Vedo nero. E anche noi…

di Alfio Krancic

Missile o non missile, nave russa/moldava carica di nitrato di ammonio, bomba tattica nucleare, deposito di armi di Hezbollah…Chissà qual’è la verità. Una cosa è certa: il FMI e Macron sono corsi in Libano a promettere aiuti (11 miliardi di $), e Dio solo sa quanto ne abbia bisogno il Paese dei Cedri, visto che ora è anche senza le riserve di grano distrutte nei silos dall’esplosione e soprattutto è senza il porto, attraverso il quale arrivava tutto quanto serviva alla sua sopravvivenza. FMI e Macron, dicevo, promettono aiuti a determinate condizioni (come il MES): il governo deve escludere il Partito di Dio, regolarmente eletto da parte del popolo libanese, dalla coalizione di governo. Insomma questo 2020 ci sta promettendo nei prossimi mesi fuochi d’artificio in quantità. Intanto ci ha regalato il Covid, che ha semidistrutto le economie occidentali; poi i soliti “esperti” ci hanno “garantito” una 2a Ondata, che non promette niente di buono; infine ci saranno le devastanti ricadute sociali una volta finite le ultime vacanze: fallimenti, disoccupazione e fame. I “migranti” continuano allegramente ad arrivare con grande gioia di Bergoglio, Boldrini e Bellanova. Addirittura i piddini chiedono l’approvazione dello Ius Soli che dovrebbe, nelle loro intenzioni, rallegrare lo stato d’animo dei cassintegrati e dei licenziati.
Last but not least c’è il quadro internazionale: Trump, che pareva essere un baluardo contro il Deep State e le derive anarco-libertarie, è sotto assedio. Negli USA gli antifa e i BLM continuano simpaticamente a protestare, distruggere e saccheggiare. La celebre maggioranza silenziosa e armata (130 milioni di armi in giro negli USA) , se ne sta rincantucciata in casa e non mette becco nella situazione. Trump è circondato e a Novembre rischia, anche grazie ai brogli elettronici, di perdere le elezioni. Coloro che si aspettavano arresti in massa di pedo-politici, rappresentati dello star-system, dei media etc. temo rimarranno con una canna in mano. Vedo nero. (E pure noi, n.d.r.)

I see black.
August 7, 2020 8:24 am 

Missile or not, Russian / Moldovan
ship loaded with ammonium nitrate, 
tactical nuclear bomb, Hezbollah 
weapons depot ... Who knows what 
the truth is. One thing is certain: 
the IMF and Macron have rushed to 
Lebanon to promise aid ($ 11 billion), 
and God knows how much the Land of the 
Cedars needs it, since it is now also 
without the grain reserves destroyed in 
silos by the explosion and above all it 
is without the port, through which 
everything necessary for its survival 
has arrived. IMF and Macron, I said, 
promise aid under certain conditions 
(such as the ESM): the government must 
exclude the Party of God, duly elected 
by the Lebanese people, and present in 
the ruling coalition. In short, this 2020 
promises us many "fireworks" in the 
coming months. In the meantime, this 
year has given us the Corona-virus 
which has partially destroyed the 
Western economies; then the usual 
"experts" have "guaranteed" us a second 
wave, which does not bode well; at the 
end there will be the devastating social 
repercussions once the last holidays 
are over: bankruptcies, unemployment 
and hunger. The "migrants" continue 
to arrive happy with the great joy of 
Bergoglio, Boldrini and Bellanova. Even 
the ex-communists are asking for the 
approval of the Ius Soli which should, 
in their intentions, cheer the mood
of the sacked and sacked.
Last but not least is the international 
scenario: Trump, who appeared to be a 
bulwark against the Deep State and 
anarcho-libertarian drifts, is under 
siege. In the United States the antifa 
and the BLM happily continue to protest, 
destroy and loot. The famous silent and 
armed majority (130 million guns and 
rifles around the United States) are 
huddled in their homes and do not show 
themselves. Trump is surrounded and 
risks losing the elections in November, 
also thanks to electronic fraud. Those 
who expected mass arrests of pedophile 
politicians, representatives of the 
star system, the media, etc. I'm afraid 
they will be left with a fistful of 
flies in hand. I see black.

