immotivata dei minori in Val d’Enza) lo scarabocchio di un writer.
Ma come, hanno fatto subito notare al sindaco, non ti danno fastidio gli imbrattamenti, gli striscioni, i graffiti che abbruttiscono la città patrimonio Unesco e i suoi monumenti, in bella mostra da mesi in alcuni casi da anni? E giù una mitragliata di foto segnaletiche con muri sfregiati con le bombolette spray, palazzi storici profanati e striscioni lasciati a marcire. Forse stordito dalla determinatezza dei commenti, a un certo punto Palazzi si è addirittura lanciato in commenti tecnici spiegando, secondo la legge, chi deve rimuovere cosa, facendo distinzione fra pubblico e privato. Ma se ci fosse stato scritto “I love Mantova” avresti incaricato la Digos di cercare i responsabili? Gli chiede un cittadino.
Vuoi vedere, che se lo striscione avesse contenuto insulti al tuo indirizzo (in qualità di Sindaco) avresti sollecitato la Polizia Locale o chi di competenza ad accertamenti e relativa rimozione! E non ti saresti fermato al pubblico/privato? Gli fa eco un altro.

Un silenzio vergognoso

Tra i commentatori anche Ronni Bottazzi di CasaPound Mantova, che ha dichiarato: “Capisco che al popolo democratico faccia paura parlare di un caso così legato alla politica come Bibbiano ma è inutile gridare alla strumentalizzazione perché i primi ad aver sfruttato dei bambini in politica sono loro con la vicenda di Alan Kurdi e l’immigrazione. Trovo che #parlatecidibibbiano sia in realtà molto importante, all’inizio i media sono stati molto ‘clementi’ con questo caso parlandone il meno possibile. I cittadini che si sono resi conto di questa mancanza volevano sapere e si sono prodigati nel diffondere un messaggio di indignazione, arrivando a ricevere anche il plauso di persone come Nek e Laura Pausini che hanno a loro volta condiviso questo messaggio”.
Fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/parlateci-bibbiano-adesivi-mantova-sindaco-pd-denuncia-chi-attacca-128247/?fbclid=IwAR3lEZapYQG9nB25hLwSPSjfKETHJx5qQoa_5D-nGuZHo-NoZn_dsT5QOv0

Trump fa slittare i dazi. La guerra commerciale con la Cina è rimandata

Washington, 14 ago – Segna una battuta d’arresto la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Dopo l’escalation registrata negli ultimi mesi, Donald Trump ha infatti deciso di far slittare l’introduzione di nuovi dazi sui prodotti cinesi. Questa tassazione doganale prevede una tariffa del 10% sulle importazioni dall’«Impero del Dragone», per un ammontare di circa 300 miliardi di dollari. Tale misura è stata pensata dal presidente Usa come controffensiva alla svalutazione dello yuan, la quale rappresenta una minaccia reale per le importazioni statunitensi.

Dazi dal 15 dicembre

Il presidente Usa aveva annunciato una decina di giorni fa che i nuovi dazi sarebbero scattati a partire dal 1° settembre. Ora, invece, il rinvio. Si parla del 15 dicembre. L’Ufficio del rappresentante Usa per il commercio ha infatti annunciato che «alcuni prodotti sono stati rimossi dalla lista dei dazi sulla base della sicurezza sanitaria, la sicurezza nazionale ed altri fattori». In sostanza, niente aumento delle tariffe del 10% su questi prodotti.

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FONTE – https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/usa-trump-fa-slittare-dazi-cina-127400/

“Così toglievamo i bambini alle famiglie”. Parla la pentita di Bibbiano

Roma, 30 lug – Più vanno avanti le indagini e più la verità sul «modello Bibbiano» stanno venendo alla luce. E i contorni della vicenda sono agghiaccianti. A parlare con gli inquirenti è stata Cinzia Magnarelli, assistente sociale finita sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti dell’inchiesta Angeli e Demoni. Come riportano Francesco Borgonovo e Antonio Rossitto su La Verità, la pentita di Bibbiano ha confessato di aver falsificato alcune relazioni affinché i giudici del Tribunale dei Minori strappassero i bambini alle proprie famiglie e li dessero in affido. «Ci spingevano sempre ad agire così», ha dichiarato l’assistente sociale.

La confessione della pentita di Bibbiano

Accusata di falso ideologico, frode processuale, violenza privata e tentata estorsione, la pentita di Bibbiano, nella sua confessione al gip Luca Ramponi, ha ammesso che «è vero, ho modificato quelle relazioni, ma l’ho fatto a causa delle pressioni che subivo dai miei superiori. Mi sono adagiata per del tempo, ma poi non ce la facevo più: per questo ho chiesto il trasferimento». Un trasferimento ottenuto nel settembre 2018, dopo che il peso della sua attività era diventato insostenibile. «Io ho sempre pensato di muovermi nella massima tutela per i minori», ha dichiarato la Magnarelli. Che poi spiega: «Il motivo per cui ho deciso di fare richiesta di trasferimento dal servizio che stavo svolgendo a un altro servizio, sempre nella pubblica amministrazione, è che mi ero resa conto che il servizio sociale utilizzava come criterio principe il controllo invece dell’aiuto».

