Indi è morta

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È un giorno triste.

Al mio risveglio, ho trovato questo messaggio del legale dei genitori di Indi sul mio telefono: Indi è morta.

Sono andato subito ad aprire la chat di Dean, il papà di Indi Gregory, e questo è stato il messaggio che ho trovato:

Potrei essere assopito nel mattino …. ma la vita di Indi è finita alle 01.45. Io e Claire siamo arrabbiati, affranti e pieni di vergogna. I servizi sociali e i tribunali non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma le hanno anche tolto la dignità di morire nella casa di famiglia a cui apparteneva. Sono riusciti a prendere il corpo e la dignità di Indi, ma non potranno mai prendere la sua anima. Hanno cercato di sbarazzarsi di Indi senza che nessuno lo sapesse, ma noi ci siamo assicurati che sarebbe stata ricordata per sempre. Sapevo che era speciale fin dal giorno in cui è nata.”

Anche noi come Dean proviamoo profonda vergogna.

Oggi dovremmo tutti provare profonda vergogna nei confronti di una falsa “civiltà” che, per falsa “pietà”, sopprime i più deboli e indifesi.

Ma, soprattutto, proviamo una profonda vergogna per tutte le falsità che in queste ore si stanno scrivendo sul caso della piccola Indi per mistificare la realtà dei fatti e giustificare l’efferatezza disumana dei giudici e del sistema eugenetico inglese.

Per questo ho pensato che fosse necessario fare chiarezza, dedicando una puntata della rubrica Restiamo Liberi al caso della piccola ed eroica Indi, assieme a Simone Pillon, avvocato che ha assistito passo dopo passo la famiglia in questo calvario giuridico.

Matteo, clicca sull’immagine qui sotto per ascoltare la breve puntata in cui con Simone Pillon, legale della famiglia Gregory, facciamo chiarezza sul caso della piccola Indi:

Come avete potuto ascoltare nel VIDEO, Indi è stata uccisa per soffocamento non nel suo interesse – come qualcuno si ostina a dire – ma nell’interesse di un sistema sanitario e legale impregnato di barbara cultura eutanasica.

Un sistema che in maniera cinica e cocciuta ha rifiutato la richiesta del papà e della mamma di poter anche solo sperare nella proposta clinica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Abbiamo tentato tutto il possibile, ma la resistenza ideologica del sistema sanitario e legale britannico è stata più forte.

Indi, sacrificata da questo sistema mortifero, si unisce alla schiera dei piccoli bambini martiri che la sanità e la magistratura inglese ha ritenuto “indegni” di vivere.

Non ho parole sufficienti per esprimere il dolore che provo…

Ma come ho avuto modo di dirti nella mia precedente email, non dobbiamo abbatterci: di fronte alla nascita in cielo della piccola Indi, dobbiamo trovare il coraggio per continuare a credere, a lottare e a dissentire!

Matteo, insieme, continueremo a batterci per contrastare questa folle deriva eutanasica.

E arriverà il momento della vittoria, ne sono certo.

In alto i cuori!

Indi Gregory è stata uccisa per soffocamento!

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Ciao Matteo,

“Potrei assopirmi un po’ questa mattina… ma la vita di Indi è finita all’01:45. Io e Claire siamo arrabbiati, abbiamo il cuore spezzato e siamo pieni di vergogna. Ai servizi sociali e ai tribunali non è bastato impedirgli di vivere, ma si sono presi anche la sua dignità facendola morire lontano dalla casa alla quale apparteneva. Sono riusciti a prendersi il suo corpo e la sua dignità, ma non potranno mai prendersi la sua anima. Hanno cercato di sbarazzarsi di Indi senza che nessuno lo sapesse, ma noi ci siamo assicurati che fosse ricordata per semrpe. Sapevo fosse speciale sin dal giorno in cui nacque.

Queste sono le parole che Dean Gregory, il papà di Indi, ha pronunciato ieri mattina al termine di quella che possiamo immaginare sia stata una notte interminabile per lui e per sua moglie.

Durante queste ultime settimane tu e io ci siamo legati fortemente alla piccola Indi tanto che i sentimenti di rabbia, vergogna, ai quali aggiungerei anche tanta delusione, di Gregori e di Claire sono anche i miei e i tuoi.

Indi è stata uccisa, è stata lasciata soffocare.

Questa è la cruda verità che dobbiamo tenere bene in mente. Mi tremano le dita mentre batto queste poche parole al computer.