Fonte: https://alfiokrancic.com/2020/08/07/vedo-nero/

Il Nuovo Impero Britannico e l’ossessione del fascismo russo

di Francy C.

Il londinese Financial Times avverte oggi che il “fascista Putin” sta usando la questione Coronavirus per destabilizzare UE. Ma che c’è di vero in tutto ciò? Ancora adesso, come spesso è avvenuto nella storia, l’Inghilterra sta fornendo una lezione al mondo. Darwinismo sociale? Sì e no. Johnson si è formato a Eton come la crema dell’aristocrazia politica britannica, è un uomo colto e scrittore di importanti libri, a differenza di Di Maio, Salvini, Conte e Trump, ma anche di politici sopravvalutati come Macron e Merkel. E’ un vero statista, in Occidente è l’unico che regge il confronto con leader politici come Assad, Putin, Ahmadinejad. Boris non è eurofobo ma non si fida dei tedeschi, non esiste nella visione britannista di Johnson una identità germanica in quanto i tedeschi o sono slavi o sono occidentali, dunque l’UE carolingia è un sogno divenuto incubo neo-sovietico. Continua a leggere

La Francia ribolle. E adesso Macron è sotto assedio

parigi macron

I gilet gialli sono a Parigi. E la capitale francese diventa il teatro di una delle proteste più violente e simboliche degli ultimi anni. La Francia profonda è arrivata nelle via della grande metropoli francese. Un mondo in rivolta, una Francia lontana anni luce da quella delle magnifiche sorti e progressive che Emmanuel Macron vorrebbe rappresentare. È un Paese impoverito, preoccupato da una crisi economica che non sembra avere fine, stanco di un presidente sempre più distante incapace di comprendere i bisogni della Francia reale. Questa Francia, già scesa per le strade di tutto il Paese nella scorsa settimana, continua la sua protesta. E adesso assedia Macron.

Gli appelli del governo a mantenere la calma non sono bastati. La marcia di avvicinamento dei gilet gialli verso la grande manifestazione parigina è stata costellata di critiche feroci, muri contro muri, ma soprattutto dalla volontà del governo francese, rappresentato dal ministro dell’Interno Christophe Castaner e dal premier Édouard Philippe, di tirare dritto. Parigi non si piega ai manifestanti: è stato quello il messaggio lanciato dai palazzi del potere. E adesso la protesta ha colpito direttamente il cuore del Paese, Parigi, con 81mila manifestanti che ancora paralizzano parti del Paese e migliaia che hanno invece preso d’assalto il centro della capitale.

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In Francia sempre tutto bene. Come in Germania

IN FRANCIA INVECE TUTTO BENE. COME IN GERMANIA.

IN FRANCIA INVECE TUTTO BENE. COME IN GERMANIA.

Macron una ne fa e una ne pensa. Come  saprete, lui l’anti-fasci-razzista ,  è riuscito  a lodare il maresciallo Pétain, il capo del governo di Vichy, collaborazionista con Hitler, suscitando proteste internazionali. Praticamente,  ogni volta che apre bocca, sbotta  in qualche involontaria  provocazione. Usa spesso parole inventate , distorte (croquignolet), gergali da teppista (”bordel”, “pognon de dingue”) o enigmatiche  (“essence …

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Francia, un altro massone nelle stanze del potere

Segnalazione Corrispondenza Romana

Ancora un massone nelle stanze del potere, in Francia. Si tratta di Christopher Castaner, nominato nuovo ministro degli Interni lo scorso 16 ottobre, due settimane dopo le dimissioni di Gérard Collomb.

