Si festeggia la nascita di Maometto, Brescia sembra Islamabad

Migliaia di persone sono sfilate ieri a Brescia per celebrare la nascita del profeta Maometto.

La comunità islamica pachistana, come ogni anno, ha festeggiato questo giorno con un corteo che, partito da via Sardegna, ha raggiunto l’area spettacoli viaggianti di via della Volta, passando da via Cremona, rimasta a lungo chiusa.

Una manifestazione  organizzata dall’associazione culturale Muhammadiah, riservata solo agli uomini, cui hanno aderito in maggioranza pakistani.  giornaledibrescia.it

FONTE: http://www.imolaoggi.it/2018/11/27/si-festeggia-la-nascita-di-maometto-brescia-sembra-islamabad/

Corte Europea: insultare Gesù si può. Maometto no!

Blasfemia contro Islam

 Antonella Sanicanti

La Blasfemia contro l’Islam è un reato. Questa quanto emerge dalla sentenza della CEDU legata al caso Sabaditsch-Wolff.

Sono 47 i Paesi dell’Europa su cui ha potere la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Ora, tutti i Paesi membri saranno costretti ad accettare le “regole” in merito a ciò che determina il reato di blasfemia per la religione musulmana.

In poche parole, tutti potremmo essere accusati di aver offeso l’islam con le nostre dichiarazioni e ciò in nome di una “pace religiosa”. Ancora memori, o forse meglio dire impauriti, dalla memoria dei tragici fatti legati alla vicenda Charlie Hebdo.
Ancora una volta dunque abbassiamo la testa per placare l’offensiva, anche se questo metodo pare non aver mai funzionato nel corso della storia.

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E’ reato definire Maometto un pedofilo

Una sentenza vergognosa! (N.d.R.)

Corte UE: bisogna distinguere tra matrimonio con una bambina e pedofilia

di Magdi Allam

Cari amici, per la “Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”, di fatto la suprema istanza della magistratura in Europa, è reato definire Maometto un pedofilo. Non perché si contesta il fatto incontrovertibile che nel 620, all’età di 50 anni, sposò una bambina di sei anni, Aisha, anche se il matrimonio fu consumato tre anni, nel 623, quando la bambina aveva nove anni. Ma perché, spiega la sentenza, Maometto e Aisha rimasero sposati fino alla sua morte nel 632, cioè per nove anni, quando Aisha aveva 18 anni. Quindi, secondo la Corte Europea, si può dire che Maometto sposò una bambina ma non che sia stato un pedofilo perché “pedofilo è chi è attratto solo o principalmente da minorenni”. Insomma essendo stata Aisha l’unica moglie-bambina di Maometto, mentre le altre sue 14 mogli erano maggiorenni, ed essendo stato Maometto suo marito fino alla sua morte, non si può attribuire a Maometto l’orientamento sessuale del pedofilo. In conclusione per la Corte Europea se un uomo adulto sposa una sola volta una bambina e lei resta sua moglie fino alla sua morte, non è qualificabile come pedofilo.

Sulla base di questa argomentazione la Corte Europea ha dato torto a un’esperta di questioni islamiche, l’austriaca Elisabeth Sabaditsch-Wolff, che aveva presentato un ricorso dopo essere stata condannata in Austria nel 2011 per “incitazione all’odio” e “oltraggio ai simboli religiosi di una comunità religiosa riconosciuta”. La Corte Europea ha condiviso la sentenza della magistratura austriaca, secondo cui bisogna distinguere tra il matrimonio con una bambina e la pedofilia. La Corte Europea ha fatto propria anche la motivazione della magistratura austriaca sulla necessità di prevenire la reazione violenta degli islamici, sostenedo il “legittimo scopo di prevenire disordini salvaguardando la pace religiosa e rispettando il sentimento religioso”. Continua a leggere