Di fronte a quanto accaduto, esattamente come successo a Dean, la fede si risveglia, più viva e luminosa che mai: Indi ora è veramente Viva!

Ti invito a stringerti attorno a Dean e a Claire Gregory con il pensiero e con una preghiera affinchè abbiano la forza di superare questo momento difficile.

Ma preghiamo anche per questa società che rifiuta i suoi figli più deboli affinchè torni in sè e, coraggiosamente, difenda totalmente la vita.

Carissimi Dean e Claire, noi siamo con voi, continueremo a lottare!

Noi tutti non la dimenticheremo mai, come non dimenticheremo mai Alfie, Charlie, Sudiska e tutti gli altri martiri uccisi da un sistema malato e ingiusto.

Simone Guffanti e tutto il team di CitizenGO

Grazie al Battesimo Indi è salva

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di Cristina Siccardi,

 

Segnalazione Corrispondenza Romana

Chi resta ancorato ai valori eterni inorridisce di fronte a sistemi statali, antichi e moderni, che hanno e continuano ad introdurre modalità differenti per eliminare esseri umani non conformi al potere vigente: ogni epoca ha i suoi carnefici ed oggi assistiamo con orrore ad una legislazione britannica che si accanisce sugli innocenti, condannandoli a morte attraverso appositi protocolli.

Il sistema sanitario inglese è una macchina tirannica, per cui, se non entri all’interno di certi parametri, sei destinato a venire soppresso senza pietà in un contesto ospedaliero. Neppure se i pazienti sono bambini vengono graziati, nonostante gli appelli di richiesta di umanità che di tanto in tanto lanciano alcuni genitori e associazioni che stanno al loro fianco. Mamme e papà, letteralmente sfibrati dalle logoranti battaglie in tribunale, si ritrovano persino a non vedere esaudita la lacerante richiesta di portare a casa la propria creatura, affinché possa morire nel dolce e caldo contesto familiare.

Casi sconosciuti e casi mediatici, come Charlie Gard, Alfie Evans, RS, Archie Battersbee, Sudiksha Thirumalesh, vanno ad accrescere il numero di quei piccoli che vengono periodicamente condannati a morte dall’eutanasia di Stato. Ora è stata la volta di Indi Gregory, per la quale il governo italiano, distinguendosi ancora una volta, come era già accaduto per il caso di Alfie Evans nel 2018, le ha dato la cittadinanza italiana al fine di trasferirla all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che si era proposto per continuare le terapie a cui era sottoposta per curare la sua patologia mitocondriale. Il diabolico protocollo per Indi Gregory predisponeva che la fornitura di ossigeno fosse a tempo determinato, nonché la sospensione delle cure e il divieto di rianimazione in caso di crisi. Così il tribunale inglese ha disposto l’arresto ai trattamenti vitali e sabato 11 novembre è stata trasferita, scortata dalla polizia, dal Queen’s Medical Centre di Nottingham a un vicino hospice, dove è stata gradualmente interrotta la ventilazione assistita e le sono stati somministrati farmaci palliativi per alleviarne le sue sofferenze. L’agonia è durata un giorno e mezzo, terminando all’1:45 (2:45 ora italiana) di lunedì 13 novembre.

Indi è nata il 24 febbraio di quest’anno, nel giorno, “guarda caso”, in cui la Chiesa festeggia sant’Etelberto, re del Kent, che accolse la delegazione di monaci inviata da papa san Gregorio Magno e guidata da sant’Agostino vescovo di Canterbury – entrambi ricordati come apostoli degli Angli –, permettendo così il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo di migliaia di persone, battesimo a cui si sottopose re Etelberto nel giorno di Pentecoste del 597.

Ebbene, anche l’inglese Indi ha ricevuto il battesimo per volere dei genitori, sebbene non credenti. La Provvidenza ha le sue vie, ed ecco che tale decisione è scaturita da un ragionamento molto preciso e logico di suo papà, Dean Gregory: «Non sono religioso e non sono battezzato. Ma quando ero in tribunale mi sembrava di essere stato trascinato all’inferno. Ho pensato che se l’inferno esiste, allora deve esistere anche il paradiso. Era come se il diavolo fosse lì. Ho pensato che se esiste il diavolo allora deve esistere Dio. Una volontaria cristiana visitava ogni giorno il reparto di terapia intensiva e mi ha detto che il battesimo ti protegge e ti apre la porta del paradiso. […] Ho visto com’è l’inferno e voglio che Indi vada in paradiso» (https://lanuovabq.it/it/mia-figlia-indi-messa-a-morte-da-un-sistema-diabolico) e l’intenzione è quella che nella famiglia ci siano altri lavacri al fonte battesimale. Indi, grazie al battesimo è salva.

