Mazzini e Manasse

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Il 10 marzo 1872 a Pisa moriva Giuseppe Mazzini, nella casa della famiglia israelita Rosselli, tra le braccia di Sara Nathan, sempre israelita. Il triste Mazzini fu uno dei responsabili del tristissimo “risorgimento”. Pace all’anima sua.
 
 (…) Fosse per loro, i repubblicani avrebbero ambientato il trapasso del capo in una diversa scenografia; l’adesione ideologica alla causa dell’emancipazione ebraica non li salvaguardava infatti dall’adesione emotiva agli stereotipi dell’antisemitismo. Asproni (Giorgio, ndr) stesso poteva ridere della battuta messa in giro dal pavese Benedetto Cairoli, secondo cui il cadavere di Mazzini era stato accaparrato dalla semitica tribù di Manasse (motto graziosissimo, perché nel dialetto lombardo manasse significa rapace, avido, desto a carpire la roba altrui). Ed è nel diario di Asproni che si legge l’ingenerosa conclusione “Anco sul cadavere di Mazzini il ghetto ha messo le mani”. (Sergio Luzzatto, “La mummia della repubblica”, Einaudi, 2011, pag. 5). (Segnaliamo il testo dissociandoci del riprovevole antisemitismo dei repubblicani mazziniani, ndr).
 
Sulla figura di Giuseppe Mazzini si può leggere anche:
 
Il funereo Mazzini
 
Cattivi maestri: il pensiero religioso di Mazzini