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Norvegia, i cristiani al governo fanno sul serio: “Sui temi etici a noi l’ultima parola!”

UN ESEMPIO PER ALTRI GOVERNI E AMMINISTRAZIONI

Il dibattito sulla bioetica in Norvegia continua a tenere banco all’interno dello scenario politico. Il Partito Popolare Cristiano (KrF), dopo essere entrato nella coalizione di governo del Premier Erna Solberg e aver raggiunto l’obiettivo della restrizione agli aborti gemellari (o embrioriduzioni), che non saranno quindi più praticabili sulla base della mera richiesta della donna ma solo dopo il parere obbligatorio di un’apposita commissione medica, ha ottenuto che venisse inserito all’interno del contratto di governo il diritto di veto nell’ambito della genetica e biotecnologia. Ciò significa che il KrF sarà in grado di bloccare gli emendamenti alla legge sulle biotecnologie, ora ferma in Parlamento. Nonostante questa legge goda nel complesso del favore della maggioranza parlamentare, composta da tutti gli altri tre partiti al governo, la nuova clausola del consenso unanime introdotta nel contratto di governo scombina i precedenti accordi sul tema, e conferisce di fatto a una forza politica minoritaria come il Partito Popolare Cristiano di dettare legge nel campo della bioetica.

Nello specifico, gli effetti principali del blocco alla legge in questione, come annunciato dal leader del partito Kjell Ingolf Ropstad, saranno: il divieto della donazione degli ovuli, la restrizione alla procreazione medicalmente assistita, tra cui per esempio il divieto dell’estensione di tale pratica ai single, e la proibizione della donazione mitocondriale. Prosegui la lettura »

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Svezia, una scuola vieta la festa di Santa Lucia in nome della “uguaglianza”

Santa LuciaTradizioni calpestate

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In memoria di Aleksandr Solženicyn testimone (dimenticato) delle atrocità dell’utopia socialista

Aleksandr Solženicyn

12 Dic 2018

«Non dimenticate la vostra stirpe, il vostro passato, studiate quanto riguarda i vostri nonni e antenati, adoperatevi a rafforzarne la memoria»: così ebbe a scrivere sull’importanza della memoria e del passato Pavel Florenskij pochi anni prima di morire fucilato dal regime sovietico per presunte “attività controrivoluzionarie”. Dalle riflessioni di Florenskij emerge tutta l’importanza di ricordare ciò che è stato, come nel caso del centenario della nascita, avvenuta l’11 dicembre 1918, della vita e del pensiero di Aleksandr Solženicyn che, in ragione della sua esperienza e delle sue opere, può essere considerato a tutti gli effetti uno degli ultimi autori occidentali, oggi quasi del tutto estinti, non soltanto genuinamente liberi, ma difensori della autentica libertà. Preliminarmente occorre notare l’indifferenza con cui il mondo occidentale in genere ed europeo in particolare si è approcciato ad un tale anniversario, dimostrandosi così almeno due caratteristiche dell’attuale scenario culturale alquanto preoccupanti: in primo luogo una generica noncuranza per la storia, trascuratezza che comporta la possibilità di ripetere gli errori e perfino gli orrori del passato; in secondo luogo, a fronte di una continua esaltazione della libertà viene dimostrata una carente conoscenza della reale natura della stessa e dei suoi più grandi maestri tra cui si può e si deve annoverare Solženicyn. Prosegui la lettura »

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