Donald Trump: “L’Italia sta meglio fuori dall’Ue”

Secondo il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump l’Italia starebbe meglio senza l’Ue. «Ci sono Paesi, come l’Italia e altri, che francamente starebbero molto meglio senza l’Ue» ha spiegato Trump in un’intervista con Nigel Farage per l’emittente londinese Lbc, Leading Britain’s conversation. Come riporta l’Agi, il Presidente Usa ha sottolineato come il Regno Unito venga frenato dall’Unione europea così come altri Paesi, a partire dall’Italia. «Ma se loro voglio avere un’unione, va bene» ha osservato Trump. Secondo il tycoon, infatti, «è molto difficile» avere a che fare con l’Unione europea, come «ho detto a Boris Johnson». Continua a leggere

Un governo di ottimati per tenere fuori i barbari?

di Pietrangelo Buttafuoco

Fonte: formiche

L’intellettuale siciliano a Formiche.net: “Salvini ha messo in campo l’unica destra egemone, il M5S catturato dalle lusinghe del potere”

La crisi di governo? Qualcuno ha voluto trasformare in statisti questi ragazzi che fino a poche ore fa venivano trattati come dementi. Ecco le mosse delle elites italiane spiegate da Pietrangelo Buttafuoco, che racconta a Formiche.net la destra egemone e viva oggi in Italia: quella di Salvini-Don Camillo che ha l’ha messa in moto “nei suoi modi ruspanti”.

Come mai il patto tra politicamente scorretti è saltato?

Alla luce di quello che abbiamo saputo è saltato perché non hanno saputo reggere la forte tensione che la loro stessa presenza determinava nel sistema. Loro erano al governo ma non sono mai stati il potere e staccandosi inevitabilmente, sia gli uni che gli altri, vanno ad essere catturati dalle lusinghe del potere. Il mostro in assoluto osteggiato dal potere è Salvini.

Perché?

Tutti quelli che sino a ieri erano visti come dementi, compreso lo stesso premier sfottuto a sangue per curriculum e linguaggio, adesso sono diventati statisti. Conte viene visto come il nuovo De Gasperi, ma si sorvola sui suoi congiuntivi e sulla teca di San Gennaro di Di Maio. Elementi che fanno sì che il M5S, liberato dall’abbraccio coi cattivi della Lega, sia diventato accettabile nei piani alti.

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Geopolitica della crisi politica

di Fabio Falchi

Fonte: Fabio Falchi

Che io non sia un fan della Lega e del suo “Capitano” è noto. Tuttavia, un conto è leggere la politica con “categorie” morali e ideologiche, un altro, pressoché sconosciuto ai più, è leggerla con categorie “politico-strategiche” (ossia quelle che spiegano la lotta per l’egemonia), geopolitiche e metapolitiche. Perfino i commenti sulla seduta di ieri al Senato riflettono l’incapacità dei più di leggere la politica con lenti che non siano “impolitiche”, sempre che non si confondano le ciance politiche (ovverosia dei politici e sui politici) con il Politico. Difatti, ciò che conta per i più, citazioni o stilemi (pseudo)colti o meno, è fare il “tifo” (in questo caso pro o contro Salvini, proprio come la maggioranza dei parlamentari).
Invero, quasi nessuno ha colto che l’unico che ieri in Senato ha parlato (sia pure a braccio e non senza quella demagogia che lo contraddistingue) della “questioni essenziale” di questa crisi di governo, paradossalmente (almeno per alcuni) è stato proprio il “Capitano”. In pratica, gli altri si sono concentrati soprattutto sui difetti, sulle “lacune” e sulle “colpe” del “Capitano” oppure (come lo stesso Bagnai) sul governo giallo-verde, per attaccarlo o difenderlo.
Salvini (benché ovviamente si sia difeso dalle accuse di Conte) invece non ha insistito tanto sulle ragioni della crisi (sebbene, anche lui ne abbia parlato) quanto piuttosto sulla necessità per l’Italia di non “soggiacere” più ai diktat del direttorio franco-tedesco. Continua a leggere

Italia, potenza scomoda: dovevamo morire, ecco come

Andreotti

Italia, potenza scomoda: dovevamo morire, ecco come

“Andreotti era al corrente del piano contro l’Italia e tentò di opporvisi, fin che potè” … di Nino Galloni, 2 maggio 2013   Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, …

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Francia e Germania contro la manovra italiana

di

Gli attacchi e le critiche alla manovra del governo gialloverde ormai sono all’ordine del giorno.

Ieri ci hanno pensato Bce, Bundesbank, Ue, Austria e Olanda. Oggi è la volta della Germania e della Francia.

“Mi rammarico che l’Italia non abbia accolto la mano tesa dalla Commissione europea. La Commissione europea aveva detto ‘discutiamo, dialoghiamo, proviamo a migliorare questo bilancio’, e l’Italia ha rifiutato questo dialogo”, ha dichiarato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire invitando l’Italia a “dare prova di responsabilità” e “lucidità” su questo dossier. Le Maire, parlando alla trasmissione ‘Les 4 vérités’ su France 2, ha detto che “ora sta alla Commissione europea prendere la sua decisione”.