Durante i suoi studi in Giurisprudenza, Diritto commerciale internazionale, Scienze criminali e criminologia e Scienze politiche, Castaner si è avvicinato ai club «Forum» di Michel Rocard, dove ha fatto la conoscenza di differenti personalità del mondo politico, tra le quali i massoni Michel Sapin, Alain Bauer, Manuel Valls così come Olivier Faure, con cui ha mantenuto i contatti, e Benoît Hamon, con cui invece li ha recisi. Divenne membro del Partito socialista nel 1986. Venne eletto Sindaco di Forcalquier nel 2001, confermato poi nel 2008 e nel 2014; nel 2004 è stato consigliere regionale in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, rieletto poi nel 2010. Nel 2012 è stato eletto deputato nella II Circoscrizione delle Alpi-de Haute-Provenza. Membro della Commissione Finanziaria dell’Assemblea Nazionale, è stato nominato relatore speciale per i bilanci di lavoro ed occupazione. Nel giugno 2014 l’allora primo ministro Manuel Valls gli ha affidato per decreto la vicepresidenza del Copiesas, il Consiglio d’orientamento della partecipazione, degli utili, del risparmio salariale e dell’azionariato salariato. Inoltre, è stato relatore della legge sulla crescita, sull’attività e sull’eguaglianza nelle opportunità economiche, più nota come legge Macron. E proprio da Macron Castaner è stato nominato nel 2017 Segretario di Stato incaricato delle relazioni col Parlamento e designato portavoce del governo di Edouard Philippe, posto che lasciò il 24 novembre di quell’anno: pochi giorni prima, il 18 novembre, era stato eletto delegato generale di La République en marche.

Lo scorso 16 ottobre è giunta la sua nomina a ministro degli Interni: secondo diversi media, avrebbe minacciato di lasciare il posto di Segretario di Stato e di aggiungersi così al lungo elenco di addii al governo, se non gli fosse stato dato questo ministero. Come il suo predecessore e come la maggior parte di coloro che hanno avuto tale funzione, anche Castaner è massone, come precisa l’agenzia Medias-Presse.Info, assieme a molti altri organi di stampa, come il blog Le Salon Beige, che fornisce un ulteriore tassello, evidenziando come sia proprio di En Marche l’80% dei circa 500 aderenti al Circolo Camille-Desmoulins, impegnato a riunire i massoni di qualunque obbedienza, che si riconoscano nelle idee e nell’azione di Emmanuel Macron. Ed allora tutto diviene più chiaro… Continua a leggere

La democrazia secondo Macron

LA DEMOCRAZIA SECONDO MACRON

LA DEMOCRAZIA SECONDO MACRON

(MB. Da Contropiano, il giornale comunista:) Solidarietà a Jean-Luc Mélénchon! di Potere Al Popolo Stamattina alle 7:00 le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in casa di Jean Luc Melenchon. Perquisizioni a tappeto in ogni angolo, sequestro di computer, cellulari e altri oggetti personali. I motivi di questa irruzione forzata, neanche si trattasse di chissà cosa, sono riconducibili, stando alle prime notizie, …

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Macron boicotta pellegrinaggi in treno per Lourdes

Invece farebbe bene ad andarci assieme alla nonna, chissà che non avvenga il miracolo…(n.d.r.)

A lanciare l’allarme è Coordinamento Nazionale Pellegrinaggi Italiani che teme la soppressione del servizio di treni speciali per Lourdes in partenza dall’Italia

di Giorgia Baroncini

Ora Emmanuel Macron boicotta i pellegrinaggi in treno a Lourdes. Il presidente francese ha pensato di bloccare i treni che trasportano i pellegrini al santuario mariano. Continua a leggere

Libia, la guerra segreta di Parigi: forze speciali schierate da Macron

Risultati immagini per GLI OCCHI DELLA GUERRA IN LIBIA

GLI OCCHI DELLA GUERRA

di Davide Bartoccini

Un contingente silenzioso di forze speciali e agenti dei servizi segreti del Dsge che operano nel teatro libico da oltre due anni: ufficialmente in “funzione anti-Isis”, ma spesso vicini alle azioni delle forze armate condotte dal generale Khalifa Haftar. L’uomo in ascesa nella crisi libica che rischia di travolgere il governo di Tripoli (Gna).

