VERONA, G. AMATO è “l’anti-pride”: “CIVILTA’ vs BARBARIE: La Famiglia prima di tutto!”

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A cura del Circolo Christus Rex-Traditio

Come ogni anno, il mese di Giugno, dedicato al Sacro Cuore di Gesù, viene profanato dalle oscene sfilate, spesso blasfeme, dei cosiddetti Gay Pride. Per una mezza giornata, le città si trasformano in Sodoma e Gomorra. Accadrà a Roma, accadrà Domenica 16 Giugno a Verona. Oltre al consueto Rosario di riparazione per lo scandalo pubblico e per l’offesa a Dio, indetto per le ore 15.00, (Catechismo della Chiesa Cattolica: il “peccato impuro contro natura” è annoverato tra i Peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio) e addirittura per l’invito allo Stato a legittimarne i loro desideri immorali, parificandone le unioni al matrimonio e dando loro in adozione dei bambini, quest’anno, Sabato 15 Giugno alle 16.30 parteciperemo all’evento organizzato da Fortezza Europa presso la sua sede di Via S. Giuseppe 28/a (zona S. Zeno): “LA FAMIGLIA PRIMA DI TUTTO!” con l’autorevole relatore Avv. Gianfranco AMATO, Presidente dei Giuristi per la Vita e collaboratore del nostro Circolo Christus Rex.

Sarà l’anti-pride per antonomasia, in una città che non è cambiata, che appartiene a noi, nonostante questo transitorio periodo di fallimentare amministrazione di sinistra, che pensa più alle manifestazioni dell’orgoglio sodomita, e al gender che alle priorità dei cittadini. E nonostante il silenzio della Curia, in linea con le sacrileghe aperture di questi anni da parte del Vaticano occupato dai modernisti conciliari.

 

Il diritto (dimenticato dalla combriccola Lgbt) ad avere una mamma e un papà

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Tradotto in spagnolo e pubblicato si Info.Hispania. Ripreso anche da www.2dipicche.news

L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per https://www.informazionecattolica.it/2023/07/10/il-diritto-dimenticato-dalla-combriccola-lgbt-ad-avere-una-mamma-e-un-papa/

ANCHE VERONA HA VISTO SFILARE IL GAY PRIDE, SINDACO “CATTOLICO” IN TESTA

Anche Verona ha visto sfilare il Gay pride, sindaco “cattolico” in testa. Pochi giorni prima, il primo cittadino aveva ricevuto una delegazione di “famiglie arcobaleno” rassicurandole sul fatto che trascriverà all’anagrafe i loro eventuali figli, frutto di maternità surrogata. Le scene che i media ci hanno fatto vedere fanno chiedere a chiunque se personaggi con parrucche, tacchi a spillo e abiti sadomaso possano essere adeguati a crescere dei bambini…

Per capire se sia giusto o meno dare figli a coppie dello stesso sesso, bisognerebbe mettersi dalla prospettiva del bimbo, titolare di diritti che potrà esercitare anni dopo la sua nascita. La letteratura scientifica, la psicologia e l’antropologia, nonché la pedagogia sono concordi nell’affermare che un bambino ha bisogno di crescere con il sostegno di due figure che siano di sesso diverso e che siano specificatamente mamma e papà.

Da quando esiste l’uomo, è sempre stato così. La natura e la biologia sono evidenti nel merito e, certamente, non si può chiedere a un bimbo di far da cavia per esperimenti differenti. La responsabilità di risultati fallimentari sarebbe enorme perché si rischierebbe di rovinare la vita ad una persona. E’ a partire dalla propria origine che si pongono le basi per costruire bene la propria identità e, per conseguenza impostare un progetto che vada in direzione di una meta ben precisa. Se non si trova risposta alla prima domanda esistenziale “Da dove vengo?” non si potrà dare senso pieno alla propria esistenza.

Il problema delle proprie origini colpisce i bambini adottati e, ancor di più i figli in provetta, come possiamo pensare che i figli di “genitori” dello stesso sesso non l’abbiano e addirittura amplificato?