La salvezza, secondo il vocabolario della fede, riguarda quella oltre la vita terrena, ed è la Vita eterna. Insegna sant’Agostino a riguardo proprio del battesimo ricevuto dai bambini: «Se dunque si può dimostrare che siamo morti al peccato per il fatto che siamo stati battezzati nella morte di Cristo, certamente anche gli infanti che vengono battezzati in Cristo muoiono al peccato, perché vengono battezzati nella morte di lui. Senz’esclusione di nessuno, infatti, Paolo dice: Noi tutti che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte (Rm 6, 3). Perciò lo dice per dimostrare che noi siamo morti al peccato. E a quale peccato muoiono gli infanti, rinascendo, se non a quello che contrassero nascendo? Perciò riguarda anche loro ciò che l’Apostolo soggiunge: Infatti siamo sepolti insieme con lui, per il battesimo, nella morte, affinché come Cristo risorse dai morti per la gloria del Padre, così anche noi camminiamo in una nuova vita. […] gustate le cose di lassù, non quelle della terra: siete infatti morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio (Col 3, 1-3)».

Il battesimo ha spalancato le porte del Paradiso alla piccola vittima della crudeltà laica dei “diritti umani”. San Tommaso spiega che il peccato originale è un «peccato di natura» (peccatum naturae); è un peccato contratto e non commesso (uno stato, non un atto). È il peccato di una persona (peccatum personae) solo nella misura in cui questa persona riceve la natura decaduta (natura corrupta) dei primi parentes (Adamo ed Eva). In virtù della sua appartenenza alla specie umana nella discendenza di Adamo, ogni essere umano eredita una disposizione disordinata della sua natura umana, che proviene dalla dissoluzione dell’armonia della giustizia e della santità originali.

La conseguenza propria del peccato originale è la privazione della visione di Dio, pertanto è necessaria la grazia per essere purificati dal peccato originale e per essere elevati alla comunione con Dio, così da poter entrare nella vita eterna e godere della visione di Dio. Ciò implica, per ogni essere umano, la necessità della redenzione per mezzo di Cristo. Da qui discende direttamente l’esigenza di battezzare i bambini al fine di procurare loro la remissione del peccato originale per ottenere la vita eterna. Ecco perché la Chiesa ante Concilio Vaticano II invitava tutti caldamente ad amministrare al più presto, attraverso il ministro di Dio, il sacramento del battesimo ai neonati, senza aspettare troppi giorni, perché, nell’ipotesi che fossero morti, essi potessero entrare comunque nella beatitudine eterna.

L’insegnamento tomista sostiene che il battesimo è conferito al bambino sia per liberarlo dal peccato originale, sia per procurargli la vita divina, ovvero l’incorporazione a Cristo attraverso il dono dello Spirito Santo, spalancandogli l’accesso alla vita eterna. Se è vero che i bambini hanno ereditato il peccato originale, scrive San Tommaso, «a maggior ragione (multo magis) essi possono ricevere la grazia da Cristo per regnare nella vita eterna» (Summa theologiae III, q. 68, a. 9, corpus). Precisa san Tommaso d’Aquino: «I bambini non sono capaci di un moto di libero arbitrio, perciò Dio li muove verso la giustizia con la sola ‘informazione’ della loro anima. E ciò non può compiersi senza il sacramento: così come il peccato originale, dal quale essi sono purificati, non li ha feriti per loro volontà ma per la loro origine carnale; allo stesso modo, attraverso la rigenerazione spirituale, la grazia in essi proviene da Cristo» (Summa theologiae I-II, q. 113, a. 3, ad 1). Il battesimo dei bambini manifesta in maniera eminente la misericordia/giustizia della Santissima Trinità, che offre mezzi certi di salvezza anche ai lattanti, i quali non possono ancora cooperare all’accoglimento della grazia che li rende partecipi della vita divina. Tale misericordia/giustizia offre quindi mezzi certi anche a chi, come l’innocente Indi di 9 mesi, viene giustiziato nell’esilio di questo mondo dagli aguzzini contemporanei, che vestono i camici dell’eutanasia.

 

Articolo completo: https://www.corrispondenzaromana.it/grazie-al-battesimo-indi-e-salva/