«Pensavano solo a togliere i bambini»

La pentita di Bibbiano passa quindi a illustrare il modus operandi dei suoi superiori: «Laddove certe problematiche si sarebbero potute risolvere con il supporto alle famiglie – ha spiegato la Magnarelli – si prediligeva comunque la valorizzazione degli elementi che potevano portare a una richiesta di trasferimento del bambino a sede diversa da quella familiare. Nel corso del tempo ho metabolizzato il funzionamento del sistema. Il lavoro che facevo all’interno dell’equipe veniva criticato dai miei superiori. Nelle relazioni che sarebbero poi state mandate alla magistratura c’era sempre una predilezione per una visione dell’educazione del bambino scollegata dalla famiglia. Non veniva ritenuto equo e adatto il supporto all’interno della famiglia». In pratica, a detta della pentita, i suoi superiori tentavano in ogni modo di strappare i bambini alle proprie famiglie per darli in affido. Spesso e volentieri ricorrendo a documentazione falsificata.

Elena Sempione

fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/magnarelli-confessione-pentita-di-bibbiano-126090/

Sassuolo: “Antifascista” termine divisivo. Anpi piange

Pastasciutta antifascista: a Sassuolo negato il patrocinio. E l’Anpi piange

Roma, 16 lug – In principio furono gli insulti social a scatenare l’indignata reazione dell’Anpi. Tre anni fa, l’associazione partigiani di Riccione, si lagnò per una serie di commenti sarcastici su Facebook da parte di molti utenti, che si fecero beffe della pastasciuttata antifascista organizzata nella città romagnola. Oggi i compagni sono tornati a piangere, dopo che a Sassuolo il sindaco leghista ha negato il patrocinio alla stessa iniziativa e a Mirandola, in provincia di Modena, un altro primo cittadino lo ha tolto.

L’Anpi, in una terra a lungo “rossa”, non è evidentemente abituata a vedersi le porte sbattute in faccia da chi è stufo di certe pantomime che riscuotono l’apprezzamento di una cerchia di persone sempre più ristretta e fuori dalla realtà. Ecco allora che il 25 luglio, anniversario della pastaciuttata organizzata dai fratelli Cervi per festeggiare la caduta del fascismo, a Mirandola i nuovi partigiani dovranno rievocare questa mirabile iniziativa senza il beneplacito del comune. Sì, perché dopo 74 anni il comune emiliano non è più guidato da una giunta di sinistra, e l’attuale ha giudicato “divisivo” il termine antifascista.

Il pianto dell’Anpi

E’ pure fuori dal tempo, strumentale e stucchevole. Ma tant’è, come prevedibile l’Anpi ha iniziato a piagnucolare tirando fuori tutta la retorica possibile: “L’antifascismo è storicamente il collante ideologico che ha unito tutte le diverse forze che si opposero al nazifascismo durante i venti mesi di lotta di Liberazione prima e nella fase costituente poi. Per arrivare, infine, alla Costituzione democratica (e antifascista) sulla quale il Sindaco dovrebbe (qui il condizionale è d’obbligo) aver prestato il giuramento”. Ancora con l’aggettivo “antifascista” appioppato a sproposito alla Costituzione, evergreen compagno.

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Fontana: “Come Ue dobbiamo bloccare il traffico di esseri umani”

Roma, 12 lug – “Il principio fondamentale è quello di bloccare il traffico di esseri umani e di fare in modo che l’Europa inizi a considerare la questione dell’immigrazione e dell’Africa nella sua globalità. Dopodiché un altro punto è la riforma di Dublino“, ossia la Convenzione internazionale in materia di diritto di asilo. Così il neoministro agli Affari europei, Lorenzo Fontana in un’intervista a La Verità.
“Dobbiamo partire da un dialogo profondo con gli altri Paesi Ue. Su tutti i temi – a partire da immigrazione, commercio, economia – faremo valere gli interessi nazionali“, assicura l’ex ministro per la Famiglia, che rivendica il ruolo della Lega nella Ue. “Operazioni viste in queste settimane, come il cordone sanitario anti Lega, non sono degne di istituzioni che fanno della democrazia e della difesa dei diritti il proprio baluardo”, è la condanna di Fontana.

“Se questa è la nuova Ue, partiamo con il piede sbagliato”

Il ministro poi condanna “la spartizione interna di poltrone decisa a tavolino, senza dare diritto di rappresentanza a forze politiche che hanno ottenuto consensi importanti” nella Ue. “E’ stato uno spettacolo assai poco edificante. Se questa è la nuova Europa, partiamo con il piede sbagliato”, chiosa Fontana, criticando i tecnocrati Ue: “Come Italia – spiega nell’intervista – dobbiamo far valere un principio chiave: prima dell’economia ci sono le persone. Deve finire l’epoca dell’austerità“.

Salvini: “La Von der Leyen ci dica cosa vuol fare sui migranti e valuteremo”

Nei giorni scorsi, l’esponente leghista non ha escluso l’ipotesi di un voto del Carroccio alla candidata alla presidenza della Commissione europea Ursula Von der Leyen, proprio sulla scorta di come vorrà porsi sul fronte dell’immigrazione. E stamattina anche il leader della Lega Matteo Salvini in merito precisa: “Ci dica cosa vuol fare su migranti, Bolkestein e altro, e valuteremo. Se qualcuno vuole cambiare l’Europa, ha il mio sostegno“. Ai microfoni di Radio anch’io su Radio1 Rai, rispondendo alla domanda se sia pensabile che l’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti diventi commissario Ue di peso in cambio del voto alla von der Leyen, Salvini risponde: “Ma figuriamoci, non andiamo a scambiare commissari in cambio di un posto“. Di certo “l’Italia avrà un suo commissario e sarà un leghista, chi lo dovrebbe mandare? Un paperino..?”.

Adolfo Spezzaferro

fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/fontana-bloccare-traffico-esseri-umani-124290/

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