La costruzione dell’identità, lo sviluppo dell’autostima, la formazione di una personalità equilibrata, la capacità di relazionarci con gli altri sono strettamente collegati alla nostra origine, al nostro essere figli di uno e un solo padre e di una e una sola madre. Per questo la famiglia e l’educazione dei figli non possono nascere solo dall’affetto o essere determinate da un contratto o atto amministrativo…

La nostra identità sessuale si sviluppa sempre a partire da una differenza, attraverso un rapporto con le figure genitoriali. La relazione quasi simbiotica del bambino con la madre che l’ha tenuto in grembo e allattato al seno viene interrotta dalla figura del padre che consente, in questo modo, al figlio di poter auto-costruire la propria soggettività, distinta da quella della madre. Mamma e papà sono quindi figure fondamentali e complementari per lo sviluppo armonico del bambino.

Per la tutela dei minori, c’è da augurarsi che l’utero in affitto diventi presto reato universale.

SALVIAMO MAMMA E PAPÀ! No a Genitore 1 e 2 sui documenti dei bambini!

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Segnalazione di Pro Vita & Famiglia

Vogliono eliminare mamma e papà con un colpo di spugna, ma possiamo impedirlo.

Il Tribunale di Roma ha ordinato al Governo di eliminare le parole PADRE e MADRE dai documenti di riconoscimento dei bambini.

Secondo i giudici devono essere sostituite con GENITORE 1 e GENITORE 2, per assecondare le richieste delle coppie Lgbtq.

Il Governo Meloni deve opporsi a questa richiesta ideologica e continuare a scrivere “madre” e “padre”: firma la petizione e fai sentire la tua voce, è urgente!

Salviamo Mamma e Papà, firma ora!

Sai perché il Tribunale ha fatto questa richiesta ideologica?

Per riconoscere legalmente le cosiddette “famiglie arcobaleno”.

Si tratta di coppie omosessuali che pianificano a tavolino la nascita di bambini “senza papà” o “senza mamma”.

Come fanno?

Sfruttano all’estero pratiche illegali in Italia: l’utero in affitto (nel caso di due uomini) o l’acquisto di sperma e la fecondazione artificiale (nel caso di due donne).

Incredibilmente, i giodici vogliono “premiare” chi sfrutta queste pratiche riconoscendo due uomini o due donne come “due padri” o “due madri” dei bambini nati.

È un attacco micidiale: blocchiamolo.

FIRMA ORA per chiedere al Governo Meloni di continuare a scrivere LA VERITÀ sui documenti di identità dei bambini: esiste solo un padre e una madre! [CLICCA QUI]

Appena ho letto la notizia ho rilasciato un durissimo comunicato ripreso dalla stampa:

Come vedi ci siamo mossi immediatamente, ma occorre anche il tuo aiuto per essere più incisivi e mandare al Governo un messaggio chiaro: MAMMA E PAPÀ NON SI TOCCANO!

Carta d’identità, Salvini: “Basta con genitore 1 e 2, si torna a madre e padre”

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Risultati immagini per maschio e femmina Dio li creòSegnalazione di F.F.

“Utero in affitto e orrori simili assolutamente no, difenderemo la famiglia naturale fondata sull’unione tra un uomo e una donna”, ha detto Salvini in un’intervista…

In un’intervista alla testata cattolica online Nuova bussola quotidiana, il ministro dell’Interno Matteo Salvini è intervenuto su numerose questioni che riguardano i rapporti tra politica e mondo religioso.

Salvini, tra le altre cose, ha chiarito di voler modificare la dicitura con cui attualmente vengono indicati i genitori sulla carta d’identità. Non più “genitore 1” e “genitore 2”, ma un ritorno al più classico “madre” e “padre”.