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L’Italia è l’avanguardia populista in Europa

L’Italia è l’avanguardia populista in Europa

di Aleksandr Gel’evič Dugin

Aleksandr Gel’evič Dugin (nato a Mosca il 7 gennaio 1962), filosofo e geopolitico russo con una lunga attività ideologica e politica alle spalle. Dissidente nell’era sovietica, quindi duro oppositore di Eltsin, oggi sostiene Putin, al quale tuttavia non risparmia critiche. Con le sue idee politiche è diventato un punto di riferimento per i populisti e gli antiglobalisti di ogni latitudine. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue.

Recentemente è stato in Italia per presentare il suo libro “Putin contro Putin” pubblicato da AGA Editrice, in cui traccia un ritratto inedito del presidente russo. Sempre per AGA Editrice è uscito da poco “L’ultima guerra dell’Isola-Mondo”, in cui il filosofo russo analizza l’evoluzione geopolitica della Russia come potenza “tellurocratica” globale, dalle origini fino all’attuale presidenza di Vladimir Putin.

La seguente intervista è stata realizzata da Paolo Becchi e Donato Mancuso.

Professor Dugin, nel suo ultimo libro lei identifica la civiltà russa con la “civiltà della Terra”. Ci vuole spiegare brevemente il significato di questa definizione?

Come ho cercato di spiegare nel mio libro, la geopolitica ammette due posizioni globali. Mackinder le chiama “il punto di vista dell’uomo del Mare” e “il punto di vista dell’uomo di Terra”. Si tratta di due tipi di civiltà: la civiltà dinamica del Mare (progressista, mercantile) e la civiltà statica della Terra (conservatrice, eroica).

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Eutanasia, ecco chi sono i parlamentari del “fine vita”

Risultati immagini per Parlamentodi Americo Mascarucci

Sono in totale 62 i parlamentari italiani, fra Camera e Senato, che hanno deciso di aderire all’intergruppo per le scelte inerenti il “fine vita” (da leggere: “eutanasia”) e che hanno chiesto di calendarizzare la discussione. Lo hanno annunciato i rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni in seguito alla presentazione in Senato di un disegno di legge del parlamentare 5Stelle Matteo Mantero. Fra questi vi sono 24 esponenti del Movimento 5 Stelle, 11 del Partito Democratico e soltanto uno di Forza Italia (il deputato Giusi Bartolozzi), oltre a 4 di Liberi e Uguali e altri del misto.

Fra  le varie adesioni spuntano quelle di Emma Bonino, Monica Cirinnà, Tommaso Cerno, Elena Fattori, Rosa Maria Di Giorgi, Nicola Fratoianni, Roberto Giachetti, Riccardo Magi, Alessia Morani, Riccardo Nencini, Stefania Pezzopane, Barbara Pollastrini, Andrea Romano, Luigi ZandaContinua a leggere

La distruzione ultima di una cultura e i suoi risultati

di Maurizio Blondet

LA  DISTRUZIONE ULTIMA DI  UNA CULTURA, E I SUOI RISULTATI.

Mentre a Rai 3 raccontano che  “in Italia c’è il fascismo”  come nel ’22, in Francia è  cominciata “The Purge”.  Orde di giovani mascherati, nella notte di Halloween, hanno inscenato in una mezza dozzina di città  immensi disordini, distruzioni: saccheggiato negozi, bruciato i cassonetti del’immondizia, infranto vetrine, distrutto bus urbani.  A Parigi, due individui di cui uno portava come maschera la testa di maiale, hanno pestato un  passante  derubandolo del Rolex.  Incendiate decine di veicoli. Hanno attaccato la polizia a

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Fare bene, l’anima dello stile italiano che nessuna crisi ci potrà rubare

di Claudio Risé

Fare bene, l’anima dello stile italiano che nessuna crisi ci potrà rubare

Fonte: Claudio Risé

La ricerca del buono e del bello è da sempre la vocazione del nostro Paese.
E genera una creatività unica che fa tremare l’Europa francotedesca. Anche
perché crea un modello contrario alla produzione globalizzata.

Torna in grande spolvero l’Italia che fa e fa bene, che inventa, conquista
mercati e simpatia con le sue intuizioni e con la sua libera creatività. Una
vocazione già molto forte in epoca etrusca e romana, e che diventò
irresistibile dal Rinascimento, quando ispirò in tutta Europa un’intera filosofia
e modo di vita. Leonardo da Vinci, l’artista scienziato rinascimentale convinto
che “il Selvadego è colui che si salva” (cui è dedicata questa rubrica), fu innanzitutto un formidabile artigiano, ed è uno dei maggiori ispiratori teorico pratici di questa storia di successi.
Fu la lira d’argento a forma di teschio di cavallo da Leonardo stesso progettata, eseguita e consegnata a Ludovico il Moro come dono da parte di Lorenzo il magnifico a conquistare l’ammirazione del signore di Milano e in
seguito delle altre corti italiane e d’Europa. Oggi invece la creatività italiana inquieta l’Europa, o meglio la sua burocrazia, timorosa che la più espansiva politica economica adottata dall’Italia ne rafforzi la posizione di grande
esportatrice di manufatti e prodotti alimentari e agricoli, già molto forte sui mercati internazionali.

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