L’Italia non è l’unica potenza europea ad avere un contingente di forze speciali impegnato in “prima linea” sul suolo libico. Anche la Francia, che secondo quanto riportato in passato da Le Mondesta conducendo una “guerra segreta” in Libia, possiede sul campo una task force di operatori delle forze speciali e del Dsge – Direction générale de la sécurité extérieure – stanziate presso la base di base aerea di Benina, ad est di Bengasi. La presenza è stata confermata anche dall’inviato speciale dell’Onu Martin Kobler .

Un contingente di centocinquanta uomini, secondo le ultime indiscrezioni risalenti al 2016, che potrebbe essere stato rinforzato da ulteriori unità dopo alcune perdite registrate, e in seguito alle continue escalation che hanno visto il loro culmine nei giorni scorsi: quando gli scontri nelle periferie della capitale hanno visto alcuni colpi di mortaio cadere in prossimità di palazzi governativi e ambasciate, costringendo all’evacuazione di personale – anche italiano – da Tripoli. Continua a leggere

La nuova guerra in Libia? È solo il vecchio, sporco, colonialismo francese

di Fulvio Scaglione

La nuova guerra in Libia? È solo il vecchio, sporco, colonialismo francese

Fonte: linkiesta

La nuova, ennesima crisi della Libia, con il Governo di Fayez al-Sarraj sull’orlo del baratro per l’attacco delle milizie ribelli, ha un contorno assai complicato, che comprende le rivalità storiche tra le tribù, il ruolo degli ex gerarchi di Gheddafi, la spartizione degli introiti del petrolio, le intromissioni di una lunga serie di Paesi che vanno dagli Usa alla Gran Bretagna, dalla Francia all’Italia, dalla Russia all’Egitto, dalla Turchia al Qatar.
Ma la sostanza, almeno nella realtà di questi ultimi anni, è molto molto più semplice: c’è un Governo debolissimo e quasi impotente, quello appunto guidato da Al-Sarraj, che agisce sotto l’egida delle Nazioni Unite ed è riconosciuto dalla comunità internazionale; e c’è un Paese, la Francia, che lavora perché quel Governo cada, anche a costo di ripiombare la Libia nel caos più totale.
Emmanuel Macron ha fatto la propria parte quando, nel luglio scorso, ha convocato un vertice unilaterale per far incontrare Al-Sarraj e il suo nemico giurato, il generale ex gheddafiano ed ex Cia Khalifa Haftar, con l’evidente risultato di delegittimare il primo e legittimare il secondo. E la sta facendo tuttora, visto che le milizie moralizzatrici (dicono che il Governo è corrotto, pensa un po’ da che pulpito) sono passate all’offensiva tra il viaggio del nostro premier Conte a Washington, dove Donald Trump si era spinto a proporre una “cabina di regia” italo-americana per la Libia, e la conferenza sulla Libia organizzata a Roma per il 10 novembre. Il suo piano è chiaro: far fuori Al-Sarraj e andare in dicembre a quelle elezioni che nessuno tranne lui voleva e che finirebbero con l’incoronare un vassallo di Parigi.
La sostanza di questo conflitto è molto molto semplice: c’è un Governo debolissimo, quello appunto guidato da Al-Sarraj ma riconosciuto dalla comunità internazionale. E c’è un Paese, la Francia, che lavora perché quel Governo cada, anche a costo di ripiombare la Libia nel caos più totale. Il piano di Macron è chiaro: far fuori Al-Sarraj e andare in dicembre a quelle elezioni che nessuno tranne lui voleva e che finirebbero con l’incoronare un vassallo di Parigi: Khalifa Haftar. Continua a leggere

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