“La settimana scorsa mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica c’erano ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione ‘madre’ e ‘padre’. È una piccola cosa, un piccolo segnale, però è certo che farò tutto quello che è possibile al ministro dell’Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione” Continua a leggere

Millie Fontana: la denuncia della figlia di due lesbiche

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Risultati immagini per Millie FontanaSegnalazione di Antonello Deiana

Mi chiamo Millie Fontana, ho 23 anni e sono figlia di due lesbiche, concepita tramite un donatore. Sono qui con il supporto di tutti e tre i miei genitori. Questa è una testimonianza che, di sicuro, è inaudita perché nessuno vuole sentir parlare dell’altro lato dell’arcobaleno, il lato non adatto per crescere dei bambini felici, perché crescono con l’idea sbagliata di come una struttura familiare dovrebbe essere.
Crescendo, volevo un padre… Sentivo dentro di me che mi mancava un padre prima ancora che potessi concepire quello che significava un padre. Sapevo che amavo entrambe le mie mamme, ma non riuscivo a capire quello che mancava dentro di me. Quando ho affrontato la scuola ho iniziato a realizzare, attraverso l’osservazione di altri bambini e dei loro legami d’amore con i loro padri, che mi stavo perdendo qualcosa di speciale. Mi è stato mentito durante tutta la scuola; Mi è stato detto che non avevo un padre… è stato molto difficile per me affermare un’identità stabile per questo. E la mia stabilità comportamentale ed emotiva ha sofferto molto a causa di questo.
Sono cresciuta atea e senza alcuna affiliazione religiosa… ma supporto i cristiani perchè fin’ora, in questo dibattito, i cristiani sono gli unici che si pongono la questione e seguono i loro figli. I cristiani sono gli unici che cercano di accendere i riflettori sulle storie come la mia. Nessuno nella lobby Lgbt vuole ascoltare qualcuno come me perchè “Love is love” giusto? Noi non esistiamo per loro.
Crescendo mi guardavo allo specchio e pensavo: “Da dove ho preso questi occhi verdi? Da dove ho preso un certo aspetto della mia personalità o certi talenti che nessuno nella mia famiglia ha?”. La risposta è semplicemente “Mio padre”! Ma in realtà non è soltanto il padre o il donatore (come a loro piace chiamarlo), ma : “ho una zia, uno zio, una nonna e tanti cugini?”. Sono tutte cose che fanno parte di me. Chi erano i miei genitori per decidere quali parti di me è accettabile che conosca e quali no?
Ho conosciuto mio padre quando avevo 11 anni ed è stata probabilmente la prima volta nella mia vita in cui mi sono sentita una bambina stabile. L’ho guardato negli occhi e ho pensato: “questa è la mia parte mancante”, non perchè avessi fantasticato sull’avere un padre, ma perchè ho potuto dare un volto a chi ero io, potuto guardare chi è egualmente responsabile della mia esistenza, ho potuto affermare la mia identità basata su questo uomo.
Voglio parlare di reale “uguaglianza”. Sento parlare di “uguaglianza” dalla lobby Lgbt ma mi chiedo quale sia la loro definizione di uguaglianza perchè, per me, uguaglianza significa dire la verità, significa essere rispettati per quello che si è per intero e non solo in base a quello che i genitori decidono che tu debba sapere. Uguaglianza è guardare entrambi i lati della mia famiglia genetica e capire chi sono veramente. Uguaglianza non significa che, siccome alcuni studi su famiglie gay volontarie e sui loro figli dimostrerebbero un esito positivo, questo debba valere per tutti, è completamente irrealistico.
