Ungheria, passa la legge contro le ong che aiutano i migranti

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Il partito di Orbàn approva la norma che punisce chiunque dia sostegno agli immigrati illegali: per i critici è un modo per colpire il rivale George Soros

di Andrea Tarquini

BERLINO – Dopo il trionfo elettorale dell´8 aprile, il popolare, carismatico premier sovranista ungherese Viktor Orbán lancia l´offensiva finale sul fronte dei migranti e contro ogni altro presunto avversario. È ormai pronta e passata ieri sera dalla maggioranza assoluta detenuta dalla Fidesz (il partito di Orbán, membro dei Popolari europei) allo Orszagház, il Parlamento magiaro, la cosiddetta legge “Stop Soros” che punirà come reato penale ogni aiuto agli immigranti illegali fornito da ong o da qualsiasi organizzazione umanitaria. Continua a leggere

Corte dei Conti, il costo allo Stato di ogni richiedente asilo è di 203 euro al giorno. (altro che 35)

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Risultati immagini per defend Europedi Maurizio Blondet

Per l’accoglienza degli immigrati sul territorio italiano, nel 2016, il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, gestito dal Ministero dell’interno, senza includere i costi c.d. “indiretti”, ha registrato impegni finanziari per complessivi 1,7 miliardi di euro.

Anche l’Unione europea, per la stessa annualità, ha contribuito con finanziamenti per 46,8 milioni di euro che rappresentano però solo il 2,7 per cento rispetto all’onere gravato sul bilancio dello Stato e sulle spalle dei cittadini italiani.

A ciò deve aggiungersi che per il Paese il costo delle mancate ricollocazioni di migranti negli altri stati europei, alla data del 15 ottobre 2017, ammonta a non meno di 762,5 milioni.

Il documento tecnico contabile ha analizzato, specificatamente per il triennio 2013/2016, la prima accoglienza ossia i servizi resi agli stranieri dallo sbarco fino alla sistemazione nei Cas e successivamente nei Cara. Sono emersi costi elevati a fronte di servizi scarsi, assenza di controlli fiscali adeguati, tempi lunghi per identificazione e domande di asilo, governance territoriale carente da parte del Viminale nei centri di raccolta.

Insomma secondo la corte dei conti il sistema dell’accoglienza sarebbe costoso, inefficace e sommario. Il sistema di gestione dell’accoglienza agli immigrati finito sotto la lente della Corte dei conti ha messo in luce, in un compendio di 150 pagine, tutte le evidenti criticità del fenomeno. Continua a leggere

Verona, Fortezza Europa protesta fuori dal Liceo Montanari contro l’inculturazione immigrazionista

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Segnalazione di A.F.
Il nucleo giovanile dell’associazione culturale  Fortezza Europa, cui appartiene anche il nostro Responsabile Nazionale Matteo Castagna, ha manifestato davanti alla scuola, coinvolta in un progetto di sensibilizzazione sul tema della migrazione, che potremmo anche definire di “inculturazione immigrazionista”. E il PD chiede: “Il sindaco da che parte sta?”

L’articolo è evidentemente fazioso (ma ci sta che a Verona esista anche una mini-testata on-line “sinistra-friendly”…):

http://www.veronasera.it/attualita/migrazione-montanari-fortezza-europa-pd-17-maggio-2018.html

Fortezza Europa, a stretto giro, replica:

“Leggendo le ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa dal PD di Verona in relazione alla protesta inscenata dal nostro movimento nel corso della mattina del 17/05, troviamo risibile che tale Partito Politico parli di “pochezza numerica”, soprattutto dopo le ripetute batoste elettorali subite negli ultimi anni, che hanno condotto la suddetta “compagine” ai minimi storici in termini di gradimento.  Questa, però, è roba di poco conto per chi già da tempo ha girato le spalle agli interessi del suo ex-elettorato.
Viene da chiedersi anche quanti studenti il PD riuscirebbe a mobilitare alle ore 7 di un qualsiasi giovedì mattina. Probabilmente un numero che si avvicina molto a quello raccolto da uno sparuto gruppetto variopinto e mal organizzato che, in opposizione alla manifestazione dei ragazzi di Fortezza Europa, manifestava, confuso nelle idee e nei principi, per la salvaguardia delle identità, ovvero per la stessa medesima tematica che ha portato oltre 30 studenti a levare alta la propria voce contro i tragici esiti nati dal connubio tra la Buona Scuola di marca piddina e il mondo della finanza. Viene difficile fare anche solo una stima numerica, dal momento che in oltre 15 anni di opposizione non si hanno ricordi di manifestazioni piddine in città.

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Adesso lo certificano i numeri: i migranti sono solo un costo

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I numeri del’l’ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali, realizzato dal centro studi di Alberto Brambilla: a pesare sono le spese sanitarie per i migranti

di Claudio Cartaldo

I numeri parlano chiaro: i migranti non sono un guadagno. O almeno non lo sono per come ce l’hanno sempre raccontata.