Ho sentito questa menzogna della lobby Lgbt: ai bambini non importa chi è la loro famiglia, uomini e donne sono intercambiabili. Considero questo di per sé una forma di discriminazione di genere. Uomini e donne offrono ruoli complementari nell’allevare il bambino e dovrebbero essere rispettati con “uguaglianza”.
E’ buffo il modo in cui la lobby gay parla di omofobia. Ho racconti di amici gay che mi spiegano che altri gay li chiamano omofobi perchè preferiscono che i bambini crescano con un padre e una madre: è totalmente ridicolo! Ero omofoba quando mi guardavo allo specchio e mi chiedevo dove fosse mio padre? Ero omofoba quando supplicavo i miei genitori di dirmi chi fossi? Assolutamente no! Io amo i miei tre genitori con “uguaglianza”.
L’omofobia, in realtà, è semplicemente un’avversione per un certo comportamento. Sono profondamente in disaccordo nell’equiparare omofobia e razzismo. Mi sento offesa dall’idea che io sia considerata razzista per aver parlato di queste cose.
Perchè il governo sta cercando di spingere una agenda che non è basata sull’onestà? Perchè in realtà in ogni relazione tra persone dello stesso sesso ci vuole una terza persona per “produrre” un bambino. Perchè come società dovremmo ignorare questa verità? Io non sono qui grazie a due donne, ma tre persone hanno fatto la scelta di farmi venire al mondo. La scienza viene sostituita dai desideri di alcuni adulti. In Canada sul certificato di nascita c’è scritto “genitori legali” non più genitori biologici. Il certificato di nascita sta cambiando da documento della storia del bambino a documento di intenti degli adulti. Sono gli adulti che decidono: io mi prendo cura di questo bambino. Ma quali informazioni questo documento fornisce al bambino? Non è realistico. Nessuno fa un certificato sulle intenzioni.
Mia madre mi ha fatto una domanda: cosa sarebbe successo se io e la mia partner potevamo sposarci? Se avessimo potuto avere quell’ambiente familiare stabile come tutti gli altri? Ho risposto con un’altra domanda: che tipo di terapia mi avrebbero somministrato gli psicologi per i miei comportamenti dovuti alla mancanza di un padre se l’assenza del padre fosse stata considerata una forma di discriminazione? Nessuna risposta.
La cosa divertente è che Obama ha detto che adesso tutti gli altri paesi si dovranno evolvere, ma da quello che ricordo, l’evoluzione è durata un po’ più di un decennio ed anche che ha coinvolto tutti. L’evoluzione non è stata fatta con un’agenda politica che sta silenziando anche una parte della comunità Lgbt. Sono una piccola minoranza estremista che sta spingendo, da quello che mi sembra, all’estinzione del genere in sé stesso. Io non vedo “gender equality” io vedo l’intenzione di sbarazzarsi del genere umano del tutto.
Finchè noi come società non intavoliamo una discussione che includa i bambini come me per i quali non va bene che i genitori decidano quali sono le parti (di vita) che sono accettabili da rivelare al bambino, finchè questa discussione esclude tutti quelli che sono stati allevati senza padre o senza madre, finchè questa discussione azzittisce svergognandoli i bambini che sono sulle mie posizioni, non dovremmo spingere il matrimonio a questa evoluzione perchè l’evoluzione va per gradi e non ho intenzione di venire zittita da persone che devono dire a me come è accettabile che io mi senta, che sono una brutta persona perchè volevo un padre, che forse non amavo abbastanza le mie madri se volevo un padre.
Grazie per il sostegno a questa causa perchè tutti meritano avere voce e non lascerò che si incuta vergogna ai cristiani o a qualunque persona di fede solo perchè si mobilita per i bambini… è ridicolo!
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Macchina del fango: il ministro della Famiglia è “fascista e omofobo”

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Macchina del fango: il ministro della Famiglia è “fascista e omofobo”“Quando uno dei nostri arriva a fare il Ministro e mantiene le posizioni, è un dovere di tutti noi, in quanto Cattolici, fare quadrato e sostenerlo, senza se e senza ma, ciascuno secondo il suo stato e le sue possibilità”. (Matteo Castagna, 1/06/18)

di Redazione de Il Secolo d’Italia

Ad aprire le danze della demonizzazione è Repubblica, occupandosi di Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia, con un articolo che elenca i motivi di “allarme” e “preoccupazione” che renderebbero l’esponente del governo Conte pericoloso per l’Italia. Cominciamo: si è sposato con doppio rito, tridentino e civile; ha scritto un libro sul calo demografico; si è espresso contro i matrimoni omosessuali; apprezza Marine Le Pen e Putin. Siete preoccupati? Se non lo siete abbastanza arriva subito il “piatto forte”. E cioè la partecipazione a un convegno di Fortezza Europa, associazione di Verona, moderato dal frontman della banda musicale Hobbit, Emanuele Tesauro. E poi il tifo per l’Hellas Verona che gli ultrà neri della curva sud definiscono la “squadra a forma di svastica”.

Queste sarebbero le ombre che gravano sul neoministro della Famiglia, il quale, intervistato dal Corriere, chiarisce che la questione dei matrimoni gay non è nel contratto di governo e quindi non se ne occuperà. Quanto alle sue dichiarazioni, non sono contro i gay, ma tese a sottolineare che la famiglia è la comunità più importante. In ogni caso alla domanda “come si comporterà con le famiglie arcobaleno”, la sua risposta è “perché esistono le famiglie arcobaleno? Per la legge non esistono”. Una risposta subito rilanciata dai media e che è destinata a suscitare scalpore. Tra i suoi obiettivi, annuncia ancora, potenziare i consultori per dissuadere le donne ad abortire e abbassare  l’Iva su tutti i prodotti che riguardano l’infanzia. “Non ho mai detto – chiarisce – che le donne non possono abortire, ma metterò in atto delle politiche per cercare di ridurre il numero degli aborti”.

Fonte: http://www.secoloditalia.it/2018/06/macchina-del-fango-il-ministro-della-famiglia-e-fascista-e-omofobo/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook Continua a leggere

Si insedia il “governo del cambiamento” alla prova dei fatti

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di Matteo Castagna

Si insedia il governo Lega-Movimento 5 Stelle. Molti non ci speravano più. Anzi, dopo la remissione del mandato da parte di Giuseppe Conte e la salita al Colle di Cottarelli, i più vedevano all’orizzonte l’ennesimo governo tecnico. Forse alcuni avevano già iniziato a consigliare ai due leader l’assai più comodo e meno responsabilizzante ruolo di tribuni della plebe.

Invece qualcosa è cambiato, proprio in quella fase. A dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che nella politica della cosiddetta “Terza Repubblica” sono saltati tutti gli schemi, oltre ai consolidati rapporti e prassi istituzionali. Ieri il Prof. Avv. Giuseppe Conte è tornato al Quirinale con la squadra dei Ministri e c’è stato il giuramento. La prossima settimana ci sarà l’ultimo passaggio della fiducia parlamentare, che non riserva particolari preoccupazioni e sarà maggiore alla Camera e più ristretta al Senato.

Cos’è cambiato nell’arco di una settimana? C’è stato un compromesso con l’Europa per poter governare. Abbiamo toccato con mano che chi prova a formare un esecutivo, con tanto di premier, programma e maggioranza riceve il “niet” dell’ Ue tramite le figure istituzionali di garanzia, se non rassicura i mercati, ovvero l’asse Parigi-Berlino che comanda a Bruxelles attraverso le sue banche, le sue lobby e le sue agenzie di rating. Salvini, ma non solo, ha, quindi,  concluso che siamo un Paese “a sovranità limitata”. E’ oggettivo. Se non trovi almeno un metodo di convivenza, anche da divorziati in casa, con loro, vai a casa. Tutto il resto è sterile propaganda da rosiconi. Quanto accaduto ne è la prova evidente, anche per coloro che, eventualmente, avessero voluto non vedere. Il nuovo governo ha rassicurato in merito alla permanenza nell’Eurozona, in cambio di una politica sovranista in tema di immigrazione e fisco. Già ieri, però, autorevoli esponenti del governo hanno detto che l’Italia farà anche quelle cose che qualcuno nell’ Ue potrebbe non gradire. Sarà vero? Parleranno i fatti e su quelli giudicheremo, perché un conto è la diplomazia, un conto è la realtà. Un conto sono le frasi di circostanza, un conto sono le politiche effettive. Continua a leggere