La favoletta “ci pagheranno le pensioni“, per quanto formalmente corretta, non tiene infatti conti di altri fattori. Come le spese mediche per gli immigrati (anche irregolari).

Andiamo con ordine. Secondo l’ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali, realizzato dal centro studi di Alberto Brambilla, è vero che il saldo tra contributi versati e pensioni erogate ai migranti è positivo. Ma non bisogna fermarsi a questo. “Se si prova a fare un bilancio complessivo tra entrate e uscite del 2015 e si sommano le relative poste per gli immigrati extra comunitari e neo-comunitari – si legge nel rapporto, come riporta Libero – otteniamo una stima per le entrate contributive che ammonterebbero a circa 9,5 miliardi di euro, di cui la quota a carico dei lavoratori è di circa 2,6 miliardi. Le entrate fiscali che riguardano salari tra i 10mila-12mila euro superano di poco la soglia di esenzione Irpef, le uscite stimate per pensioni e prestazioni a sostegno del reddito sarebbero di circa 1,9 miliardi di euro, con un saldo positivo dell’anno di circa 700 milioni di euro”. Continua a leggere

Macron: Migrant Violence, Terror Is Europe’s Fault, ‘Not Linked’ to Mass Immigration

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Segnalazione Breitbart

http://media.breitbart.com/media/2018/04/FRANCE-POLITICS-FOOD-LOCAL.png

Violent crime, terror attacks and epidemic levels of sexual assault in Europe are “not linked” to mass migration, Macron has said.

CONTINUA SU:

http://www.breitbart.com/london/2018/05/01/macron-migrant-violence-terror-europe-fault-not-linked-mass-immigration/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_term=daily&utm_content=links&utm_campaign=20180501 Continua a leggere

La svolta della Baviera: “Crocifissi negli uffici governativi”

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L’annuncio del presidente della Baviera: “Verranno installati a partire dal primo giugno”

di Marco Gombacci

“Crocifissi in tutti gli uffici governativi,” è quanto è stato deciso oggi da Markus Söder, Presidente della Baviera dopo una riunione del gabinetto di Presidenza.

“Croci e crocifissi cristiani verranno installati a partire dal 1 giugno in tutti gli uffici governativi per rimarcare l’identità bavarese e i suoi valori cristiani” ha annunciato via Facebook il politico tedesco.

Markus Söder è stato eletto Presidente del Land più ricco della Germania a marzo del 2018 quando ha sostituito Horst Seehofer, diventato Ministro dell’Interno nel nuovo governo federale tedesco. Continua a leggere

Le tre fasi dell’immigrazione

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di Enrico Marino

Le tre fasi dell’immigrazione

Fonte: Ereticamente

L’immigrazione in Italia è cominciata come una bufala.
Ci dicevano che il fenomeno era epocale, che non poteva essere fermato ma solo controllato. Non si poteva impedire a masse africane giovani, esuberanti e in continua espansione di approdare in un’Italia pigra, pingue e in crisi demografica. Questi nuovi italiani sarebbero stati il futuro, sarebbero stati loro che col loro lavoro avrebbero risanato le casse dello Stato, pagato le nostre pensioni e salvata l’economia del Paese. Inoltre, ci spiegavano che erano arrivi praticamente a costo zero, perché quei miseri 35 euro che costava il loro mantenimento giornaliero erano forniti dall’Europa che avrebbe dovuto provvedere ad accogliere anche le eccedenze dei flussi, perché tutti quei migranti erano solo in transito ma, in realtà, avrebbero voluto spingersi a nord per cercare lavoro e ricongiungersi con parenti e amici. S’è poi visto come sono andate le cose e come l’Europa abbia chiuso tutte le frontiere di terra, lasciando che il nostro Paese si trasformasse in un gigantesco campo profughi, accollandocene anche i costi.
L’immigrazione in Italia è continuata come una truffa. Continua a leggere

Gli evangelici finanziano l’immigrazione ebraica in Israele

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Circa un terzo della migrazione degli ebrei della diaspora verso Israele viene sovvenzionato dagli evangelici statunitensi. Che vogliono così affrettare l’avvento del Regno di Dio.
 
I cristiani evangelici, grandi elettori negli Stati Uniti del presidente Donald Trump, finanziano ormai circa un terzo della migrazione degli ebrei della diaspora verso Israele. Lo rivelano le cifre relative al 2017, pubblicate dalla testata digitale israeliana Ynetnews. Su 28 mila ebrei che hanno compiuto lo scorso anno l’aliyah, ovvero  l’ascesa-ritorno alla «terra promessa», almeno 8.500 hanno goduto dei fondi raccolti ufficialmente da organizzazioni cristiane, divenute partner dell’Agenzia ebraica nell’obiettivo di ricondurre gli «esuli» nella patria israeliana. Denaro che non copre solo le spese di viaggio, ma anche e soprattutto quelle di inserimento nella nuova società, con sussidi sociali e aiuti per la costruzione di nuove case. Le due principali sigle di cristiani evangelici impegnate per la causa ebraica sono l’International Fellowship of Christian and Jews (Ifcj) e l’International Christian Embassy of Jerusalem.

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